ilTorinese

Semaforo antismog, livello 0 (bianco). Fino al 3 marzo solo le misure strutturali

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Sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Fino a venerdì 3 marzo 2023 – prossimo giorno di controllo – resteranno pertanto in vigore le sole misure strutturali di limitazione al traffico.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e del percorsi stradali esclusi dai blocchi è disponibile alla pagina www.comune.torino.it/emergenzaambientale

Al Centro Pannunzio la storia del vino

VENERDÌ 3 MARZO ALLE ORE 17,30 presso la sede di Via Maria Vittoria 35h a Torino, Elda CASETTA parlerà sul tema “IL VINO! NE CONOSCIAMO LA STORIA?”.
Introdurrà Stefano MORELLI. L’esistenza della vite è confermata già nell’antichità nell’Asia Minore, ma la nostra cultura fa nascere il vino con Noè. Già gli antichi Egizi degustano il vino, che, grazie ai Fenici, grandi navigatori, si espande nel Mediterraneo. I Romani esportano il vino in mezza Europa e nei secoli seguenti emigranti e missionari ne propagano il gradimento in mezzo mondo. Mario Soldati fu un grande conoscitore del vino italiano che fece apprezzare nel mondo.
Ingresso libero.

Il Tempio Guhõzan Renkõji di Cereseto

Sulle colline del Monferrato, nel caratteristico paese di Cereseto, che prende il nome dai boschi di ciliegi selvatici e coltivati che lo circondano, nel 2010 si è stabilito il Tempio Renkõji della Scuola Buddhista giapponese della Nichiren Shū. Basata sugli insegnamenti religioso-filosofici, la Scuola contempla una cultura interdisciplinare tra arte, letteratura, musica, medicina, scienza oltre ad una forte sensibilità verso il paesaggio.
Proprio perché non ne venga meno la coltivazione con la modernità e lo spopolamento delle colline, la bellezza della natura deve essere conservata, è quindi stata indetta una campagna per donare ogni anno molti ciliegi da trapiantare per continuare la tradizione paesaggistica.
La Nichiren Shū, fondata in Giappone il giorno 28-4-1253 dal Grande Maestro Nichiren Daishõnin, come in ogni Scuola Buddhista, ha scelto il fiore di loto a simbolo di fragilità, caducità dell’esistenza umana e rinascita avendo però una particolare predilezione per il fiore di ciliegio. Tutta la cultura giapponese è affascinata da questo fiore, soprattutto espresso nell’arte figurativa come vediamo nelle splendide opere di Hiroshige e Hokusai che lo scelsero come simbolo della bellezza effimera del mondo fluttuante che catturavano nel cuore per trasformarla in pittura e in incisioni su matrici di legno di ciliegio.
Non a caso il reverendo Shōryō, al secolo Tarabini, ha individuato Cereseto come luogo ad hoc per l’insegnamento del Buddhismo trasferendo qui il Tempio Renkõji dal territorio di Monza e Brianza dove era stato fondato nel 2005. Accolti all’interno del piccolo suggestivo Tempio ci si trova in un clima di bellezza, spiritualità e rispetto del prossimo, qualunque ne sia la credenza religiosa. Il reverendo Shōryō, con gentilezza e disponibilità, offre la sua saggezza senza imposizioni riuscendo a stabilire serenità d’animo ed empatia parlando della propria esperienza iniziata ancora molto giovane e svela i motivi che l’hanno spinto verso il percorso di meditazione e ricerca della sconfitta del dolore. Egli è riuscito a realizzare il proprio sogno in cui gli apparve il Venerabile Nichiren Daishõnin, inviato dal Buddha Sãkyamuni vissuto nell’India antica. La visione gli indicava una collina densa di ciliegi in fiore con un grande edificio sulla sommità rivelatasi in Cereseto, ottima posizione logistica situata tra Torino, Milano e Genova. Il Tempio Guhõzan Renkõji di Cereseto, dopo la fondazione a Londra e in Germania, rappresenta il fulcro in Europa meridionale della Scuola giapponese Nichiren Shū fondata da Nichiren stesso, con radici trasmesse dall’india alla Cina, dalla Corea al Giappone.
Tra le tante statue dei Buddha, provenienti da ogni parte del mondo, singolare è quella in resina dorata proveniente dalla Malaysia costruita e donata dai Buddhisti cinesi di Penang. Molto significativo il Buddha cinese in legno policromo in atto di insegnare e invitare con la mano destra alla calma poiché il cammino verso l’illuminazione non è frettoloso bensì meditativo osservando le quattro nobili virtù formulate dal Siddhãrtha Gautama, ossia la verità del dolore, la verità dell’origine del dolore, la verità della cessazione del dolore e la verità della via per il raggiungimento del Nirvãna. Al centro della sala, sull’altare insieme ai candelabri istoriati a fiori di loto e il braciere per l’incenso, é posta una particolare statua del Buddha Nichiren Daishõnin con il copricapo in cotone che gli viene posto il giorno 11 novembre, anniversario della sua persecuzione e tentativo di uccisione a Komatsubara e poi essere tolto prima del giorno 8 aprile, nascita del Buddha Sãkyamuni. Sulla parete una interessante pergamena Mandala Gohonzon, oggetto di concentrazione e meditativa venerazione in forma di Mandala calligrafica anziché pittoriale. Lo stemma del Tempio è raffigurato con tre fiori di ciliegio rappresentanti i tre tesori fondamentali del Buddhismo, ossia il Buddha, il Dharma, l’insegnamento del Buddha e il Sangha, comunità dei monaci e credenti laici giapponesi che seguono la pratica e gli insegnamenti osservati da Nichiren. I tre fiori di ciliegio sono inseriti in gusci esagonali di tartaruga che rappresentano la terra del Giappone e il loro fondatore.
La nascita di Nichiren risale al giorno 16-2-1222, mentre il trapasso e l’entrata in Nirvãna il giorno 13-10-1282. L’imponente statua del fondatore Nichiren Daishõnin donata dai monaci, sarà eretta nel giardino del Tempio di Cereseto per il suo ingresso sul monte Minõbu edificando il Tempio principale Kuõnji il giorno 17-5-1274, situato nella prefettura di Yamanashi in Giappone. La statua sarà inviata dall’arcivescovo reverendo Nichiyū Mochida, amministratore del Tempio Kuõnji. Secondo le tradizioni dell’Asia orientale, la nascita del Buddha Sãkyamuni risale al giorno 8 aprile e l’entrata in Nirvãna il giorno 15 aprile di 3000 anni fa, ricorrenze celebrate con la Vesak, festa che riunisce le varie tradizioni e che ripercorre l’intera vita del Buddha.
Il Sūtra del Loto, ovvero l’illuminazione del Buddha, è stato tradotto per la prima volta in lingua non indiana nel 286 d.C. in Cina e due secoli dopo introdotto in sanscrito cinese antico in sette opuscoli. Oggi è tradotto in diverse lingue, asiatica, cinese, giapponese, coreana, tibetana, mongola, cingalese, vietnamita, francese (1852) e inglese (1884). L’insegnamento si è sviluppato anche in Africa centrale, Nord America e in Estremo Oriente. Il giorno 15-2-2023, nella sala Zuccari del Senato della Repubblica Italiana con la presenza del reverendo Shōryō Tarabini, è stata conferita all’Unione Buddhista Italiana la piena libertà di svolgere la propria missione spirituale, educativa e umanitaria a dieci anni dell’intesa con lo Stato Italiano.
Armano Luigi Gozzano 
Giuliana Romano Bussola 

Importante operazione immobiliare della torinese Ream a Roma

 

Importante acquisizione a Roma della torinese Ream, società che opera nel campo immobiliare di proprietà di alcune  fondazioni bancarie piemontesi: ha acquistato buona parte del complesso immobiliare che ospita l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata  ( IDI-IRCCS ) . La Ream lascerà in locazione per 30 anni l’immobile alla Fondazione Luigi Maria Monti . La superficie acquistata supera i 18 mila metri quadrati. LIDI –IRCCS  è un punto di riferimento scientifico di primo piano in Italia e in Europa  per la dermatologia e le prestazioni sanitarie di elevata qualità. “ L’investimento rispetta pienamente gli obiettivi etici e sociali di servizio  alla persona da sempre perseguiti da Ream Sgr e riguarda una realtà storica legata al servizio sanitario nazionale” ha dichiarato il presidente di Ream Quaglia. Come ha precisato il direttore di Ream Oronzo Perrini, attraverso il fondo Geras 2 la società ha oggi in portafoglio mille posti letto in strutture deputate al servizio delle persone, per un valore di oltre 140 milioni di Euro. Soddisfazione è stata espressa anche da Alessandro  Zurzolo, consigliere delegato ella Fondazione Luigi Maria Monti perché l’operazione chiude una stagione delicata  della vita dell’Istituto e ne apre una nuova

 

Schlein, il Centro lontano dal radicalismo e dal massimalismo della sinistra

Ora deve essere plurale. Ruolo decisivo dei Popolari.

“Con la segreteria di Schlein ritornano a pieno regime le identità politico e culturali. Nel Pd tramonta quella ‘pluralità’ culturale che lo aveva contraddistinto sin dall’inizio della sua esperienza politica a vantaggio di una deriva radicale, massimalista ed estremista. È di tutta evidenza che una delle culture fondanti del Pd, quella cattolico popolare e sociale, non potrà che traslocare altrove – come sta già concretamente avvenendo nella periferia italiana – al netto della ‘casta’ parlamentare di chi dice di riconoscersi in quell’area e di chi ricopre incarichi di potere nel partito e negli organismi periferici. Perchè a spostarsi, come ovvio, sono gli elettori e le persone che provengono da quella storia e da quella cultura politica.
La sfida, adesso, è far sì che il soggetto politico di Centro riformista e di governo che si va definitivamente formando dopo l’esito di queste primarie, sia realmente e autenticamente plurale. Il Centro, del resto, non può ridursi ad essere una sorta di riproposizione dell’esperienza del partito repubblicano/liberale. Senza la cultura e l’esperienza dei cattolici popolari e sociali un vero Centro politico e di governo non decolla.
Questa, oggi, è la vera sfida per un vero riformismo democratico e di governo, distinto e distante dal massimalismo di sinistra e radicale della Schlein”.

Giorgio Merlo, dirigente nazionale Pop-Popolari in rete.

Al “Roberto Caffè” il salotto letterario di Simonetta Rho

Torino – Roberto Tricarico, 53 anni, torinese, laureato in Giurisprudenza, dopo una lunga esperienza politica nelle amministrazioni locali a Torino e a Roma, da qualche anno, con il socio Roberto Amore gestisce il “Roberto Caffè”, in via Garibaldi a Torino.

Dal 13 marzo al 25 maggio, sempre alle ore 18:00, il suo bar si trasformerà in un salotto letterario, dove a fare gli onori di casa, sarà Simonetta Rho, figura storica del telegiornale regionale della RAI e autrice della trasmissione Petrarca.

“Il salotto della Simo”, inaugurerà lunedì 13 marzo alle ore 18:00, con la presentazione del libro del giornalista e autore tv Fabrizio Berruti, “Gabriel (non ho ucciso nessuno)”, la storia di Gabriel Natale Hjorth, rinchiuso in carcere da più di tre anni per un omicidio che dichiara di non aver commesso.

Il 31 marzo sarà la volta di Franco Manzone, avvocato albese, con un bel romanzo di amore e di langa “La caduta e il distacco”.

Il 7 aprile, la scrittrice romana candidata al premio Strega, Flaminia Marinaro, con letture di Carolina Zaccarini, nel salotto di Simonetta Rho, presenterà “L’ultima diva”, biografia romanzata di Francesca Bertini, straordinaria diva del cinema muto.

Il 14 aprile, torna Michele Paolino, affermato giallista torinese, con il suo nuovo libro “La versione del Professore”.

Il 4 maggio, con Marco Faccio, creativo di giorno e giallista di notte, casa editrice Read Red Road, arriva “Spaccacuori”, la storia di un’indagine lunga e complessa, in cui si alterneranno personaggi, stati d’animo e passeggiate alla scoperta dei segreti delle città in cui avvengono i delitti.

Il 25 maggio chiude Cristiano Bussola, giornalista torinese, con “Una fetta di sorriso”, la genesi della televisione privata attraverso la storia della “leggendaria” emittente Antenna 3.

Prostituta rifiuta rapporto a tre e viene malmenata

Una 31 enne è stata arrestata con l’accusa di lesioni e rapina nei confronti di una prostituta di 28 anni, che sarebbe stata malmenata e derubata di 400 euro. La ragazza si sarebbe rifiutata di sottoporsi ad alcune prestazioni sessuali in un rapporto a tre. La 28enne dopo essere stata malmenata ha chiamato i Carabinieri di Moncalieri per denunciare la 31enne, residente a Trofarello. La prostituta è stata accompagnata all’ospedale Santa Croce e medicata.

Quando i Pink Floyd ci fecero vedere il lato oscuro della luna

Accadeva oggi, il primo marzo di cinquant’anni fa

Ci incontreremo sul lato oscuro della luna” ( I’ll see you on the dark side of the moon ). Con questa promessa, mezzo secolo fa (era il primo marzo del 1973) i Pink Floyd pubblicavano The dark side of the moon, disco storico del la musica rock, uno degli album più influenti e innovativi che portò al gruppo bri­tannico una meritatissima fama che continua a resistere nonostante il passare degli anni e delle generazioni.

Il gruppo formatosi a Londra nel 1965 e composto dal cantante e chi­tarrista Syd Barrett, dal bassista Roger Waters con Nick Mason alla batteria e Richard Wright alle tastiere (ai quali si aggiunse, due anni dopo, il chitarrista David Gilmour che in bre­ve sostituì Barrett, genio sregolato che s’emarginò dal gruppo a causa del pesante uso di droghe che lo portò all’alienazione), riscrisse le tendenze musicali della propria epoca, diventando uno dei gruppi più importanti della storia. Presentatosi con un titolo intrigante e una copertina con una im­magine molto semplice e minimalista ma ricca di significati (un prisma triangolare rifrangente un raggio di luce sul fronte) tanto da diventare iconica come la celebre bocca con la linguaccia dei Rolling Stones, The Dark Side of the Moon era l’ottavo album in studio dei Pink Floyd. Un lavoro nato dopo numerose sperimentazioni musicali che i quattro ragazzi inglesi studiarono durante le loro esibizioni dal vivo e negli studi di registrazio­ne, abbandonando momentaneamente le lunghe parti strumentali che erano diventate una caratteristica peculiare del gruppo dopo l’abbandono, cinque anni prima,di Syd Barrett. L’album prima di essere pubblicato e registrato in studio venne eseguito in tourneè, con l’intento di perfezionare i brani come nel caso della celeberrima Time, in origine decisamente più lenta rispetto alla versione poi pubblicata. La prima esecuzione dal vivo, ancora in fase di gestazione, dei nuovi pezzi avvenne sul palco del Rainbow Theatre a Londra, il 17 febbraio del 1972 quando la band era impegnata a portare in tour Meddle e Obscured By Clouds. Il concerto venne replicato quattro volte, fino al 20 Febbraio, e vi assistettero dodicimila persone. Nell’occasione venne registrato anche un bootleg intitolato Pink Floyd Live del quale vennero vendute a tempo di record la bellezza di 120 mila copie, con moltissimi fans convinti che fosse il nuovo album del gruppo. The Dark Side of the Moon fu un successo immediato, mantenendo il primo posto della classifica statunitense Top LPs & Tapes per una settimana e vi rimase per altre 741 dal 1973 al 1988. Oltre al suo successo commerciale ( ben oltre 50 milioni di copie vendute) l’album è considerato, tanto dai critici quanto dai semplici appassionati, uno dei migliori di tutti i tempi. I testi vennero scritti da Roger Waters mentre il batterista Nick Mason ricevette un premio speciale come compositore solista di Speak to Me e  Alan Parsons si guadagnò un Grammy Award per il miglior album prodotto, come tecnico del suono, del 1973. Brani come Money, Time e Us and Them sono passati indenni nel tempo mantenendo forza e freschezza, suscitando una naturale empatia tra il pubblico e la rock band inglese che deve il suo nome alla scelta di unire i nomi di Pinkney “Pink” Anderson e di Floyd Council, due leggendari bluesman neri americani. Questo disco seminale della storia della musica ha affascinato e continuerà ad affascina­re diverse generazioni perché, come le più grandi opere d’arte, si fa portatore di temi universali. Parla della società e dell’uomo, del suo lato luminoso e di quello oscuro. Affronta i temi del conflitto interiore, il rapporto con il denaro, il trascorrere del tempo con straordinario il ticchettio e lo scoccare degli orologi in Time, e quello dell’alienazione mentale, ispirato in parte dai disturbi mentali di Barrett come in Brain Damage, stroncato a sessant’anni nel 2006 da un tumore al pancreas. Restano, cinquant’anni dopo, le atmosfere astrali e i testi di questo album con il finale di Eclipse che ci ricorda che il sole è eclissato dalla luna e che “ a dire il vero non c’è un lato oscuro della luna. In realtà è tutta scura”.

Marco Travaglini

Center for Artificial Intelligence, oltre i confini della ricerca

L’evento inaugurale 

Si è tenuto ieri alle Gallerie d’Italia di Torino, l’evento che alza il sipario sull’attività di CENTAI, il centro di ricerca avanzata nel campo dell’Intelligenza Artificiale, nato dalla partnership tra Intesa Sanpaolo e un team internazionale di ricercatori.

 

L’incontro è stato l’occasione per la prima proiezione di Vοῦς/Nous, la video installazione immersiva che intitola l’evento, pensata per raccontare la scienza e gli scienziati attraverso le interviste ai ricercatori di CENTAI: costruito a partire da un racconto anonimo, Vοῦς/Nous deve il suo titolo al termine greco che definisce l’intelletto, il νοῦς che, secondo Anassagora, rappresentava la ragione universale ordinatrice del mondo a partire dal caos, affiancato al pronome francese dalla stessa pronuncia, che determina il “noiinteso come comunità scientifica.

 

L’evento e la proiezione anticipano Navigating the Research Frontier of AI and Complexity, una due giorni di incontri che si terranno l’1 e 2 marzo all’Auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino: il programma prevede un ciclo di conferenze e dialoghi con i rappresentanti della comunità scientifica internazionale, riservati agli addetti ai lavori. La serie di incontri sarà l’occasione per un confronto tra i ricercatori e gli stakeholder, attuali e potenziali, per conoscere la mission dell’istituto, la sua visione e i progetti di ricerca in corso: declinato come un forum di voci delle diverse discipline in gioco, Navigating the Research Frontier of AI and Complexity intende aprire il dibattito su come far avanzare ulteriormente l’assunto di base di CENTAI, secondo cui i problemi più urgenti dell’umanità possono essere affrontati con il crescente patrimonio di metodi e strumenti concettuali della scienza, incarnati nei più rigorosi principi dell’etica, che consentiranno soluzioni innovative per alcune delle sfide sociali più urgenti di oggi.

 

Nato nel marzo 2022, CENTAI si occupa di sviluppare nuove metodologie per l’analisi dei dati e soluzioni avanzate nell’ambito dell’AI, di cui usa e progetta strumenti innovativi che permettono di spingere i confini della ricerca applicata e fondativa in domini legati alle scienze dei sistemi complessi: l’obiettivo è innovare queste discipline oltre lo stato dell’arte, perseguendo una scienza guidata dalla curiosità e sviluppando metodologie affidabili, etiche e sostenibili.

 

Mario Rasetti, Chair Comitato Scientifico di Centai: “L’accordo fra Intesa Sanpaolo e SoM, che ha dato vita a CENTAI, è un inedito abbraccio fra il sistema bancario e la scienza, per contribuire a creare quel mondo nuovo e diverso in cui l’uomo vivrà la sua vita di cittadino e la banca si trasformerà in un grande ecosistema di servizi che renderanno quella vita più equa, serena, ricca“.

 

Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo: “Contribuendo alla nascita di CENTAI, Intesa Sanpaolo ha l’ambizione di aprire nuove strade nel campo dell’Intelligenza Artificiale e di farlo partendo da Torino, città da sempre vocata all’innovazione, sede della nostra Banca e cuore della trasformazione digitale e tecnologica del nostro Gruppo. Con CENTAI avremo l’opportunità di approfondire le ricerche di frontiera sull’Artificial Intelligence e di anticipare i grandi cambiamenti che il suo utilizzo comporterà in tanti settori, investendo per tempo sulle migliori competenze e tecnologie“.

 

Innovazione e sostenibilità in agricoltura: un esempio pratico di viticoltura canavesana

Torino, 4 marzo 2023

 

Incontro tecnico

9 marzo 2023 – ore 15:00

Azienda Agricola Cieck – Cascina Castagnola, 2 – San Giorgio Canavese

La missione di Confagricoltura è molteplice e variegata. L’assistenza tecnica agricola è di primaria importanza e lo staff presente sul territorio gestisce direttamente l’attività di consulenza presso le aziende agricole. L’informazione, in quest’ambito, risulta indispensabile ai fini di mantenere costantemente aggiornati gli operatori siano essi tecnici o agricoltori. Si imponeva quindi una giornata di riflessione e scambio di notizie imperniata sul settore vitivinicolo in un’area tanto fondamentale per l’economia torinese quanto il Canavese.

La sede dell’incontro è l’azienda agricola Cieck in Regione Misobolo a San Giorgio Canavese, una delle cantine di riferimento per la produzione dell’Erbaluce di Caluso Docg nelle sue tre tipologie ma anche di alcuni vini rossi prodotti sotto la Doc Canavese. Le tematiche affrontate nell’incontro tecnico e trattate da esperti del settore focalizzano sulle problematiche attuali dell’agricoltura e della coltivazione della vite in primis: cambiamento climatico anzitutto e ripercussioni sull’evoluzione delle tecniche di coltivazione, sempre in ottica sostenibile, nonché un indispensabile aggiornamento sulle emergenze fitosanitarie, Popillia japonica in primis.

Gabriele Busso, vice direttore di Confagricoltura Torino, illustra il PSR 2023/2027 e a conclusione del convegno, Remo Falconieri, padrone di casa e uno dei padri dell’Erbaluce di Caluso moderno presenta il nuovo sistema di allevamento della vite, da lui ideato, capace di adattarsi e dare risposte migliori alle nuove condizioni ambientali.

Si chiude con un brindisi con i vini dell’azienda Cieck e alcune specialità della pasticceria Bonfante di Chivasso.