ilTorinese

Brothers in Arms

IL PUNTASPILLI di Luca Martina

 

Il prolungarsi del conflitto in corso sta generando timori e paure di un suo possibile allargamento su scala europea o addirittura (se dovesse essere coinvolto uno dei Paesi appartenente alla Nato) mondiale.

E’ difficile sottovalutare la gravità della situazione ma ritengo che possa essere di aiuto cercare di comprendere, esaminando la spesa militare delle parti in campo, quanto questo timori siano fondati.

 

La parte di gran lunga più importante della spesa militare mondiale è sostenuta dagli Stati Uniti che nel 2020 hanno investito (dati 2020 forniti dal SIPRI, Stockolm International Peace Research Institute) 778 miliardi di dollari, pari al 39% dell’intero pianeta.

 

Al secondo posto figura la Cina, che ha destinato a questo settore investimenti pari circa ad un terzo degli americani.

 

La Russia, infine, ha speso meno di un quarto degli “amici” cinesi: quanto basta per avere ragione dell’Ucraina, uno dei Paesi più poveri d’Europa, ma non certo per potere sostenere una lunga e dispendiosa campagna di riconquista dei territori della ex Unione Sovietica, la cui dissoluzione è stata, secondo le parole pronunciate nel 2005 da Vladimir Putin, “la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo”.

 

Il dispendio di mezzi (materiali, finanziari ed umani) con il quale la Russia finirà probabilmente abbattere la coraggiosa resistenza ucraina non lascerà a Putin spazio per altre avventure per un po’ di tempo e non sarà certo la Cina ad intervenire in suo aiuto, prestando il fianco ad azioni che potrebbero destabilizzare l’equilibrio interno che Xi Jin Ping sta cercando di consolidare (con una ridotta attenzione all’Europa e lo sguardo rivolto agli Stati Uniti).

 

La pressoché perfetta complementarità tra la Russia (ricchissima di materie prime e povera di strutture produttive su vasta scala) e la Cina (povera di materie prime ma strutturata come un enorme stabilimento produttivo) ha la potenzialità di sfociare in un matrimonio di interesse ma non certo al costo di trascinare il gigante asiatico nella lista dei cattivi (dalla quale sta cercando faticosamente di uscire da molti anni).

 

Le dolorose vicende devono però renderci consapevoli della necessità di un sistema difensivo europeo che sia in grado di esercitare un potere dissuasivo convincente di fronte a chi avesse in animo, un giorno, di affacciarsi con intenzioni bellicose ai nostri confini.

 

Sarebbe forse il caso di provare a riannodare i fili della CED (la Comunità Europea di Difesa) che nel 1952 la Francia presentò, in collaborazione con l’Italia di Alcide De Gasperi, e che venne sottoscritta dai sei Paesi “fondatori” della EU: Italia, Francia, Germania dell’Ovest, Belgio, Olanda e Lussemburgo.

 

L’ambizioso progetto, innescato nel 1950, con il “Piano Pleven” (dal nome dell’allora primo ministro francese), dal padre fondatore dell’Unione Europea Jean Monnet, su pressioni statunitensi, per una collaborazione militare tra stati europei in contrapposizione alla crescente potenza sovietica, finì per essere bocciato proprio dal Parlamento transalpino nel 1954 e venne così definitivamente abbandonato.

 

Il recente annuncio della Germania di volere incrementare la spesa militare dall’attuale 1,4% a più del 2% (il livello richiesto dalla NATO ai Paesi aderenti) tradisce ancora una volta la mancanza di un’azione concordata con i partner europei e dovrebbe farci riflettere sulla insufficiente coesione di azioni ed obiettivi di comune interesse.

 

Gli investimenti militari tedeschi sono così destinati a crescere dagli attuali (dati 2021) 57.5 miliardi di dollari ad 83,5 nel 2024, portando la Germania ad occupare il terzo posto della classifica, dopo americani e cinesi.

 

Occorre sempre ricordare come gli investimenti nel settore della difesa hanno importanti ricadute economiche (gli investimenti producono ricchezza e occupazione) e tecnologiche (è spesso in ambito militare che vengono sviluppate importanti innovazioni, internet ne è un esempio, che trovano poi diffuse applicazioni in ambito civile) e la Grande Germania, giocando d’anticipo con la sua azione isolata, potrebbe scavare un fosso ancora più profondo con gli altri Paesi dell’Unione.

 

Passata la fase più acuta e guerreggiata della crisi attuale sarà fondamentale per il nostro Paese presentarsi nuovamente al centro del progetto europeo che ha contribuito a fondare e sostenere, con il fondamentale appoggio della Francia, un’azione concertata che renda il nostro continente più sicuro e all’avanguardia, pronto per affrontare le sfide di un futuro sempre più incerto e difficile da prevedere.

 

Solo così potremo provare a eludere il rompicapo costituito, e non certo da oggi, dalla Russia che, come scriveva Winston Churchill “è un rebus avvolto in un mistero che sta dentro un enigma”.

Si libera del coltello, poi inveisce contro gli agenti

Un arrestato per spaccio e resistenza.

I fatti avvenuti in C.so Giulio Cesare. L’uomo alla vista degli agenti ha gettato il coltello, ma il gesto non è passato inosservato.

I fatti sono avvenuti giovedì sera quando il personale, sul posto per la segnalazione di un furto, ha notato il tentativo dell’uomo di disfarsi dell’oggetto.

Subito gli agenti hanno riscontrato che l’uomo, un 34enne di origine marocchina, aveva gettato un coltello lungo 35 cm. Cercando di sottrarsi all’identificazione l’uomo si accaniva e minacciava gli agenti, tutto sotto gli occhi dei passanti.

Grazie al professionale approccio degli agenti l’uomo è stato messo in sicurezza e da successivi controlli venivano trovate 83 pastiglie riconducibili a diverse sostanze psicotrope e circa 3 grammi di hashish. L’uomo, che ha continuato tuttavia a rivolgere minacce agli agenti e alle persone presenti, è stato poi denunciato per porto abusivo d’armi e arrestato per resistenza, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti   e tradotto presso la Casa Circondariale.

Dall’Anpas nuovi aiuti per l’Ucraina

INVIO AMBULANZE, RACCOLTA FONDI E ACCOGLIENZA PROFUGHI

 Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) ha avviato numerose iniziative, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile e i partner della rete internazionale Samaritan International, finalizzate ad aiutare la popolazione ucraina.

Anpas ha attivato una raccolta fondi destinata all’emergenza umanitaria in Ucraina, volontarie e volontari Anpas sono operativi nell’accoglienza, in attività di assistenza, nella raccolta dei materiali da inviare e in attività logistiche.

Sono in viaggio per l’Ucraina le ambulanze Anpas che lo Stato Italiano donerà per sostenere il sistema sanitario locale già colpito dalla guerra.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha infatti scelto dieci ambulanze tra le oltre 35 messe a disposizione dalle Pubbliche Assistenze Anpas di tutta Italia; tre di queste sono partite dal Piemonte e sono state messe a disposizione, con il supporto di Anpas Sociale, da Croce Bianca di Orbassano, da Croce Verde di Vinovo e dai Volontari del Soccorso Ceresole e Noasca.

Tutte le Associazioni Anpas del Piemonte, in collaborazione con le istituzioni locali, sono inoltre attive su tutto il territorio regionale: la Croce Verde di Asti metterà a disposizione un automezzo e personale volontario per l’eventuale trasferimento di profughi ucraini nell’astigiano, cederà una sua autoambulanza che verrà utilizzata per le attività nei luoghi dell’emergenza e ha avviato una raccolta di materiali e farmaci. Raccolta di materiali anche da parte della Croce Verde di Perosa Argentina in collaborazione con il Sermig di Torino.

La Croce Bianca di Volpiano ha fornito assistenza e supporto logistico a 62 profughi arrivati in Italia grazie all’Associazione Arca Solidale di Orio Canavese.

La Sala Operativa di Protezione Civile Anpas del Piemonte, in coordinamento con la Regione Piemonte, è impegnata soprattutto in attività di accoglienza e di trasferimento di famiglie, arrivate dall’Ucraina, presso le unità abitative sul territorio individuate dalla Regione.

Ricordiamo qui di seguito le coordinate bancarie per partecipare alla raccolta fondi Anpas a favore della popolazione ucraina: Banca Intesa San Paolo; IBAN: IT 56 A 03069 09606 100000067621; SWIFT/BIC: BCITITMM; intestato a: Anpas – Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze; causale: emergenza umanitaria Ucraina.

Anpas (Associazione Nazionale PubblicheAssistenze) Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 82 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 10mila volontari (di cui 3.829 donne), 5.904 soci, 492 dipendenti, di cui 62 amministrativi che, con 430 autoambulanze, 211 automezzi per il trasporto disabili, 237 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 5 imbarcazioni, svolgono annualmente 520.967 servizi con una percorrenza complessiva di oltre 17 milioni di chilometri.

Ruffino (Azione): “Il Governo cambi passo sull’energia”

“Sul caro energia e carburante il decreto del governo poteva e doveva essere più concreto. Siamo ancora in tempo per cambiare passo ma se anche il ministro Giovannini afferma che quanto fatto finora ‘non basta’ evidentemente bisogna fare di più”. Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata di Azione.

“Il governo deve lavorare per abbattere in maniera consistente il costo della benzina altrimenti le difficoltà che tanti settori produttivi lamentano si trasformeranno ostacoli insormontabili. Dopo due anni di pandemia che hanno messo in ginocchio intere filiere produttive – aggiunge Ruffino – non possiamo permetterci ricadute sociali drammatiche che segnebbero ancora di più interi aertori della nostra economia”.

Prc: “Acqua pubblica resta miraggio”

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

DEAMBROGIO: A 11 ANNI DAL REFERENDUM L’ACQUA PUBBLICA RIMANE UN MIRAGGIO. NO ALLA GESTIONE PRIVATISTICA DELLE MULTISERVIZI.

Il 22 marzo si celebra ovunque la Giornata Mondiale dell’Acqua. In vista di questo appuntamento Alberto Deambrogio, segertario regionale,  ha dichiarato: “Il 22 marzo deve diventare un appuntamento di rinnovata mobilitazione di tutte le persone, che in Piemonte e altrove in Italia, si erano espresse per l’acqua pubblica nell’appuntamento referendario di 11 anni fa. Siamo di fronte al palese tradimento di quel risultato visto che, come ha sostenuto padre Alex Zanotelli, ‘nessuno dei sette governi che si sono succeduti ha rispettato la volontà del popolo italiano’.  Oggi, in realtà siamo di fronte ad un ulteriore salto di qualità in senso negativo”.

“In particolare – continua Deambrogio – il governo Draghi concentra nel PNRR e nel ddl ‘Concorrenza’ le sue azioni per rovesciare completamente la logica vittoriosa del referendum del 2011. Da una parte infatti investe 4,3 miliardi verso le grandi aziende multiservizi del nord, dall’altra impone la privatizzazione dei servizi pubblici dei Comuni, includendo l’acqua, in spregio all’art. 118 della Costituzione”.

“Tra le multiservizi che riceveranno finanziamenti per gestire privatisticamente l’oro blu – continua ancora Deambrogio – ne troviamo una ben nota in Piemonte: Iren. Quest’ultima si prepara a fare grandi affari soprattutto al sud, proprio laddove sono nate esperienze positive di ripubblicizzazione come quella dell’Azienda Speciale di Napoli”.

“Oggi più che mai – conclude Deambrogio – è il momento di agire per ottenere lo stralcio dell’art. 6 del ddl ‘Concorrenza’ in modo da assicurare agli Enti Locali la possibilità di gestire l’acqua in modo diretto e democratico. Invito in questo a sostenere la campagna lanciata dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua pubblica inviando la propria adesione a: segreteria@acquabenecomune.org. Il Piemonte ha una lunga tradizione di lotta, impersonata anche da figure di prestigio come Mariangela Rosolen, saprà dunque fare la sua parte non cedendo agli enormi interessi economici in campo”.

Il “Sei Nazioni” e il rugby italiano nel podcast del Salone del libro

“Fuoriclasse”

 

Il settimo episodio disponibile su SalTo+

Obiettivo del Progetto “raccontare lo sport attraverso storie, libri, riferimenti cinematografici e letterari, cronaca e radiocronaca”. Nella sua settima puntata, il podcast “Fuoriclasse”, progetto digitale del “Salone Internazionale del Libro” di Torino, prende ispirazione dal torneo rugbistico “Sei Nazioni” per puntare la  sua attenzione sullo sport della palla ovale nel mondo ed in Italia. Realizzato dai curatori Marco Pautasso e Federico Vergari, con un contributo del giornalista esperto di rugby Marco Pastonesi, l’episodio è ormai disponibile da giorni disponibile su SalTo+ e sulle principali piattaforme di streaming gratuite.

Il “Sei Nazioni”, che in questo 2022 ha preso il via il 5 febbraio scorso per terminare sabato 19 marzo, è il torneo di rugby che vede annualmente in gara le nazionali di Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia. Nata nel 1883, é la più antica competizione a squadre dello sport mondiale e la nuova puntata di “Fuoriclasse” ne ripercorre i momenti storici più significativi. Ricorda ad esempio l’anno fatidico del 2000, quando la squadra italiana debuttò al torneo al fianco delle temute potenze rugbistiche europee. Ma si concentra anche sul grande rugby al femminile, rendendo omaggio alla “nazionale in rosa”, che si è qualificata con orgoglio ai mondiali in Nuova Zelanda a ottobre e novembre, mentre lo scorso anno si era piazzata al quinto posto del ranking mondiale, arrivando quarta al “Sei Nazioni”. Alla puntata va inoltre il merito di sottolineare la carica umana e lo spirito civile che animano – e hanno animato – le tante squadre rugbistiche in Italia, ricordando ad esempio l’Aquila Rugby, team che oggi non esiste più, per elogiare il coraggio dei suoi giocatori, non tanto sul campo, quanto nell’aiuto e soccorso dato ai malati all’Ospedale “San Salvatore” durante i giorni del terremoto. Oppure spiegando agli ascoltatori come il campo dell’“Unione Rugby Capitolina” a Roma sorga su un terreno confiscato alla banda della Magliana e sia diventato simbolo virtuoso di un progetto di sport e di vita.

Tra i riferimenti bibliografici di questa settima puntata: “L’Uragano nero – vita morte e miracoli di Jonah Lomu” (66thand2nd) e “Ovalia. Il dizionario erotico del rugby” di Marco Pastonesi (Baldini+Castoldi); “Il Sei Nazioni” di Marco Pastonesi e Enrico Pessina (Zelig); “Sei Nazioni” di Alessandro Troncon e Daniele Resini (Mondadori); “La grande meta. L’Italia del Sei Nazioni” di Angelo Croce e Christian Marchetti (Ultra).

Il settimo episodio fa seguito alle altre puntate di “Fuoriclasse”, ciascuna dedicata a particolari discipline sportive e ai suoi protagonisti: le Olimpiadi invernali a Pechino e la Valanga Azzurra, l’omaggio agli Europei di calcio nella prima puntata; il racconto dedicato alle Medaglie d’oro femminili nel secondo appuntamento; i campioni del ciclismo Alfredo Binda e Gianni Bugno nel terzo audio; il mondo del tennis e le Atp Finals nel quarto episodio; le testimonianze su tanti campioni e campionesse che hanno brillato nel 2021 nel quinto pezzo.

Spiegano i curatori, Marco Pautasso e Federico Vergari:

“Lo sport è (anche) un linguaggio e come tale è in continua evoluzione. L’obiettivo di ‘Fuoriclasse’ è quello di fotografare questo cambiamento. Nell’epoca dello storytelling applicato a qualsiasi cosa, politica compresa, non si può pensare a un evento sportivo senza un adeguato racconto. Che avvenga per radio, in video, su un sito, con un libro o su un quotidiano è ormai un dato di fatto che la qualità della narrazione influirà sensibilmente sulla costruzione di un preciso ricordo sportivo. L’epica sportiva non manca ultimamente. Ci sono trasmissioni TV, case editrici e riviste che fanno dello sport una questione prima letteraria e poi sportiva. Parlare di sport significa prima di tutto parlare di uomini e donne. Ogni uomo e ogni donna si portano dietro una loro storia. Ognuno con la sua storia, ognuno con la voglia di spostare i limiti un po’ più in là”.

 

Per rimanere aggiornati sui podcast successivi: www.salonelibro.itSalTo+.

g. m.

Nella foto: Marco Pautasso e Federico Vergari

In volo con SkyAlps per lo scambio turistico tra Italia e Slovenia

E presto aperture su Torino e Milano

SkyAlps, la compagnia aerea della montagne che rappresentano la spina dorsale dell’Europa, scopre il mare. 

E, grazie all’Ente Sloveno per il Turismo ed all’operatore SloveniaVacanze, lancia un nuovo collegamento con voli charter tra Maribor, Bolzano, Pisa e Napoli a partire da giugno. Ma è solo un inizio poiché, dall’autunno di quest’anno e proseguendo nel biennio 23/24, i collegamenti verranno estesi a Torino, Milano, Genova, Roma, Palermo e Bari.

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In volo con SkyAlps per lo scambio turistico tra Italia e Slovenia. E presto aperture su Torino e Milano

Anci e Slow Food Italia insieme per sistemi alimentari equi e sostenibili

 

 

Food Policies, educazione alimentare, lotta al caporalato e inclusione sociale tra i punti dell’intesa. Appuntamento con le esperienze più virtuose a Torino dal 22 al 26 settembre per Terra Madre Salone del Gusto

 

È un’azione capillare lungo tutta la Penisola, con obiettivo la valorizzazione e la promozione dei sistemi alimentari locali, di qualità e sostenibili, quella intrapresa da Anci e Slow Food Italia, grazie al protocollo d’intesa appena firmato dai rispettivi presidenti, Antonio Decaro e Barbara Nappini.

Tra i punti principali dell’accordo, l’ambizioso obiettivo di sviluppare Food Policies più eque, inclusive e sostenibili, a partire dalle attività di educazione alimentare nelle scuole. Al centro del protocollo anche le buone pratiche legate alla salvaguardia dei legumi e alla promozione del loro consumo come principale fonte proteica, grazie ai produttori della rete Slow Beans e alla campagna di realizzata dall’associazione della Chiocciola con diverse municipalità italiane, Let it Bean!. E poi, attività che coniugano maggiormente un’idea di sviluppo economico, equità e coesione delle comunità, come la valorizzazione di progetti virtuosi di innovazione sociale in agricoltura, l’attuazione di iniziative di sensibilizzazione e contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e quelle che favoriscono l’inclusione sociale di nuovi cittadini.

Slow Beans 2021, Fagiolo gialèt della Valle Belluna ph. Valerie Ganio Vecchiolino
Per Anci l’accordo si inserisce in una più ampia azione mirata a valorizzare le esperienze comunali di supporto alle filiere produttive dell’agroalimentare, di valorizzazione delle tipicità e di diffusione delle food policies urbane, dentro una più ampia strategia di sostenibilità e promozione del made in Italy.

 

«Il protocollo tra Anci e Slow Food Italia costituisce un potenziale punto di svolta per rispondere alle sfide che ci impongono le attuali crisi climatiche, ambientali, economiche e sociali. È grazie allo sviluppo e la promozione di queste iniziative che possiamo agire localmente per determinare un effettivo cambiamento del sistema alimentare nel suo complesso e intervenire lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, al consumo. Per Slow Food, lavorare con Anci sulla base di principi condivisi, ci permette di raggiungere una fetta ancora più ampia della società civile, avviare e rafforzare iniziative di sensibilizzazione che hanno il cibo come chiave di volta per la costruzione di un futuro migliore» commenta Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.

Scuola elementare Dal Borro di Livorno ph. Alessandro Vargiu
“L’accordo con Slow food si inserisce in una più ampia azione mirata a valorizzare le esperienze comunali di supporto alle filiere produttive dell’agroalimentare, di valorizzazione delle tipicità e di diffusione delle food policies urbane, azioni che si inseriscono in una più ampia strategia di sostenibilità e promozione del made in Italy”, evidenzia Stefano Locatelli, vicepresidente Anci e delegato all’Agricoltura e alla tutela e promozione delle tipicità. Con questa iniziativa “vogliamo inoltre mettere a sistema modelli di intervento e collaborazione fra enti locali e produttori che a livello locale, in alcuni casi anche con il supporto dell’ANCI regionale, hanno già portato a dei risultati importanti”.

 

«Con questo strumento le municipalità d’Italia e le reti locali Slow Food possono concretamente costruire modelli di politiche locali del cibo che possano permettere ai cittadini, che in Italia vivono per la maggior parte in città di medie e piccole dimensioni, di riconoscere il cibo come uno dei motori culturali, economici, sociali e di integrazione del territorio» sottolinea Raoul Tiraboschi, vicepresidente di Slow Food Italia.

 

Un’altra importante tappa del percorso intrapreso con questo protocollo sarà a Torino dal 22 al 26 settembre, in occasione del prossimo Terra Madre Salone del Gusto, dove Anci racconterà la “rigenerazione”, tema della XIV edizione della manifestazione organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, grazie al contributo dei Comuni italiani più virtuosi su questi temi.

Approvata una mozione per il riordino delle politiche sulla disabilità

L’attuazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) a Torino come strumento per una mappatura cittadina

Approvata una mozione per il riordino delle politiche sulla disabilità alla quale si sono aggiunti gli emendamenti proposti da Simone Fissolo, Capogruppo dei Moderati, a proposito di PEBA per la realizzazione di una mappatura totale delle barriere architettoniche.

Il diritto alla mobilità e all’accesso a qualsiasi struttura non è sempre garantito per le persone con disabilità; le difficoltà create dalle barriere architettoniche sono all’ordine del giorno e, di fatto, ad alcuni nostri concittadini viene negato un diritto fondamentale.

La città di Torino è in ritardo su questo tema: la Quarta relazione sulle attività del Disability Manager della Città di Torino del 18 giugno 2021 precisa che la Città di Torino non ha predisposto il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).
Da qui, la necessità di rielaborare repentinamente il cronoprogramma per la sua realizzazione e procedere quanto prima a mappare le barriere architettoniche e sensoriali della città.
Questi gli emendamenti alla mozione, per un consistente lavoro che la Città di Torino dovrà svolgere nel breve periodo.

Simone Fissolo: «Con questi emendamenti ho voluto concretizzare un impegno che avevo preso da tempo: una mappatura esaustiva e meticolosa della barriere presenti a Torino. Questo servirà a programmare le azioni in maniera chirurgica e veloce. Dobbiamo ricoprire strada per strada, verificando insieme alle associazioni attive nel campo della disabilità, che hanno più di qualcosa da segnalare a riguardo. Solo allora Torino sarà veramente di tutti.»

Inaugurato il DAE in Piazza San Martino a Cirié

 

Frutto della donazione di FIDAS Cirié San Carlo: con il nuovo defibrillatore si perfeziona il progetto “Cirié Città cardioprotetta” realizzato in collaborazione con la Croce Verde Torino

 

Con l’inaugurazione del DAE di Piazza San Martino – donato alla Città di Ciriè dall’associazione FIDAS Cirié – San Carlo  è stato ulteriormente esteso il progetto “Cirié Città cardioprotetta” che vede un totale di 12 defibrillatori automatici attualmente esistenti sul territorio ciriacese.

Ricordiamo che il progetto di cardioprotezione della Città di Ciriè ha preso il via nel 2018 ed è frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale e la Pubblica Assistenza Anpas Croce Verde Torino, sezione di Cirié: scopo di “Cirié Città cardioprotetta” è la diffusione sul territorio di postazioni munite di defibrillatore a servizio dell’intera collettività, per poter più facilmente e prontamente intervenire in caso di arresto cardiaco.

Durante la prima fase sono stati installati cinque defibrillatori negli edifici scolastici e nelle palestre comunali: scuola media N. Costa, scuola media A. Viola, scuola elementare B. Fenoglio, scuola elementare Don Bosco, scuola elementare R. Gazzera (Devesi). Il plesso dell’istituto B. Ciari era già dotato di defibrillatore, il cui funzionamento è stato testato.

Si è quindi passati all’installazione di ulteriori sei apparecchiature ad uso pubblico, posizionate in punti strategici e opportunamente segnalate da apposita cartellonistica.

Ai defibrillatori acquistati dal Comune e dalla Croce Verde si è aggiunto, nell’agosto del 2021, un defibrillatore donato dall’Associazione Deveisin Festareul, a cui fa ora seguito l’ulteriore apparecchio, con relativa teca, donato dai volontari della FIDAS Cirié – San Carlo.

Oltre alla presenza di DAE[defibrillatori semiautomatici] sul territorio comunale, “Cirié Città Cardioprotetta” prevede anche l’erogazione da parte dei volontari della sezione di Cirié di Croce Verde Torino di specifici corsi di formazione abilitanti all’utilizzo dell’apparecchiatura; i corsi sono già stati erogati ad una ventina di operatori delle scuole e a breve, dopo lo stop dovuto all’emergenza Covid-19, riprenderanno con il coinvolgimento della Polizia Locale, associazioni ed altri operatori di servizi pubblici che, essendo attivi sul territorio comunale, potrebbero efficacemente prestare soccorso in caso di necessità.

 

Con l’inaugurazione del nuovo punto DAE in Piazza San Martino – dichiara il Sindaco Loredana Devietti – si estende ulteriormente il progetto ‘Cirié Città cardioprotetta’ con cui miriamo a moltiplicare la presenza in città e nelle frazioni, in specifici punti strategici, di defibrillatori automatici. Abbiamo iniziato nelle scuole e ora stiamo moltiplicando le installazioni: vogliamo rendere la nostra città più sicura e protetta, in ogni modo possibile. In certe situazioni avere più postazioni sul territorio può fare veramente la differenza. Ringrazio di cuore il gruppo Fidas Cirié-San Carlo per la generosità dimostrata, così come ringrazio la Croce Verde per il supporto in questo progetto e la presenza costante in città: fare rete tra le amministrazioni comunali e le associazioni è imprescindibile per dare alla cittadinanza aiuto, sostegno e servizi“.

 

Il Presidente di Croce Verde Torino Mario Paolo Moiso ha dichiarato: “A tre anni dall’inizio del progetto come Croce Verde Torino sezione di Ciriè siamo felici di proseguire la collaborazione con l’Amministrazione comunale e le altre associazioni del territorio al fine di rendere Ciriè “città cardioprotetta”. Già tre anni fa, infatti, con il nostro contributo erano state poste alcune postazioni salvavita sul territorio di Ciriè e quella inaugurata ieri ne integra utilmente la diffusione e l’operatività. Croce Verde di Torino è impegnata in questo progetto anche nella formazione degli operatori comunali all’utilizzo dei defibrillatori, mettendo a frutto le nostre competenze e motivazioni in questa città in cui opera la nostra sezione di Cirié. Siamo convinti che la popolazione potrà collaborare attivamente e vivere con fiducia la presenza di queste apparecchiature a vantaggio della sicurezza di tutti e della tempestività ed efficacia d’intervento in caso di necessità“.

Questo progetto non si sostituisce ma si somma alla rete di primo soccorso già esistente sul territorio – spiega l’ Assessore alla Sanità Andrea Sala – cui l’Ospedale di Cirié fa capo. È infatti dimostrato che, in caso di infarto, il tempo è vita e ogni ritardo, anche minimo, nell’intervenire può risultare pericoloso. Dalla chiamata al 118 fino all’intervento del personale medico possono a volte passare minuti preziosi: avere a disposizione sul territorio – nelle palestre comunali così come in determinate strade e piazze – un defibrillatore semiautomatico può fare la differenza in molti casi. Ringrazio veramente la Croce Verde per la preziosa collaborazione e soprattutto ringrazio la FIDAS Cirié – San Carlo per la generosità dimostrata nei confronti della nostra città: un atto di altruismo che proviene da un’associazione già ‘abituata’ a fare del servizio al prossimo la propria ragione d’essere. Un approccio che, soprattutto in questo periodo così particolare, caratterizzato da emergenze sociali rilevanti, deve essere di monito per tutti ”.

 

Nel 2020 – aggiunge Valentina Massa, Presidente FIDAS Cirié – San Carlo – la nostra associazione ha compiuto 70 anni di attività ma purtroppo, essendo in piena pandemia, non avevamo potuto dare vita alle iniziative che avevamo programmato. Ora, con l’allentamento delle limitazioni, abbiamo potuto festeggiare e abbiamo deciso di farlo nella maniera che più ci è congeniale: dare un aiuto a salvare vite umane. Speriamo che il nuovo DAE di Piazza San Martino possa contribuire a prestare prontamente aiuto in caso di bisogno: sappiamo quanto anche solo un minuto possa essere prezioso in caso di infarto.”