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A Chieri la rete del gas si rinnova

Anche nel corso del 2026 il territorio comunale di Chieri sarà interessato da una serie di interventi da parte della società Italgas, finalizzati all’ammodernamento e al potenziamento della rete di distribuzione del gas naturale (sostituzione delle vecchie tubazioni interrate e realizzazione degli allacciamenti). Dal momento che i cantieri potrebbero comportare disagi temporanei in particolare per le attività economiche e la viabilità, l’Amministrazione comunale ha voluto promuovere un tavolo di confronto preventivo con i rappresentanti dei commercianti e dei mercatali (Ascom, Comitato Centro Storico, associazione mercatali) al fine di illustrare il cronoprogramma degli interventi che interesseranno diverse zone della città con differenti durate e modalità e per raccogliere osservazioni e criticità da portare all’attenzione del soggetto gestore, ovvero Italgas Reti.

 

Nel mese di gennaio sono previsti i seguenti cantieri: viale Caduti senza Croce (5 gennaio); via Avezzana e via Riva (12 gennaio); via San Domenico (20 gennaio); via Ortolani (25 gennaio); via Cesare Battisti (26 gennaio).

 

Sono da segnalare le seguenti modifiche alla viabilità, utili al corretto sviluppo dei cantieri e all’ordinato flusso del traffico e volte alla salvaguardia dei percorsi seguiti dai mezzi di soccorso.

Nel periodo di svolgimento del cantiere via Cesare Battisti sarà percorribile a senso unico da viale Fasano in direzione di Piazza Europa.

Sarà consentita la svolta a sinistra su Via Massa per raggiungere Ospedale e scuole, abitazioni ed attività commerciali.

I veicoli potranno dirigersi verso l’area di Piazza Europa, anche nei giorni di mercato, che resterà a doppio sensoDa Piazza Europa defluiranno su Via Riva, che sarà riservata a senso unico al traffico in uscita dal centro.

I cantieri procederanno in tranches di circa 60 metri per volta e dureranno presuntivamente 70 giorni.

Tali modifiche saranno monitorate dalla Polizia Locale.

Spiega l’assessore al Commercio, all’Artigianato e ai Mercati Biagio Fabrizio Carillo: «I cantieri in questione non sono “comunali”, non è la Città di Chieri a eseguire direttamente i lavori e neppure a definire la programmazione. Ciò premesso, stiamo svolgendo un ruolo di indirizzo e di vigilanza e collaborando attivamente con Italgas, affinché si riduca il più possibile l’inevitabile impatto dei cantieri. Per questo si è voluto avviare un tavolo di confronto preventivo con gli operatori economici del nostro territorio, così da poter rappresentare per tempo ad Italgas le loro esigenze e proposte e  contribuire a una gestione il più possibile ordinata e coordinata degli interventi».

 

L’Amministrazione comunale ha portato al tavolo tecnico con Italgas richieste precise per tutelare il tessuto economico (ad esempio, evitare lavori in zone commerciali nei periodi cruciali dell’anno) e ha attivato un confronto con GTT, per definire un piano di deviazioni del trasporto pubblico che garantisca la continuità del servizio, limitando i disagi per l’utenza.

 

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, la linea GTT 30 manterrà il percorso regolare in direzione via Gozzano.

In direzione Torino, a partire dal 12 gennaio, per i lavori in via Riva, la linea sarà deviata su via Aldo Moro, via Fani e via Conte Rossi di Montelera; dal 26 gennaio, per i lavori in via Cesare Battisti, la deviazione avverrà su via Roma e viale Diaz.

Aggiunge l’assessore all’Energia Flavio Gagliardi, che rappresenta il territorio nel Comitato di monitoraggio  (l’organismo che affianca gli enti locali nel controllo sull’operato del Gestore): «A Chieri una parte della rete del gas è molto vecchia: in alcuni tratti ha più di sessant’anni e oggi non è più adeguata agli standard di sicurezza ed efficienza che giustamente ci aspettiamo. Gli interventi che il gestore Italgas Reti realizzerà nel corso del 2026, su oltre 5,2 chilometri di condotte, servono a mettere in sicurezza le infrastrutture. Come Amministrazione seguiamo questo percorso sia attraverso il Comitato di monitoraggio, sia mantenendo un confronto costante con il gestore e con gli altri enti coinvolti. Il nostro ruolo non è programmare i cantieri ma stare dentro il processo, ascoltare il territorio e accompagnare questi interventi con l’obiettivo di limitare per quanto possibile i disagi sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Stiamo lavorando per ridurre progressivamente l’uso dei combustibili fossili e accompagnare Chieri verso un sistema energetico più pulito, puntando su efficienza energetica, rinnovabili ed elettrificazione. Allo stesso tempo, oggi il gas è ancora utilizzato da una parte significativa della città e questa infrastruttura va mantenuta sicura».

L’assessora ai Lavori pubblici Daniela Sabena coglie l’occasione per ricordare che non solo «le date di inizio e di fine dei cantieri sono “indicative”, in quanto possono variare per le condizioni del tempo o per eventuali difficoltà operative, e come Amministrazione forniremo puntuali informazioni sulle modifiche alla viabilità attraverso il sito istituzionale, l’app Municipium e i canali social del Comune di Chieri» ma che il ripristino dopo lo scavo è solo temporaneo, «poiché il terreno necessita di un periodo di assestamento in cui compattarsi e stabilizzarsi e solo dopo, si può procedere alla posa del manto stradale finale. Quindi, non si tratta di lavori fatti male, come talvolta lamentano i cittadini, ma di lavori provvisori a cui farà seguito il ripristino definitivo».

 

Commenta la Presidente di Ascom Chieri Monica Bucolo: «Accogliamo positivamente la scelta dell’Amministrazione di attivare un tavolo di confronto preventivo con le associazioni di categoria, in una fase delicata come quella dell’avvio dei cantieri Italgas. Il rinnovo della rete del gas è un intervento necessario e non più rinviabile, ma è fondamentale che venga accompagnato da un dialogo costante con il tessuto commerciale della città. Abbiamo evidenziato alcune criticità che potrebbero interessare le attività economiche, soprattutto nelle aree a maggiore vocazione commerciale, e abbiamo chiesto che le associazioni dei commercianti vengano coinvolte in modo continuativo durante l’avanzamento dei lavori, così da poter segnalare tempestivamente eventuali disagi e individuare soluzioni condivise».

Roberto Pezzini, presidente del Comitato Centro Storico, approva il documento, «evidenziando, però, le criticità che sussistono su via De Gasperi e sollecitando l’amministrazione a valutare possibili modifiche».

Conclude Vito Pellegrinoin rappresentanza dei mercati di Chieri: «Ringraziamo l’Amministrazione comunale per averci coinvolti nell’incontro per i lavori che l’Italgas dovrà intraprendere. Abbiamo percepito la volontà di monitorare i lavori, cercando di creare meno problemi possibili alle nostre attività di ambulanti, al commercio fisso, ai cittadini e alle eventuali emergenze. Sicuramente, quando i lavori saranno avviati, potrebbero nascere problematiche inaspettate e quindi prendere magari decisioni impopolari ma siamo coscienti che va tutelata innanzitutto la sicurezza».

La tipica Fugassa dell’Epifania

Che l ‘Epifabnia tutte le feste si porta via è detto è fatto. Ma non può passare il giorno della Befana senza dolcetti e la tipica Fugassa.
In Piemonte la Fugassa dla Befana è come il Panettone a Natale. La focaccia lievitata con canditi e uvetta che si preparava soprattutto nella zona di Cuneo ma ha contaminato tutta la regione ha forma di una bella margherita, con tanti “petali” disposti a cerchio. Prodotto di pasticceria artigiana ,per farla servono farina, latte, zucchero e vaniglia, ma anche una fave che verrà mischiata al composto: chi la troverà  dovrà pagare da bere a tutti, in segno di buon auspicio.

Gabriella Daghero

Riscatto granata al Bentegodi

Il Torino rialza la testa e lo fa con autorità: nella 18ª giornata di Serie A i granata espugnano Verona con un netto 0-3 che vale molto più dei tre punti. La squadra di Baroni parte forte, prende subito il controllo del gioco e indirizza la gara già nel primo tempo, chiuso in vantaggio grazie alla rete di Simeone.
Nella ripresa l’Hellas prova a reagire, alzando ritmo e pressione, ma il Torino non si scompone. La solidità difensiva e l’attenzione tattica permettono ai granata di reggere l’urto nel momento più delicato del match. Nel finale, poi, arriva lo strappo decisivo: Casadei raddoppia e Njie chiude definitivamente i conti, premiando una prestazione matura e convincente.
Un successo pesantissimo, che rilancia ambizioni e morale. Il Torino c’è, e lo ha dimostrato sul campo.

Enzo Grassano

Saldi invernali: l’acquisto in negozio è sempre più diffuso

Saldi al via anche a Torino. Abbigliamento (90,9%) e calzature (80,1%) i prodotti più gettonati

 

Con l’avvio dei saldi quasi 6 italiani su 10 si dichiarano pronti ad acquistare a prezzi scontati. Un appuntamento che è atteso dal 47,3% degli acquirenti per comprare articoli desiderati da tempo.

Abbigliamento (90,9%) e calzature (80,1%) sono le categorie di prodotti più gettonati, seguite da accessori (41%) e articoli sportivi (40%).

Circa 7 consumatori su 10 acquisteranno sia sul canale fisico che digitalequasi uno su quattro comprerà solo nel negozio fisico, mentre meno di 1 su 10 lo farà solo online.

Il 53,3% degli acquirenti comprerà esclusivamente ciò di cui ha bisogno, il 19,3% dichiara di preferire la qualità al prezzo mentre il 18,9% baserà la scelta sul prezzo. Oltre la metà dei consumatori ha modificato le abitudini di acquisto a causa dei cambiamenti climatici e, di questi, il 18,9% ha rinviato l’acquisto di capi pesanti, mentre il 21,5% sta acquistando un abbigliamento più leggero per via di inverni meno rigidi. Un dato confermato anche dall’80% delle imprese che evidenziano un ritardo nell’inizio della domanda di abbigliamento invernale. In linea con lo scorso anno le aspettative delle imprese sul numero di clienti che entrerà in negozio.

Il 65% degli imprenditori proporrà sconti fino al 30% e il 56,6% prevede che il proprio negozio sarà visitato da nuovi clienti. Per otto imprese su dieci i saldi invernali incideranno fino al 20% sulle vendite annuali complessive. Il 38% degli imprenditori segnala una riduzione dei ricavi nel 2025 rispetto all’anno precedente.

Questi i risultati dell’indagine realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Research sui comportamenti d’acquisto dei consumatori e sulle dinamiche del settore retail nei saldi invernali 2026.

Torino e l’auto alla prova del futuro. Mirafiori tra cassa integrazione e rilancio

Torino e il Piemonte restano il punto di riferimento storico dell’auto in Italia, ma stanno attraversando una stagione tra le più difficili degli ultimi decenni. Il passaggio alle nuove motorizzazioni, il rallentamento del mercato europeo, l’aumento dei costi industriali e la pressione della concorrenza globale stanno modificando in modo sostanziale il peso del territorio nelle strategie di Stellantis, con effetti evidenti sulla quantità di vetture prodotte e sui livelli occupazionali.

Negli ultimi anni il contributo italiano alla produzione del gruppo si è progressivamente ridotto. Il 2024 ha segnato uno dei momenti più critici, con volumi nazionali scesi sotto le 500 mila unità e un crollo superiore al 30% rispetto all’anno precedente. Anche l’avvio del 2025 non ha mostrato segnali di inversione: nei primi sei mesi dell’anno le vetture assemblate sono state poco più di 220 mila, circa un quarto in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Le proiezioni indicano che, a fine anno, il totale potrebbe attestarsi intorno alle 440 mila auto, confermando una riduzione strutturale del peso produttivo italiano all’interno del gruppo.

Il territorio più colpito è quello torinese, e in particolare Mirafiori, stabilimento simbolo della storia industriale nazionale. Oggi l’attività è quasi interamente concentrata sulla 500 elettrica, mentre le produzioni Maserati hanno numeri marginali. Nel primo semestre del 2025 da Mirafiori sono uscite poco più di 15 mila vetture, oltre il 20% in meno rispetto all’anno precedente, valori lontanissimi da quelli che per decenni hanno collocato il complesso tra i maggiori siti automobilistici europei. Le difficoltà commerciali della 500 a batteria, frenata da prezzi elevati e da una domanda ancora debole, hanno ridotto in modo sensibile il grado di utilizzo degli impianti.

Sul piano del lavoro l’impatto è stato pesante. L’utilizzo della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà si è trasformato in una condizione quasi permanente. A Mirafiori migliaia di addetti hanno alternato periodi di attività a fasi di riduzione dell’orario o di sospensione delle linee. In tutto il Piemonte le ore di ammortizzatori sociali nel comparto metalmeccanico e automotive sono cresciute in maniera marcata, segno che la crisi non riguarda solo la fabbrica torinese ma l’intero sistema di imprese dell’indotto che ruota attorno a Stellantis.

In uno scenario ancora fragile, le prospettive per Mirafiori e per l’industria dell’auto piemontese dipendono soprattutto dalla possibilità di rilanciare i volumi con nuovi modelli. L’elemento più atteso è l’introduzione, avviata dalla fine del 2025, della nuova 500 ibrida, che potrebbe intercettare una platea più ampia di clienti rispetto alla versione elettrica. Le stime parlano di una potenzialità di circa 100 mila unità annue a regime, numeri che potrebbero contribuire a ridurre l’uso degli ammortizzatori e a dare maggiore stabilità all’occupazione, pur in un contesto in cui restano aperti anche programmi di uscite volontarie e di riorganizzazione del personale.

Il futuro dell’automotive torinese e piemontese si gioca quindi su un equilibrio complesso: accompagnare il cambiamento tecnologico senza perdere la massa critica necessaria a sostenere lavoro e filiera. Sarà decisivo il contributo delle istituzioni attraverso politiche industriali, incentivi al mercato, investimenti in infrastrutture e formazione. Mirafiori, più che una semplice fabbrica, continua a rappresentare il simbolo di questa partita: dalla sua capacità di ritrovare centralità dipenderà in larga parte il destino dell’industria dell’auto in Piemonte.

La pieve di San Pietro a Pianezza. Uno dei tesori oltre la cintura di Torino

 

Eretta sulla sponda del Dora Riparia nel XII secolo in stile romanico lombardo, con il tetto a capanna, e dedicata a San Pietro, la pieve di Pianezza, a pochi chilometri da Torino, offre uno spettacolo unico e, probabilmente, inaspettato grazie ai suoi affreschi, un ciclo dipinto, quasi interamente, da Giacomo Jaquerio e altri artisti della sua scuola. Il pittore fu il rappresentante della pittura tardo-gotica in Piemonte e le sue opere, grazie al duca Amedeo VIII, arrivarono fino a Ginevra.

Sconsacrata oramai da molto, un tempo fu luogo di preghiera di pellegrini e viandanti, e venne costruita, con molta probabilita’, al posto di un tempio pagano; in origine era costituita da una sola navata, ma in epoca gotica (tra il 300 e il 400) ne furono aggiunte altra due piu’ piccole. La facciata, in un primo tempo poco curata, fu riqualificata a fine ‘300 con mattoni rossi romanici e materiali di recupero mentre l’entrata fu collocata nella parte laterale da dove si accede anche al presbiterio. Durante l’ultima fase dei lavori sono stati dipinti il Cristo in Croce, una santa non identificata sul pilastro di entrata ed un’altra vicina all’immagine di Santa Margherita. Molto belle anche le vetrate colorate, copie create nell’800, i cui originali di Antoine de Lonhy sono conservati al Museo Civico Torinese di Palazzo Madama.

I Provana, una tra le cinque famiglie feudali piu’ importanti del Piemonte, volle fortemente le decorazioni della Pieve di San Pietro, tra queste, oltre a quelle gia’ citate, abbiamo la raffigurazione degli Apostoli, l’Annunciazione e il dipinto dedicato a Santa Caterina; nella cappella che porta il loro nome, invece, troviamo il dipinto sulla vita di San Giovanni in cui si riconoscono anche i simboli della famiglia: il liocorno e i tralci di vite.

La Pieve di San Pietro si aggiunge alle moltissime opere in stile romanico del Piemonte (chiese, castelli, abbazie) che venivano edificate perlopiu’ sulle strade devozionali, come la via Francigena che portava i pellegrini dall’Inghilterra fino a Roma.

Normalmente non e’ aperta al pubblico, ma si può visitare contattando gli uffici comunali o i gruppi di volontari dedicati. In questa chiesa, inoltre, e’ possibile celebrare matrimoni civili assecondando cosi’ la volonta’ di valorizzare ancora di piu’ il patrimonio architettonico della citta’.

MARIA LA BARBERA

Apertura su richiesta; prenotazioni presso l’ufficio URP 011/9670211 oppure
presso UNECON: 3333903669 – 3394620103 – 3356171376
unecon2019@gmail.com

Il tumore silenzioso che stava soffocando l’intestino: operazione record salva donna a Torino

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Non avvertiva alcun dolore e non poteva immaginare ciò che stava crescendo silenziosamente nel suo corpo. Una donna di 69 anni ha scoperto di essere affetta da una neoplasia ovarica di dimensioni eccezionali – paragonabili a quelle di una gravidanza a termine – solo quando le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate.

Per diversi mesi la gigantesca cisti ovarica, con un diametro di circa 28 centimetri, è rimasta nascosta, senza manifestazioni evidenti. La paziente non aveva percepito alcun segnale. L’allarme è scattato quando la massa, associata alla presenza di una seconda neoplasia intestinale, ha iniziato a comprimere il colon, determinando sintomi acuti e improvvisi fino a una grave sofferenza intestinale non più trascurabile.

A metà dicembre la donna giunge all’attenzione dei sanitari. Il caso viene preso in carico dalla Chirurgia Ginecologica Mininvasiva dell’ospedale Sant’Anna, diretta dal dottor Paolo Petruzzelli. I tempi sono estremamente ridotti, anche per la prossimità delle festività natalizie, ma la risposta è immediata: vengono attivati i percorsi aziendali della Città della Salute e della Scienza di Torino per i pazienti oncologici – il Centro Accoglienza e Servizi e il Gruppo Interdisciplinare di Cura – che permettono in pochi giorni di definire inquadramento diagnostico, stadiazione e strategia terapeutica.

Determinante in questa fase è stato il contributo della Radiologia dell’ospedale Sant’Anna, che ha fornito l’imaging preoperatorio indispensabile per affrontare un quadro clinico di eccezionale complessità.

Il 23 dicembre, a poche ore dalla vigilia di Natale, la paziente viene condotta in sala operatoria. L’intervento, eseguito in regime di urgenza nonostante le criticità organizzative legate al periodo festivo, ha una durata di circa sei ore, dalle 8.30 alle 14.30.

La gestione anestesiologica e rianimatoria è affidata al servizio di Anestesia e Rianimazione, con un ruolo centrale della dottoressa Mariella Maio e della sua équipe – in particolare la dottoressa Milena Mortara e la dottoressa Mary Locane – che seguono la paziente nelle fasi intraoperatorie, perioperatorie e nel successivo ricovero in terapia intensiva.

Durante l’intervento emerge la gravità del quadro clinico. La neoplasia ovarica viene asportata: pesa circa 6 chilogrammi e presenta un volume paragonabile a quello di una gravidanza gemellare a termine. I sintomi più critici sono tuttavia legati alla sofferenza intestinale, che richiede un intervento immediato e coordinato di più specialisti.

Viene quindi coinvolta in sala operatoria la dottoressa Anna Opramolla della Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ospedale Regina Margherita, che esegue una procedura endoscopica intraoperatoria decisiva. Successivamente, grazie alle consulenze ripetute dell’Anatomia Patologica, coordinate dalla dottoressa Margherita Goia, viene confermata la natura neoplastica sia della massa ovarica sia della lesione del colon sigma, consentendo di orientare in modo puntuale le scelte chirurgiche.

A questo punto interviene la Chirurgia d’Urgenza dell’ospedale Molinette con il dottor Mauro Santarelli, che procede alla necessaria radicalizzazione intestinale, completando l’intervento in maniera efficace e risolutiva.

Un ruolo centrale è stato svolto anche dalla dottoressa Michela Chiadò, operatrice senior della Chirurgia Mininvasiva, che ha seguito la paziente lungo l’intero percorso diagnostico-terapeutico e ha partecipato direttamente all’intervento, garantendo continuità assistenziale. Importante anche il contributo degli specializzandi, tra cui la dottoressa Margherita Di Rienzo.

Un intervento che ha letteralmente salvato la vita alla donna, reso possibile dal lavoro sinergico di ginecologi oncologi, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, anatomopatologi, radiologi, infermieri e operatori sanitari, capaci di coordinarsi in tempi rapidissimi e trasformare giorni di attesa e timore in una storia di speranza.

«Sono casi rari, ma emblematici – spiegano i professionisti coinvolti ed il Direttore sanitario di presidio Umberto Fiandra – perché dimostrano come tempestività, competenza e lavoro di squadra possano fare la differenza anche in regime di urgenza».

Il dottor Paolo Petruzzelli ha definito il caso un evento “normalmente eccezionale”. Una storia di Natale vissuta tra i corridoi e le luci della sala operatoria, fatta di decisioni cruciali che hanno permesso a una donna di tornare a guardare al futuro, ricordando come la forza di una sanità efficiente risieda soprattutto nelle persone che la rendono possibile ogni giorno.

“Una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze multidisciplinari della nostra Città della Salute e della Scienza. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico. In questi giorni di festività, ancora una volta il mio pensiero va a tutti i pazienti che vivono le loro fragilità all’interno dei nostri ospedali e a tutti gli operatori che li accolgono e li assistono in maniera amorevole” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Sciatore 49enne muore sulle piste di Claviere

Nonostante i soccorsi intervenuti tempestivamente e’ deceduto un turista inglese che stava sciando a Claviere. Si è sentito male questa mattina e non è stato possibile salvarlo nonostante i tentativi di massaggio cardiaco effettuati fin da subito.