ilTorinese

Certificazione di qualità per la Croce Giallo Azzurra

La pubblica assistenza ANPAS, Croce Giallo Azzurra Torino, ha rinnovato in data 25 ottobre 2025 la Certificazione del Sistema Qualità UNI EN ISO 9001:2015, confermando così il proprio impegno costante nel garantire elevati standard di efficienza e affidabilità nei servizi offerti alla cittadinanza. La Certificazione UNI EN ISO 9001:2015 definisce i requisiti di un sistema di gestione per la qualità di un’organizzazione, ed è stata rinnovata al termine di un percorso di verifica condotto dalla società Certiquality Srl. L’audit ha interessato i principali ambiti professionali dell’associazione, dalla gestione amministrativa alla formazione di volontari e dipendenti, fino alla sicurezza e alla soddisfazione del personale, valutando numerosi parametri e indicatori.

L’esito positivo ha confermato l’efficacia e la solidità di un modello organizzativo della Croce Giallo Azzurra Torino, frutto di un lavoro di squadra ed un costante impegno verso un miglioramento continuo.

“Un altro passo avanti nella qualità – ha dichiarato Santo Bellantone, Presidente della Croce Giallo Azzurra di Torino -il 25 ottobre scorso si è svolto presso la nostra sede il primo audit di sorveglianza per il rinnovo della Certificazione del Sistema Qualità. La verifica, condotta da Certiquality, si è conclusa con esito positivo e ha permesso di tracciare le direzioni di crescita per il 2026. Questo risultato conferma il nostro impegno per un miglioramento continuo nel garantire servizi sempre più sicuri, organizzati ed efficienti per la comunità. Un ringraziamento va agli operatori e ai volontari che rendono possibile tutto questo, a Marco Grechi, responsabile qualità della Croce Bianca di Orbassano, per il supporto nel percorso di certificazione e ad Armando Gotta, responsabile del progetto qualità ANPAS Piemonte”.

“La vita della qualità continua – ha dichiarato Armando Gotta – oltre alla Croce Giallo Azzurra Torino, hanno ottenuto il rinnovo annuale della Certificazione anche la Croce Bianca di Orbassano, la Croce Verde di Villastellone, la Croce Verde di Mombercelli, la Croce Verde di Saluzzo e la Croce Bianca di Ceva. Altre associazioni ANPAS stanno completando il percorso per ottenere la loro prima certificazione, e quattro di esse la conseguiranno entro la fine dell’anno. Il progetto qualità ANPAS Piemonte accompagna e supporta le associazioni aderenti in tutte le fasi di implementazione e mantenimento del Sistema Qualità. Come ANPAS siamo consapevoli dell’importanza del rinnovo della Certificazione, che consolida il percorso di miglioramento riaffermando il valore della qualità certificata come strumento di crescita, trasparenza e fiducia”.

Oggi la Croce Giallo Azzurra Torino può contare su 78 volontari, di cui 28 donne, e svolge 1900 servizi all’anno, tra trasporti convenzionati con le aziende sanitarie locali, servizi d’istituto, emergenze 118 e assistenze sanitarie durante eventi e manifestazioni.

Mara Martellotta

Gli appartamenti reali del castello della Mandria

Gli Appartamenti Reali abitati da Vittorio Emanuele II di Savoia e Rosa Vercellana, “la Bela Rosin”, contessa di Mirafiori e Fontanafredda, sono stati recentemente restaurati grazie ad un importante finanziamento pubblico ed al contributo di Compagnia di San Paolo.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/musei/appartamenti-reali-del-castello-de-la-mandria-0

Flashback 2025, arte in dialogo: tra Gaza, Carol Rama e il ritorno del Legnanino  

 

Il Public Program 2025 di Flashback Art Fair apre uno spazio di confronto tra linguaggi e generazioni, dove l’arte diventa racconto, memoria e responsabilità. Nella cornice del Padiglione C – Il Circolino al Flashback Habitat (corso Giovanni Lanza 75), dal 31 ottobre al 2 novembre si susseguono incontri, proiezioni, laboratori e musica dal vivo che ampliano il tema di quest’anno, “Senza titolo”, come invito all’ascolto e alla pluralità dei punti di vista. Il ciclo di Flashback Talk si apre venerdì 31 ottobre alle 16.30 con Il capitale che cresce, dialogo con Monica Biancardi, Chiara Gatti, Lorenzo Benedetti e Gabi Scardi dedicato al progetto fotografico che racconta la crescita delle gemelle palestinesi Saleha e Sarah nell’arco di diciassette anni. Un diario visivo poetico e politico insieme, recentemente acquisito dal MAN di Nuoro e in mostra dal 2026.

Sabato 1 novembre, doppio appuntamento: alle 15.30 Gaza Opera Viva, con Alessandro Bulgini, Christian Caliandro e Ilda Curti, riflette sulla responsabilità dell’artista nel presente, a partire dal progetto Opera Viva di Bulgini, nato per dare visibilità ai luoghi e alle vite marginali del nostro tempo; alle 17.30 Legnanino ritrovato racconta invece il ritorno a Palazzo Carignano del dipinto Belisario di Stefano Maria Legnani, scomparso per tre secoli e oggi restituito al patrimonio delle Residenze Reali Sabaude.

Domenica 2 novembre alle 17.00, omaggio a Carol Rama, con la presentazione di due volumi del fotografo Roberto Goffi dedicati alla grande artista torinese e alla sua casa-museo, insieme a Maria Cristina Mundici, Miriana Mininni, Stefano Testa e Dario Salani.

Accanto ai talk, tornano i Flashback Lab, laboratori per bambini e famiglie (1 e 2 novembre, ore 15.30), con Io sono nessuno, percorso ispirato al mito di Ulisse come viaggio contemporaneo di scoperta e solidarietà.

Il programma si chiude venerdì 31 ottobre alle 21 con ’Sta Cosa del Jazz, concerto dell’Elis Sextet, formazione guidata da Elis Prodon e composta da musicisti di lungo corso della scena jazz torinese, per una serata di eleganza, libertà e improvvisazione.

Flashback 2025 conferma così la propria vocazione a essere una fiera viva, inclusiva e dialogica, dove l’arte si intreccia alla vita e si fa strumento di riflessione collettiva.

Valeria Rombolà

Tavolo ex Ilva in Regione

Si è svolto oggi al Grattacielo Piemonte il tavolo regionale convocato dal presidente Alberto Cirio, insieme al vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino e all’assessore alle Infrastrutture Strategiche Enrico Bussalino, con le rappresentanze sindacali e le Rsu dei lavoratori ex Ilva degli stabilimenti di Novi Ligure, Racconigi e Gattinara.

Un confronto voluto fortemente dalla Regione Piemonte, nonostante il rinvio del tavolo nazionale, per ascoltare direttamente le istanze delle parti sociali e dare un segnale concreto di attenzione e vicinanza ai lavoratori piemontesi.

Durante l’incontro, Cirio, Chiorino e Bussalino hanno raccolto le preoccupazioni e le proposte espresse dai sindacati, condividendo la necessità di mantenere alta l’attenzione su una vertenza che tocca non solo l’occupazione, ma l’intero tessuto produttivo regionale dell’acciaio.

«La Regione Piemonte – sottolineano Cirio, Chiorino e Bussalino –  ribadisce che continuerà a lavorare con il Governo, con l’obiettivo comune di trovare una soluzione che salvaguardi i lavoratori e il sistema produttivo piemontese.non resterà spettatrice. Per quanto nelle nostre competenze, ci muoveremo a ogni livello possibile per difendere i posti di lavoro e il futuro industriale del nostro territorio. L’appetibilità del Piemonte è motivo di fiducia, una garanzia su cui puntare per rilanciare le produzioni e attrarre investimenti».

La Regione ribadisce che continuerà a lavorare con il ministro Urso e con il Governo, con l’obiettivo comune di trovare una soluzione che salvaguardi i lavoratori e il sistema produttivo piemontese.

Lista Cirio: “Contributi sul trasporto pubblico per i giovani sportivi eccellenti”

“Sostegno alle famiglie e agli sport meno blasonati”

Il Consiglio regionale ha approvato questa mattina l’Ordine del Giorno presentato da Elena Rocchi, e sottoscritto da Silvio Magliano, Sergio Bartoli e Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente): l’atto impegna la Giunta regionale a istituire, con il coinvolgimento delle Federazioni sportive, contributi per il trasporto pubblico da destinare ai giovani atleti di alto livello e di interesse nazionale per gli spostamenti verso il luogo di allenamento e quelli di gara.

 

Spiegano Magliano, Bartoli e Castello: “Non in tutti gli sport, infatti, sono le società a organizzare gli spostamenti per i loro tesserati, soprattutto nelle discipline meno note e meno conosciute dal grande pubblico: nelle categorie giovanili non succede nemmeno negli sport più blasonati. I ragazzi devono, quindi, raggiungere autonomamente palazzetti, palestre e campi sportivi, in molti casi situati fuori dalla provincia in cui risiedono. Si tratta di situazioni difficili da gestire per le famiglie, soprattutto per chi non abita nei grandi centri, sia dal punto di vista logistico sia da quello economico”.

Il progetto sperimentale “Giovani atleti di alto livello” permette a studentesse e studenti della scuola secondaria di secondo grado, statale e paritaria, impegnati in attività sportive di rilievo nazionale di conciliare il percorso scolastico con quello agonistico attraverso la formulazione di un Percorso Formativo Personalizzato (PFP).

I Giovani atleti di interesse nazionale sono invece sportivi già inseriti stabilmente, a cura delle proprie Federazioni, nei circuiti delle nazionali e partecipano a competizioni sportive con la maglia azzurra.

In Piemonte i Giovani atleti di alto livello sono 4145 iscritti a 192 istituti scolastici – commentano ancora i Consiglieri-; aiutare i giovani a perseguire i propri obiettivi in ambito sportivo, superando eventuali difficoltà economiche della famiglia, rappresenta un fattore di crescita per tutto il movimento sportivo, in particolare le discipline meno note, lontane dai riflettori, che faticano ad attrarre attenzione, a reperire risorse e a coinvolgere nuovi atleti“.

Concludono Magliano, Bartoli e Castello: “Se, come diceva Nelson Mandela, un vincente è un sognatore che non si è mai arreso, aiutiamo i nostri giovani più talentuosi a perseguire i propri sogni, dimostrando loro che le pari opportunità non sono solo tratti di penna lasciati sulla carta dal legislatore, ma il nostro modo di disegnare il futuro della nostra comunità”.

La Comunità venezuelana ringrazia il Consiglio regionale

La Comunità venezuelana in Italia, insieme all’Associazione Venezuela in Piemonte, esprime il
più sentito e profondo ringraziamento al Consiglio Regionale del Piemonte per l’approvazione
all’unanimità dell’Ordine del Giorno presentato dal Presidente, Davide Nicco -su proposta dello
stesso Comitato- a sostegno della liberazione di Alberto Trentini e di altri cittadini italovenezuelani ingiustamente detenuti in Venezuela.

Questo gesto rappresenta un segnale concreto di solidarietà che trascende i singoli casi personali,
riaffermando l’impegno del Piemonte nella difesa dei diritti umani universali, della libertà e della
dignità di ogni persona. Dimostra altresì la lungimiranza e l’intelligenza politica della Regione
Piemonte nell’aver costituito uno specifico Comitato per i Diritti Umani e Civili, che oggi più
che mai si dimostra uno strumento indispensabile per i tempi in cui viviamo.

Il nostro ringraziamento va dunque e al Presidente del Comitato, Davide Nicco, ai Vicepresidenti
Leo e Zambaia, e a tutti i componenti del Comitato, per la loro costante dedizione alla
promozione della giustizia, della libertà e dei valori fondamentali della convivenza democratica e
per un lavoro che ha saputo mettere al centro il bene comune e non interessi politici particolari.
L’approvazione di questo Ordine del Giorno non costituisce soltanto un atto politico, ma un gesto
autentico di umanità, responsabilità e coerenza morale. Il Consiglio Regionale del Piemonte ha
saputo dare voce a quanti oggi subiscono detenzioni arbitrarie in Venezuela — tra cui Alberto
Trentini, Gerardo Coticchia Guerra, Daniel Enrique Echenagucia Vallenilla, Juan Carlos
Marruffo Capozzi, Perkins Rocha, Biagio Pilieri e Hugo Marino — che rappresentano, ciascuno
a suo modo, la lotta universale per la libertà e i diritti fondamentali.

Come ha dichiarato il Presidente Nicco:
“Dopo un anno di detenzione (di Trentini, ndr) il Piemonte non può più restare indifferente di fronte
a casi che mettono in discussione i diritti fondamentali della persona. La nostra Assemblea è da
sempre impegnata a difendere la libertà, la giustizia e la dignità di ogni individuo.”
Parole che racchiudono lo spirito solidale del Piemonte e rinnovano la speranza che la voce unita
delle istituzioni, delle comunità e della società civile possa contribuire alla liberazione di tutti i
prigionieri politici e alla promozione dei diritti umani universali.

A nome di tutta la comunità venezuelana
Maria Requena
Presidente dell’associazione Venezuela in Piemonte

Elkann, bene la messa alla prova. Ma perché dai Salesiani?

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Non mi stupisco per la messa alla prova per dieci mesi (30 ore al mese) dell’ing. John Elkann per chiudere in modo non traumatico la sua vicenda giudiziaria. Sarebbe stato infatti – si potrebbe dire, facendo un po’ di ironia -un grave danno per le sue aziende di successo non poter contare sul suo Patron
bloccato ai domiciliari.  Elkann ha seguito l’esempio del sindaco di Moncalieri che in alcune situazioni non avrebbe però adempiuto neppure agli impegni connessi con la messa alla prova. Non mi stupisco perché sarebbe una grave perdita per l’impresa ex Fiat e soprattutto per Torino, il Piemonte e l’intera Italia non poter contare sul suo capo carismatico e cavaliere del Lavoro.  Quello che invece mi stupisce e un po’ mi indigna e’ il fatto che i Salesiani di Don Bosco, quelli legati al bisnonno di Elkann, l’avv.Edoardo Agnelli, abbiano accettato come tutor nei loro istituti per ragazzi a rischio l’ingegner Elkann che non ha mai insegnato e non ha certo esperienza di ragazzi in difficoltà. Lui è stato un ragazzo fortunato nato nella famiglia giusta.  Non ha neppure grande sensibilità verso chi lavora, se è vero che si è rifiutato di ricevere e parlare con i giornalisti delle due testate da lui poste in vendita. Il patrimonio morale dei Salesiani è cosa nobile e seria,  lo dice uno che li ha conosciuti per cinque anni come educatori e docenti, anche moralmente esemplari. Uno dei ricordi più belli della mia vita insieme ai Fratelli delle Scuole Cristiane dove ho frequentato il liceo. Cosa avrà da insegnare il nipote dell’avvocato ad una generazione di giovani comunque molto lontana dalla sua agiata e privilegiata esperienza di vita? Non riesco ad immaginarlo. Eppure il nome dei Salesiani è stato messo in gioco forse non pensando a sufficienza alla delicata vicenda giudiziaria in questione.  A Torino esistono altre realtà operanti, anch’esse nella sfera religiosa, che meglio si attagliavano al caso. Magari non hanno accolto la proposta di Elkann. Ma anche i Salesiani avrebbero dovuto fare lo stesso. La sede giusta era un istituto industriale periferico a contatto diretto con realtà che potrebbero essere altamente educative innanzi tutto per il tutor e l’intera sua famiglia.

Flashback “All art is contemporary”. L’edizione di quest’anno è “Senza titolo”

Gallerie, opere site-specific, mostre, performance si costruiscono attorno al racconto di Flashback Art Fair: una fiera che guarda all’arte storicizzata senza mai dimenticare il suo legame indissolubile con il presente. L’edizione di quest’anno abbraccia nella praxis e poiesis una scelta ben precisa. “Senza titolo” rappresenta un rifiuto verso le narrazioni totalizzanti ed esclusive, celebra la libertà dell’arte, ma afferma anche il proprio posizionamento politico e culturale: quello di abbattere le barriere temporali e fisiche, dando voce all’invisibile.
“Compassione”, di Alexander Mostafà Fazari, a cura di Alessandro Bulgini, rappresenta il cuore della nuova installazione site – specific, ed è allestita negli spazi del Padiglione C. Si tratta di un materiale simbolico e umile, la coperta termica. Un materiale tipico dell’emergenza che si fa materia d’arte. Un sottile velo dorato, fragile e salvifico al tempo stesso, diventa l’opera su cui l’artista dipinge e traccia alcuni versi da “Il Profeta” di Gibran, invitando lo sguardo dello spettatore a riscoprire la compassione. Altrettanto simbolico è il luogo che accoglie l’opera, il Circolino; proprio dove un tempo sorgeva il brefotrofio, ora sede di Flashback, oggi si trova il cuore della convivialità dell’habitat, crocevia di popoli, culture e spiritualità diverse. Qui “Compassione” assume un valore significativo, non solo perché entra in dialogo profondo con l’identità del luogo stesso, ma in occasione della Fiera ne amplifica la potenza, quella di un’arte capace di attraversare tempi, luoghi e incontrare le urgenze del presente.
Come in tutta la sua poetica e il suo fare artistico, Flashback esplora ed accoglie la marginalità, e riconosce negli “altrove” del quotidiano un fertile terreno di trasformazione. Con lo stesso spirito, la Fondazione Videoinsight, di Rebecca Russo, utilizza l’arte come strumento di cura, introducendola in contesti sociali e sanitari. Dall’incontro tra Flashback e la Fondazione nasce la rassegna di videoarte a cura di Rebecca Russo, dal titolo “Butterfly”, ispirata alla forza allegorica della farfalla, simbolo universale di trasformazione e rinascita.

È intitolata “Gaza” l’Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto di Alessandro Bulgini, a cura di Christian Caliandro. Fin dalla sua nascita nel 2008, il progetto artistico Opera Viva di Bulgini ha sempre avuto come obiettivo quello di illuminare zone rimosse, marginali e sommerse della realtà quotidiana, e di farlo attraverso la pura presenza. Nel 2025 Bulgini continua a farlo con il corpo, con una maglietta rossa, e una scritta bianca in petto, che recita “Opera Viva Gaza”. La sua sola presenza con questa divisa, in mezzo alla gente nei grandi centri, nelle piazze delle città (Roma, Milano, Torino) e nelle fiere d’arte internazionale come Art Basel miart,  stabilisce una connessione e insieme una distanza tra chi continua la propria vita come se nulla fosse e il segno di qualcosa che è andato tragicamente storto. Anche il manifesto in piazza Bottesini, portale simbolico che quest’anno connette Torino e Gaza, rinnova questa tensione tra corpo e spazio, arte e vita, quotidiano e politico, riaffermando la responsabilità etica e umana, nell’artista, nei confronti di quegli “altrove” apparentemente lontani dal nostro presente.

“Passing By/Unconscious elevation” è un’opera dell’artista visivo e sonoro Carl von Pfeil, che presenta due installazioni complementari, da lui definite “cross installation”. “Passing By” esplora il movimento in senso orizzontale, mentre “Unconscious Elevation” si spinge verticalmente fra gravità e ascesa. “Passing By” proietta sul vetro di una porta immagini che scorrono come viste da un finestrino: paesaggi, persone, ambienti che cambiano, ma è lo spazio stesso a muoversi nella mente dello spettatore, e così il confine tra il dentro e il fuori si dissolve. “Unconscious elevation” è invece un’installazione sonora realizzata nell’ascensore del padiglione B, radicata nella dimensione dell’ascesa interiore. Il titolo richiama la posizione “antischock”, quando da supini, e con le gambe alzate, cerchiamo di ripristinare il normale flusso sanguigno. Ecco il rimando alle energie vitali del cuore e della mente. L’opera si struttura con una lunga traccia sonora che stimola tra suoni e parole l’immaginazione di chi ascolta.
Uno spazio del secondo piano di Flashback Habitat viene trasformato da Alessandro Bulgini in un laboratorio/performance dove ogni giorno, dal 30 ottobre al 2 novembre, due tatuatori del quartiere di Barriera di Milano, Massimiliano Chironna e Francesco Sampugnaro, daranno forma a un’opera sul corpo per arricchire la visione dell’arte di ogni tempo. A dialogare con questa performance sarà un disegno di George Grosz, un nudo femminile, appartenente a una collezione privata. Portare i tatuaggi in una fiera d’arte, significa mettere in discussione i confini del disegno stesso: non solo segno su carta, ma pratica che unisce gesto artistico, relazione interpersonale e costruzione di senso condiviso. Nel tatuaggio l’immagine nasce da un dialogo concreto tra chi disegna e chi si offre come superficie. Il corpo diventa medium, archivio e territorio comune.
Nella dimensione intima e raccolta della fiera, si incontra “Flowers”, una serie di fotografie scattate da Enzo Obiso, tra Italia e Vietnam, che dialogano con gli spazi di Flashback e lo confermano come un luogo affettuoso, un contributo ulteriore alla costruzione di un habitat condiviso, in  cui persone e culture trovano casa.

Per l’edizione 2025 dei Flashback Lab, il racconto parte dal mito greco di Ulisse, per connettersi alla contemporaneità,  continuità con il “Senza titolo” della fiera. I partecipanti e le partecipanti scopriranno nel parco d’arte e tra le gallerie di Flashback le opere che evocano l’Odissea contemporanea, costruendo le piccole barchette di carta nei colori bianco, rosso, verde e nero, da lasciare nel parco come un segno di vicinanza ai bambini di Gaza perché, come ricorda Marina Abramović: “We are all in the same boat”.
In collaborazione con la Città Metropolitana di Torino, al terzo piano del padiglione B, si potranno ammirare frammenti di storie dell’Istituto per l’Infanzia e la Maternità, a cura di Alessandro Bulgini. Si potranno ammirare le opere nel parco “Vivarium” di Michel Vecchi, Fabio Cascardi, Carl von Pfeil, Maurizio Taioli, Luisa Raffaelli e Alessandro Bulgini. Dal 2022 è visibile la “Costellazione d’artista” di Alessandro Bulgini, intitolata “Mater”.

Mara Martellotta