ilTorinese

Dantès e l’Olivetti

/

All’inizio degli anni ’50 un vivace yorkshire terrier di nome Dantès viveva a Ivrea, capoluogo del canavese. La “città delle rosse torri” era conosciuta in ogni angolo del mondo grazie all’Olivetti, la prima fabbrica nazionale di macchine da scrivere, fondata nel 1908 e destinata a diventare leader nel settore dei materiali per ufficio e poi in strumenti elettronici all’avanguardia, dalle telescriventi alle prime macchine da calcolo meccaniche. Dantès era il compagno inseparabile di un giovane ingegnere che lavorava alle Officine ICO, uno dei luoghi produttivi della Olivetti più innovativi e all’avanguardia, esempio unico per lo spirito imprenditoriale che l’animava grazie alla visione illuminata di Adriano Olivetti.

Dantès era un cane molto intelligente, tanto curioso e intraprendente quanto dotato di uno spirito avventuroso. Ogni giorno accompagnava il suo padrone in ufficio dove l’ingegnere e i suoi collaboratori erano impegnati a progettare e costruire macchine da scrivere e calcolatrici. La fabbrica in quegli anni era un luogo vibrante e pieno di idee innovative, e Dantès guardava quel fermento accoccolato sulla sedia vicino alla scrivania ricevendo coccole dagli operai che passavano di lì e anche qualche bocconcino che dimostrava di gradire molto. Una mattina, mentre il suo padrone era immerso nei progetti, Dantès decise di esplorare il vasto complesso dell’Olivetti. Si allontanò dalla scrivania e si avventurò nei corridoi tra le macchine e i tavoli da lavoro. La sua curiosità lo portò in una grande sala dove si stava stavano discutendo animatamente su un nuovo modello di macchina da scrivere. Dantès attratto dalle voci si avvicinò silenziosamente. Stavano parlando della Lettera 22, macchina da scrivere portatile che avrebbe rivoluzionato il modo di scrivere diventando la preferita dei più grandi giornalisti italiani. Ormai era pronta per essere messa in produzione nello stabilimento di Aglié. Progettata da Giuseppe Beccio e disegnata da Marcello Nizzoli, rappresentava al meglio l’estetica olivettiana. I suoi pregi erano la leggerezza (tre chili di peso) e la maneggevolezza ma anche le caratteristiche tecniche erano destinate a renderla unica e amatissima fino al punto di diventare un’icona, un oggetto di culto. Con grande sorpresa il piccolo terrier notò che Adriano Olivetti era presente. L’uomo, con il suo carisma e la sua visione lungimirante, stava parlando di come la tecnologia dovesse essere al servizio dell’umanità, migliorando la vita delle persone. Dantès, colpito da quelle parole, si accucciò ai piedi di Adriano, ascoltando attentamente. Il proprietario dell’Olivetti, notando il piccolo cane, sorrise e si chinò per accarezzarlo. “Ecco un piccolo compagno che sembra capire l’importanza del nostro lavoro” disse, suscitando le risate dei presenti.

Dantès scodinzolò felice, sentendosi parte di quel mondo straordinario. Da quel giorno divenne una vera e propria mascotte per l’azienda eporediese.  Ogni volta che Adriano Olivetti visitava il reparto il piccolo yorkshire era sempre lì, pronto a ricevere coccole e a portare un sorriso sul volto di tutti. La sua presenza non solo era gradita ma offriva quasi un senso di leggerezza e di gioia rammentando che, oltre ai progetti e ai macchinari, c’era spazio per l’amore e l’amicizia. La fabbrica a misura d’uomo era il sogno di Olivetti che la immaginava non solo come un luogo di produzione da cui trarre il maggior profitto possibile, ma il centro dello sviluppo della società e dell’economia. Un luogo di socializzazione in cui si dovevano produrre oltre che beni, anche idee e sviluppo della persona seguendo la logica che attribuiva all’attività lavorativa il compito di garantire la realizzazione dell’individuo. Con il massimo rispetto per tutti gli esseri viventi. E questo piaceva molto a Dantès. Un giorno, mentre l’azienda preparava il lancio di un nuovo prodotto, il piccolo cane si accorse che il suo padrone era particolarmente stressato. E non solo lui. Decise allora di fare qualcosa. Con una mossa astuta rubò un pezzo di carta da un tavolo e, correndo nei corridoi, attirò l’attenzione di tutti. Gli operai, divertiti dalla vista del piccolo terrier che si muoveva velocemente, iniziarono a seguirlo, lasciando per qualche istante le postazioni di lavoro. Dantès guidò il gruppo verso il giardino della fabbrica, inondato dal sole che brillava alto in cielo. Anche Adriano Olivetti li aveva raggiunti e vedendo la gioia che aveva portato, ben consapevole di quanto fosse importante prendersi una pausa e condividere momenti di felicità, decise di lasciare a tutti il pomeriggio libero. Fu così che Dantès diventò anch’esso uno dei simboli viventi di quell’azienda che credeva nel benessere dei suoi dipendenti. Adriano Olivetti, riconoscendo l’importanza di un ambiente di lavoro sereno e stimolante, incoraggiò l’idea di momenti di svago e socializzazione creando i presupposti di una vera e propria comunità. Dantès continuò a correre tra le scrivanie, piccolo eroe a quattro zampe in un’epoca di grandi cambiamenti, portando gioia e ispirazione in un mondo che stava evolvendo. La sua storia divenne parte della leggenda dell’Olivetti, piccolo ma non secondario simbolo di come anche l’entusiasmo di un animaletto potesse avere una grande importanza nella vita delle persone e nei successi di un’impresa così importante.

Marco Travaglini

Bartoli: “Dopo la pausa estiva si riparte dal territorio e dallo sport”

 

Salassa, 6 settembre 2025 Il Consigliere Regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente, Sergio Bartoli, ha preso parte questa mattina alla partenza della Sutalatur Ride, la ciclopedalata che ha animato le strade del Canavese con la partecipazione di grandi campioni come Claudio “El Diablo” Chiappucci e l’atleta paralimpico Andrea Devicenzi.
Dopo la pausa estiva ha dichiarato Bartoli ripartiamo con entusiasmo dal nostro territorio e dallo sport, che rappresentano strumenti straordinari di coesione sociale, inclusione e promozione delle nostre eccellenze locali.

Manifestazioni come la Sutalatur Ride valorizzano il Canavese, la sua comunità e le sue bellezze naturali, portando con sé un messaggio positivo di passione e amicizia”.

 


Un ringraziamento è stato rivolto agli organizzatori, ai volontari e al Comune di Salassa per l’impegno profuso nella realizzazione dell’iniziativa, che ha visto una grande partecipazione di sportivi e cittadini.
La Sutalatur Ride ha offerto non solo l’occasione di pedalare accanto a campioni del ciclismo, ma anche momenti di condivisione e spettacolo, rafforzando lo spirito comunitario e il legame con il territorio.

Autunno tiepido per l’economia di Torino e del Piemonte

L’economia piemontese si avvia alla ripresa delle attività di settembre con un quadro complesso e in chiaroscuro. Dopo un 2024 chiuso con una crescita del prodotto interno lordo appena sopra lo 0,5% e con un mercato del lavoro in leggera espansione, il 2025 pare un anno di transizione, in cui la tenuta occupazionale convive con segnali preoccupanti provenienti dal settore industriale. La produzione manifatturiera ha infatti registrato un calo costante negli ultimi trimestri, con un -1,7% nei primi mesi dell’anno, e solo alcuni comparti – come l’alimentare e le bevande – sembrano resistere alla frenata che ha colpito soprattutto l’automotive, il tessile e la metalmeccanica.

Sul fronte del lavoro, il bilancio resta positivo: il primo trimestre del 2025 ha visto un saldo occupazionale in crescita di oltre duemila posizioni, in buona parte a favore delle donne, e le imprese hanno programmato decine di migliaia di nuove assunzioni per il trimestre estivo, pur con una lieve flessione rispetto al 2024. Parallelamente, però, si è impennato il ricorso alla cassa integrazione, con un aumento superiore al 120% rispetto all’anno precedente: un dato che fotografa le difficoltà di molte aziende, in particolare nell’indotto dell’automotive, alle prese con ordini ridotti e mercati esteri meno dinamici.

Proprio l’automotive è al centro delle maggiori preoccupazioni dei sindacati, che parlano apertamente di rischio “di desertificazione industriale” se non arriveranno investimenti mirati, sostegni all’innovazione e politiche di salvaguardia dei posti di lavoro. Le difficoltà di Stellantis e della filiera piemontese legata al settore, unite alla debolezza dell’export verso la Germania, contribuiscono a un clima di incertezza che pesa sulle prospettive di crescita.

Non mancano tuttavia segnali incoraggianti: alcune province, come Novara e Vercelli, mostrano un lieve recupero degli ordinativi e aspettative di miglioramento per la seconda metà dell’anno, mentre turismo, logistica e servizi continuano a fornire un contributo positivo alla tenuta dell’economia regionale.

In sintesi, il Piemonte si prepara a riaprire dopo l’estate con una situazione a due velocità: un’occupazione che regge, sostenuta anche da politiche regionali per la formazione e l’impresa femminile, ma un apparato industriale che resta fragile e bisognoso di strategie di rilancio. A settembre, tra fabbriche che faticano a ripartire e sindacati in allerta, la sfida sarà quella di coniugare stabilità sociale e innovazione produttiva, per evitare che la ripresa resti solo parziale e diseguale.

Nuovo corso Croce Bianca volpianese

PER VOLONTARI SOCCORRITORI 

 

La Croce Bianca Volpianese ODV, associazione di volontariato aderente ad Anpas, annuncia l’avvio di un nuovo corso di formazione per aspiranti volontari soccorritori del 118.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Volpiano, si propone di formare nuove persone pronte a dedicare parte del proprio tempo al servizio della comunità, garantendo un supporto essenziale nelle situazioni di emergenza sanitaria.

Per presentare il percorso formativo è stato organizzato un incontro informativo sabato 13 settembre alle ore 15.00, presso la Sala Corsi di Via Torino 47 a Volpiano. Durante l’appuntamento, gli istruttori illustreranno contenuti, modalità e tempistiche del corso, rispondendo a tutte le domande dei partecipanti.

 

Il percorso, gratuito e riconosciuto dalla Regione Piemonte secondo lo standard formativo regionale, prevede una prima parte teorica di 54 ore, durante la quale verranno affrontati argomenti come la chiamata di soccorso, il funzionamento del sistema emergenza-urgenza, i codici di intervento, i mezzi di soccorso e le tecniche di rianimazione cardio-polmonare anche con l’utilizzo del defibrillatore.

Al termine della fase teorica, i volontari parteciperanno a un tirocinio pratico protetto di 100 ore, affiancati da personale esperto, durante il quale potranno cimentarsi in trasporti in emergenza su ambulanza e in servizi ordinari. Al termine del percorso i soccorritori saranno in grado di gestire le chiamate al 118, collaborare con la Centrale Operativa e con altri professionisti del soccorso, intervenire in caso di incidenti, malori o traumi, utilizzare il defibrillatore, stabilizzare i pazienti e garantirne il trasporto sicuro verso le strutture ospedaliere.

Il programma di formazione prevede inoltre momenti di aggiornamento periodici, fondamentali per mantenere sempre elevate le competenze tecniche e assicurare un servizio qualificato e sicuro alla cittadinanza.

 

La Croce Bianca Volpianese conta 207 volontari, di cui 90 donne, ed effettua ogni anno oltre 16.000 servizi a favore della comunità. Dispone di 9 ambulanze, 4 mezzi attrezzati per il trasporto di persone in situazione di disabilità e 6 altri mezzi destinati a servizi sociosanitari e di protezione civile.

Oltre al soccorso in emergenza-urgenza e ai trasporti socio-assistenziali, l’associazione presta assistenza sanitaria durante manifestazioni culturali e sportive, contribuendo in modo significativo alla sicurezza della popolazione.

 

Il corso è aperto a tutti i cittadini maggiorenni interessati ad apprendere le tecniche di primo soccorso e disponibili a prestare attività di volontariato presso la Croce Bianca Volpianese.

Per iscriversi o per ulteriori informazioni è possibile contattare la sede al numero 011 9881572 oppure al cellulare 348 2897117 (dal lunedì al venerdì, dalle 08:00 alle 16:30).

L’Anpas Comitato Regionale Piemonte ODV rappresenta 81 associazioni di volontariato, con 16 sezioni distaccate, 10.695 volontari (di cui 4.242 donne), 5.388 soci e socie e 741 dipendenti (di cui 86 amministrativi). Dispone di 472 autoambulanze, 265 automezzi per il trasporto di persone in situazione di disabilità, 242 mezzi per il trasporto persone e per la protezione civile, oltre a 4 imbarcazioni. Complessivamente, ogni anno svolge 594.623 servizi, di cui 200.399 in emergenza-urgenza 118, percorrendo 20.209.167 chilometri, di cui 4.765.067 legati ai servizi di emergenza.

 

Niente Nazionale per il giovane portiere squalificato del Volpiano Pianese

Non sarà ricevuto dalla Nazionale a Coverciano il portiere 13enne del Volpiano Pianese, protagonista della rissa sul campo nell’incontro con il Carmagnola. In quell’occasione era stato aggredito dal padre di un avversario. Il ragazzo stato invitato a Coverciano dal capitano Donnarumma. Ma  dopo la squalifica di un anno ricevuta dal giovane per gli scontri sul campo di gioco, la Federcalcio ha detto no, come scritto sulla Gazzetta dello Sport. Thomas nello scontro ha riportato la frattura di malleolo e zigomo.

Al Castello di Rivoli un inizio d’anno scolastico innovativo per i docenti

Formazione tra natura, arte e teatro

Un convegno che non è un convegno. È questa la cifra distintiva dell’iniziativa che  giovedì 4 settembre ha visto numerosi insegnanti delle scuole della Città di Rivoli riunirsi al Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea per il momento formativo “Costruire la Comunità: a scuola tra natura, arte e teatro”.

L’Amministrazione comunale, attraverso la Direzione Servizi Amministrativi e alla Persona – Servizi Educativi e Prima Infanzia e in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, ha voluto inaugurare l’anno scolastico con una proposta innovativa e coinvolgente, pensata come occasione di crescita condivisa e di valorizzazione delle risorse individuali e collettive del mondo educativo.

Non lezioni frontali, ma esperienze dirette. I docenti, suddivisi in gruppi, hanno potuto sperimentare tre diversi percorsi:

  • Spettacolo teatrale “Orecchie d’Asino” di e con Claudio Montagna (Associazione Teatro e Società di Torino), una proposta di teatro di figura e narrazione presso il Teatro del Castello;
  • Attività di outdoor education curate da Cascina Govean – Legambiente, con Orienteering e momenti di Forest Bathing promossi da ASD Iride, oltre a pratiche di Qi-Gong;
  • Laboratori artistici e di sostenibilità, promossi rispettivamente dal Dipartimento Educazione del Museo e da Coop, ospitati nelle sale del Castello e negli spazi esterni.

Tre modalità complementari per stimolare riflessioni sull’importanza del corpo, delle emozioni, della creatività e della natura nella didattica quotidiana.

Vogliamo offrire agli insegnanti occasioni che vadano oltre i modelli tradizionali – sottolinea l’Assessore all’Istruzione Lidia Zanette – perché l’educazione è fatta anche di emozioni, relazioni e esperienze che rafforzano il senso di comunità“.

Il convegno si è aperto alle ore 9.00 con un momento collegiale e si è concluso alle 13.00, dopo una pausa conviviale che ha contribuito a rafforzare il clima di scambio e confronto tra i partecipanti.

Un segnale forte di rinnovamento che apre l’anno scolastico mettendo al centro i protagonisti della scuola e il loro ruolo fondamentale nella crescita delle nuove generazioni.

Qualificazioni Mondiale 2026, Italia-Estonia 5-0: Buona la prima per Gattuso, show degli attaccanti

Esordio da sogno per l’Italia nelle qualificazioni al Mondiale 2026: gli Azzurri travolgono l’Estonia 5-0 a Roma, regalando a Rino Gattuso una serata perfetta nel suo debutto da commissario tecnico.
A sbloccare la gara è stato Moise Kean, bravo a sfruttare un assist preciso di Barella. Poco dopo è toccato a Retegui, che di testa ha firmato il raddoppio. Nella ripresa, l’Italia ha continuato a spingere: Raspadori ha calato il tris con un bel sinistro, mentre Bastoni ha trovato il poker sugli sviluppi di un corner. Il sigillo finale è arrivato ancora da Retegui, autore di una doppietta e tra i migliori in campo.
Prestazione convincente, ritmo alto e tanta intensità: l’era Gattuso inizia nel migliore dei modi.

Enzo Grassano

Raccolta differenziata, si allarga il porta a porta integrale nel centro di Torino

Prosegue l’estensione del servizio di raccolta porta a porta nel centro di Torino: nei prossimi mesi sarà attivata una nuova zona, denominata “Centro – Lungo Po”, che coinvolgerà circa 10.000 utenze tra domestiche e non domestiche.

L’area interessata sarà quella compresa tra corso San Maurizio, i Murazzi del Po, corso Vittorio Emanuele II e l’area del Centro Storico tra via Calandra, via dei Mille, via Giolitti, via San Massimo e via Verdi.

Il sistema prevede la rimozione degli attuali contenitori stradali e la realizzazione della raccolta domiciliare per i rifiuti differenziati (carta e cartone, imballaggi in plastica, vetro e metalli, rifiuti organici) e non recuperabili, attraverso l’installazione di appositi contenitori che verranno collocati all’interno di spazi condominiali.

La progettazione del sistema di raccolta è stata preceduta da una puntuale attività di rilievo che ha portato alla definizione di soluzioni ad hoc per ottenere i migliori risultati di raccolta.

La progressiva attivazione del nuovo sistema di porta a porta si svilupperà in stretta correlazione con le attività di comunicazione: a partire dalla prossima settimana i cittadini e le attività commerciali presenti nella zona riceveranno, a cura degli incaricati Amiat Gruppo Iren, le prime informazioni in merito al nuovo servizio.

A seguire, gli addetti consegneranno gratuitamente a ogni utenza il kit per la raccolta domiciliare (biopattumiera e prima dotazione di sacchi per i rifiuti organici e sacchi per la raccolta della plastica) oltre al materiale informativo di supporto. In un secondo momento, in ogni edificio o condominio verranno collocati i nuovi contenitori preposti per la raccolta.

Infine, per ulteriori informazioni, approfondimenti e per consentire agli utenti non trovati e/o non identificati durante il passaggio degli addetti di ritirare lo starter kit, dal 2 ottobre al 20 dicembre 2025 e dal 9 al 24 gennaio 2026 sarà operativo un Punto informativo nella sala “Antico Macello del Po” in via Matteo Pescatore 7, aperto tutti i giovedì e i venerdì dalle 16.00 alle 20.00 e i sabati dalle 9.30 alle 13.00. Per chiarimenti o ulteriori informazioni sul nuovo servizio è possibile consultare il sito www.amiat.it, seguire la pagina Facebook «Raccolta Differenziata Torino», scaricare la nuova app Iren Ambiente oppure contattare il Servizio di Customer Care Ambientale, chiamando il numero verde 800 017277 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 17.00) o scrivendo a amiat@gruppoiren.it.

TORINO CLICK

Morti di serie B

La tragedia di ieri giovedì 4 settembre a Pianezza, dove all’interno di un’azienda per la lavorazione di materie plastiche si è sviluppato un incendio di proporzioni enormi, impone una riflessione su più fronti.

Dopo aver assistito inermi alle numerosi morti sul lavoro, nelle varie tipologie possibili, e alle successive grida allo scandalo provenienti da più parti, ecco che una tragedia come quella di Pianezza ci disorienta, non sapendo dove collocarla.

I social, sempre pronti a dare fiato a notizie di ogni genere, spesso inutili se non dannose, ha giustamente puntato il dito sul danno ambientale, che peraltro nessuno sa identificare né quantificare.

L’ARPA Piemonte ha ribadito il consiglio di tenere chiuse le finestre, forse per evitare che qualcuno vedendo quella colonna di fumo aprisse le finestre per respirare a pieni polmoni.

La diossina, che nel 1974 tenne in scacco Seveso, è ormai soltanto un lontano ricordo; la legislazione attuale è, o dovrebbe essere, molto più attenta a certe tematiche rispetto a 50 anni fa.

Ma quanti si sono soffermati a valutare quale possa essere il rischio ambientale? Umberto Eco ha sottolineato come internet abbia dato diritto di parola agli imbecilli, e di ciò abbiamo prove evidenti ogni giorno.

Quali problemi potrebbe creare questa tragedia, o tragedie analoghe?

Fermo restando che ancora non sappiamo se e quali sostanze si siano sviluppate nella combustione, è evidente che anche vi fossero stati filtri, questi siano andati distrutti nell’incendio; ma a quali danni ha pensato la popolazione?

L’aria che respiriamo, sicuramente, è la prima ad essere coinvolta; l’assenza di vento forte ha, per fortuna, evitato che la nube traslasse orizzontalmente raggiungendo località distanti ma, per contro, la pioggia ha portato le particelle contenute nella nube nel terreno. Da qui si sviluppano due possibili scenari: l’erba che è venuta in contatto con la nube e che potrebbe essere mangiata dagli animali erbivori consentirà a tali sostanze nocive di arrivare all’uomo, attraverso la sua alimentazione (latte e carne). Inoltre, è possibile che, penetrando nel terreno, tali sostanze giungano nelle falde acquifere con ciò che ne consegue.

Non dimentichiamo, inoltre, che a poca distanza dal luogo dell’incendio, scorre la Dora Riparia che, pochi chilometri dopo, affluisce nel Po; immaginate le eventuali particelle tossiche fin dove possono arrivare.

Ovviamente, non conoscendo le analisi effettuate sul luogo possiamo solo ipotizzare tutto ed il contrario di tutto, ma un suggerimento mi sorge spontaneo elargirlo.

Anziché promulgare norme che impongono di mantenere indivisibile il tappo dalle bottiglie d’acqua, i sacchetti biodegradabili che profumano di cadavere e riciclare le plastiche (il che implica continuare a produrle), perché non si studiano veramente dei sostituti alla plastica nelle sue varie forme? 50 anni fa la plastica nell’automotive era usata molto meno di ora, acqua ed altre bevande erano vendute nel vetro (innocuo e riciclabile).

Qualcuno obietterà che i costi di produzione e il prezzo finale al consumatore aumenterebbero enormemente; nessuno ha mai fatto il conto di quanto, invece, questa politica dissennata del risparmio a scapito della salute costi alla comunità? La cura delle patologie derivanti dall’uso della plastica (microplastiche in circolo, ecc.) ha un costo economico enorme, come pure avvelenamento da diossina, tumori dell’apparato respiratorio, leucemie, tumori alla vescica (sono solo alcuni esempi) potrebbero essere evitati e con il denaro risparmiato investire in ricerca e produzione di impianti innocui o molto meno nocivi.

Certo è che se conosciamo a memoria la formazione della squadra per cui tifiamo ma non i nomi dei nostri Ministri, se l’ultima cosa che abbiamo letto è il libretto di istruzioni dello scacciazanzare, se pensiamo che diossina sia una nuova divinità femminile non lamentiamoci poi di essere sudditi, anziché cittadini.

Nessuno Governo può riuscire a governare correttamente se da parte dei cittadini non vi è la volontà di partecipare, la voglia di fare e aiutare a correggere, di aiutare a decidere.

Ovviamente chi non è andato a votare nelle varie istanze (Comune, Regione, Parlamento) non ha diritto di dire la sua.

Sergio Motta

“Donne e motori? Gioie e basta!”, a palazzo Lascaris fino al 4 ottobre

In occasione del Salone dell’Automobile 

Prenderà il via la terza edizione della mostra fotografica “Donne e motori? Gioie e basta!”, ospitata negli spazi della galleria Carla Spagnuolo di palazzo Lascaris, in via Alfieri 15, dal 10 settembre al 4 ottobre prossimi.
È un’esposizione ideata da Elisabetta Cozzi, fondatrice  e presidente del Museo Fratelli Cozzi di Legnano, in provincia di Milano, promossa dall’Associazione Friends of Museo Fratelli Cozzi.

La mostra approda a Torino dal 10 settembre al 4 ottobre prossimo  proprio nella capitale italiana dell’automobile,  in una delle sue sedi istituzionali più prestigiose, in concomitanza con il Salone dell’Automobile. In occasione della manifestazione automobilistica la mostra sarà aperta al pubblico anche sabato 27, domenica 28 settembre e sabato 4 ottobre dalle 14 alle 18.30.
“Donne e motori? Gioie e basta!” nasce con il chiaro obiettivo di smascherare e decostruire gli stereotipi che ancora oggi relegano il femminile a narrazioni svilenti, come “ Donne  e motori, gioie e dolori” o “Donna al volante, pericolo costante”.
La terza edizione del progetto si concentra su un pregiudizio ampiamente diffuso, cioè che le donne non sappiano fare squadra.  A rispondere a questa affermazione sono venti donne, scelte per il loro impegno in campo professionale, sociale o sportivo, ritratte in coppia con una “sorella”, figura scelta per il valore del legame professionale e umano. Il tema della “sorellanza” diventa, così, il filo conduttore di una narrazione nuova, fatta di energia condivisa, di alleanze e di solidarietà. Autrice delle immagini è Camilla Albertini, fotografa.
L’AIDA, Associazione Italiana Donne per l’automotive, sostenitrice dei valori di women empowerment e parità di genere, collabora attivamente alla diffusione della mostra sul territorio piemontese.

Gli orari della mostra sono dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito turismotorino.org

Mara Martellotta