ilTorinese

“Bike Experience”, torna il “Festival del Cicloturismo”

Alla moncalierese “Cascina Le Vallere” ritorna, per la sua quinta edizione, creatura di “Torino Bike Experience”

Sabato 18 e domenica 19 aprile

Moncalieri (Torino)

Saranno di nuovo baci e abbracci fra i tanti (tantissimi) “Bike Lovers” che, sabato e domenica prossimi18 e 19 aprile, si incontreranno nel cuore verde di “Cascina Le Vallere” (sede dell’“Ente di Gestione delle Aree Protette Po piemontese”, in corso Trieste 98) a Moncalieri, per partecipare alla quinta edizione di “Bike Experience”, Festival di “cicloturismo” a ingresso gratuito, creato nel 2022 dall’Associazione “Torino Bike Experience” e, di anno in anno, cresciuto alla grande in fatto di numeri e di gradimento. Tanto da essere oggi considerato come l’iniziativa di cicloturismo più importante del Nord-Ovest Italia, la terza per dimensioni a livello nazionale e la più ampia per il solo Piemonte. Basti dare un’occhiata ai numeri.  Nelle prime quattro edizioni il Festival ha visto la partecipazione di oltre 20mila persone, centinaia di ospiti, espositori e associazioni; solo quest’anno sono attesi almeno 10mila visitatorigli espositori (20 nella prima edizione) supereranno quest’anno le 50 unità e i marchi presenti si stima arriveranno ad oltre 200.

Spiega il curatore Alessandro Ippolito“‘Bike Experience’ nasce per essere la vetrina esperienziale delle associazioni, delle attività e dei progetti che si occupano di cicloturismo, di ‘outdoor’ e attività nella natura nel territorio. Novità principale di questa edizione è che non ci fermeremo al cicloturismo: ci allargheremo, infatti, al cammino, ai ‘trekking’ e al mondo del benessere”. Per la prima volta verrà anche allestito un “Giardino del Benessere” dove rilassarsi, seguiti da operatori certificati, affiancato dall’“Area sostenibilità: upcycling con Ferrino”, uno spazio dedicato al recupero e al riutilizzo dei materiali di scarto delle “tende tecniche Ferrino”, dove le sarte del noto marchio italiano comporranno, proprio con i materiali dismessi, borse ed accessori per un riutilizzo circolare degli scarti.

In parallelo, ovviamente, la consueta proposta legata alle due ruote con la consueta passerella di biciclette e accessori, la partecipazione a pedalate di vari livelli, all’ascolto di testimonianze e racconti di cicloturisti, nonché di sempre utili consigli di biomeccanici ed esperti del settore sportivo, fino alla partecipazione a “workshop” pratici, da quello che parla del “comfort” della sella a quello che dà indicazioni utili per il campeggio. Non mancheranno anche quattro escursioni in bicicletta gratuite (su itinerari sviluppati e testati in collaborazione con “Pistaaa La Blue Way Piemontese”) e un  “tocco culturale”, con la mostra di bici “vintage” (in abiti d’epoca) e la “pedalata a tema”. E, dulcis in fundo, tornerà anche quest’anno l’“Area food”, con prodotti e produttori piemontesi “doc”. Per i più piccoli, sarà anche prevista una “pista junior” di Mille metri quadrati, con a disposizione tecnici di Ciclismo nazionali “UISP”.

Altro momento interessante quello di sabato sera (dalle 18 alle 23) con il “Bike Party” con musica, giochi e animazione “Dragqueen”.

“Il fulcro delle attività per l’edizione 2026 – continua Ippolito – saranno le esperienze. I partecipanti potranno scegliere la ‘propria esperienza’ in bici o a piedi, da soli o in compagnia o in famiglia. Ci saranno esperienze per tutti i livelli sportivi e tecnici, mirate a promuovere una cultura ‘a due ruote’ dove la bici è divertimento, sport, mezzo di trasporto e di trasformazione sociale”.

Orari di apertura

Il Festival si inaugura, alla presenza delle Autorità, sabato 18 aprile alle 9,30Alle 10 l’apertura al pubblico; dalle 10,30 partono le attività. Sabato il “Villaggio Expo” chiude alle 18 ma la sera (dalle 18 alle 23) si continua con il “Bike Party”, in Cascina.

Domenica 19 aprile apertura al pubblico alle 10, con attività dalle 11. La chiusura alle 18.

L’accesso al Festival è completamente gratuito, ma è consigliata la prenotazione su  https://bikepiemonte.it/

Per ulteriori info e programma dettagliatowww.bikepiemonte.it

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

Riapre il sottopasso Spezia. Manutenzione dei sottopassi Statuto, Repubblica e Grosseto

 

Nella mattinata di  mercoledì 15 aprile, verrà riaperto al transito il sottopasso Spezia, chiuso da gennaio a seguito di un incendio che ha interessato l’uscita di sicurezza. Sono stati ripristinati gli impianti di illuminazione e di controllo del sottopasso, rinnovati gli impianti di sicurezza, le porte REI antincendio e le strutture delle scale.

Questa settimana, inoltre, tre sottopassi cittadini saranno interessati da alcune chiusure, per consentire l’esecuzione di lavori di manutenzione in condizione di sicurezza.

Nel dettaglio, nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 aprile, dalle ore 22 alle 6, verrà chiuso in entrambe le direzioni il sottopasso Statuto. Chiusura in orario notturno e in entrambe le direzioni anche per il sottopasso Repubblica, dalle ore 22 alle 6, nelle notti tra mercoledì 15 e giovedì 16 aprile, tra giovedì 16 e venerdì 17 aprile, tra venerdì 17 e sabato 18 aprile.

Venerdì 17 e sabato 18 aprile, infine, il sottopasso di corso Grosseto rimarrà chiuso al traffico dalle ore 9.30 alle 16.30 con le seguenti modalità: venerdì 17 dalle 9.30 alle 12.30 chiusura della semicarreggiata Nord (direzione da corso Grosseto a corso Potenza) e dalle 12.30 alle 16.30 della semicarreggiata Sud; sabato 18, invece, la chiusura riguarderà in contemporanea entrambe le semicarreggiate.

TorinoClick

Apre Biennale Tecnologia 2026, laboratorio di idee e visioni

A Torino oltre 120 appuntamenti, con più di 300 ospiti da tutto il mondo, per la quinta edizione 

Torna a Torino dal 15 al 19 aprile, in occasione della sua quinta edizione, Biennale Tecnologia, manifestazione culturale organizzata dal Politecnico di Torino e dedicata a esplorare il rapporto tra tecnologia e società. Tra gli ospiti saranno presenti Stefano Accorsi, Gustavo Zagrebelsky, Maccio Capatonda, Linus, Dario Bressanini, Jacopo Veneziani e molti altri. Il titolo scelto per questa edizione è Soluzioni, tema che ruota attorno a un interrogativo fondamentale: in che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo? Le grandi trasformazioni del presente – ambientali, energetiche, sociali, culturali e digitali – vengono affrontate non solo per metterne in luce le criticità, ma per individuare risposte reali, applicabili e condivise. Un ricco e articolato programma, quindi, con un obiettivo: colmare il divario tra le scienze tecnologiche e le scienze umane, all’insegna del claim manifestazione: “Tech Cultures”.
L’obiettivo della manifestazione è andare oltre l’alternativa tra entusiasmo e pregiudizi, creando uno spazio di confronto aperto tra scienze, saperi umanistici, arti e società civile. In questo dialogo, insieme a oltre 300 ospiti nazionali e internazionali e in oltre 120 appuntamenti, si analizzerà l’impatto delle innovazioni in ambiti come istruzione, lavoro, economia, salute, politica, relazioni e produzione culturale.
Il programma di Biennale Tecnologia è curato da Guido Saracco e dai co-curatori Simone Arcagni, il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche (Alberto Agliotti, Emiliano Audisio, Francesca Calvo, Enrica Favaro, Beatrice Mautino), Federico Bomba (Sineglossa). Sono quattro i filoni tematici seguiti: Saracco ha coordinato l’intero programma e nello specifico si è focalizzato sul filone dedicato all’impatto dell’IA e alle trasformazioni che implica nella società e nel rapporto con l’essere umano; Arcagni sul rapporto tra cultura e tecnologia; il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche, si è occupato di incontri che in maniera trasversale toccano più argomenti, dallo spazio alla salute; Bomba (Sineglossa), invece, hanno curato due mostre inserite nel programma, Framing Problems e Dati Sensibili.

La V edizione di Biennale Tecnologia si distingue per la sua presenza diffusa nello spazio urbano: quest’anno infatti la manifestazione non si limita a coinvolgere gli ambienti accademici del Politecnico di Torino, che rimane la sede centrale, ma si estenderà in maniera capillare nella città. Le sedi che accoglieranno il programma di Biennale Tecnologia saranno: Circolo dei lettori e delle lettrici, Accademia delle Scienze di Torino, Oratorio di San Filippo Neri, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Teatro Regio, Piazza San Carlo, Teatro Carignano, Unione Industriali Torino, OGR Torino, Teatro Vittoria, CAP10100, Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo Egizio, Palazzo Birago – Camera di commercio di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Museo Nazionale dell’Automobile, Gallerie d’Italia – Torino, Area X, XKè? Il laboratorio della curiosità.

Mara Martellotta

 

Pedalata “per un ospedale che non cancelli 60 mila mq. di parco”

 

Nel pomeriggio di domenica 12 aprile scorso si è  svolta la pedalata organizzata da “Assemblea Pellerina. No ospedale nel Parco” e “Comitato Salviamo la Pellerina”, un momento di mobilitazione civica che ha visto la presenza di numerosi cittadini, famiglie e attivisti uniti dalla volontà di difendere uno dei polmoni verdi più importanti della città.

“La partenza dal parco della Pellerina ha segnato l’inizio di un percorso non solo fisico, ma anche informativo e consapevole. La prima  tappa, presso l’area ex Bonafous, è  stata dedicata all’illustrazione delle criticità ambientali del sito e sono emersi con chiarezza i problemi legati all’inquinamento e alle condizioni dell’area, elementi che sollevano interrogativi seri e documentati sulla sua idoneità ad accogliere nuove edificazioni di grande impatto”, dicono i promotori.

La pedalata di 4.5 km è  poi proseguita in via Traves, dove, davanti all’area dell’ex mattatoio, si sono susseguiti diversi interventi, tra cui quelli di professionisti che hanno illustrato le criticità sanitarie e idrogeologiche della scelta del sito della Pellerina e hanno evidenziato come l’area di via Traves rappresenti una soluzione più razionale, sostenibile e coerente con gli obiettivi di salute che si prefigge il nuovo ospedale  Torino Nord, essendo un’area già cementificata, espandibile sul territorio, meglio collegata e priva delle criticità ambientali che gravano sulla Pellerina.
Inoltre sono stati ricordati il ricorso straordinario presentato il 13 marzo scorso e la lettera aperta all’Inail, ente finanziatore, a cui è  stato chiesto, prima di concedere un finanziamento di un’opera di tale importanza, di valutare attentamente tutti gli aspetti critici connessi alla sua localizzazione elencati nella documentazione allegata alla lettera.
La manifestazione ha ribadito la crescente attenzione mediatica e pubblica, dimostrando come il dibattuto sulla localizzazione del nuovo ospedale sia ormai centrale e non più rinviabile.
Le associazioni,  i comitati promotori della manifestazione e i cittadini ribadiscono con fermezza la loro posizione, quella secondo cui “costruire un ospedale rappresenta una necessità, ma farlo nel posto sbagliato è  un errore che Torino non può permettersi”.

Mara Martellotta

In pista, a Chieri, la “Generazione C”

Nella cittadina collinare secondo appuntamento del Progetto nato come “viaggio inedito nel disagio e nei sogni dei giovani chieresi”

Lunedì 20 aprile, ore 15,30

Chieri (Torino)

“Il desiderio è una cosa intima o è un atto politico?”: questo il titolo e il tema del secondo appuntamento, in programma lunedì prossimo 20 aprile (ore 15,30) presso la “Biblioteca Civica” di Chieri (via Vittorio Emanuele II, 1), relativo al Progetto “Generazione C” e dedicato “a riconoscere e decostruire – cito parola per parola – i modelli affettivi e sessuali nelle relazioni e nella società”. Cominciamo intanto col chiarire che per “Generazione C” intendesi, da queste parti, la “Generazione Z” (prima Generazione di “nativi digitali” puri) di Chieri e del Chierese, una “comunità di pratica” tesa all’“ascolto” e alla “coprogettazione”, che coinvolge, tra gli altri, la “Fondazione della Comunità Chierese”, l’“AslTO5”, gli istituti scolastici “Monti” e “Vittone”, i “Comuni” del Chierese, le “Associazioni Giovanili” e altri “Gruppi informali”.

Tutti gli incontri sono gratuiti e aperti alla cittadinanza (prossimi appuntamenti: 18 maggio e 15 giugno. Iscrizione attraverso l’apposito “forum online” su: www.comune.chieri.to.it ).

Chiediamo all’assessora chierese alle “Politiche Giovanili”, Vittoria Moglia di illustrarci nel dettaglio il Progetto: “‘Generazione C’ vuole essere un tavolo di progettazione partecipata che propone un viaggio inedito nel disagio e nei sogni dei giovani del Chierese, un esperimento di innovazione sociale unico sul Territorio, dove l’obiettivo è passare ‘dall’Io al Noi’. Nel primo incontro di marzo, attraverso la metodologia del ‘World Café’, che prevede rotazioni ai tavoli e conversazioni guidate da domande ‘generative’ attorno a tovaglie di carta su cui scrivere e disegnare, i partecipanti hanno affrontato a viso aperto i ‘mostri del quotidiano’. In quell’occasione, mettendo a sedere faccia a faccia, senza i filtri dei ruoli istituzionali, i giovani del territorio, gli amministratori comunali, docenti, educatori, associazioni e referenti dell’ASL, è emerso un ritratto spietato della nostra ‘società della performance’”. “Tra iperconnessione, app di tracciamento e ‘agende da burnout’ – prosegue Moglia – i giovani chiedono nuovi spazi in città e, soprattutto, adulti capaci di fare un passo indietro … I giovani ci hanno lanciato allora una sfida molto chiara, che suona come un appello e un monito: ‘Non vi stiamo chiedendo di costruirci un futuro preconfezionato. Vi stiamo chiedendo gli strumenti e gli spazi per poterlo costruire da soli’”.

Incontro sicuramente di alto interesse “cognitivo”. Da analizzare e trasformare in più “rassicuranti” momenti di pratica quotidiana. Aggiunge, infatti Anna Maria Battista“Professional Advanced Counselor”, la professionista che conduce gli incontri: “C’è una frase, pronunciata quasi a mezza voce durante uno dei tavoli di lavoro, che riassume in modo crudo e perfetto lo stato d’animo di un’intera generazione: ‘I giovani si sono rotti’. Non di fare, di studiare o di impegnarsi. Si sono rotti di dover costantemente ‘performare’. Di dover dimostrare a una società adulta, spesso distratta e inadeguata, di essere all’altezza di modelli irraggiungibili. Ma il dato più allarmante, emerso con forza dal dibattito, riguarda l’‘ipercontrollo’; quella ‘gabbia digitale’ del controllo che soffoca l’autonomia. Ruba ai nostri ragazzi il diritto di mettersi alla prova, di affrontare l’imprevisto e di gestire il rischio, atrofizzando le loro competenze emotive”.

E gli adulti? Cosa chiedono i ragazzi agli adulti che gli ruotano intorno?

“Saturi di impegni tra scuola, sport e corsi, i giovani chiedono a gran voce il diritto a una ‘noia sana’. Hanno un disperato bisogno di spazi di decompressione, dove potersi incontrare senza dover obbligatoriamente produrre un risultato, consumare o dimostrare qualcosa. Il messaggio alle istituzioni è chiaro: basta politiche giovanili calate dall’alto. Gli adulti devono abbandonare la cattedra del ‘regista’ e diventare ‘strumenti’, facilitatori pronti a supportare le idee dei giovani, garantendo loro il diritto di sbagliare e fallire. L’obiettivo di questo progetto non è stilare un elenco di lamentele sui ‘ragazzi di oggi’ ma costruire insieme una diagnosi clinica del disagio giovanile e, soprattutto, tracciare una via d’uscita concreta. La regola è una sola: lasciare i titoli fuori dalla porta e mettersi in gioco, portando la propria esperienza per prendere in cambio nuovi spunti e soluzioni. Il risultato è un ‘Manifesto’ che chiama in causa l’intera comunità educante e ridisegna la mappa fisica ed emotiva del chierese”.

Per ulteriori info: Comune di Chieri, via Palazzo di Città 10, Chieri (Torino); tel. 011/94281 o www.comune.chieri.to.it

Gianni Milani

Nelle foto: Locandina Progetto, Vittoria Moglia e immagine di repertorio

Vinitaly, Giorgia Meloni allo spazio Piemonte 

Il presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, ieri al Vinitaly, ha visitato il padiglione del Piemonte e ha pranzato al Ristorante Eccellenza Piemonte con i piatti dello chef Davide Palluda a base delle eccellenze enogastronomiche della regione: ravioli di fonduta di toma piemontese e spinaci con noci fresche sbriciolate, e uno stracotto di fassona al vino rosso. Nel calice tre grandi Docg piemontesi: Alta Langa Docg, Barbaresco e Barolo.

Ad accoglierla il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Con lei il neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il presidente Ice Matteo Zoppas, il neopresidente della Regione Veneto Alberto Stefani.

Riferisce l’assessore Bongioanni«Dal presidente Meloni sono arrivati grandi complimenti al Piemonte, che ha definito terra di eccellenza straordinaria” in tutti i campi e dove “in ogni angolo si mangia bene”. Il pranzo è stato l’occasione per presentare al presidente Meloni l’accordo che abbiamo sottoscritto ieri fra 11 Regioni del Nord Italia per fare squadra nella ricerca per la nostra vitivinicoltura. Ho sottolineato l’importanza di una forte promozione a sostegno del nostro vino. Le abbiamo mostrato la coppa delle Atp Finals di tennis e parlato del dossier che il Piemonte preparerà insieme a Liguria e Lombardia per candidarsi a ospitare nel 2036 i Giochi Olimpici estivi “in rete”. Il presidente Meloni si è mostrato ancora una volta preparatissimo su tutti i temi, e si è congratulato con il Piemonte per la sua straordinaria capacità organizzativa».

Emilio Medesani. Una leggenda monferrina

Il tamburello, sport agonistico nato prevalentemente nelle piazze monferrine, fu riconosciuto come disciplina sportiva nel lontano 1890 e dal 1926 rappresentato dalla FIPT, Federazione Italiana Pallavolo Tamburello, comprendente il pallone a bracciale passato in seguito a pallone elastico, e la palla pugno, inserita dal 2001. La storia del pallone a bracciale si concluse nella fossa dei leoni di Moncalvo con l’avvento della seconda guerra mondiale. La febbre del tamburello esplose in tutto il Monferrato durante il boom economico degli anni ’60 e a Murisengo nacque il primo torneo di “tambass” a sei squadre. Pochi anni dopo il numero delle squadre raddoppiò e furono ingaggiati i migliori giocatori del Settentrione. Fu l’epoca del campionato nazionale con la nascita delle serie A, B, C ed in seguito la serie D sul modello del campionato di calcio, periodo culminato con la partita internazionale Italia-Francia disputata al Lago di Codana davanti a tremila spettatori. Con il passaggio al campo libero, le squadre del tamburello a muro furono escluse dal circuito, i costi di euforia collettiva aumentarono, i bilanci delle società erano fuori controllo, le sfide paesane ormai inesistenti allontanarono il pubblico.

Esaurito il grande successo delle squadre monferrine nella serie A nazionale, nel 1976 nacque il torneo a muro del Monferrato, un altro campionato straordinario fondato da Fracchia, Bacchiella, Cerrato e Ravizza. Le squadre erano composte solo da giocatori residenti nel paese e il muro era parte integrante del gioco. Dopo la prima stagione disputata in panchina, nel 1977 il fortissimo mezzo volo Emilio Medesani diventò titolare nel Grazzano Badoglio, suo paese natale e team di Adriano Fracchia, vincitore del torneo. Nei due anni successivi, Medesani fu ingaggiato dal Castagnole Monferrato per disputare i campionati di tamburello libero in serie B e serie C. L’esplosione del fenomeno Medesani avvenne nel Grana dal 1980 al 1983 con quattro titoli consecutivi a muro, battendo in finale per tre volte il suo Grazzano ed una volta il Portacomaro. Il 1984 lo trascorse ancora in serie B a Nizza Monferrato nel campionato regionale vinto dal Vigliano. Ritornato a Grazzano, vinse tre titoli consecutivi a muro dal 1985 al 1987.

Lasciò ancora la sua squadra l’anno successivo per aggiudicarsi il primo posto con il Montemagno nel 1989, acquistato per tre stagioni in una grande asta al rialzo per la sua grande classe. Dopo il terzo posto nella finale nazionale indoor di Torino del 1990 a campo libero, riconquistò il primo posto sempre con il Montemagno nell’unico torneo a muro sperimentale del 1991 composto da soli quattro giocatori, obbiettivo per migliorare lo spettacolo non raggiunto. Acquistato dal Vignale, altri due splendidi primi posti nel 1992 e 1993 nello sferisterio a muro con il grande Alessio Monzeglio, vincitore in campo libero nazionale di sei scudetti, sei Coppe Italia e due Coppe Europa. Il 1994 fu l’anno zero di questo sport con la scissione dalla FIPT, abolizione degli ingaggi e valorizzazione dei giovani, scissione rientrata nel 1997 decisa dai fondatori Fracchia e Bacchiella. Le cinque stagioni successive lo videro protagonista a Vignale e Cerrina in serie B e a muro nel Grazzano senza successi ma nel 1999 si aggiudicò il primo posto nella serie C piemontese a campo libero con il Cortanze. Dopo altre quattro stagioni in serie B, il grande rientro a muro aggiudicandosi tre primi posti, nel 2004 con il Montechiaro, nel 2005 e nel 2006 nella bombonera del Castell’Alfero.
Una stagione con il Gabiano in serie C e due tornei con il Rocca d’Arazzo lo proiettarono alla vittoria nella Coppa Italia del 2010 con il Grana, ingaggiato per due stagioni ottenendo un secondo posto nello stesso anno e un sesto posto nel 2011. Rientrato finalmente a casa dopo due anni di permanenza in serie C, la grande vittoria del 2014 in qualità di allenatore-giocatore con la squadra del Grazzano. Le ultime partite in serie C del 2015 conclusero la splendida carriera di “Re Miliu” con 15 titoli conquistati nel torneo del Monferrato, una Coppa Italia, otto stagioni in serie B, un primo posto e 5 stagioni in serie C, principe del mezzo volo ed in seguito fondocampista e allenatore, recordman e per 40 anni grande trascinatore in campo. Il compianto poeta moncalvese degli sport sferistici Giuseppe Prosio, giornalista del bisettimanale “Il Monferrato”, scrisse di Medesani: “Giocatore esclusivo da muro, considerato il più grande mezzo volo monferrino del dopoguerra, un colpo pericoloso e micidiale abbinato ad una notevole velocità di gamba”. Durante l’intervista, Emilio Medesani ci ha raccontato che, dopo l’esperienza lavorativa in Fiat Teksid, fu assunto nel 1988 come messo comunale a Cereseto, attività conclusa nel 2020 dopo 32 anni di servizio. Vive a Boscorotondo di Passerano Marmorito con la moglie Laura e il figlio Leonardo, filmmaker e fondatore di Roundwood Studios, collettivo di produzioni cinematografiche e salotti divulgativi “Monfrà Stories” dedicati alla tutela dell’ambiente e del sociale che hanno raggiunto il grande schermo, Cinema Teatro Alfieri di Asti e Cinema Massimo di Torino, vincitori del Premio Sala Pastrone all’Asti International Film Festival del 2025
        Armano Luigi Gozzano 

9 maggio 2026: torna la Giornata della Prevenzione Loggese


Oltre 20 specialisti in piazza per visite ed esami gratuiti

 

Sabato 9 maggio 2026, dalle ore 8.30 alle 16.00, Piazza Cavour a La Loggia ospiterà la 5ª Giornata della Prevenzione Loggese, un’iniziativa dedicata alla promozione della salute e alla prevenzione, aperta a tutta la cittadinanza.

L’evento è organizzato dal Comune di La Loggia in collaborazione con l’ASL TO5 e i Lions Stupinigi 2001, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini ai servizi sanitari e diffondere la cultura della prevenzione.

Durante la giornata saranno presenti oltre 20 specialisti che offriranno gratuitamente visite, consulenze ed esami in numerosi ambiti: pneumologia (spirometrie), chirurgia, gastroenterologia, audiometria e otorinolaringoiatria, ortopedia, fisioterapia e osteopatia, neurologia, nefrologia, diabetologia, oculistica, ginecologia (con focus sulla prevenzione del tumore mammario) e cardiologia, con cinque postazioni dedicate all’esecuzione di elettrocardiogrammi.

Ampio spazio sarà riservato anche alla prevenzione, con sette stand del Dipartimento di Prevenzione dedicati alla prevenzione primaria, lo screening per l’epatite C e il programma “Prevenzione Serena”.

Saranno inoltre presenti due farmacie del territorio per la misurazione gratuita di glicemia e pressione arteriosa, un dietista per consulenze nutrizionali e diverse realtà associative, tra cui AISM, l’Associazione Endometriosi e Alcolisti Anonimi.

Nel corso della manifestazione, i Lions Stupinigi 2001 promuoveranno una raccolta fondi a sostegno di progetti a carattere sociale.

«La prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute dei cittadini e garantire la sostenibilità del sistema sanitario» dichiara il Direttore Generale dell’ASL TO5, Bruno Osella. «Portare i servizi sanitari sul territorio, in contesti accessibili e informali come una piazza, significa ridurre le barriere e favorire una maggiore partecipazione della popolazione. Questa iniziativa è un esempio concreto di sanità di prossimità, capace di intercettare i bisogni prima che diventino problemi più complessi».

«La Giornata della Prevenzione Loggese è un appuntamento ormai consolidato per la nostra comunità» sottolinea l’Assessore alle politiche socio-sanitarie del Comune di La Loggia, Roberto Redin. «Offrire ai cittadini la possibilità di effettuare controlli gratuiti e ricevere informazioni qualificate è un investimento fondamentale sul benessere collettivo. La collaborazione con ASL TO5 e con le associazioni del territorio dimostra quanto sia importante fare rete per promuovere la salute».

Si invita la cittadinanza a partecipare portando con sé eventuali referti ed esami precedenti, utili a rendere più efficaci le consulenze.

In caso di maltempo, l’evento sarà annullato.

Torino avvia il percorso verso una “Città Compassionevole”

16 aprile 2026 – Circolo dei lettori e delle lettrici

 

Costruire una Compassionate City. La roadmap del progetto a Torino”: una giornata di studio per analizzare i metodi e gli obiettivi da condividere con tutte le forze sociali per costruire il percorso di realizzazione di una città compassionevole

 

Costruire una comunità capace di prendersi cura delle fragilità, dalla malattia al lutto, coinvolgendo cittadini, istituzioni e reti sociali: è questo l’obiettivo del progetto Torino Compassionate City, che vede una prima tappa di avanzamento giovedì 16 aprile al Circolo dei lettori e delle lettrici in occasione dell’evento Costruire una Compassionate City. La roadmap del progetto a Torino.

Dal novembre 2025 Torino ha ottenuto il riconoscimento ufficiale di Compassionate City da parte del Public Health Palliative Care International (PHPCI), e ha dato l’avvio a un percorso innovativo per la città, che mira ad applicare un modello di salute pubblica basato sulla partecipazione attiva della comunità nella cura delle persone, in particolare nei momenti più delicati della vita come la malattia grave, il fine vita e il lutto.

Fondazione FARO e Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, enti promotori insieme alla Città di Torino, in questa prima giornata di studio mettono a confronto i maggiori esperti di cure palliative in Italia, rappresentati dalle Associazioni italiane e internazionali, gli amministratori pubblici delle città italiane che hanno già iniziato a costruire il progetto, enti locali e operatori sociali per definire insieme una road map condivisa che porti alla creazione di reti di solidarietà attive e preparate, in cui ciascuno è parte integrante di un tessuto di comunità che supporta, accoglie e valorizza ogni individuo.

La giornata è realizzata in collaborazione con Fondazione Compagnia di San Paolo, con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino e il sostegno della Fondazione Circolo dei lettori. Il programma dettagliato è disponibile sul sito.

IL PROGRAMMA

Dopo l’apertura dei lavori da parte di Luigi Stella, Direttore generale Fondazione FARO, Gianmarco Sala, Direttore generale Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Carlo Picco, membro del Comitato di Gestione della Fondazione Compagnia di San Paolo e il saluto istituzionale del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, la giornata di studio si avvia con l’intervento di Allan Kellehear, professore di End-of-Life Care alla Northumbria University di Newcastle, che – in collegamento – presenterà le esperienze internazionali di città compassionevoli nei contesti anglosassoni.

I Presidenti della Società Italiana Cure Palliative, Gianpaolo Fortini e Federazione Cure Palliative Tania Piccione, insieme al Responsabile Ricerca Fondazione FARO e vicepresidente dell’EACP Simone Veronese intervengono per illustrare come i paradigmi propri delle cure palliative possono ampliare il concetto di cura dalla dimensione sanitaria a quella sociale e culturale, riconoscendo il ruolo fondamentale delle relazioni e delle reti territoriali.

La giornata prosegue con una ricca carrellata di testimonianze di progetti già attivi in Italia: come In-Vita a Reggio Emilia raccontata da Silvia Tanzi, il percorso di costruzione di una caring community a Lodi nelle parole di Danila Zuffetti, e quelle di Simone Piazza per Novara e di Carlo Gobitti per Pordenone.

Infine Marina Sozzi descrive il processo partecipativo in atto a Torino evidenziando le tappe e le modalità di coinvolgimento degli stakeholder cittadini.

Si entra poi nel vivo del confronto e dello scambio di best practice con la tavola rotonda Essere coinvolti nel progetto di una Caring Community moderata da Monica Seminara, Ufficio Culturale Fondazione FARO, dedicata al ruolo degli attori locali nella costruzione di una comunità solidale.

Silvia Bertolotti, Coordinatrice del progetto In-Vita (Reggio Emilia), Giuseppe Culicchia, Direttore della Fondazione Circolo dei lettori, Guido Bolatto, Segretario generale della Camera di commercio di Torino, Iolanda Romano, Founder di Avventura Urbana, Simonetta Pozzoli, Assessora al Welfare, Politiche familiari, di conciliazione e coesione sociale del Comune di Lodi e Jacopo Rosatelli, Assessore al Welfare, Diritti e Pari Opportunità Comune di Torino avranno modo di esporre i vari passi operativi del percorso e gli obiettivi a cui si tende nel corso del piano di attuazione.

Le conclusioni affidate a Oscar Bertetto, vicepresidente Fondazione FARO, faranno il punto sulle prossime fasi di attuazione della road map che deve portare Torino a essere una città compassionevole, un modello nel quale la salute pubblica non è solo affare degli ospedali, ma responsabilità condivisa che coinvolge attivamente la comunità, creando un ciclo virtuoso di aiuto e attenzione.

PER PARTECIPARE

Costruire una Compassionate City – La roadmap del progetto a Torino

16 aprile 2026 | Ore 9.30 – 16.30

Circolo dei lettori e delle lettrici, Via Bogino 9 – Torino

Ingresso libero fino a esaurimento posti, si consiglia la prenotazione

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fondazionefaro.it