ilTorinese

L’inizio d’anno a Sauze d’Oulx tra musica e mercatini

Dopo lo spettacolare Capodanno con il tutto esaurito, Sauze d’Oulx si appresta a vivere in grande stile il weekend della Befana.
E lo fa partendo dal cinema, con la riapertura, venerdì 2 gennaio scorso, dello storico cinema Sayonara di via Monfol 23. Lo ha fatto con la nuova denominazione “Cinema Faro”. Infatti la sala cinematografica di Sauze d’Oulx era rimasta chiusa due anni or sono in seguito alla tragica e prematura scomparsa del gestore Beppe Perotto. Il cinema riapre grazie alla famiglia Di Saint Pierre che porta avanti una tradizione cinematografica. Ad aprire la sala di Sauze d’Oulx è Margherita con il papà Alessandro che continuano la tradizione del nonno Alberto che creò il mito del “Cinema Faro” di via Po a Torino. E proprio in ricordo di nonno Alberto la nipote Margherita ha scelto l’intitolazione “Cinema Faro”. Il Cinema Faro sarà aperto nel weekend dell’Epifania e poi nei weekend.

“Dopo la scomparsa di Beppe Perotto il nostro cinema è rimasto chiuso – ha dichiarato il Sindaco di Sauze d’Oulx Mauro Meneguzzi- Ma sin da subito abbiamo cercato in tutti i modi di trovare una soluzione per la sua riapertura al fine di garantire un servizio di qualità ai nostri turisti. Ringraziamo Alessandro e Margherita Di Saint Pierre per aver colto questa sfida che sicuramente sapranno vincere perché vantano una tradizione familiare che fornisce grandi garanzie. A loro va il nostro in bocca al lupo per una stagione ricca di soddisfazioni”.
Il weekend dell’Epifania porta con sé anche i “Mercatini della Befana” che animeranno il centro storico del paese in piazza Assietta e piazzetta Genevris sabato 3 e domenica 4 gennaio.
Sabato 3 gennaio l’anno parte con il sound energetico e brillante delle Effe String Quartet, un quartetto d’archi femminile, moderno e super coinvolgente che si esibirà alle ore 21 presso il Teatro d’Ou con ingresso con accredito da ritirare presso l’Ufficio del Turismo.
Una serata di grande musica con  l’EFFE String Quartet che proporrà un live show con le film soundtracks più belle, le melodie delle più famose pop hits e i ritmi del rock che si fondono in uno spettacolo dinamico e coinvolgente. La versatilità delle musiciste darà vita ad una dimensione moderna del quartetto d’archi, caratterizzato da un sound accattivante ed energico. EFFE String Quartet è un ensemble italiano tutto al femminile, dalla personalità eclettica e magnetica, capace di trasformare ogni palco in una scena vibrante dove gli archi diventano protagonisti assoluti di una narrazione musicale sorprendente. Con uno stile inconfondibile e una versatilità fuori dal comune, il quartetto attraversa i generi con naturalezza, spaziando dal repertorio classico alla musica contemporanea, dalle colonne sonore più iconiche fino all’energia travolgente del rock.
Dopo il grande successo dell’Ukulele Turin Orchestra del 29 dicembre, la Cappella di Sant’Antonio a Jouvenceaux ospiterà una seconda serata di grande musica lunedì 5 gennaio sempre alle ore 21. L’Associazione “Amici di Jouvenceaux” propone il duo chitarra e voce “B&B Bacciolo-Ballestrero”, un progetto live in cui stili e suggestioni differenti confluiscono in un interessante repertorio.
Nel weekend dell’Epifania anche due appuntamenti con la rassegna “Le serate del CAI”, sempre presso il bar “Scacco Matto” di piazzale Miramonti 9 e sempre alle ore 21 e ad ingresso libero. Sabato 3 gennaio Beppe Sala presenta “Camino de Santiago: gli altri cammini oltre il Francese”, mentre domenica 4 gennaio presentazione del libro “La neve perduta” di Gianni Ballor che dialogherà con Alessandra Neri.

Sino al 4 gennaio presso i locali dell’Ufficio del Turismo di viale Genevris, dalle 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 18,15 si potrà visitare l’esposizione “Contemporary Art Grand Tour”. Una mostra collettiva itinerante che, dopo aver attraversato numerose città e borghi di Lazio, Toscana, Umbria, Molise, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Veneto, approda per la prima volta in Piemonte, proprio a Sauze d’Oulx. Un progetto nato per scoprire, promuovere e valorizzare il talento di artisti emergenti e affermati, italiani e internazionali.

Mara Martellotta

Protezione civile, una squadra di volontari dal Piemonte a Crans – Montana per assistenza organizzativa

La Regione Piemonte è presente a Crans Montana con una squadra di volontari del Coordinamento regionale provenienti da Verbania e incaricata di prestare assistenza logistica e organizzativa, come il supporto per gli spostamenti, gli alloggiamenti e altre necessità.

In base alla richiesta formulata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile è stato attivato il modulo TAST (Team di Assistenza Tecnica e Supporto) della Protezione civile regionale, struttura operativa specializzata e certificata per interventi di emergenza nazionali e internazionali composta da volontari e professionisti piemontesi per supporto logistico e coordinamento, parte della Colonna mobile piemontese.

“Fin dai momenti immediatamente successivi alla tragedia di Capodanno – affermano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi – la Regione Piemonte ha offerto la sua disponibilità a collaborare con le attività di soccorso sanitario e di assistenza. Abbiamo messo a disposizione anche il nostro sistema di Protezione civile, forte dell’esperienza maturata in tanti missioni internazionali, e ringraziamo i volontari che stanno svolgendo la loro preziosa e importante funzione nella cittadina svizzera”.

Frittelle golose con salsa allo yogurt

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Sempre appaganti e golose le frittelle, a chi non piacciono ?

Sono perfette per ogni occasione, saporite e croccanti stuzzicano l’appetito di tutti. Provatele con la salsina allo yogurt per rinfrescare la vostra cena.

Ingredienti

4 zucchine chiare medie
1 cipolla bianca piccola
3 uova
50gr. Parmigiano grattugiato
poca farina, sale,pepe, prezzemolo
1 vasetto di yogurt naturale
erba cipollina
Olio per friggere

Grattugiare le zucchine e lasciarle scolare per una mezz’ora. Affettare sottilmente le cipolle.
In una terrina sbattere le uova intere con il parmigiano, il sale, il pepe, il prezzemolo tritato, qualche cucchiaio di farina, poco latte. Mescolare bene e aggiungere le zucchine e le cipolle. In una larga padella scaldare l’olio e versare a cucchiaiate l’impasto. Lasciar cuocere e rosolare bene da ambo le parti. Preparare la salsina mescolando lo yogurt con erba cipollina, sale, pepe e poco olio
Servire caldo o tiepido.

Paperita Patty

Rifondazione attacca “la brutale aggressione Usa al Venezuela”

Rifondazione Comunista Torino condanna la brutale aggressione terroristica degli Stati Uniti al Venezuela perpetuato con l’obbiettivo di appropriarsi delle risorse di uno stato sovrano.
Dopo mesi di provocazioni e minacce l’imperialismo Statunitense scopre il suo vero volto criminale bombardando la capitale del Venezuela e sequestrando il Presidente Maduro insieme a sua moglie.
Un atto inqualificabile che va contro le più elementari norme del diritto Internazionale, che si somma al Genocidio Palestinese e ai venti di guerra che stanno attraversando l’Europa e ci consegna all’inizio del nuovo anno un mondo sull’orlo della catastrofe.
Ora più che mai è necessario dare una risposta immediata ed unitaria, chiamando tutte/i alla mobilitazione.
CONTRO L’AGGRESSIONE STATUNITENSE, CON I POPOLI DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DI VENEZUELA
PRESIDIO OGGI SABATO 3 GENNAIO ore 18.30 PIAZZA CASTELLO – LATO PREFETTURA -TORINO
Rifondazione Comunista Torino

Maduro, Trump, la democrazia

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

L’attacco, sia pure minacciato più volte, al Venezuela da parte di Trump non è accettabile agli occhi di un democratico liberale. Maduro è un dittatore che vive di narcottaffico.  E’ un politico indifendibile e pericoloso. Ma il modo in cui l’attacco e’ stato realizzato non ha precedenti ed appare un qualcosa di estraneo alla storia degli USA, più putiniano che americano. Certamente in Venezuela vivono molti italiani emigrati e quindi la prudenza è d’obbligo per il governo italiano. Il diritto internazionale è stato violato da Trump, ma Maduro non è certo un esempio democratico, ma è un dittatore sanguinario.  I modi usati sono censurabili, ma la rimozione di Maduro è una buona notizia.  Il manicheismo non consente mai un giudizio equilibrato. L’esempio del Venezuela dimostra un clima internazionale tossico. Che Putin condanni Trump suscita gelida e drammatica ilarità. L’aggressore dell’Ucraina non può parlare con un minimo di credibilità. Resta il vecchio problema dell’impossibilità di esportare la democrazia. Già Guicciardini aveva colto che i sistemi politici non possono essere trasferiti da un paese all’altro. Solo le dittature possono essere imposte con la forza perché la violenza delle armi può imporre con il terrore un regime autoritario. L’intervento “chirurgico” di Trump ha deposto Maduro, ma il passaggio alla democrazia è un’ altra cosa.

Contromano per 10 km in tangenziale: “Ero confuso”

Entrato a Settimo Torinese ha fatto 10 chilometri contromano sulla tangenziale Nord. “Ero confuso”, ha dichiarato il 74enne alla guida. L’allarme è stato dato sui social e alla fine si è  verificato un incidente. Ferita una persona in codice giallo. Un automobilista per evitare la vettura è finito contro il guardrail, ma poteva andare decisamente peggio. 

Cesana Torinese in festa

Quest’anno il buon anno a tutta Italia lo hanno dato i maestri di sci  dì Cesana  ed il sindaco Daniele Mazzoleni.

Mercoledì 31 dicembre scorso, infatti, nel programma “Studio Aperto Mag” su Italia 1, è  andato in onda il servizio di Beppe Gandolfo sulla fiaccolata dei maestri a Sansicario , svoltasi lo scorso 29 dicembre. Si è trattato di un evento che ha visto la collaborazione della Pro Loco Proyoung insieme alle tre scuole di sci di Cesana, Action Sansicario, Cesana-Sansicario  e Monti della Luna, che si è concluso con gli auguri del sindaco Daniele Mazzoleni.
La voglia di fiaccolata continua e una nuova fiaccolata è in programma per sabato 3 gennaio con la Fiaccolata a piedi per le vie di Cesana, con la  ‘Stra Stra Fiaccolata’, organizzata dalla Pro Loco ProYoung, dalle ore 21 una camminata con fiaccole lungo le vie del paese con partenza dalla Cappella degli Alpini e arrivo in piazza Vittorio Amedeo.
Con un ticket di partecipazione di 5 euro acquistabile presso l’Ufficio del Turismo si potrà partecipare all’estrazione in presenza di un soggiorno  di sette notti in Puglia al Resort St.James. il gran finale sarà affidato alla musica e  al vin brulé in piazza Vittorio Amedeo.
Il weekend dell’Epifania si arricchisce di un altro grande evento . Sino al 6 gennaio presso la sala conferenze al primo piano dell’Ufficio del Turismo in piazza Vittorio Amedeo si potrà visitare la mostra intitolata “Pensieri di neve”, che vedrà l’esposizione di alcuni capolavori del maestro Tino Aime.
La mostra è  a ingresso libero con orario 16-19 sia sabato 3 sia domenica 4, lunedì 5 e martedì 6 gennaio.

Mara Martellotta

La forza rivoluzionaria del perdono nella “Cenerentola”

 

In scena al Teatro Regio 

Il 2026 si apre al teatro Regio nel segno di Rossini con uno dei capolavori più vivaci, sorprendenti e raffinati del compositore marchigiano, “La Cenerentola”, che andrà in scena sabato 17 gennaio alle ore 20. Lo spettacolo è riservato al pubblico under 30 e i biglietti sono disponibili on line e alla biglietteria fino a esaurimento dei posti disponibili.

Saranno tre i debutti di prestigio legati alla Cenerentola: Antonino Fogliati, tra i maggiori specialisti del repertorio belcantista e Ufficiale dell’Ordine  al Merito della Repubblica Italiana, che dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio; Manu Lalli, alla regia del fprtunatp e acclamato allestimento del Maggio Musicale Fiorentino; Vasilisa Berzhanskya, mezzosoprano di eccezionale estensione vocale, nel ruolo della protagonista.

Accanto a lei un cast di impronta squisitamente rossiniana, formato da Nico Darmanin,  Roberto De Candia, Carlo Lepore, Maharram Huseynov e le artiste del Regio Ensemble Albina Tonkikh e Martina Myskohlid, il Coro del Teatro Regio istruito dal maestro Piero Monti, che sostituisce temporaneamente il maestro Trabacchin.

Nell’allestimento firmato da Manu Lalli, la dimora di Don Magnifico è rappresentata da una casa dai caldi rimandi sett-ottocenteschi, con magnifiche scene dipinte ed elememti architettonici creati da Roberta Lazzeri. Qui Cenerentola corre senza sosta per soddisfare i capricci della famiglia, ma trova rifugio nei libri. Il suo amore per la lettura, volto dalla regia, tratteggia una figura determinata, vicina al pubblico contemporaneo e in netto contrasto con la vanità di Clorinda e Tisbe, eternamente alle prese con specchi e merletti. I costumi fantasiosi ed eloquenti di Gianna Poli disegnano una vivace galleria di caratteri, mentre le luci di Vincenzo Apicella, riprese da Valerio Tiberi, accompagnano la metamorfosi della protagonista, dalla penombra del focolare alla piena luminosità di Palazzo Reale. A sottolineare i tratti fiabeschi non mancano, grazie alla regia di Lalli, fate che danzano, una pioggia di stelline brillanti e la zucca che si trasforma in carrozza per condurre Cenerentola alla festa.

“La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo” fu composta in sole tre settimane e andò in scena per la prima volta al teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817, l’anno successivo al debutto del “Barbiere di Siviglia”. Rossini aggiunse alla sua vis comica, che gli aveva procurato successo in tutta Europa, nuove sfumature sentimentali. La fiaba di Perrault, adattata da Jacopo Ferretti con alcune varianti, su tutte la matrigna, che qui diventa patrigno, e la scarpetta che diventa braccialetto, gli offrì l’occasione di tingere i suoi “crescendo” di nuances malinconiche, di aprire i suoi ritmi forsennati a tocchi di poesia. Il risultato è un’opera dove i protagonisti, Cenerentola e il principe Don Ramiro, cantano i loro sentimenti fondendovi tutta la fragilità della giovinezza; gli antagonisti, il patrigno e le sorellastre, vi fanno da contraltare con un umorismo sapido e grottesco di derivazione napoletana, non dimentico della radice europea della fiaba di Cenerentola nella terra di Basile.

Gioacchino Rossini trasforma la fiaba di Perrault in uno scintillante melodramma giocoso, dove il gioco dei travestimenti esplora il team dell’identità capovolta: il principe si finge servitore, il servitore si spaccia per principe, mentre l’unica a restare sé stessa e Cenerentola. In questa versione la magia lascia il posto all’ingegno, e i simboli tradizionali della fiaba diventano personaggi e oggetti nuovi. La fata diventa il filosofo Alidoro, la matrigna diventa il patrigno, spassosissimo “Intendente dei bicchier e presidente al vendemmiar”, e la scarpetta si trasforma in quel braccialetto che svelerà l’identità della protagonista. Pur nella sua veste giocosa, “La Cenerentola” è un’opera dal forte valore simbolico. La protagonista incarna un ideale di bontà, che non si lascia contagiare dall’odio, ma lo disinnesca con il perdono e la scelta di non rispondere con la violenza alla violenza. In un mondo popolato da arrivismo da meschinità, Cenerentola assume il ruolo di pacificatrice, capace di ricucire i rapporti spezzati e di offrire una seconda possibilità a chi l’ha umiliata. La sua ascesa sociale non nasce da un incantesimo, ma da virtù quali pazienza, compassione e intelligenza; il vero riscatto non coincide con il matrimonio principesco, ma con la vittoria della conoscenza e della bontà su ogni forma di prepotenza. Si tratta di un messaggio rivolto anche al pubblico giovane: i  questa Cenerentola rossiniana il perdono non è debolezza, ma scelta radicale, capace di cambiare il destino dei personaggi e idealmente lo sguardo di chi ascolta.

Mara Martellotta

Il Centro è alternativo al massimalismo

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Il Centro non è una categoria astratta, virtuale o puramente geometrica. Il Centro nel nostro
paese, e storicamente, è stato non solo un progetto politico ma, si può dire senza enfasi, anche e
soprattutto una una visione della società. Certo, il Centro come progetto politico e cultura di
governo è coinciso con la cinquantennale esperienza della Democrazia Cristiana e, con la Dc, i
suoi alleati di governo. Una stagione che non contemplava, come ovvio e scontato, alcuna deriva
massimalista, populista, estremista e men che meno di stampo radicale. Insomma, la cultura
politica di Centro era, è e resta semplicemente alternativo rispetto a chi predica e pratica la
radicalizzazione del conflitto politico o la polarizzazione ideologica. Due derive che, di fatto, sono
incompatibili con qualsiasi cultura di governo e con quella cultura politica di centro che hanno
segnato e caratterizzato le migliori stagioni politiche del nostro paese.
Ora, non possiamo non evidenziare due aspetti della politica contemporanea che sono persin
oggettivi, al di là di chi vive all’insegna delle pregiudiziali politiche, ideologiche e soprattutto
personali. Da un lato il tentativo, neanche tanto nascosto, di Giorgia Meloni di spostarsi al centro
e, soprattutto, di costruire un progetto politico e di governo che abbandona la tradizionale
concezione massimalista e di opposizione. Una posizione che ha fatto del centro destra a trazione
Meloni una coalizione molto più attenta e sensibile a quella che i democristiani chiamavano
semplicemente ”politica di centro”. Al netto della Lega, che resta un partito populista e
demagogico, il resto della coalizione di governo individua nell’orizzonte centrista un approdo del
tutto naturale e persin fisiologico.
Molto diversa, al riguardo, la posizione e la strategia dell’attuale ’campo largo’. Qui ci troviamo in
un contesto dove il massimalismo, il radicalismo, l’estremismo e il populismo rappresentano il
cemento ideologico unificante della intera alleanza di sinistra e progressista. Detto con parole
semplici, da quelle parti il Centro, la politica di centro o il progetto politico di centro sono
semplicemente esterni, estranei se non addirittura alternativi rispetto a chi realmente detta
l’agenda politica e programmatica della coalizione stessa. E, non a caso, lo stratega del ‘campo
largo’, cioè l’ex comunista Goffredo Bettini, ha già individuato quasi stautariamente per il Centro
solo una “tenda”. E chi è costretto a rifugiarsi in una tenda o in un accampamento non può
certamente condizionare o segnare il progetto politico di una intera alleanza. Svolge, appunto, un
ruolo marginale, periferico e del tutto ornamentale.
Ecco perchè il Centro è alternativo a tutto ciò che è riconducibile al radicalismo, al massimalismo
e all’estremismo. Non è certamente attraverso il riconoscimento di un grigio “diritto di tribuna”
che si riaffermano le ragioni di un Centro politico in una alleanza elettorale o di governo.