Un grande Rave party alle porte di Torino vede la presenza di migliaia i giovani che da ieri sera, in risposta all’appello lanciato dagli organizzatori su Telegram, si sono ritrovati nell’area industriale abbandonata tra Borgaretto e Nichelino, nei pressi di Stupinigi.
Un tale afflusso di persone e mezzi ha causato disagi alla circolazione. I carabinieri e la polizia intervenuti con pattuglie anche dalle province limitrofe, hanno bloccato le strade della zona e un tratto di corso Unione Sovietica.
LA CRONACA
Nel corso della notte, sono stati predisposti servizi per allontanare i partecipanti al rave party, alcune migliaia di persone, in corso all’interno di un’area industriale abbandonata sita tra i comuni di Nichelino e Beinasco.
L’invio dei primi contingenti delle Forze di Polizia ha consentito di bloccare l’arrivo di ulteriori persone, auto e camper provenienti anche dalla Francia.
I partecipanti al rave hanno cercato di forzare, con i propri mezzi, gli sbarramenti delle Forze dell’ordine lanciando sassi, bottiglie e artifizi esplodenti verso gli operatori di Polizia.
Nel corso delle azioni di alleggerimento dei Reparti inquadrati che si sono rese necessarie, sono rimasti feriti due poliziotti in servizio presso il Reparto Mobile di Torino, che hanno riportato contusioni.
Nel corso della giornata, stanno proseguendo il presidio degli accessi all’area da parte delle forze dell’ordine e le operazioni di identificazione. Inoltre, la Polizia Stradale sta sanzionando e procedendo alla rimozione dei veicoli parcheggiati in violazione del codice della strada
Nel pezzo che segue la cronaca del mancato rave in Monferrato. I cui partecipanti potrebbero però essersi aggiunti a quelli del rave di Stupinigi.
(foto archivio)
NON PASSA LO STRANIERO: RAVE PARTY SFUMATO ALLA PIAGERA DI GABIANO CON L’INTERVENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE
Nei giorni scorsi erano stati notati nella zona alcuni furgoni con targa francese. E il sospetto che l’area golenale ed alluvionale della Piagera nel Comune di Gabiano potesse diventare meta di un rave party si era fatto avanti. Così l’attività di prevenzione delle forze dell’ordine è scattata con n attento monitoraggio del territorio. E sabato quando tra le 18.30 e le 23 sono arrivati una decina di furgoni con targa d’Oltralpe polizia e carabinieri, in testa quelli della locale stazione di Gabiano, erano ad attenderli. Di qui una serie di controlli sulle persone che stavano a bordo ed un’opera di convincimento da parte delle forze dell’ordine svoltasi in un contesto civile, al termine del quale i promotori dell’iniziativa hanno desistito. Nel frattempo il sindaco di Gabiano, Domenico Priora, sul posto insieme al vicesindaco Giuseppe Gagliardone, hanno provveduto a sbarrare la strada sul ponte del Rio Marca di accesso all’area che sarebbe stata interessata dalla fastidiosa ‘festa’. Il comune di Gabiano, ed in particolare l’area della Piagera, si trova in una zona non densamente popolata ma al confine di quattro province, Alessandria, Asti, Vercelli (dall’altro lato del Po) e la Città metropolitana di Torino. In particolare i disagi in quest’ultimo territorio li avrebbe subiti il comune di Verrua Savoia, confinante con la Provincia di Alessandria. Inoltre una parte dei partecipanti, vista l’impossibilità di effettuare il ‘rave’ in Monferrato potrebbero essersi riversati in quello in corso a Stupinigi.
Massimo Iaretti

Anche una mostra d’arte può essere “partecipazione”. Impieghiamo tecniche personali, le più diverse, cerchiamo di guardare dentro quegli occhi, in tutta la loro profondità, ricordiamo la saggezza e la felicità di un tempo, diamo vita ai volti oscurati, alle sensazioni e alle emozioni, ai dolori che crescono di giorno in giorno e alle fughe sperate, alle urla e alle marce di quelle donne che ancora tentano la loro flebile rivoluzione, ma fino a quando?, alla nutrizione che viene sempre meno e ai volti dei bambini che cercano cibo, allo strazio di quelle madri e di quei padri costretti a vendere un figlio per poter sfamare gli altri rimasti a casa. Affidiamo allora a venti artisti, con la scultura, con l’acquerello, con la pittura, con la ceramica raku, l’idea e il compito di guardare a quell’universo femminile. Sono Franca Baralis, Ines Daniela Bertolino, Nadia Brunori, Raffaella Brusaglino, Luca Ciavarella, Luisella Cottino (di rilievo il suo acquerello “Non solo macchie blu”, la fuga di tre donne in un oscuro paesaggio di solitudine e rovine), Giuliana Cusino (i suoi colori – “Dalla finestra” – anche nella forzata reclusione), Piero Della Betta, Elisa Donetti, Maria José Etzi, Giuseppe Garau, Sonia Girotto, Susanna Locatelli (“Fatima”, una terracotta), Enrico Massimino, Mahtab Moosavi (significativa l’idea arabeggiante e soprattutto prosciugata di “Guardami” e “Abbandonatemi”), Patrizia Moretti, Oscar Pennacino, Elena Piacentini (ancora una fuga, in un panorama che sa di guerra e distruzione, di una madre con i suoi figli), Mara Tonso e Nino Ventura.