Vista così, la giunta di Stefano Lo Russo mi piace. Di primo acchito, s’intende. Già mi sento fischiare alle orecchie dai miei amici di sinistra che più di sinistra non si può. “Ha avuto i nostri voti e vuole fare una politica di destra”.
Indagine Covid, dibattito in Consiglio regionale
Approvata la relazione di maggioranza sulla gestione dell’emergenza Covid in Piemonte. Quella che in termine tecnico è stata definita “Indagine conoscitiva in merito alla gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19 sul territorio piemontese” all’interno della Commissione Sanità, aveva infatti prodotto due relazioni e quella di minoranza è stata respinta. I due schieramenti hanno votato per i rispettivi documenti.
Nell’illustrare la relazione di maggioranza Alessandro Stecco (Lega), presidente della Commissione Sanità, ha spiegato che “la mozione che ha portato all’istituzione del gruppo di lavoro prevedeva non solo un’analisi dei dati e delle misure adottate per contrastare il Covid ma anche un’analisi storica delle politiche e degli scenari degli ultimi decenni della sanità piemontese: compito che è stato svolto attraverso 21 audizioni che hanno evidenziando criticità e punti di forza”.
“La Sanità regionale, indebolita dai tagli e dalle necessità legate al Piano di rientro, si è trovata ad affrontare un’emergenza epocale senza un piano pandemico – ha sottolineato –. Nonostante ciò, il Piemonte ha in molti casi anticipato strategie e risposte che sono state riproposte a livello nazionale e internazionale, a cominciare dal contact tracing e dalle iniziative per la scuola sicura. Molto è stato fatto per implementare la medicina territoriale e l’emergenza ospedaliera: l’istituzione del Dirmei si è rivelata una chiave di volta per affrontare la situazione in un contesto di difficoltà strutturale di partenza. Non va dimenticato, inoltre, che il Piemonte è stata la prima regione a dotarsi di una piattaforma informatica. Le linee guida per la telemedicina, gli sforzi fatti per aumentare i posti di terapia intensiva e subintensiva, nonché l’incremento dei laboratori per l’analisi dei tamponi hanno dimostrato inoltre l’elevata capacità di risposta del Piemonte”.
Presentando la relazione di minoranza, Daniele Valle (Pd), coordinatore del gruppo di lavoro, ha sottolineato come l’indagine abbia “consentito di evidenziare lacune e ritardi nell’affrontare una situazione certamente nuova ma che avrebbe richiesto risposte più tempestive e strutturate”.
“L’indagine – ha aggiunto – ha approfondito diversi punti, anche se in qualche caso la Giunta è sembrata come volerli rimuovere. La pandemia ha colto tutti di sorpresa e lascia tuttora interrogativi sulla sua evoluzione: si poteva senza dubbio fare di più e meglio per quanto riguarda le evidenti carenze nella catena di comando, le politiche per il tracciamento, il ritardo negli interventi per le Rsa e l’incertezza nella scelta e nella gestione delle strutture Covid. Ci sono problemi che dovremo affrontare nei prossimi mesi, a cominciare dalla catena di comando con ruoli spesso sovrapposti e confusi e dalla redazione del Piano sociosanitario regionale per darne una più compiuta organizzazione”.
“Mi preoccupa il domani – ha concluso – perché le risorse per il personale medico a tempo determinato stanno finendo, i bisogni di cura sono migrati verso il privato e le liste d’attesa si sono allungate a dismisura. La sfida che abbiamo di fronte è recuperare le liste d’attesa e coloro che si sono allontanati dal Sistema sanitario regionale per veder garantito il diritto alla salute”.
Paolo Bongioanni (Fdi) ha osservato come dalla relazione di maggioranza emerga “la necessità di investire sul capitale umano in Sanità e di rafforzare la medicina di territorio. La Regione ha avuto capacità di reazione immediata a cominciare dall’aumento dei laboratori di analisi, passati da 2 a 32, e delle terapie intensive”.
Domenico Rossi, intervenuto per il Pd con Maurizio Marello e il capogruppo Raffaele Gallo, ha sottolineato come “sia necessario analizzare ciò che non ha funzionato per non ripetere gli errori. È innegabile che nel 2019 la Sanità piemontese abbia ereditato problemi strutturali ma le sue condizioni erano notevolmente migliorate rispetto al 2014. Il Piemonte sta tuttora continuando a fare pochi tamponi, così come è stata evidente la confusione tra posti letto Covid e non Covid nella prima e nella seconda ondata”.
Alberto Preioni, intervenuto per la Lega con Andrea Cane e Riccardo Lanzo, ha definito la relazione di maggioranza “un grande lavoro di trasparenza a disposizione di chiunque lo desideri. Il Piemonte non è partito al pari delle altre regioni a causa dei Piani di rientro e dei tagli attuati negli anni dal Governo, mentre l’Assessorato e il Dirmei si sono impegnati nel cercare soluzioni e offrire risposte. Sarà importante assumere e favorire borse di studio per guardare al futuro con maggiore serenità, così come continuare nello sviluppo delle Usca e delle cure domiciliari per curare le persone a casa”.
Francesca Frediani (M4o) ha evidenziato “la necessità di concentrarsi sul nuovo Piano sociosanitario regionale e sul rafforzamento della medicina territoriale per permettere ai cittadini di accedere in tempi brevi ai servizi. La decisione di chiudere le scuole in anticipo rispetto alle altre regioni si è rivelata piuttosto saggia ed è importante ora intervenire sui trasporti per poter continuare ad assicurare la didattica in presenza”.
Per Sarah Disabato (M5s) “il lavoro svolto nel gruppo di lavoro ci permetterà di non commettere in futuro gli errori fatti in passato. È necessario concentrarsi sulla prevenzione e sul monitoraggio degli agenti infettivi per evitare il proliferare di pandemie”.
Marco Grimaldi (Luv) ha rilevato che “il Piemonte a inizio pandemia non sapeva neppure di cosa disponesse nelle sue file, a partire dai Dpi e si è mossa una ventina di giorni dopo rispetto alla Lombardia e ad altre regioni per procedere all’approvvigionamento. Le Rsa, inoltre, sono state abbandonate a se stesse”.
Silvio Magliano (Moderati) ha espresso la necessità “di fronte a quanto accaduto, di capire cosa non abbia funzionato e di non esitare a riconoscere che nell’attività di governo qualche volta si possono commettere errori”.
Per Paolo Ruzzola (Fi) “la Sanità piemontese ha fronteggiato l’emergenza con coraggio, a cominciare dal personale sanitario e parasanitario e dai volontari. Abbiamo affrontato la pandemia con svantaggi dovuti a carenza di strutture, laboratori e personale e con un sistema informatico e manifatturiero inidonei per il tracciamento e la produzione di mascherine. Ci sono stati errori a tutti i livelli ma avremmo forse potuto essere meno impreparati con una Sanità in condizioni migliori e, nonostante alcune carenze, non è stato lasciato indietro nessuno”.
Per Mario Giaccone (Monviso) “la relazione di maggioranza tende a evidenziare come il Piemonte abbia saputo affrontare una situazione del tutto inedita mentre quella di minoranza evidenzia con garbo i limiti dell’organizzazione e della regia generale. I dati raccolti e alcuni limiti sono oggettivi: la minoranza non ha inteso speculare sulle difficoltà per non aggiungere problemi”.
Prima della votazione finale l’assessore alla Sanità Luigi Icardi ha sottolineato che “se vogliamo parlare di un ‘caso Piemonte’, esso risiede forse nel fatto che oggi la regione è tra le zone con le maggiori condizioni di sicurezza, frutto dell’impegno e dei sacrifici di tutti”.
“Lungi da noi l’idea di dire che nessuno ha sbagliato – ha dichiarato – perché solo chi non fa non sbaglia. È indubbio che la Sanità piemontese al momento dello scoppio della pandemia fosse debole, ma è un fatto che chiunque abbia avuto bisogno di un ricovero in terapia intensiva o ordinario lo abbia avuto. La risposta degli ospedali è stata efficiente e la medicina del territorio è stata potenziata”. “Abbiamo inoltre affrontato l’emergenza con armi spuntate – ha concluso – ma grazie a un protocollo all’avanguardia elaborato nell’aprile 2020 abbiamo curato a casa 48mila persone in un momento di incertezza e con un quadro normativo confusionario in cui ogni settimana cambiavano le carte in gioco e non va dimenticato che l’indagine sulle Rsa è stata archiviata. Abbiamo poi cercato in ogni modo di fornirci di dispositivi Dpi, ma non di rado i nostri acquisti venivano bloccati, abbiamo riposto nei magazzini i ventilatori fornitici dalla struttura commissariale perché si rompevano e ne abbiamo acquistati di nuovi, abbiamo assunto medici a tempo determinato perché erano gli unici che il Governo ci ha consentito di assumere e realizzato una piattaforma per il tracciamento quando all’inizio della pandemia disponevamo di un semplice file Excel. Le sfide che ci attendono ora sono il nuovo Piano sociosanitario e la riduzione delle liste d’attesa”.
Un’avventura iniziata nel 2013 che ha portato fino ad oggi la vittoria di un campionato mondiale, due trionfi europei ed un quinto posto ottenuto in Nuova Zelanda, questa è la storia de “Le Zie” formazione di atlete master che mercoledì partirà alla volta della Spagna, per difendere il titolo continentale del softball conquistato nel 2019.
“Abbiamo riportato entusiasmo in un movimento sportivo che aveva perso appeal e che oggi è fra i più forti di Italia” a parlare è Angelo Brunero manager della squadra che “nel 2013 grazie allo svolgimento dei World Masters Games a Torino, ha raccolto ex giocatrici che avevano smesso l’attività agonistica formando il roster che ha vinto quella manifestazione”.
Ci tiene a puntualizzare “Quella è stata la scintilla per l’iscrizione di una formazione di Torino al campionato di serie B di softball, anche l’avvio di un movimento amatoriale, che grazie all’apporto di alcune giovani è tenuto in vita fino ad oggi”
L’allenatore guiderà la squadra master che nel fine settimana tornerà sui campi di Sant Boi de Llobregat, a pochi chilometri da Barcellona, come nel 2019 rappresenterà il movimento italiano della palla gialla nella 2^ edizione della European Masters Cup, organizzata dalla European Softball Federation.
“Anche questa volta Le Zie indosseranno la casacca dell’Italia rappresentando così la Federazione Italiana Baseball Softball”. – aggiunge – “Lì in Spagna incontreremo le Euskadi Old Stars (Spagna), il Team Hungary, le Denmark Classic Ladies, il Team Sweden e le Dutch Old Stars (Olanda), proprio la presenza della squadra olandese ci fa capire il livello del torneo, perché raramente le orange giocano in queste competizioni per partecipare”.
Gli obiettivi sono molteplici e Le Zie guardano già al 2022 “Il divertimento è alla base del successo, Le Zie sono atlete che hanno molteplici esperienze, sono costituite da un nucleo piemontese al quale nel tempo si sono aggiunte atlete di altre regioni”. Precisa Brunero “A Barcellona puntiamo al massimo possibile, le gare saranno difficili come nel 2019, dove abbiamo vinto sì ma non è stata per nulla una passeggiata”.
Il Giappone pensandoci è dietro l’angolo “Ci siamo iscritti al World Masters Games che si svolgeranno a Kansai nel maggio del prossimo anno, lì andremo con un altro spirito ed avremo la possibilità, nel caso, anche di iscrivere due squadre”.
Pensiamo a domani “Si è vero le valige sono pronte, le casacche aspettano per essere indossate e so già cosa chiedere alle mie ragazze e che mi daranno in cambio, attendo con ansia di vederle in campo”
Buon viaggio allora coach “Grazie, tifate per noi!”
Lo staff tecnico del manager Angelo Brunero e completato dal pitching coach Paolo Miroglio, dal dirigente Rocco Di Miceli e dal team manager Massimo Incandela.
La formula prevede un girone all’italiana a 6 squadre, le prime due classificate svolgeranno la finale per il 1° posto, le altre quelle di consolazione.
Ecco il calendario della squadra italiana:
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ore 17:00 ?????? ????? ?? ??? – Team Hungary
ore 19:00 Denmark Classic Ladies – ?????? ????? ?? ???
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ore 17:00 ?????? ????? ?? ??? – Dutch Old Stars
ore 19:00 Euskadi Old Stars – ?????? ????? ?? ???
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ore 09:00 ?????? ????? ?? ??? – Team Sweden
ore 17:00 finale
Presentato ad Asti il progetto di ricerca di Regione Piemonte,Fondazione Agrion, Disafa e Agroinnova
La coltivazione di nocciolo in Piemonte è una realtà in forte crescita e rappresenta uno dei poli di produzione più importanti a livello nazionale, con oltre 26.000 ettari distribuiti su tutto il territorio regionale e 9.000 aziende coinvolte.
La nocciola Tonda Gentile prodotta in Piemonte è considerata tra le migliori varietà al mondo dal punto di vista organolettico e per le caratteristiche di resa e pelabilità.
Un prodotto eccellente da tutelare insieme al territorio di produzione e pertanto la Regione Piemonte ha attivato un gruppo di lavoro tecnico-operativo che raccoglie le più importanti professionalità nell’ambito della ricerca, composto dal Settore Fitosanitario Regionale, Agrion – Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, DISAFA – Università di Torino e Agroinnova.
Dal tavolo tecnico è nata la proposta del progetto di ricerca “Nocciola di qualità”, avviato nel 2021 e che proseguirà fino al 2024, al quale partecipano oltre alle istituzioni e gli enti di ricerca, anche i principali esponenti del mondo imprenditoriale del settore.
L’obiettivo è fronteggiare le maggiori criticità legate alla qualità globale della nocciola Piemonte: i danni da cimice asiatica, l’avariato sui frutti, le problematiche che caratterizzano la cascola pre-raccolta. La Regione Piemonte ha incaricato Fondazione Agrion di coordinare il gruppo di lavoro per le attività indicate come priorità.
La presentazione ufficiale del progetto si è tenuta venerdì 22 ottobre ad Asti, nell’aula magna del Polo Universitario di Asti, con la partecipazione del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dell’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa, del presidente di Fondazione Agrion Giacomo Ballari. del presidente di Unioncamere Piemonte Gian Paolo Coscia.
“Oggi è una giornata importante perché abbiamo fatto qualcosa che non era mai avvenuto prima, cioè far sedere allo stesso tavolo l’intera filiera della nocciola: produttori, trasformatori e grandi industrie utilizzatrici di questo nostro prodotto d’eccellenza – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. L’obiettivo è lavorare insieme a un progetto che ha tre parole d’ordine: qualità, sostenibilità e continuità. Lo faremo con il supporto scientifico dell’Università di Torino, della Fondazione Agrion e di Agroinnova, perché garantire la qualità significa ad esempio difendere la nostra nocciola dalla cimice asiatica o dalla cascola. Ma anche riconoscere che la sostenibilità deve essere sia ambientale che etica, cioè rispetto per l’ambiente ma anche di chi lavora in agricoltura garantendone i diritti e il giusto compenso. E poi la continuità: serve un prodotto costante perché i danni dovuti alle calamità naturali sono sempre più frequenti e circoscritti a specifiche aree ed è fondamentale che i nostri contadini possano essere rimborsati. Per questo servono condizioni assicurative che incentivino e mettano nella condizione i nostri produttori di assicurare le proprie nocciole. Un percorso che, al pari del nostro vino, del riso e della carne, punta a rendere la nocciola del Piemonte un grande motore di sviluppo economico per tutto il territorio”.
“Il Piemonte produce una varietà di nocciola, la Tonda Gentile, riconosciuta tra le migliori al mondo per qualità e per questo preservare questa eccellenza rappresenta una priorità assoluta nella politica agricola regionale. – dichiara l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa – La Regione infatti è a fianco dei produttori che in questi ultimi anni stanno affrontando diverse problematiche dovute principalmente al cambiamento climatico che causa la diffusione della cimice asiatica e un peggioramento del livello qualitativo delle nocciole. Da qui è nata l’esigenza di un progetto a lungo termine che coinvolgesse insieme le istituzioni, il mondo della ricerca e il mondo imprenditoriale”.
“Con questo progetto stiamo compiendo un altro passo importante per la tutela di una delle eccellenze del Piemonte: la Nocciola Tonda Gentile. L’aumento significativo della corilicoltura a livello locale e la diffusione di nuove avversità, richiedono una gestione agronomica attenta, che garantisca la salvaguardia e la salubrità del prodotto – sottolinea il presidente di Fondazione Agrion Giacomo Ballari – La ricerca e la sperimentazione sono infatti fondamentali per trovare soluzioni efficaci, e al contempo rispettose dell’ambiente, alle criticità che anche il comparto corilicolo deve affrontare per consentire alla nocciola piemontese di distinguersi per la sua qualità e mantenere il primato che da sempre la caratterizza. Come Fondazione Agrion siamo stati incaricati dalla Regione Piemonte per coordinare il gruppo di lavoro per le attività che la filiera ha indicato come prioritarie, che vedranno coinvolti i partner nelle diverse attività di competenza. Verrà costituita una rete di monitoraggio sul territorio che coinvolgerà i tecnici di tutti i settori produttivi in modo da conoscere in tempo reale la situazione relativa all’insediamento di H. halys nelle zone di maggior presenza e agli spostamenti sul territorio regionale, al fine di concordare con i tecnici e le Organizzazioni di produttori, le strategie d’intervento da adottare nel corso della stagione. Ringrazio per il sostegno finanziario tutte le aziende private e le istituzioni pubbliche che continueranno in questi anni a dare la sostenibilità economica al progetto: un’operazione che permette di comprendere come sia efficace una collaborazione tra pubblico e privato che sostiene un settore economico strategico per la filiera agroalimentare piemontese”.
Il bollettino Covid di giovedì 28 ottobre
COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16,30
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 268 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 97dopo test antigenico), pari allo 0,4% di 59.676 tamponi eseguiti, di cui 53.352 antigenici. Dei 268 nuovi casi, gli asintomatici sono 140 (52,2%).
I casi sono così ripartiti: 107 screening, 113 contatti di caso, 48 con indagine in corso.
Il totale dei casi positivi diventa quindi 388.257,così suddivisi su base provinciale: 31.953 Alessandria, 18.574 Asti, 12.219 Biella, 55.948 Cuneo, 30.073 Novara, 206.794 Torino, 14.449 Vercelli, 13.800 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.604 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.843 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 18 (+ 1 rispetto aieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 181(– 3 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 3.794
I tamponi diagnostici finora processati sono 8.197.884(+ 59.676 rispetto a ieri), di cui 2.354.002 risultati negativi.
I DECESSI DIVENTANO 11.811
Quattro decessi di persone positive al test del Covid-19, 1 di oggi, sono stati comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale diventa 11.811 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.582 Alessandria, 723Asti, 436 Biella, 1.467 Cuneo, 950 Novara,5.642 Torino, 533 Vercelli, 377 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 101 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
372.453 GUARITI
I pazienti guariti diventano complessivamente 372.453(+168 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 30.045 Alessandria, 17.679 Asti, 11.716 Biella, 53.857 Cuneo, 28.989 Novara, 199.012 Torino, 13.763 Vercelli, 13.338 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.509 extraregione e 2.545 in fase di definizione.
MILANO: FESTA DELL’AUTIERE, IN MOSTRA GLI AUTOCARRI STORICI TARGATI ‘MARAZZATO’
Al raduno per il Centenario dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia sette esemplari della più grande collezione europea di camion storici.
Nuovo appuntamento con la ‘Collezione Mezzi Storici Marazzato’, la più grande raccolta di camion d’epoca del Novecento tutti perfettamente restaurati e riportati alle condizioni d’origine.
Ben sette magnifici autocarri militari del patrimonio veicolare messo insieme in oltre dieci anni dalla passione dell’industriale ambientale Carlo Marazzato (Presidente della Holding dell’omonimo ‘Gruppo Marazzato’ nato nel 1952) sono pronti a fare bella mostra di sé a Milano dal 29 al 31 Ottobre prossimi in occasione del Primo Centenario dell’’Associazione Nazionale Autieri D’Italia’, nata nel lontano 1921.
E ora pronta, con questo trentesimo, eccezionale raduno, a raccontare ancora una volta pagine, aneddoti e ricordi fondamentali della storia patria.
L’evento è realizzato con il contributo della Regione Lombardia e con il patrocinio di Comune di Milano, Città Metropolitana di Milano e ‘Automobile Club Milan’.
“Sono onorato di prendere parte a una rassegna motoristica così carica di importante significato umano, culturale, storico e sociale insieme”, esordisce Carlo Marazzato, anche Fondatore e Presidente dell’Associazione Veicoli Storici ‘Quattro Assi Più’, da sempre appassionato di motori leggeri e pesanti.
“Un’opportunità per radunare alcuni fra gli esemplari più significativi in mio possesso che tanta parte hanno avuto nel passato del Paese. A cominciare dai mezzi indimenticabili della Prima Guerra Mondiale come il ‘Fiat 18P’ e il ‘Fiat 18BL’. E, con loro, poter esporre anche i successivi autocarri cosiddetti ‘musoni’ come i due esemplari di ‘Lancia 3Ro’, e il seguente ‘Lancia 6Rom’. Nel periodo di transizione fra le due guerre, l’esercito nazionale aveva in dotazione anche il memorabile ‘Spa 38’. Completano la carrellata anche l’OM CL52, con trazione 4×4 adibito al trasporto truppe”.
La ‘Collezione Mezzi Storici Marazzato’, ospitata nell’ampioshowroom privato di Stroppiana (VC), è stata recentemente altresì oggetto di una preziosa partnership con il Politecnico di Torino per lo studio e realizzazione di un polo museale moderno e innovativo dedicato alla storia dei giganti della strada.
E’ aperta eccezionalmente al pubblico, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, solitamente il secondo sabato del mese, previa prenotazione telefonica dal lunedì al venerdì, in normale orario d’ufficio, allo 0161 320311.
La corte di Assise di Appello di Torino ha confermato la condanna a 30 anni di carcere per Said Mechaquat
Questi il 23 febbraio 2019 uccise sul lungo Po dei Murazzi a Torino il 34enne Stefano Leo, che lavorava commesso in un negozio di abbigliamento.
L’imputato si costituì settimane dopo e diede spiegazioni confuse del suo gesto.
I due non si conoscevano. Said si era appostato sul Lungo Po e aveva aggredito Leo, che stava andando al lavoro, sgozzandolo con un coltello.
Stupor Mundi a Jesi
Piazza Federico II a Jesi domenica mattina è deserta e silenziosa.
Non ci sono bar o ristoranti, il portone della cattedrale è aperto per accogliere più tardi i fedeli, i palazzi antichi che si affacciano sulla piazza sono chiusi e dall’aspetto decadente ma ricco di fascino come la storia che stiamo per raccontare. C’è una grande tenda bianca in piazza, si scorgono ombre all’interno e si sentono le voci concitate di donne cortigiane che aiutano Costanza d’Altavilla a mettere al mondo suo figlio, Federico II, che secondo la tradizione nacque nella piazza centrale di Jesi, nella parte più alta della cittadina marchigiana circondata da mura medioevali. È il 26 dicembre 1194. Jesi esulta ma chi è nato davvero in quella fredda giornata, si domanda il popolo jesino. Il figlio di un macellaio, il figlio del diavolo, l’anticristo annunciato dalla Bibbia o forse più saggiamente lo Stupor Mundi che muterà il corso della storia. Lo svevo, imperatore e re, ma soprattutto uomo di pace come campeggia nella targa celebrativa che i cittadini di Jesi gli hanno dedicato nella piazza a lui intitolata. Ancora oggi Federico e la sua piazza fanno discutere. Si parla, si litiga, si spostano fontane, leoni, obelischi e monumenti. Guelfi contro ghibellini, filo-papali e filo-imperiali, come una volta. Si fanno perfino referendum come quello sulla statua del sovrano. A suo tempo collocata all’esterno della cinta muraria jesina la statua è stata oggetto di un voto referendario per sistemarla in un altro luogo della città e alla fine è stato deciso di spostarla dentro le mura, davanti al museo. La statua di Federico II ora si trova al suo posto, in piazza di fronte al Museo Federico II Stupor Mundi inaugurato tre anni fa per raccontare la vita, la dinastia e le imprese dell’imperatore siculo-germanico. Il Federico II è il primo museo a rievocare il meraviglioso mondo del sovrano attraverso un lungo viaggio nel tempo tra i comuni italiani, il Papato, il regno di Sicilia e la Terrasanta, attraverso installazioni interattive e sofisticate tecnologie di animazione, filmati e documentari, ricostruzioni sceniche e architettoniche, dipinti, disegni, miniature, codici e mappe.
Stefano Lo Russo è stato ufficialmente proclamato sindaco di Torino per il prossimo quinquennio.
A ospitare la cerimonia, con la consegna al neosindaco della fascia tricolore, la Sala Rossa di Palazzo Civico.
“Un grande onore e una grande responsabilità”, le prime parole di Lo Russo che ha sottolineato l’impegno gravoso che la sua amministrazione si accinge ad assumere. “E’ una sfida molto importante è quella che ci attende – ha detto – : fare ripartire la città è il mandato che ci è stato consegnato dagli elettori”.
Tre le priorità indicate dal neosindaco: il lavoro, la giustizia sociale e far tornare vincente la vocazione internazionale della città. Un passo del discorso sulle linee di indirizzo che caratterizzeranno i lavori della nuova Giunta Lo Russo lo ha dedicato anche all’emergenza climatica e ambientale, questione principe del millennio, per la quale occorre lavorare ponendosi obiettivi concreti e verificabili.
Successivamente il Sindaco Lo Russo si è spostato in Sala Colonne dove ha assegnato ufficialmente le deleghe agli assessori della sua Giunta che hanno firmato i decreti di nomina.







