Marzo all’ippodromo di Vinovo comincia subito, perché mercoledì 1 andranno in pista ben 8 corse (al via dalle 14.30) e tornerà anche la Tris, Quartè e Quintè in fondo al programma. Hanno risposta al richiamo ben 16 cavalli al via, disposti su due nastri e sulla distanza del doppio km. Corsa dal pronostico veramente incerto per una scommessa che saprà certamente stuzzicare l’appetito degli appassionati.
I favoriti partiranno da dietro. Come Brezza Du Kras, allieva di Alessandro Gocciadoro, che senza errori potrebbe anche diventare imbattibile. Controfavorito Coltwine Di Casei, un altro prodotto della coppia Baroncini – Farolfi, reduce da corsa analoga ma sul miglio milanese. Capitano Pi invece è la scelta di Pietro Gubellini e Cesare Ferranti presenta Carlos Op, vincitore in bello stile dell’ultimo Tqq a Villanova d’Albenga. A completare il pacchetto, il pupillo della famiglia Mollo, Versus All ma anche Assia Luis e Carlo Ferm, un cavallo che va forte e che sa girare bene nei nastri, in transito a Vinovo dalla famiglia Demuru, destinazione Parigi. Non dimentichiamo Bananarama Jet, pupilla di Carlotta D’Agostino, affidata a Francesco Di Stefano: il driver siciliano, ormai di casa a Vinovo, è reduce dalla grandissima vittoria domenica scorsa a Milano con Agrado nel GP Encat di Gruppo III.
Nelle altre corse, due riservate ai cavalli di tre anni, la prima sulla distanza breve del miglio e l’altra sul doppio km. Protagonista del Premio Camogli, sarà Desdemona Sage, l’allieva di Marco Smorgon, che cerca l’occasione per tornare al successo. I gentlemen vivranno il loro momento nel premio Portofino nel quale soprattutto Luca Crosetti, Michele Bechis e Fabio Marchino si daranno battaglia per la vittoria. Come al solito l’ingresso è gratuito e il trotto ci farà compagnia a marzo anche domenica 12, domenica 19 e poi sabato 2.

Massimo Giannini è davvero un personaggio destinato ad entrare nella storia del giornalismo per il modo in cui dirige “La Stampa” che è oggi ai minimi storici nelle vendite. Si tratta di un giornale carro armato di tipo sovietico puntato contro chi non la pensa come il “direttore che ha sempre ragione”. Ovviamente il sindacato dei giornalisti tace e forse ci sono dei giornalisti che temono il loro direttore che sembrerebbe rivelarsi più autoritario del famoso Giulio De Benedetti che, almeno, era un grande direttore che prese un giornale distrutto dal Ventennio e lo porto’ ad essere una delle voci più autorevoli.
E’ una storia di fratellanza, di colpi di scena sorprendenti, il romanzo
Si sono svolti oggi in Cattedrale a Torino i funerali di Don Carlo Franco.
Il parroco della Basilica Cattedrale Metropolitana è deceduto nelle prime ore di sabato 28 gennaio scorso, a soli 64 anni, in seguito a una grave malattia.