ilTorinese

Il Centro Pannunzio porta la Fanfara dei Bersaglieri a Torino per la Liberazione

CONCERTO PER CELEBRARE LA FESTA DI LIBERAZIONE, DEDICATO AL GEN. PEROTTI E AL MAGGIORE ENRICO MARTINI MAURI. 
DOMENICA 23 APRILE ALLE ORE 16,30 in piazza CLN per iniziativa del Centro intitolato a Mario Pannunzio che fu uomo della Resistenza liberale incarcerato a Regina Coeli a Roma nel 1943/44, la Fanfara dei Bersaglieri M.O.V.M. “Enrico Toti” terrà un concerto di musiche patriottiche e risorgimentali per festeggiare la Festa della Liberazione. Il concerto è dedicato a due Medaglie d’Oro al V.M. il Generale Giuseppe Perotti, capo del Comitato Militare del CLN piemontese fucilato al Martinetto ed il Maggiore Enrico Martini Mauri, comandante delle Divisioni Alpine, che fu uno dei liberatori di Torino il 25 aprile 1945. Nell’intervallo sono previste letture delle lettere dei condannati a morte fucilati al Poligono del Martinetto di Torino nel 1944. Sarà un modo per coinvolgere la città nei valori della Resistenza collegandola al Risorgimento. Interverranno gli attori Mario Piazza e M. Grazia Gotro. Sarà anche il modo per onorare i Caduti della Resistenza, in particolare il Comitato Militare Clandestino del CLN piemontese comandato dal Generale Perotti, di cui fece parte anche Valdo Fusi.
La cittadinanza è invitata a partecipare.

Parola d’ordine: incapaci

PAROLA D’ORDINE: INCAPACI

Ho sempre pensato che, per giungere a posizioni apicali in un’azienda, per svolgere una libera professione o per assurgere a ruoli di spicco nel mondo della cultura, dell’economia o del lavoro occorresse la conoscenza della materia, supportata da un’esperienza sul campo unita alla voglia di imparare ed all’umiltà di non sentirsi mai arrivati o superiori agli altri.

E’ sotto gli occhi di tutti come, invece, il mondo si stia orientando verso l’utilizzo di perfetti imbecilli nelle posizioni più delicate e critiche di un’azienda o di un Ministero con i risultati che ogni giorno sono sotto i nostri occhi.

Quando anni fa ebbi la fortuna ed il privilegio di incontrare Sergio Marchionne, di lui mi colpirono soprattutto tre cose: la semplicità, la capacità di risolvere i problemi e l’essere controcorrente (quasi) sempre, a cominciare dall’abbigliamento.

Durante quell’evento raccontò di come, appena giunto In FIAT mentre questa perdeva milioni ogni giorno, non trovò nessuno negli uffici perché erano tutti in ferie. Resta famosa la sua frase: “In ferie da cosa?” E’ evidente che un manager capace avrebbe evitato la chiusura dell’azienda, come avveniva prima di Marchionne, perché la chiusura implica non produrre; inoltre, consentendo ai dipendenti di scegliere il periodo, avrebbe avuto intorno collaboratori più sereni e più collaborativi.

La capacità di risolvere i problemi fu quella che lo portò a far uscire la FIAT da Confindustria pena il non poter attuare le manovre da lui decise. Mi pare che i risultati si commentino da soli considerato che la FIAT, diventata in seguito FCA, ora Stellantis è ancora attiva, produce ed ha chiuso il bilancio 2022 con un utile netto pari a 16,8 miliardi di euro, in aumento del 26% rispetto all’esercizio precedente.

Fu proprio Marchionne a sostenere che “Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a qualcun altro; la vera nobiltà è essere superiore a chi eravamo ieri.”, ma l’unica cosa nobile che ci è rimasta pare essere il vino di Montepulciano.

Gli esempi di manager capaci, purtroppo, si riducono sempre più, complice l’incapacità di comprendere, analizzare, risolvere sia a livello imprenditoriale che politico.

Un’università del nord Italia, divenuta famosa per i managerformatisi presso di essa, è l’esempio più eclatante di come si possa rovinare un Paese fornendo schemi ed insegnamenti totalmente avulsi dalla realtà. In una riunione, uno dei relatori che aveva ottenuto alcuni master presso tale ateneo, dichiarò: “Bisogna prendere quelli bravi e farli diventare ancora più bravi” dimenticandosi totalmente dei mediocri e degli scadenti. Per fortuna l’Azienda per cui lavorava non lo ascoltò e, anzi, si comportò adottando il buon senso (che non si compra con la laurea) di aiutare i meno bravi anche adibendoli a nuovi incarichi più congeniali, spingendo quelli mediocri e riconoscendo il merito a quelli molto bravi. Buon senso batte ateneo 1-0.

Una caratteristica soprattutto italiana (e più in generale latina) è, poi, quella del nepotismo dove perfetti incapaci, spesso svogliati, ammaliati più dalla mutua che dalla postazione lavorativa vengono assunti da questa o quell’azienda per una marchetta da pagare a qualcuno potente, assumendogli il figlio o il nipote o l’amante che altrimenti resterebbero disoccupati a vita.

Se proiettiamo questo esempio a livello macroeconomico, in un Paese o in un intero ambito politico (locale, regionale, nazionale) è evidente come i danni possano essere, se non irreparabili, almeno difficili da ripristinare.

Basta un provvedimento legislativo errato (vedi art. 18 dello Statuto dei lavoratori) pomposamente presentato come Job acts(con l’inglese si riesce meglio a prendere in giro i sudditi) e anni di conquiste vengono distrutti: recuperare un diritto è molto più difficile che sancirlo per la prima volta.

La mania di copiare, solo quando conviene, le usanze estere porta troppo spesso ad adottare provvedimenti inconciliabili con la nostra cultura, con le nostre abitudini e necessità e, in generale, a provocare pochissimi vantaggi a fronte dei disagi generati.

Se anni fa la tendenza degli imprenditori, specie nel nord del Paese, era “Si è sempre fatto così, perché cambiare?” ora si procede nella direzione diametralmente opposta, cambiando per il gusto di cambiare, pensando di essere in linea con i tempi, senza dare il tempo al cambiamento di mostrare i suoi frutti.

E’ palese che vi sia, spesso, un interesse privato, del singolo o di qualche gruppo, affinché lo status quo si modifichi; un proverbio dice “Ciò che è male per uno, è bene per un altro”: se io sono un debitore un aumento dei tassi mi danneggerà, se sono il banchiere festeggerò ogni aumento.

Antonello Venditti espresse bene questo concetto nel brano “L’uomo falco”:

L’uomo falco vola in alto
Sul suo trono di diamanti
Per natura nega sempre
Ed è muto come un pesce
Lui è un uomo falco

Se, poi, un falco si avvale di incapaci potete immaginare quale sarà il destino di un’impresa o di un Paese.

Sergio Motta

Volpiano, approvata la convenzione per il sottopasso alla ferrovia Canavesana

In Regione Cravero. Il sindaco Panichelli: “Un risultato importante frutto della collaborazione tra tutti gli attori”

Nel Consiglio comunale di Volpiano di giovedì 20 aprile sono stati approvati sia la convenzione con Regione PiemonteRete Ferroviaria Italiana e Gruppo Torinese Trasporti, e sia lo stanziamento di 200mila euro da parte del Comune per la realizzazione di un sottopasso in conseguenza della prevista soppressione del passaggio a livello lungo la ferrovia Canavesana in Regione Cravero.

Il sindaco Giovanni Panichelli ha detto che «con l’approvazione della convenzione e il voto di ieri in Regione che destina quattro milioni di euro per quest’opera vengono compiuti due passi importanti per trovare una soluzione a questo problema. Non è ancora l’ultimo passaggio, perché adesso verrà convocata la Conferenza dei servizi, ma è giusto sottolineare il clima di collaborazione e la sinergia che si sono instaurati tra gli attori di questa vicenda con l’obiettivo di contemperare le diverse esigenze. Desidero perciò ringraziare Regione Piemonte, Rfi e Gtt per la disponibilità dimostrata».

Il sindaco Panichelli ha ricordato il lungo percorso che ha preceduto questi atti, sottolineando gli incontri avuti con cittadini, agricoltori e operatori economici della zona per condividere i vari passaggi, e ha ribadito come il Comune di Volpiano abbia sempre dato la propria disponibilità a partecipare anche finanziariamente alla realizzazione di quest’opera «ritenendola utile per il territorio».

A Torino Freenow lancia un’offerta di pacchetti orari per il carsharing di Share Now

 

  • Ora utenti di FREENOW possono prenotare pacchetti orari di due, quattro e sei ore offerti da SHARE NOW all’interno dell’app e noleggiare facilmente i veicoli.

  • FREENOW offre l’accesso a più di 1.400 veicoli dell’azienda leader del carsharing a Milano, Roma e Torino.

  • L’utilizzo dei servizi di carsharing tramite FREENOW è in aumento in Italia: il numero di corse (+247%), tempo di utilizzo (+189%) e numero di utenti (+212%) sono tutti in forte crescita rispetto all’anno precedente.

 FREENOW, la Super App della Mobilità, e il leader dei servizi di carsharing SHARE NOW annunciano una nuova partnership in cinque paesi europei: gli utenti di FREENOW in Germania, Austria, Spagna, Italia e Francia potranno scegliere tra proposti da SHARE NOW, rendendo ancora più pratica e conveniente la prenotazione di servizi di carsharing con un’unica app. Oltre al noleggio a breve termine basato sul minuto, ora è possibile scegliere anche corse della durata di due, quattro o sei ore e un prezzo al chilometro di 19 centesimi tramite FREENOW. Oltre all’attuale collaborazione con SHARE NOW, l’azienda sta pianificando di integrare in futuro pacchetti orari di altri fornitori di carsharing, per ottenere un’offerta più completa di carsharing in un’unica app di mobilità.

In Italia, FREENOW offre l’accesso a più di 1.400 veicoli SHARE NOW, tra cui, ad esempio, vari modelli delle famiglie BMW, Fiat e Peugeot, in tre città italiane (Milano, Roma e Torino).

Forte aumento della domanda di carsharing tramite FREENOW

Con questo arricchimento dell’offerta, FREENOW risponde sia alle numerose richieste della community di utenti di avere pacchetti orari nell’app, sia all’aumento della domanda relativa ai servizi di carsharing in Italia. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nel primo trimestre del 2023 sia il numero di corse che la base di utenti nel settore del carsharing hanno registrato un andamento complessivamente molto positivo. Oltre al numero di corse (+123%), sono cresciuti in modo significativo anche la durata dell’utilizzo (+124%) e il numero di utenti attivi (+95%). Inoltre, il numero medio di viaggi per utente è aumentato del 14%. Inoltre, la maggior parte degli utenti (32%) noleggia un veicolo di carsharing nel pomeriggio, tra il lunedì e il venerdì. In questo caso, il tempo medio di utilizzo è il più lungo, quasi 28 minuti. Anche il tragitto mattutino verso il lavoro è molto popolare, in quanto rappresenta poco meno del 21% di tutti i viaggi.

Umberto Javarone, General Manager di FREE NOW Italia, ha commentato così l’ampliamento della collaborazione: “Come piattaforma di mobilità diffusa, FREENOW vuole contribuire in modo significativo alla transizione della mobilità e aiutare a rendere le città più vivibili per tutti nel lungo periodo. Ciò include in particolar modo offerte semplici e vantaggiose, come ad esempio le soluzioni a pacchetto per i servizi di mobilità individuale. Pertanto, siamo molto soddisfatti di poter ora offrire anche tariffe orarie in tutta Italia insieme al nostro partner di lunga data SHARE NOW”.

“Le partnership sono la chiave del successo, soprattutto nel settore della mobilità integrata. Inserendo le tariffe orarie SHARE NOW nell’app FREENOW, compiamo un altro importante passo verso una mobilità efficiente e sostenibile. Insieme a FREENOW ci impegniamo a garantire che i clienti possano sempre trovare il miglior servizio per le loro esigenze individuali, beneficiando così dei vantaggi del carsharing a lungo termine”, ha aggiunto Olivier Reppert, CEO di SHARE NOW.

Informazioni su FREENOW

FREENOW è la Super App della Mobilità con la più grande offerta di veicoli in Europa. Più di 56 milioni di utenti in 9 mercati e in oltre 150 città si muovono in libertà da A a B e hanno accesso al più ampio ventaglio di opzioni di mobilità in un’unica app. Grazie all’integrazione di vari brand di mobilità e servizi di pagamento, è possibile prenotare in app il taxi più vicino, utilizzare il servizio di car sharing o le opzioni di micromobilità come monopattini elettrici, scooter elettrici e eBike. FREE NOW aggrega numerosi brand di mobilità con l’ambizione di rendere la mobilità urbana più efficiente e sostenibile senza aggiungere nuovi veicoli in strada. L’azienda con sede in Germania ha il sostegno di BMW Group e di Mercedes-Benz Mobility. In totale, circa 1.000 dipendenti in 26 uffici lavorano per il Gruppo FREE NOW, guidato dal CEO Thomas Zimmermann.

Agire subito, l’appello dell’Earth Day. Sabato a Torino per la prima volta

Sabato approda per la prima volta a Torino l’Earth Day, l‘evento green che riesce a coinvolgere il maggior numero di persone in tutto il Pianeta. Tantissime le iniziative che si susseguiranno tra i Musei Reali e la Cavallerizza, dalle 10 fino a mezzanotte quando si concluderà il ‘Concerto per la Terra’. Alle 19 sul Main Stage all’interno dei Giardini Reali, prenderà vita una speciale performance live – gratuita e aperta a tutti – che farà ballare e cantare il pubblico sulle note di grandi musicisti, tutti attivamente impegnati sulle tematiche di sostenibilità promosse da Earth Day. Sul palco si alterneranno Saturnino, Marlene Kuntz, Syria, Ensi, Epoque, Frero, Klaus, Leon Faun e molti altri.

Sarà l’occasione per lanciare un appello alla protezione del Pianeta anche attraverso i numerosi momenti di approfondimento e di intrattenimento, organizzati nelle diverse aree della location: Cavallerizza Reale, Playground, Earth Village e Main Stage. Appuntamenti, attività e workshop pensati per sensibilizzare il pubblico e avviare un dialogo sul tema della salvaguardia del Pianeta: un’opportunità unica di condivisione, animata dai tanti partner e dagli oltre 100 ospiti coinvolti.

Tra gli appuntamenti nell’area dei Giardini Reali, alle 15.30 c’è quello promosso attraverso la campagna “Forestiamo insieme l’Italia 2023” che, con l’obiettivo della messa a dimora di 11 mila alberi in 11 regioni nell’arco di un’anno, vedrà la cantante Elisa impegnata nella piantumazione di un ippocastano.

Il lungo programma prevede dibattiti sul consumo sostenibile, sulla musica e lo sport come veicoli di trasformazione sociale verso un mondo più eco-compatibile. Si parlerà di alimentazione, analizzando l’impronta idrica delle nostre diete, si esplorerà la situazione dei diritti umani del mondo e come questa sia fortemente interconnessa al rapporto tra essere umano e ambiente, di negazionismo climatico e di tanti altri temi. I numerosi workshop pensati per i visitatori offriranno un spazio attivo per affrontare in maniera partecipativa temi complessi come la lotta agli sprechi, la salvaguardia delle api, la lotta alle ecomafie e non solo.

Presente anche un’area food con ristoranti e truck con prodotti ecosostenibili, a chilometro zero e a base vegetale per promuovere un modello di consumo del cibo in linea con i principi dell’Agenda 2030.

Oltre a Torino, in Italia l’Earth day sarà celebrato anche a Roma: le due manifestazioni saranno trasmesse in streaming sulla piattaforma RAI Play, e durante tutta la giornata verranno realizzati collegamenti tra le due città per dare risalto ai momenti salienti.

Info: www.earthday2023.it

Divas – Dog Portraits, ritratti di cani nelle loro case. Pergolesi in mostra a Villa della Regina

Ha inaugurato ieri Divas – Dog Portraits la prima mostra ospitata dalla Residenza Sabauda Villa della Regina. Quaranta scatti del fotografo Francesco Pergolesi magistralmente dialoganti con le maestose ed eleganti sale della Villa gioiello seicentesco. Ogni scatto è il ritratto di un cane in un “interno”, la sua casa, della quale è protagonista assoluto.

Francesco Pergolesi realizza in ogni foto un “teatro privato”, imbastisce un canovaccio con le costellazioni di oggetti che trova in ogni stanza, li reinventa, ne riplasma forme e colori, talvolta li trasfigura, altre volte aggiunge elementi scenografici inventati apposta, seguendo una suggestione artistica sempre dotta e attraverso il ritratto del cane – ed il dialogo con gli oggetti – ricostruisce un meta-ritratto del compagno umano in una scenografia tutta concettuale.

Anche i titoli delle opere sono, talvolta, citazioni.

Così “Il Casellante”, richiama il titolo di un libro di Andrea Camilleri, caro al fotografo, e ritrae un pastore tedesco che osserva trenini e locomotive d’epoca, disposti a mimare stazioni e strade ferrate e sembra regolarne il flusso.

Il bagnante”, invece, è un delizioso pastore maremmano quasi sorpreso dall’occhio dell’artista (ed io immagino nel prima di questa “scena” un “ma dov’è finito?” pronunciato in corridoio) nella stanza da bagno accanto alla vasca e ad una nuvola di schiuma e i bagliori dell’acqua versata per terra.

L’ispirazione, dichiarata dall’artista, va al ritratto di Jean Auguste Ingres de “La bagnante di Valpinçon”, di cui riprende, scrive la curatrice Carla Testore, “la delicatezza cromatica, l’atmosfera intima e riservata delle proporzioni. Un’interpretazione in chiave ironica avendo inserito al posto del nudo femminile un esemplare di maremmano maschio dal temperamento incontenibile ed una corporeità imponente.”

Così, “L’Armadio”, attraverso il delizioso chihuahua quasi nascosto tra le borse, immaginiamo il ritratto della “sua” signora.

Non lascia dubbi su chi sia il vero signore e padrone del “Kingdom”: un Cavalier King, ci guarda tronfio dall’alto di una scala, dalla quale domina soprattutto il cuore dei suoi amati umani. Non a caso, su di lui campeggia una coloratissima installazione “LOVE”.

In “Eden”, liberamente ispirato al “Cacciatore di Farfalle” di Carl Spitzweg, un cane da caccia è raffigurato col naso all’insù rivolto verso uno sciame di farfalle dalle quali è affascinato. Le farfalle sono realtà o “artificio”? Poco importa perché Pergolesi ci trasporta sempre in una dimensione ludica quasi onirica.

Difficile fermarsi qui, tanto questi ritratti sono seduttivi, anche e soprattutto nel dialogo con la Villa, luogo eletto e fortemente voluto dalla curatrice Carla Testore che ne ha intuito la forte sinergia con le fotografie di Pergolesi. Un piccolo presagio che fosse il luogo giusto per la sua mostra, la curatrice, ci racconta, di averlo scoperto facendo un sopralluogo nel parco dove fa bella mostra di sé proprio la statua di un cane. L’itinerario, quasi una caccia al tesoro, tra gli interni e gli esterni, guida il visitatore attraverso la residenza che eccezionalmente ha aperto al pubblico il Padiglione dei Solinghi e alcune parti del Giardino, oggi curato dai giardinieri della Reggia di Venaria, come ci mostra la direttrice della Villa, dottoressa Chiara Teolato.

Il vecchio e il nuovo, la Villa gioiello barocco e l’arte contemporanea, un’occasione per far conoscere la residenza ad un pubblico più ampio.

E proprio qui, nel Padiglione in cui il Cardinale, poi divenuto Principe, Maurizio riuniva i dotti filosofi e scienziati dell’Accademia dei Solinghi, da lui fondata, troviamo i ritratti più “intellettuali”. Un bassotto è fieramente issato su uno sgabello dinnanzi ad una libreria colma di libri, spartiti che piovono dal soffitto. Un contrappunto tra ritratto e meta-ritratto, cane e compagno umano; questa mostra mira proprio ad indagare il rapporto tra l’animale e l’uomo, che si fa oggi sempre più intenso, quasi più “antropizzato”.

I cani hanno le loro ludoteche, spazi in cui si recano per socializzare, veri e propri “asili”, hanno dei dog-sitter, c’è una grande attenzione alla nutrizione, alla cura e alla terapia, si sono creati veterinari specialisti (cardiologi, ortopedici, oncologi, etc.), esattamente come i medici.

Il cane è, a tutti gli effetti, un membro della famiglia, anzi, un vero padrone di casa, come dimostrano queste fotografie nelle quali ciascuno di essi assume posture ed atteggiamenti che ne fanno, inequivocabilmente, dei “divas”.

Un ultimo cenno va all’associazione “The Others”, a Paola Rampini e Roberto Casiraghi, che hanno reso possibile la realizzazione, l’allestimento e la comunicazione di questa mostra.

Trovare un po’ di tempo per una visita, vale la pena, tanto per la mostra di Francesco Pergolesi, davvero sorprendente, quanto per visitare quel gioiello seicentesco, patrimonio dell’Unesco, che fu la dimora preferita di Anna d’Orleans, consorte di Vittorio Amedeo II, di qui l’appellativo Villa della Regina ed i suoi giardini, con le fontane, i giochi d’acqua restaurati e la bellissima vigna, una delle poche vigne metropolitane al mondo.

IRMA CIARAMELLA

Dal 20 aprile, al 25 giugno 2023

Orari di visita:

giorni feriali dalle ore 10:00 alle 18:00; prefestivi e festivi dalle ore 10:00 alle 19:00.

Chiuso lunedì, martedì e mercoledì.

Villa della Regina, Strada Comunale Santa Margherita 79, Torino

Treni, Torino-Bardonecchia: lavori di manutenzione straordinaria

  • nei giorni 22-23 e 29-30 aprile
  • tratta Salbertrand-Bardonecchia
  • modifiche alla circolazione per la linea SFM3

Sulla linea Torino-Bardonecchia sono in programma interventi di manutenzione straordinaria nei fine settimana del 22 e 23 e del 29 e 30 aprile

Per consentire le attività ad opera di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), nella stazione di Bardonecchia, alcuni regionali della linea SFM3 verranno sostituiti da bus nella tratta Salbertrand – Bardonecchia.

In particolare, il treno 26990 in partenza da Torino Porta Nuova alle ore 20.15 verrà sostituito da bus da Salbertrand a Bardonecchia, così come il treno 26997 delle ore 22.21 da Bardonecchia è sostituito da autobus fino a Salbertrand (con partenza anticipata da Bardonecchia alle 22.00).

I sistemi di vendita dell’impresa ferroviaria sono aggiornati con il nuovo programma di circolazione.

Siccità, situazione grave. In Piemonte il peggior deficit di pioggia

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha convocato questa mattina una Giunta straordinaria sulla siccità, alla quale è intervenuto il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto. “Il Piemonte – ha detto il governatore- è la regione con il peggior deficit di pioggia rispetto al passato”.
L’assessore all’ambiente Matteo Marnati ha evidenziato che “l’acqua è già stata razionalizzata in 40 comuni tra Novarese e Vco”. I fiumi sono messi male: il Sesia ha una portata ridotta dell’85%, il Tanaro del 73%, il Po del 62%. Il ministro Pichetto ha assicurato che il governo è al fianco della Regione: “valuteremo con l’eventuale nomina del commissario nazionale come intervenire. Per il momento non vedo altra soluzione che usare nel modo più razionale possibile quella poca acqua disponibile”.