ilTorinese

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Finalmente Santo – D’Alema cinese – La cultura tra Liguria e Piemonte – Lettere

Finalmente Santo
Il Papa Leone XIV proclamerà oggi santo Pier Giorgio Frassati (nella foto di copertina),  figlio del senatore giolittiano Alfredo,  forse in odore di massoneria , ma sicuramente laicissimo e quasi incapace di comprendere a pieno la santità di suo figlio che pure viveva nella sua stessa casa di Corso Galileo Ferraris e nella villa materna di Pollone. Ho letto con interesse un bell’articolo dell’amico Bruno Quaranta che, ricordando il giovane Frassati, lo collega idealmente a Gobetti per il comune antifascismo. E’ certo che Sturzo scrisse per Gobetti ed è certo che Frassati sia stato iscritto al partito popolare di Don Sturzo ,ma stento a vedere altre affinità perché Frassati era uomo di fede , portato ad esempio dai suoi professori gesuiti del “Sociale“. E’ una fede totale, direi assoluta come una volta la definì la sorella Luciana che io conobbi e i cui libri tanto hanno aiutato a far conoscere il fratello,  che ebbe una lunga e travagliata causa di beatificazione. Tante volte uno dei miei più cari ed autorevoli amici, Jas Gawronski ,mi ha parlato dello straordinario zio. Si ricordava anche Papa Francesco di Frassati perché suo padre era nell’Azione Cattolica torinese insieme a Pier Giorgio. Non vedo affinità politiche tra i due torinesi e anche affinità intellettuali perché Gobetti, oltre ad essere un agitatore politico (oggi si definirebbe un  attivista), era un uomo di cultura e un editore, mentre Frassati si era iscritto al Politecnico ad ingegneria mineraria per poter aiutare in concreto una delle categorie di operai più disagiata, quella appunto dei minatori.
Difficile appaiare insieme il figlio di un droghiere e il figlio di un grande imprenditore di successo. Appartenevano a due Torino diversissime, se non addirittura antitetiche. Forse l’unica cosa che potrebbe apparentemente accomunarli è l’allontanarsi dal liberalismo paterno del santo per il popolarismo e l’allontanarsi dal liberalismo confuso  per un rapporto sempre più stretto con Gramsci e i comunisti da parte  di Gobetti che fu ferocemente antigiolittiano. Einaudi scrisse che Gobetti faceva l’amore con i comunisti. Ritengo che si possa dire con certezza storica che Frassati non abbia mai avuto ubriacature ideologiche per la rivoluzione bolscevica che Gobetti considerò liberale. Il cristianesimo integrale di Frassati non poteva neppure lontanamente confondere il pensiero sociale della Chiesa con cedimenti verso il comunismo del biennio rosso torinese. Il suo amore cristiano senza confini  era l’esatto opposto dell’odio di classe.  Mi è molto piaciuta la biografia di Frassati pubblicata nel 2025  da  Luca Rolandi  che  va oltre a quella del ciellino don Primo Soldi. Si può dissentire da alcune sue affermazioni ,ma non si può non cogliere  il valore storico innovativo dell’opera.
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D’Alema cinese
Per una volta sono d’accordo con Carlo Calenda che ha definito una “schifezza al livello di Salvini” l’apparizione di D’Alema in piazza Tien Ammen (quella dei massacri di studenti!) insieme al leader cinese, a Putin, Kim Jong Un. L’ex premier italiano ha motivato la sua presenza in Cina come un auspicio di pace.
Conobbi D’Alema quando moderai alla Festa dell’”Avanti !“ un dibattito tra lui e Giuliano Amato. Debbo confessare che sotto sotto parteggiavo per Amato, ma dovetti  constatare che l’abilità dialettica del leader comunista si rivelò molto superiore. Fu poi un deludente segretario di partito e un presidente del Consiglio che preparò la strada per il ritorno di Berlusconi. Poi venne rottamato da Renzi e non riuscì più a rimontare la china del tramonto. Qualche volta se ne esce fuori con dichiarazioni balzane e neppure più il suo vino e le sue scarpe fatte su misura hanno  un grande interesse. Il fatto di essere andato in Cina a perorare la pace, appare davvero come la fine politica  di un uomo anziano che non “va in Cina per affari di famiglia “,come diceva una vecchia canzoncina, ma per motivi internazionali. Incredibile.
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La cultura tra Liguria e Piemonte
 Con un’amministrazione civica come quella di Sanremo che è molto faziosa non solo  nelle sue scelte culturali, la stagione di conferenze del Casinò potrebbe essere una forma di  sicuro bilanciamento, anche se  essa si macchiò dell’infamia  di aver invitato  il “conte“ Licio Gelli, capo della loggia coperta P2, losco affarista e mandante di stragi che hanno  cercato di minare la Repubblica, come quella infame della stazione di Bologna. Il bassissimo livello anche quest’anno degli invitati a parlare  che appaiono inamovibili e sono  frutto di scelte discrezionali molto  superficiali e stantie , minano la credibilità dell’evento sanremese. Una piccola – fisicamente molto esile – professoressa che insegna a Sanremo -anche con la scusa del Premio Strega, di cui si ritiene “esclusivista“ nel Ponente ligure, è un altro protagonista, egocentrica e faziosa, della piazza sanremese dove ha invitato in pompa magna- udite udite!- Scurati. Per non parlare dell’ Istituto internazionale di studi liguri di Bordighera, la nobile e importante creazione di Lamboglia e Costa,  succubo delle scelte sinistre di una sua animatrice. Il Ponente è davvero malmesso, se aggiungiamo che  ad Alassio hanno portato in trionfo il faziosissimo conduttore di “Report “e hanno rimesso in circolazione un vecchio giornalista e piccolo scrittore, quintessenza della bolsa retorica  che De De Felice chiamava  vulgata.
Antica veduta di Genova

 

Quando a Torino ci si lamenta di circoli e circoletti che si sono impossessati del Salone (sedicente) internazionale del Libro, non ci rendiamo conto di cosa succede nella vicina Liguria che non è più  quella di Montale, Sbarbaro, Calvino, Seborga, Betocchi , ma è quella dei nipotini mediocrissimi di Nico Orengo, specializzato nelle acciughe fritte.  Nel Ponente esiste ad Andora un luogo straordinario nello storico Palazzo Tagliaferro  – un vero  Pireo di libere idee -, esistono biblioteche come quella di Laigueglia e fondazioni importanti come la Oddi di Albenga. Ma esse sono l’eccezione che conferma la regola , se per trovare un luogo aperto al dibattito vero  bisogna rivolgersi al parco della clinica San Michele  di Albenga dove un uomo di scienza e cultura promuove “cultura e garantisce salute “ in una forma moderna di “mens sana in corpore sano“ che droghe e psicofarmaci di tanti cosiddetti intellettuali hanno reso una frase latina priva di significato. La cultura da  assessorato ,come definii quella del settario Giorgio  Balmas, primo amministratore comunista – neppure laureato- dedito a partire dal 1975  per un intero decennio   ad egemonizzare la cultura torinese, appiattendola sul gramscismo, in fondo è rimasta un esempio, con la differenza che Balmas, senza studi regolari in campo musicale, come più volte ebbe a sottolineare Massimo Mila,inventò “Settembre musica”, oggi diventato Mito che privilegia Milano e mette in ombra Torino. L’assessora odierna Purchia, che proviene dal San Carlo di Napoli, si è rivelata poco adeguata e fa quasi rimpiangere il limitatissimo Fiorenzo Alfieri molto attivo soprattutto quando era affiancato dal capo gabinetto del Sindaco Cigliuti  che lo corresse più volte. Purchia è una specie di araba fenice introvabile, se non vogliamo ripetere i vetusti versi del Marino. Non usa neppure rispondere alle lettere e non interviene  nelle manifestazioni ufficiali in cui nella Sala Rossa si ricorda Valdo Fusi che forse per lei è un signor nessuno.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
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Emilio Fede
Mi sembra incredibile lo spazio dedicato ad Emilio Fede in occasione della sua morte. L’uomo e il giornalista non lo meritavano.  Filippo Ferro

Condivido il suo giudizio. Il suo fu un giornalismo caricaturale che adesso viene ricordato con grandi articoli da giornali avversari. Hanno ragione ad elogiarlo perché ha contribuito all’insuccesso di Silvio Berlusconi nel modo peggiore, cioè ostentando un fanatismo settario che finiva nel ridicolo. Fu un intrattenitore televisivo come Funari, quasi mai un giornalista. In Rai ebbe la carriera spianata dal suocero vicepresidente Rai a vita Italo De Feo. Il vizio del giuoco fu un altro dei suoi limiti. Imploriamo anche per lui la pace cristiana, ma la sua figura dimostra che Tolstoj quando sosteneva che tutti i morti sono belli, sbagliava. La sua tragica fine a 94 anni in una Rsu suscita pena , ma non puo’ giustificare gli elogi . Berlusconi subì un grave danno da un palafreniere così  imbarazzante.

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La farsa di Racconigi
Era previsto un piccolo convegno a Racconigi, dove nacque nel 1904, su “Umberto di Savoia luogotenente del Regno”. Dovevano partecipare il principe Emanuele Filiberto e lo storico saluzzese Mola. Sulla locandina è apparso per il principe  l’appellativo di “capo della Casa di Savoia” che ha provocato l’immediata rinuncia dell’ottuagenario Mola che parteggia per gli Aosta. Aveva ragione Lei a dire che si tratta di un’operetta, non certo morale come quelle di Leopardi, ma di  uno spettacolo di vedove allegre e conti di Lussemburgo  in voga nella Belle Epoque. Giulio Quaglia


La notizia non merita attenzione. C’è da stupirsi che il Comune di Racconigi si lasci intrappolare in questioni del tutto irrilevanti.  La nobile figura di Re Umberto II che io ricordai a Racconigi nel 2023, deve restare fuori dalle beghe che definire dinastiche appare fin troppo generoso.

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La ferrovia nel Ponente: no al raddoppio!

I lavori per raddoppiare la ferrovia litoranea nel Ponente sembra che stiano per riprendere perché Salvini ha fatto un’altra scelta sbagliata, in questo caso seguendo i suoi predecessori . Arretrare a monte la ferrovia ,eliminando le attuali stazioni nel centro delle città, è un gravissimo errore che penalizzerà la ferrovia e incentiverà l’auto. So che lei da anni si batte contro il raddoppio fatto a spese degli utenti!  Raffaele Delfino

Concordo con lei: una scelta scellerata che ha danneggiato le località già interessate dal raddoppio. Andare in treno a Sanremo è un problema perché la stazione è totalmente periferica quasi fosse un aeroporto. Il raddoppio tra Finale Ligure e Andora avrà un impatto ancora peggiore. La tratta di 32 chilometri sarà in galleria per 25.  Il risparmio di tempo previsto tra Genova e Ventimiglia è di circa mezz’ora, un vantaggio poco significativo. Ovviamente il percorso in galleria annullerebbe la possibilità di vedere i paesaggi e il mare liguri. Sparirebbero del tutto le stazioni  di Laigueglia, Ceriale e Borgio. Andrebbero molto lontano dal centro quella di Albenga  e le fermate (senza più stazione) di Loano, (a 5 chilometri dal centro !) e Pietra, per non parlare della sotterranea di Alassio
Un’alternativa al progetto fatto proprio da Salvini c’è ed è quella di correggere e modernizzare l’attuale linea togliendo molti passaggi a livello senza stravolgere i territori e i servizi.  Già oggi è ben visibile il calo di utenza nella parte della linea raddoppiata e il disagio che ha provocato. Addirittura il valore degli immobili è stato modificato da un raddoppio che ha favorito le piste ciclabili nate sulla ex ferrovia, ma non ha soddisfatto le esigenze di residenti e turisti. I lavori dovrebbero partire alla fine del 2026. Va tutto rivisto nell’interesse della Liguria e dei cittadini. Il nuovo presidente della Liguria, che non è un politicante ma un uomo del fare, deve intervenire al più presto.

Campo Canavese. Inaugurato il MiACC, Museo Identitario all’Aperto

“Il Canavese ha ancora molto da raccontare, e iniziative come questa ci ricordano che custodire il passato è il modo migliore per costruire il futuro.”

Con queste parole il Consigliere regionale Sergio Bartoli, Presidente della V Commissione Ambiente, ha sottolineato l’importanza dell’inaugurazione del MiACC – Museo Identitario all’Aperto di Campo Canavese, svoltasi questa mattina a Campo, frazione di Castellamonte.

Un progetto culturale di grande valore per la valorizzazione del Canavese, capace di unire memoria, identità e prospettiva futura.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e istituzionali, insieme ai cittadini, ai volontari e agli artisti coinvolti. Presenti anche il Sindaco di Castellamonte Pasquale Mario Mazza e l’Amministrazione comunale, che hanno sostenuto con impegno l’iniziativa.

Bartoli ha voluto esprimere il suo ringraziamento:

“Campo è un punto di riferimento per la valorizzazione culturale del nostro territorio. Partecipare all’inaugurazione del MiACC è stato per me un momento di grande emozione e di vicinanza con una comunità che custodisce radici profonde. Un sincero grazie al Sindaco, all’Amministrazione comunale, ai volontari, agli organizzatori e agli artisti Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn, che hanno saputo trasformare un’idea in una straordinaria opera collettiva.”

L’inaugurazione del MiACC rappresenta un passo significativo per la promozione culturale del Canavese, dimostrando come la collaborazione tra comunità e istituzioni possa dare vita a progetti di forte impatto.

Ecco come sarà il nuovo mercato di piazza Benefica

L’intervento sul mercato di piazza Benefica si inserisce in un ampio quadro di riqualificazione dei mercati cittadini, tra i quali Porta Palazzo, Racconigi, Brunelleschi, Porpora, Madama Cristina, Sebastopoli e, nei prossimi giorni, il mercato coperto di via delle Verbene nel quartiere Vallette.

Si prepara ad un importante progetto di riqualificazione il mercato del giardino Luigi Martini, più noto come mercato di piazza Benefica. Il programma dei lavori, che partiranno lunedì 8 settembre, si svilupperà nel corso di circa un anno. Prevede il rifacimento delle pavimentazioni, la realizzazione di una nuova rete di adduzione idrica per i banchi alimentari, la revisione dell’impianto reflui e allaccio alla rete fognaria, l’installazione di un moderno impianto elettrico interrato e il rinnovo delle 56 aiuole alberate. Poi seguirà,  in collaborazione con la divisione Verde pubblico cittadino, la ripiantumazione degli alberi mancanti.
Il cantiere verrà attuato e le opere realizzate senza interrompere la continuità del mercato. Sarà articolato in nove fasi successive,  ciascuna della durata di 45 giorni. Le prime due fasi interesseranno i banchi su via Principi d’Acaja, i banchi e i parcheggi pertinenziali temporaneamente coinvolti, 12 per ciascuna delle due fasi, saranno spostati alcuni all’interno dell’area mercatale, altri in via Susa, nel tratto tra via Principe d’Acaja e via Palmieri, che durante gli orari di mercato (5.30-15  dal lunedì al venerdì  e 5.30-16.30 nei giorni prefestivi) resterà chiuso al traffico. In questo modo sarà sempre garantita l’attività di vendita e l’offerta commerciale rimarrà pienamente disponibile con il minimo dei disagi per gli operatori  e per i cittadini.

“ Con questo intervento – dichiara l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – la Città investe  su uno dei mercati più importanti e identitari di Torino, riconoscendone il valore non solo commerciale, ma anche sociale e culturale. La scelta di suddividere i lavori in nove fasi risponde alla volontà di coniugare un cantiere complesso con l’esigenza di tutelare gli operatori, garantendo ai cittadini la continuità di un servizio essenziale. Piazza Benefica continuerà a vivere ogni giorno, mentre si rinnova per offrire uno spazio ancora più accogliente e qualificato”.
L’intervento sul mercato di piazza Benefica si inserisce in un più ampio quadro di riqualificazione dei mercati cittadini, quali Porta Palazzo, Racconigi, Brunelleschi,  Porpora e Madama Cristina, Sebastopoli e, dai prossimi giorni, il mercato coperto di via delle Verbene nel quartiere Vallette.

Mara Martellotta

 

“La postura del consenso”, torna il festival femminista del CAP10100

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Dal 20 al 21 settembre e dal 26 al 28 settembre 

Ingresso con tessera ARCI

SCOPRI IL PROGRAMMA

Torino, 4 settembre – “Tutte le direzioni” è il claim della sesta edizione de La Postura del Consenso, il festival femminista ideato e promosso dall’Associazione Teatrale Orfeo – CAP10100 che intreccia musica, arti performative, ricerca e attivismo e che quest’anno si terrà dal 26 al 28 settembre,anticipato da un weekend inaugurale il 20 e 21 settembre.

Tutte le direzioni è un attraversamento collettivo delle frontiere del genere, della classe, della norma. Un intreccio di lotte che si muovono insieme, divergono, si contaminano, si immischiano. Non una via unica, ma spazi aperti in cui ogni corpo possa librarsi.

Ad aprire il festival, il live di Coca Puma – sabato 20 settembre – a cui segue il giorno dopo il Gran Galà della Cricca delle Drag Queen. Ma tra i nomi della nuova musica italiana che suoneranno al festival c’è anche quello di BLUEM, in concerto sabato 27 settembre.

Il programma del festival ospita inoltre diversi spettacoli e performance come “TEKKEN DRAMA” di Francesca Becchetti o la performance itinerante “DRAPES” a cura de Le Scapigliate.

Grandi ospiti dell’edizione 2025, Sarah Malnerich e Francesca Fiore meglio conosciute come “Mamma di merda” e Le Eterobasiche, per la prima volta sul palco del CAP10100.

Non mancheranno poi momenti di attivismo laboratoriale come il workshop di ceramica “La Ciotola Transfemminista” a cura di Pottery Lab o il laboratorio teatrale sul consenso a cura di Francesca Becchetti.

Moltissimi sono i temi che la sesta edizione intende sollevare senza limiti e tabù: medicina e prospettiva di genere; porno e consenso; materie Stem; social network e tanto altro.

Il festival si chiude domenica 28 settembre con una Merenda Sinoira Sociale a cui sono tuttə invitatə a partecipare!

In occasione della VI edizione, la location delfestival si allarga a una nuova sede – Spazio Baôm, presso il Cortile del Maglio – che insieme al CAP10100  – ospiterà talk, laboratori e performance come l’intrvento su porno e consenso a cura di Coppiabollente7o il talk sulle generazioni Stem.

Tra le novità di quest’anno, nell’edizione 2025 La Postura del Consenso si riconosce come esperienza associativa ARCI: un luogo comune e condiviso, in cui l’accesso agli eventi sarà tramite tesseramento.

La Postura del Consenso – Tutte le direzioni vuole essere uno spazio di resistenza, cura e immaginazione femminista. Un luogo dove l’arte incontra la ricerca scientifica e sociale, aprendo riflessioni sulla salute, i corpi e la rappresentazione delle soggettività nei media e nella vita quotidiana.

Il programma è il lavoro di una direzione artistica allargata, in gran parte under 30. Ognunə ha messo a disposizione il proprio vissuto e la propria sensibilità, intrecciandoli in un programma che ha come bussola il desiderio di far risuonare, forte e chiara, la lotta femminista.

Valentina Gallo, direttrice artistica del CAP10100: “Quest’anno La Postura del Consenso cresce e si radica in due luoghi diversi della città, grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo che ha reso il festival sempre più partecipativo. Vogliamo affermare il ruolo delle persone al di là delle gabbie di genere, come soggetti pensanti e agenti di trasformazione. Dalle STEM all’arte, dalla politica alla musica, costruiamo spazi di pensiero critico e di produzione culturale condivisa. Il nostro obiettivo è chiaro: contrastare sessismo, patriarcato e oggettivazione dei corpi, generando comunità inclusive e libere”

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La Postura del Consenso è ideato e prodotto da Associazione Teatrale Orfeo – CAP10100, con il sostengo di Fondazione Compagnia di San Paolo. Il festival è realizzato nell’ambito del bando “Torino che Cultura” e inserito nella programmazione sostenuta dal Fondo unico per lo spettacolo del Ministero della cultura.

“La Bottega dei giovani artisti/ Spazio Baôm” è un progetto della Città di Torino – Torino Creativa, nell’ambito del bando Anci per l’assegnazione di spazi/immobili pubblici a giovani under 35 per la realizzazione di progetti innovativi, con il contributo del Dipartimento Anci per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, a valere sul “fondo politiche giovanili – anno 2022.

Io Barolo

Io, Barolo 2025: un viaggio enologico nel cuore delle Langhe
Sabato 13 settembre 2025, dalle 16.00 alle 21.3036 produttori di Barolo guideranno i partecipanti in un affascinante percorso enologico nel suggestivo borgo di Roddi (CN).

La degustazione itinerante prenderà il via da Piazza Umberto I e culminerà nel suggestivo giardino del castello, da cui si gode un panorama mozzafiato sui vigneti e le colline, patrimonio UNESCO, che circondano il cuore dell’area di produzione del Barolo. Qui, appassionati e intenditori avranno l’opportunità di assaggiare una vasta gamma di cru e annate differenti di Barolo, oltre ad altri pregiati vini del territorio.
Come partecipare all’evento
L’accesso a Io, Barolo è libero e aperto a tutti. Per assaggiare i vini si potrà acquistare un pass degustazione al costo di 35,00 € in prevendita online, oppure 38,00 € in loco (soggetta a disponibilità), che consente di degustare i vini di tutti i produttori presenti. Ogni partecipante riceverà un calice da portare a casa come ricordo della serata e un coupon che gli consentirà di effettuare la visita a una delle cantine presenti all’evento con uno sconto del 10% su eventuali acquisti.

Ai cittadini residenti a Roddi è riservato uno sconto speciale di 15,00  sul costo del pass degustazione.
ACQUISTA IL PASS DEGUSTAZIONE
Esperienze esclusive e approfondimenti
La giornata sarà arricchita da appuntamenti speciali:
• Salotto-degustazione “Intrecci. Donne, Vite, Barolo” (15.00 – 16.00): imperdibile anteprima all’interno del Castello di Roddirecentemente restaurato. Un incontro tra racconto e degustazione. Un breve interludio teatrale a cura di Chiara Buratti, che introduce il suo dialogo con due giovani produttrici di BaroloFrancesca Argamante, cantina Podere Ruggeri Corsini e Sara Moscone, cantina Moscone.
Storie di passione, visione e radici da ascoltare e da assaporare nel calice con la degustazione di due vini non presenti in evento: Barolo Docg Bricco San Pietro 2021, Podere Ruggeri Corsini e Barolo Docg Bussia 2017, Moscone.
L’incontro avrà un taglio originale, grazie alla conduzione dell’attrice Chiara Buratti, volto noto del teatro e della televisione, con una lunga esperienza tra palcoscenico e media, che ha spesso portato in scena format che fondono narrazione e racconto del territorio. Il costo extra è di 12,00 € a persona.
• Visite guidate al Castello di Roddi (17.00 – 20.00): saranno organizzati 4 turni di visita per ammirare le sale restaurate, le storiche cucine cinquecentesche e il nucleo medievale del castello. Il costo extra è di 6,00 € a persona.
Sapori e tradizioni locali
Non mancherà l’offerta gastronomica, con stand dei produttori associati alla Strada del Barolo.
Per informazioni scrivere a comunicazione@stradadelbarolo.it
PRODUTTORI DI BAROLO PRESENTI:
Bosco Pierangelo, La Morra (CN)
Bric Cenciurio, Barolo (CN)
Casa Baricalino, Novello (CN)
Casa E. di Mirafiore, Serralunga d’Alba (CN)
Cascina Mucci, Roddino (CN)
Costa di Bussia – Tenuta Arnulfo, Monforte d’Alba (CN)
Diego Morra, Verduno (CN)
Dosio Vigneti, La Morra (CN)
Fontanafredda, Serralunga d’Alba (CN)
10 Franco Conterno, Monforte d’Alba (CN)
11 Gigi Rosso, Castiglione Falletto (CN)
12 I Brè, Verduno (CN)
13 Josetta Saffirio, Monforte d’Alba (CN)
14 La Biòca, Serralunga d’Alba (CN)
15 L”Astemia, Barolo (CN)
16 Le Strette, Novello (CN)
17 Marrone, La Morra (CN)
18 Moscone, La Morra (CN)
19 Olivero Mario, Roddi (CN)
20 Podere Gagliassi, Monforte d’Alba (CN)
21 Podere Ruggeri Corsini, Monforte d’Alba (CN)
22 Rizieri, Diano d’Alba (CN)
23 Rocche Costamagna, La Morra (CN)
24 Savigliano Fratelli, Diano d’Alba (CN)
25 Terre del Barolo, Castiglione Falletto (CN)
26 Vietti, Castiglione Falletto (CN)
BANCO D’ASSAGGIO DEL BAROLO:
Amalia Cascina in Langa, Monforte d’Alba (CN)
Aurelio Settimo, La Morra (CN)
Borgogno Francesco, Barolo (CN)
Broccardo, Monforte d’Alba (CN)
Cadia, Roddi (CN)
Cascina Sòt, Monforte d’Alba (CN)
Famiglia Anselma, Barolo (CN)
Fratelli Serio & Battista Borgogno, Barolo (CN)
Giovanni Rosso, Serralunga d’Alba (CN)
10 Negretti, La Morra (CN)
STREET FOOD:
Beppino Occelli, Farigliano (CN)
Cascina Buschea, Rodello (CN)
Ciabot del Cua, Bosia (CN)
Fork in Travel, Acqui Terme (AL)
Golosalba, Diano d’Alba (CN)
L’Ora Giusta – Bistrot in Langa, Roddi (CN)
Mencos Brothers, Santo Stefano Belbo (CN)
Mosto Ardente, Castellino Tanaro (CN)
Salumificio Benese, Bene Vagienna (CN)
Alla prossima !
LUCA GANDIN

Auto in fiamme sulla Torino – Milano

Nei giorni scorsi i Vigili del Fuoco della Centrale di Novara sono intervenuti sull’autostrada A4 Torino-Milano in direzione del capoluogo lombardo per l’incendio di un’auto nella corsia d’emergenza.L’intervento dei Vigili del Fuoco ha consentito messa in sicurezza dell’area.

Bartoli (Azione): “Sicurezza e sviluppo del territorio, sfide decisive per Torino e per il Piemonte”

 

Torino, 6 settembre 2025 – Nel corso della seduta del Consiglio Direttivo Regionale di Azione, il Consigliere Regionale Sergio Bartoli ha portato il proprio saluto ai lavori, ringraziando il Presidente regionale Giovanni Barosini, la Segretaria regionale On. Daniela Ruffino, tutti i segretari provinciali e gli azionisti presenti.

“Ci aspettano sfide decisive per Torino e per tutto il Piemonte – ha dichiarato Bartoli – dallo sviluppo economico dei territori alla tutela della sicurezza. Mai come in questi giorni sto ricevendo segnalazioni da cittadini che vivono nei quartieri in maggiore difficoltà: la sicurezza non è un concetto astratto, ma il presupposto per la libertà e la qualità della vita di ciascuno di noi.”

Bartoli ha quindi sottolineato l’importanza di un impegno corale, capace di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, rafforzando la presenza di Azione sul territorio piemontese.

Commemorazione dell’Assedio di Torino del 1706 con il Gruppo Storico Pietro Micca

Sabato 6 settembre si festeggia la liberazione di Torino dall’assedio del 1706. La data simbolo della vittoria sui Francesi rimane il 7 settembre, quando i Sabaudi riuscirono, dopo quattro mesi di sacrifici e l’episodio del 30 agosto,  in cui la leggendaria esplosione fece perdere la vita a  Pietro Micca, a vincere la guerra di successione spagnola. Furono 117 giorni di resistenza per Torino nel 1706, fino a quando  l’armata di soccorso , comandata dal principe Eugenio di Sassonia Soissons, costrinse le truppe francesi a ritirarsi. Vi fu una battaglia decisiva, combattuta tra i fiumi Dora e Stura, nella zona corrispondente oggi a Borgo Vittoria, il cui nome ricorda quell’importante giornata.
Tanti furono i soldati che si distinsero nell’assedio. Il ricordo va a Pietro Micca della Compagnia Minatori della Battaglione d’Artiglieria che, nella notte tra il 29 e il 30 agosto, fermò una pericolosa infiltrazione di Francesi nella Cittadella.
Nel giorno del 6 settembre fondamentali per Torino sono le rievocazioni storiche del Gruppo Pietro MIcca, ma anche l’apertura straordinaria del  Museo Pietro Micca, con visite guidate prenotabili al numero 01101167580 oppure via mail alla mail museopietromicca@comune.torino.it
È anche gratuito l’ingresso al Revellino e al Museo Storico Nazionale di Artiglieria, senza obbligo di prenotazione con visite guidate.

Mara Martellotta

Superati i 100mila esami medici extraorario serali e nei weekend

 CON 4 MESI DI ANTICIPO

«Con 4 mesi di anticipo, al 31 agosto abbiamo raggiunto e superato le 100.000 prestazioni extra-orario, alla sera e nei fine settimana. Era l’obiettivo che ci eravamo dati per il 2025 e averlo conseguito così rapidamente è davvero un fatto straordinario che ci induce a proseguire. Ancora una volta ringraziamo i professionisti e gli operatori del comparto sanitario che hanno dato la loro disponibilità e i cittadini che hanno apprezzato la novità e che hanno potuto effettuare visite ed esami nei fine settimana ed in orari serali»

Così il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi commentano il dato sulle prestazioni aggiuntive che la Regione ha avviato sul territorio a partire da fine febbraio.

«Anche nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto abbiamo avuto ottimo riscontro. La riduzione delle liste d’attesa è la priorità che abbiamo indicato ai direttori generali delle Asr, unitamente all’equilibrio dei conti che è il presupposto fondamentale per la sostenibilità del sistema sanitario regionale – sottolinea ancora Riboldi – La struttura dell’assessorato lavora ogni giorno, con le Aziende sanitarie, sul fronte del monitoraggio dei dati in tempo reale, con la Control room e il RUAS, Responsabile unico dell’assistenza sanitaria, figura di raccordo con l’Osservatorio nazionale».

Le prestazioni aggiuntive hanno permesso di riportate nell’alveo della sanità pubblica oltre 100.000 cittadini piemontesi in pochi mesi, potendo usufruire di visite e prestazioni che probabilmente non avrebbero effettuato per i precedenti tempi di attesa.

«Nei mesi estivi ci siamo focalizzati su alcuni tipi di prestazioni, quelli maggiormente critici. Ora proseguiamo in questa direzione, con l’obiettivo di ridurre ancora le liste d’attesa e tornare ai livelli pre-Covid» afferma in chiusura Riboldi.

I NUMERI DEL PIANO DELLE PRESTAZIONI AGGIUNTIVE

Dal 22 febbraio al 31 agosto sono state 110.000 le prestazioni extra orario già effettuata dalle Aziende sanitarie che hanno avviato il programma.

In allegato, la tabella con le prestazioni extra orario suddivise per Azienda sanitaria.