ilTorinese

Un anno di reclusione agli aggressori del giornalista Joly

Quattro i militanti del movimento di estrema destra CasaPound condannati a un anno di reclusione per l’aggressione  del giornalista torinese Andrea Joly de La Stampa, avvenuta il 20 luglio 2024. i fatti si svolsero  davanti al circolo Asso di Bastoni in via Cellini a Torino. Il giornalista stava seguendo il raduno, quando venne colpito dai quattro imputati.

Parte il restyling del Pronto Soccorso Molinette tra trasferimenti temporanei e nuovi impianti

Nel giorno del suo insediamento, lo scorso primo settembre, il Direttore generale Livio Tranchida aveva indicato come priorità l’avvio del percorso di riqualificazione del Pronto soccorso delle Molinette, affermando la volontà di “mettere all’onore del mondo” il DEA del presidio torinese. Oggi sono stati presentati il progetto e il cronoprogramma dei lavori di ristrutturazione.

Il Politecnico di Torino, su incarico della Città della Salute e della Scienza (CDSS) e della Regione Piemonte, ha predisposto una relazione tecnica per valutare la possibilità di suddividere l’intervento in fasi operative. Le indicazioni sono state condivise con la Direzione sanitaria e tecnica dell’ospedale e recepite nel Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE), la cui verifica, validazione e approvazione competono a SCR. L’impostazione consente di garantire la continuità del servizio per tutta la durata dei lavori, senza ricorrere a un trasferimento complessivo del Pronto soccorso in un’area esterna, prevedendo tuttavia lo spostamento temporaneo di alcune funzioni e una riduzione limitata della capacità ricettiva.

La scelta di procedere per fasi ha comportato un incremento dei costi pari a circa 4,92 milioni di euro: il valore complessivo dell’opera passa quindi da 8,64 milioni a 13,56 milioni di euro, di cui 9,64 milioni destinati ai lavori e alla sicurezza.

L’intervento è articolato in tre fasi operative, precedute da una fase preliminare (fase 0), ognuna delle quali garantirà la piena operatività delle aree non coinvolte dai lavori, con autonomia impiantistica e distributiva. Sulla base del PFTE consegnato a SCR nella prima settimana di dicembre 2025, la durata complessiva prevista è di circa due anni e mezzo.

La fase 0 prevede lo sgombero delle aree interessate e alcuni trasferimenti funzionali: spostamento dell’angiografo biplano, liberazione dell’ala ovest, realizzazione del nuovo box triage esterno, trasferimento del blocco operatorio e sistemazione temporanea del Pronto soccorso chirurgico nel nuovo blocco operatorio.

La fase 1 riguarda l’adeguamento del primo blocco, con la realizzazione di due ascensori montalettighe esterni per collegare il piano del Pronto soccorso con quello superiore. Sono previsti interventi sull’attuale radiologia interventistica, sul PS chirurgico e sull’area della chirurgia vascolare. Il Pronto soccorso continuerà a operare nelle aree attuali, con accessi invariati e OBI attivo. La durata stimata è di 380 giorni (circa 12,5 mesi).

La fase 2 prevede la rifunzionalizzazione dell’attuale Pronto soccorso, con la realizzazione di nuovi impianti e la riorganizzazione degli spazi. Il servizio sarà temporaneamente collocato nelle aree rinnovate nella fase 1: OBI, ex radiologia interventistica e reparti della chirurgia vascolare. Il triage verrà effettuato nel nuovo box in camera calda. La durata prevista è di 430 giorni (circa 14,5 mesi).

La fase 3 riguarda l’adeguamento dell’area OBI secondo la configurazione finale del nuovo Pronto soccorso, con interventi sugli impianti e sulla ventilazione meccanica. La fase durerà 100 giorni (circa 3,5 mesi) e rispetterà i percorsi COVID e non-COVID definiti nella relazione tecnico-sanitaria del 14/01/2025.

L’avvio della fase 0 è previsto per aprile 2026, a seguito della procedura di affidamento dei lavori da parte dell’AOU, stimata in circa tre mesi. La conclusione della fase 0 è prevista ad agosto 2026, consentendo l’avvio della fase 1, che potrà partire dopo la validazione del PFTE da parte di SCR (tre mesi), l’aggiudicazione dell’appalto integrato (almeno quattro mesi) e la redazione e approvazione del Progetto Esecutivo (circa tre mesi). L’inizio della cantierizzazione della fase 1 è stimato per settembre 2026.

Il completamento della fase 2 è previsto entro il 2028, momento in cui il Pronto soccorso sarà ricollocato negli spazi definitivi. In parallelo potrà essere avviata la fase 3.

Le principali criticità riguardano la gestione dei flussi — quasi 70.000 accessi nel 2024 —, la necessità di rinnovare gli impianti mantenendoli operativi e la compartimentazione delle aree di cantiere rispetto alle zone attive del Pronto soccorso e dell’ospedale, per evitare interferenze o contaminazioni.

“L’avvio dei lavori del Pronto soccorso del presidio Molinette è uno degli obiettivi prioritari che il nuovo Direttore generale Livio Tranchida ha indicato fin dal suo insediamento, con la piena condivisione dell’Assessorato alla Sanità. E’ positivo che finalmente siano presentati il progetto ed il relativo cronoprogramma. Come Regione, anche grazie al supporto del Politecnico di Torino e di SCR, siamo al fianco della Direzione della Città della Salute e della Scienza in questo intervento complesso che dovrà garantire l’operatività del Pronto soccorso durante l’arco dei lavori, senza ricorrere allo spostamento temporaneo complessivo del servizio in un’area esterna” dichiara Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

Auto ribaltata sulla Torino-Aosta: conducente estratto dai vigili del fuoco

Si ribalta in carreggiata poco prima di imboccare la direzione per Ivrea: il conducente resta intrappolato nell’auto e viene portato in ospedale.
L’incidente è avvenuto nella prima serata di ieri nell’area di Banchette, mentre l’uomo stava percorrendo l’autostrada Torino-Aosta-Monte Bianco verso il capoluogo. Per motivi ancora da accertare, durante la manovra il veicolo si è rovesciato e l’automobilista è rimasto bloccato nell’abitacolo. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea, che hanno provveduto a liberarlo.

Hanno raggiunto l’area dell’incidente anche i sanitari del 118 di Azienda Zero, che hanno assistito il conducente e lo hanno portato all’ospedale di Ivrea. Le sue condizioni non sono considerate gravi. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di Torino-Settimo per i rilievi, affiancati dagli ausiliari Itp. Successivamente è stata vietata la circolazione nella corsia di destra e si sono verificati alcuni rallentamenti alla circolazione.

VI.G

Il rock degli anni Sessanta e Settanta al Cineteatro Baretti

Il rock degli anni Sessanta e Settanta, con le emozioni che suscita, è protagonista di un doppio appuntamento il 10 e l’11 dicembre, alle ore 21,sul palcoscenico del teatro Baretti, con lo spettacolo “On Air”, scritto e con la regia di Andrea Murchio. Gli interpreti sono Alessia Olivetti, nei panni della musa Linda, e Eugenio Gradabosco. Lo spettacolo, teatrale e musicale insieme, racconta la storia di Rick Bradley, provocatorio stand up comedian, con la passione e quasi il vizio della musica. Alessia Olivetti e Eugenio Gradabosco, attraverso la musica, accompagnano il pubblico in un viaggio che fa rivivere l’atmosfera degli anni Sessanta e Settanta, con gli eventi essenziali e i protagonisti di quel periodo storico irripetibile: la morte di Martin Luther King, la guerra in Vietnam, la contestazione del ’68, la famiglia Manson, l’empeachment del Presidente Nixon. Questi avvenimenti sono accompagnati dai grandi pezzi degli artisti che dominarono le classifiche di quegli anni, quali i Beatles, i Beach Boys, i Doors, Bob Dylan. A suonare questi pezzi sono Claudio Nicola al basso, Francesco Brancato alla batteria, Alfredo Ponissi al sassofono, Guido Bartalesi alla chitarra, Frank Polacchi al pianoforte e la vice di Sandra Pettiti. Lo show è in ricordo di Andrea Murchio e Rosa Mogliasso.

Cineteatro Baretti – via Giuseppe Baretti, 4

Biglietti 14 euro intero – 12 euro ridotto

Mara Martellotta

Un amore mai terminato: Petrachi torna al Toro

 

Il Torino FC ha ufficializzato l’esonero immediato di Davide Vagnati, chiudendo quasi sei anni di collaborazione. La società ha ringraziato il dirigente per l’impegno e il lavoro svolto, augurandogli il meglio per il futuro.
Contestualmente è arrivato l’annuncio che ha acceso l’entusiasmo del popolo granata: il ritorno di Gianluca Petrachi, già direttore sportivo del Toro dal 2010 al 2019. Un rientro che profuma di storia e che il club interpreta come un nuovo inizio, affidandogli di nuovo la guida dell’area tecnico-sportiva.
Il Torino punta così a ritrovare identità e continuità, con Petrachi pronto a riaprire un capitolo che, in fondo, non si era mai davvero chiuso.

Enzo Grassano

La “conversione” di Vito. A Fossano, secondo appuntamento di “Granda in Rivolta”

Con la presentazione del libro di Vito Alfieri Fontana “Ero l’uomo della guerra”

Domenica 14 dicembre, ore 18

Fossano (Cuneo)

Da fabbricante d’armi a coraggioso “cacciatore” di mine. Un gran salto. E una storia di redenzione, tormentata e dolorosa, quella che racconta Vito Alfieri Fontana nel suo libro (scritto a quattro mani con il giornalista Antonio Sanfrancesco“Ero l’uomo della guerra. La mia vita da fabbricante d’armi a sminatore” (Ed. Laterza, 2023). Libro che, insieme al suo autore, sarà protagonista di presentazione e discussione nella serata organizzata a Fossano (Cuneo) dall’Associazione “Grande in Rivolta”domenica 14 dicembre (alle 18) presso la “Vineria in Piazzetta” di via Garibaldi 40.

Un appuntamento sicuramente di grande attualità, visti i tempi di incredibile ferocia bellica che da più parti tormentano il nostro mondo. Senza segnali concreti e credibili, nonostante i proclami (proclami al vento!) da parte dei Potenti “burattinai” della Terra, di possibili venti di pace all’orizzonte. “Un appuntamento – sottolineano gli organizzatori – di profonda riflessione sulle responsabilità individuali e sull’industria bellica”, tanto più nella sua messa in gioco di esperienze personali che, ancor oggi, sono dolorosi strappi nella carne di chi a quel “gioco al massacro” ha prestato una parte importante della propria vita, delle proprie competenze e dei propri guadagni.

Al centro dell’incontro fossanese, infatti, sarà lo stesso Vito Alfieri Fontana, ingegnere e per circa vent’anni, dal 1977 al 1993, la mente della “Tecnovar italiana” di Bari, una delle più grandi aziende produttrici di “mine antiuomo” e “anticarro” a livello mondiale. In quel periodo, Fontana ha progettato, costruito e venduto oltre due milioni e mezzo di mine antiuomo. E forse non avrebbe mai smesso, se a un tratto nella sua vita non avesse deciso di imboccare, a seguito di una profonda crisi d’identità e di coscienza, la sua personale “via di Damasco”, alla ricerca di quella miracolosa “luce” capace di sconfiggere definitivamente le “tenebre” dell’anima. Ma, soprattutto, a fare di lui un altro uomo fu la semplice innocente domanda del figlio allora di otto anni Ma papà, con il lavoro che fai anche tu sei un assassino? Parole ingenue e, nello stesso tempo, terribili che toccano a fondo il cuore di Fontana e che nell’immediato gli fanno decidere di dare una svolta alla sua vita e di chiudere, nel 1993, con l’azienda di famiglia, proprio in parallelo con l’avvio della “Campagna internazionale per la messa al bando delle mine antiuomo”.

Due anni dopo, inizia quella che lui stesso definisce la sua “seconda vita”: da “armaiolo” diventa “sminatore”, trascorrendo quasi vent’anni, dal 1999 al 2016, nell’area balcanica (Kosovo, Serbia, Bosnia) come “capo missione” per progetti umanitari, prima con l’“Ong Intersos” e poi con la “Cooperazione italiana”.
Ho progettato, costruito e venduto due milioni e mezzo di mine antiuomo. Ne ho tolte migliaia, per quasi vent’anni… Dal punto di vista numerico, il bilancio è impari. Da quello della mia coscienza pure, perché il male compiuto resta. Per sempre” scrive Fontana nel suo libro.
Il libro non è solo una storia personale di redenzione, “ma un’analisi cruda e senza reticenze – si sottolinea – del mondo delle armi, che interroga ciascuno sulle responsabilità rispetto ai fatti della storia”. Si parla della quantità di mine prodotte – del modello di punta la “Tecnovar” ne produceva 3mila al giorno – e della loro micidialità. L’autore affronta anche temi come l’uso dell’uranio impoverito e l’impatto disastroso delle armi sui civili.
Al termine della presentazione, ci sarà la possibilità di cenare e intrattenersi con l’autore e il co-autore. Per l’apericena è richiesta la prenotazione ai numeri 0172/633706 o 331/7502831.
Intanto giovedì 11 dicembre proseguono gli appuntamenti di “Granda in Rivolta” alla “Biblioteca di Trinità” (Cuneo); ospite Giulia Arduino, ricercatrice del “Laboratorio di Storia delle Alpi”, che presenta “Che ne sarà di noi? Ricordi di partigiani piemontesi a ottant’anni dalla Liberazione” (“arabAfenice”, 2024), portando testimonianze preziose sulla Resistenza piemontese.

 

Per ulteriori info: “Granda in Rivolta”, Fossano (Cuneo); tel.0172/633706 o grandainrivolta@gmail.com

 

g. m.

 

Nelle foto: Vito Alfieri Fontana; Cover “Ero l’uomo della guerra. La mia vita da fabbricante d’armi a sminatore” (Ed. Laterza, 2023); Vito Alfieri Fontana nelle vesti di “sminatore”

 

Case salute ASL To3, Canalis (Pd): “Bene retromarcia della Regione”

Le case della salute di Beinasco-Borgaretto, Pianezza, Cumiana e Vigone sono un patrimonio di tutta la Regione e in questi 20 anni sono state antesignane delle Case della Comunità. Nella riunione di ieri in sede Asl To3, il direttore La Valle ha prorogato la loro scadenza al 28 febbraio e ha aperto alla conversione in case della comunità spoke, come suggerito dai Sindaci e da me.

10.12.2025 – Retromarcia dell’Asl To3 e della Giunta Cirio dopo la letteraccia del 25 novembre scorso del direttore La Valle, che, senza un confronto con i Sindaci e con il Consiglio regionale, decretava la cancellazione della più virtuosa esperienza di medicina territoriale del Piemonte, vale a dire le case della salute di Cumiana, Beinasco-Borgaretto, Vigone e Pianezza. Sorte vent’anni fa, queste strutture rappresentano un fiore all’occhiello delle cure di prossimità, perché consentono ai medici di lavorare in sinergia e di dedicarsi all’attività clinico-diagnostica, delegando a segreterie ed infermieri le altre attività.

Un vero antesignano delle case della comunità, hub e spoke, introdotte dal decreto ministeriale 77/2022 e realizzate in Piemonte con vent’anni di anticipo, grazie alla lungimiranza dei medici, alla disponibilità dei comuni, alla collaborazione dell’Asl e al finanziamento della Regione.

Le case della salute erano case della comunità ante litteram e siamo felici che ieri il direttore La Valle lo abbia riconosciuto, posticipando il termine di questa esperienza e aprendo alla nostra proposta di farne un prototipo delle nuove case della comunità spoke.

Ora dovremo monitorare questa transizione, affinché avvenga in tempi brevi e nella tutela del personale delle case della salute.

Auspichiamo che arrivi presto un atto formale dell’assessorato regionale alla sanità, che proroghi l’attuale scadenza del 31 dicembre e ponga le basi della riconversione in case della comunità spoke.

Sarebbero le prime del Piemonte, un bel risultato preparato retroterra delle case della salute! Un modello che ha fatto e che può continuare a fare da apripista in Piemonte!

Monica CANALIS – consigliera regionale PD

Sotto la stella di Natale: dai Magi alle donne a caccia di comete

Venerdì 12 dicembre al Villaggio Leumann conferenza e osservazione guidata del cielo stellato

Una notte speciale tra mito e scienza, dalle 19.30 alle 23, a cura dell’Associazione Culturale Kòres

Cosa si nasconde dietro il mistero della stella dei Magi? E chi erano le donne che hanno cambiato il nostro modo di osservare il cielo e le comete? Venerdì 12 dicembre 2025 all’Ecomuseo Villaggio Leumann, in corso Francia 349 a Collegno, l’Associazione Culturale Kòres propone l’evento culturale e osservativo “Sotto la stella di Natale: dai Magi alle donne a caccia di comete“, a cura di INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) – OATo (Osservatorio Astrofisico di Torino), per un viaggio nel cielo notturno tra astri, pianeti, storie da svelare e altre meraviglie del cielo invernale.

Si inizia alle 19.30 con una conferenza condotta dall’astrofisica e giornalista scientifica, Gabriella Bernardi, che condurrà gli spettatori in un viaggio astrale, dall’antico enigma della Stella di Betlemme fino alle pioniere dell’astronomia. A seguire, il pubblico potrà provare l’emozione di osservare il cielo stellato e di scoprire pianeti e costellazioni, grazie a due telescopi messi a disposizione da INAF-OATo, sotto la guida degli astronomi Carlo Benna e Alberto Vecchiato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

“Quando pensiamo alle grandi scoperte astronomiche del passato, ricordiamo quasi sempre figure maschili; eppure tra Cinquecento e Ottocento molte donne lasciarono contributi fondamentali, spesso nascosti dall’ombra di fratelli o colleghi più celebri” – spiega la presidente dell’Associazione Culturale Kòres, Alba Zanini – “La danese Sophie Brahe collaborò con il fratello Tycho in osservazioni che resero possibili le future leggi di Keplero; La giovane francese Nicole-Reine Lepaute previde con straordinaria precisione il ritorno della cometa di Halley nel 1759, pur venendo ingiustamente esclusa dalla pubblicazione ufficiale; non per ultima Caroline Herschel, tra il 1786 e il 1797, scoprì otto comete, diventando la prima donna a ottenere uno stipendio come scienziata in Inghilterra. Le loro storie, riscoperte e narrate in modo coinvolgente, riporteranno alla luce una costellazione di talenti femminili che nei secoli, e in sordina, hanno ampliato la nostra conoscenza del cielo”.

La cornice del Villaggio Leumann, con la sua atmosfera raccolta e la sua vocazione culturale, renderà questa esperienza, ideata per grandi e piccoli, un modo originale per vivere il periodo natalizio, trasformando una notte d’inverno in un viaggio alla scoperta del cielo e delle sue storie più nascoste.

L’iniziativa “Sotto la stella di Natale: dai Magi alle donne a caccia di comete“, presentata dall’Associazione Culturale Kòres, insieme a Carla Federica Gütermann e Fabrizia Rossi, e con il patrocinio del Comune di Collegno, rientra nell’ambito del Progetto V.O.C.A.LE. (Villaggi Operai Arte e Cultura al Leumann), progetto vincitore del Bando “Ecosistemi culturali” di Fondazione CDP – l’ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti.

Nursing up: “la sanità non può essere appaltata al ribasso”

 

Servono assunzioni dirette e investimenti strutturali

Quanto accaduto al San Raffaele di Milano, con le dimissioni dell’Amministratore Delegato, Francesco Galli, a seguito delle gravi criticità legate all’operato del personale infermieristico reclutato da una cooperativa esterna, rappresenta un segnale che non può essere ignorato.

L’episodio mette in luce, ancora una volta, le conseguenze di un modello fondato sull’esternalizzazione di funzioni essenziali e sull’uso crescente di cooperative e appalti privati per coprire carenze strutturali di organico.

«Il caso di Milano dev’essere considerato un monito per tutto il Sistema Sanitario Nazionale. Delegare attività fondamentali a realtà esterne, spesso selezionate nella logica dell’abbattimento dei costi, comporta inevitabilmente il rischio di minori controlli, disomogeneità nella formazione, turnover elevato e fragilità nei processi assistenziali. La qualità delle cure non può dipendere da contratti precari e da fornitori privati scelti per necessità e non per una reale strategia di potenziamento del servizio», dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta.

Non si tratta di un fenomeno isolato. «Si sono infatti verificati episodi simili, seppur in forme diverse, anche in altre realtà, comprese alcune aziende sanitarie del Piemonte come l’ASL TO4».

Il ricorso a cooperative per garantire la continuità dei servizi è una strada che non offre soluzioni durature: «al contrario, espone professionisti e cittadini a potenziali situazioni critiche – continua Delli Carri – La risposta non può essere la privatizzazione strisciante dell’assistenza, ma un piano strutturale di assunzioni dirette, stabilizzazione dei precari, investimenti nella formazione e valorizzazione economica e professionale degli infermieri dipendenti. Solo un personale adeguatamente formato, assunto e integrato nell’organizzazione può garantire continuità, sicurezza e qualità dell’assistenza».

CS

Una targa presso la Scuola dell’Infanzia Aporti Gastaldi di via Livorno 

Mercoledì 10 dicembre l’Assessore alle Politiche Educative della Città di Torino, Carlotta Salerno, ha affisso una targa presso la Scuola dell’Infanzia Aporti Gastaldi di via Livorno 14

La targa, donata dall’Associazione Orticola del Piemonte, rappresenta la mappa che conduce alla capsula del tempo che i piccoli bambini della Aporti Gastaldi hanno sotterrato nel giardino dell’istituto, in occasione dell’inaugurazione della terza edizione del Festival del Verde, nel maggio 2025. All’interno della capsula sono custoditi i disegni dei bambini e delle bambine a cui era stato chiesto di immaginare il futuro con le piante. Insieme ai disegni, alcuni semi di papavero donati dall’Associazione Adipa per portare nel futuro una traccia della nostra epoca. La capsula del tempo verrà riportata alla luce fra 25 annida futuro bambini dell’Istituto.

“La targa racconta un gesto semplice e potente al tempo stesso – commenta l’Assessore Carlotta Salerno – lasciare un frammento dei sogni di oggi a chi arriverà domani. Grazie all’Associazione Orticola del Piemonte, i bambini e le bambi e dell’Aporti Gastaldi hanno avuto non solo l’opportunità di riflettere sul futuro, ma anche di vivere gli spazi verdi della scuola ed intensificare il rapporto con la natura. Hanno allenato l’immaginazione, la speranza e il rispetto con la delicatezza e la cura che solo l’infanzia possiede.

Mara Martellotta