La partita è da subito molto combattuta con l’Atletico che prova a prendere le redini del gioco e il Pasta che risponde colpo su colpo. A sbloccare la contesa è Matteo Barcelos che ruba un buon pallone e insacca alle spalle dell’estremo difensore ospite.
La prima frazione di gioco è avara di ulteriori gol, ma non certamente di emozioni con rapidi capovolgimenti di fronte e occasioni da ambedue le parti. Quando mancano pochissimi secondi è Marco Terlizzi a provare la giocata al volo con la palla che finisce fuori ricacciando in gola l’urlo ai tifosi dell’Atletico.
Il secondo tempo inizia con il Pasta che prova da subito a comandare il gioco e a recuperare il passivo. Gli ospiti segnano subito due reti, ma il vice capitano Luca Rea riesce di cattiveria a riportare il risultato in parità: 2 a 2.
Passa poco più di un minuto ed è ancora Matteo Barcelos a portare avanti i suoi con una bella azione. Il 3 a 2 dura però poco, la pressione del Pasta continua a essere martellante e porta al pareggio: Fatiga riesce a neutralizzare la prima conclusione, ma nulla può contro il tap-in vincente degli ospiti.
Il 3 a 3 non demoralizza i padroni di casa che provano a reagire con Elia e Barcelos, ma è ancora il Pasta che segna il 3 a 4. Negli ultimi minuti della contesa l’Atletico prova ad avanzare il portiere per recuperare il passivo, ma è il Pasta a passare segnando due gol a porta sguarnita. Il risultato finale dice 3 a 6.
I punti ancora non sono arrivati, ma la squadra ha fatto vedere ampi progressi e c’è grande fiducia per i prossimi appuntamenti.
MATTEO BARCELOS – “Abbiamo dimostrato di essere in partita e di poter far male fino a dieci minuti dalla fine. Purtroppo abbiamo subito un paio di gol che ci hanno fatto male per come sono arrivati. Anche alla fine eravamo tutti lì a lottare per cercare di agguantare i primi punti e portare il risultato a casa.
Dobbiamo ripartire dalla grinta che abbiamo messo, dall’unione di squadra e dai gol che sono finalmente arrivati.”
LUCA ELIA – “Il mio primo gol purtroppo non è servito, ma abbiamo decisamente fatto un bel passo avanti rispetto alle altre partite. Speriamo che questi benedetti tre punti arrivino presto… A livello personale spero che questo gol sia il primo di una lunga serie.
Sono trascorsi sei anni dalla pandemia di H5N1v2, la mutazione del virus dell’aviaria che ha dato il via all’apocalisse zombie.
L’Eurovision affonda le sue radici negli anni 50 quando il giornalista e drammaturgo Sergio Pugliese suggerisce di organizzare una gara canora a livello europeo, prendendo come esempio il festival di Sanremo. Sono gli anni del dopoguerra e l’UER, Unione Europea di Radiodiffusione, abbraccia l’idea di un progetto che possa simboleggiare unione, fratellanza e, perché no, spensieratezza. La prima edizione si terrà a Lugano con la partecipazione di 7 nazioni tra cui l’Italia, considerata, ancora oggi, tra i paesi fondatori (attenzione perché questo particolare ci tornerà utile per capire il meccanismo di gara).

