ilTorinese

Un seminario dedicato al rapporto “metromontano” tra Torino e le sue valli

Coldiretti Torino organizza, martedì 30 settembre, il seminario “La città incontra l’agricoltura di montagna”, per la promozione del rapporto metromontano tra il capoluogo subalpino e i sistemi agricoli delle vallate torinesi.

L’appuntamento è alle 9:30 a Torino presso i locali di Coldiretti di corso Vittorio Emanuele II n. 48.

«Con questa iniziativa – spiega il presidente Bruno Mecca Cici – Coldiretti Torino vuole aprire un percorso che porti a definire il concetto di “metromontano”, un tema di cui la politica discute da troppo tempo senza che siano mai stati chiariti i termini di una reale integrazione tra i sistemi urbani e i sistemi delle valli torinesi. In questo rapporto che, per noi deve essere alla pari, pensiamo che debba trovare sempre maggiore dignità proprio l’agricoltura montana con la produzione di cibo e di servizi per la città».

Coldiretti Torino ricorda che l’integrazione tra Torino e le sue montagne faceva parte del programma di governo dell’Amministrazione Lo Russo e della Città Metropolitana e che ha le sue radici nel clima olimpico di Torino 2006 dove fu espressa la volontà di uno sviluppo e di una promozione integrate tra Torino e le valli torinesi come un unico sistema turistico, produttivo, sociale. «Un ottimo proposito che vogliamo rilanciare».

Al seminario partecipano Carlo Loffreda, direttore Coldiretti Torino; Guido Bolatto, segretario generale Camera di Commercio di Torino; Filippo Barbera, docente del Dipartimento Culture, Politica, Società, delegato Università di Torino al rapporto metromontano; Roberto Colombero, presidente UNCEM Piemonte; Paolo Chiavarino, assessore al commercio e mercati del Comune di Torino; Sonia Cambursano consigliera metropolitano; Marco Gallo, assessore allo sviluppo e promozione della montagna della Regione Piemonte. La mattinata sarà chiusa dall’intervento di Bruno Mecca Cici.

Benvenuto nell’AI! Cattelan al Teatro Colosseo



sold out

La stagione 2025–2026 del Teatro Colosseo si apre con due serate-evento sold out in prevendita affidate ad Alessandro Cattelan, che martedì 30 settembre e mercoledì 1° ottobre porterà sul palco torinese il suo nuovo e attesissimo spettacolo Benvenuto nell’AI!

Un titolo che è già una dichiarazione di intenti: tra ironia tagliente, riflessioni pungenti e momenti di pura leggerezza, Cattelan accompagna il pubblico in un viaggio dentro l’universo dell’intelligenza artificiale, tema che oggi attraversa le nostre vite quotidiane, i media, la cultura e le relazioni. Con il suo stile inconfondibile, capace di mescolare comicità e profondità, il conduttore e autore televisivo più amato d’Italia porta in teatro una riflessione attuale e sorprendente sulle sfide del presente e sui possibili scenari del futuro.

Benvenuto nell’AI! è uno spettacolo ironico e leggero, ma anche un’esperienza che alterna monologo, musica e immagini, in cui la tecnologia diventa pretesto per raccontare sogni, paure e contraddizioni. Un’occasione speciale per incontrare uno dei volti dello show business italiano, Alessandro Cattelan, in una veste teatrale inedita, che conferma ancora una volta la sua capacità di dialogare con pubblici diversi e di trasformare il pensiero critico in intrattenimento.

Con questo debutto, il Teatro Colosseo rinnova la sua vocazione a farsi luogo di racconto del contemporaneo: un “pop theatre” che intreccia leggerezza e riflessione, e che inaugura la nuova stagione con una delle voci più brillanti e innovative della scena italiana.

Ultima settimana: “Ritratti…”. 90 e tutti “da incorniciare”

In mostra al “Museo Nazionale del Risorgimento Italiano”, un secolo di grande Fotografia internazionale in arrivo dalla “Collezione Bachelot”

Fino al 5 ottobre

Correva l’anno 1960. Una bellissima, poco più che ventenne e dal sorriso irresistibile Romy Schneider (icona cinematografica della “Principessa Sissi”), accanto a un cinquantenne, un po’ distratto, Luchino Visconti, ammicca divertita al “paparazzo” che la “punta”, benevolmente “minacciandolo” di diventare lei la fotografa e lui, a breve tiro, il bersaglio del suo scatto. Il “povero” malcapitato fotografo è il celebre americano Sanford H. Roth (grande amico e fotografo quasi “personale” di James Dean che considerava Roth e la moglie come una sorta di “genitori adottivi”) e la foto è una delle circa 90, originali, esposte, fino a domenica 5 ottobre, negli spazi del “Corridoio della Camera Italiana” – Museo Nazionale del Risorgimento” di piazza Carlo Alberto (Palazzo Carignano) a Torino. Tutte in arrivo  da Parigi, dalla “Collezione Florence e Damien Bachelot”, fra le più importanti raccolte fotografiche private a livello europeo, rappresentano una suggestiva, protratta nel tempo, “città di ritratti” – secondo la calzante definizione assegnata alla mostra dalla curatrice Tiziana Bonomo (“ArtPhotò”) cui si deve anche, quale immagine guida, la scelta di “Lanesville”, 1958, di Saul Leiter – promossa dall’Associazione Culturale “Imago Mundi” di Torino e titolata, in linea con i soggetti esposti, “Ritratti. Collezione Florence e Damien Bachelot”.

 Una “città di ritratti”, per l’appunto: antologia di volti e figure che sono narrazioni di vite, le più varie e intense, immagini glamour e di umane miserie, di infinite gioie e struggenti dolori, di amori e odi senza fine, uno “sguardo rivolto – ancora Bonomo – alla nostra umanità fatta di miti, di emozioni e di concrete attuali realtà sociali”. Articolato, infatti, in quattro emblematiche sezioni – “Attualità”“Miti”“Società” ed “Emozioni” – l’iter espositivo ci porta dallo scatto iconico (che fece il giro del mondo) del neozelandese Brian Blake, immortalante Pablo Picasso mentre assiste a una corrida con la moglie Jacqueline Roque e Jean Cocteau alla potente capacità documentaria di Lewis Hine, che nella prima metà del Novecento fece dell’arte fotografica uno prezioso strumento di denuncia sociale, ritraendo i volti dei bambini migranti italiani negli States per raccontare la brutalità del lavoro minorile, fino ad arrivare ai toccanti ritratti dei soldati ritratti dal fotoreporter francese  Gilles Caron in Israele, durante la “Guerra dei sei giorni” (giugno, 1967) e in Irlanda del Nord, in occasione  del “The Troubles”, il conflitto fra comunità cattolica e i protestanti dell’Ulster, che durò circa trent’anni. Ma anche scatti meno “impegnativi” come quelli di un’inedita Nan Goldin, fotografa e attivista statunitense, oggi 71enne, con due immagini dedicate a una seducente (classe ’62) Jennifer Jason Leigh, attrice considerata, secondo la Rivista “Harper’s”, una delle dieci donne più belle d’America.

E’ davvero una lunga, suggestiva galoppata attraverso il Novecento della Fotografia fino alla contemporaneità, quella cui ci invita (e l’invito, in ogni istante, è sempre particolarmente ben accetto) dalla rassegna, “attraverso – si specifica in nota – un genere, quello del ritratto, che ben prima dell’era del ‘selfie’ e dei “social”, ha seguito un proprio percorso, riflettendo i mutamenti di costumi, identità e visioni del mondo”. Così, accanto a ritratti di “quotidiana umanità”, regalatici da grandi maestri come Dorothea LangeSaul LeiterWilliam KleinElliot Erwitt e la panamense Sandra Eleta (oggi, a 82 anni, la fotografa forse più famosa a livello internazionale) presente in mostra con “Siembra” (1976) eccezionale “reportage” sulla vita quotidiana degli abitanti e delle “campesinas” di Portobelo, troviamo anche un raro “lightbox” contenente immagini di Brigitte Bardot, firmato dal romano Elio Sorci, fotografo “maximus” della “Dolce Vita” e “cacciatore” super agguerrito delle più note celebrità del “jet set” americano.

Nota interessante: la mostra in naturale armonia con il “Museo”, propone anche in un video un saggio del patrimonio dei 17mila documenti fotografici custoditi. Tra i protagonisti del Risorgimento spiccano i ritratti della Contessa di Castiglione, pioniera nell’Ottocento nell’utilizzo della fotografia come strumento per costruire e diffondere la propria immagine e il proprio fascino. Sottolinea, in proposito, Luisa Papotti, presidente del “Museo”: “La fotografia, inizialmente percepita come surrogato del ritratto pittorico, diventa rapidamente linguaggio autonomo e strumento di propaganda e costruzione dell’identità nazionale. I ritratti di sovrani, patrioti, combattenti non solo eternano i volti del Risorgimento, ma diffondono l’ideale unitario. Esporre questi materiali accanto ai ritratti contemporanei della ‘Collezione Bachelot’ significa restituire continuità al racconto dell’identità attraverso l’immagine”.

Gianni Milani

“Ritratti. Collezione Florence e Damien Bachelot”

Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, piazza Carlo Alberto 8, Torino; tel. 011/5621147 o www.museorisorgimento.it

Fino al 5 ottobre –  Orari: mart./dom. 10/18

Nelle foto: Roth H. Sanford “Romy & Luchino Visconti”, ca. 1960; Brian Brake “Picasso’s Bullfight, Valauris, 1955; Gilles Caron “Israel …” 1967; Sandra Eleta “Siembra”, 1976  

Incendia la casa della fidanzata: arrestato 25enne

Un ragazzo di 25 anni, guineiano, è stato arrestato accusato di incendio e di tentato omicidio della fidanzata per aver dato fuoco a un appartamento di una casa popolare a Torino tra il 25 e il 26 settembre, come scrive il Corriere nelle pagine di Torino. Pareva che l’incendio fosse accidentale, ma poi sono state trovate tracce di liquido infiammabile e alcuni testimoni hanno notato un uomo incappucciato in fuga, con in mano un cannello bruciatore. Il giovane aveva abitato in quell’edificio insieme con la propria fidanzata. Ma martedì era stato arrestato dalla polizia per maltrattamenti e resistenza dopo una lite con lei. Poi era stato rimesso in libertà con l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Sarebbe tornato a casa e avrebbe appiccato l’incendio. Sono rimaste intossicate alcune persone.

Biciclettata Future Parade contro il Salone dell’Auto

Ieri  pomeriggio in centro si è svolta la biciclettata Future Parade che ha sfilato per le vie di Torino: una nuova protesta per il Salone dell’Auto, dopo l’annullamento  della sfilata delle Super Car per timore delle contestazioni.   Commentano i promotori di Extinction Rebellion: “Un corteo colorato e festoso di biciclette, cargo bike, monopattini e roller blade ha chiuso la settimana del Fuori(il)Salone, una settimana di dibattiti, cortei e flashmob che ha portato nelle piazze di Torino una visione diversa di città e una critica puntuale a un modello di sviluppo industriale vecchio e ideologico”.

Tumore alla prostata, se ne parla in un convegno

Negli ultimi anni, la lotta contro il tumore della prostata sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Dalla Raccomandazione europea sugli screening oncologici del 2022 alle nuove frontiere diagnostiche e terapeutiche, si aprono oggi scenari concreti per migliorare prevenzione, diagnosi precoce e qualità di vita dei pazienti.

Per promuovere un confronto costruttivo tra Istituzioni, pazienti e comunità scientifica, nasce un ciclo di dibattiti pubblici regionali, frutto della collaborazione tra Europa Uomo Italia – l’associazione dei pazienti impegnata nella tutela della salute maschile – e Novartis, tra le aziende leader nell’innovazione terapeutica.

Obiettivi dell’iniziativa:

  • Informare pazienti e cittadini sul percorso di diagnosi, cura e riabilitazione del tumore della prostata;
  • Sensibilizzare le Istituzioni per attivare screening organizzati e garantire accesso equo all’innovazione;
  • Valorizzare le best practices regionali attraverso il coinvolgimento della comunità scientifica locale.

 Lunedì 29 settembre, a Torino, presso NH Hotel Torino Santo Stefano, Via Porta Palatina, 19, dalle 9,30 alle 13,15 è un’occasione per affrontare insieme una sfida di salute pubblica che riguarda milioni di uomini in Italia, con uno sguardo concreto alle soluzioni già oggi disponibili.

 

Villa Garnerone: un luogo storico della Val Sangone apre le sue porte al pubblico

Con l’evento Reset del 5 ottobre 2025

 

 Nata dalla visione di Alberto Garnerone – imprenditore pionieristico che dal suo Piemonte ha tratto concretezza e avanguardia – questa dimora storica, abbracciata da un parco infinito, è pronta a diventare un punto di riferimento culturale del territorio.

La visione di Alberto Garnerone

Non bastano poche righe per raccontare la figura poliedrica di Alberto Garnerone (1941 – 2008). Uomo dotato di ingegno fuori dal comune, ha legato il suo nome al tessuto imprenditoriale italiano e internazionale con la fondazione di Sirena S.P.A., dal 1974 azienda leader nella produzione e vendita di segnalatori ottici, acustici e luminosi.

L’anno successivo all’istituzione dell’azienda, Garnerone acquista quella che diventerà la sua oasi di pace: Villa Pietrina, dimora di inizio ‘900 in pregiato stile Liberty Torinese adagiata nel verde della frazione di San Bernardino di Trana, lungo la strada che collega Trana a Giaveno. La Villa prende il nome del nuovo proprietario e, lungo i decenni, rinasce a sua immagine e somiglianza, come uno scrigno dove racchiudere la sua essenza.

In origine, l’edificio era situato in un parco di piccole dimensioni, ed è proprio qui dove l’ingegno e l’estro creativo di Alberto Garnerone raggiungono l’apice. Egli, infatti, da sempre amante della bellezza, ingrandisce di anno in anno la proprietà, acquistando diversi appezzamenti di terreno circostanti e dando vita ad uno sconfinato parco abbellito da statue in pietra di Vicenza, vasi, fontane dello stesso materiale, viali in porfido. Nel 1977 viene progettata la maestosa piscina in stile neoclassico rivestita di travertino chiaro.

Ma l’impronta di Alberto Garnerone, uno dei maggiori collezionisti italiani di auto sportive e d’epoca, è evidente soprattutto in un’opera unica nel suo genere: un’autorimessa sotterranea a pianta circolare, in un secondo momento ampliata in una grossa area rettangolare.

Una location per eventi che rispetta lo spirito del luogo

Oggi, Villa Garnerone porta avanti l’eredità del suo fondatore valorizzando ogni angolo da lui immaginato. Nell’ottica e nella volontà di custodire il passato e farlo rifiorire nel presente, dal 2024 la residenza è rinata con una nuova veste: quella della location per eventi privati e aziendali, matrimoni di charme, iniziative culturali e artistiche, manifestazioni con il fulcro sul rapporto con la natura, l’ambiente e il benessere.

Ogni evento è accuratamente selezionato e progettato nei dettagli dal team di location manager, con il fine di rispettare lo spirito del luogo e preservare le tante prerogative di valore.

Scegliere Villa Garnerone significa circondarsi di scenari magnifici e senza tempo, con la certezza di creare un evento che resti impresso nella memoria di tutti i partecipanti. Qui storia e arte sigillano un patto indissolubile con il territorio circostante, sfondo integrante della Villa, dalle colline alle alte montagne delle vicine Val Sangone e Val di Susa.

 

Reset, il primo festival olistico e artistico di Villa Garnerone

Proprio il territorio in cui Villa Garnerone è immersa ha dato l’ispirazione per progettare un grande evento: Reset.

Reset è un festival che riunisce natura, arte e benessere nel parco della dimora. Grazie alla versatilità degli spazi, ci saranno angoli dedicati a diverse categorie merceologiche, dall’esposizione alla vendita di prodotti artistici e artigianali, dai workshop artistici ai trattamenti olistici. Il comune denominatore? Il concetto di vita lenta e di connessione con gli elementi naturali.

Reset si terrà domenica 5 ottobre 2025 dalle 10.30 alle 18. La scelta di organizzare l’evento all’inizio della stagione autunnale non è casuale. L’autunno è infatti un periodo di passaggio ad un ritmo più lento e consapevole, un momento che ci invita all’introspezione e alla cura. Il biglietto di 12 euro include l’ingresso al parco e alle aree espositive, dove si potrà usufruire delle dimostrazioni e delle lezioni tenute dagli operatori presenti – tutte le esperienze saranno gratuite, tranne quelle con tariffa specifica e indicata nei singoli stand – e delle conferenze nello spazio dedicato agli speech.

Oltre alle esperienze olistiche ed artistiche in natura e alle conferenze, i partecipanti potranno passeggiare nel parco e gustare le box pic nic del laboratorio vegetale “Cortile Vanillu” di Giaveno (su prenotazione) oppure usufruire del servizio caffetteria.

Per informazioni sul programma completo, consultare il link https://www.instagram.com/villagarnerone_eventi/

In caso di maltempo, l’evento sarà riprogrammato a data da destinarsi.

TARIFFE INGRESSI EVENTO RESET DEL 5 OTTOBRE 2025, TICKET ACQUISTABILI AL CANCELLO D’INGRESSO

Adulti: 12 euro

Bambini fino ai 10 anni: gratis

INDIRIZZO

Villa Garnerone

Via Coazze, San Bernardino di Trana (TO)

Neonati: il codice postale conta più del codice genetico

Il codice postale conta più del codice genetico: anche per la crescita del neonato pretermine, è dove nasci che fa la differenza, da uno studio coordinato dall’ospedale Regina Margherita di Torino
Per un genitore, la crescita del figlio è fonte di gratificazione e dà un rassicurante messaggio di salute. La qualità e la quantità di crescita ottimali di un neonato prematuro sono però molto diverse da quelle di un neonato a termine sano allattato al seno. Oggi la medicina permette di far sopravvivere bambini nati pretermine e la nutrizione con tecniche artificiali può supplire anche a gravi carenze. Tuttavia, mimare la crescita di un neonato a termine non rappresenta l’obiettivo migliore, poiché espone il piccolo pretermine al rischio di sviluppare obesità, ipertensione e malattie cardiovascolari in età adulta.
La crescita ideale nei primi mesi di vita dei bambini nati pretermine è ora descritta dalle carte di crescita specifiche per i pretermine basate sugli standard internazionali INTERGROWTH-21st, sviluppate per offrire un riferimento affidabile, universale ed adatto a questa fragile popolazione. Nello studio sono state arruolate 4607 donne in gravidanza, in otto diversi Centri ospedalieri in altrettanti Paesi del mondo (Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Kenya, India, Oman e Cina), seguite ecograficamente per tutta la durata della gravidanza. Di queste gravidanze 224 sono esitate in parti pretermine ed i neonati sono stati seguiti con controlli ravvicinati nei primi due anni di vita, per descriverne crescita, eventuali patologie e neurosviluppo. E’ stato promosso l’allattamento esclusivo al seno, con ottimo successo (circa 70% dei lattanti assumeva ancora una quota di latte materno ad 8 mesi di vita).
A differenza delle curve di crescita tradizionali, che spesso si basano su dati raccolti in contesti locali e con criteri variabili, gli standard INTERGROWTH-21st forniscono un prezioso riferimento basato su un campione multietnico di neonati pretermine ai quali è stata fornita adeguata assistenza medica e nutrizionale dopo la nascita, nati da madri in buona salute e ben nutrite.
La dottoressa Francesca Giuliani, pediatra neonatologa dell’ospedale Regina Margherita di Torino, ha condotto e coordinato a livello internazionale il progetto e commenta: “Uno dei risultati più affascinanti del progetto è che meno del 10% delle differenze osservate nella crescita dei neonati tra i diversi Paesi del mondo coinvolti nello studio è attribuibile alla genetica (“nature”), tutto il resto è ambiente, risorse, esperienze, cultura (“nurture”): da qui il ruolo rilevante delle diseguaglianze ambientali, sociali e di salute nel determinare le differenze di crescita e di potenzialità di sviluppo.
In particolare, solo lo 0,2 – 4% della variabilità di crescita scheletrica nei bambini pretermine era correlata a differenze tra le popolazioni studiate, a riprova del fatto che curati e nutriti adeguatamente i neonati – geneticamente simili in ogni parte del mondo – riuscivano ad esprimere pienamente il loro potenziale di crescita, mentre questo non avviene in molti Paesi del mondo perché il potenziale geneticamente determinato non viene espresso, per carenze e malnutrizione.
Simili risultati sono stati ottenuti non solo per la crescita corporea, ma anche nel raggiungimento delle tappe motorie e nei test cognitivi (varianza tra i siti di 1,3% per i punteggi cognitivi, 9,2% per gli aspetti comportamentali). Questi dati suggeriscono che in buone condizioni di salute e con una adeguate cure sanitarie ed alimentazione, il pretermine nato in Cina cresce e raggiunge gli obiettivi neurocomportamentali come quello nato in India o in Italia. Una simile conclusione era stata raggiunta anche da un precedente studio dell’OMS, condotto però su bambini nati a termine fino all’età prescolare”.
Queste carte di crescita sono uno strumento importante per neonatologi, pediatri ed operatori sanitari, permettendo a livello di pratica clinica quotidiana di individuare precocemente anomalie del ritmo di crescita ed intervenire con strategie nutrizionali adeguate per garantire i migliori esiti a distanza; inoltre, dal momento che sono carte internazionali, permettono anche di valutare l’efficacia di interventi di salute pubblica applicati ad intere popolazioni.
Sabato 27 settembre 2025, presso l’Aula Magna dell’ospedale Infantile Regina Margherita, si terrà un Congresso dal titolo “Il monitoraggio della crescita del neonato pretermine dopo la dimissione”, evento che vede presenti e coinvolte tutte le neonatologie del Piemonte.
La dottoressa Alessandra Conio, responsabile del reparto di Patologia Neonatale dell’ospedale Regina Margherita, osserva: “Questo convegno è espressione dell’attenzione e dell’interesse per la ricerca e lo studio anche in ambito neonatologico da parte del nostro ospedale e del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino”, diretto dalla professoressa Franca Fagioli, che aggiunge:”Con le carte di crescita messe a punto da questa ricerca, abbiamo a disposizione parametri oggettivi, validati a livello internazionale, per la valutazione della crescita nel tempo dei neonati pretermine anche dopo la dimissione, in maniera armonica e continuativa tra ospedale e territorio”.

“Riprendiamoci la vita”, personale di Paola Agosti

E’ un suggestivo viaggio fotografico alla scoperta dei “movimenti femministi” anni ’70  alla biellese “BI-Box Art Space”

Dal 4 settembre al 19 ottobre

Biella

“Riprendiamoci la vita”. Il titolo della mostra replica in parte il titolo  (“Riprendiamoci la vita. Immagini del Movimento delle donne”, Savelli, ’76) della prima, importante pubblicazione della fotografa e scrittrice torinese Paola Agosti (classe ’47, figlia del magistrato antifascista Giorgio Agosti, fra i fondatori del “Partito d’Azione”), cui la Galleria “BI-Box Art Space” di Biella dedica, nell’ambito del Festival “Contemporanea. Parole e storie di donne”da giovedì 4 settembre a domenica 19 ottobre, una coinvolgente rassegna concepita come una sorta di “viaggio fotografico”, rigorosamente e dovutamente in b/n, all’interno di quel “movimento femminista” anni ’70, capace in allora  di prendere forma impetuosa come forza collettiva tesa a cambiare e a lasciare un segno profondo nella società. Titolo che richiama anche uno dei motti allora più in voga fra le giovani e meno giovani femministe in marcia costante per manifestazioni, cortei e girotondi, fra grida di alta “sorellanza”, e assemblee tenute in ogni dove, in cui spesso risuonavano per l’appunto slogan come La lotta non è finita, riprendiamoci la vita. O Donna è bello, strega è meglio graficamente accompagnato, come ci raccontano alcune foto in mostra, dal tipico “simbolo di Venere” (un cerchio con croce sottostante) fra i vari – il colore viola, la pianta di mimosa e la labrys, l’ascia bipenne simboleggiante forza ed indipendenza e il supergettonato “gesto della vagina” o del triangolo “manuale” – adottati all’interno del “movimento”, straricco di un patrimonio visivo che raccontava (e ancor oggi dovrebbe raccontare) il desiderio e il diritto a quella libertà e a quell’eguaglianza in grado di trasformare profondamente (e in gran parte ci riuscì) la società italiana di quegli anni. Un lascito ereditario importantissimo per le future generazioni (che in parte sembrano oggi averne perso contezza) e che invece per chi, come il sottoscritto, porta ormai il peso del tempo sulle spalle, restano echi remoti ma ancora ben vivi e importanti (quanto importanti, oggi più che mai!) negli occhi e nella memoria.

Complessivamente sono venti le immagini esposte a Biella nelle loro stampe originali “vintage”. Sottolinea il curatore della rassegna Marco Albertaro, studioso di storia della “militanza politica” e docente di “Storia Contemporanea” presso l’Università di Torino: “Agosti restituisce la complessità di un’epoca, con fotografie che documentano manifestazioni, assemblee, cartelli, striscioni e soprattutto i volti delle donne che hanno creduto nella possibilità di una vita diversa, più libera e autodeterminata. Il divorzio, la parità nella famiglia, la tutela della maternità, la possibilità di scegliere per se stesse: per chi oggi è giovane, molti di questi diritti possono sembrare scontati. Ma dietro alla loro conquista c’è stato un lungo percorso collettivo, fatto di battaglie, coraggio e partecipazione. Questa mostra intende creare un ‘ponte generazionale’, offrendo l’occasione di riflettere sul presente a partire da uno sguardo rivolto al passato”. La stessa mostra sarà anche occasione per un successivo incontro con Paola Agosti a “Palazzo Ferrero”, sempre a Biella e sempre nell’ambito del Festival “Contemporanea”, in programma per sabato 27 settembrealle 16,30 (ingresso libero), in cui verrà presentato il suo ultimo libro edito nel 2023 da “Einaudi”, dal titolo “Covando un mondo nuovo. Viaggio tra le donne degli Anni Settanta”. A partire dalla raccolta di fotografie del volume, insieme a Bendetta Tobagi e in conversazione con Daniele Scaglione“l’incontro permetterà di ripercorrere quella che è stata definita la sola rivoluzione riuscita del Novecento, ovvero quella delle donne”. Non solo. L’incontro consentirà anche di tracciare in modo più ampio il ritratto di un’artista impegnata da oltre cinquant’anni e a tutto campo, in chiave non solo estetica ma fortemente socio-politica, su tematiche che nel corso del tempo hanno veleggiato dal mondo femminile e femminista, all’apartheid in Sudafrica, alle condizioni miserevoli delle contadine e dei contadini incontrati sui sentieri langaroli di Nuto Revelli e a quelle, non meno impietose, degli emigrati piemontesi in Argentina; via via fino alla “Rivoluzione dei garofani” (’74) a Lisbona, ai movimenti di protesta contro la guerra del Vietnam, al Cile di Salvador Allende, che fotografa e conosce personalmente, prima del “golpe” dell’11 settembre del ’73. Una vita per la “sua” fotografia. Un mondo di immagini, di storie e ritratti. Di denuncia sociale e incrollabile monito politico in scatti “mai fine a sé stessi, ma indissolubilmente intrecciati al contenuto. Anche quando quest’ultimo è il semplice ritratto di una persona”.

Gianni Milani

“Riprendiamoci la vita. Immagini del Movimento delle donne”

BI-BOx Art Space, via Italia 38, Biella; tel. 3497252121 o www.bi-boxartspace.com

Fino al 19 ottobre. Orari: giov. – ven. 15/19,30; sab. 10/12,30 e 15/19,30

Nelle foto: “Occupazione femminista alla ex-Prefettura di Roma”, 1976; “Manifestazione studentesse femministe”, 1976