Senza dimenticare gli errori di questi ultimi trent’anni.
Martedì 17 febbraio il trofeo della Frecciarossa Final Eight – evento in programma dal 18 al 22 febbraio 2026 all’Inalpi Arena di Torino – sarà esposto nell’atrio del Grattacielo Piemonte dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e visibile al pubblico.
Alle ore 11.00 il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-Olimpico, Caccia e Pesca e Parchi Paolo Bongioanni prenderanno parte a un momento istituzionale con foto ufficiale.
Domani, lunedì 16 febbraio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Torino per partecipare, alle ore 11, alla cerimonia commemorativa del centenario della morte di Piero Gobetti, in programma al Teatro Carignano.
La presenza del Capo dello Stato è stata annunciata dalla Prefettura di Torino. L’anniversario rappresenta l’avvio di un calendario di iniziative che renderanno omaggio per un anno alla figura dell’intellettuale torinese, protagonista del pensiero politico e culturale del Novecento.
Per coordinare le celebrazioni è stato inoltre istituito un apposito Comitato nazionale, guidato dal giurista Gustavo Zagrebelsky, con l’obiettivo di promuovere eventi, incontri e momenti di approfondimento dedicati all’eredità culturale e civile lasciata da Gobetti.
Gli eccessi referendari da Gratteri a Palamara
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Le esternazioni del procuratore di Napoli Gratteri a favore del no al prossimo referendum farà sicuramente perdere consensi al no, anche se le sue parole hanno avvelenato irresponsabilmente il dibattito. In particolare Gratteri ha abbinato, come votanti per il Sì indagati e imputati, accoppiandoli ai “massoni deviati” e ad altre male genie. Questo è il discorso più inquietante perché gli indagati e gli imputati godono del diritto costituzionale di essere considerati innocenti fino al terzo grado di giudizio. Il Procuratore sembra trascurare in modo sorprendente un fatto che nel diritto italiano e repubblicano è una questione di civiltà giuridica di primaria importanza. Per lui indagati e imputati sarebbero da considerare di fatto già condannati? Sono parole da tenere a mente prima del voto di fine marzo. Ma vedo anche che alcuni comitati per il sì in modo disinvolto e controproducente esibiscono nei loro dibattiti il nome dell’ex magistrato Palamara, nome che Cossiga considerava una marca di tonno. Palamara non può essere considerato credibile qualunque cosa dica. E spiace che certi giovani tanto entusiasti quanto piuttosto ignoranti non sappiano organizzare dibattiti adeguati. Anche l’idea di far parlare solo i sostenitori del Sì è un’idea profondamente illiberale: solo dal confronto di opinioni, le idee escono chiare, distinte e rafforzate. I dibattiti che sono comizi, appaiono oggi improponibili se non agli attivisti dalle mani leste e dalla testa vuota. Ci sono vecchi retaggi di Borrelli che rivivono oggi nelle dichiarazioni guerresche del procuratore di Napoli e altri pochi colleghi, compresi i soliti oracolari Barbero e Odifreddi. Il no è un voto dogmatico e corporativo, il sì è un voto che vuole eliminare il nefasto correntismo politico negli organismi di autogoverno dei magistrati per favorire una giustizia equilibrata, libera, non condizionata dalla politica di parte. Ci sono però fanatici anche tra i sostenitori del Sì che vorrebbero usare il voto come una clava contro i magistrati. Ma nel fronte del Sì gente come Palamara non dovrebbe trovare posto. E’ in primis una questione morale. Mi sta già stretto il convertito Di Pietro che fu un Pm politicizzato al massimo grado come quasi tutti quelli del pool di Mani Pulite, se si esclude Tiziana Parenti. Palamara non apporta consensi, ma rischia di squalificare chi lo invita.Femministe in piazza contro il DDL Bongiorno
Ieri alcune centinaia di attiviste di Non Una di Meno e della rete D.i.Re hanno manifestato in centro contro il DDL Bongiorno, che cancellerebbe il consenso nei reati di violenza sessuale. In piazza Vittorio e’ stato bloccato il tram storico e non sono mancati scontri verbali con i turisti e i visitatori di Cioccolato’.
Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha arrestato, in flagranza di reato, un cittadino albanese, per detenzione illegale di armi comuni da sparo, commesso in concorso con la compagna; quest’ultima indagata in stato di libertà per lo stesso reato.
Nello specifico, personale della Squadra Mobile della Questura di Torino veniva a conoscenza che i due avevano nella loro disponibilità un garage, locato dalla donna, sito nel quartiere “Madonna di Campagna” e che all’interno dello stesso fossero custodite illegalmente delle armi e vari beni provento di furto.
Personale di questa Squadra Mobile si portava presso il box, cogliendo l’uomo all’interno, intento a trafficare con della merce lì presente. A seguito della perquisizione, gli operatori rinvenivano, riposto nel soppalco del garage, un voluminoso scatolone, contenente all’interno una pistola semiautomatica a salve, un fucile ad aria compressa e cinque fucili perfettamente funzionanti (nello specifico un fucile “Mauser” israeliano calibro 762 e quattro fucili a doppia canna) uno dei quali risultato, dai preliminari accertamenti svolti, provento di un furto in abitazione, commesso da ignoti lo scorso 22 dicembre nel comune di Saluzzo (CN).
Le successive perquisizioni, estese all’abitazione dell’indagato e ad un bar di sua proprietà, consentivano di sequestrare diverso materiale, tra cui quadri, biciclette di valore e monili.
Per tali fatti, entrambi gli indagati venivano anche deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione; sono in corso approfondimenti da parte degli investigatori volti ad accertare la provenienza di quanto sottoposto a sequestro.
Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore degli indagati, sino alla sentenza definitiva. Ciò nondimeno, il G.I.P. di Torino, in sede di convalida dell’arresto, ha ravvisato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, disponendone la custodia cautelare in carcere.
Tutto il materiale sequestrato, di possibile provento furtivo, è visionabile sulla bacheca degli oggetti recuperati raggiungibile tramite il seguente link:
https://questure.poliziadistato.it/servizio/oggettirubati
selezionando la voce recuperati.
L’INTERVENTO
Torino soffre da oltre vent’anni di una bassa crescita economica che ha impoverito la metà della Città che soffre di cui parlava Mons. Nosiglia. Riappropriarsi delle FIERE vuol dire riappropriarsi di un MOTORE di CRESCITA su cui Torino puntava già nell’800 dopo la perdita della Capitale. La Galleria Subalpina venne costruita proprio per esporre le produzioni dell’epoca. Negli anni 60 e 70 il Salone dell’automobile e quello della Tecnica che portavano in Città imprenditori e ricercatori di tutto il mondo fecero da vetrina alle nostre produzioni automobilistiche e delle macchine utensili. Alberghi pieni e ristoranti costretti ai doppi turni alla sera. Per Milano e Bologna le Fiere rappresentano un volano di sviluppo notevole. Recentemente Bologna ha approvato un Piano di sviluppo di 200 milioni di euro. Il Salone della Mobilità del futuro potrebbe rilanciare il ruolo di ideazione e di progettazione che a Torino ci sono ancora se pensiamo alle decine di aziende italiane e straniere che operano nel settore della innovazione dalla guida autonoma alla IA applicata all’auto del futuro. Torino potrebbe riprendersi così i suoi storici SALONI da quello dell’auto a quello ferroviario. Ovviamente va considerata la necessità di avere nuovi spazi espositivi che vedremmo bene localizzati nella Zona Nord della Città. Sarebbe la occasione di rilancio che da Barriera alle Vallette si aspettano.
Mino GIACHINO
Responsabile UDC Torino


La Festa dei Valdesi
Il 17 febbraio i valdesi celebrano la loro libertà: lo stesso giorno del 1848 Re Carlo Alberto, primo sovrano del Ramo Carignano di Casa Savoia firmò le Lettere Patenti con le quali concesse ai valdesi residenti nel Regno di Sardegna tutti i diritti civili e politici al pari dei sudditi cattolici, ponendo così fine ad una secolare discriminazione e permettendo ai giovani di frequentare le scuole e le università.
Il monarca il 4 marzo seguente promulgò lo Statuto Albertino, Carta che fu la Costituzione d’Italia dal 1861 al 1948, mentre il 29 marzo, sul campo di battaglia di Voghera, firmò un decreto che concedeva tutti i diritti civili agli ebrei e agli altri acattolici. Con quest’atto il Regno di Sardegna ebbe il merito d’avere concesso per primo l’emancipazione ai giudei d’Italia.
Ma chi sono i valdesi?
La Chiesa Valdese venne fondata nel XII secolo da Valdo di Lione, un mercante francese che abbandonò i suoi beni per predicare il Vangelo tra i poveri.
Rifiutatosi di astenersi dal predicare e spiegare le Sacre Scritture, venne espulso dalla Diocesi di Lione insieme ai suoi seguaci.
Nel 1532 i valdesi aderirono alla Riforma protestante e nel Ducato di Savoia, con la Pace di Cavour, sottoscritta il 5 giugno 1561 nella Casaforte degli Acaja in nome del Duca Emanuele Filiberto da Filippo di Savoia-Racconigi, venne loro concessa la libertà di culto nelle cosiddette “Valli Valdesi: la Val Pellice, la Val Chisone e la Valle Germanasca. Questo atto rappresentò il primo esempio di libertà religiosa nell’Europa moderna.
Nel 1655, si verificò l’episodio più triste relativo al rapporto tra i Savoia e queste popolazioni: le Pasque Piemontesi. Il giovane Duca Carlo Emanuele II, spinto dalla cattolicissima madre la prima Madama Reale Cristina di Borbone-Francia, inviò il Marchese di Pianezza Carlo Emanuele Simiana nelle Valli Valdesi: i valdesi ospitarono senza sospetti gli armigeri nelle loro case, ma questi, sabato 24 aprile, vigilia di Pasqua, alle 4 del mattino, dopo un segnale convenuto dal Castello di Torre Pellice, assalirono la popolazione, che venne in gran parte massacrata. Alcuni superstiti si rifugiarono nel Queyras, in Francia, altri vennero imprigionati, altri ancora furono convinti con la forza a convertirsi al cattolicesimo. Si salvò solo la popolazione di San Martino, in Val Germanasca, che avvertita dal cattolico Emanuele Bocchiardo riuscì a scappare in Alta Val Chisone. Nelle Valli Valdesi il culto protestante venne proibito, ma l’ondata d’indignazione internazionale suscitata da questo fatto portò alla firma a Pinerolo il 18 agosto delle Patenti di Grazia, le quali ripristinavano almeno in parte le libertà civili e religiose di queste popolazioni.
In Italia oggi i valdesi sono circa 30 mila e delle 41 chiese presenti in Piemonte, 18 sono proprio nelle Valli Valdesi, il cui centro più importante è Torre Pellice.
I festeggiamenti
Ogni anno, la veglia del 17 febbraio nelle Valli Valdesi vengono accesi i falò, che simboleggiano la libertà conquistata. I fedeli si ritrovano presso i templi, da dove partono le fiaccolate verso i luoghi dove ardono i falò. Molto suggestive sono le fiaccolate sugli sci.
La giornata di festa viene celebrata con servizi religiosi, cortei in costume, concerti ed incontri.
Nelle cucine è protagonista la tradizionale “supa barbetta”, pietanza che prende il nome dai “barba”, ministri e predicatori valdesi e da “barbet”, che in dialetto piemontese indica queste popolazioni.
In un recipiente di terracotta o rame vengono disposte foglie di verza, grissini e toma, il tutto viene poi spolverato con cannella, chiodi di garofano e noce moscata. La pietanza viene in seguito condita con qualche fiocco di burro ed è accompagnata da brodo di gallina e maiale. La si porta a cottura sulla brace del camino o sulla stufa senza mai girarla, perché i grissini devono conservare la loro integrità.
In origine si utilizzava il pane raffermo, sostituito, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, dai grissini, che le famiglie benestanti andavano appositamente a comprare a Torino.
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ANDREA CARNINO
Venerdì 20 febbraio alle 21 allo Spazio Kairos, via Mottalciata 7, va in scena “Fabulae – Un monologo sulla dis-parità di genere”, di e con Massimiliano Loizzi. «Avrei voluto intitolarlo “Il mansplaining spiegato alle donne”, ma ci tengo alla mia incolumità e così ho preferito un titolo più fiabesco che piace alle donne. Sono ironico, eh!» afferma Loizzi.
Lo spettacolo
Come si può raccontare uno dei temi più dibattuti della nostra società senza risultare retorico o nella peggiore delle ipotesi senza fare mansplaining? Si può narrare la storia delle favole, e la sua evoluzione nei secoli. Dalle primissime forme di narrazione orale alle raccolte scritte di Basile e Perrault, fino alle più moderne favole dei fratelli Grimm, Andersen e Walt Disney, lo spettacolo mostra il cambiamento della condizione della donna nel tempo,
Fabulae svela quanto spaventosamente poco sappiamo dell’universo delle fiabe e racconta i terribili segreti dietro l’origine del mito: storie fatte di violenza, sesso, tradimenti e stupri dove la donna è sempre e solo assassina, traditrice, moglie, serva o schiava.
«E forse è ora che le nostre storie vadano nuovamente e per l’ennesima volta cambiate e
“aggiornate” perché da sempre si adattano ai tempi che devono raccontare» si spiega nella presentazione dello spettacolo, un comedy show che intreccia satira, ironia, poesia e denuncia, raccontando in modo irriverente, spassoso e a tratti toccante, un tema fondamentale della nostra società.
MASSIMILIANO LOIZZI
Massimiliano Loizzi attore, comico, autore, 40 anni superati da un po’, milanese d’adozione, è volto noto de il Terzo Segreto di Satira, protagonista delle due stagioni di “Sandro” in coppia con Francesco Mandelli. Il suo primo film da protagonista con il collettivo, “Si muore tutti democristiani“, è su RayPlay. Autore dei romanzi “Quando diventi piccolo”, edito da Rizzoli/Fabbri Editori, e di “Maledetta primavera” e “La Bestia” edito da People, scrive una rubrica settimanale per FanPage.it. Ha curato per due anni la copertina di Piazza Verdi su RadioRai3
È autore, interprete e regista degli spettacoli della compagnia Mercanti di Storie in collaborazione con il Teatro della Cooperativa di Milano: attualmente in distribuzione con la serie di tre monologhi di teatro civile il Matto, gli spettacoli di satira e comedy show, e la riscrittura de L’Opera da tre soldi.
Attore della compagnia Stabile/Mobile di Antonio Latella, per diverse stagioni; ha collaborato fra gli altri con Renato Sarti, Paolo Rossi, Tullio Solenghi, Matteo Tarasco, PierPaolo Sepe, Riccardo Goretti, Corrado Accordino, Lino Musella. È interprete di svariati film, fra cui, nel 2024, “Zamora” di Neri Marcorè e “I Soliti Idioti 3″.
Utilità
Informazioni: 3514607575 (anche whatsapp), biglietteria@ondalarsen.org, www.ondalarsen.org.
Ingresso riservato ai soci Arci: se ci si tessera in loco, il biglietto del primo spettacolo è a 6 euro.
Spazio Kairos apre un’ora prima degli spettacoli. I biglietti si possono comprare online su www.ticket.it.
Intero: 12 euro. Ridotto (universitari, over 65, TAT, CRAL, carta giovani, abitanti circoscrizione 6, AIACE): 10 euro. Under 18 e persone con disabilità: 8 euro. Ridotto Comitiva (acquisto minimo di 6 biglietti per la stessa serata: 48 euro. Abbonamento “Onda” con 4 spettacoli a scelta: 32 euro.