Lunedì 18 maggio dalle 18.15 fino alle 19.15, presso il Piazzale Oval di Lingotto Fiere, in Sala Bianca, si terrà l’incontro su “Disagio emotivo e criminalità minorile. Opinioni a confronto su cause e possibili soluzioni di un problema sociale di allarmante attualità “, promosso dal Distretto 108I A1 Lions International nell’ambito del Salone Internazionale del Libro, incontro con la presidente del Consiglio Comunale di Torino Maria Grazia Grippo.
Il tema assume una rilevanza sempre più urgente anche in Piemonte. Secondo i dati più recenti della Procura per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta, nel 2024 si sono registrati circa cento arresti di minori, con una media di due arresti a settimana. Nello stesso periodo sono stati segnalati nove tentativi di omicidio, un omicidio commesso da un under 18. Un quadro che evidenzia una crescente diffusione di episodi di violenza tra giovanissimi e adolescenti, spesso legati a fragilità psicologiche, dispersione scolastica e disagi sociali.
Ad aprire l’incontro sarà la presidente del Consiglio Comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, da tempo impegnata sui temi delle condizioni di vita nei luoghi di privazione della libertà personale e promotrice del progetto “Nuovi cantieri di volontariato” nelle carceri torinesi.
“Di fronte al crescente disagio giovanile non possiamo limitarci a leggere i numeri della criminalità minorile. Occorre intervenire sulle fragilità educative, sociali e emotive che stanno dietro questi fenomeni. Servono prevenzione, ascolto e una rete capace di coinvolgere istituzioni, scuola, famiglie e terzo settore” dichiara Maria Grazia Grippo.
L’iniziativa sarà preceduta da una mini rassegna cinematografica dedicata al tema della criminalità minorile, pensata come momento di riflessione sulle conseguenze sociali del disagio adolescenziale e sugli strumenti educativi e culturali necessari per contrastarlo.
Interverranno all’incontro anche l’avvocato Renzo Inghilleri, referente distrettuale Lions International del Distretto 108IA1 per i progetti a favore degli istituti penali, moderatore dell’incontro, e Laura Angius, Direttore dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Torino.
Mara Martellotta

Pier Luigi Fuggetta
La stagione Stefano Tempia con il Coro e l’Orchestra della Società Corale Città di Cuneo, il 17 maggio nella chiesa di San Dalmazzo
Nella chiesa di San Dalmazzo, a Torino, domenica 17 maggio, alle 18, si terrà il concerto della Stefano Tempia “Il canto dell’invisibile”, con musica sacra corale contemporanea con oagine di Eŝenbalds, Pärt e Gjeilo eseguita dal Coro e dall’Orchestra della Società Corale Città di Cuneo, una delle realtà corali più prestigiose del territorio. La società corale Città di Cuneo è stata fondata nel 1946 e vanta al suo attivo oltre 650 concerti e la partecipazione a importanti iniziative nazionali e internazionali. Ha effettuato tournées di concerti in Germania, Francia, Repubblica Ceca e Inghilterra, mentre nell’aprile del 1990 ha partecipato con notevole successo alla rassegna internazionale di Montreux, in Svizzera.
In programma, nel concerto “Il canto dell’invisibile”, tre autori che pur con linguaggi diversi condividono una profonda tensione spirituale e una scrittura di forte impatto emotivo. Di Ēriks Eŝenbalds viene eseguito “In Paradisum”, pagina di luminosa contemplazione in cui il coro dialoga con viola e violoncello in un clima sospeso, fatto di linee pure, risonanze naturali e un senso di pace che trascende il dolore terreno. Segue il “Te Deum” di Arvo Part, una vera architettura sonora della durata di circa 28 minuti, un rito musicale in cui il coro, austero e solenne, si intreccia con la linea dell’orchestra in un continuo gioco di richiami e sospensioni. Il programma a viene compilato da “Song of the universal” di Ola Gjeilo, brano che celebra l’unità dell’esperienza umana attraverso il canto corale ampio e luminoso, sostenuti dall’orchestra d’archi e dal pianoforte.
Domenica 17 maggio, ore 18. Chiesa di San Dalmazzo – via Garibaldi angolo via delle Orfane – Il canto dell’invisibile
Mara Martellotta
Torna pienamente operativo da lunedì 18 maggio il parcheggio “Palazzo del Nuoto”. La riapertura della struttura è accompagnata dal via libera a un nuovo piano tariffario e a un regolamento aggiornato che interesserà, dopo la conclusione dei lavori e la riapertura, anche il parcheggio del “V Padiglione” al Valentino. La delibera, proposta dall’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, è stata approvata oggi dalla Giunta Comunale. Le nuove tariffe, introdotte in via sperimentale, si inseriscono nel percorso avviato dalla Città di Torino per incentivare l’uso dei parcheggi in struttura, ridurre la pressione della sosta su strada e favorire una mobilità urbana più integrata.
Con la riapertura di lunedì, il “Palazzo del Nuoto” offrirà un sistema di tariffe differenziato tra fascia diurna e notturna o festiva: la sosta costerà 1 euro all’ora dalle 7.30 alle 20 e 80 centesimi all’ora nella fascia notturna e festiva, con una tariffa giornaliera da 7 euro. La struttura dispone complessivamente di 199 posti auto, di cui 6 riservati alle persone con disabilità. I posti sono distribuiti su due livelli e comprendono 145 stalli aggiuntivi che si sommano ai 54 già disponibili.
In occasione di eventi o manifestazioni, l’accesso al parcheggio resterà consentito compatibilmente con i divieti e le misure di sicurezza e viabilità previste per l’area, con una tariffa massima giornaliera di 10 euro. Saranno inoltre attivate formule agevolate dedicate a residenti e dimoranti, valide dalle 15 alle 9 nei giorni feriali e per l’intera giornata nei sabati e festivi: gli abbonamenti partiranno da 55 euro mensili per i residenti e da 75 euro per i dimoranti. Restano disponibili anche formule ordinarie con validità mensile, trimestrale e annuale.
“L’obiettivo – sottolinea l’assessora Foglietta – è offrire soluzioni più flessibili e vantaggiose sia per chi vive o frequenta i quartieri interessati, gli impianti sportivi e i grandi eventi cittadini, favorendo al tempo stesso una mobilità più integrata e sostenibile. Con il completamento del parcheggio ‘Palazzo del Nuoto’, una struttura a lungo attesa e più volte sollecitata dal territorio, si conclude un intervento strategico che consente di restituire piena funzionalità all’area e di valorizzarne le connessioni con i servizi di mobilità, garantendo così la definitiva messa in esercizio a servizio della città”.
Nuove misure anche per il parcheggio del V Padiglione di Torino Esposizioni, destinato a diventare un punto strategico per l’accesso al Parco del Valentino e al centro cittadino. Anche per questa struttura saranno previste formule agevolate dedicate a residenti e dimoranti, oltre all’applicazione della tariffa speciale notturna, già attiva in altre strutture cittadine, con importo forfettario di 2 euro nella fascia 20.00-7.30, pensata per incentivare l’utilizzo dei parcheggi in struttura da parte dei frequentatori dell’area serale del Valentino. La formula Park&Ride consentirà inoltre di utilizzare gratuitamente le linee STAR per tutta la durata della sosta, favorendo l’interscambio con il trasporto pubblico e riducendo la presenza di auto private nelle aree centrali.
Il nuovo regolamento adottato da GTT introduce sistemi di gestione più moderni e digitalizzati. Grazie al sistema di lettura ottica delle targhe, in caso di smarrimento del ticket sarà richiesto il pagamento della sola sosta effettivamente fruita, con una maggiorazione di 5 euro. Entrambi i parcheggi saranno aperti 24 ore su 24, non custoditi ma monitorati costantemente tramite sistemi di videosorveglianza e interfonia collegati alla Centrale Operativa Parcheggi.
TorinoClick
Uncem presenta la Guida al grande ciclismo del Piemonte
CON 28 ITINERARI PER EMULARE I CAMPIONI TRA PIEMONTE, LIGURIA, FRANCIA
Uncem presenta a Torino domenica 17 maggio in sala arancio alle ore 14 al Salone del Libro la nuova edizione della guida turistica e sportiva del “Grande Ciclismo”, realizzata da Marco Bussone, Roberto Colombero, Marcello Blua, Sergio Balsamo, Marialaura Mandrilli. Ventotto itinerari ciclistici di media e lunga percorrenza tra Italia e Francia sulle strade e sulle salite affrontate dai grandi campioni durante le corse a tappe e di un giorno. Un viaggio nell’arco alpino occidentale tra storia e leggenda, dove i ricordi degli appassionati e le istantanee viste in tv si uniscono con il sudore e la fatica dei corridori. Una pubblicazione in tre lingue – italiano, francese, inglese – che punta su territori che sono cuore del Grande Ciclismo. Un invito all’emulazione che va oltre i confini italiani, per ripercorrere le strade più belle, tra i borghi e i paesi alpini. Dalle Cascate del Toce al Colle del Lys, da Pian della Mussa al Colle delle Finestre. La guida sportiva e turistica ha già incontrato il favore del progetto ViA(E), con i pacchetti turistici creati da Andrea Cerrato, da tre a sei giorni, con i ventotto itinerari proposti dal libro edito da +Eventi. Uncem lo dice da sempre: il ciclismo è montagna. La montagna è il ciclismo. E la Storia del Novecento è intrisa di un rapporto a doppio filo con le due ruote e le grandi corse. Il Piemonte è pezzo portante di questa Storia. Non soltanto per il grande Fausto e prima ancora Costante. Tutti ricordano il nolese Franco Balmamion che vince due grandi Giri d’Italia “senza vincere una tappa” e la “Racconigi-Biella-Oropa” del salto di catena di Marco Pantani, nel maledetto Giro 1999. La memoria collettiva è dentro questi fatti. “Siamo la terra che dalla storia del ciclismo e dal passaggio di tante grandi corse – a partire da Milano-Torino, Giro del Piemonte e poi molte tappe di Giro e Tour – può collocarsi nel mondo come luogo naturale per chi vuole rifare le strade dei grandi campioni. Forse non tutta la Cuneo-Pinerolo del ’49. Ma un pezzo sì. E il giorno dopo un altro e poi ancora. Un giro del Piemonte in ventotto tappe. Che si possono unire come uno preferisce. Scendendo fino al mare e oltrepassando le Alpi”, spiegano Bussone e Colombero. Da Formazza ad Alassio, da Barbaresco a Usseaux. Questo pezzo d’Italia è il più grande e variegato da percorrere. Il viaggio è sulle vie e tra i borghi visti in televisione in tante edizioni delle più belle corse. Il Fauniera del Falco Savoldelli in discesa. Lo sterrato delle Finestre. Le colline di Barolo in una crono tra i filari. E poi Superga, Sestriere mitica, Sant’Anna di Vinadio, l’Agnello Cima Coppi. Luoghi che associamo a Campioni. Possiamo farle anche noi quelle strade, scegliendo l’itinerario più bello, unendo più tappe della guida. Emulare i campioni. Nessun altro territorio italiano ha al momento un prodotto simile.
POLITICA
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Sulla nuova legge elettorale la maggioranza cerca l’intesa ma l’opposizione (ufficialmente) fa muro
In “Zona Cesarini” gli incontri proseguono a Neviglie e a Guarene con altre due proposte d’indubbio interesse
Martedì 19 e giovedì 21 maggio
Neviglie/Guarene (Cuneo)
Al via dal 16 aprile scorso e in programma fino al prossimo 26 maggio, sta dunque per concludersi “Snodi Culturali”, il ciclo di 11 incontri gratuiti e aperti al pubblico organizzato dalla “Fondazione Cesare Pavese” (con il coordinamento di Pierluigi Vaccaneo) al “belvedere” di Neviglie e negli “hub” di Guarene e Piea, con lo scopo di “promuovere la Cultura come strumento concreto per la riqualificazione e rivitalizzazione dei piccoli centri dell’Alta Langa e del Roero”, oltre la scadenza del “PNRR”.
Tra gli appuntamenti ancora in agenda, i prossimi due meritano una particolare attenzione.
Il primo, martedì 19 maggio (ore 18), presso la “Chiesa dei Battuti Bianchi” di Neviglie, vedrà protagonista Luca Luongo, con un incontro dedicato alla “Progettazione culturale come leva strategica per lo sviluppo dei territori”.
Potentino di Matera (classe 1989), Luongo è operatore culturale, autore ed organizzatore di eventi, occupandosi, in particolare, di “costruzioni di reti” tra Istituzioni e Associazioni attive nel concreto sul territorio. Dal 2017 dirige l’Associazione “Lu. Pa.”, da lui fondata insieme a Miriam Pallotta (e acronimo dell’Associazione materana) attiva a livello nazionale e tra i beneficiari del bando “Arte et Iubilaeum” per il “Giubileo 2025”. Notevole l’esperienza maturata da Luongo anche nella mediazione tra amministrazioni civiche, operatori culturali e territorio. Nell’incontro a Neviglie, proprio a partire da queste sue esperienze operative, “si esploreranno pratiche, strumenti e visioni capaci di generare impatto sociale, attivare comunità e costruire reti”, all’interno di un confronto aperto su modelli sostenibili, innovazione e ruolo degli operatori culturali oggi.
Secondo incontro, giovedì 21 maggio (ore 18), a Guarene, presso la “Sala CCLN” (piazza Roma, 6), già sede di incontri organizzati da “ANCI Piemonte”, come la XIX “Assemblea Piccoli Comuni” ivi tenutasi lo scorso febbraio. Ospite di rilievo sul tema “Il patrimonio è di tutti”, sarà Daniele Lupo Jallà, storico e presidente del “Museo diffuso della Resistenza”. L’incontro partirà da un sacrosanto presupposto: “Per lungo tempo la tutela del patrimonio è stata una competenza pressoché esclusiva dello Stato”. Presupposto oggi non più accettabile. Non più accettabile “perché oggi – si sostiene – questa responsabilità non ha più un unico centro”. “Al modello tradizionale – spiega Jallà – si affianca e sempre più spesso si integra un approccio che riconosce alle Comunità un ruolo attivo e condiviso nella cura e valorizzazione dei beni culturali, secondo quanto conferma, in estrema sintesi, il principio della ‘Convenzione quadro’ del ‘Consiglio d’Europa’ del 2005, nota come ‘Convenzione di Faro’ e ratificata anche dall’Italia nel 2020”. L’incontro sarà dedicato ad approfondire questi due modelli, solo in apparenza contrapposti, per comprendere come “possano dialogare ed integrarsi in una visione più ampia e partecipata della tutela del patrimonio culturale”.
Daniele Lupo Jallà, storico di formazione, è stato funzionario e dirigente della “Regione Piemonte” e dei “Servizi museali” della Città di Torino, presidente di “ICOM Italia” (il principale network italiano di “Musei” e “Professionisti Museali”, con più di 5mila soci, individuali e istituzionali), docente di “Museografia” e “Museologia” presso vari Atenei italiani. Attualmente è presidente del “Museo diffuso della Resistenza” di Torino ed è impegnato nella creazione del “Museo nazionale della Resistenza” di Milano. Nelle Langhe, ha progettato il Museo all’aria aperta “In vigna” al Castello di Grinzane Cavour, innovativo Museo e “percorso didattico” immerso nella “Vigna del Conte”, ai piedi dello storico maniero, che racconta, attraverso 65 pannelli e 110 illustrazioni (dislocati tra i filari) il ciclo vitale della vite ed il lavoro del vignaiolo, offrendo una suggestiva esperienza immersiva nel paesaggio vitivinicolo del “Patrimonio UNESCO: Langhe – Roero e Monferrato”.
Per maggiori info: www.progettosnodi.it
g.m.
Nelle foto: Luca Luongo e Daniele Lupo Jallà
Il progetto di Fondazione Canavese2030 al Salone del Libro
La Fondazione Canavese2030 arriva al Salone del Libro di Torino, sabato 16 maggio alle 12.30, presso lo Spazio Arancio di Lingotto Galleria Visitatori, per presentare ufficialmente “Sistema Canavese e la guida alle Eccellenze del Canavese 2026, un macroprogetto in cui la Fondazione sceglie di raccontarsi attraverso un metodo e una visione strategica precisi..
“Portare il Canavese al Salone del Libro significa scegliere il palcoscenico culturale più importante d’Italia per dire che questo territorio ha qualcosa da dire – ha dichiarato Fabrizio Gea, Presidente della Fondazione Canavese2030 – e lo dice con un progetto serio, costruito nel tempo. Sistema Canavese non è uno slogan: è una visione operativa che mette insieme turismo, identità, ambiente e innovazione digitale. È il modo in cui il Canavese decide di presentarsi all’Italia e al mondo”.
Il progetto “Sistema Canavese”, che sarà narrato da Maurizio Vermiglio, giornalista del settimanale Il Canavese; Alberto Conte, ideatore de Il Cammino di Europa e fondatore del Movimento Lento, project manager del Macro Progetto Sistema Canavese; Fabrizio Gea, Presidente di Fondazione Canavese2030; Andrea Zanusso, Vicepresidente Esecutivo e Cristina Natoli, architetta e PhD, membro del Consiglio Direttivo di Canavese2030, si articola sul fronte del turismo e sul racconto di un lavoro riguardante la costruzione di un’infrastruttura di mobilità lenta — ciclovia del Canavese, cammini canavesani e ippovia — sostenuta da un piano di marketing territoriale incentrato sui filoni dell’ outdoor e dello slow tourism. Sul fronte ambientale, in partnership con il Politecnico di Torino,
è in corso la definizione e la disseminazione di un’identità di territorio condivisa con i Comuni e le associazioni del terzo settore.
Sul fronte digitale, la Fase 2 del progetto Canavese Digitale prevede l’evoluzione della piattaforma canavese.com con strumenti ottimizzati per l’intelligenza artificiale, mentre il progetto Canavese Experience sviluppa un marketplace — su sito e app — per valorizzare eccellenze, esperienze, eventi, pubblicazioni e merchandising del territorio.
La Guida alle Eccellenze del Canavese 2026 riguarderà invece lo strumento operativo del progetto, una raccolta di 759 indirizzi del buon vivere (imprese, artigianato, ristorazione, cultura, turismo) selezionati da oltre 200 fonti.
Realizzata in collaborazione con l’editore Atene del Canavese, è disponibile nello shop di canavese.com (https://canavese.com/pubblicazioni/).
Mara Martellotta
Presentati con successo a Milano ‘Flash’ e ‘Airon’, i nuovi campioni italiani del trasporto pubblico firmati dai designers chieresi di fama internazionale Mario e Sandro Vernacchia.
Menarini, folla di giornalisti, tecnici e appassionati all’avveniristico stand dello storico produttore italiano di autobus ieri 13 maggio al ‘Next Mobility Exhibition’ a Milano, presso l’area della Fiera di Rho.
La rinomata azienda bolognese, il cui trend è in forte espansione garantendo consolidamento, occupazione e prospettiva, ha presentato con successo i primi due modelli, frutto del nuovo corso destinato alla mobilità urbana: ‘Flash’ e ‘Airon’, rispettivamente veicoli destinati al trasporto persone da 8 e 12 metri, tutti elettrici e realizzati con materiali ecosostenibili di ultimissima e inedita generazione. Inclusi gli interni, scocca, telai e allestimenti, che garantiscono minor impatto ambientale e pesi più leggeri grazie all’introduzione di una tecnologia innovativa esclusiva frutto dell’esperienza del Gruppo ‘Seri Industrial’, affermata società quotata leader nel settore di batterie e accumulatori.
Una realtà industriale di primissimo piano in Italia e in Europa, nata grazie alla lungimiranza e la competenza di Vittorio Civitillo, stimato Sindaco di Piedimonte Matese, nel Casertano, e imprenditore visionario illuminato cui si deve anche la rinascita del marchio ‘Menarini’ con la guida sicura del nuovo e capace Ad Fabio Vannacci.
Un uomo e un professionista riconosciuto innamorato del proprio territorio, cui ha assicurato solida continuità trasferendo la produzione nello storico stabilimento di Flumeri, un tempo ‘Iveco’, in Valle Ufita: il più grande nel suo settore in Italia, praticamente il tempio degli autobus, e fra i primissimi anche in area UE.
Quando due eccellenze s’incontrano, nascono storie destinate a durare nel tempo, fra cultura delle radici e prospettive affascinanti tutte ancora da esplorare.
Ma quando due eccellenze, invece, si ritrovano, la magia è ancor più grande e stupisce e sorprende ancor più. A firmare infatti i due nuovi giganti della strada, incluso il restyling di logo e brand sono stati i notissimi designers Mario e Sandro Vernacchia, entrambi pionieri dello stile e ingegneri di lungo corso, il cui headquarter operativo è a Chieri, nel Torinese, il cui nome è altresì indissolubilmente legato anche all’epopea della ‘Ferrari’.
Due firme di primo piano a livello internazionale cui si devono già moltissimi dei modelli di bus urbani firmati da Menarini, e che grazie all’incontro con il nuovo Management in capo a ‘Seri Industrial’ sono tornati a completare una squadra che sta suscitando interesse, ammirazione e rispetto anche nel resto d’Europa per l’altissima qualità di gamma dei propri prodotti destinati alla movimentazione quotidiana delle persone, e per il pionierismo che ne contraddistingue, con concreta eleganza, ogni passo.
I profili dei veicoli guardano al domani strizzando però con classe, gusto ed equilibrio l’occhio alla tradizione, recuperando segni e stilemi che sottolineano la preziosità di una storia più che secolare che prosegue dal lontano 1919. E che, oggi più che mai, grazie all’esperienza della Famiglia Civitillo, da sempre sinonimo di risultato, serietà e trasparenza, può continuare a percorrere sicura altrettanti infiniti chilometri sulla strada dello sviluppo, guardando con fiducia a orizzonti sempre nuovi e stimolanti.
“Per prima cosa desidero ringraziare di vivo e vero cuore tutti coloro che hanno reso possibile il taglio di questo traguardo”, ha esordito il Presidente Vittorio Civitillo, nominando con schietta gratitudine e un pizzico di emozione uno a uno, innanzi ai numerosi presenti, tutti i componenti della sua altrettanto autorevole e valevole squadra e sottolineandone di ciascuno il valore. “Oggi rivolgiamo ancor più fiduciosi lo sguardo al domani, certi del fatto che le ottimizzazioni strategiche apportate all’intera filiera della supply chain costituiscono la miglior base di partenza per proseguire con impegno ed entusiasmo crescenti sul cammino già solidamente in corso”, ha concluso entusiasta il vertice, amichevolmente intrattenendosi a fine presentazione con tutti i partecipanti intervenuti.
MAURIZIO SCANDURRA