



POLITICA
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Meloni: “Clima barbaro in Italia” e punta il dito contro le opposizioni
Il nodo autostradale e tangenziale gestito dalla nuova ITP (Ivrea Torino Piacenza), guidata dal gruppo Sis di Dogliani, è strategico per il Piemonte e soprattutto per il capoluogo. In particolare, fra i temi affrontati questa mattina in Commissione, di spiccata rilevanza sono il completamento del nodo idraulico di Ivrea, con i dieci chilometri di opere (e il casello di Borgofranco, importante accesso per il nuovo ospedale, ma non previsto nel piano ministeriale) e la tangenziale torinese.
Al netto delle opere di messa in sicurezza idraulica e sismica, della manutenzione sui cavalcavia, su cui il nuovo gestore, al quale spettano gli investimenti, sta già lavorando con le progettazioni, c’è tutto il tema del boulevard extraurbano della tangenziale torinese, raccordo strategico con tutta la rete delle autostrade e delle provinciali, ma anche per l’accesso alla città e all’area metropolitana.
Sul tavolo il primo tema è il riordino dei caselli, che oggi creano disparità e non facilitano la viabilità. Basti pensare a Bruere e corso Susa per Rivoli o Falchera e Corso Giulio per Torino: da una parte si paga dall’altra no, creando ingorghi nelle ore di punta. Analoga situazione all’innesto con la Torino-Milano. I tecnici ITP oggi ci dicono che il sistema alternativo allo studio è il free flow, come sulla Asti Cuneo, ma senza alcuna certezza rispetto al meccanismo di gestione che, attualmente, sulla Asti Cuneo crea disagi. Per chi non ha Telepass o sistemi analoghi è, infatti, necessario iscriversi e pagare sul portale, un sistema complesso se pensiamo che la tangenziale di Torino è attraversata quotidianamente da oltre quattrocentomila veicoli.
Organizzare la gestione del nodo tangenziale per almeno i prossimi due decenni non è semplicemente una questione tecnica, ma riguarda la visione della viabilità di accesso alla città e delle interconnessioni intermodali. Servono, dunque, indirizzi e scelte precisi da parte della politica. La decisione, a oggi, sta in capo al Ministero, ma coinvolge fortemente le competenze del livello regionale, che può non può limitarsi a restare semplice spettatore.
Nadia CONTICELLI – Vicepresidente II Commissione del Consiglio regionale e Consigliera regionale del Partito Democratico
AGGIORNAMENTO:
8 ottobre – Anche questa sera circa duemila manifestanti pro Gaza hanno manifestato per le vie di Torino. Si sono inizialmente ritrovati in piazza Castello dove hanno tenuto un’assemblea pubblica. Poi è iniziato il corteo che a un certo punto si è fermato davanti ai cancelli della Rai di via Verdi presidiati dalla polizia.
7 ottobre sera – Come era stato annunciato, il corteo pro Gaza non autorizzato da questura e prefettura si è tenuto nelle vie del centro, da via Milano a piazza Castello, fino a corso Giulio Cesare. Presenti bandiere della Palestina e di Cobas, USB, Rifondazione e Potere al Popolo. Non hanno aderito i partiti della sinistra e la Cgil. In testa al corteo lo striscione: “Il genocidio non è finito. Siamo Resistenza. Continuiamo a bloccare tutto”. E’ stata annunciata una nuova manifestazione per questa sera, mercoledì 8 ottobre, alle 18,30


Torino, 7 ottobre 2025. La città si prepara a una serata tesa. Nonostante il mancato via libera della Questura, un gruppo di collettivi e attivisti ha confermato che il corteo a sostegno di Gaza si terrà comunque questa sera, con partenza prevista da piazza Castello intorno alle 19:30. L’iniziativa, priva di un’organizzazione ufficiale e senza l’adesione di forze politiche, è diventata un banco di prova per la gestione dell’ordine pubblico e per la libertà di manifestare.
Diversamente da altre mobilitazioni, questa volta nessun partito o sindacato tradizionale ha scelto di partecipare. I promotori parlano di un’azione “autonoma e dal basso”, nata sui social e sostenuta da reti studentesche, centri sociali e gruppi di solidarietà internazionale.
I principali partiti progressisti — dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle fino ad Alleanza Verdi e Sinistra — hanno invece preso le distanze, giudicando “inopportuna” la coincidenza con l’anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Una scelta che ha lasciato campo libero a una mobilitazione slegata da logiche istituzionali.
La Questura di Torino aveva invitato gli organizzatori a rinviare la manifestazione o a trasformarla in un presidio statico, citando motivi di sicurezza e l’assenza di una comunicazione formale del percorso. Il divieto, tuttavia, non ha fermato la protesta. E nelle ultime ore gli appelli alla partecipazione si sono moltiplicati, rilanciati da pagine e profili legati al mondo dell’attivismo cittadino.
Il clima resta incerto: la Prefettura ha disposto un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine in centro, mentre le autorità temono disordini nel caso in cui il corteo tenti di muoversi per le vie del centro storico.
Le forze dell’ordine presidieranno piazza Castello e le vie adiacenti fin dal tardo pomeriggio. Nonostante l’assenza di un percorso ufficiale, gli agenti sono pronti a intervenire in caso di corteo spontaneo.
Il rischio di tensioni non è escluso, anche alla luce delle proteste pro-Palestina che nei giorni scorsi hanno provocato scontri a Roma e in altre città italiane.
Rosta Calcio vince la 22^ Edizione Coppa Grande Slam – Memorial Angelo Fanton. 2ºclassificato Cenisia e 3ºMirafiori. La Coppa Grande Slam è un torneo di calcio dedicato alle società dilettantistiche del Torinese, nato nel 2004 da un’idea di Stéphane Panetta. Il torneo si svolge tra la fine di agosto e i primi giorni di ottobre, coinvolgendo le 16 società che, nella stagione sportiva precedente, terminata a maggio, si sono classificate dalla 17ª alla 32ª posizione. Ogni anno, il torneo è suddiviso in 11 categorie, che vanno dall’Under 19 fino ai “primi calci” (bambini nati nel 2018). Quest’edizione ha visto la partecipazione di 178 squadre suddivise in 11 categorie. Le partite si sono disputate sui campi del G.S.D. KL Pertusa, A.P.D. Pro Collegno Collegnese, ASD Beiborg e ASD Nichelino Esperia, Cenisia e Vianney. La 22ª edizione (2025) ha introdotto una nuova Coppa, poiché quella precedente era stata vinta dalla Sisport per tre edizioni consecutive. L’obiettivo del torneo è offrire alle sedici società escluse dalla classifica del Super Oscar l’opportunità di partecipare a un prestigioso evento che permetta loro di mettere in mostra le proprie qualità e di confrontarsi con altre realtà. In questo modo, le squadre possono prepararsi al meglio per il campionato, evitando la necessità di organizzare amichevoli, e allo stesso tempo rappresenta un’importante occasione per quelle società escluse dal Super Oscar. Negli anni, la Coppa Grande Slam è diventata un appuntamento fisso, riconosciuto e atteso da tutta la comunità calcistica giovanile piemontese. Ai nostri microfoni il Presidente del Comitato Organizzatore Andrea Ristorto.
FRANCESCO VALENTE
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Caro Direttore,
Le proteste sono il sale della democrazia ma fino a che punto possono spingersi? Nell’epoca di comunicazioni globali i trasporti sono come il sistema circolatorio per
l’uomo. Bloccare i trasporti è molto più che una protesta Sindacale o politica. Al Governo ebbi la responsabilità del Tavolo dei Trasportatori, il tavolo più difficile in assoluto come sanno bene Prodi e Enrico Letta che non riuscirono ad evitare il blocco dei tir del dicembre 2007. Un blocco che fece perdere al nostro Paese ben 4 miliardi di produzione. Senza dimenticare lo sciopero dei camionisti che portò al golpe cileno di Pinochet. Nei miei anni di governo durante la crisi economica più pesante l’Italia fu l’unico Paese in Europa a non avere il blocco dei tir. Me lo riconobbe al Senato anche la opposizione. Le proteste per la Palestina l’altro sera hanno portato al blocco del Frejus l’unico traforo aperto perché quello del Bianco è chiuso per manutenzione. Contemporaneamente venivano bloccati alcuni porti e aeroporti. Nella economia moderna il funzionamento del sistema dei trasporti è vitale. Bloccando i trasporti si bloccano le medicine, generi alimentari e quant’altro. Chi ne paga le conseguenze? I più deboli , il lavoro , le entrate fiscali dalle quali dipendono le risorse per la Sanità e la Scuola.
Le Manifestazioni debbono essere libere ma non possono danneggiare la Comunità e soprattutto la parte più debole. La protesta sarebbe tanto più convincente senza atti di violenza e di blocco . La libertà di manifestazione concede al popolo come il voto libero la più alta possibilità di espressione delle proprie posizioni. Chiedo ai giuristi se il divieto a bloccare i trasporti e gli snodi infrastrutturali delle reti di trasporto non possa essere inserito nella Costituzione.
Mino GIACHINO già sottosegretario ai trasporti

Gli auguri della premier Giorgia Meloni: “Forza Guido!”
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La mostra “Tormenti, visioni, evasioni”, che si svolgerà dal 10 ottobre fino al 16 gennaio prossimi, e che rientra nei programmi della Settimana della Salute Mentale, dal 6 al 10 ottobre, delle Giornate contro la solitudine del 21 ottobre e della Disabilità, prevista il 3 dicembre prossimo, inaugurerà venerdì 10 ottobre presso Palazzo Lascaris, a Torino.
L’esposizione, a cura di Tea Taramino e Lillo Baglio, propone una selezione di opere pittoriche e piccole sculture di grande impatto visivo che fanno parte della ricca collezione del Centro di Documentazione sulla Psichiatria di Collegno, realizzate da artisti di formazione non accademica che hanno frequentato il Centro Sociale Basaglia tra il 1983 e il 1999 e altri in anni precedenti.
“Accogliere questi lavori a Palazzo Lascaris significa restituire dignità a volti rimasti troppo a lungo in silenzio – ha dichiarato Davide Nicco, Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte – un modo per dare voce a chi poche volte ne ha, trasformando l’arte in occasione di incontro, riflessione e speranza”.
Gli autori esposti saranno Giorgio Barbero, Fedele Canuto, Pietro Augusto Cassina, Enrico Ferretti, Fioralba Nicosia Lippolis, Natale Napoli, Lucia Saltarin, Luigi Sopetti e Alfio Sampugnaro.
Il progetto è realizzato in collaborazione con l’associazione Forme in bilico APS e il Centro di Documentazione sulla Psichiatria, ex Ospedale Psichiatrico di Collegno dell’AslTO3, Asl Città di Torino, MAET / Museo di Antropologia dell’Università degli Studi di Torino, Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Galleria Gliacrobati.
La mostra è aperta al pubblico, con ingresso gratuito, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 e nelle giornate di apertura straordinaria di Palazzo Lascaris del 7, 14 e 21 dicembre. Chiuso venerdì 2 gennaio 2026.
Visite guidate gratuite tutti i venerdì pomeriggio dalle 14.30 alle 18
Mara Martellotta
Un neonato di tre mesi ha subìto un grave trauma cranico per una caduta dal passeggino su cui si trovava, che è precipitato per tre metri sugli argini della Dora Riparia, davanti al Campus Einaudi a Torino. Il passeggino sarebbe scivolato di mano alla nonna sulla passerella pedonale di corso Verona. Ricoverato d’urgenza al Regina Margherita il piccolo è in prognosi riservata.
TORINO CITTA’ DEL CINEMA, DELLA RADIO E DELLA TELEVISIONE
Prossimi eventi, rubriche e tanto altro
In un’epoca in cui pare tutto intangibile, immateriale, vacuo, il lavoro silenzioso di strutture che accolgono e custodiscono prodotti di ogni genere – dall’arte fino alla scienza – è più fondamentale che mai. Questo è l’esempio delle Teche Rai, che, dalla nascita della Radio nel 1924 e della Televisione nel 1954, archivia i materiali di quasi un secolo di storia delle telecomunicazioni.
Nel corso dei decenni, le Teche Rai hanno seguito il flusso della digitalizzazione, mettendo in atto una graduale organizzazione online del materiale, caricandolo sul Catalogo Multimediale.
E’ stato anche realizzato da poco il servizio Teca Aperta che permette a tutti – da cittadini, a studenti, a professionisti – di poter consultare l’archivio, previa richiesta.
Il Catalogo Multimediale è consultabile fisicamente anche presso le sedi diffuse delle Teche Rai, tra Milano, Roma, Napoli e, ovviamente, Torino.
La Bibliomediateca Dino Villani, a un passo dall’Auditorium Rai e dal Centro di produzione Rai recentemente intitolato a Piero Angela, nutre tutt’oggi l’anima televisiva del capoluogo piemontese. All’interno della biblioteca si trovano
migliaia di volumi dedicati all’universo dello spettacolo, delle comunicazioni e del giornalismo
stampa periodica e rivista specializzate
locandine, manifesti pubblicitari e cartoline collezionati da Dino Villani, nominato il maestro della pubblicità, legata soprattutto a programmi ed eventi nazionalpopolari.
Proprio sul sito di Rai Teche è disponibile un cortometraggio dedicato a Dino Villani, visibile al seguente link: https://www.teche.rai.it/2019/03/dino-villani/
Un assaggio dei prossimi appuntamenti da non perdere
Rai Teche Torino ha in serbo ancora molte sorprese previste per i mesi finali del 2025.
Prestissimo Archive Alive! collaborerà con il Festival delle Colline, organizzato dal TPE Teatro Astra (dall’8 ottobre al 3 novembre). In occasione dello spettacolo dedicato a Salgari realizzato dal Festival, Rai Teche mostrerà un approfondimento sulla figura realizzato al centro di produzione Rai di Torino.
Poco dopo, in occasione del Glocal Film Festival (11 – 15 novembre) Rai Teche mostrerà del materiale inedito di Camilleri, non in quanto autore ma in quanto regista televisivo.
Cosa guardare sul sito di Rai Teche (senza la pubblicità di RaiPlay!)
Negli ultimi anni Rai Teche Mediateca Torino ha scavato all’interno dell’archivio per riportare alla luce materiali di repertorio da riproporre al pubblico contemporaneo in vari formati. I risultati di questo lavoro si trovano nella sezione speciali del sito ufficiale di Rai Teche: da La donna che lavora all’approfondimento sulla vita professionale di Massimo Castri, la sezione offre una grandissima varietà di contenuti.
Tra i più interessanti c’è sicuramente RAI – Frammenti di un discorso amoroso, una serie di video che riprendono gli appuntamenti avvenuti dal vivo in cui esperti come Sergio Toffetti, Filippo Porcelli o Peppino Ortoleva parlavano al pubblico di tematiche inerenti la televisione e la radio italiane. Gli interessantissimi episodi possono essere ascoltati come se fossero quelli di un podcast, lasciandosi trasportare dai racconti e dalle esperienze di questi professionisti.
Un caso simile è quello di Lezioni con la tv, un progetto che trasforma l’Archivio Rai in strumento di conoscenza per le attività didattiche. Ogni lezione tratta un argomento diverso, volto alla ricontestualizzazione in chiave contemporanea di opere come l’Odissea e i Promessi Sposi e di attività come il restauro delle pellicole, raccontati da esperti del settore agli studenti.
Abbiamo avuto l’opportunità di fare qualche domanda a Susanna Gianandrea, responsabile della Mediateca e coordinatrice di tutti i progetti dell’Archivio.
Nel corso degli anni l’Archivio Rai di Torino ha progressivamente abbandonato la veste di struttura chiusa in sé stessa e si aperto sempre di più al pubblico, promuovendo interessanti iniziative di divulgazione culturale e non solo.
S. G.: Il repertorio archivistico è talmente vasto ed eterogeneo che le persone non se ne rendono conto. Quello che vogliamo fare attraverso queste iniziative orientate verso l’esterno, verso il pubblico, è far conoscere le peculiarità e il senso dell’archivio in quanto strumento di accompagnamento dell’evoluzione antropologica, di costume, culturale, politica e artistica che la Rai ha registrato fin dalla nascita della radio nel 1929. La nostra ricerca va oltre il mainstream visibile sulle piattaforme, cerchiamo i materiali che sono stati dimenticati ma, al contrario, meritano di essere ricordati e rivisti: un esempio è La Madre di Torino, un docudrama del 1967 vincitore del Premio Italia che racconta una vicenda familiare della Torino di quegli anni, ora visibile sia su Rai Teche che su Rai Play.
Come comunica la Mediateca Rai di Torino?
S. G.: In primo luogo realizziamo i flyer cartacei, nel quale scrivo delle righe di introduzione e contestualizzazione dell’evento. Questi materiali vengono distribuiti sia attraverso la mailing list di oltre 6 mila contatti preziosamente costruita nel tempo, sia manualmente, in quanto i volantini vengono portati in edifici e strutture di carattere culturale come il Teatro Stabile, il Cinema Massimo, il Circolo dei Lettori, il Polo del ‘900 e le Università.
Per quanto riguarda i social media, utilizziamo principalmente Facebook e Instagram pubblicando post e aggiornamenti.
Inoltre, da ottobre a giugno, una volta a settimana sono presente alla Rubrica Buongiorno Regione del TGR a parlare degli eventi che facciamo e di vario materiale di repertorio archivistico – da Rossellini a Gassman a Lalla Romano.
Oltre a tutto ciò, attraverso i comunicati stampa ufficiali siamo presenti anche sui giornali.
I vostri eventi sono molto apprezzati dal pubblico, che ad ogni appuntamento riempie le sale della Mediateca di Torino. Questo feedback estremamente positivo è sicuramente un ottimo segno e fonte di grande soddisfazione.
S. G.: Siamo molto contenti e orgogliosi di questi appuntamenti nella “casa della televisione”, che accoglie chiunque voglia vedere i materiali più speciali, le chicche.
In particolare, l’afflusso dei giovani ci rende fieri del lavoro fatto. Rielaborare gli estratti dell’archivio in una chiave fruibile anche alle nuove generazioni non è sempre facile, eppure esempi come le pillole video di La donna che lavora mostrano la possibilità concreta di veicolare contenuti etichettati come “del passato” ricontestualizzandoli nella contemporaneità.
Beatrice Pezzella