COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16,30
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 208 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 71 dopo test antigenico), pari allo 0.9% di 23.952 tamponi eseguiti, di cui 17.185 antigenici. Dei 208 nuovi casi, gli asintomatici sono 107 (51,4%).
I casi sono così ripartiti: 78 screening, 97 contatti di caso, 33 con indagine in corso.
Il totale dei casi positivi diventa quindi 384.177,così suddivisi su base provinciale: 31.578 Alessandria, 18.328 Asti, 12.139 Biella, 55.364 Cuneo, 29.851 Novara, 204.573 Torino, 14.310 Vercelli, 13.713 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.583 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.738 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 20 (-1 rispetto aieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 161 (-5 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 3.179
I tamponi diagnostici finora processati sono 7.276729(+ 23.952 rispetto a ieri), di cui 2.210451 risultati negativi.
I DECESSI DIVENTANO 11.774
Un decesso di persona positiva al test del Covid-19, nessuno di oggi, è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale diventa quindi 11.774 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.576 Alessandria, 720Asti, 435 Biella, 1.463 Cuneo, 949 Novara,5.623 Torino, 533 Vercelli, 375 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
369.043 GUARITI
I pazienti guariti diventano complessivamente 369.043 (+200 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 29.679 Alessandria, 17.424 Asti, 11.608 Biella, 53.399 Cuneo, 28.758 Novara, 197.256 Torino, 13.674 Vercelli, 13.232 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.496 extraregione e 2.517 in fase di definizione.
“Il Rinascimento europeo di Antoine de Lonhy”, atto secondo. Mentre prosegue, infatti, fino al prossimo 7 novembre, al “Museo Diocesano” di Susa la prima tappa piemontese della mostra dedicata a de Lonhy (e curata da Vittorio Natale), il testimone passa ora a Torino, dove nella “Sala Senato” di Palazzo Madama e sotto lo stesso titolo sono raccolte (fino al 9 gennaio del 2022) 35 opere dell’artista di Borgogna, arrivate da prestigiosi prestiti nazionali ed internazionali, pubblici e privati, alcune mai esposte al pubblico. Curata da Simone Baiocco e Simonetta Castronovo, anche la rassegna torinese (sponsorizzata da “Reale Mutua”) si inserisce nel progetto nato nell’ambito del “Réseau européen des musées d’art médiéval”, una rete di musei europei fondata nel 2011 da Élisabeth Taburet-Delahaye, già direttrice del “Musée de Cluny – Musée National du Moyen Âge” di Parigi, per promuovere iniziative espositive comuni, ricerche condivise, convegni e conferenze sul proprio patrimonio artistico. Obiettivo della mostra subalpina, quello di “ricomporre” la visione artistica estremamente poliedrica di Antoine de Lonhy – pittore, ma anche miniatore, maestro vetraio, scultore e autore di disegni per ricami – che ebbe un impatto straordinario per il rinnovamento del panorama figurativo di quello che è oggi il territorio piemontese, nella seconda metà del Quattrocento. Originario di Autun, in Borgogna, e formatosi alla scuola della pittura fiamminga, fra i vari Jan van Eych ed i Rogier van der Weyden, l’artista visse e lavorò in tre Paesi diversi, intrecciando il “fare” dell’originaria cultura nordica a quella mediterranea e savoiarda, divenendo “portatore – dicono i curatori della rassegna – di una concezione europea del Rinascimento, caratterizzato dalla capacità di sintesi di diversi linguaggi figurativi”.