Lo scorso martedì mattina una donna ha contattato il 112 NUE, segnalando di essere stata derubata della propria borsa in zona Borgo Vittoria.
La vittima, dopo essere salita in macchina, aveva visto un soggetto avvicinarsi e, con scatto fulmineo, sottrarle la borsa adagiata sul tappetino dal lato passeggero. L’uomo, un cinquantenne italiano, era poi fuggito a bordo di un’autovettura, priva della targa anteriore, guidata in contromano da un complice.
La donna si era posta all’inseguimento dei due, senza successo. Nel frattempo un cittadino, intuito quanto fosse appena successo, era riuscito a segnare il numero di targa del veicolo in fuga.
Gli agenti della Squadra Volanti intervenuti, dopo aver appreso le informazioni necessarie, hanno capito trattarsi del cinquantenne, soggetto già noto con precedenti di Polizia.
Dopo una breve ricerca, gli operatori lo hanno rintracciato in un capannone della zona dove era stata parcheggiata l’autovettura con la quale era stato visto allontanarsi. Chieste informazioni, l’italiano ha riferito che il veicolo non era marciante in quanto privo della batteria utile al suo funzionamento. A riprova di quanto detto, ha mostrato l’interno del cofano. Si scoprirà in seguito che l’uomo, nel tentativo di eludere eventuali controlli, aveva personalmente smontato alcune componenti della macchina.
Nel corso degli accertamenti, gli operatori hanno perquisito sia il mezzo che il capannone, rinvenendo gli effetti personali della vittima nascosti in punti diversi: il cellulare era stato nascosto nel vano motore di un’altra auto, la borsa occultata in un soppalco del locale mentre carte di credito e bancomat erano in un raccoglitore dei rifiuti, ricoperti dalla spazzatura. Il cinquantenne è stato arrestato per furto con destrezza

Il Natale è arrivato anche per i torinesi, per chi era già preparato e per chi invece è già in ritardo, il Natale è giunto per chi lo aspettava dall’anno scorso e per chi invece non vede l’ora che finisca.
Quello che mi piacerebbe fare è, se me lo permettete, raccontarvi qualcosa di più riguardo a questa festività dibattuta e bistrattata, tanto antica quanto complessa, le cui simbologie si sovrappongono nel tempo, eppure sopravvivono, nella meravigliosa banalità dei gesti che tutt’oggi ancora compiamo, in questo preciso momento dell’anno.Non vi è una tradizione autorevole circa la data dell’istituzione del Natale, anche se si ritiene che le origini della festa vadano ricercate nell’antica Roma, quando, a partire dal III secolo, si celebrava, proprio il 25 dicembre, il natale del “Sole invitto”. In un secondo momento, i cristiani sovrappongono al culto pagano la nascita del “vero sole”, Cristo. In meno di un secolo, tale tradizione si diffonde in tutta la cristianità ed è adottata anche nelle Chiese Orientali. Al Natale è collegato il ciclo dell’anno liturgico, comprendente il periodo di preparazione, l’Avvento, il tempo effettivo del Natale – dal 24 dicembre al 5 gennaio – e, infine, l’Epifania, che va dal 6 al 13 gennaio. La festa di Natale si prolunga, secondo il rito cristiano, per otto giorni, quest’ultimo – il 1 gennaio – prende il nome di “Festum sanctae Dei Genetricis Mariae in octava Domini”. A livello popolare sopravvivono usanze e simbologie assai antiche, precedenti e annesse alle celebrazioni romane, legate al culto del solstizio d’inverno, quali il ceppo, l’accensione di fuochi e falò, l’addobbare un albero, generalmente un abete – il famigerato Albero di Natale – lo scambio di auguri e regali, soprattutto rivolti ai più piccoli e la costruzione del presepe, usanza tipica dell’Europa centro-settentrionale.
Non c’è da stupirsi che il piccolo Gesù, la luce che porta alla verità e scaccia l’ignoranza del politeismo, nasca proprio in questo giorno, quando la Natura si prepara a fiorire nuovamente e il sole pare “ri-nascere”. Le Sacre Scritture, tuttavia, non forniscono indicazioni troppo precise a proposito della nascita del Redentore, nonostante ciò, durante il pontificato di Giulio I, viene stabilito che la nascita di Cristo avviene proprio il 25 dicembre; Papa Leone Magno, un secolo dopo, riconferma tale ricorrenza; nel 529 Giustiniano dichiara ufficialmente tale giornata festività dell’Impero.