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Il Piemonte a Osaka giorno per giorno

Dal 28 settembre al 4 ottobre 2025 il Piemonte è protagonista all’Esposizione Universale di Osaka con una settimana di eventi e incontri ospitati all’interno del Padiglione Italia intitolata “Designing Future Society for Our Lives” e dedicata alla costruzione di una società sostenibile, inclusiva e orientata al benessere collettivo.

Alla missione istituzionale partecipano Regione Piemonte e Ceipiemonte, Comune di Torino, Politecnico di TorinoUnioncamere Piemonte e Camera di commercio di TorinoConfindustria Piemonte, con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo, ed è realizzata in collaborazione con numerosi partner pubblici e privati.

I componenti della missione del Piemonte
A guidare la delegazione della Regione il presidente Alberto Cirio insieme alla vicepresidente Elena Chiorino e agli assessori alla Cultura Marina Chiarelli, al Turismo, Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni e alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano. Il Consiglio regionale ha delegato il consigliere segretario Fabio Carosso: «Il Piemonte si presenta al Giappone come una regione aperta, dinamica, consapevole delle proprie radici e orientata al futuro. Durante la Settimana del Piemonte valorizzeremo le nostre eccellenze produttive e agroalimentari, il patrimonio culturale, la forza innovativa e la qualità della vita che contraddistinguono il nostro territorio. Questa missione rafforza una relazione storica, fondata su collaborazioni economiche solide, scambi istituzionali e valori condivisi e rappresenta la volontà di consolidare la presenza su questi mercati che possono rappresentare un passo importante per creare nuove opportunità di crescita economica, culturale e turistica».

La Città di Torino è parte della missione istituzionale con il sindaco Stefano Lo Russo, anche nella veste di vicepresidente Anci con delega alle Politiche internazionali, per rafforzare i rapporti istituzionali tra Torino e le principali città giapponesi e creare opportunità di cooperazione nei settori di innovazione, cultura, sostenibilità, turismo, ricerca e alta formazione: «Torino – spiega – è unica per la sua capacità di mettere insieme la vocazione manifatturiera, che è parte integrante della sua storia e del suo presente, lo sguardo al futuro, come luogo d’innovazione, l’attrattività sempre più forte come città universitaria. In questo quadro si inserisce il nostro impegno nell’internazionalizzazione e nella promozione della città anche verso il Giappone dove, insieme alle altre istituzioni del nostro territorio, puntiamo a stabilire nuove sinergie in numerosi settori». Oltre alla partecipazione all’Expo di Osaka, la Città di Torino fa tappa anche a Nagoya per l’apertura delle celebrazioni per il 20esimo anniversario del gemellaggio che unisce le due città. Sono poi in programma a Tokyo incontri istituzionali con la governatrice Yuriko Koike e con Takashi Watanabe, vicepresidente dell’Associazione Comuni Giapponesi e sindaco della Città di Higashi-Murayama.

Le transizioni tecnologica e digitale, insieme alla forte vocazione didattica e di ricerca, sono al centro degli incontri organizzati dal Politecnico di Torino per rafforzare le relazioni con prestigiosi atenei nipponici, come la Waseda University, l’Institute of Science Tokyo e la Osaka University. Il 29 settembre, a Tokyo, l’inaugurazione della nuova sede del Japan Hub di Ateneo. I nuovi uffici, che sostituiscono quelli di Kyoto attivi dal 2022, sono ospitati nella sede della Camera di Commercio italiana in Giappone e sono a disposizione dei partner giapponesi del Politecnico e dei docenti, ricercatori e ricercatrici nello svolgimento delle loro attività di collaborazione con università, centri di ricerca e aziende nel Paese. Il PoliTo Japan Hub è il primo ufficio accademico di un’università italiana in Giappone e ha l’obiettivo di creare nuove sinergie e reti per le attività di ricerca e collaborazione dell’Ateneo con aziende e organizzazioni, attori pubblici e privati. All’Expo  l’Ateneo è protagonista dal 2 al 4 ottobre con il progetto “AIRONE – Aerei e droni per la mobilità civile sostenibile” finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e ospitato all’interno del Padiglione Italia. Al suo interno, accanto a una serie di talk, l’esposizione multimediale “Volare: dove i sogni incontrano la tecnologia / Flying: Where Dreams Meet Technology” guida i visitatori in un viaggio tra prototipi, video e narrazioni, esplorando le frontiere della ricerca aerospaziale del Politecnico: dai droni urbani agli aerei stratosferici, fino ai satelliti e alle loro applicazioni terrestri. «La missione rappresenta per noi una straordinaria opportunità di scambio di saperi, cultura e tecnologia: docenti, ricercatori, studenti e aziende potranno arricchirsi in entrambe le direzioni – commenta il rettore Stefano Corgnati –. Con il PoliTo Japan Hub apriamo un ponte di accesso e di contatto con il Giappone per il nostro intero territorio, che spazia dalle imprese al mondo dell’alta formazione e della ricerca. La sinergia che vede attivamente coinvolte le istituzioni rafforza e completa un’offerta di altissimo profilo internazionale, che ci permette di essere competitivi e attrattivi in una dimensione globale».

Il sistema camerale partecipa alla missione con il direttore di Unioncamere Piemonte Paolo Bertolino e Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino e vice presidente Unioncamere Piemonte: tra gli appuntamenti in programma incontri con imprenditori locali per la presentazione del territorio piemontese in ottica di attrazione investimenti e la promozione del progetto dell’ente camerale torinese EU Business Hub per pmi dei settori healthcare, greentech e digital interessate ai mercati Giappone e Corea del Sud. La missione è anche occasione per celebrare il gemellaggio tra la Camera di Commercio di Torino e quella di Nagoya, con la firma di un Memorandum di impegno per la promozione delle comuni filiere di eccellenza: automotive e aerospazio. «Il Giappone non è solo un mercato con il quale abbiamo intessuto ottimi rapporti economici, con un interscambio che vale 1,3 miliardi di euro, ma rappresenta anche un punto d’accesso privilegiato alle economie emergenti del continente asiatico, un punto strategico per coglierne tutte le opportunità di crescita  – sottolinea Cipolletta – Esistono poi distretti come Nagoya, con cui siamo in stretto contatto da vent’anni, che in qualche modo sono affini all’economia torinese con filiere eccellenti in ambito automotive e aerospaziale e molte opportunità di scambio e confronto».

All’interno della missione istituzionale, Confindustria Piemonte gestisce la partecipazione di 17 imprese sue associate. Il 30 settembre al Padiglione Italia si svolge “Piemonte meets Osaka. Eccellenze piemontesi, export e investimenti in Giappone” e nei giorni successivi incontri istituzionali e visite aziendali tra Tokyo, Kyoto e Nagoya. «Partecipiamo a questa missione per contribuire attivamente a presentare le opportunità di attrazione di investimenti sul territorio piemontese, ma anche per promuovere partnership industriali e tecnologiche nei settori ad alto valore aggiunto. Vogliamo rafforzare così il dialogo con istituzioni, imprese e stakeholder giapponesi in un’ottica di collaborazioni strategiche di lungo periodo», spiega Alessandro Battaglia, presidente della Commissione Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti di Confindustria Piemonte.

La partecipazione è supportata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, al fianco della Regione Piemonte per promuovere politiche orientate allo sviluppo, che sostengano le attività produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la cultura, la creatività e l’innovazione. «Dal 1563 operiamo per costruire il bene comune, ponendo le persone al centro del proprio futuro. Siamo una fondazione filantropica che guarda al mondo con respiro internazionale, ma con radici solide nei nostri territori. La nostra missione è costruire soluzioni strutturali, capaci di affrontare le cause dei problemi che sfidano la società contemporanea, e di farlo investendo sull’innovazione, sulla sperimentazione e sulla forza delle reti. In questo senso, la partecipazione all’Expo di Osaka è un’occasione preziosa per raccontare come il Piemonte sappia coniugare cultura, ricerca, impresa e comunità, in un equilibrio che diventa modello di futuro sostenibile», afferma il presidente Marco Gilli.

Presente anche Ceipiemonte. Come precisa il presidente Dario Peirone, «Ceipiemonte partecipa all’Expo mettendo in sinergia le iniziative dei soci e degli stakeholder del territorio, così da promuovere efficacemente il nostro ecosistema di innovazione e produzione. Grazie a un’agenda di oltre 20 eventi promozionali e più di 10 incontri con importanti stakeholder giapponesi, intendiamo costruire occasioni concrete di confronto, favorendo nuove opportunità di business e l’attrazione di investimenti sul nostro territorio. Durante la settimana, oltre a Osaka, siamo presenti a Tokyo, Nagoya e Kobe con team dedicati per seguire direttamente gli incontri con investitori e operatori esteri e partecipare a eventi strategici come Aeromart Nagoya e Medical Japan con 10 aziende piemontesi dei settori aerospazio e medicale».

Tutti gli eventi si possono vedere in diretta streaming sul canale YouTube del Padiglione Italia 

Il Romanico in Piemonte

A cura di Piemonteitalia.eu

Il Piemonte vanta un ricco patrimonio artistico e culturale, riconosciuto tale anche dall’UNESCO, molto apprezzato nel panorama artistico internazionale. Oltre alle memorie barocche tipiche delle residenze sabaude, nella regione vi sono numerose testimonianze del “romanico”, l’arte di età medievale – X secolo. È possibile infatti percorrere un itinerario in grado di proiettare il visitatore nel medioevo dei pellegrini e della Via Francigena, dei percorsi devozionali e della complessa simbologia del mondo romanico, attraverso abbazie, monasteri e “luoghi di strada” che hanno ospitato schiere di viaggiatori lungo le strade medievali.

Leggi l’articolo:

https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/il-romanico-piemonte

Tumore alla prostata, Riboldi: “Gli uomini aderiscano agli screening”

Torino, 29 settembre 2025 – Il tumore alla prostata rappresenta oggi una vera e propria emergenza sanitaria, che colpisce in particolare gli uomini sopra i 50 anni. È questo il messaggio lanciato dall’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Federico Riboldi, intervenuto al convegno “Il tumore della prostata in Piemonte. Dalla diagnosi alla cura: nuove speranze per i pazienti”, organizzato da Motore Sanità. Tra i temi chiave dell’intervento, la necessità di superare il tabù e lo stigma sociale che ancora spingono molti uomini a trascurare i controlli; il ruolo fondamentale delle Case di Comunità come presidio di prossimità per la prevenzione, l’informazione e gli screening oncologici, la volontà di replicare, sul fronte maschile, l’esperienza positiva già consolidata per i tumori femminili, come quelli al seno e al collo dell’utero.

“Siamo stati capaci di costruire, nel tempo, percorsi di screening efficaci e diffusi per le donne. Ora dobbiamo avere il coraggio di fare lo stesso per gli uomini, che spesso hanno imbarazzo o tendono a sottovalutare i segnali del proprio corpo. Non è più accettabile: il tumore alla prostata è un problema di salute pubblica e la prevenzione deve diventare un dovere collettivo”, ha sottolineato Riboldi. L’assessore ha inoltre ricordato la campagna “Un baffo per la ricerca”, dedicata proprio a sensibilizzare sul tema e ha evidenziato come il nuovo assetto territoriale della sanità piemontese, con il rafforzamento delle Case di Comunità – “un centinaio saranno attive entro il 2026” – potrà dare un contributo decisivo: “Saranno il fulcro per avvicinare la medicina alla vita quotidiana delle persone, luoghi dove informare, fare prevenzione e intercettare precocemente le patologie. È lì che si giocherà una delle sfide più importanti dei prossimi anni”. L’invito finale di Riboldi è rivolto direttamente agli uomini piemontesi: “Così come le donne hanno imparato a considerare naturale e indispensabile lo screening periodico, anche noi uomini dobbiamo imparare a prenderci cura di noi stessi senza imbarazzo. Dopo i 50 anni la prevenzione non è un optional, ma una necessità”.

 

 

Il Trail delle Colline, settima edizione

Domenica 5 ottobre 2025

Torna per la sua settima edizione il Trail delle Colline, l’evento sportivo e sociale che unisce la comunità e valorizza il territorio attraverso lo sport, la natura e la solidarietà. La manifestazione, organizzata da Hope Running, si terrà domenica 5 ottobre 2025 sulle colline di Chivasso.
Più di una semplice gara, il Trail delle Colline è un progetto che celebra la forza della resilienza collettiva. Negli anni, l’evento ha saputo adattarsi e superare le sfide, dalla pandemia agli eventi alluvionali che hanno duramente colpito il territorio. La decisione di non arrendersi, ma di lavorare insieme per ripristinare e mettere in sicurezza i sentieri, dimostra che la vera forza non risiede solo nella velocità, ma nella capacità di resistere e di ripartire insieme.
L’edizione 2025 sarà un’occasione per celebrare l’impegno di tutti: atleti, volontari, associazioni, enti locali e le migliaia di partecipanti che rendono possibile questo appuntamento. L’evento promuove l’inclusione, con percorsi adatti a corridori e camminatori di ogni età, e la sostenibilità ambientale, con pratiche eco-compatibili e un profondo rispetto per l’ambiente che ospita la manifestazione.

Info e iscrizioni https://www.traildellecolline.it/

Veicoli a passo di donna

FRECCIATE

E così, a Torino, il glorioso “Circolo dei lettori” diventa – squilli di tromba, rullo di schwa – Circolo dei lettori e delle lettrici. Finalmente la giustizia trionfa, le vocali riprendono fiato.

Si cambia la targa, si spolvera la desinenza, si mette l’asterisco e via, il patriarcato è sconfitto. Nel frattempo, però, i tram restano quelli, i libri costano sempre troppo, e le buche sulle strade non si rattoppano. Ma vuoi mettere la soddisfazione di aprire un evento con “Care lettrici e cari lettori” e sentire che il mondo è un po’ più giusto, almeno fino alla pausa caffè?

Già che ci siamo, però, si faccia giustizia fino in fondo. Perché sui cartelli stradali c’è scritto “pedoni a sinistra” e non “pedoni e pedone”? (O, per parità di genere, “pedoni, pedone e pedon*”?). Perché ancora “veicoli a passo d’uomo” e non “passo d’uomo e di donna”?

Il paradosso è che, mentre la sinistra si affanna a spostare accenti, vocali e asterischi come se fossero pedine di Risiko, il centrodestra brinda in silenzio: meno si parla di lavoro, scuola, tasse e più si discute se dire “lettori e lettrici”, più facile sarà vincere le elezioni.
Del resto il problema dell’Italia non è la lingua, ma chi la parla.

Iago Antonelli

“Chieri sunset voices”, due giorni di musica, parole e cultura

Nell’area verde del “Parco PA.T.C.H. – Parco Tessile Chierese”

Venerdì 3 e sabato 4 ottobre (ore 18/24)

Chieri (Torino)

“CHIERI SUNSET VOICES”, come dire “Chieri Voci del Tramonto”. Tutto nasce e si svolge infatti a quell’ora: per due giorni, venerdì 3 e sabato 4 ottobredalle 18 alle 24. Sei ore “tramontane” e “notturne”. Dove? In quel di Chieri (Torino), in via Tana, nell’area verde, sottratta al degrado, del “Parco PA.T.C.H.” (10mila mq con spazi attrezzati per il gioco, il tempo libero e lo sport, opera degli architetti Marco Maccagno e Cristina Cassavia, che un tempo ospitava l’edificio dell’ex Scuola “Angelo Mosso”). Proprio qui, nel fine settimana, si terrà l’evento “CHIERI SUNSET VOICES”, ideato e promosso dall’assessora alle “Politiche Giovanile” della “Città di Chieri”, Vittoria Moglia, in collaborazione con “Biancaneve S. C.” e l’Associazione Culturale “Hiroshima Mon Amour”. In programma, concerti “live”talk e market aperti a tutta la cittadinanza, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

“Il Festival – dichiara l’assessora Moglia – nasce dall’ascolto e dalle idee dei giovani ma si rivolge a tutta la comunità: un appuntamento che mette insieme linguaggi artistici diversi e li fa dialogare nello spazio unico del ‘Parco PA.T.C.H’, una grande area verde nel centro cittadino. La collaborazione con ‘Biancaneve S.C.’ e ‘Hiroshima Mon Amour’, costruita insieme ai nostri uffici, è un valore aggiunto che ci permette di offrire a Chieri un’occasione di partecipazione culturale e sociale di grande respiro”.

Il via, venerdì 3 ottobre.

Sul palco chierese arrivano MURUBUTU e FRANCAMENTE, due artisti lontani per percorso, “ma vicini per profondità, autenticità e potere espressivo”. Oltre che per la “centralità” data da entrambi alla parola, nono solo come mezzo per accompagnare la musica, ma “cuore” stesso della loro espressione. Murubutu (al secolo Alessio Mariani, origini emiliane) fonde rap, letteratura e storytelling in canzoni che rappresentano una sorta di piccolo viaggio narrativo. Francamente (Francesca Siano), giovane artista torinese ma residente a Berlino e rivelazione di “Xfactor 2024”, scrive testi profondi e intimi, che riflettono un pensiero lucido, spesso critico, e sempre molto personale. I suoi brani affrontano emozioni complesse, relazioni, identità, con un linguaggio preciso e diretto. “Per entrambi c’è la volontà di dire qualcosa che abbia peso, che vada oltre l’intrattenimento”. Il loro linguaggio, pur ricercato, resta comunque sempre accessibile, emotivo, diretto.

Sabato 4 ottobre, l’appuntamento è con i giovanissimi della nuova scena rapCuta, nome d’arte di Luca Olivari, giovane artista (21 anni) originario di Torino, vincitore della seconda edizione del “talent” di Netflix  “Nuova Scena”, dove ha colpito in modo particolare per la profondità dei testi e per la capacità di esibirsi in varie prove, fra cui freestylevideoclip e collaborazioni con artisti consolidati. Con lui e sempre protagonista di “Nuova Scena 2025”, un’altra giovane artista piemontese, la ventiduenne originaria di Bolzano Novarese, Kiki, nome d’arte di Alice Chichi. La sua passione per il freestyle l’ha portata a gareggiare in diverse “battle” (sfide) in Italia, fino a raggiungere la semifinale del prestigioso “Tecniche Perfette” nel 2019.

Attesissimo, sempre sabato 4 ottobre, l’“Host” (intrattenitore) più famoso d’Italia, il poirinese Mastafive, 49 anni, pseudonimo di Johnny Andrea Mastrocinque. Figura di spicco nella scena “Hip Hop” italiana, è l’ideatore e organizzatore del torneo di “freestyle rap” più longevo della nazione, il “Tecniche Perfette”, che ha contribuito alla crescita e alla visibilità della scena freestyle in Italia. A Chieri arriva con un nuovo appuntamento di “Fuori per il Cash”, la “battle di freestyle” che si distingue nel panorama delle competizioni italiane “per il suo spirito informale e la sua filosofia inclusiva”. Mastafive aprirà anche la giornata di sabato con un “talk” da lui stesso guidato e che approfondirà il tema dell’incontro tra “rap” e “poesia”, esplorandone connessioni e significati.

Oltre agli eventi dedicati alla musica, “CHIERI SUNSET VOICES” si arricchirà anche della collaborazione delle “Associazioni Giovanili” del territorio, che proporranno attività e giochi per tutti, trasformando il parco in uno spazio di vera partecipazione.

Nelle giornate del festival è inoltre previsto un “mercatino” realizzato in collaborazione con “ExMarket”, un progetto di valorizzazione di artigiani e artisti del territorio. A completare l’offerta, punti ristoro a disposizione del pubblico.

G.m.

Nelle foto: Locandina “CHIERI SUNSET VOICE”; assessora Vittoria Moglia; Murubutu (Ph. Francesca Burrani)

Passa la delibera “vuoti a rendere”, ma le case sfitte non saranno requisite

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Esaurita la discussione nelle scorse riunioni, nella seduta di ieri il Consiglio Comunale di Torino ha approvato unadeliberazione di iniziativa popolare sul diritto alla casa, presentata in aula dalla presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo.

Il documento è stato approvato con 22 voti favorevoli (M5S, PD, Sinistra Ecologista, Torino Domani) e 8 contrari (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Torino Bellissima, +Europa, Radicali Italiani).

La Sala Rossa ha approvato alcuni emendamenti proposti da Claudio Cerrato (PD) e Sara Diena(Sinistra Ecologista) che hanno modificato il testo iniziale della deliberazione di iniziativa popolare. In particolare, è stato eliminato il ricorso all’istituto della requisizione con riguardo a beni in proprietà di persone fisiche o enti qualificabili come “grandi proprietari” in stato di ingiustificato abbandono e quello al censimento dello stato di utilizzo del patrimonio edilizio cittadino, di proprietà pubblica e privata, al fine di verificare la presenza di alloggi in stato di abbandono da oltre due anni.

Un emendamento ha anche modificato l’oggettodel documento “Nuove tutele per il diritto alla casa – censimento e restituzione alla Città di alloggi in stato di non uso”) in “Nuove misure per il diritto alla casa e all’abitare – stima e riutilizzo di alloggi vuoti o inutilizzati”.

La deliberazione approvata con gli emendamenti dà mandato al sindaco Stefano Lo Russo e alla Giunta Comunale di attuare una “moratoria” sui piani di alienazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica ubicati nel Comune di Torino e di continuare con l’attività di ricognizione del patrimonio pubblico, così da individuare soluzioni per fronteggiare l’emergenza abitativa.

Chiede altresì di effettuare una “stima” in tempi celeri dello stato di utilizzo del patrimonio edilizio cittadino, di proprietà pubblica e privata, al fine di verificare la presenza di unità abitative in condizioni di non utilizzo, e di attivarsi presso enti titolari di proprietà abitative non locate per promuovere una proposta di uso del bene e per proporre la destinazione delle medesime al mercato delle locazioni convenzionate per favorire la negoziazione di contratti di locazione a canone calmierato in attuazione dell’accordo territoriale.

La deliberazione chiede di rafforzare, anche mediante la destinazione di idonee risorse e personale, l’agenzia Locare, al fine di far sì che gli immobili inutilizzati, anzitutto di grandi proprietari (e, in prospettiva, anche di piccoli proprietari), possano essere reimmessi sul mercato con canone concordato, con la possibilità di fornire idonee garanzie pubbliche.

Inoltre, prevede, in occasione della redazione del nuovo Regolamento edilizio comunale, l’inserimento di strumenti innovativi atti a disincentivare e “contrastare le conseguenze del perdurante e ingiustificato inutilizzo di proprietà immobiliari non locate, in riferimento al superiore interesse pubblico”.

Spunta un nuovo testamento di Gianni Agnelli

Ieri si è appreso che un nuovo testamento di Gianni Agnelli, risalente al 1998, ad oggi inedito, è stato depositato  in tribunale a Torino. È stato consegnato ai giudici dagli avvocati  di Margherita Agnelli, la figlia dell’avvocato, nell’ambito della causa civile che la vede opposta ai figli John, Lapo e Ginevra Elkann.

“L’interminabile ’68 – un punto di vista cattolico”

Incontro con l’autore Giancarlo Cesana giovedì 2 ottobre presso il teatro San Giuseppe di Torino

Giovedì 2 ottobre, alle ore 21.25 presso il teatro San Giuseppe di Torino, in via Doria 18, organizzato dal Centro Culturale Pier Giorgio Frassati, l’associazione Nuova Generazione, Associazione Esserci e People, verrà presentato il libro di Giancarlo Cesana “L’interminabile ’68 – un punto di vista cattolico”.

L’autore dialogherà con Claudio Artusi e Riccardo Rossotto.

Giancarlo Cesana, nel libro, che reca la prefazione di Giuliano Ferrara (edizioni Liberi Libri, 2025) si interroga su come sia cambiata la nostra società negli ultimi decenni, e come abbia influito sulla sua struttura il radicale abbandono nel Cristianesimo. La scomparsa della religione cattolica dal cuore e dalla mente delle persone, è un fenomeno storico di straordinaria importanza secondo l’autore, così poco indagato nelle sue conseguenze sociali, politiche e morali. Cesana si interroga su questo fenomeno con lucidità e spregiudicatezza, guardando agli ultimi sessant’anni di storia del nostro Paese, che l’hanno visto in prima fila in molti eventi importanti, da una prospettiva sempre più minoritaria, e per questo originale, degna di riflessione.

Mara Martellotta

Al Museo Miit la personale di Sergio Cavallerin

“La disseminazione del segno”, dove a regnare sono i polimeri

Il Museo MIIT, diretto da Guido Folco e sito in corso Cairoli 4, sino al 15 ottobre 2025, ospiterà la mostra “Sergio Cavallerin. La disseminazione del segno” di un artista grande interprete della cultura creativa italiana e internazionale. Poliedrico, ironico, vulcanico, il maestro Sergio Cavallerin ha fatto della professionalità, del rigore la sua cifra stilistica primaria, eccellendo in ogni ambito artistico in un si è impegnato, dal fumetto alla grafica, dell’illustrazione alla pubblicità, fino alla pittura. In mostra sono esposte opere della famosa serie Polimeri,lavori pittorici, creativi e originalissimi, con un’importante valenza ideale. Qui l’artista sperimenta effetti ottici in una declinazione dello spazio abitato da reiterate presenze di personaggi dell’immaginario collettivo, in cui all’improvviso spunta un ospite da scoprire. Sembra quasi che l’autore abbia voluto provocare l’osservatore e la sua spesso distratta fruizione dell’opera d’arte coinvolgendo in un gioco-dialogo di un percorso visivo e mentale. Non tutta l’arte è uguale, sembra volerci dire il Maestro, e deve essere scoperta nel dettaglio per poterne assaporare fino in fondo l’alchimia e la bellezza. Le opere, definite dall’artista Polimeri, riprendono il senso insito nella parola, una ripetizione continua di presenze ed elementi più piccoli uniti attraverso legami indissolubili. Una sorta di simbolica e concettuale visione della società odierna, perennemente interconnessa, in cui ogni elemento si fonde con il tutto.

Ogni polimero di Cavallerin si distingue per una domanda, la cui risposta allude al gioco. Se ci troviamo in un polimero con dei palloni, ci viene chiesto di trovare l’arbitro. Su uno con delle faci su fondo rosso, ci viene chiesto di trovare il martello; se ci troviamo in un altro polimero con degli spinaci, si chiederà di trovare Braccio di Ferro. Ogni polimero è un’opera d’arte, stimolando una riflessione ben oltre la superficie, perché l’artista vuole portarci dentro il senso nascosto dell’enigma. La vera opera non è il quadro in sé, ma il rebus celato dietro la domanda, rivelandosi nel piccolo elemento della risposta, che il fruitore dovrà rielaborare nel senso. Prendiamo il polimero che ci chiede dove sia la mosca bianca, che rappresenta un modo di dire per sottolineare una rarità. La mosca bianca non esiste se non nell’immaginario metaforico, ma diventa simbolo delle cose rare e preziose, come le risposte create da Cavallerin, perché non dipinte ma realizzate su metalli pregiati, oro bianco e argento, da lui stesso disegnate, ritagliate e applicate sulla tela come un diadema incastonato su un qualsiasi oggetto al fine di definire una maggiore pregevolezza e unicità.

Secondo il critico Andrea Baffoni, si tratta dell’inedito regno della Pop Alchimia, qualcosa di mai sperimentato prima e con cui riflettere il senso di entropia contemporanea, un linguaggio dal risvolto esistenziale in cui la centralità è incarnata dalla risposta, in virtù della sua realizzazione in metallo raro. Ogni polimero diventa spazio di indagine individuale e real, un personale cammino iniziatico per arrivare a u a verità che, di fatto, rappresenta il raggiungimento della consapevolezza. I Polimeri di Cavallerin rappresentano personaggi letterari amati e conosciuti da tutti, come Pinocchio e Geppetto, elementi naturali come il Sole e la Luna, simbolo degli opposti e delle energie esistenziali che si completano, animali ripetuti come la mosca, ma con una speranza di cambiamento ideale alla ricerca del loro sempre più raro mutamento.

“Nell’arte di Cavallerin – spiega il direttore del Miit Guido Folco, curatore della mostra – l’aspetto comunicativo passa anche attraverso i cromatismi vibranti e accesi di luce, dal rosso al giallo, dal verde all’arancio, creando un impatto visivo potente, elemento impresso nell’osservatore, come uno spot che lancia un messaggio sempre diverso, ma sempre condiviso dai fruitori dell’opera. Cavallerin è riuscito nell’impresa di raccontare il mondo a modo suo, trasversale alle mode del momento con uno stile definito e maturo, catturando l’attenzione del pubblico attraverso un linguaggio accessibile e diretto, coinvolgente e, contemporaneamente, stimolante”.

Mara Martellotta