ilTorinese

Talk e cinema a Torino, per interrogarsi sul tema della “Pace”

“Le vie della pace”

Martedì 31 maggio

Mai argomento fu più attuale. Drammaticamente attuale. Nasce di qui, e in occasione della “Giornata Internazionale dei Peacekeeper” istituita nel 2003 dall’“Assemblea Generale delle Nazioni Unite”, l’iniziativa “Le vie della pace” promossa sotto la Mole dal “Museo Diffuso della Resistenza” e da “Arci-Torino”, su progetto del Collettivo “La Comune”, gruppo di lavoro interdisciplinare fondato e composto da giovani volti come il filosofo Leonardo Caffo, la regista ed artista visiva Irene Dionisio, Ambra Troiano (che in città organizza e gestisce rassegne e sale cinematografiche), l’avvocato civilista Anita Marafioti, Francesco Giai Via critico cinematografico e le curatrici Francesca Comisso e Luisa Perlo, co-fondatrici nel 1997 a Torino di a.titolo, organizzazione culturale operante nella produzione di progetti di natura collaborativa e multidisciplinare.

L’appuntamento è per martedì 31 maggio con un duplice appuntamento: un talk a più voci al “Polo del ‘900” (via del Carmine, 14) per riflettere sul conflitto russo  – ucraino e soprattutto mettere a fuoco le vie per arrivare alla pace e, alla sera, al “Cinema Ambrosio” (corso Vittorio Emanuele II, 52) con la presentazione e la proiezione – in una serata arricchita pur anche di letture – del recentissimo “Atlantis” del regista ucraino Valentyn Vasyanovych (attualmente al fronte) ambientato proprio nel Donbass. Così, nel dettaglio, lo svolgersi dell’iniziativa. Si parte alle 18,30, al “Polo del ‘900”, con un’introduzione del presidente del “Museo Diffuso della Resistenza”, Roberto Mastroianni, e un estratto commentato dal filosofo Leonardo Caffo de “La Costituzione della Terra” di Luigi Ferrajoli, giurista ed autore “Feltrinelli”. A seguire, Irene Dionisio con una riflessione su “Oltre la logica del conflitto” con Carla Gottardi, attivista e già presidente di “Amnesty Italia”. Obiettivo: portare attenzione sui diritti umani violati e sulle possibili conseguenze future. Il pomeriggio continuerà con il confronto, moderato da Anita Marafioti, tra Francesco Aceti (Anpi provinciale) e Roberto Mastroianni, volto a tracciare una prospettiva storica sui valori della Resistenza in relazione all’attualità. A chiudere l’approfondimento, il filosofo, analista politico e podcaster Lorenzo Pregliasco. A lui il compito di dissertare (le sue analisi appaiono regolarmente su testate internazionali come “Reuters”, “BBC”, “Financial Times”, “Wall Street Journal” e “Bloomberg”) sulle dinamiche che hanno influenzato l’opinione pubblica rispetto all’invasione russa dell’Ucraina. Attesa, in collegamento via mare, anche l’attivista, saggista e già presidente di “Emergency” Cecilia Strada. In serata, la seconda parte dell’iniziativa. Alle 21, al Cinema “Ambrosio” – dopo le letture e le analisi, introdotte da Irene Dionisio, di Gianluigi Ricuperati e Lidia Lyberman, curatori del “Public Program” per “Triennale Milano” “Planeta Ukraine” – verrà presentato il film “Atlantis” di Valentyn Vasyanovych, premiato come “Miglior Film” della sezione “Orizzonti” alla “Mostra del Cinema di Venezia” e introdotto da Ambra Troiano, curatrice e programmer.

Il lungometraggio è ambientato in un futuro prossimo dove la guerra tra Ucraina e Russia, nella regione del Donbass, è finalmente terminata. L’ex soldato Sergeij è tornato dal fronte con una sindrome da stress post- traumatico e non riesce ad adattarsi alla nuova realtà. Dopo il suicidio del migliore amico, anch’egli reduce di guerra, e dopo la chiusura della fonderia in cui lavora, Sergeij aderisce al progetto di un’associazione di volontari specializzata nel recupero di cadaveri di guerra. Poco alla volta, lavorando accanto alla responsabile Katya, capisce che un futuro migliore è possibile.

Gli ingressi al talk al “Polo del ‘900” e alla proiezione al Cinema “Ambrosio”, sono entrambi gratuiti.

Al Cinema “Ambrosio” sarà anche offerto un rinfresco pre-proiezione.

g.m.

Nelle foto: alcune scene di “Atlantis”

M5S contro gli inceneritori

Con l’approvazione del DL aiuti del Governo Draghi non votato dal Movimento 5 stelle perché contenente poteri speciali al Sindaco di Roma sul nuovo inceneritore nella capitale, si è riaperta la discussione sugli inceneritori. O meglio, non è mai stata chiusa. Ricordiamo anche nel 2018 l’allora Governo gialloverde del Conte 1 insieme ad un pimpante Matteo Salvini che asseriva, tra un mojito ed una serata al Papeete, essere necessario “un termovalorizzatore per ogni provincia” e che “chi dice sempre di no provoca roghi tossici e malattie”. Anche in quella occasione fu ribadita la nostra contrarietà.
Il Movimento 5 stelle è contrario ad ogni tipo di inceneritore, consapevole che il ciclo del rifiuto debba passare da una transizione ecologica e sostenibile. Nel pieno di un’emergenza climatica è impensabile ricorrere ancora ad una tecnologia vecchia di trent’anni, che spreca energia, inquina, mette a rischio la salute delle persone ed è correa dell’ormai evidente innalzamento delle temperature. In tal senso si è espressa anche la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo che ha votato per l’ inclusione degli Inceneritori tra gli impianti che dovranno acquistare crediti per compensare le emissioni climalteranti prodotte. Tale proposta passata con larga maggioranza, fa parte del pacchetto clima noto anche come FIT FOR 55, che intende ridurre le emissioni del nostro Continente.
Anche sul nostro territorio ci viene prospettato un nuovo inceneritore (completamente privato per di più) a Frossasco con le solite promesse del riciclo e di nuovi Eldorado di posti di lavoro.
 Ma è davvero così?
Uno stabilimento che ha una capacità produttiva di 360.000 mc, pari a 400.000 tonnellate/anno di cui circa 200.000 t di legno vengono riciclati. E che fine fanno le altre quasi 200.000 tonnellate comprese colle e resine in entrata? La maggior parte finisce in atmosfera (10 tonnellate/h), in pratica abbiamo un inefficiente processo produttivo che ricicla all’ incirca il 50% del materiale che vi entra. Questo nonostante quanto sostiene RILEGNO, uno dei 7 consorzi del CONAI, cioè che sia possibile riciclare fino al 97,1% del legno in entrata. Altra contraddizione riguarda, stante la mancanza di un collegamento ferroviario e l’enorme bacino di utenza, il forzoso ricorso alle centinaia di passaggi quotidiani di TIR, necessari per alimentare un impianto che ricordiamo è a ciclo continuo 7 giorni su 7 per 24 ore al giorno.
E quei posti di lavoro in più promessi ma non certi, non possono prevalere sulla volontà di una comunità e di un sistema produttivo volto all’agricoltura e al turismo e con occupazione ad oggi tangibile. Sistema che sarebbe coinvolto inevitabilmente ed inesorabilmente in un declino ampiamente previsto. I danni sulla salute degli abitanti della zona poi sono attestati dai tantissimi esempi sul territorio nazionale: il più emblematico è l’Ilva di Taranto città con le più alte percentuali di tumori in Italia. Qui per fortuna non siamo ancora come a Taranto e soprattutto possiamo ancora porre un freno a tale eventualità.
Nonostante le nostre preoccupazioni siamo fiduciosi e pronti a stare al fianco dei nostri amministratori che proseguono il loro lavoro istituzionale con la mozione votata in Consiglio comunale all’ unanimità prima e la conseguente apertura di un tavolo di lavoro con tutte le amministrazioni del territorio interessato.
Per quanto ci riguarda continueremo a confrontarci e dare il nostro contributo ai comitati della zona in piena sinergia con loro, con la serenità di chi sa di stare dalla parte in cui dovrebbe sempre schierarsi la politica: quella dei cittadini e dell’interesse pubblico. A cominciare dalla salute e dell’ambiente.
𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮 é 𝗶𝗻𝗲𝗾𝘂𝗶𝘃𝗼𝗰𝗮𝗯𝗶𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮.
M5S

Finto tecnico del gas deruba anziana di 5 mila euro

Con la scusa di controllare i termosifoni un finto tecnico del gas si è introdotto nella casa di un’anziana a Moncalieri e le ha sottratto una borsa contenente 5mila euro in contanti e gioielli.

Il malvivente subito dopo è fuggito. La donna ha chiamato i familiari e i carabinieri per denunciare l’accaduto. Ma ormai era troppo tardi.

 

Le alleanze e il rischio autoritario

Diceva Mino Martinazzoli a metà degli anni duemila – e quindi già in piena seconda repubblica – che in Italia “la politica è sempre stata politica delle alleanze”.

Apparentemente una banalità ma, come ovvio, non era così. Anzi. Perchè storicamente, e anche recentemente, la cosiddetta “cultura delle alleanze” è stata avversata, duramente avversata. Da forze politiche che si collocano su fronti diversi se non addirittura alternativi.
Voglio fare, al riguardo, tre soli esempi a conferma di questa riflessione politica.
Innanzitutto la cosiddetta “vocazione maggioritaria” di veltroniana memoria. Certo, il leader del Pd dell’epoca l’aveva disegnata senza doppi fini e senza alcuna malizia politica. Ma è indubbio che quella impostazione era allergica alla costruzione delle alleanze tradizionali perchè individuava nella centralità del partito l’elemento cardine per creare e consolidare la democrazia dell’ alternanza nel nostro paese. Ovvero, il partito come alternativa all’alleanza tra partiti e soggetti politici diversi. Ma se questa era la motivazione nobile che giustificava la discesa in campo della “vocazione maggioritaria”, è altrettanto vero che si trattava di un progetto politico che affondava le sue radici ideali nella cultura gramsciana che, nella fattispecie, faceva proprio del partito il “nuovo principe” della società. Una concezione che alla base difettava su un punto decisivo: ovvero, la sottovalutazione del pluralismo e di ciò che rappresenta nello scenario politico e culturale del nostro paese.
Come secondo esempio non posso non ricordare che il leader della destra italiana, seppur di questa anomala destra nostrana, Silvio Berlusconi, ha sempre sostenuto che il suo programma di governo lo “si può realizzare solo il giorno in cui avrò la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento”. Una tesi alquanto ardita, al di là della propaganda che accompagna purtroppo in modo sistematico la politica contemporanea. Ma, al fondo, la concezione è sempre quella. E cioè, la coalizione o l’alleanza è vista ed interpretata come un inciampo e un fastidio più che non come una ricchezza e un valore aggiunto per il governo e la stessa democrazia italiana.
Un terzo ed ultimo esempio è rappresentato dal populismo dei 5 stelle. Cioè dal partito populista per eccellenza nel sistema politico italiano. Una strategia che non prevedeva alcuna alleanza perchè gli altri partiti erano sostanzialmente dei soggetti da non considerare in quanto incompatibili con il verbo e i dogmi del populismo anti politico e demagogico. Una prassi che è stata urlata e decantata per anni da tutto il partito dei 5 stelle in tutte le piazze italiane salvo poi rinunciarvi improvvisamente e collettivamente per motivazioni di puro potere. Ovvero, per dirla in termini più semplici, per continuare a conservare il seggio parlamentare e gli incarichi ministeriali con relativi benefit e privilegi. Da qui la gestione trasformistica ed opportunistica della politica e della stessa prassi politica. Ossia, il peggio che la politica possa offrire. Ma anche in questo caso persiste una radicale e scientifica ostilità e diffidenza nei confronti delle alleanze e delle coalizioni.
Ecco perchè, in ultima analisi, se vogliamo recuperare anche in vista delle ormai prossime elezioni politiche il senso, la mission e il ruolo delle alleanze, dobbiamo rifarsi organicamente alla cultura democratico cristiana e cattolico popolare. Una tradizione che ha sempre individuato nelle alleanze il valore aggiunto e la cifra distintiva della nostra democrazia e del nostro sistema politico. Una cultura che riconosce e valorizza il pluralismo politico e culturale – di norma rinnegato da chi individua nel proprio partito il salvatore della patria o il “nuovo principe” – e, di conseguenza, la centralità delle coalizioni e il valore delle alleanze politiche. A cominciare dall’esperienza politicamente più rilevante, quella dell’esecutivo a cui Alcide De Gasperi diede vita dopo le elezioni del 1948 dove preferì governare con una coalizione e non con la sola Dc, anche se ottenne la maggioranza assoluta dei seggi.
Insomma, anche su questo versante è la storia che legge le singole vicende politiche e che le spiega meglio di qualsiasi altra interpretazione. Di parte o meno che siano. Ed è per questo che non si possono accettare lezioni, su questo versante, nè dai populisti dei 5 stelle, nè dalla tradizione post comunista della sinistra italiana e tantomeno dalle varianti della destra italiana. Semplicemente si deve solo recuperare, ed inverare sempre di più nella politica italiana, la lezione di quel filone democratico cristiano e cattolico popolare attraverso il magistero dei suoi statisti e leader. Ancora una volta, quindi, dal passato si traggono gli spunti decisivi per governare il presente e guidare il futuro.

Giorgio Merlo

“Eugenio Bolley. Il Paese delle Meraviglie” al Campus Onu

In occasione della ricorrenza della ratifica della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo è in corso  al Campus ONU di Torino la mostra “Eugenio Bolley. Il Paese delle Meraviglie”. Sarà aperta al pubblico, su prenotazione, fino al 10 luglio 2022.

Nei giorni scorsi è stata inaugurata, alla presenza delle Istituzioni e della Stampa, la mostra “Eugenio Bolley. Il Paese delle Meraviglie”, presso l’International Training Centre of the International Labour Organization (ITCILO).

Promossa dalla Fondazione AIEF per l’infanzia e l’adolescenza, in collaborazione con ITCILO, Gruppo Sella e la Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C. la mostra, curata dal critico e storico dell’arte Daniela Magnetti, intende essere un racconto a colori in occasione della ricorrenza della ratifica italiana della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La mostra è dedicata ai bambini ucraini, vittime innocenti della terribile guerra in corso, ed è patrocinata dal Consiglio Regionale del Piemonte e della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Piemonte.

Oltre agli interventi del Presidente della Fondazione AIEF per l’infanzia e l’adolescenza, Dott. Tommaso Varaldo, della curatrice della mostra, Dott.ssa Daniela Magnetti, e della Dott.ssa Monica Lisa per ITCILO, l’evento inaugurale ha visto la partecipazione del Console Onorario d’Ucraina in Piemonte, Dott. Dario Arrigotti e della Consigliera della Regione Piemonte e Vicepresidente del Comitato per i Diritti Umani, Dott.ssa Sara Zambaia.

“Trentuno anni fa, con la Legge n. 176, l’Italia ratificava la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, che rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia. Questa mostra fornisce un contributo importante alla divulgazione e alla conoscenza di quanto la Convenzione stabilisce in un momento, come quello attuale, in cui i diritti dei bambini negati e violati sono sempre di più”, commenta Tommaso Varaldo, presidente della Fondazione AIEF per l’infanzia e l’adolescenza.

“Il ruolo sociale dell’arte contemporanea, leitmotiv di molti progetti sostenuti dalla Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., trova qui una nuova declinazione: le opere pittoriche di Bolley, rese disponibili dalla Fondazione AIEF, vengono esposte non in un museo, ma in un centro internazionale di formazione nel quale trovano posto professionisti ed eccellenze da tutto il mondo. La mostra, con la sua capacità di parlanre mille lingue attraverso l’arte e il colore, si inserisce a pieno nei progetti sviluppati dall’ITCILO, volti a promuovere una crescita inclusiva sostenuta e sostenibile: così come i formatori del centro «guidano i partecipanti in un viaggio di apprendimento, con workshop, visite di studio e le ultime tecnologie pedagogiche», allo stesso modo questo percorso espositivo si propone come stimolo narrante per attività da condurre insieme ai bambini e ai ragazzi.”, aggiunge Daniela Magnetti, direttore artistico di Banca Patrimoni Sella & C e curatrice della mostra.

La mostra, seguendo una modalità inusuale, ha aperto le sue porte al pubblico prima dell’inaugurazione: dal 10 maggio, infatti, oltre 350 giornalisti provenienti da tutto il mondo, ospiti presso le strutture dell’ITCILO in occasione dell’Eurovision Song Contest (Torino, 10 – 14 maggio 2022), hanno avuto modo di vedere le opere del Maestro.

Nella selezione di dipinti esposti, che spaziano attraverso tutta la produzione pittorica dell’artista, i visitatori possono ammirare mille cromie accostate con emozionante equilibrio lirico, lettere dell’alfabeto che raccontano del primo linguaggio, segni che hanno il fascino delle scritture sconosciute. Nel proporre la pittura di Bolley, che è esercizio ludico, sereno e libero, questa esposizione vuol essere un passe-partout per grandi e piccini verso quel Paese delle Meraviglie che ogni bambino dovrebbe avere il diritto di conoscere.

Sarà possibile per il pubblico visitare la mostra, fino al 10 luglio, previa prenotazione via email o telefono alla segreteria della Fondazione AIEF (tel. 3273703877 – email info@fondazioneaief.org).

Bonus benzina, a chi spetta

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Il bonus benzina da 200 euro, approvato dal governo con il decreto Ucraina bis per contrastare gli effetti economici della crisi, non verrà erogato solo dalle aziende private. Un emendamento approvato dalle commissioni riunite Finanze e Industria del Senato ha allargato i buoni carburante anche ai “datori di lavoro privati”.
Con il nuovo emendamento si amplia la platea dei lavoratori che possono beneficiare del bonus carburante: verrà esteso anche ai lavoratori dipendenti di soggetti che non sono aziende, come ad esempio gli studi professionali e i loro dipendenti o gli enti del terzo settore che svolgono esclusivamente attività non commerciale.
Per la misura erano stati stanziati all’inizio 9,9 milioni di euro, ma nel computo del budget erano state previste solo le imprese private. Con l’apertura anche agli studi professionali aumenta non solo la platea di beneficiari, ma anche i costi per la misura.
Il bonus benzina non spetta ai collaboratori (co.co.co., amministratori, lavoratori autonomi occasionali) ed agli altri soggetti percettori di redditi di lavoro assimilato (es. i tirocinanti).
Inoltre, l’agevolazione resta preclusa ai lavoratori delle Pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici non economici.
Il bonus carburante è stato introdotto dal decreto Energia approvato nel mese di marzo 2022: la misura prevede la possibilità per i datori di lavoro di riconoscere ai propri dipendenti dei voucher fino a 200 euro.
Tutti possono avere il bonus indipendentemente dallo stipendio, visto che la concessione del bonus non è legata a limiti reddituali. Per ottenerlo non è necessaria alcuna domanda da parte del dipendente: sarà il datore di lavoro a decidere se erogarli e di che importo. Il datore di lavoro potrà arrivare a corrispondere anche un valore inferiore rispetto ai 200 euro.
La messa a disposizione dei buoni dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2022. Il consumo da parte dei lavoratori invece non dovrà avvenire entro tale data, ma entro la data di scadenza segnata sul buono stesso.
Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

 

Romantic tour: Mario Biondi al Teatro Colosseo

TEATRO COLOSSEO
Via Madama Cristina 71 – Torino

La stagione 2021 – 2022

Lunedì 30 maggio ore 21
MARIO BIONDI
Romantic tour
poltronissima € 70,40 | poltrona A € 66,30 | poltrona B € 56,00 | galleria A € 46,00 | galleria B € 40,00

È uscito il 18 marzo “Romantic” il nuovo album di Mario Biondi dedicato all’amore in tutte le sue forme, dal legame di coppia a quello fraterno, all’amore per i genitori e i figli.
Il romanticismo inteso nelle sue varie declinazioni è il fil rouge dei 12 brani su cd e 15 brani che compongono questo nuovo progetto, nello specifico 6 inediti e 9 rivisitazioni scelte principalmente dal repertorio internazionale.

“Romantic” è fortemente caratterizzato dalla produzione curata dallo stesso Mario Biondi con Massimo Greco e David Florio: tutti i brani sono stati registrati in maniera analogica, scelta che conferisce un suono molto caldo e autentico all’intero album che richiama fortemente le sonorità degli anni ’70. Le tracce sono state registrate, come accadeva all’epoca, con take collettive in cui tutti i musicisti hanno suonato insieme nella stessa sala andando ad esaltare la magia della condivisione e l’effetto interplay. Tale direzione ha reso unica l’esperienza in studio ed è stata stabilita fin da subito per ricreare le atmosfere originali dei brani che sono stati reinterpretati.

Il crooner catanese presenta così “Romantic” che diventa anche il suo messaggio di pace:

“Questo disco in alcuni brani rispecchia il suono ed il carattere degli anni ‘70, gli anni in cui la musica ci ricordava che la guerra è solo fonte di dolore. Ognuno di noi ha una vena romantica e spera che le problematiche si risolvano con il buon senso, con l’amore per il prossimo, non con violenza o ostilità.”

Ordine Commercialisti partner del Forum di Economia aziendale

Si terrà al Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino dal 30 maggio al 4 giugno prossimi, in concomitanza col Festival dell’Economia. Il segretario Paola Aglietta sarà uno dei relatori dell’evento di apertura, il vicepresidente Paolo Moiso della tavola rotonda sui rapporti tra ente pubblico e Terzo Settore, il tesoriere Davide Barberis modererà l’incontro sulle problematiche socio-economiche del calcio dilettatistico.

 

L’ Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino (Odcec) è partner del primo Forum dell’Economia Aziendale, organizzato dal Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino, che si terrà a Torino dal 30 maggio al 4 giugno prossimi, in corso Unione Sovietica 218/bis.

L’Odcec sarà protagonista di alcuni degli appuntamenti del fitto calendario della manifestazione con il suo segretario, Paola Aglietta, col vicepresidente Mario Paolo Moiso e col tesoriere Davide Barberis. Aglietta sarà uno dei relatori dell’evento di apertura del Forum (30 maggio 2022, ore 16,30) dal titolo: “Innovazione sostenibile: città, cittadini e aziende”. Vi parteciperanno anche Michela Favaro, Vicesindaca Città di Torino; Giacomo Carelli, CEO & General Manager, FCA Bank + Chairman, Leasys; Piera Gallo, Head of Global Brand Content Stellantis; Alberto Lazzaro, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Unione Industriali Torino; Enrico Pochettino, Direttore Innovazione del Gruppo Iren; Walter Rolfo, fondatore e Presidente di Master of Magic. L’evento è moderato da Alberto Brambilla, di Bloomberg, ed è introdotto da Francesca Culasso, Direttrice del Dipartimento di Management, e da Paola De Vincentiis, vice Direttrice Dipartimento di Management. L’ incontro si aprirà con un saluto del Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Stefano Geuna, e del Presidente di AIDEA (Accademia Italiana di Economia Aziendale) Michele Pizzo.

In coda alla tavola rotonda saranno inaugurate le due panchine rosse che, simbolo riconosciuto della lotta contro la violenza sulle donne, sono state posizionate nei pressi della Scuola di Management ed Economia.

Davide Barberis e Mario Paolo Moiso parteciperanno a due degli eventi del fitto programma delle sessioni parallele del Forum (31 maggio e 1° giugno), in cui aziende, ricercatori, professionisti, docenti, esponenti del mondo dello sport e dello spettacolo (il gruppo musicale torinese Eugenio in Via di Gioia) affronteranno i temi che sono al centro del concomitante Festival dell’ Economia (rispetto, merito, diversità e innovazione sociale) declinati in tematiche quali riduzione del divario di genere, inclusione, rispetto per l’ambiente e innovazione sostenibile. Barberis modererà l’incontro “Sport e società: impatto socio economico del giuoco del calcio dilettantistico” (1 giugno, ore 12), in cui si parlerà delle novità, prospettive e rischi dell’innovazione nel mondo dello sport. Moiso sarà uno dei relatori della tavola rotonda “Co-progettare il futuro fra sussidiarietà e differenziazione” (1giugno, ore 17), in cui si analizzerà l’evoluzione del rapporto fra ente pubblico e Terzo Settore.

Nell’atrio monumentale della Scuola di Management ed Economia saranno anche allestiti alcuni stand delle aziende partner, che illustreranno i risultati delle strategie sostenibili applicate negli ultimi anni.

Il Forum comprende anche  un focus sulla formazione nell’era digitale dal titolo “Formazione nell’era digitale, esperienze a confronto”, che si terrà il 1° giugno alle 17.30 (relatori Paolo Neirotti, Scuola di Master e Formazione Permanente Polito, Paola De Vincentiis, Dipartimento di Management Unito, Vincenzo Fucci, ITCILO, e Claudio Lubatti e Stefania Vigna, Intesa Sanpaolo Innovation Center; moderatore da Leonardo di Paco, giornalista de La Stampa) e un evento di chiusura (4 giugno) dal titolo: “Scenari di pubblica amministrazione resiliente fra innovazione delle tecnologie e coraggio delle scelte”, con  la partecipazione di: Giuseppe Busia (ANAC), Generale Francesco Paolo Figliuolo (ex Commissario straordinario COVID), Brunella Bruno (Cons Stato). Introduce i lavori la Prof.ssa Gabriella Racca (Coord. scientifica Master SEIIC, Dipartimento di Management). Il Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Stefano Geuna, e la Direttrice del Dipartimento di Management, Francesca Culasso, introdurranno l’evento.

 

Al Forum è possibile partecipare sia in presenza che in streaming (iscrizione tramite il sito dell’evento alla pagina www.festivaloff.it).

Intelligenza artificiale, Torino non vuole lo scippo

È polemica politica sull’assegnazione del Centro per l’Intelligenza Artificiale che non sarà solo a Torino. Infatti a Milano ci sarà una parte di ricerca e progettazione teorica mentre a Torino lo sviluppo e la produzione, “grazie alle competenze di università, Politecnico e della nostra industria manifatturiera”. Così afferma il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, a margine di un incontro con il ministro Vittorio Colao all’azienda aerospaziale Leonardo. Ma i politici torinesi da destra a sinistra contestano l’annuncio del ministro Maria Cristina Messa:  “per l’intelligenza artificiale Torino dovrà partecipare a un bando come tutti”. Chiede  “un chiarimento da parte del governo” il presidente dell’Unione Industriali, Giorgio Marsiaj, evidenziando  che “cè una legge che prevede la nascita di una fondazione ed in base a quella legge le imprese e il Politecnico hanno lavorato senza risparmiare energia. Può forse una ministra non applicare la legge?”.  “Sottolineo che il settore automotive e aerospaziale prevedono lo sviluppo di intelligenza artificiale – placa gli animi Cirio -. Il nostro obiettivo è usare per questi filoni strategici i 20 milioni destinati per legge al Piemonte su questo tema. Stiamo definendo i contorni con il Governo, attraverso i decreti attuativi che devono ancora essere approvati. Il tema è molto importante e continueremo ad approfondirlo nei nostri prossimi incontri con Roma”.

29 maggio 1985, la strage dell’Heysel a Bruxelles

Accadde oggi

Esattamente 37 anni fa,ore 19:20, mancava poco all’inizio della finale di Coppa dei Campioni tra le squadre della Juventus e del Liverpool quando, il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, si consumò una delle tragedie più drammatiche nella storia dello sport.
I tifosi inglesi cominciarono a spostarsi verso il settore Z e provarono a sfondare le reti che li separavano dalle tribune comuni, dove sedevano i tifosi non organizzati di entrambi gli schieramenti,  La polizia belga cercò di arrestare quell’avanzata massiccia e minacciosa, ma fu costretta a indietreggiare. I tifosi sulle tribune si spaventarono e iniziarono a fuggire finché alcuni poliziotti cominciarono a manganellare i tifosi italiani che provarono a scappare  dentro il campo di gioco. Nella grande ressa che venne a crearsi venne a crearsi una forza d’urto umana incredibile tanto che il muro separatore di recinzione crollò per l’eccesso di peso e così moltissime persone rimasero schiacciate, calpestate dalla folla e rimasero uccise nella corsa verso una via d’uscita non presente.Fu una strage! Bilancio finale:39 morti, di cui trentadue italiani e oltre 600 i feriti. La partita, venne fatta disputare per motivi di ordine pubblico in un clima silenzioso. Gli stessi giocatori juventini si scusarono  anni dopo per aver festeggiato in quella circostanza. La Juventus con quella vittoria si aggiudicò la sua prima Coppa dei Campioni.

Enzo Grassano