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A Cuneo i Campionati Primaverili Assoluti di Nuoto Artistico

Dal 7 al 10 maggio 2026 la città di Cuneo tornerà ad essere il fulcro del nuoto artistico italiano con i Campionati Italiani Primaverili Assoluti di Nuoto Artistico, uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario nazionale FIN.

Il CSR Centro Sportivo Roero, gestore dell’impianto, è pronto ad accogliere atleti e pubblico presso lo Stadio del Nuoto di Cuneo, una struttura già protagonista negli anni di importanti eventi nazionali e internazionali, tra cui la Coppa Europa di Nuoto Artistico 2017, il quadrangolare internazionale di pallanuoto del 2020, il Campionato Italiano Assoluto Invernale 2016 e i più recenti Campionati Italiani Assoluti di Nuoto Artistico 2025. Un percorso che testimonia l’elevata qualità degli impianti e la capacità organizzativa e ricettiva del territorio.

L’edizione 2025 ha registrato la partecipazione di circa 250 atleti e atlete provenienti da oltre 30 società sportive di tutta Italia, confermando il ruolo centrale della manifestazione nel panorama nazionale. L’edizione 2026 si preannuncia ancora più rilevante sotto il profilo sportivo e mediatico, capace di coniugare eccellenza agonistica, spettacolo e valorizzazione del territorio, grazie anche al coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali.

Nel corso delle quattro giornate di gara, il pubblico potrà assistere alle competizioni delle principali specialità della disciplina – singoli, doppi femminili e misti, squadre e routine acrobatiche – con esercizi che uniscono tecnica, eleganza, forza e interpretazione artistica. Le giornate di giovedì 7 e venerdì 8 maggio saranno dedicate alle fasi eliminatorie e alle prime finali, mentre sabato 9 e domenica 10 maggio ospiteranno le finali più attese.

La diretta televisiva RAI garantirà ampia visibilità alla manifestazione, assicurando una diffusione su scala nazionale e valorizzando ulteriormente l’evento e i partner coinvolti.

L’ingresso all’evento è gratuito, offrendo a tutti l’opportunità di vivere da vicino uno spettacolo senza precedenti.

Bambini e famiglie, un milione da Fondazione Crt

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NASCE IL PROGRAMMA ULAOP 

Un piano di iniziative family-oriented per rafforzare la genitorialità, contrastare le fragilità e promuovere il benessere dei minori
Torino, aprile 2026 – La Fondazione CRT rafforza il proprio impegno a favore dell’infanzia e delle famiglie con il lancio del Programma ULAOP, un piano di interventi da 1 milione di euro pensato per ampliare il raggio d’azione e rendere ancora più mirati ed efficaci i progetti dedicati ai bambini e ai nuclei familiari.
Il Programma ULAOP si inserisce nel quadro delle azioni strategiche della Fondazione volte a promuovere coesione sociale, benessere e sviluppo delle comunità, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità. Oltre il 22%¹ dei bambini piemontesi vive in povertà relativa e quasi il 16%²  è a rischio di esclusione sociale.
L’iniziativa raccoglie l’eredità della Fondazione ULAOP CRT, consolidando il patrimonio di relazioni, competenze e fiducia sviluppato nel tempo nell’ambito della genitorialità e dell’infanzia – che ha sostenuto il territorio anche grazie alla sinergia con la Città di Torino – e rilanciando questo impegno in una prospettiva più ampia e strategica. ULAOP si propone di trasformare tale eredità in un mosaico di relazioni e opportunità capace di promuovere il benessere di minori e famiglie – in tutte le loro forme – anche nei contesti più fragili. L’obiettivo è favorire una crescita equilibrata dei minori e rafforzare le risorse delle famiglie, offrendo strumenti concreti e reti territoriali affidabili.
In questi anni, le progettualità sviluppate hanno infatti prodotto risultati significativi: oltre 280 iniziative realizzate e 12.400 presenze registrate nel solo 2025 nell’ambito delle attività per le famiglie con OGR Kids & ULAOP; 4.769 famiglie e 6.627 bambini raggiuntioltre 163.000 cambi di pannolini distribuiti, più di 5.000 confezioni di materiale scolastico e una rete di più di 60 enti coinvolti sul territorio attraverso il Banco del Sorriso; 25 famiglie in condizione di fragilità accolte a Sharing Torino e 23 a Cascina Fossata nell’ultimo anno attraverso interventi integrati di accompagnamento alla genitorialità. Un patrimonio di esperienze e risultati che oggi consente di rafforzare e ampliare ulteriormente l’azione della Fondazione, inserendole in un quadro più organico e orientato all’impatto.
Con il Programma ULAOP la Fondazione CRT raccoglie una delle sfide più rilevanti per il presente e il futuro delle nostre comunità: il sostegno alle famiglie, in particolare a quelle che vivono condizioni di maggiore fragilità -afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi -. Questo impegno si fonda su un patrimonio di esperienze costruito negli anni grazie alla Fondazione ULAOP CRT, oggi valorizzato e sviluppato in una prospettiva più ampia, con l’obiettivo di consolidare un modello di intervento capace di leggere in modo sempre più efficace i bisogni sociali e orientare le azioni future”.
L’esperienza della Fondazione ULAOP CRT, sviluppata in sinergia con la Città di Torino a favore delle famiglie più fragili e vulnerabili, ha rappresentato un punto di riferimento importante per il sostegno ai bambini e alla genitorialità – dichiara Anna Di Mascio, Presidente del Comitato Scientifico del Programma ULAOP –. Un percorso che ha contribuito al rafforzamento dei servizi e delle reti locali, e che oggi consente di proseguire e ampliare questo impegno con interventi sempre più mirati a sostegno delle famiglie”.
Il Programma ULAOP si articolerà in tre linee di intervento complementari, pensate per raggiungere più famiglie, più territori e bisogni più diversificati: Kids 4 Future (evoluzione del modello OGR Kids & ULAOP) estenderà il palinsesto di laboratori multidisciplinari gratuito alle OGR Torino con una programmazione più strutturata e continuativa, introducendo anche un evento annuale dedicato alla comunità delle famiglie e rafforzando le collaborazioni nei contesti a maggiore fragilità socio-educativa; TANGRAM. Legami che contano (attivo negli housing sociali) vedrà il potenziamento delle attività a Sharing Torino e l’estensione del modello a nuovi territori (Borgo Vittoria, con particolare attenzione a Cascina Fossata), con un rafforzamento dei percorsi strutturati di sostegno alla genitorialità, attività di animazione educativa e comunitaria, sportelli di orientamento e collegamento con i servizi territoriali, iniziative residenziali estive genitori-figli e interventi di supporto educativo; la Rete dei Sorrisi (evoluzione del Banco del Sorriso) sarà ampliata a nuovi territori piemontesi attraverso un percorso organizzato di mappatura, attivazione e formazione degli enti, consolidando e diffondendo il modello già sperimentato e rafforzando la rete territoriale di supporto alle famiglie.
Nell’ambito del Programma rientreranno inoltre interventi che hanno come focus l’attenzione a famiglie e infanzia, come il progetto Forte Connessioni al Forte di Fenestrelle, che prevede la realizzazione di parchi tematici ispirati al “paesaggio fortificato” per offrire alle famiglie e ai visitatori un’esperienza culturale dedicata, e l’asilo nido del Comune di Marene, opera di recupero e rifunzionalizzazione di uno spazio nel complesso storico di Palazzo Galvagno, in continuità con il baby parking e in sinergia con il Giardino della Casa del Custode, per un ambiente inclusivo, sostenibile e radicato nella comunità.
¹Fonte: Report “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. III Edizione 2024” (Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Elaborazioni su dati Istat – BES-T Piemonte 2024)
²Fonte:Sisreg

Salute e sanità nelle aree montane

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 UNCEM: BASTA TAGLI MASCHERATI DA RIORGANIZZAZIONE
Uncem Piemonte interviene con fermezza nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del Sindaco di Venasca, Silvano Dovetta, in merito alla possibile soppressione o trasferimento della Guardia Medica da Venasca alla nuova Casa di Comunità di Verzuolo, appena inaugurata. Se confermata, questa scelta sarebbe grave, miope e inaccettabile. “Da mesi Uncem lo denuncia con chiarezza: il rischio è che le Case di Comunità, nate per rafforzare la sanità territoriale, diventino nei fatti strumenti di accentramento dei servizi, con un effetto diretto e devastante sulle aree montane”, evidenziano Stefania Dalmasso, Sindaca di Piasco, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte.
Quello che sta emergendo in Valle Varaita è emblematico: si investe su nuove strutture, ma contemporaneamente si svuotano i presìdi esistenti.
“Non è riorganizzazione. È un arretramento dei diritti – fanno notare Dalmasso e Colombero – Togliere la guardia medica da un Comune montano significa aumentare le distanze reali per cittadini spesso anziani, ridurre la sicurezza sanitaria, accelerare un processo già in atto di impoverimento dei servizi, contribuire concretamente allo spopolamento” .
Uncem Piemonte respinge con forza una logica che considera la montagna come un territorio su cui “razionalizzare” tagliando. “Non si può continuare a chiedere ai territori montani di resistere mentre si sottraggono servizi essenziali – evidenzia la Sindaca di Piasco – Non è accettabile che, mentre si parla di riequilibrio territoriale e di attenzione alle aree interne, nei fatti si continui a concentrare tutto a valle”.
La questione non è tecnica. “È politica – aggiunge Colombero – Ed è una scelta politica decidere se  garantire pari diritti di accesso alla sanità, oppure costruire un sistema che penalizza chi vive nelle aree più fragili”. Uncem chiede alla Regione Piemonte di chiarire se questa ipotesi corrisponde a una decisione già assunta, di fermare qualsiasi scelta che comporti la perdita di servizi nei Comuni montani; di aprire un confronto vero con i territori, prima di assumere decisioni che incidono sulla vita delle persone. “Se le Case di Comunità diventano il pretesto per chiudere o spostare servizi, allora siamo di fronte ad un uso distorto delle risorse pubbliche e degli obiettivi del PNRR – precisa Dalmasso – La montagna chiede rispetto, servizi e condizioni minime per poter continuare a vivere. Su questo Uncem Piemonte non farà passi indietro”.

Il progetto TILDE promuove innovazione per il welfare territoriale

Uno degli incontri conclusivi della prima fase del progetto TILDE si è  svolto mercoledì  22 aprile scorso presso la Biblioteca Archimede a Settimo Torinese. Si tratta di un’iniziativa volta a innovare il welfare locale rendendolo più efficace, coordinato e vicino ai bisogni dei cittadini, in particolare alle necessità femminili, che rappresentano il target di riferimento a cui si rivolge il progetto che ha a cuore, tra i propri obiettivi, quello di migliorare il rapporto famiglia-lavoro da parte delle donne.
“Con TILDE ha preso forma un nuovo modo di pensare e organizzare i servizi alla persona – ha dichiarato la sindaca di Settimo Elena Piastra, che è  anche assessore al welfare dell’Unione Net – il principio fondante era la creazione di una rete pubblico-privato in grado di mettere in campo iniziative concrete di supporto alla cittadinanza, coinvolgendo associazioni, imprese ed enti pubblici, a partire dall’Unione NET, promotore principale dell’iniziativa sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito della call for Action Equilibri”.
I numerosi soggetti coinvolti nel progetto hanno avuto come trait d’union la figura di un welfare manager, in questo caso Marsha Cuccuvé.
Grazie al progetto TILDE si è  registrato un impatto positivo sul territorio, con la realizzazione di 134 inserimenti lavorativi e l’attivazione di 17 tirocini, dando così nuove opportunità di occupazione e inclusione ai soggetti femminili. Sono stati anche avviati cento percorsi di riqualificazione professionale, che hanno condotto al conseguimento di 16 patenti, strumenti fondamentali per l’autonomia e l’accesso al lavoro.
Il progetto TILDE ha coinvolto numerosi enti del terzo settore, istituti scolastici e amministrazioni locali. I Comuni interessati sono sette, Borgaro, Caselle, Leinì, San Benigno, San Mauro, Settimo e Volpiano. Questo partenariato dei Comuni è guidato dall’Unione dei Comuni Nord Est di Torino.

Molti I risultati raggiunti, tra cui il potenziamento  dei servizi educativi, resi più accessibili grazie ad un approccio capace di rispondere in modo efficace ai bisogni territoriali. Tra questi un esempio è  rappresentato dalla revisione dei regolamenti degli asili nido dei Comuni coinvolti, che sono stati uniformati e i cui spazi e servizi sono stati potenziati per la popolazione.
Alcune aziende del territorio hanno poi aderito al progetto TILDE, inserendo nei propri strumenti di welfare aziendale  delle convenzioni con i servizi pubblici.

“Processi come quelli che TILDE ha sperimentato e innescato a livello locale dimostrano che affrontare in modo integrato lavoro femminile e percorsi educativi di qualità è  fondamentale per generare cambiamenti duraturi – spiega Marzia Sica, responsabile Obiettivo Persone della Fondazione Compagnia di San Paolo – La vera innovazione risiede nei dispositivi costruiti per il territorio,  come piattaforme condivise, reti tra imprese e servizi e figure di raccordo. Sono strumenti che rendono il sistema più accessibile, leggibile e capace di rispondere in modo continuativo ai bisogni della comunità, rafforzando nel contempo la collaborazione tra attori pubblici e privati”.

Milan – Juventus Prevale la prudenza a San Siro!

 

Milan e Juventus non vanno oltre uno 0-0 che riflette perfettamente l’andamento della gara. Il big match è stato intenso ma estremamente tattico, con le due squadre attente più a non scoprirsi che a colpire.
Nel primo tempo i rossoneri trovano anche la via del gol con Thuram, servito da Conceiçao, ma l’esultanza viene spenta dal fuorigioco. Nella ripresa l’occasione più nitida capita a Saelemaekers, che però si vede negare la gioia del gol dalla traversa.
Un punto che muove comunque la classifica: il Milan resta terzo, a due lunghezze dal Napoli, mentre la Juventus consolida il quarto posto, mantenendo tre punti di vantaggio su Como e Roma. Un pareggio che sa di equilibrio, ma anche di occasione mancata per entrambe.

Enzo Grassano

Gran bel Toro! Torino-Inter 2-2

 

Allo stadio Olimpico Grande Torino va in scena un pareggio che sa di riscatto. Sugli spalti prevalgono i colori nerazzurri, complice l’assenza del tifo organizzato granata in segno di protesta, ma in campo è il Torino a prendersi la scena nella ripresa.
Per lunghi tratti, la partita sembra il riassunto perfetto della stagione granata: ritmi bassi, qualche errore tecnico di troppo e una certa arrendevolezza che permette all’Inter di portarsi sul doppio vantaggio senza eccessive difficoltà. Il Torino appare spento, incapace di reagire.
Poi cambia tutto. Il gol di Simeone, nato da una giocata di qualità insieme a Ilkhan, riaccende improvvisamente l’orgoglio della squadra. Da quel momento i granata ritrovano intensità, convinzione e coraggio. L’Inter accusa il colpo e il Torino ne approfitta: è Vlasic, dal dischetto, a completare la rimonta fissando il risultato sul 2-2.
Un punto che vale molto più della classifica: è un segnale di carattere, una reazione che il Toro dovrà trasformare in continuità.

Enzo Grassano

Ladetto porta a casa la 9 Miglia Alladiese

 

Emanuele Ladetto è il vincitore dell’edizione 2026 della 9 Miglia Alladiese. La classica podistica di Aglié (TO) ha portato un numero clamoroso di concorrenti ad affrontare i suoi 14,5 km per una sfida, valida per il Criterium Podistico Piemonte, che si è disputata in un clima di anticipo dell’estate, considerando temperature che si aggiravano intorno ai 30°.

La gara, inserita nel calendario regionale Fidal, ha visto Ladetto, portacolori della Borgaretto ’75, riuscire a scavare un margine di sicurezza nei confronti degli avversari dopo il 5° km, fino a concludere in 51’18”, tempo che risente fortemente del clima molto caldo per questo periodo della stagione. Alle sue spalle seconda piazza per Andrea Vittoni (Olimpiatletica) a 35”, terzo a 1’12” il suo compagno di colori Antonio Giardiello. Fuori dal podio Cristian Nurri (Atl.Santhià) a 1’44” e Giampiero Chiocchi, anche lui della Borgaretto ’75, a 2’02”. Sesta piazza per uno dei favoriti della vigilia, Michele Belluschi (Naviglio Running Team), vincitore domenica scorsa della Liuc Run a Gallarate, a 2’42”.

Fra le donne vittoria per Elisa Viora (Torino Road Runners), unica a scendere sotto l’ora, che in 59’54” han prevalso per 1’03” su Emma Giaccone (Borgaretto ’75), terza posizione per Debhora Li Sacchi, anche lei targata Borgaretto ’75 a 2’01”.

Premiate a fine gara le società più numerose presenti all’evento: Podistica Torino, Equilibra Runner, Olimpiatletica. Ben 367 gli arrivati al traguardo, un risultato di spicco per il Team Peretti che ha sempre puntato molto sulla sua creatura organizzativa, dedicata alla memoria del Geometra Daniele Ferrando e che ha goduto del patrocinio del Comune di Aglié. Tanti i volontari sparsi sul percorso e dediti alla gestione dei servizi: se la 9 Miglia Alladiese è stato un successo anche quest’anno è merito anche loro.

Fiamme sulla lapide partigiana di Largo Montebello

Nelle scorse ore, in concomitanza con il 25 aprile, è stato appiccato il fuoco sulla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani in Largo Montebello a Torino. Nel corso degli anni l’atto vandalico è stato ripetuto più volte. Reazioni di condanna da parte della politica torinese, ad incominciare da Sinistra ecologista: “Un gesto contro la memoria della Liberazione”. E sul web c’è chi chiede la mobilitazione dell’Anpi.

Nuova vita per Elsa. La quindicenne piemontese ferita a Crans Montana dimessa dal Cto

Si apre una nuova fase per Elsa, la quindicenne biellese rimasta gravemente ferita nell’incendio avvenuto a Crans-Montana nella notte di Capodanno. Dopo quasi due mesi di ricovero, la ragazza è stata dimessa dal Centro grandi ustionati del CTO di Torino, dove era arrivata in condizioni critiche. Ora trascorrerà un periodo di cure al Regina Margherita.

Durante il lungo ricovero, Elsa ha affrontato complicazioni importanti ed è stata assistita tra terapia intensiva e cure specialistiche. Con il passare delle settimane, però, le sue condizioni sono migliorate progressivamente fino a permettere l’uscita dall’ospedale.

Le dimissioni segnano un passaggio decisivo, ma non la fine del percorso: la giovane dovrà ora proseguire con la riabilitazione e ulteriori trattamenti per recuperare pienamente le funzioni fisiche e superare le conseguenze dell’incidente.

Resta forte la volontà di tornare alla normalità, tra scuola, amici e quotidianità. Una ripartenza graduale, costruita passo dopo passo.

Lapide vandalizzata, FI: “Episodio che inquina la festa della Liberazione”

25 APRILE, ROSSO E FONTANA (FI):

«Il danneggiamento della lapide ai caduti partigiani avvenuto in largo Montebello a Torino e l’aver incendiato la corona deposta vicino ad essa costituisce l’ultimo vile atto di una festa di tutti, a parole, inquinata da ignoranza, teppismo e intolleranza», ad affermarlo in una nota il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.

«Condanniamo con fermezza questo gesto, così come gli atti d’intolleranza che hanno subito i nostri Giovani, costretti ad abbandonare il corteo a Milano, gli esponenti di Radicali e +Europa aggrediti da frange estremiste durante i festeggiamenti e due esponenti dell’Anpi raggiunti a Roma da alcuni colpi ad aria compressa provenienti da un estremista. Questi episodi raccontano un’Italia che non ha ancora pacificato il confronto politico. Certamente il fatto che la Festa della Liberazione dovrebbe essere di tutti e invece viene monopolizzata da una parte, in una deriva antistorica e revisionista del vissuto italiano, non aiuta e porterà le nuove generazioni a non conservare una memoria condivisa ma di parte, che divide invece di unire, in revanscismi di fascismo e neofascismi travestiti da antifascismo» concludono i due azzurri.