ilTorinese

“Alla Conquista della Vuelta”

 

Presentazione del libro in Città metropolitana il 28 agosto

Cresce la febbre per la partenza tutta piemontese de La Vuelta e si intensificano le iniziative collaterali sul nostro territorio.
Il grande appassionato di ciclismo Filippo Manfredi ha rivissuto nel libro “Alla Conquista della Vuelta” la storia della corsa spagnola, iniziata esattamente 90 anni fa, ripercorrendo le 79 edizioni fin qui disputate, con un occhio di riguardo per i corridori italiani che ne sono stati protagonisti.
Dalla prima edizione del 1935, il racconto percorre quasi un secolo di storia, dedicando ampio spazio ai sei vincitori italiani.
In queste settimane la presentazione del volume è stata organizzata in alcune delle sedi di passaggio, partenza o arrivo della corsa, come Cesana Torinese, Venaria Reale e Bardonecchia.
Sabato 23 agosto alle 18 il libro è stato presentato a San Maurizio Canavese, quindi giovedì 28 agosto alle 17.30 l’appuntamento sarà nella sede della Città metropolitana di Torino, in corso Inghilterra 7.

 

Comitato Torino Respiera e il ricorso contro il Governo sullo smog

Le Regioni del Nord Italia dichiarano la loro incapacità a gestire la qualità dell’aria 

Il commento del Comitato Torino Respira

Tre delle quattro regioni del “bacino padano”, Piemonte, Lombardia e Veneto, hanno deciso di presentare ricorso alla Corte Costituzionale contro il Governo nazionale che a giugno ha approvato la legge che delega il governo al recepimento della nuova Direttiva Europea sulla qualità dell’aria.

In quella legge il Governo ha detto chiaramente che la responsabilità diretta del rispetto della normativa sulla qualità dell’aria è delle Regioni e che lo Stato interviene solo in modo complementare, nel caso in cui le Regioni non siano in grado di raggiungere i risultati previsti dai propri piani sulla qualità dell’aria, o sia necessario un coordinamento con gli organi dello Stato. In realtà questa è già la situazione prevista dalla legislazione vigente fin dal 2010, che le Regioni hanno sempre accettato, arrivando solo nel 2023, nel caso del Piemonte, a chiedere l’intervento dello Stato.

Al di là delle questioni di legittimità costituzionale, colpisce il passaggio centrale della delibera con la quale la Regione ha motivato il suo ricorso, dicendo che il Governo: “… omette di considerare la strutturale inadeguatezza, acclarata dall’esperienza degli ultimi quindici anni nella vigenza del sistema di tutela previsto dal d.lgs. n. 155 del 2010, dei livelli regionali e locali a garantire nel territorio del c.d. “bacino padano” il raggiungimento degli standard di qualità dell’aria imposti dall’Unione europea,…”.

In pratica la Regione Piemonte ammette dopo quindici anni di non essere in grado di gestire il problema dello smog, né da sola né tantomeno in collaborazione con le altre regioni del bacino padano e con gli enti locali.

“Come cittadine e cittadini attenti al tema dello smog e dei suoi effetti sulla salute ci eravamo accorti da parecchio tempo che le Regioni del nord Italia non erano in grado di gestire il problema, e l’abbiamo sostenuto con forza in tutte le sedi possibili. Colpisce il fatto che oggi la Regione Piemonte lo dica in modo così chiaro, dopo che il Presidente Cirio ha più volte declamato il successo dei piani e delle azioni regionali, che sono sempre state palesemente insufficienti”, così commenta Roberto Mezzalama, Presidente di Torino Respira, che aggiunge: “Trovo gravemente irresponsabile però che questa ammissione venga fatta dopo ben quindici anni dall’avere ricevuto la delega ad occuparsi del problema dello smog e dopo essere stati quindi indirettamente responsabili della morte prematura e del peggioramento dello stato di salute di migliaia di persone in tutta la Regione. Credo anche che questo debba aprire una riflessione più generale sulla foga con la quale le Regioni hanno per molto tempo chiesto più competenze e più autonomia, foga alla quale in genere non ha fatto seguito la volontà di pagare il prezzo politico delle scelte necessarie.”

Comitato Torino Respira

www.torinorespira.it/

Gli intellettuali nella storia d’Italia

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

.

Qualche sera fa ad Alassio di fronte ad una domanda del pubblico, ho improvvisato una risposta sugli intellettuali italiani e la loro storia. Qualche osservazione merita forse di essere ripresa. Per secoli dall’età delle Signorie in poi e anche in parte del Medio Evo (pensiamo alla scuola poetica attorno a Federico ll) se si esclude Dante, gli intellettuali  italiani sono stati dei cortigiani destinati a servire un principe, fosse quello di Machiavelli o di altra signoria.  Il grande Ariosto dovette porsi al servizio degli Estensi che non apprezzarono neppure la sua opera. Pochissimi furono vittime del potere come Bruno, Campanella, Galilei. Per trovare esempi di poeti che non si piegarono nella” genuflessioncella “come era tenuto a fare il Metastasio alla corte di Vienna , bisogna attenendere l’abate Parini fustigatore dei privilegi, gli illuministi milanesi e quelli napoletani. Anche Goldoni cittadino della Repubblica di Venezia andò alla corte francese. E poi l’aristocratico Alfieri che odiò “ le muse appigionate “e seppe tenere la schiena dritta. Ma è soprattutto da Foscolo che nasce una poesia civile capace di opporsi ai potenti fino alla scelta dell’esilio, come i piemontesi Baretti e Radicati di Passerano. Foscolo morì povero a Londra. Anche gli aristocratici Leopardi e Manzoni  seppero non piegarsi mai al potere. Nell’800 ci furono tanti intellettuali e scrittori che furono patrioti e conobbero il carcere e l’esilio a partire da Francesco De Sanctis. Anche Carducci fu poeta libero, malgrado la nomina a senatore. Nell’800 incomincia ad insinuarsi anche nel mondo della cultura la Massoneria che non fu protagonista, come molti sostengono, del Risorgimento. Molti poeti e scrittori scelsero il sostegno della Massoneria. A determinare  un cambiamento fu il graduale riconoscimento in Italia e all’estero dei diritti d’autore che li liberò dalle edizioni pirata delle loro opere.

.
Con i diritti d’autore dovrebbe cessare il mecenatismo. Ma in effetti non è così perché la politica diventa una seduzione irresistibile per tanti intellettuali. D’Annunzio ne è un esempio alto anche se a volte confuso. Sarà soprattutto di fronte al fascismo che gli intellettuali si schierarono pro o contro nel 1925 con i manifesti di Gentile e di Croc, tema che ho affrontato nella mia lectio iniziale. Ma il banco di prova fu il Ventennio. Mussolini, che conosceva bene le ambizioni degli intellettuali italiani, creò la Reale Accademia d’Italia con appannaggi , feluche , titoli di eccellenza. In pochi resistettero alla tentazione, ma molti furono fascisti per convinzione a partire da Pirandello e Ungaretti.  Gli intellettuali an tifascisti furono pochi : obbligati all’esilio , condannati al carcere e al confino. I loro nomi vantano il sacrificio di Gramsci , dei fratelli Rosselli e di pochi altri uomini di cultura. Croce seppe opporsi restando in Italia , ma il suo prestigio internazionale e il fatto che fosse senatore lo preservarono dalla persecuzione. Analogamente accadde per il grande economista Luigi Einaudi. Caduto il fascismo il 25 luglio 1943, molti intellettuali che furono fascisti quasi fino al giorno prima, si riposizionarono, trovando la sponda nel partito comunista che accolse i convertiti senza particolari problemi.  Anche durante la Repubblica sociale ci furono Fo, Albertazzi e persino il giovane Spadolini che scelsero di stare dalla parte di Mussolini e di Gentile, assassinato sotto casa nel 1944.

.

Togliatti era un politico di razza e accolse tutti  i voltagabbana che diventarono i più devoti comunisti per farsi perdonare il passato. Ha così inizio il sogno dell’egemonia culturale gramsciana che l’intellettuale sardo sperava con radici più nobili. Gramsci concepiva il partito comunista  come il nuovo “Principe“ di Machiavelli, un partito compatto e disciplinato, un partito pronto a fare la rivoluzione bolscevica. Togliatti era più realista di Gramsci e pensò ad accaparrarsi  posti nelle università , nelle case editrici , nei giornali , nel cinema da affidare ai suoi militanti. Quella egemonia non è più quella di un tempo, ma continua a resistere. La maggioranza degli uomini di cultura  con Marchesi, Russo  e tanti altri nel 1948 scelse il fronte popolare . Una minoranza scelse la libertà: i Silone, i Pannunzio, i Longanesi, i  Guareschi. Per fortuna dell’Italia vinse il fronte raccolto attorno a De Gasperi, a Croce, ad Einaudi, a Saragat, la cultura restò un monopolio degli sconfitti e non fu certo un premio di consolazione.

I Catari a Monforte d’Alba

Venerdì 5 e sabato 6 settembre, dopo tre anni di attesa, ritorna a Monforte d’Alba l’unica rievocazione storica dedicata ai Catari, in grado di trasformare l’antico borgo in un teatro a a cielo aperto, dove riecheggeranno  suoni e atmosfere dell’Alto Medio Evo.
Conosciuto in tutto il mondo per i grandi vini, la ristorazione di eccellenza, il festival Internazionale Monfortinjazz e per le iniziative della Fondazione Bottari Lattes, Monforte non dimentica le proprie radici storiche e rievoca un episodio realmente accaduto  nel 1028, quando nel castrum di Mons Fortis prese forma uno dei primi focolai eretici documentati in Italia settentrionale.

La rievocazione storica venerdì e sabato alle 21.15, con un suggestivo corteo di 150 figuranti, ripercorre con suggestione e realismo queste vicende drammatiche, che affondano le proprie radici nella setta proto- catara che, sostenuta dalla contessa Berta, trovò a Monforte un centro di predicazione. Guidati dal carismatico Girardo, un gruppo di nobili e popolani avevano abbracciato una dottrina di forte impronta gnostica, fondata sulla castità,  la comunione dei beni, l’astinenza dalla carne e la preghiera continua. Le idee raggiunsero presto l’arcivescovo di Milano, Aribèrto d’Intimiano, che decise di intervenire di persona, ordinando l’arresto di Girardo  e il suo trasferimento a Torino, davanti a un tribunale ecclesiastico. Il processo mise in luce la natura profondamente razionalista della nuova fede, il Figlio inteso come “anima dell’uomo amato da Dio”, lo Spirito Santo come “intelligenza delle scienze divine” e Maria Vergine “come raffigurazione simbolica delle Sacre Scritture”. Dottrine che portarono inevitabilmente alla condanna, il castellodi Mons Fortis fu raso al suolo, gli abitanti deportati a Milano e, di fronte alla scelta tra abiura o rogo, i seguaci rimasero fedeli alla propria dottrina scegliendo il martirio.
Per due giorni il borgo si trasformerà in un viaggio nel tempo, con cortei, scene teatrali, atmosfere medievali che permetteranno al pubblico di vivere da vicino una pagina cruciale della storia medievale italiana e del pensiero religioso europeo.

Domenica 7 settembre si completerà il programma  negli spazi dell’Auditorium Horzowzki con, alle 19, lo spettacolo del gruppo musicisti e sbandieratori Patin e Tesor di Alba. Dalle 20.30 cena con menù cataro organizzata dalla Pro Loco di Monforte. Prenotazioni al 3397189282.

La rievocazione è organizzata dall’Associazione  Monfortearte e dal presidente Adolfo Ivaldi in collaborazione con l’associazione Monforte Martina Libri e la Pro Loco di Monforte.

Mara Martellotta

La ricerca in sanità: l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino

Tra studi e innovazione con Aziende Sanitarie e IRCCS

Un progetto per migliorare la diagnosi del meningioma, uno dei più frequenti tumori cerebrali

.

Valutare l’efficacia di nuovi strumenti di diagnostica molecolare nel predire il rischio di recidiva di malattia a lungo termine e studiare il potenziale beneficio della radioterapia nei singoli pazienti: è questo l’innovativo progetto di ricerca dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino dedicato al meningioma.

Il meningioma è una tipologia di tumore cerebrale che origina dalle meningi, membrane di rivestimento del cervello e midollo spinale. Escluse le metastasi (vale a dire le localizzazioni secondarie di tumori che originano al di fuori del cervello), i meningiomi costituiscono il tumore cerebrale con incidenza più elevata e, sebbene possano colpire persone di ogni età, sono più frequenti in pazienti adulti e anziani, con un picco tra i 60 e i 70 anni di età. L’incidenza annuale del meningioma è stimata intorno ai 10 casi ogni 100.000 persone all’anno, rappresentando circa il 40% di tutti i tumori cerebrali primari.

Nella maggior parte dei casi si tratta di neoplasie a comportamento benigno e a lenta crescita che, in alcuni casi, possono essere monitorate radiologicamente nel tempo o in cui la sola asportazione chirurgica completa può costituire un trattamento efficace.

Nonostante queste premesse favorevoli, una percentuale non trascurabile di pazienti, che può superare il 20% dei casi, sviluppa una recidiva di malattia nel corso del follow up, anche a distanza di numerosi anni dall’asportazione chirurgica. A causa della sede critica di questi tumori inoltre, una progressione del tumore, anche lenta, può comportare un impatto clinico significativo, con disturbi neurologici progressivi e un peggioramento della qualità di vita. Per controllare questo rischio, la radioterapia rappresenta un’opzione efficace che, però, comporta costi significativi e non è scevra da potenziali effetti collaterali.

La diagnosi di questi tumori si basa su un approccio multidisciplinare, che integra dati clinici, neuroradiologici, principalmente mediante esami di risonanza magnetica e di tomografia computerizzata, e anatomopatologici.

La valutazione anatomopatologica del tessuto tumorale, prelevato tramite biopsia o asportazione chirurgica, costituisce, infatti, un elemento centrale del percorso diagnostico consentendo sia una diagnosi definitiva sia la classificazione del tumore in base al grado di malignità.

Ad oggi, questa classificazione del grado di malignità del singolo tumore è lo strumento fondamentale per stimare la prognosi e il rischio di sviluppare una recidiva di ogni paziente e, quindi, per determinarne il percorso terapeutico. L’efficacia complessiva di questo approccio è però limitata, sia dalla variabilità di comportamento clinico osservata in tumori con caratteristiche istopatologiche simili, sia dal riscontro in molti casi di aspetti ambigui che non consentono un inquadramento prognostico affidabile.

Negli ultimi anni, l’analisi anatomopatologica tradizionale è stata profondamente arricchita da nuovi approcci di diagnostica molecolare avanzata, basata su indagini innovative, come l’analisi del profilo di metilazione del DNA tumorale, che sono risultate estremamente efficaci nel migliorare la caratterizzazione dei tumori cerebrali, compresi i meningiomi.

Queste tecniche diagnostiche innovative, che vengono condotte sul tessuto prelevato al paziente tramite biopsia o intervento chirurgico, e che non richiedono pertanto ulteriori prelievi sul paziente, permettono anche una più precisa stratificazione prognostica, vale a dire una più precisa previsione della risposta alle terapie e dell’esito clinico finale del paziente, consentendo ai medici curanti (in particolare neurochirurghi, radioterapisti e neuro-oncologi) una scelta più efficace della terapia più adatta per ogni singolo caso.

Su queste basi è nato il progetto di ricerca specifico dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino: coordinato dal professor Luca Bertero, appartenente alla struttura di Anatomia Patologica 2 U diretta dalla professoressa Paola Cassoni, è frutto di una collaborazione con le strutture di Radioterapia, Neurochirurgia e Neuro-oncologia dell’AOU ed è stato recentemente premiato con un finanziamento di 200.000 euro per la ricerca traslazionale della Fondazione Ricerca Molinette.

Tale importante progetto di ricerca sarà focalizzato sui casi di meningioma più complessi dal punto di vista diagnostico, cioè quei casi in cui le tecniche tradizionali di diagnosi anatomo-patologica non risultano sufficienti. In questi pazienti, il valore aggiunto fornito dalle tecniche innovative di diagnostica molecolare avanzata può determinare importanti miglioramenti nella pianificazione della terapia e pertanto nell’esito clinico finale del paziente.

Questo progetto, che fornirà importanti avanzamenti nella conoscenza di una malattia oncologica di non trascurabile frequenza nella popolazione, è anche un prezioso esempio del valore strategico della condivisione di competenze e professionalità tra gruppi di ricerca e strutture cliniche che, con diversi ruoli e in diversi momenti, concorrono alla diagnosi e al trattamento di patologie complesse.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

cs

“Alpi on the road”, i percorsi dell’arco alpino per rilanciare il turismo e la montagna

L’iniziativa sarà presentata anche a Torino

RAFFORZARE IL TURISMO NELLE VALLI ALPINE EUROPEE, IL PROGETTO REALIZZATO DA LONELY PLANET CON UNCEM

Si terrà ai piedi del Monte Bianco la prima presentazione ufficiale di “Alpi on the road”, la nuova guida pubblicata da Lonely Planet Italia: l’appuntamento, patrocinato Fondazione Courmayeur Mont Blanc, è fissato per giovedì 28 agosto 2025, alle ore 11, al Jardin de l’Ange di Courmayeur. All’incontro interverranno Roberto Ruffier della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, Angelo Pittro, Direttore di Lonely Planet Italia, Denis Falconieri, autore della guida, Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, e Jean Barocco, Consigliere nazionale Uncem.
montagna
La guida contiene 50 itinerari – 25 in Italia e 25 oltreconfine – con percorsi che si snodano lungo tutto l’arco alpino, da Monaco a Trieste, collegando Italia, Francia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria e Slovenia: un volume pensato per chi desidera vivere un’avventura indimenticabile nel pieno rispetto dell’ambiente alpino. Ogni percorso è studiato per guidare il viaggiatore lungo strade panoramiche e suggestive, accompagnandolo con mappe dettagliate e indicazioni chiare tappa dopo tappa. Inoltre il volume è arricchito da approfondimenti culturali (storia locale, tradizioni, identità linguistiche) e da sezioni dedicate alle soste gastronomiche e alle specialità regionali.
Quella di Courmayeur è la prima tappa di un percorso che comprende altri quattro appuntamenti, a Torino, Trento, Brescia e Belluno, promossi da Uncem, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, con Lonely Planet Italia nell’ambito del Progetto italiae, progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Formazione, analisi, approfondimento, sul turismo nelle Alpi, che non è mai overtourism, ma punto di incontro con le comunità-vive dei paesi.

Torino, Giardini Reali: il Giardino dei poeti

 

Sabato 6 settembre 2025, per il Read a Book Day, l’evento internazionale che celebra e incoraggia la lettura, torna “il Giardino dei Poeti” nell’ambito della rassegna Estate Reale 2025 – Una sera al museo, organizzato dai Musei Reali di Torino con l’associazione Liberipensatori Paul Valery, la direzione artistica di Stefania Rosso e l’ensemble musicale AmbosMundos, guidato da Matteo Castellan insieme a Veronica Perego e Cécile Delzant, nel quale attori e attrici animano i Giardini Reali con performance di poesia, reading poetici e musica dal vivo.

 

Dalle 19.45 alle 22.45 nello spazio del Giardino Ducale i performer accompagneranno il pubblico con un “menù poetico” dedicato a ciascun partecipante: più di 20 interpreti saranno a disposizione del pubblico che sceglierà direttamente, secondo il proprio gusto e ispirazione, poesie e monologhi, dedicandosi un momento unico, bello e speciale in una cornice altrettanto unica e magica. Il tutto accompagnato dalle note dell’ensemble AmbosMundos.

 

Il Giardino dei Poeti è parte integrante di Estate Reale 2025, la rassegna culturale dei Musei Reali di Torino che trasforma il patrimonio storico del centro cittadino in un palcoscenico d’eccezione. Musica, teatro, poesia e arti performative si intrecciano in oltre venti appuntamenti serali e diurni, all’interno di alcuni dei luoghi più affascinanti del complesso museale, dal Teatro Romano ai Giardini Reali. Natura, stagioni e musica sono i temi chiave dell’edizione 2025, che esplora il dialogo tra le arti e il tempo, tra passato e presente e che festeggia la riapertura al pubblico del Giardino di Levante.

 

La musica di AmbosMundos, in una scaletta di brani originali e di grandi autori, è una peculiare sintesi tra world music e linguaggio jazz. Un suggestivo viaggio tra i suoni del mondo che è l’accompagnamento perfetto per un dialogo segreto, intimo e unico tra note, versi e pubblico.

 

Durante l’iniziativa “Il Giardino dei Poeti”, uno speciale percorso museale comprenderà la visita alla Biblioteca Reale e alla Galleria Sabauda, aperte dalle 19.45 alle 23.30 (con ultimo ingresso alle ore 22.45); si potrà accedere all’evento nei Giardini Reali e partecipare alla visita libera con un biglietto speciale dal costo di 5 euro. La Caffetteria Reale resterà aperta per tutta la serata con una speciale selezione di cocktail dedicata all’Estate Reale 2025 (per prenotare  un “Aperitivo Reale” da € 15.00, scrivere a eventi@caffetteriareale.it).

Info: mr-to.eventi@cultura.gov.it

Biglietteria in sede la sera stessa oppure online al seguente link: https://www.ticketone.it/event/musei-reali-estate-reale-musei-reali-di-torino-20186471/

 

 

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

/

AGENDA APPUNTAMENTI FONDAZIONE TORINO MUSEI
5-11 settembre 2025

 

VENERDI 5 SETTEMBRE

 

Venerdì 5 settembre dalle ore 18

MOSTRE D’ARTE TRA ITALIA E GIAPPONE NEGLI ANNI VENTI. IL CASO DI ETTORE VIOLA

MAO – Conferenza a cura di Motoaki Ishii, Università delle Arti di Osaka

Introduce Stefano Turina, Università degli Studi di Torino

In collaborazione con CeSAO  – Centro Studi sull’Asia Orientale

Nel 1923 l’ambasciatore del Regno d’Italia a Tokyo, Giacomo De Martino, ebbe l’idea di organizzare una mostra d’arte italiana nella capitale del Giappone che però venne sopressa due volte: la prima a causa del Grande Terremoto del Kanto avvenuto lo stesso anno e la seconda per l’opposizione dell’importante critico d’arte Ugo Ojetti. Bisognerà aspettare il 1928 per vedere sbarcare la prima mostra d’arte italiana contemporanea a Tokyo grazie al deputato e militare Ettore Viola. Lo stesso Viola collaborò in seguito alla realizzazione della celebre mostra d’arte giapponese a Roma nel 1930. La conferenza indagherà le travagliate vicende dell’organizzazione della prima mostra d’arte italiana in Giappone grazie a Ettore Viola, e dell’importante mostra d’arte giapponese giunta poi in Italia.

Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti disponibili.

Nato a Maebashi, Gumma, Giappone, il Prof. ISHII Motoaki si è laureato in Legge presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università statale di Tokyo, poi in Lingua e Letteratura Italiana presso la Facoltà di Lettere della medesima università. Cambiando l’indirizzo a Storia dell’Arte, ha conseguito il titolo di Master e il Ph. D. nel 1997 alla Graduate School dell’Università di Tokyo. Nel frattempo si è recato in Italia grazie a una borsa di studio del Governo Italiano ottenendo nel 2001 il Ph. D. alla Scuola Normale Superiore di Pisa con la tesi dal titolo “Venezia e il Giappone – studi sugli scambi culturali nella seconda metà dell’Ottocento”. Attualmente il professore ordinario all’Università delle Arti di Osaka, il prof. Ishii ha tenuto un corso sulla storia degli scambi culturali tra l’Italia e il Giappone al Corso di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale e Arti visive, spettacolo e design dell’Asia Orientale dell’Università degli Studi di Milano nel 2019.

 

Venerdì 5 settembre dalle ore 18.30

S.O.N.O.G.E.O.M.E.T.R.I.A. Un’azione condivisa tra scultura e suono, sguardo e corpo.

FINISSAGE MOSTRA ALICE CATTANEO. DOVE LO SPAZIO CHIAMA IL SEGNO

GAM – Performance musicale

Intervento sonoro di Alice Cattaneo, Chiara Lee e freddie Murphy

Performer: Camilla Soave

All’interno della mostra dedicata al lavoro di Alice Cattaneo, Dove lo spazio chiama il segno, S.O.N.O.G.E.O.M.E.T.R.I.A. è un intervento site-specific a sei mani (e molti speaker) che mette in dialogo le sculture dell’artista con una tessitura sonora, composta da gesti, materiali e frammenti d’ambiente.

Nessuna messa in scena, nessuna interpretazione: piuttosto un attraversamento diretto e spaziale, materico e organico.

Una performer, corpo consapevole, interagisce con le opere tramite una serie di azioni minime: attivazioni sonore che si espandono nello spazio attraverso dieci casse Bluetooth, ognuna depositaria di un suono-ombra. Sono i suoni delle opere stesse, raccolti e registrati — lo spostamento, la caduta, il trascinamento, la frizione con il suolo — e poi lavorati per essere reimmessi nello spazio come eco materiche. Una forma di campionamento ambientale che si fa geografia, archivio, presenza.

Durante l’intervento, il suono si dispone nello spazio, si sedimenta, si sovrascrive negli interstizi dell’ambiente. L’interfono — come gesto finale e intrusivo — interrompe e ridefinisce il paesaggio acustico, mentre la performer raccoglie e riposiziona le casse in un nuovo assetto.

Il giardino che ne emerge, o foresta sonora, diventa un’ulteriore opera, effimera ma concreta, in cui tutto si stratifica e si tiene: corpo, gesto, materia, voce degli oggetti.

L’installazione rimarrà visitabile fino al 7 settembre.

Info: gamtorino.it

 

 

SABATO 6 SETTEMBRE

 

Sabato 6 settembre ore 12-16

FINISSAGE MOSTRA HAORI

MAO – presentazione catalogo, rinfresco e proiezione

La giornata di sabato si apre con la presentazione del catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale. Il catalogo si sviluppa seguendo passo dopo passo il percorso espositivo e le sue sezioni tematiche, proponendo approfondimenti critici che offrono chiavi di lettura storiche, artistiche e culturali, con particolare attenzione alla complessità iconografica degli abiti esposti e al contesto in cui furono creati e indossati. Ampio spazio è dedicato alle opere degli artisti contemporanei invitati: Kimsooja Royce Ng, Yasujirō Ozu, Tobias Rehberger e Wang Tuo.

Il volume include inoltre saggi inediti a cura di Lydia Manavello, Silvia Vesco e Anna Musini, che approfondiscono temi quali l’estetica maschile nell’abbigliamento giapponese, le dinamiche storiche del periodo Taishō e Shōwa, e il ruolo della moda come veicolo di propaganda, identità e trasformazione culturale.

Il catalogo intende essere anche un dispositivo di lettura trasversale, che consente di cogliere le interconnessioni tra passato e presente, tra patrimonio materiale e riflessione artistica contemporanea. Un invito a proseguire idealmente il viaggio iniziato in mostra, alla scoperta di un Giappone più complesso e stratificato di quanto spesso le narrazioni canoniche lascino immaginare.

Al termine della presentazione, sarà offerto un light lunch a tutti i partecipanti, un momento di convivialità per favorire il dialogo tra esperti, appassionati e visitatori.

Nel pomeriggio, alle ore 14, il programma prosegue con la proiezione del film Inizio d’estate (1951), capolavoro di Yasujirō Ozu che, attraverso la sua poetica delicata e profonda, offre uno sguardo intimo sulla società giapponese dell’epoca.

L’ingresso è gratuito previa prenotazione al link.

DOMENICA 7 SETTEMBRE

 

Domenica 7 settembre

CHIUDONO LE MOSTRE ALLA GAM

FAUSTO MELOTTI. LASCIATEMI DIVERTIRE!

ALICE CATTANEO. DOVE LO SPAZIO CHIAMA IL SEGNO

GIOSETTA FIORONI

Info: gamtorino.it

 

Domenica 7 settembre

AL MAO CHIUDONO LA MOSTRE

HAORI. Gli abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone

ADAPTED SCENERIES

PAESAGGI DA SOGNO. Le 53 stazioni della Tokaido

Info: maotorino.it

 

Domenica 7 settembre ore 15

PROIEZIONE VIAGGIO A TOKYO (1953) DI YASUJIRŌ OZU

MAO – proiezione film in occasione del finissage della mostra Haori

Domenica 7 settembre alle ore 15 il MAO propone la proiezione del maggiore capolavoro di Ozu, Viaggio a Tokyo (1953). Il film, unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi film della storia del cinema di tutti i tempi, esplora con straordinaria sensibilità i mutamenti della società giapponese nel secondo dopoguerra, dialogando idealmente con i temi di trasformazione culturale e sociale evocati dalla collezione di abiti in mostra ma, al contempo, evocando emozioni universali.

L’ingresso è gratuito previa prenotazione al link.

 

 

LUNEDI 8 SETTEMBRE

 

Da lunedì 8 a giovedì 11 settembre

FUTURES LITERACY / CAPTURING THE INTANGIBLE

GAM – Workshop

Negli spazi della GAM si svolge il workshop condotto da Caterina Tiazzoldi, architetta e artista di fama internazionale. L’iniziativa è rivolta in particolare agli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti, al Politecnico di Torino ed altri cittadini. Rappresenta un’opportunità formativa di alto livello per riflettere, creare e dialogare intorno al tema dei futuri urbani. Il laboratorio esplorerà, attraverso il quadro concettuale dell’UNESCO Futures Architecture Literacy e il Progetto Europeo Dialog City (https://dialogcity.eu/), come lo spazio pubblico possa diventare luogo di socializzazione e visione condivisa, utilizzando strumenti digitali, materiali riciclati e pratiche collaborative.

Info e prenotazioni: infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it e sul sito

 

 

MERCOLEDI 10 SETTEMBRE

 

Mercoledì 10 settembre

PROIEZIONE A THOUSAND DREAMING PLATEAUS DI DABAL KIM

MAO – dal 10 al 20 settembre – proiezione in loop

Il MAO, in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Corea, propone la proiezione del film A Thousand Dreaming Plateaus, cinepoema di 14 minuti senza dialoghi che attraversa tre luoghi simbolici della Corea del Sud: dall’antico altare imperiale di Hwangudan a un’isola immaginaria dove acqua e terra si fondono. Privo di una narrazione lineare, il film si configura come uno scavo poetico del tempo, sulle tracce di riti dimenticati e paesaggi in continua trasformazione.

Attraverso performance scultoree e gesti rituali, l’opera esplora le intersezioni fluide tra memoria, corpo e territorio, trasportando lo spettatore in un regno ipnotico e sensoriale. Il titolo evoca una molteplicità di significati stratificati: “mille” indica infinite variazioni, “sognare” è un viaggio tra memoria e realtà, mentre “altopiani” allude a paesaggi contemplativi in cui storia e natura si riscrivono costantemente.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

 

GIOVEDI 11 SETTEMBRE

 

Giovedì 11 settembre ore 18:00

RICCARDO VENTURI

Giardini di carta. L’erbario dalla botanica alle arti visive

GAM – conferenza del ciclo RISONANZE – Primo ciclo di Conferenze tra Arte e Filosofia

Tra giugno 2025 e marzo 2026 la GAM di Torino organizza un ciclo di incontri, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino, curato da Chiara Bertola e Federico Vercellone. Gli incontri, articolati in singole conferenze, ripercorrono i temi delle Risonanze che attraversano la programmazione espositiva della GAM dall’ottobre il 2023 alla primavera del 2026: luce, colore e tempo; ritmo, struttura e segno; incanto, sogno e inquietudine, e vedono la partecipazione di studiosi e studiose di rilievo internazionale nel campo della filosofia, della storia dell’arte e delle scienze umane, offrendo un’occasione unica di riflessione interdisciplinare, in cui pensiero e visione si intrecciano per generare nuovi livelli di lettura delle opere e dell’esperienza estetica.

Quarto appuntamento:

RICCARDO VENTURI

Giardini di carta. L’erbario dalla botanica alle arti visive

Curioso è il destino dell’erbario: nato come strumento scientifico nelle mani della botanica per raccogliere, classificare e illustrare specimen vegetali, come farmacopea o elenco di farmaci, non ha cessato di affascinare filosofi, scrittori e artisti. Senza ricusare la sua origine scientifica, l’erbario è così diventato un giardino di carta, un dispositivo verbo-visivo o un iconotesto poetico da cui si sprigiona la potenza delle immagini, la capacità di cogliere il dettaglio, di salvare l’effimero dall’oblio. Malgrado il carattere mortifero delle piante seccate e spillate sulla pagina, l’erbario è stato percepito come un eden in miniatura se non come un vero e proprio oggetto magico, una rêverie capace di riconnetterci e non alienarci al mondo vivente. Radicato nella tradizione naturalista, non mancano infine tentativi di realizzare erbari della vita quotidiana e urbana, a partire dal flâneur – quel “botanico del marciapiede” impegnato a erborare sull’asfalto, secondo la visione di Baudelaire e Walter Benjamin – e fino all’ecologia ferroviaria. Con questo intervento mi propongo di rivenire sulla parabola e sul destino degli erbari, dalla botanica alle arti visive.

Costo per ogni conferenza: 6€

Abbonamento per le 6 conferenze: 27,96 € comprensivo del diritto di prevendita

Acquisto solo online a questo link: https://www.gamtorino.it/it/evento/riccardo-venturi-giardini-di-carta-lerbario-dalla-botanica-alle-arti-visive/

 

 

 


Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre
 di Palazzo Madama, GAM e MAO
a cura di Cooperativa Sociale Mirafiori.
Per informazioni e prenotazioni: 011.52.11.788 – prenotazioniftm@arteintorino.com

https://www.arteintorino.com/visite-guidate/gam.html
https://www.arteintorino.com/visite-guidate/mao.html
https://www.arteintorino.com/visite-guidate/palazzo-madama.html

L’Impero e le sue ombre: teologia e geopolitica nel mondo di Trump

Per la rassegna Forte di Bard Incontri, sabato 30 agosto 2025, alle ore 16.15, è in programma la conferenza sul tema L’Impero e le sue ombre: teologia e geopolitica nel mondo di Trump. Firme prestigiose del giornalismo e della ricerca a confronto sulle grandi trasformazioni del mondo contemporaneo.
In collaborazione con la rivista online Le Grand Continent.

Il primo panel, “Effetto Trump: gli Stati Uniti tra caos e impero”, vedrà confrontarsi Alessandro Aresu, Oliviero Bergamini, Giovanni Borgognone e Lou Fritel, moderati dalla giornalista Maria Tadeo. L’attenzione sarà rivolta al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e alle implicazioni globali del suo secondo mandato, tra politica interna, relazioni internazionali e il ruolo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale.

Il secondo panel, “La geopolitica di Dio: la Chiesa di Leone XIV nel mondo di Cirillo e J. D. Vance”, riunirà voci di primo piano come Delphine Allaire, Virginie Larousse, Alberto Melloni e Olivier Roy. Il dibattito affronterà il ruolo delle religioni nello scenario geopolitico attuale, dall’America evangelica alla Russia ortodossa, passando dalle strategie vaticane.

Infine, “Si può fare? L’Europa e la ricerca dell’autonomia perduta metterà a confronto Marc Semo, Marc Lazar e Alessandra Sardoni, sotto la guida di Gilles Gressani, direttore di Le Grand Continent. Un’occasione per riflettere su cosa significhi oggi autonomia strategica europea: un’aspirazione retorica o un obiettivo politico concreto?

Per conoscere il programma clicca qui 

Film Commission  protagonista alla 82° Mostra di Venezia

Un anniversario, un film d’apertura e un territorio in primo piano: 
 
– 25 anni di attività: la Fondazione celebra un traguardo importante nel segno del cinema internazionale
– Torino sul red carpet: il nuovo film di Paolo Sorrentino, «La Grazia», girato in città con il sostegno della FCTP, inaugura la kermesse
– Un territorio protagonista: oltre al titolo inaugurale, altri tre progetti realizzati in Piemonte portano a Venezia il talento e le eccellenze locali

Sarà un compleanno speciale quello che Film Commission Torino Piemonte si appresta a festeggiare a Venezia: un quarto di secolo a sostegno delle produzioni cinematografiche e audiovisive, della creatività e della forza produttiva della regione.

Questo anniversario coincide con un traguardo prestigioso: il film scelto per l’apertura dell’82a edizione, La Grazia, l’atteso lungometraggio scritto e diretto dal premio Oscar Paolo Sorrentino, è stato infatti girato a Torino con il sostegno della Fondazione e sarà presentato in Concorso in anteprima mondiale domani, mercoledì 27 agosto.

Un risultato che conferma Torino e il Piemonte come set e laboratorio creativo di primo piano, capaci di attrarre grandi autori e nuove produzioni riconosciute anche a livello internazionale.

FTCP porta inoltre a Venezia 82. altri tre progetti, un lungometraggio, un documentario e un cortometraggio, realizzati sul territorio grazie ai propri fondi e servizi.

  • Giovedì 28 agosto la 40. Settimana Internazionale della Critica – sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) della Mostra d’Arte Cinematografica – aprirà la decima edizione di SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica) con la proiezione del cortometraggio Restare, diretto dal torinese Fabio Bobbio.  Il film breve, interamente girato nel Canavese, è prodotto da Ginko Film con le società torinesi Filmine e Malfè Film ed è stato realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Short Film Fund.
  • La XXII edizione delle Giornate degli Autori – Venice Days presenterà inoltre, sempre giovedì 28, La Gioia di Nicolangelo Gelormini: unico film italiano in concorso, Il lungometraggio è stato realizzato a Torino nel novembre 2024 con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e con il contributo del FESR Piemonte 2021-2027 – Bando Piemonte Film TV Fund.
  • Giovedì 4 settembre sarà la volta del documentario firmato da Pietro Balla e Monica Repetto Tevere Corsaro, realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, che sarà presentato alle Giornate degli Autori nella sezione #confronti.
La presenza di Film Commission Torino Piemonte a Venezia 82. sarà anche occasione per presentare – nel corso di un incontro presso Blue Lounge, nuovo spazio eventi realizzato nei rinnovati ambienti della piscina Bluepool, venerdì 29 agosto, su invito – le nuove sessioni dei film funds che nel 2025 mettono a disposizione 8 milioni di euro per la produzione audiovisiva.