ilTorinese

“Continua la Bassa crescita dell’economia italiana”

Giachino: “Purtroppo avevo ragione… Ne parlai nel mio libro a Marzo 2025. Nel frattempo aumentano le povertà e le diseguaglianze. La politica sembra insensibile alle sofferenze di una parte importante del Paese” 

 
Caro Direttore, 
L’attuale Governo sta tenendo magistralmente a posto i conti pubblici che, insieme alla stabilità economica, danno un messaggio positivo ai mercati , cosicché lo Spread si riduce sempre di più anche se la Bassa crescita economica non riesce a diminuire il nostro Debito Pubblico che al nostro Paese costa decine di miliardi che potrebbero essere usati per la Ricerca, per la Scuola e la Sanità.  La maggiore CRESCITA della nostra economia è il primo problema del nostro Paese.  Ne ho scritto nel mio ultimo libro PER CRESCERE DI PIÙ che presentai il 21 marzo scorso alla Camera dei Deputati insieme al Dott. Gianni LETTA. La bassissima crescita della economia  aumenta i suoi effetti negativi con l’aumento delle persone in povertà e con l’aumento delle diseguaglianze , due argomenti che il nuovo Santo Padre ha sottolineato ieri nell’ incontro con il Presidente Mattarella e la Premier Meloni. La politica , neanche le Piazze pro Palestina della settimana scorsa, sembra insensibile al grido di dolore delle persone in difficoltà.  Non era così nei primi decenni del dopoguerra. La la grande crescita economica che portò al Boom economico si può dire che ridusse le diseguaglianze perché le famiglie lavorando riuscivano a migliorare il benessere famigliare, gli immigrati dal Sud trovavano lavoro, facevano studiare i figli e acquistavano auto e casa. In questi ultimi trent’anni la bassa crescita della economia invece ha aumentato le diseguaglianze e la povertà. Le Città sono divise in due tra chi sta bene e la metà che sta male. A Torino in particolare la metà della Città che quattro anni fa stava male oggi sta peggio .Le periferie sono dimenticate o non sono centrali nelle strategie delle Amministrazioni comunali.
Abbiamo bisogno che la politica recuperi anima e sensibilità umana per ricalibrare le priorità . Abbiamo bisogno di maggiori competenze nel Governo nazionale e nelle Amministrazioni locali .  A ottant’anni dalla Liberazione emergono le grandi scelte dei Governi di De Gasperi e a guida DC. Per capirci nei Governi di De Gasperi c’erano più candidati alla Presidenza della Repubblica . Nell’attuale Governo le competenze di livello internazionale stanno ampiamente nel palmo di una mano. A Torino i grandi Sindaci sono Peyron e Grosso tutti e due di scuola DC.
Oggi non essendo possibile il terzo mandato di Sergio Mattarella , salvo che non si candidi la Premier , l’unico candidato autorevole e con consenso ampio e’ Gianni Letta.
Ecco perché non sono assolutamente fuori luogo i tanti richiami alla DC .
 
Mino GIACHINO 

“Poesia visiva. Racconto di un animo malinconico” di Teiler

Al Circolo degli Artisti di Torino 

Verrà inaugurata il 25 ottobre prossimo, alle  ore  17, presso la sede del Circolo degli Artisti di Torino, in corso San Maurizio 6, la mostra “Poesia visiva. Racconto di un animo malinconico”, con opere pittoriche e rame sbalzato dell’artista Teiler, al secolo Ferruccio Spezzati.
L’evento, che ha la curatela di Carla Bertone, proseguirà con ingresso gratuito fino al 7 novembre e sarà  visitabile dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30.
La mostra, corredata da un ricco dépliant con testi di Carla Bertone e Remigio Bertolino, esprime un modo di concepire l’arte che Teiler ha ben riassunto nel pensiero che lo rappresenta: “Lampi di creatività per sfuggire alla realtà vissuta. Che l’arte sia fuga?”.
Ferruccio Spezzati nasce a Valprato Soana nel 1945 e vive e lavora attualmente a Vicoforte.
Teiler, il suo nome d’arte, rievoca gli antenati che, a partire dal Seicento, tessevano in val Soana tele sottili di canapa, dando origine alla rista, la tela fine più pregiata, utilizzata nei corredi.
La sua carriera artistica inizia negli anni Settanta quando prende avvio un percorso di mostre e collaborazioni con stimate gallerie d’arte italiane. Espone in diverse mostre collettive private in Italia e all’estero.
Negli ultimi anni i suoi dipinti hanno trovato audacia ed espressività, divenendo riflesso della sua identità, dei suoi pensieri e delle sue passioni. Il processo creativo si svolge in modo naturale e istintivo, a testimonianza della profondità della sua intuizione artistica. Teiler ha riportato in vita la tradizione familiare della lavorazione del rame, dando vita ad opere a sbalzo, dimostrando una sapiente manualità in linea con la  tradizione e l’eleganza del segno”.

“Il Circolo degli Artisti – spiega il suo direttore Davide Mabellini – negli ultimi sei anni ha ripreso in modo pregnante quella che era la sua indole ottocentesca, quella di accogliere artisti e creativi in un luogo di condivisione. Per noi è quindi un vero piacere ospitare, nella settimana torinese dell’arte contemporanea,  una significativa selezione di opere del maestro Spezzati, offrendo la possibilità ai molteplici visitatori che, in quei giorni, frequenteranno la ricca offerta culturale in città, di conoscere o riscoprire l’arte di questo artista “.
“Teiler – spiega la critica e curatrice Carla Bertone – lavora sulla tela ordendo la sua trama pittorica in maniera rappresentativa e al tempo stesso emozionale.  Arte, storia, déja-vu, malinconia e ironia sono le tematiche e i sentimenti su cui si impernia l’arte di Ferruccio Spezzati.  La sua è  un’analisi profonda e sottile dell’esistenza umana rappresentata con accenti lirici di rara eleganza nei toni neutri del grigio sulle campiture uniformi di colore che regalano un’atmosfera trasognata e enigmatica. La sua sintassi si dipana su un impaginato neutro che esalta la figurazione umana, delineata in grisaille con poche e sapienti ombre tonali. Sono, infatti, i colori puri a definire la materia. Scarni tratti evocativi in nero, grigio, rosso, bianco, con pochi accenni azzurrati. Sulle sue tele si legge il racconto della commedia umana attraverso una scrittura simbolica, per immagini, a tratti surreale. Uomini vestiti di tutto punto, con giacca e cappello, si individuano per le mani scarne, dialogiche e interlocutorie, in attesa di un riscontro, come nell’opera “Gotico sentimentale”. In altre opere sono ritratti di schiena, oppure frontalmente senza un volto. Un vuoto tra cappelto e giacca che lascia trasparire la bellezza della natura e dell’amato paesaggio.
Le donne sono statuarie, con corpi plastici che sembrano stupendi manichini animati che incantano e provocano l’uomo. La donna viene ritratta con una sensualità carnale, ma elegante, anche senza capelli, perché  a comunicare è  il movimento di una mano o una posa particolare del corpo capace di conferirle  un erotismo sofisticato, l’essenza della femminilità.
Spezzati,  attraverso la sua arte, ci invita ad andare oltre le apparenze, il giudizio frettoloso, a cogliere la profondità delle cose ed anche a  vedere, al di là di un corpo statuario, per capire l’anima dell’essere umano.
Teiler porta avanti la tradizione dei Ruga, artigiani valsoanesi che, di generazione in generazione, si sono tramandati l’arte di lavorare il rame. Come già fece suo padre Marco Spezzati, apprezzato ed abile magnin in Mondovì Carassone, Teiler ha elevato ad arte la sua competenza di incidere e sbalzare lastre di rame. Le opere di Telier sono veri e propri gioielli che prendono forma da un soggetto determinato, dettagliatamente analizzato attraverso vari studi e bozzetti. Il disegno viene riportato sulla lastra ed inciso a bulino, per poi assumere tridimensionalità grazie alla sfera per lo sbalzo, che consente di deformare il metallo a cui viene data forma e rilievo grazie ai punzoni.
I suoi soggetti spaziano dall’arte sacra ai galli tipici delle decorazioni sulle ceramiche monregalesi, a scene di caccia o a opere decisamente importanti come il Trittico commissionato dalle Associazioni ANPI e gli Spigolatori sul tema della Resistenza e della testimonianza del lager vissuta da Lidia Rolfi e dalla compagna di deportazione Germaine Tillion”.

Per informazioni tel 0118128718

Mara Martellotta

Inviato dall’app Tiscali Mail.

Salvatore Tedesco Biosfere – La luce e il vivente: Operaparken Copenaghen

RISONANZE
Primo ciclo di conferenze tra arte e filosofia

a cura di Chiara Bertola e Federico Vercellone

 

da giugno a ottobre 2025

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Sala incontri

IL SESTO APPUNTAMENTO

 

GIOVEDI 16 OTTOBRE ORE 18

Salvatore Tedesco

Biosfere – La luce e il vivente: Operaparken Copenaghen

“Operaparken” – una delle più recenti fra le molte innovative soluzioni architettoniche che negli ultimi anni stanno profondamente rinnovando lo spazio urbanistico di Copenaghen – offre una significativa occasione di riflessione sulla luce e sulla relazione tra lo spazio e i viventi, sulla scorta di autori come Vernadskij e Portmann, del dibattito sulla biodiversità e delle poetiche scandinave contemporanee, come esemplarmente illustrato dal concetto di levendes land (la terra dei viventi).

Salvatore Tedesco insegna Estetica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo; è autore di tredici monografie, fra le quali “L’estetica di Baumgarten” (2000), “Il metodo e la storia” (2006), “Forme viventi” (2008), “Morfologia estetica” (2010), “Fuoco pallido. W.G. Sebald: l’arte della trasformazione” (2019), “La poesia e la forma del nostro tempo” (2023), “Artemisia Gentileschi” (2025). Curatore di numerose edizioni di classici filosofici della modernità, da Baumgarten a Shusterman, oltre che di numerosi volumi collettivi (fra i quali “Glossary of Morphology”, con F. Vercellone), nonché di un centinaio di articoli scientifici, è membro dalla fondazione della Società italiana d’Estetica, curatore della collana “Gli anelli di Saturno” presso Meltemi e componente del comitato scientifico di numerose riviste di settore.

Costo: 6€ comprensivo del diritto di prevendita

Acquisto online a questo link: https://www.gamtorino.it/it/evento/salvatore-tedesco/

 

Tra giugno 2025 e marzo 2026 la GAM di Torino organizza un ciclo di incontri, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino, curato da Chiara Bertola e Federico Vercellone.

Gli incontri, articolati in singole conferenze, ripercorrono i temi delle Risonanze che attraversano la programmazione espositiva della GAM dall’ottobre il 2023 alla primavera del 2026: luce, colore e tempo; ritmo, struttura e segno; incanto, sogno e inquietudine, e vedono la partecipazione di studiosi e studiose di rilievo internazionale nel campo della filosofia, della storia dell’arte e delle scienze umane, offrendo un’occasione unica di riflessione interdisciplinare, in cui pensiero e visione si intrecciano per generare nuovi livelli di lettura delle opere e dell’esperienza estetica.

Il primo ciclo di incontri da giugno a ottobre 2025 vede alternarsi grandi esperti di arte, estetica e filosofia contemporanea: Horst Bredekamp, Elio Franzini, Victor Stoichita e Anna Maria Coderch, Riccardo Venturi, Claudia Cieri Via e Salvatore Tedesco.

Il secondo ciclo di incontri prenderà avvio a partire da novembre 2025 e si concluderà a febbraio 2026, con la partecipazione di studiosi di prestigio internazionale come Massimo Cacciari, Fabio Belloni, Tonino Griffero, Francois Jullien e Chiara Simonigh.

GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA – Via Magenta, 31 – 10128 Torino

Orari di apertura: martedì – domenica: 10:00 – 18:00.
Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.

Le aree cani a Torino. Interventi necessari e possibili chiusure (come quella del Giardino Lamarmora)

A Torino i cani sono sempre più numerosi, se ne contano circa 85.000. Questi meravigliosi animali da compagnia sono amici, membri della famiglia, vere e proprie terapie per diverse patologie, contribuiscono molto alla socialità tra le persone e contribuiscono a rendere migliori le nostre vite; meriterebbero per questo spazi adeguati a farli correre liberi ed entrare in contatto tra loro tuttavia la disponibilità e soprattutto la qualità degli spazi a loro dedicati resta limitata, soprattutto nella prima Circoscrizione. Le aree cani recintate rappresentano uno strumento fondamentale per la sicurezza, il decoro urbano e il benessere animale, consentendo agli amici a quattro zampe di muoversi sotto la sorveglianza, fondamentale, dei proprietari.

Come si sa, infatti, l’area cani è l’unico luogo pubblico dove questi ultimi possono essere lasciati senza guinzaglio, anche se a volte questa regola non viene applicata. Nonostante gli sforzi del Comune, le aree disponibili spesso risultano insufficienti o troppo vicine alle abitazioni, causando problemi di rumore e di gestione. In alcune zone ci sono già state delle chiusure e in molte altre c’è un sostanzioso bisogno di manutenzione urgente: recinzioni, illuminazione, pavimentazioni e servizi complementari come fontanelle e panchine, infatti, sono spesso carenti.

Particolarmente delicata è la situazione dell’area verde di fronte al Tribunale di Torino, conosciuta come Giardino Caserma Lamarmora. Questo spazio pubblico, oggi utilizzato anche come area sgambamento, rischia di essere ridotto o trasformato per far posto ad un nuovo complesso commerciale con supermercato Esselunga, parcheggi interrati e strutture ricettive. Una scelta, questa, che potrebbe ridurre ulteriormente gli spazi verdi a disposizione dei cittadini, che si stanno battendo perché’ questo non avvenga, compromettendo la qualità della vita e il diritto ad avere spazi destinati al tempo libero degli animali.

Le aree cani, sebbene spesso trascurate, svolgono un ruolo sociale importante: favoriscono l’incontro tra residenti, l’attività fisica e il rispetto delle regole urbane. La loro tutela dovrebbe quindi diventare una priorità nelle scelte urbanistiche.

È necessario pianificare interventi partecipati, garantire vincoli per l’uso del suolo verde e prevedere alternative adeguate quando uno spazio viene destinato a nuove costruzioni. In mancanza di un equilibrio tra sviluppo urbano e spazi verdi, il rischio è che la città diventi meno vivibile, non solo per i cani, ma per le persone che oggi contano su questi luoghi. La sfida per Torino resta aperta: valorizzare le aree cani e gli spazi verdi senza sacrificarli alle esigenze commerciali, garantendo qualità della vita e benessere per tutti.

Un suggerimento ulteriore sarebbe poi quello di migliorare ancora di più le aree dividendole in base alla taglia degli animali consentendo così a chi ha un cane di piccola taglia di poter vivere ancora più serenamente il tempo passato all’interno degli spazi dedicati.

Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali.
(Immanuel Kant)

Per informazioni sulle aree cani cittadine: Areacani.it

Maria La Barbera

Eredità Agnelli, un altro giallo: la donazione a Edoardo

/

Una bozza di atto di donazione relativa a quote della società Dicembre da Gianni Agnelli al figlio Edoardo, datata 14 novembre 2000, sarebbe stata ritrovata nel corso di perquisizioni effettuate in alcuni studi legali e notarili nell’ambito dell’indagine penale condotta dalla Procura di Torino sull’eredità Agnelli, avviata diversi anni fa.

Il documento, incompleto, non firmato e mai convertito in atto definitivo, reca la dicitura “bozza” e un timbro del 14 novembre 2000. Secondo quanto emerge, l’Avvocato avrebbe previsto la donazione al figlio Edoardo della nuda proprietà, riservandosi l’usufrutto generale vitalizio, di una quota del valore di 5 miliardi di lire della Dicembre, la holding di famiglia.

Il giorno successivo alla redazione del documento, il 15 novembre 2000, Edoardo Agnelli perse la vita. La bozza, insieme ad altri documenti, è oggi al centro della causa civile promossa da Margherita Agnelli contro i tre figli John, Lapo e Ginevra Elkann.

Rapina e inseguimento da film: sei poliziotti feriti

Inseguimento da film: una rapina violenta in strada, un posto di blocco dei carabinieri seguito da una fuga folle e un inseguimento  delle forze dell’ordine per  14 chilometri. Alcune  auto della polizia sono state speronate, fino all’arresto dei responsabili e il ferimento di sei agenti. L’episodio è avvenuto tra la serata di martedì 14 e la notte di mercoledì 15 ottobre 2025, nelle zone di Torino, Collegno e Grugliasco, per poi finire nuovamente a Torino. In manette due giovani di origine marocchina di 19 e 17 anni, accusati di rapina e resistenza a pubblico ufficiale.

Il Polo del ‘900  diventa “Istituto della Cultura” 

Un importante passo in avanti per il futuro del Polo del ‘900 è stata l’approvazione, avvenuta il 14 ottobre scorso, con voto all’unanimità da parte del Consiglio Regionale del Piemonte, della revisione dello Statuto dell’Ente, presentata dall’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Marina Chiarelli. Questo passo fa seguito al lavoro congiunto con gli altri enti fondatori, il Comune di Torino e la Fondazione Compagnia di Sanpaolo, sancendo il riconoscimento ufficiale come “Istituto della Cultura”, prorogandone la durata fino al 2075. Due novità sostanziali che rafforzano il ruolo strategico del Polo all’interno del sistema culturale piemontese nazionale. Grazie a questa modifica, il Polo potrà accreditarsi presso il Ministero della Cultura, accedendo direttamente ai bandi di finanziamento e riconoscendo la propria funzione istituzionale come presidio culturale permanente. Inoltre, la possibilità di avere un patrimonio proprio conferisce all’Ente un’autonomia gestionale e operativa, fondamentale per affrontare con continuità e visione le sfide culturali dei prossimi decenni.
“Con la revisione dello Statuto diamo seguito all’evoluzione naturale del Polo del ‘900, che negli anni ha acquisito un ruolo sempre più importante sul nostro territorio – ha dichiarato l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Marina Chiarelli – il lavoro sinergico delle realtà che operano all’interno del Polo, unito a un patrimonio storico, fisico e digitale di straordinario valore, ha reso questo spazio un laboratorio permanente di cultura, memoria, cittadinanza attiva e innovazione sociale. Il riconoscimento da parte del Ministero della Cultura, e l’estensione della durata dell’Ente, rappresentano un investimento sul lungo periodo, un volano per progetti di ampio respiro che sapranno coinvolgere sempre di più le giovani generazioni”.

Situato nel cuore di Torino, in piazzetta Antonicelli, il Polo del ‘900 è molto più di uno spazio fisico: è un ecosistema culturale che unisce 26 enti partner tra istituti storici, archivi, fondazioni e associazioni che lavorano per valorizzare la cultura del Novecento e stimolare il dialogo sul presente e sul futuro. In pochi anni, il Polo si è affermato come uno dei luoghi principali della memoria attiva, punto di riferimento per cittadini, studiosi, studenti e nuove generazioni grazie a un’offerta culturale ricca e multidisciplinare.
Tra le altre novità all’interno dello Statuto, l’esclusione della figura del direttore degli organi della Fondazione, in quanto si tratta di una figura gestionale nominata con procedura a evidenza pubblica dal CDA, che ne delimita i poteri; la durata del CDA, che passa dai tre anni attuali a quattro esercizi, fino all’approvazione del bilancio consuntivo relativo al quarto esercizio; la designazione del presidente, che avverrà a turno da parte della Regione Piemonte e della Città di Torino, d’intesa con la Fondazione Compagnia di Sanpaolo; la riduzione da cinque a tre componenti del Collegio dei Garanti; l’incremento del mandato del direttore da tre a cinque anni.
Negli anni il Polo del ‘900 ha saputo valorizzare la memoria storica con una offerta culturale innovativa, accessibile e aperta alla contemporaneità, fatta da mostre, incontri, laboratori, attività Educative per le scuole, progetti digitali e iniziative sul territorio. Uno spazio dinamico e inclusivo, capace di affrontare le grandi questioni del nostro tempo. Con la nuova configurazione giuridica, e il sostegno delle istituzioni, il Polo del ‘900 si appresta ad affrontare una nuova fase del proprio percorso, rafforzando la sua missione di luogo della memoria e, al tempo stesso, laboratorio del futuro al servizio delle nuove generazioni.

Mara Martellotta

Una tela sparita di Delleani torna alla Gam dopo 40 anni

/

Paesaggio con figure e temporale sullo sfondo (1899) di Lorenzo Delleani  torna alla Gam di Torino. Qui era stata rubata insieme ad altre tele negli anni Ottanta.

Dopo oltre quarant’anni a restituirla sono stati i carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Monza, incrociando i dati del database che contiene 1,2 milioni di opere d’arte rubate con quelli di gallerie d’arte e case d’asta. Il quadro  era in vendita  in una casa d’asta del Bresciano con una base che partiva da mille euro. L’opera era stata venduta da una ignara signora che l’aveva avuta  in eredità dal padre che aveva avuto in dono il dipinto come compenso per avere installato un impianto antifurto in una galleria d’arte di Torino. “Qui non ci sono indagati ma c’è il ritorno a casa di un’opera d’arte – ha spiegato all’Ansa il maggiore Michele Minetti, comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza -. La nostra attività quotidiana è quella di controllare case d’asta e gallerie per verificare quello che hanno in vendita e confrontarlo con il nostro database che è il più ampio che abbiamo al mondo”. Alla riconsegna del quadro era presente anche il sindaco, Stefano Lo Russo, che ha ringraziato i carabinieri per il lavoro fatto e ha evidenziato come la Gam sia “un polo culturale che deve continuare ad avere una grande ambizione e ha bisogno di un piano di rilancio.”

Sulle tracce di fra’ Gerardo, il fondatore dei Cavalieri di Gerusalemme

Erano monaci vestiti di nero con una croce ottagona cucina sul petto che dalle alture della Costiera Amalfitana decisero un tal giorno, mille anni fa, di partire per la Terra Santa e di aiutare poveri, malati e pellegrini. Erano guidati da fra’ Gerardo Sasso, monaco benedettino che fondò a Gerusalemme l’Ordine Ospitaliero dei Cavalieri di San Giovanni che diventerà in seguito l’Ordine di Malta. La Prima Crociata (1096-1099) è ancora lontana, la Città Santa è in mano ai musulmani ma fra’ Gerardo riesce ugualmente ad ottenere dal califfo d’Egitto il permesso di costruire una chiesa con un monastero e un piccolo ospedale, nei pressi del Santo Sepolcro, dedicato a San Giovanni Battista, per assistere pellegrini e malati. Da lì sorse il primo Ordine monastico-cavalleresco della storia i cui monaci-cavalieri facevano voto di castità, povertà e obbedienza. Da Scala, sulle alture di Amalfi, dove nacque, comincia la grande avventura di Gerardo Sasso che, insieme ai suoi amici mercanti amalfitani, nella seconda metà dell’XI secolo, si imbarcò su una galea diretto a Gerusalemme.
Un viaggio di settimane, sfidando tempeste e assalti di pirati. A distanza di mille anni il ricordo di fra’ Gerardo Sasso, che nel 1984 fu proclamato Beato da Papa Giovanni Paolo II, è ancora vivo nelle contrade di Scala dove viene ricordato ogni anno, il 3 settembre, giorno della sua morte, con solenni celebrazioni. Ma era davvero amalfitano? Si è discusso molto sull’origine di questo Gerardo, priore dell’ospedale e primo “Gran Maestro” dell’Ordine Giovannita, antesignani dei Cavalieri di Malta. Francese, provenzale o amalfitano? O perfino astigiano? Oggi la maggior parte degli storici propende per la paternità amalfitana. La croce a otto punte, che rappresenta le otto Beatitudini, simbolo dell’Ordine, era già presente sulle monete della Repubblica amalfitana ben prima della nascita dell’Ordine stesso. Fonti e documenti storici fanno comunque ritenere che Gerardo sia nato proprio sui colli della mitica Costiera Amalfitana come d’altronde sostiene lo stesso Ordine di Malta nel suo sito ufficiale. Per “scoprire” la verità siamo andati sulla Costiera sulle tracce del beato Gerardo (1040-1120). Sbarcati ad Amalfi siamo saliti a Scala, a 450 metri sul livello del mare, perché in questo piccolo paese di 1500 abitanti è nato davvero fra’ Gerardo, creatore del più potente, nobile e glorioso Ordine monastico-guerriero della storia. Tutti a Scala conoscono la sua storia. Circondato da boschi, terrazzamenti di uliveti e vigneti, Scala è un’oasi di tranquillità accarezzata dalla brezza marina della Costiera, lontana dal turismo di massa della vicina splendida Amalfi. Ripide stradine scorrono lungo case posizionate proprio a forma di scala, si vedono antiche torri di avvistamento e resti di bagni arabi della nobiltà scalese in alcune contrade del borgo in cui sono vissute blasonate famiglie come i Sasso alla quale appartenne fra’ Gerardo che nel XI secolo partì da Scala per la Terra Santa dove fondò l’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, detti anche “Giovanniti”, che verrà riconosciuto ufficialmente da Papa Pasquale II nel 1113. Un uomo pio, fra’ Gerardo, di grande carità, dedito all’assistenza e alla cura di malati e bisognosi, protagonista nella Terra Santa dell’epoca.
Fino alla sua morte fu il responsabile dell’ospedale che, dopo la conquista cristiana della città nel 1099, ripartì con più forza ed energia. È rimasto poco di lui a Scala, solo una via con il suo nome, via fra’ Gerardo Sasso, che porta alle rovine della sua casa e alla chiesetta di San Pietro dove è immortalato in un quadro con il mantello nero dei Cavalieri e la croce di Malta mentre assiste un malato. La fondazione del Regno di Gerusalemme alla fine della Prima Crociata costrinse l’Ordine ad assumere nuovi compiti, in particolare quello di difendere con le armi il Regno latino, proteggere i pellegrini, le strade di collegamento e le strutture mediche. Il frate diventa cavaliere e d’ora in poi combatterà con i crociati. Come detto, Scala con tutta probabilità ha dato i natali a Gerardo anche se in Provenza e nell’astigiano la pensano diversamente. A Tonco d’Asti per esempio giurano di averlo visto in paese, almeno come figurante, durante la tradizionale festa del Pitu. Alcuni storici locali contestano l’origine amalfitana di Gerardo e sostengono che il fondatore dell’Ordine nacque in questo borgo come Gerardo, signore di Tonco Monferrato. L’Ordine di Malta, bisogna ricordarlo, non è mai scomparso, ancora oggi è vivo e attivo, anche se con mansioni diverse. É presente con le ambulanze dell’Ordine con la croce di Malta e la scritta “Giovanniti” nei teatri di guerra, dall’Ucraina al Medio Oriente, e anche nelle strade delle nostre città al servizio dei cittadini. Oggi conta su 13.000 membri, 100.000 volontari e 52.000 tra medici, infermieri e paramedici in più di 120 Stati. Da quando è iniziata la guerra in Ucraina l’Ordine ha fornito aiuti umanitari a oltre quattro milioni di ucraini.                                                                          Filippo Re
Nelle foto:
Panorama di Scala (Amalfi)
Quadro con fra’ Gerardo
Chiesa di San Pietro a Scala

Lavori per 1,2 milioni di euro su impianti termici di scuole e impianti sportivi

 

Un pacchetto di interventi straordinari del valore di quasi 1 milione e 200mila euro per la manutenzione degli impianti termici e di trattamento aria in numerosi edifici pubblici è stato approvato  dalla Giunta Comunale, su proposta dell’assessora alle Politiche per l’Ambiente e alla Transizione Ecologica, Chiara Foglietta.

Il piano, che verrà realizzato da Iren Smart Solutions, coinvolge scuole, impianti sportivi e altre sedi comunali e rappresenta un’azione concreta per garantire l’efficienza energetica, la continuità dei servizi e la sicurezza degli ambienti destinati a studenti, operatori e cittadine e cittadini.

Tra gli interventi approvati figurano il rifacimento delle reti di distribuzione degli impianti di riscaldamento nei complessi scolastici di via Romita, via Collino e via Paoli, la sostituzione degli aerotermi nella palestra della scuola di via Cecchi, l’ammodernamento della centrale termica del campo sportivo di via Monteverdi e l’integrazione dell’impianto di riscaldamento nella piscina di via Ragazzoni. A questi si aggiungono interventi su altre sedi comunali.

Le opere saranno finanziate con entrate straordinarie da alienazioni immobiliari.

TORINO CLICK