Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
Il limitatore di velocità è la novità introdotta dall’UE su tutti i veicoli nuovi omologati a partire dal 6 luglio, sarà quindi presto aggiunto di serie su ogni auto. E dal 2024 diventerà obbligatorio su ogni veicolo nuovo che sarà venduto all’interno dell’Unione Europea. Un passo avanti per quanto riguarda gli obiettivi della sicurezza su strada nel nostro continente, anche se nel corso della prima fase di utilizzo (in futuro ancora non sappiamo) ogni guidatore avrà comunque la possibilità di disattivarlo.
Innanzitutto il nome del nuovo dispositivo approvato da parte dell’Unione Europea è ISA, che sta per Intelligent Speed Assistance e usa una combinazione di dati del GPS, del sistema di frenata d’emergenza del veicolo e delle telecamere per il riconoscimento dei segnali stradali, andando a rilevare la giusta velocità da tenere su ogni tratta, avvisando il conducente del mezzo quando supera il limite, emettendo segnali visivi e sonori.
Nel caso in cui il guidatore superi oltrepassi il limite di velocità imposto dalla legge per un determinato percorso, il limitatore applicato sull’auto invia un segnale acustico molto simile a quello che parte quando non si allacciano le cinture di sicurezza, insistente e fastidioso al punto giusto, e poi procede mandando una vibrazione sul pedale dell’acceleratore e sul sedile del conducente.
Nel caso in cui la persona che sta al volante proceda senza adattare la velocità ai limiti imposti dalla legge (rischiando anche una pesante multa), allora il nuovo dispositivo ISA diminuisce la velocità del veicolo autonomamente, andando ad agire con il sistema di frenata automatica d’emergenza e riportando la macchina al giusto limite concesso.
La decisione dell’Unione Europea prevede che tutte le nuove macchine che saranno omologate a partire dal 6 luglio 2022 dovranno essere prodotte dalle Case automobilistiche con il limitatore di velocità già installato e quindi potranno essere vendute solo previo inserimento dell’ISA. Per quanto riguarda invece le vetture con un’omologazione precedente, sarà possibile adeguarsi alla nuova dotazione entro e non oltre il 7 luglio del 2024. Per tutti i veicoli già in circolazione non è previsto alcun adeguamento.
Almeno inizialmente infatti il nuovo dispositivo ISA per auto potrà essere disattivato dal conducente in qualsiasi momento. L’obiettivo dell’installazione del limitatore di velocità è uno solo: aumentare la sicurezza su strada.
Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.
Da giovedì 21 luglio, trentotto ombrelloni di gran pregio, realizzati con il prezioso “Tessuto Cavour” renderanno ancor più attrattiva e piacevole piazza Cavour, il “salotto buono” del Centro Storico di Chieri. Pochi ma eleganti raffinati ed unici gli elementi: un disegno novecentesco dello Studio “Serra & Carli”, un tessuto blu e sabbia prodotto dal Centro Stile “FiDiVi” e un telaio di legno di grande pregio. E il gioco è fatto. Ecco in piazza i nuovi “ombrelloni”. Evento importante per Chieri che, in contemporanea, ha aperto anche una mostra, nella Sala della “Porta del Tessile” (via Santa Clara 10/A), dall’ovvio titolo “Tessuto Cavour”, organizzata dalla “Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile”. “Con l’inaugurazione degli ombrelloni si conclude il progetto di riqualificazione urbana di piazza Cavour – commenta il sindaco Alessandro Sicchiero – un intervento di grande rilevanza che ha consentito di restituire ai cittadini quello che è il ‘salotto’ di Chieri, con una ridefinizione della viabilità, una pedonalizzazione parziale della piazza, l’installazione di panchine e la risistemazione del giardino Cardinal Martini. Come amministrazione abbiamo stanziato un contributo di 40mila euro a favore degli esercizi di somministrazione che afferiscono alla piazza, sia come ristoro per i disagi sopportati a causa dei lavori di riqualificazione, sia a sostegno delle spese che hanno dovuto effettuare per adeguare i loro arredi esterni”. Il disegno che è stato selezionato, un motivo fantasioso in cui elementi floreali e geometrici in azzurro si stagliano su un fondo blu, risale alla seconda metà del Novecento e fa parte del Fondo del famoso studio chierese “Serra & Carli”, ora conservato nell’Archivio storico della “Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile”. La scelta è stata operata congiuntamente dall’amministrazione cittadina, dagli esercenti chieresi, dai vertici della “Fondazione per il Tessile” e da Enrico e Giuseppe Vergnano, rispettivamente “Direttore Design” e “Amministratore Delegato” della “FiDiVi Tessitura Vergnano SpA”, azienda leader nel settore dei tessuti per l’arredamento, la valigeria e l’automotive, che attualmente ha sede a Poirino, pur se fondata a Chieri negli anni Quaranta. Orbene, il “Centro Stile FiDiVi” ha condotto, in tempi molto brevi, lo studio del disegno in questione e il successivo sviluppo tecnico ed estetico finalizzato alla produzione di un tessuto conforme alle specifiche necessarie (elasticità, resistenza alla luce e all’abrasione) per il rivestimento di ombrelloni artigianali in legno da esterno realizzati dalla ditta “iWird srl Danieli” di Vicenza. Sotto il profilo tecnico, il “Tessuto Cavour” si identifica come “raso operato, double-face”, realizzato su telaio “Jacquard” impiegando filato in poliestere tinto in massa. Sotto il profilo estetico, il tessuto è un’interpretazione contemporanea della tempera originale dipinta dallo studio “Serra & Carli” e alterna il colore blu, richiamo identitario al gualdo (l’oro blu di Chieri, così come il fustagno, antenato dei jeans), a una nuance sabbia in armonia con i toni delle architetture barocche di piazza Cavour.
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Dopo questa lunga spiegazione si è fatta l’ora di entrare. A questo punto ci si imbatte nel celebre e scenografico scalone, definito uno dei capolavori dell’architettura europea, realizzato tra il 1718 e il 1721 per volere di Maria Giovanna Batista di Savoia-Nemours da Filippo Juvarra, (Messina, 7 marzo 1678 – Madrid, 31 gennaio 1736), architetto e scenografo italiano, uno dei principali esponenti del Barocco, che operò per lunghi anni a Torino sotto le direttive di casa Savoia.