ilTorinese

Toro in affanno Juve già in forma

A meno di una settimana dall’inizio del campionato,Toro e Juve vivono un diverso stato di forma.

I granata si sono qualificati al 16esimi di finale di Coppa Italia battendo la Cremonese,in 10,ai rigori ma quanta fatica!Il Toro non è in forma,a tratti gioca secondo i dettami di Juric ma troppi sono i problemi che avvolgono la volenterosa squadra granata.Manca la qualità a centrocampo,il mercato dovrà portare 2 giocatori coi piedi buoni,poi un difensore centrale.Vendere chi non fa più parte del progetto:Verdi,Lyanco, Rincon,Baselli,bocciati dal tecnico granata senza attenuanti.Dar via i 7 giovani del vivaio tornati dai prestiti ed altri promossi dalla primavera in prima squadra,non giudicati ancora pronti.Solo dopo aver risolto queste situazioni e con i nuovi arrivi il Toro potrà lottare per l’8/10 posto.Diversamente l’unico obiettivo sarà salvarsi,come nelle 2 ultime stagioni,alla penultima giornata di campionato.
Diversa atmosfera si respira in casa Juve.I bianconeri tornano favoriti per lo scudetto alla pari dei campioni d’Italia dell’Inter.Voci dalla Spagna certificano che Ronaldo andrà al Paris Saint Germain al posto di M’Bappè promesso sposo del Real Madrid.
Ma tutto questo non spaventa la società bianconera e mister Allegri perché là davanti,anche senza il fuoriclasse portoghese,ci sono Chiesa,Morata, Bernardeschi, Kulusevsky, Dybala.
Intanto oggi ci sono stati contatti continui col Sassuolo per Locatelli e l’accordo economico è stato trovato a 35 milioni di euro bonus, C’è solo un problema:la formula,con i neroverdi che continuano a volere l’obbligo di riscatto incondizionato, mentre i bianconeri vorrebbero mettere il diritto che poi si trasformerebbe in obbligo a determinate condizioni.A breve l’annuncio dell’avvenuto acquisto del campione d’Europa Locatelli alla Juve.

Vincenzo Grassano

L’Arma dei Carabinieri in sorvolo sui siti UNESCO del Piemonte

I militari del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Torino, in
collaborazione con il 1° Elinucleo Carabinieri di Volpiano, si sono alzati in volo per
verificare l’integrità di alcuni siti UNESCO del Piemonte, in particolare il sito
palafitticolo del Lago di Viverone, il Sacro Monte di Varallo e il Santuario di Oropa.

Inserito tra i 111 siti archeologici palafitticoli seriali dell’Arco Alpino, il sito di Viverone
(Emissario I) – dichiarato sito UNESCO nel 2011 – è di straordinaria importanza storicoscientifica. La presenza di oltre 5000 pali nel terreno sotto il livello dell’acqua testimonia
l’insediamento di un antico e vasto villaggio palafitticolo risalente all’età del bronzo.
Tra i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, il Sacro Monte di Varallo – dichiarato sito
UNESCO nel 2003 – rappresenta l’esempio più antico e di maggior interesse artistico e
culturale. Edificato a partire dal XV secolo, posizionato su una parete rocciosa, il
complesso è stato concepito con l’idea di riprodurre il percorso che i pellegrini seguivano
per raggiungere la Terra Santa e per questo è definito “Nuova Gerusalemme”. Il luogo
sacro è costituito da una cinquantina di edifici, che, attraverso 43 cappelle e 400 gruppi di
statue in terracotta, narrano gli episodi della vita di Gesù e di Maria Vergine. Di
particolare pregio è il complesso di affreschi, con circa 4000 figure, alcuni dei quali
realizzati dall’artista Gaudenzio Ferrari.

Il Santuario di Oropa – dichiarato sito UNESCO nel 2003 – è un santuario mariano che si
estende a 1200 metri di altitudine all’interno della Riserva Speciale del Sacro Monte di
Oropa, occupando una superficie di 1500 ettari. Edificato a partire dal IV secolo, vanta il
contributo dei prestigiosi architetti Filippo Juvarra e Guarino Guarini.
In Piemonte e in Valle d’Aosta si trova un ricchissimo patrimonio culturale caratterizzato
dalla presenza di 8 siti UNESCO, oltre 90 aree archeologiche e più di 70 aree
paesaggistiche riconosciute e vincolate. Il controllo aereo, effettuato in stretta
collaborazione tra i reparti dell’Arma, costituisce un efficace strumento di controllo e di
monitoraggio per tutelare il patrimonio culturale diversificato presente nelle varie aree
territoriali.

L’Accademia Albertina e le tragiche vicende afghane

Caro direttore, l’Accademia Albertina segue con trepidazione le tragiche vicende afghane

Riteniamo che, quale sarà l’evolversi della situazione, vada garantita ai giovani, donne e uomini, la possibilità di proseguire gli studi e di costruirsi un futuro.

In sintonia  con la Conferenza dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie italiane e dell’intero comparto AFAM, in attesa di decisioni dal Ministero dell’Università e della Ricerca, nella scia di quanto avviato dall’ Accademia di Roma, e della grande e pluriennale apertura dell’Accademia Albertina agli scambi ed alle collaborazioni con l’estero, intendiamo reperire fondi per istituire borse di studio per le studentesse e gli studenti afghani, ed eventuali posizioni di “Visiting Professor”.

Per raggiungere questi obiettivi ci avvarremo anche della rete di relazioni che intratteniamo con le organizzazioni umanitarie impegnate nella tutela dei diritti dei profughi.

Il Presidente  Paola Gribaudo –  il Direttore Edoardo Di Mauro

Dopo la spaccata, la discussione

I fatti accaduti la scorsa settimana

Sono le 4 del mattino quando due soggetti tentano di sollevare le saracinesche di alcuni esercizi commerciali in corso Palermo. Dopo vari tentativi, uno dei due, cittadino marocchino di 33 anni, infrange la vetrina di un bar utilizzando una mazza da baseball mentre il secondo uomo, un quarantatreenne italiano, controlla il passaggio di eventuali persone ed autovetture. Aperto un varco tra i frammenti della vetrata, iniziano a discutere su chi per primo avrebbe dovuto fare accesso nel locale. L’alterco dura una manciata di minuti, i due arrivano perfino a spintonarsi. Il trambusto creato attira l’attenzione di un cittadino che, resosi conto di quanto stesse accadendo, avverte il proprietario del locale. Questi, a sua volta, allarma il 112 NUE. Nel frattempo i due, risolto il loro conflitto, si introducono all’interno dell’attività facendo razzia di alcune bottiglie di liquore ed oggetti di vario tipo. Portata a compimento l’attività delittuosa, i due scappano. Gli agenti delle Volanti, grazie alle descrizioni fornite, rintracciano i rei seduti in un’auto parcheggiata ad un centinaio di metri dal locale, visibilmente affannati e sudati, segno della corsa appena conclusa. Durante la perquisizione vengono rinvenute la mazza da baseball precedentemente utilizzata ed un cacciavite mentre una borsa contenente un paio di tenaglie era stata abbandonata all’interno del bar.

Entrambi, con numerosi precedenti di Polizia, sono stati arrestati per furto aggravato. Inoltre, il quarantatreenne è stato denunciato per una rapina commessa nei primi giorni di agosto in un supermercato in zona Barriera Milano.

Colle di Nava, rimosso l’ultimo cantiere Anas

La scorsa settimana Anas ha rimosso l’ultimo dei tre sensi unici alternati in vigore lungo la statale 28 “del Colle di Nava” per consentire i lavori di ricostruzione e consolidamento della sede stradale e delle scogliere sul fiume Tanaro danneggiate dal grave evento alluvionale di ottobre 2020.

I cantieri, ad oggi tutti e tre dismessi, erano stati attivati al km 67,800 della statale, nel comune di Bagnasco, e ai km 86,450 e 93,300, entrambi nel comune di Ormea, in provincia di Cuneo.

Il provvedimento di ripristino della viabilità senza limitazioni lungo l’intero asse della statale è stato preso al fine di fluidificare la circolazione in concomitanza con i grandi spostamenti estivi e ha richiesto la riorganizzazione delle aree di cantiere oltre alla rapida esecuzione di alcune lavorazioni in vista, in particolare, del Ferragosto. Le ultime finiture e le lavorazioni localmente residue, tra cui il rifacimento della pavimentazione lungo il tratto e la posa delle barriere laterali, saranno programmate al termine del picco di traffico d’esodo.

Nel corso delle scorse settimane sono stati inoltre completati i lavori di adeguamento delle barriere laterali con rifacimento del cordolo e locale consolidamento della piattaforma stradale a Bagnasco, per un tratto all’altezza del km 67,200 e a San Michele Mondovì, al km 40. In questo caso gli interventi sono stati programmati al fine di elevare il livello di esercizio dell’infrastruttura.

L’assenza di limitazioni consente di agevolare gli spostamenti lungo la strada statale dove, già da maggio, nel fine settimana la regolazione del traffico in corrispondenza dei cantieri era gestita dai movieri per favorire, in particolare, il deflusso di rientro proveniente dalla Liguria la domenica pomeriggio.

Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri (guidaebasta.it). Per una mobilità informata l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148.

Incendi, on. Napoli: “Introdurre reato di terrorismo ambientale”

Il 29 maggio 2015 il Codice penale ha recepito le modifiche introdotte con la legge 68 dello stesso anno e previsto, fra le altre fattispecie, quella di “disastro ambientale” codificata nell’art. 452-quater. La pena prevede, per gli autori del reato, una detenzione minima di 5 anni e una massima di 15 anni.

     La vastità degli incendi di queste settimane e la certezza acquisita dagli investigatori sulla loro natura dolosa dovrebbero indurre il Parlamento a riformulare in modo più incisivo il concetto stesso di disastro per classificarlo, a mio giudizio in modo più aderente alla realtà, in “terrorismo ambientale”.

La gravità delle distruzioni provocate dagli incendi, e soprattutto la morte di alcune persone a causa di essi, devono spingere il legislatore a considerare gli autori alla stregua di terroristi. Per via dei danni irreversibili provocati all’ambiente, ma anche per la morte di persone innocenti. L’inasprimento delle pene dovrebbe essere la conseguenza naturale della riclassificazione del reato.

on. Osvaldo Napoli, deputato di Coraggio Italia

Papaveri (da oppio) e papere (geopolitiche)

 IL PUNTASPILLI di Luca Martina

 

L’offensiva talebana in Afghanistan ha subito una grande accelerazione negli ultimi mesi.

 

Il suo obiettivo è quello di arrivare all’inizio dell’inverno (quando l’azione militare dovrà ridursi drasticamente per ragioni climatiche) con la maggior parte del Paese sotto il proprio controllo e sembra più vicino ora che anche la capitale Kabul ha ceduto agli “studenti” (questo il significato in Pashtu, la lingua iranica parlata anche in Pakistan, della parola “talebani”).

 

Il disimpegno americano (con il ritiro totale fissato entro l’11 settembre) non avrebbe dovuto, automaticamente, riconsegnare il paese ai vecchi governanti, spodestati nella guerra intrapresa all’indomani dell’attentato terroristico che distrusse, nel 2001, le torri gemelle di New York.

 

Più di 2.300 miliardi di dollari sono stati spesi complessivamente dagli Stati Uniti nel Paese asiatico e una importante parte di questa somma è stata destinata all’assunzione e alla formazione delle truppe locali.

 

Sulla carta l’esercito e la polizia afghana conterebbero su 300.000 effettivi, ben superiori alle forze talebane, che si aggirerebbero intorno ai 60.000 combattenti alle quali si aggiungono milizie per un totale di 200.000 persone.

 

La endemica corruzione ha però generato un esercito impreparato, poco leale e motivato e di dimensioni probabilmente molto inferiori ai dati ufficiali.

 

Quando il “generale inverno”, a dicembre, imporrà il cessate il fuoco il Paese potrebbe essere ormai completamente sotto il controllo talebano e pronto ad esportare, oltre alla droga (la principale fonte non ufficiale di valuta forte), incertezza e instabilità al resto del mondo.

 

Basti pensare che nel 2007 si stimava che il 93% degli oppiacei circolanti nel mondo era stato coltivato in Afghanistan, con introiti superiori ai 4 miliardi di euro.

 

Poco importa che la coltivazione dei papaveri da oppio e la sua raffinazione sia stata in larga parte creata negli anni 70 con la poco lungimirante complicità della CIA statunitense, in ottica antisovietica: il cane rabbioso, si sa, una volta recisa la catena si avventa, mordendola, sulla mano che lo nutre.

 

L’Afghanistan, una volta riunito sotto un unico governo talebano, sarebbe in grado di riattivare le tantissime (circa 1400) miniere presenti sul suo territorio: si tratta di carbone, rame, oro, ferro, gas naturale, petrolio e altre preziose risorse.

 

Questo enorme fiume di denaro servirebbe poi, con ogni probabilità, anche ad alimentare una miriade di gruppi terroristici legati al mondo islamista radicale, con effetti destabilizzanti sulla regione (e non solo).

 

La speranza è che i negoziati, iniziati a Doha nel 2018 e mai completamente interrotti, possano produrre dei risultati positivi e che il Paese, situato proprio nel cuore dell’Asia Centrale, possa rinverdire i fasti legati alla “Via della seta”.

 

L’Afghanistan è stato il crocevia di importanti traffici commerciali sin dal 2500 avanti Cristo quando il suo lapislazzuli (la preziosa, dal suo etimo latino-arabo, “pietra azzurra”) andava ad impreziosire le arpe in avorio che accompagnavano le sepolture dei sovrani di Ur, in Iraq.

 

La massima fioritura si ebbe tra il primo secolo a.C. ed il secondo secolo della nostra era quando le sue strade erano percorse dalla seta proveniente dalla Cina, spezie, avorio e crisolito (usato per produrre abiti resistenti al fuoco) dall’ India, oggetti di argento dall’impero persiano e prodotti in oro, vetro, terracotta, statue ed anfore da Roma ed il suo impero.

 

Fu solo lo sviluppo delle tecniche navali, nel XVI e XVII secolo, che rese più semplici gli spostamenti via mare, a consegnare all’oblio la via della seta e con essa lo stesso territorio afghano.

 

Oggi la crescita economica e demografica del continente asiatico rappresenta una grande opportunità per il Paese e lo pone al centro di importanti intrecci geopolitici ai quali, al ruolo storico della Russia, si sono aggiungi negli ultimi decenni prima gli Stati Uniti e, in tempi più recenti, la vicina Cina.

 

Proprio la Cina, d’altronde, condivide con l’Afghanistan un, pur sottile, di 76 chilometri, confine ed è perciò molto attenta all’evoluzione della situazione per poterne, a tempo debito, cogliere i frutti.

 

La partita che si gioca avrà dunque impatti economici e politici molto importanti e sarà l’ennesimo banco di prova della sfida che contrappone il mondo occidentale alla Cina e alla Russia.

 

Speriamo di non doverci trovare un giorno a rimpiangere il, forse troppo prematuro, ritiro del contingente americano e nella scomoda situazione di avere a che fare con una nuova, ma potenzialmente ben più rilevante, Corea del Nord. ​

Il bilancio ferragostano dei controlli di polizia nelle stazioni

6 indagati, 3.954 persone controllate, di cui 645 con precedenti. 224 pattuglie impegnate nelle stazioni e 13 in abiti civili per attività antiborseggio. 53 i servizi di vigilanza a bordo treno per un totale di 135 convogli presenziati. 17 i servizi lungo linea e 21 di ordine pubblico. Questi i risultati dell’attività settimanale, dal 9 al 15 Agosto 2021, del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

 

Il personale Polfer è stato impiegato nelle stazioni non presidiate tra cui nella provincia di Torino: Lingotto, Bardonecchia, Carmagnola e Rivarolo; nella provincia di Cuneo: Mondovì, Alba, Bra, Ceva e Fossano. Durante la settimana sono stati intensificati i servizi di prevenzione e vigilanza anche in concomitanza con le partenze previste per il Ferragosto, verso le località turistiche sulla costa e montane.

A Torino Porta Nuova i poliziotti hanno indagato un diciottenne tunisino per inottemperanza all’ordine del Questore di Torino di lasciare il Territorio Nazionale emesso nello scorso mese di marzo. Il giovane, fermato per un controllo, è risultato privo di documenti, pertanto è stato posto a disposizione dell’Ufficio Immigrazione della Questura. Un diciassettenne somalo è stato rintracciato all’interno dello scalo ferroviario e successivamente è stato accompagnato presso una struttura di accoglienza per minori della città. Sempre a Torino un trentaquattrenne tunisino è stato denunciato per false dichiarazioni sull’identità, mentre nello scalo di Porta Nuova un 26enne somalo è stato sanzionato per esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore. Infatti, lo straniero è stato sorpreso a chiedere denaro ai viaggiatori nel parcheggio auto cittadino adiacente alla stazione. Nei suoi confronti è stato inoltre irrogato un ordine di allontanamento dalle aree adiacenti lo scalo ai sensi del Decreto Minniti.

Nella stazione di Torino Porta Susa una 55enne italiana è stata denunciata per oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale. Gli agenti, avvisati della presenza a bordo di un convoglio di una donna in stato di agitazione, all’arrivo del treno Chivasso -Torino in stazione, l’hanno individuata e bloccata. Fin da subito la viaggiatrice si è dimostrata nervosa e poco collaborativa, proferendo verso i poliziotti frasi offensive e minacciose a tal punto da sferrare uno schiaffo ad uno degli operatori. Dopo averla tranquillizzarla, la donna è stata denunciata e affidata a personale medico nel frattempo giunto sul posto.

In Provincia di Alessandria il giorno di Ferragosto è stata sospesa la circolazione ferroviaria per due ore a causa di un incendio di sterpaglie divampato sulla linea FS AL-Voghera nei pressi di Torre Garofoli (AL). Il personale della Polfer si è prodigato in ausilio alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco, impegnate sul posto, per il coordinamento dell’intervento sulla linea ferroviaria e l’assistenza ai viaggiatori.

Un 45enne torinese, nella stazione di Novara e un minorenne italiano, a Domodossola, sono stati denunciati all’Autorità Amministrativa per essere stati trovati in possesso di diversi grammi di stupefacente tipo hashish, poi sottoposto a sequestro.

 

 

Ruba cartucce della stampante per oltre 400 euro

Quarantatreenne arrestato

Nella tarda serata di venerdì scorso, gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un cittadino romeno di 43 anni.

L’uomo, dopo essere entrato in un supermercato di corso Traiano, si è immediatamente diretto verso la corsia degli articoli elettronici in compagnia di un altro soggetto. Qui ha prelevato 13 confezioni di cartucce per stampanti, del valore di circa 450 euro, e le ha occultate in una busta per surgelati. A questo punto il quarantatreenne si è diretto verso l’uscita, oltrepassando la barriera di una cassa chiusa. Un dipendente della vigilanza, accortosi di quanto appena accaduto, lo ha bloccato, allertando nel frattempo il 112 NUE; il suo complice riuscirà invece a guadagnare la fuga.

La refurtiva è stata riconsegnata al punto vendita mentre per l’uomo sono scattate le manette per furto aggravato.

Arrestati pusher poco più che ventenni

Nel primo pomeriggio di venerdì una pattuglia della Squadra Volanti ha controllato un furgone in transito su via Tirreno. A bordo tre cittadini italiani di 24, 23 e 21 anni. Dai primi accertamenti è emerso come l’intero gruppo fosse gravato da numerosi precedenti di Polizia. Inoltre, il ventitreenne ed il ventunenne sono risultati destinatari del foglio di via obbligatorio dal comune di Lucca. I poliziotti hanno perquisito conducente, passeggeri e veicolo.

Occultate in un boccale di birra, riposto nel vano portaoggetti, sono state rinvenute alcune infiorescenze di marijuana, mentre un borsone sistemato nel bagagliaio del veicolo è risultato contenere un bilancino di precisione, un coltello a serramanico e 450 euro in contanti, nascosti in un paio di calzini, a loro volta celati nella tasca di un pantalone. La perquisizione personale effettuata sugli occupanti dell’abitacolo ha permesso il rinvenimento di un paio di buste trasparenti, contenenti ulteriori infiorescenze, negli slip dei due ragazzi più giovani.

Le perquisizioni sono proseguite nelle rispettive abitazioni. Nell’appartamento del ventiquattrenne, gli agenti hanno trovato l’occorrente per la realizzazione di una serra artigianale come lampade a raggi UV, un annaffiatoio, oltre 60 buste in plastica ed una macchina per il sottovuoto. Infiorescenze, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento sono stati rinvenuti nelle altre due case.

Complessivamente sono stati sequestrati oltre 2 etti e mezzo di marijuana, quasi 5 grammi di ketamina, 4 di hashish ed oltre 700 euro in contanti.

Il gruppo è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.