Continua anche questo Natale l’iniziativa “Un sorriso per i bambini del Regina Margherita”: il Rotary Club Torino Lagrange, per il settimo anno consecutivo, mantiene una bella tradizione alla quale ormai si sente profondamente legato.
Nonostante il momento particolare che tutti stiamo vivendo, i Soci del Rotary Club Torino Lagrange hanno cercato di conquistare qualche sorriso tra i bambini del Regina Margherita donando loro giochi e, si spera, qualche momento di spensieratezza.
Come succede dall’inizio della pandemia, anche quest’anno i doni sono stati consegnati ai medici del Dipartimento per la Salute del Bambino, diretto dalla Professoressa Franca Fagioli, che li consegneranno ai bambini.
Il Presidente Yohan Berkol ha commentato così l’iniziativa: “Il Service dei doni al Regina Margherita è sostenuto dal Club fino dalla sua Fondazione; un progetto che mi sta particolarmente a cuore, che abbatte qualsiasi preconcetto, la rappresentazione dell’altruismo. Tendere la mano verso il prossimo, a chi ha meno di noi, a chi è in difficoltà regalando semplicemente un magico istante. Il regalo più grande ed importante non siamo noi a farlo ma a riceverlo: il sorriso di bimbi che, nonostante la malattia e le mille domande sui perché, sono grati ed in quel magico istante vivono il valore del Natale.
Da padre e da Presidente del Club non posso che essere orgoglioso.”
Il Natale è arrivato anche per i torinesi, per chi era già preparato e per chi invece è già in ritardo, il Natale è giunto per chi lo aspettava dall’anno scorso e per chi invece non vede l’ora che finisca.
Quello che mi piacerebbe fare è, se me lo permettete, raccontarvi qualcosa di più riguardo a questa festività dibattuta e bistrattata, tanto antica quanto complessa, le cui simbologie si sovrappongono nel tempo, eppure sopravvivono, nella meravigliosa banalità dei gesti che tutt’oggi ancora compiamo, in questo preciso momento dell’anno.Non vi è una tradizione autorevole circa la data dell’istituzione del Natale, anche se si ritiene che le origini della festa vadano ricercate nell’antica Roma, quando, a partire dal III secolo, si celebrava, proprio il 25 dicembre, il natale del “Sole invitto”. In un secondo momento, i cristiani sovrappongono al culto pagano la nascita del “vero sole”, Cristo. In meno di un secolo, tale tradizione si diffonde in tutta la cristianità ed è adottata anche nelle Chiese Orientali. Al Natale è collegato il ciclo dell’anno liturgico, comprendente il periodo di preparazione, l’Avvento, il tempo effettivo del Natale – dal 24 dicembre al 5 gennaio – e, infine, l’Epifania, che va dal 6 al 13 gennaio. La festa di Natale si prolunga, secondo il rito cristiano, per otto giorni, quest’ultimo – il 1 gennaio – prende il nome di “Festum sanctae Dei Genetricis Mariae in octava Domini”. A livello popolare sopravvivono usanze e simbologie assai antiche, precedenti e annesse alle celebrazioni romane, legate al culto del solstizio d’inverno, quali il ceppo, l’accensione di fuochi e falò, l’addobbare un albero, generalmente un abete – il famigerato Albero di Natale – lo scambio di auguri e regali, soprattutto rivolti ai più piccoli e la costruzione del presepe, usanza tipica dell’Europa centro-settentrionale.
Non c’è da stupirsi che il piccolo Gesù, la luce che porta alla verità e scaccia l’ignoranza del politeismo, nasca proprio in questo giorno, quando la Natura si prepara a fiorire nuovamente e il sole pare “ri-nascere”. Le Sacre Scritture, tuttavia, non forniscono indicazioni troppo precise a proposito della nascita del Redentore, nonostante ciò, durante il pontificato di Giulio I, viene stabilito che la nascita di Cristo avviene proprio il 25 dicembre; Papa Leone Magno, un secolo dopo, riconferma tale ricorrenza; nel 529 Giustiniano dichiara ufficialmente tale giornata festività dell’Impero.
Sono nata a Busto Arsizio nel 1967
11 settembre 2001