La manifestazione in ricordo di Marcello Soleri alla Provincia di Cuneo con gli studenti delle scuole superiori della Città. Con Ivana Casale, Olimpia Soleri, Pier Franco Quaglieni e il presidente del Memoriale degli Alpini in Russia. Un incontro storico che ha unito giovani di scuole diverse nel ricordo dello Statista liberale morto 80 anni fa.

Dal 27 settembre 2025 al primo febbraio 2026 la Reggia di Venaria si prepara ad accogliere negli spazi della Sala delle Arti al primo piano un’importante mostra dal titolo “Fernard Léger! Yves Klein, Niki de Saint Phalle, Keith Haring”, esposizione che mette in luce il legame tra Fernard Léger (1881-1955) e il movimento dei nuovi realisti, fino ad approdare alla pop art e alle successive avanguardie.
La Reggia di Venaria, dopo un triennio di collaborazioni con la Tate Gallery, rivolge ora il suo sguardo museale alla Francia, attraverso questa esposizione co-organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, insieme a Grand Palais RMN, ai Musées nationaux du XXe siècle des Alpes- Maritimes, in particolare al Musée d’Art Modern et d’Art Contemporaine (MAMAC) di Nizza, che si avvale della collaborazione di Manifesto Expo e MondoMostre.
A curare l’esposizione, costruita sulle collezioni dei musei francesi che hanno co-organizzato la mostra, è stata Anne Doppfer, direttrice dei Musei Nazionali del XX secolo delle Alpi Marittime, con la collaborazione di Rebecca François del MAMAC di Nizza e di Julie Gutierrez del Musée Léger di Biot.
La mostra rappresenta la terza tappa di un’esposizione che è stata già due volte protagonista in Francia. L’edizione italiana si arricchisce di prestiti ulteriori, tra cui un gruppo di opere di Niki de Saint Phalle provenienti dal MAMAC di Nizza.
Sono più di trenta le opere di Léger in mostra e poste in dialogo con lavori di artisti che, a partire dagli anni Settanta, hanno dato vita a nuove avanguardie sia in Europa sia in America. In particolare l’esposizione si concentra sul rapporto tra il maestro e il gruppo del Nouveau Réalisme, che venne fondato nel 1960 dal critico Pierre Restany e che andò via via arricchendosi di artisti quali Arman, César, Raymond Hains, Yves Klein e Niki de Saint Phalle.
Attraverso l’uso di materiali quotidiani e l’appropriazione poetica della realtà urbana, questi artisti si confrontarono con la società dei consumi.
L’esposizione si sviluppa secondo quattro sezioni tematiche. La prima è intitolata “I cinque elementi” e sviluppa un’indagine sul dialogo tra colore, natura e modernità. Già nel 1924 Fernand Léger riconosce il colore come un elemento vitale, al pari dell’acqua e del fuoco. Su questa strada proseguono i nuovi realisti, creando un’arte di gesti in dialogo con natura e società.
La seconda sezione si intitola “La vita degli oggetti” e qui emerge il ruolo centrale dell’oggetto nella ricerca di Léger e dei Nuovi realisti . Nel ’45 Léger afferma che l’oggetto deve diventare protagonista e sostituire il soggetto. Già negli anni Venti l’artista si era allontanato dalla rappresentazione mimetica, aveva liberato forme e colori e conferito agli oggetti un valore artistico autonomo.
La terza sezione intitolata “L’arte è la vita” evidenzia il rapporto di Léger con i cambiamenti sociali del suo tempo. L’artista celebra il dinamismo del mondo moderno, i nuovi stili di vita e il tempo libero che man mano conquistano le classi popolari negli anni Trenta. La stessa visione che troveremo negli anni Sessanta nelle celebri opere Nanas di Niki di Saint Phalle, allegorie ricche di colore che indicano libertà e emancipazione.
Nell’ultima sezione, dal titolo “La bellezza è ovunque”, Léger affronta, accanto ad opere di pittura da cavalletto, opere decorative e monumentali pensate per l’architettura, convinto che il colore possa avere un valore sociale ma anche terapeutico.
Accanto al confronto tra Léger e i nuovi realisti, la mostra indaga in profondità anche il confronto tra l’artista e la street Art degli anni Ottanta, con esponente Keith Haring, che trasforma i muri di New York in spazi collettivi, confermando che l’arte non deve essere elitaria, ma accessibile a tutti. Il confronto si arricchisce di un parallelismo con la pop art americana, con artisti come Robert Indiana e May Wilson e le sperimentazioni degli anni Settanta e Ottanta di cui sono protagonisti Keith Haring a New York e Gilbert & George a Londra.
Reggia della Venaria Reale
Sala delle Arti I piano
Da sabato 27 settembre 2025 a domenica 1 febbraio 2026
Mara Martellotta
Ieri ad Ozegna, la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) Canavesana ha accolto la delegazione francese e valdostana impegnata nel Tour RECROSSES, un percorso in bicicletta che collega le Comunità Energetiche Rinnovabili tra Valle d’Aosta, Piemonte e Savoia, fino ad arrivare a Cuneo e successivamente a Nizza, in un itinerario interamente dedicato alla mobilità sostenibile e alla condivisione di esperienze
L’appuntamento si è aperto con la calorosa accoglienza e il saluto istituzionale del Vice Sindaco di Ozegna Adriano Carpino, che ha portato il benvenuto dell’Amministrazione comunale e ha sottolineato il valore di questa iniziativa per il territorio.
Successivamente, il Consigliere Regionale e Presidente della V Commissione Ambiente, Sergio Bartoli, insieme al Vicepresidente della CER Maichi Cantello, ha illustrato agli ospiti il percorso che ha portato alla nascita della CER Canavesana, fondata come associazione riconosciuta senza scopo di lucro, e le prospettive di sviluppo che si aprono grazie a questa esperienza.
Nel suo intervento, Bartoli ha voluto rimarcare l’importanza di un modello energetico che guarda al futuro: una comunità capace di generare energia pulita, ridurre i costi per famiglie e imprese e rafforzare l’autonomia energetica del Canavese. Ha evidenziato anche il valore delle collaborazioni avviate con la Francia e la Valle d’Aosta, tasselli fondamentali per rafforzare la cooperazione transfrontaliera e inserire la nostra CER in un più ampio quadro europeo.
In questo contesto, è stato firmato il Protocollo di Cooperazione Transfrontaliera tra Comunità Energetiche Rinnovabili, nell’ambito del progetto europeo RECROSSES (Interreg ALCOTRA 2021-2027). L’accordo rappresenta un passo significativo per lo scambio di buone pratiche, la nascita di comunità energetiche transfrontaliere e la condivisione di modelli innovativi.
La CER Canavesana interessa un territorio di 54 km² e circa 4.000 famiglie e punta a soddisfare progressivamente il fabbisogno energetico locale attraverso il fotovoltaico diffuso, la domotica e lo studio di soluzioni basate sulle biomasse, come ha spiegato il Vicepresidente Maichi Cantello.
Un ringraziamento va al Sindaco di Ozegna Federico Pozzo, al Presidente della CER Giovanni Agostino Graziano, ai Sindaci dei Comuni partner – Giosi Boggio (San Giusto Canavese), Fabrizio Ferrarese (Ciconio) e Angelo Marasca (Lusigliè) – e allo stesso Vicepresidente Cantello per il loro costante impegno.
Un ringraziamento particolare anche al Presidente di Envipark Mimmo Portas, che con la sua visione contribuisce al rafforzamento delle CER e della cooperazione transfrontaliera.
La Regione Piemonte, partner attivo del progetto RECROSSES, ha un ruolo fondamentale di coordinamento e sostegno nello sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, attraverso attività di formazione, sportelli informativi, supporto agli enti locali e promozione del network regionale delle CER.
La CER Canavesana nasce per promuovere un modello energetico sostenibile, collaborativo e inclusivo, che renda cittadini e imprese protagonisti della transizione ecologica.
Il passaggio del Tour in bicicletta RECROSSES, da Aosta fino a Cuneo e Nizza, rappresenta un segnale concreto: un modello innovativo che unisce mobilità sostenibile, incontro e scambio di esperienze, rafforzando la dimensione transfrontaliera della cooperazione energetica.
Concludendo, l’incontro di oggi non è stato solo un momento celebrativo, ma una vera e propria tappa di crescita della CER Canavesana, che guarda al futuro con concretezza, ambizione e visione europea.
Lunga vita all’Archivio!
TORINO CITTA’ DELLA RADIO, DEL CINEMA E DELLA TELEVISIONE
Rai Teche inaugura il secondo ciclo di proiezioni di ARCHIVE ALIVE! 2025
Questo autunno riprende la rassegna di eventi Archive Alive!, la serie di incontri organizzata e promossa da Susanna Gianandrea, Responsabile della Mediateca Rai, che fa vivere l’archivio Rai, riportando alla luce materiali audiovisivi che hanno fatto la storia della televisione, e non solo.

Da non perdere l’ultimo appuntamento della rassegna Quattro passi nel delitto:
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29 settembre, ore 18: Jacopo Ricca, giornalista per La Repubblica e per la Rai, introduce A che punto è la notte (regia di Nanni Loy, 1994). L’evento è in collaborazione con JOB FILM DAYS 2025. In aderenza alle tematiche del festival, si approfondiranno due tipologie di lavoro legate alle indagini: una basata sulla finzione filmica, attraverso un commissario televisivo e un’altra grazie alla narrazione della reale esperienza di un giornalista investigativo.
Ecco di seguito gli appuntamenti della rassegna autunnale Quattro passi nel mistero:
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14 ottobre, ore 18: Franco Pezzini, saggista, introduce Il segno del comando (regia di Daniele D’anza, 1971)
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28 ottobre, ore 18: Chiara Meistro, iconografa, introduce La dama dei veleni (regia di Silverio Blasi, 1979)
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4 novembre, ore 18: Max Supporta, direttore del TOHorror Film Festival, introduce Il tram – dalla serie antologica La porta sul buio (regia di Sirio Bernadotte, pseudonimo di Dario Argento, 1973)
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18 novembre, ore 18: Peppino Ortoleva introduce Jekyll, la miniserie televisiva del 1969 diretta e interpretata da Giorgio Albertazzi.
Palazzo della Radio – via Verdi, 31 Torino
Ad ogni appuntamento verrà proiettato il film scelto.
L’ingresso è sempre gratuito con prenotazione obbligatoria, da effettuare scrivendo a mediateca.torino@rai.it
Archive Alive! è una rassegna che seleziona alcuni importantissimi materiali di repertorio della televisione italiana e li ricontestualizza in chiave contemporanea, grazie all’intervento di professionisti e collaborazioni con enti culturali come Archivissima! e Job Film Days, il festival cinematografico internazionale dedicato alle tematiche del lavoro e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Questi appuntamenti serali, che registrano un altissimo numero di presenze, offrono ad appassionati di televisione, giovani studenti e curiosi la possibilità di riscoprire piccoli grandi gioielli televisivi italiani.
La mostra fotografica che racconta il giallo, il gotico e il mistero
Inaugurata il 4 febbraio 2025 e prolungata fino a dicembre, la mostra fotografica e video allestita nei locali della Mediateca ancora visibile gratuitamente è un viaggio in uno dei generi televisivi più apprezzati in Italia. L’allestimento è stato realizzato da Susanna Gianandrea, la scenografia da Rita Santin di Direzione produzione Rai.
Il percorso della mostra copre varie sale, divise in base a tematiche narrative, soggetti e generi. Tra le mura della Mediateca ci si perde tra fotografie che sono dei veri e propri reperti storici: Dario Argento e Daria Nicolodi sul set di Aspetterò (1978), Carlo Emilio Gadda che esce (o entra) dalla Direzione Generale Rai, o ancora Franco Volpi e Monica Vitti ne Il tunnel (1958). Un’intera sezione è dedicata alle donne nel giallo, partendo da Laura Storm, la prima investigatrice della televisione italiana.
Inoltre, è disponibile (ri)vedere la mostra nel suo allestimento originario di Roma (2020) nel Virtual Tour disponibile al seguente link: https://www.teche.rai.it/sulle-tracce-del-crimine-viaggio-nel-giallo-e-nero-rai/
All’ingresso della mediateca, in corrispondenza dello schermo in cui scorrono video di repertorio, è possibile consultare il catalogo Sulle tracce del crimine, edito da Rai Libri e con saggi di professionisti come Aldo Grasso e Luca Barra.
La mostra fotografica di Rai Teche sul mistero e sul crimine della televisione italiano è una chicca da non perdere per chiunque voglia immergersi nella storia, nelle storie e nei set che hanno reso questo genere uno dei più proficui del palinsesto del servizio pubblico.
Dedicare per tempo per osservare, riscoprire e ricordare persone e racconti che appartengono al nostro passato, al nostro presente e sono le basi del nostro futuro è una scelta di cui non ci si può pentire.
Beatrice Pezzella
“Premio Lattes Grinzane” XV Edizione
Si avvicina, a lenti ma costruttivi passi, la cerimonia di premiazione ad Alba alla presenza dei cinque finalisti
Da giovedì 25 settembre, le prenotazioni per partecipare alla cerimonia
Alba (Cuneo)
Manca poco meno di un mese, ma la “macchina organizzativa” del “Premio Lattes Grinzane” (il riconoscimento internazionale intitolato all’indimenticato Mario Lattes, scrittore editore, fra i più fini intellettuali del secolo scorso, organizzato dalla “Fondazione Bottari Lattes” di Monforte d’Alba e dedicato ai migliori libri di “Narrativa” pubblicati nell’ultimo anno) è ormai da tempo accesa a pieni giri, per arrivare, con tutto (come sempre) in ordine, al fatidico sabato 11 ottobre, allorché al Teatro Sociale “G. Busca” di Alba verrà annunciato il nome del vincitore o della vincitrice della XV Edizione del “Premio”, espressamente voluto da Caterina Bottari Lattes, in memoria del grande marito. A comporre la cinquina finalista sono quest’anno tre scrittori e due scrittrici, un solo italiano. I loro nomi: Mathieu Belezi – nato a Limoges, ma oggi residente fra Roma e Parigi – con “Attaccare la terra e il sole” (“Gramma Feltrinelli”, traduzione di Maria Baiocchi), la scrittrice e regista teatrale tedesca Jenny Erpenbeck con “Kairos” (“Sellerio”, traduzione di Ada Vigliani), lo scrittore irlandese Paul Lynch con “Il canto del profeta” (“66thand2nd”, traduzione di Riccardo Duranti), la cilena Alia Trabucco Zeràn con “Pulita” (“Sur”, traduzione di Gina Maneri) e il fiorentino Sandro Veronesi con “Settembre nero” (“La Nave di Teseo”).
Contestualmente alla cerimonia di premiazione, all’autrice etiope Maaza Mengiste verrà conferito il “Premio Speciale Lattes Grinzane”, attribuito in ogni edizione a un’autrice o a un autore internazionale di fama riconosciuta a livello mondiale e che nel corso del tempo abbia ricevuto un condiviso apprezzamento di critica e di pubblico. Nata ad Addis Abeba nel 1971, a soli tre anni, nel 1974 Maaza fu costretta con la famiglia a lasciare la sua terra, a seguito del colpo di Stato orchestrato da Menghistu Hailè Mariàm contro l’imperatore Hailé Selassié I, al potere dal 1930. Numerosi i suoi spostamenti da Lagos, in Nigeria, a Nairobi, in Kenya e infine a New York, dove studia “Scrittura creativa” all’ Università de “La Grande Mela” e dove a tutt’oggi vive. Fra i vari Premi conseguiti, è stata nominata “New Literary Idol” dalla Rivista “New York Magazine” e nel 2021 con il libro “Il re ombra” (dedicato alle donne che si ribellarono a Mussolini) ha vinto il Premio “Gregor von Rezzori” di Firenze ed è stata finalista all’“International Booker Prize” nel Regno Unito. Sarà quindi una grande e davvero attesa presenza, quella della scrittrice d’origine etiope alla cerimonia di premiazione al “Busca” di Alba, per la quale – attenzione! – il pubblico potrà prenotarsi a partire da giovedì 25 settembre, tramite il
sito www.fondazionebottarilattes.it. L’appuntamento sarà anche trasmesso in “diretta streaming” sul sito e sui canali social della “Fondazione Bottari Lattes”.
Domenica 12 ottobre, invece, per il secondo anno si rinnova la collaborazione tra la “Fondazione” e la Rassegna “Cervo in Blu d’inchiostro”, appuntamento che dal 2012 porta i grandi protagonisti della Letteratura Contemporanea nello splendido borgo di Cervo (Imperia): al “Castello dei Clavesana” il finalista francese Mathieu Belezi sarà in dialogo con Walter Scavello, docente di Inglese del “Liceo Cassini” di Sanremo, e con Francesca Rotta Gentile, curatrice della rassegna. Gli intermezzi musicali saranno a cura della cantante e pianista Ines Aliprandi.
Come sempre a determinare i romanzi finalisti e il “Premio Speciale”, è stata una “Giuria Tecnica”, presieduta per questa edizione dalla giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica Loredana Lipperini, cui s’affiancheranno i 400 studenti e studentesse delle “Giurie Scolastiche”, ancora oggi impegnati nella lettura delle opere finaliste per individuare l’opera vincitrice di quest’anno.
Nella mattinata di sabato 11 ottobre, i ragazzi avranno l’opportunità di incontrare i cinque finalisti in un appuntamento a loro dedicato al “Castello di Grinzane Cavour”. In totale sono 25 gli “Istituti Superiori” coinvolti, sparsi in ogni parte d’Italia e per la prima volta anche in Perù, con l’adesione del Colegio Italiano “Antonio Raimondi” di Lima. Fra i 25 prescelti, tre sono in provincia di Cuneo e due i torinesi: il Liceo Classico e Linguistico “Vincenzo Gioberti” di Torino e il Liceo Scientifico Linguistico e di Scienze Umane “Charles Darwin” di Rivoli (Torino). Sottolinea, circa la scelta della cinquina finalista, la presidente Loredana Lipperini: “Le opere ammesse in finale raccontano storie che vanno in controtendenza rispetto al filone sempre più ossessivo dell’autonarrazione, opere che grazie alla letteratura riportano la memoria, la Storia (anche trasfigurata nel futuro), le questioni sociali all’attenzione di tutti. Una cinquina preziosa e importante, che dimostra come le possibilità della scrittura siano ancora infinite, e non solo limitate al rispecchiamento del sé”.
Per info: “Fondazione Bottari Lattes” via G. Marconi 16, Monforte d’Alba (Cuneo): tel. 0173/789282 o www.fondazionebottarilattes.it
Gianni Milani
Nelle foto: Cover cinquina finalista e Maaza Mengiste; Mathieu Belezi (Credits Elliott Verdier)
“Un plauso ai colleghi per la professionalità dimostrata, ancora una volta, e che ha consentito di assicurare alla giustizia gli autori del tentato omicidio. I Carabinieri della Compagnia di Ivrea, infatti, hanno arrestato quattro individui con l’accusa di tentato omicidio, a seguito di una sparatoria che ha gravemente ferito un uomo di 63 anni.
Secondo le prime ricostruzioni, la vittima è stata raggiunta da tre colpi d’arma da fuoco mentre si trovava all’interno della propria abitazione. Le sue condizioni sono state giudicate sin da subito critiche ed è attualmente in pericolo di vita.
Le immediate indagini, condotte dalla Sezione Radiomobile e Operativa, hanno consentito di rintracciare e arrestare i presunti responsabili nella stessa notte. Durante le perquisizioni è stata rinvenuta anche l’arma ritenuta utilizzata per il delitto.
Ancora una volta, dunque, i Carabinieri hanno anteposto la sicurezza dei cittadini al rischio personale. Esprimiamo soddisfazione per il tempestivo intervento, che conferma l’impegno quotidiano dell’Arma nel contrasto alla criminalità e nel garantire la tutela della comunità”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC) per il Piemonte e la Valle d’Aosta.
“Organizzazione di immigrati per accedere a Vesta con tanto di polizia locale a supportare. Il vero razzismo è quello di chi gode a vedere esclusi gli italiani e pertanto si organizza per supportare gli stranieri. Il pd conferma di avere un grande problema con la famiglia media italiana, la ritiene immeritevole di supporto a favore di chi invece e’ già ampiamente sostenuto da ogni tipo di misura. Il successo di vesta è di aver dato per la prima volta un aiuto ai veri esclusi, quelli che il Pd ha sempre dimenticato e volutamente oggi dimostra di disprezzare. Noi siamo invece con quelle famiglie e l’ampia partecipazione dimostra solo che sarebbero serviti più soldi mentre l’opposizione si trastullava sui nomi per impedire che vedesse la luce e fare la solita caccia all’avversario, immaginando fantasmi lì dove non esistono. I veri fantasmi nei banchi dei consiglieri di sinistra li vedremo noi quando torneremo a chiedere più soldi per questa misura così come ci chiedono giustamente tanti piemontesi. Volete vedere che tutte queste esponenti del Pd spariranno non sapendo come salvare la loro faccia perché sarebbero costrette a dire quello che stanno ammettendo già ora. La misura dell’assessore marrone è voluta, necessaria e merita un’ampliamento.” Lo dichiara la vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli.
cs
LUNEDÌ 22 SETTEMBRE ALLE ORE 18
al Centro Pannunzio in via Maria Vittoria 35h, Pier Franco QUAGLIENIpresenterà , in dialogo con l’autrice, il libro di *Bruna BERTOLO “CARLO ALBERTO. Il re dello Statuto prima forma di Costituzione”.Edizioni Susalibri. Introdurrà Mario BARBARO. Interviene Pierangelo CALVO.
Protagonista assoluto Krstovic, autore di una doppietta, mentre il tris lo firma Sulemana.
Nel giorno del ritorno in campo di Duván Zapata contro la sua ex squadra, l’attaccante granata ha fallito un calcio di rigore che avrebbe potuto riaprire la partita. Un errore pesante in una serata da dimenticare per gli uomini di Juric.
Il clima attorno al Torino è sempre più rovente: prima del match circa cinquemila tifosi hanno sfilato in una marcia di protesta contro il presidente Urbano Cairo, contestato duramente anche sugli spalti. L’ambiente è ormai ai ferri corti e la tensione cresce.
Il Toro, con una sola vittoria in quattro giornate, sembra già in crisi. E la piazza chiede un cambiamento.
Enzo Grassano
“Agenti stremati dopo 21 ore di servizio”
“Agenti di polizia della Questura di Torino costretti a 21 ore di servizio continuative, dopo che un volo charter, con a bordo 40 nigeriani destinati al rimpatrio, è stato costretto a tornare indietro per il divieto dell’Algeria di sorvolare i suoi cieli”. Così l’Ansa riporta le parole di Eugenio Bravo, segretario generale provinciale del sindacato di polizia Siulp, che parla di “assurdità e gravità di quanto accaduto in occasione del volo charter congiunto organizzato dall’Italia insieme a Belgio, Cipro e Svizzera per il rimpatrio di quaranta cittadini nigeriani 29 provenienti dall’Italia e 11 dagli altri paesi europei”. Il volo era partito ieri dall’aeroporto di Roma, ma è stato costretto a invertire la rotta per il divieto di sorvolo da parte delle autorità algerine. A quel punto tutti i migranti sono rientrati in Italia e ricondotti nel Cpr di Gradisca d’Isonzo. “Un fallimento totale – dice Bravo – un dietro-front non solo incomprensibile ma anche imbarazzante per il nostro Paese. “Ma ciò che è altresì inaccettabile e che, a fronte di un episodio così grave, l’amministrazione abbia pensato di trattenere per un’intera notte il personale di polizia di scorta in aeroporto, forse per paura di spendere dei soldi o forse per la ormai assidua litania di risparmiare ad ogni costo, totalmente incurante della stanchezza degli operatori, continua. Gli agenti di scorta italiani, tra questi quelli della questura torinese sono rimasti in servizio di vigilanza agli stranieri da rimpatriare per oltre 21 ore consecutive, dalle 7 del mattino alle 4.15 della notte seguente, confortati con una cena alle 11 di sera da un panino e una bottiglietta d’acqua compensata solo alle 3.30 sul volo di ritorno per Gradisca”. Conclude Bravo: “Si spera che il diniego dell’Algeria non sia il segnale di una compromissione degli accordi bilaterali, considerata la loro importanza per garantire l’efficacia delle procedure di rimpatrio”.