ilTorinese

Inaugurato il DAE in Piazza San Martino a Cirié

 

Frutto della donazione di FIDAS Cirié San Carlo: con il nuovo defibrillatore si perfeziona il progetto “Cirié Città cardioprotetta” realizzato in collaborazione con la Croce Verde Torino

 

Con l’inaugurazione del DAE di Piazza San Martino – donato alla Città di Ciriè dall’associazione FIDAS Cirié – San Carlo  è stato ulteriormente esteso il progetto “Cirié Città cardioprotetta” che vede un totale di 12 defibrillatori automatici attualmente esistenti sul territorio ciriacese.

Ricordiamo che il progetto di cardioprotezione della Città di Ciriè ha preso il via nel 2018 ed è frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale e la Pubblica Assistenza Anpas Croce Verde Torino, sezione di Cirié: scopo di “Cirié Città cardioprotetta” è la diffusione sul territorio di postazioni munite di defibrillatore a servizio dell’intera collettività, per poter più facilmente e prontamente intervenire in caso di arresto cardiaco.

Durante la prima fase sono stati installati cinque defibrillatori negli edifici scolastici e nelle palestre comunali: scuola media N. Costa, scuola media A. Viola, scuola elementare B. Fenoglio, scuola elementare Don Bosco, scuola elementare R. Gazzera (Devesi). Il plesso dell’istituto B. Ciari era già dotato di defibrillatore, il cui funzionamento è stato testato.

Si è quindi passati all’installazione di ulteriori sei apparecchiature ad uso pubblico, posizionate in punti strategici e opportunamente segnalate da apposita cartellonistica.

Ai defibrillatori acquistati dal Comune e dalla Croce Verde si è aggiunto, nell’agosto del 2021, un defibrillatore donato dall’Associazione Deveisin Festareul, a cui fa ora seguito l’ulteriore apparecchio, con relativa teca, donato dai volontari della FIDAS Cirié – San Carlo.

Oltre alla presenza di DAE[defibrillatori semiautomatici] sul territorio comunale, “Cirié Città Cardioprotetta” prevede anche l’erogazione da parte dei volontari della sezione di Cirié di Croce Verde Torino di specifici corsi di formazione abilitanti all’utilizzo dell’apparecchiatura; i corsi sono già stati erogati ad una ventina di operatori delle scuole e a breve, dopo lo stop dovuto all’emergenza Covid-19, riprenderanno con il coinvolgimento della Polizia Locale, associazioni ed altri operatori di servizi pubblici che, essendo attivi sul territorio comunale, potrebbero efficacemente prestare soccorso in caso di necessità.

 

Con l’inaugurazione del nuovo punto DAE in Piazza San Martino – dichiara il Sindaco Loredana Devietti – si estende ulteriormente il progetto ‘Cirié Città cardioprotetta’ con cui miriamo a moltiplicare la presenza in città e nelle frazioni, in specifici punti strategici, di defibrillatori automatici. Abbiamo iniziato nelle scuole e ora stiamo moltiplicando le installazioni: vogliamo rendere la nostra città più sicura e protetta, in ogni modo possibile. In certe situazioni avere più postazioni sul territorio può fare veramente la differenza. Ringrazio di cuore il gruppo Fidas Cirié-San Carlo per la generosità dimostrata, così come ringrazio la Croce Verde per il supporto in questo progetto e la presenza costante in città: fare rete tra le amministrazioni comunali e le associazioni è imprescindibile per dare alla cittadinanza aiuto, sostegno e servizi“.

 

Il Presidente di Croce Verde Torino Mario Paolo Moiso ha dichiarato: “A tre anni dall’inizio del progetto come Croce Verde Torino sezione di Ciriè siamo felici di proseguire la collaborazione con l’Amministrazione comunale e le altre associazioni del territorio al fine di rendere Ciriè “città cardioprotetta”. Già tre anni fa, infatti, con il nostro contributo erano state poste alcune postazioni salvavita sul territorio di Ciriè e quella inaugurata ieri ne integra utilmente la diffusione e l’operatività. Croce Verde di Torino è impegnata in questo progetto anche nella formazione degli operatori comunali all’utilizzo dei defibrillatori, mettendo a frutto le nostre competenze e motivazioni in questa città in cui opera la nostra sezione di Cirié. Siamo convinti che la popolazione potrà collaborare attivamente e vivere con fiducia la presenza di queste apparecchiature a vantaggio della sicurezza di tutti e della tempestività ed efficacia d’intervento in caso di necessità“.

Questo progetto non si sostituisce ma si somma alla rete di primo soccorso già esistente sul territorio – spiega l’ Assessore alla Sanità Andrea Sala – cui l’Ospedale di Cirié fa capo. È infatti dimostrato che, in caso di infarto, il tempo è vita e ogni ritardo, anche minimo, nell’intervenire può risultare pericoloso. Dalla chiamata al 118 fino all’intervento del personale medico possono a volte passare minuti preziosi: avere a disposizione sul territorio – nelle palestre comunali così come in determinate strade e piazze – un defibrillatore semiautomatico può fare la differenza in molti casi. Ringrazio veramente la Croce Verde per la preziosa collaborazione e soprattutto ringrazio la FIDAS Cirié – San Carlo per la generosità dimostrata nei confronti della nostra città: un atto di altruismo che proviene da un’associazione già ‘abituata’ a fare del servizio al prossimo la propria ragione d’essere. Un approccio che, soprattutto in questo periodo così particolare, caratterizzato da emergenze sociali rilevanti, deve essere di monito per tutti ”.

 

Nel 2020 – aggiunge Valentina Massa, Presidente FIDAS Cirié – San Carlo – la nostra associazione ha compiuto 70 anni di attività ma purtroppo, essendo in piena pandemia, non avevamo potuto dare vita alle iniziative che avevamo programmato. Ora, con l’allentamento delle limitazioni, abbiamo potuto festeggiare e abbiamo deciso di farlo nella maniera che più ci è congeniale: dare un aiuto a salvare vite umane. Speriamo che il nuovo DAE di Piazza San Martino possa contribuire a prestare prontamente aiuto in caso di bisogno: sappiamo quanto anche solo un minuto possa essere prezioso in caso di infarto.”

 

Al Piemonte la bandiera di Regione europea dello Sport

Per la prima volta l’associazione no profit Aces Europe ha deciso di lasciare la tradizionale sede di Bruxelles e venire in Piemonte, nella Cappella di Sant’Uberto della Reggia di Venaria Reale, per l’annuale Galà di Premiazione, giunto alla 22a edizione.

Nel corso della cerimonia, iniziata con un minuto di silenzio per le vittime della guerra in Ucraina, è stata consegnata al Piemonte la bandiera di Regione Europea dello Sport 2022 e sono state affidate le bandiere a 50 città, a cominciare da L’Aja Capitale Europea dello Sport 2022 e Madrid Capitale Mondiale dello Sport 2022.

Presenti anche le Città e Comunità dello Sport europee, rappresentate dai loro amministratori, nonché le città di Guachené (Colombia), Indaial e Santo André (Brasile) e Konya, (Turchia) Capitale Mondiale dello Sport 2023.

A portare i saluti istituzionali l’europarlamentare e componente della Commissione Istruzione e Cultura dell’UE Tomasz Frankowski, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca, il presidente di Aces Europe Gian Francesco Lupattelli, il direttore delle Politiche sociali dell’Unesco Angela Melo. Diffusi anche i videomessaggi del commissario europeo all’Innovazione, Ricerca, Cultura, Istruzione e Giovani, Mariya Gabriel, del ministro delle Politiche giovanili Fabiana Dadone, del presidente del Coni Giovanni Malagò, del presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli.

“Lo sport è salute, gioia, inclusione – ha evidenziato il presidente Lupattelli – Occorre rivolgersi al 99% della popolazione che non è un campione di qualche disciplina e aiutare il benessere fisico di tutti i cittadini grazie all’attività sportiva. E non va dimenticato che lo sport porta la pace, come la vogliamo in Ucraina”.

“Questo evento ha un significato di fratellanza europea, sempre importante, e a maggiore ragione importante oggi con quello che sta accadendo in Ucraina – ha sottolineato il presidente Cirio – Sono lieto di ospitare questo evento in Piemonte, che con orgoglio definisco il cuore d’Europa grazie ai collegamenti in costruzione con i grandi corridoi ferroviari che si incrociano proprio nel nostro territorio. Considero il riconoscimento di Regione Europea dello Sport 2022 non un punto di arrivo ma un punto di partenza per fare ancora meglio. Gli investimenti sullo sport sono così importanti che dovremmo lavorare per fare in modo che in futuro diventino un valore predefinito come quelli sulla sanità, perché ogni euro investito sullo sport oggi è più di un euro risparmiato sulla sanità domani”.

“Per noi questo è un momento importantissimo, lo sport riparte davvero, e farlo insieme a tante comunità europee è un grande motivo di orgoglio – ha detto l’assessore Ricca – Sarà per noi un anno da protagonisti, ospiteremo oltre 120 eventi. Ma questa sarà anche un’occasione importante per lavorare allo scopo di creare una società che sia contro la guerra: lo sport questo può farlo”.

Le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino ospitano la mostra di Vivian Maier

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TORINO | MUSEI REALI | SALE CHIABLESE DAL 9 FEBBRAIO AL 26 GIUGNO 2022 LA MOSTRA VIVIAN MAIER. INEDITA

 

L’esposizione segue la tappa francese ospitata al Musée du Luxembourg e presenta oltre 250 immagini, molte delle quali inedite o rare, come quelle a colori, oltre a video Super 8 e oggetti personali della fotografa americana.

 

 

Una sezione è dedicata agli scatti, mai visti prima, realizzati durante il suo viaggio in Italia, in particolare a Torino e Genova.

 

A cura di Anne Morin

 

 

Dal 9 febbraio: una delle massime esponenti della cosiddetta street photography.

 

Fin dal titolo, Inedita, l’esposizione che giunge in Italia dopo una prima tappa al Musée du Luxembourg di Parigi (15 settembre 2021 – 16 gennaio 2022), si prefigge di raccontare aspetti sconosciuti o poco noti della misteriosa vicenda umana e artistica di Vivian Maier, approfondendo nuovi capitoli o proponendo lavori finora inediti, come la serie di scatti realizzati durante il suo viaggio in Italia, in particolare a Torino e Genova, nell’estate del 1959.

 

La mostra, curata da Anne Morin, è co-organizzata da diChroma e dalla Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais, prodotta dalla Società Ares srl con i Musei Reali e il patrocinio del Comune di Torino, e sostenuta da Women In Motion, un progetto ideato da Kering per valorizzare il talento delle donne in campo artistico e culturale. L’esposizione presenta oltre 250 immagini, molte delle quali inedite o rare, come quelle a colori, scattate lungo tutto il corso della sua vita. A queste si aggiungono dieci filmati in formato Super 8, due audio con la sua voce e vari oggetti che le sono appartenuti come le sue macchine fotografiche Rolleiflex e Leica, e uno dei suoi cappelli.

 

“La mostra – dichiara Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali di Torino, propone una parte dell’opera ancora sconosciuta di Vivian Maier, universalmente apprezzata dopo il ritrovamento dei suoi archivi nel 2007, e indaga le origini della sua poetica, legata soprattutto alla sua tipica e ormai iconica osservazione street, un tema chiave oggi frequentato e condiviso anche tramite i social media da fotografi di diversa cultura ed estrazione. La strada come attualità e contemporaneità, e, accanto, l’itinerario privato di una donna alla ricerca della sua identità”.

 

“Vivian Maier – afferma Anne Morin – è una fotografa amatoriale che cercava nella fotografia uno spazio di libertà; benché il suo lavoro sia passato inosservato per tutto il corso della sua vita, si ritrova nella storia della fotografia a fianco dei più grandi maestri quali Robert Doisneau, Robert Frank o Helen Levitt”.

 

“Dopo Capa in color – ricorda Edoardo Accattino, amministratore Ares srl – proseguiamo la nostra collaborazione con i Musei Reali. Così come per Robert Capa, anche in questa mostra abbiamo voluto raccontare al pubblico gli aspetti meno noti di un grande fotografo. Con orgoglio apriamo la prima grande retrospettiva dedicata a una delle maggiori esponenti della street photography, attraverso un percorso che unisce fotografie, filmati e audio, strumenti complementari che permetteranno di scoprire un nuovo aspetto della produzione di Vivian Maier e la sua continua ricerca nello studio dell’immagine”.

 

Il percorso espositivo tocca i temi più caratteristici della sua cifra stilistica e si apre con la serie dei suoi autoritratti in cui il suo sguardo severo si riflette negli specchi, nelle vetrine e la sua lunga ombra invade l’obiettivo quasi come se volesse finalmente presentarsi al pubblico che non ha mai voluto o potuto incontrare.

Una sezione è dedicata agli scatti catturati tra le strade di New York e Chicago. Vivian Maier predilige i quartieri proletari delle città in cui ha vissuto. Instancabile, cammina per tutto il tessuto urbano popolato da persone anonime che davanti al suo obiettivo diventano protagoniste, anche per una sola frazione di secondo, e recitano inconsciamente un ruolo.

Le scene che diventano oggetto delle sue narrazioni sono spesso aneddoti, coincidenze, sviste della realtà, momenti della vita sociale a cui nessuno presta attenzione. Ognuna delle sue immagini si trova proprio nel luogo in cui l’ordinario fallisce, dove il reale scivola via e diventa straordinario.

 

Mentre cammina per la città, Vivian Maier a volte si sofferma su un volto. La maggior parte dei visi che scandiscono le sue passeggiate fotografiche sono quelli di persone che le assomigliano, che vivono ai margini del mondo illuminato dall’euforia del sogno americano. Parlano di povertà, lavori estenuanti, miseria e destini oscuri. Ognuno di questi ritratti, impassibile e austero, è colto frontalmente nel momento dello scatto. A essi fanno da contraltare quelli delle signore dell’alta borghesia, che reagiscono in modo offeso al palesarsi improvviso della fotografa.

 

Oltre ai ritratti, Vivian Maier si concentra sui gesti, redigendo un inventario degli atteggiamenti e delle posture delle persone fotografate che tradiscono un pensiero, una intenzione, ma che rivela la loro autentica identità. Le mani sono spesso le protagoniste di queste immagini perché raccontano, senza saperlo, la vita di coloro a cui appartengono.

 

Agli inizi degli anni sessanta si nota un cambiamento nel suo modo di fotografare. La sua relazione con il tempo sta cambiando, e il cinema sta già cominciando a insinuarsi e ad avere la precedenza sulla fotografia. Vivian Maier inizia a giocare con il movimento, creando sequenze cinetiche, come

se cercasse di trasportare le specificità del linguaggio cinematografico in quello della fotografia, creando delle vere e proprie sequenze di film.
Come naturale conseguenza, Vivian Maier inizia a girare con la sua cinepresa Super 8, documentando tutto quello che passava davanti ai suoi occhi, in modo frontale, senza artifici né montaggi.

 

Un importante capitolo della mostra è dedicato alle fotografie a colori. Se da un lato, i lavori in bianco e nero sono profondamente silenziosi, quelli a colori si presentano come uno spazio pieno di suoni, un luogo dove bisogna prima sentire per vedere. Questo concetto musicale di colore sembra riecheggiare nello spazio urbano, come il blues che scorre per le strade di Chicago e, in particolare, nei quartieri popolari frequentati da Maier.

Non poteva mancare una sezione dedicata al tema dell’infanzia che ha accompagnato Vivian Maier per tutto il corso della vita. A causa della sua vicinanza ai bambini per così tanti anni, era in grado di vedere il mondo con una capacità unica. Come governante e bambinaia per quasi quarant’anni, Maier ha preso parte alla vita dei bambini a lei affidati, documentando i volti, le emozioni, le espressioni, le smorfie, gli sguardi, così come i giochi, la fantasia e tutto il resto che abita la vita di un bambino.

 

Catalogo Skira

Vivian Maier. Note biografiche
Nata a New York da madre francese e padre austriaco, Vivian Maier (1926-2009) trascorre la maggior parte della sua giovinezza in Francia, dove comincia a scattare le prime fotografie utilizzando una modesta Kodak Brownie. Nel 1951 torna a vivere negli Stati Uniti e inizia a lavorare come tata per diverse famiglie. Una professione che manterrà per tutta la vita e che, a causa dell’instabilità economica e abitativa, condizionerà alcune scelte importanti della sua produzione fotografica. Fotografa per vocazione, Vivian non esce mai di casa senza la macchina fotografica al collo e scatta compulsivamente con la sua Rolleiflex accumulando una quantità di rullini così numerosa da non riuscire a svilupparli tutti.
Tra la fine degli anni novanta e i primi anni del nuovo millennio, cercando di sopravvivere, senza fissa dimora e in gravi difficoltà economiche, Vivian vede i suoi negativi andare all’asta a causa di un mancato pagamento alla compagnia dove li aveva immagazzinati. Parte del materiale viene acquistato nel 2007 da John Maloof, un agente immobiliare, che, affascinato da questa misteriosa fotografa, inizia a cercare i suoi lavori dando vita a un archivio di oltre 120.000 negativi. Un vero e proprio tesoro che ha permesso al grande pubblico di scoprire in seguito la sua affascinante vicenda.

Torino, 8 febbraio 2022

 

 

VIVIAN MAIER. INEDITA

Torino, Musei Reali | Sale Chiablese (piazza san Giovanni 2)

9 febbraio – 26 giugno 2022

 

Orari:

dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00

sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00

(ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)

 

Biglietti:

Intero: € 15,00

 

Ridotto: € 12,00

over 65, insegnanti, ragazzi tra 18 e 25 anni, gruppi, giornalisti non accreditati

 

Ridotto ragazzi: € 6,00

ragazzi tra 12 e 17 anni compiuti

 

Pacchetto famiglia:

fino a due adulti € 12,00 cad. e ogni ragazzo tra 12 e i 17 anni € 6,00 cad.

 

Gratuito:

possessori dell’Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta, Torino+Piemonte card, bambini da 0 a 11 anni, persone con disabilità, dipendenti MiC, giornalisti in servizio previa richiesta di accredito all’indirizzo info@vivianmaier.it

 

Confindustria: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto bocciano il Decreto Energia

 

 

“SISTEMA INDUSTRIALE A RISCHIO PARALISI, SERVE DETERMINAZIONE”

 

I Presidenti Francesco Buzzella (Confindustria Lombardia), Enrico Carraro (Confindustria Veneto), Pietro Ferrari (Confindustria Emilia-Romagna) e Marco Gay (Confindustria Piemonte) a seguito delle misure approvate dal Consiglio dei Ministri per arginare il caro energia, esprimono profonda insoddisfazione e preoccupazione.
Pur nella consapevolezza che l’intero sistema industriale italiano è a rischio paralisi tra aumenti delle materie prime, difficoltà di approvvigionamento delle forniture e costo dell’energia, nel decreto manca la determinazione di cui c’è assoluto bisogno in periodi eccezionali come quelli che stiamo vivendo.
Tra le imprese del Nord c’è fortissima preoccupazione: occorre intervenire immediatamente, con ogni misura possibile e sostenibile, per compensare l’aumento dei costi dell’energia – anche attraverso un price-cap/tetto sui prezzi – e gli effetti delle sanzioni legate alla guerra per i settori o le imprese direttamente colpite. L’Italia e la sua industria stanno pagando il prezzo più alto d’Europa.
La trasparenza del mercato energetico deve poter permettere di legare al costo delle forniture il prezzo al cliente, non ai valori oscillatori delle speculazioni quotidiane. Anche il sistema fiscale che grava sui prodotti energetici va reso lineare, chiaro e trasparente. Non è possibile che le imposte raddoppino il costo del carburante e siano la sommatoria di accise accumulate nei decenni senza più alcun riferimento alla situazione attuale. Perché non prendere esempio dal Portogallo dove il governo ha chiesto alla UE la riduzione dell’aliquota IVA dal 23% al 13%?
La scelta di intervenire con “sconti” e ristori temporanei limitati nel tempo e negli impatti, poi, è in contrasto con le previsioni, anche quelle meno pessimistiche, di alti livelli dei prezzi sui mercati energetici prolungati nel tempo.
Sono poi irricevibili, causa insostenibilità, le ipotesi o gli scenari di riduzione “teorici” dei consumi energetici dell’industria. Le strategie europee, a partire dal Fitfor55, costruite e calate dall’alto, vanno riviste in una logica di transizione “sostenibile”, non di obiettivi astratti irraggiungibili per tutti i settori industriali, dalle plastiche all’auto. La transizione va discussa, condivisa e programmata insieme all’industria. Visto il diverso impatto del costo dell’energia nei vari Paesi europei le imprese italiane sono quelle la cui competitività è maggiormente a rischio.
Il Paese deve definire rapidamente un vero e proprio Piano Energetico nazionale che preveda un nuovo mix di forniture e fonti. Occorre accelerare la realizzazione degli impianti di rinnovabili sbloccando, nell’interesse nazionale, gli iter autorizzativi, oggi di fatto bloccati in molti ambiti ed aree. Contemporaneamente è indispensabile accelerare l’aumento del prelievo nazionale di gas, anche con nuove esplorazioni, e riattivare gli investimenti previsti sui rigassificatori.
Il PNRR può essere parzialmente rivisto e rimodulato in funzione della necessità di sostenere gli investimenti in campo energetico, mentre con maggiore decisione devono essere riprese le riforme timidamente approcciate in questi mesi: prima di tutte quella del fisco, intervenendo strutturalmente sul cuneo fiscale. Gli effetti dell’inflazione sui salari rischiano di essere ulteriormente “deprimenti” per l’economia e per le imprese italiane.

Muore soffocata da un croissant

Una tragedia per un boccone al bar. Una donna è morta questa mattina soffocata da un croissant mentre faceva colazione in un caffè a Settimo torinese. La vittima aveva 66 anni. Inutili i soccorsi.

Ergastolo per l’omicidio del commercialista sulla collina torinese

È stato condannato all’ergastolo il commerciante d’auto Giovanni Cordella, di 43 anni, processato a Torino con l’accusa di avere  ucciso il commercialista Luciano Ollino l’8 giugno del 2020. La vittima fu trovata senza vita, ucciso con sei colpi di pistola sulla collina torinese. L’accusato si professa innocente.

Sono 5.204 i profughi ucraini accolti fino ad ora in Piemonte

Sono 5.204 i profughi ucraini accolti fino ad ora in Piemonte. Di questi 1.953 sono ospitati presso la rete di accoglienza spontanea familiare o di conoscenti o delle realtà sociali del territorio, 363 nelle strutture individuate dalla Protezione Civile regionale, 344 nei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) e attraverso il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) sotto il coordinamento delle Prefetture. 

 

A livello territoriale, la quota principale di rifugiati risulta ad oggi nelle province di Novara e del VCO, dove è insediato circa il 40% della comunità ucraina residente già da tempo in Piemonte. In particolare, nel Novarese risultano già arrivate 1.912 persone, di cui 41 accolte dalla Protezione Civile, 13 nei CAS e SAI e 1.858 dalla rete di accoglienza spontanea locale. Nel Verbano Cusio Ossola, invece, le persone presenti risultano 791, di cui 72 nei CAS e SAI e 719 dalla rete di accoglienza spontanea. 722 risultano invece i rifugiati nel territorio del Torinese, di cui 216 nelle strutture della Protezione Civile, 136 nei CAS e SAI e 370 in accoglienza spontanea. Nel Cuneese risultano attualmente 512 rifugiati ucraini, di cui 94 presso le strutture della Protezione Civile, 50 nei CAS e SAI, e 368 in accoglienza spontanea. Nel Vercellese risultano 496 profughi, tutti accolti attraverso la rete dell’ospitalità spontanea. La provincia di Alessandria ha accolto 380 rifugiati, di cui 35 nei CAS e nei SAI e 345 attraverso la rete di accoglienza spontanea. Nella provincia di Biella sono arrivate 318 persone, di cui 5 nei CAS e SAI e 313 accolti spontaneamente dalla rete locale. Nell’Astigiano risultano presenti 73 profughi, di cui 12 nelle strutture della Protezione Civile, 33 nei CAS e SAI e 28 in accoglienza spontanea.

La mappa dell’accoglienza è stato uno dei temi oggi nella riunione del lunedì del Coordinamento regionale per l’emergenza profughi a cui hanno preso parte il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il console onorario dell’Ucraina a Torino Dario Arrigotti, con l’assessore alla Protezione civile e Gestione emergenza profughi ucraini Marco Gabusi e l’assessore ai Bambini Chiara Caucino. Presenti anche i rappresentanti delle Prefetture, dell’Ufficio Scolastico Regionale, della Protezione civile regionale e della Direzione Sanità e Welfare, oltre ai rappresentanti degli Enti Locali.

 

CALL CENTER REGIONALE IN UCRAINO

Sul fronte comunicazione è attivo da domani il numero del Call Center regionale dedicato alle informazioni per i rifugiati ucraini in Piemonte, realizzato grazie alla collaborazione tra Protezione Civile, Consolato Onorario di Ucraina a Torino e la Onlus Danish Refugee Council Italia. Il numero è 011.4326700 ed è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 20.00: otto operatori di madrelingua ucraina rispondono alle richieste di informazioni e approfondimenti da parte dei profughi e delle famiglie che li accolgono.

 

INSERIMENTO SCOLASTICO: LE INDICAZIONI DEL MINISTERO ISTRUZIONE

Per quanto riguarda la scuola, al fine di dare una continuità scolastica ai rifugiati minori, è stato individuato il percorso per l’iscrizione ai nostri istituti scolastici. Il Coordinamento dell’Ufficio Scolastico Regionale è il punto di raccordo sulla presenza dei bambini e dei ragazzi accolti nelle scuole, mentre, secondo quanto indicato dal Ministero dell’Istruzione, è il genitore, o chi ne fa le veci, a effettuare l’iscrizione a scuola in qualunque momento dell’anno recandosi presso la segreteria dell’istituto individuato, dove consegnerà i documenti necessari (documento di identità, codice fiscale, certificato di vaccinazione, dichiarazione da cui si evinca quale scuola il minore ha frequentato nel paese d’origine). In mancanza di questa documentazione si può fornire un’autocertificazione delle informazioni richieste.  È stata inoltre assicurata l’attivazione di percorsi di insegnamento della lingua italiana e la frequenza delle lezioni e di tutte le attività organizzate dalle scuole, in modo che i bambini e i ragazzi possano vivere una socialità il più ampia possibile.

 

Chagall ed il suo retroterra culturale ebraico. In mostra al Mudec di Milano

La vita inquieta e tormentata di Marc Chagall viene ripercorsa nella mostra dal titolo “Chagall.

Una storia di due mondi”, ospitata fino al 31 luglio prossimo al Mudec di Milano, attraverso alcune delle sue opere più significative, caratterizzate da una espressività delicata, ma al contempo forte, dal punto di vista cromatico.

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Chagall ed il suo retroterra culturale ebraico. In mostra al Mudec di Milano

Il bollettino Covid di lunedì 21 marzo

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 2.315nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19, pari all’8,3%di 28.037 tamponi eseguiti, di cui 25.854 antigenici.

Il totale dei casi positivi diventa 1.025.733, così suddivisi su base provinciale: 86.936 Alessandria, 47.166 Asti, 39.493 Biella, 135.023 Cuneo, 77.470 Novara, 544.669 Torino, 36.532 Vercelli, 37.326 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 5.095 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 16.023sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.


I ricoverati in terapia intensiva sono
23 (1 rispetto a ieri)

I ricoverati non in terapia intensiva sono 573 (6 rispetto a ieri)

Le persone in isolamento domiciliare sono 48.142

I tamponi diagnostici finora processati sono 16.233.039 (+28.037rispetto a ieri).


I DECESSI DIVENTANO 13.161

Sono 7, uno di oggi, i decessi di persone con diagnosi di Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti).

Il totale diventa quindi 13.161 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.768 Alessandria, 787 Asti, 501Biella, 1.598 Cuneo, 1.057 Novara, 6.285 Torino, 606 Vercelli, 424 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 135 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

963.834 GUARITI

I pazienti guariti diventano complessivamente 963.834 (+2.147rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 80.876Alessandria, 44.630 Asti, 37.597 Biella, 128.454 Cuneo, 74.047Novara, 515.940 Torino, 34.244 Vercelli, 34.896 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 3.927 extraregione e 9.223 in fase di definizione.

A Rivoli la Giornata della Memoria e dell’impegno

 

Oggi, a trent’anni dall’uccisione dei magistrati Giovanni Falcone (con la moglie e tre uomini della scorta) e Paolo Borsellino (con cinque uomini della scorta, tra cui una giovane donna) per opera di Cosa Nostra, celebriamo la Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

La memoria è una delle forme della giustizia, mette le frasi e i punti lì dove vanno messi, sottolinea ciò che deve essere sottolineato. Tutti coloro che ignorano perchè vogliono ignorare, o non c’erano e non possono ricordare, o hanno dimenticato perché il tempo è trascorso, perdono il senso della giustizia.
Come sosteneva Falcone, l’ignoranza contiene il seme della colpa, mentre la consapevolezza è l’inizio di ogni racconto che, in quanto tale, ha un inizio e una fine.

Giornata Nazionale dedicata alle vittime innocenti delle mafie…  a cosa serve? Beh, a parlare, a non vivere nell’ombra, nel silenzio. Ogni nome non è solo un nome da leggere, ma ogni nome è una storia da raccontare, un pezzo di verità.

L’Amministrazione comunale ha depositato una Corona commemorativa presso le aree del Comune di Rivoli intitolate a: Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Marcella di Levrano, Emanuela Loi, Don Puglisi, Lea Garofalo, Angelo Vassallo e Piersanti Mattarella.
Le aree intitolate vogliono essere un tributo permanente a tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata.

Concludo con le parole di Giovanni Falcone:
“La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano, e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.

Laura Adduce

vicesindaco di Rivoli