ilTorinese

Un anno col sorriso per tutti gli sportivi

“Buon anno a tutti gli sportivi con fede speranze e… rispetto e soprattutto che sia un anno con il Sorriso!” E’ il messaggio che Paolo Magnano invia ai lettori attraverso i suoi disegni.

La Reale Mutua torna a vincere: battuta Monferrato nel derby

14 gen 2024

La Reale Mutua Torino torna a sorridere: dopo gli ultimi due stop rimediati a Vigevano e contro Cantù, la squadra gialloblù conquista la vittoria in trasferta nel derby contro la Novipiù Monferrato Basket. Un successo importante per gli uomini di coach Ciani, per continuare a difendere la terza posizione in classifica nel Girone Verde di Serie A2.

Coach Franco Ciani decide di partire con Vencato, Kennedy, De Vico, Thomas e Cusin. Coach Fabio Di Bella risponde con Calzavara, Kelly, Pepper, Fall e Martinoni.

Inizia bene la Reale Mutua, spingendo in transizione e trovando punti veloci con Vencato, De Vico e Kennedy mentre Monferrato fa fatica a trovare il ritmo gara (3-9 per i gialloblù dopo i primi 2’30” di gioco). I padroni di casa iniziano a trovare la via del canestro con Pepper e Fall ma Torino continua a produrre con continuità: si iscrive a referto Thomas, mentre Kennedy e Vencato vanno ancora a segno e dopo 6′ minuti il parziale è di 13-19. I gialloblù però subiscono la reazione degli avversari, che con Pepper e Kelly riescono a trovare il vantaggio. De Vico si mette in proprio e risponde, ma l’ultimo canestro del quarto è di Fantoma, con Monferrato che chiude il primo periodo avanti di un punto: 25-24.

In apertura di secondo quarto la Reale Mutua rimette il muso avanti con le triple di Ghirlanda e Pepe (27-32 al 13′). Poser e Martinoni lottano sotto le plance, Thomas colpisce dall’arco e Poser trova Pepe sulla linea di fondo per il primo vantaggio in doppia cifra dei gialloblù sul 29-40. Schina batte la sirena dei 24” per il +14 torinese ma risponde Pepper da tre per Monferrato. Cala il livello di fluidità offensiva gialloblù e Monferrato prova ad approfittare tornando a -7 con il solito Pepper. Si va all’intervallo lungo con Torino avanti 38-45.

Alla ripresa dei giochi si abbassano i ritmi, con le difese che iniziano a mettere in difficoltà gli attacchi su entrambe le metà campo. Torino si affida a Thomas che sale in doppia cifra, Monferrato rimane in scia con capitan Martinoni (46-49 dopo 4′ nel terzo quarto). Thomas continua a mettere pressione alla difesa avversaria guadagnando viaggi in lunetta per il nuovo +7 (50-57), ma arriva la risposta di Fantoma da tre. Si chiude sul 53-58 un terzo quarto in cui la Reale Mutua ha fatto fatica a tenere la consistenza offensiva della prima metà di gara.

Torino stringe le maglie in difesa, dall’altra parte Vencato e Pepe vanno a segno per il nuovo +7 costringendo coach Di Bella a chiamare timeout sul 55-62 a 8′ dalla fine. Al rientro in campo la musica non cambia, con la Reale Mutua che continua a difendere con attenzione e riprende a macinare punti con Thomas e Pepe: in un amen i gialloblù allungano fino a un massimo vantaggio di 15 punti sul 55-70 a 6′ dalla fine. Il coach rossoblù chiama nuovamente timeout. Monferrato prova a rosicare qualche punto di svantaggio ma Torino riesce a gestire il gap creato e conquista la vittoria.

“Chiaramente le insidie di questa gara erano preannunciate già in presentazione della partita. Oggi Monferrato è una squadra che lotta, consistente, fisica, oggi affrontarla è un problema per chiunque soprattutto qui al PalaFerraris. Non abbiamo fatto un gran primo quarto difensivamente e non abbiamo fatto un gran terzo quarto offensivamente, ma abbiamo avuto una continuità importante soprattutto nella seconda parte di gara subendo solo 46 punti negli ultimi tre quarti. Se subiamo così poco significa che anche le nostre attitudini difensive ne escono valorizzate. Credo che la nostra continuità e la voglia di raggiungere l’obiettivo, senza farsi irretire dai ritmi degli avversari, siano stati i due aspetti significativi sui quali abbiamo costruito la vittoria.

NOVIPIU’ MONFERRATO BASKET – REALE MUTUA TORINO 71-82 (25-24, 13-21, 17-13, 16-24)

Novipiù Monferrato Basket: Dalton Pepper 17 (2/3, 3/10), Niccolo Martinoni 15 (5/10, 1/5), C.j. Kelly 12 (1/7, 2/6), Tommaso Fantoma 12 (1/2, 3/3), Abdel Fall 9 (3/4, 1/2), Andrea Calzavara 6 (3/8, 0/1), Raffaele Romano 0 (0/1, 0/0), Nicolo Castellino 0 (0/0, 0/0), Seraphin Kadjividi boussounka 0 (0/0, 0/0), Tommy Pianegonda 0 (0/0, 0/0). Tiri liberi: 11 / 13 – Rimbalzi: 33 9 + 24 (Abdel Fall 11) – Assist: 13 (Andrea Calzavara 4).

Reale Mutua Torino: Donte Thomas 18 (3/7, 2/6), Simone Pepe 17 (1/3, 3/6), Niccolo De vico 15 (3/3, 1/3), Luca Vencato 8 (2/2, 1/3), Keondre Kennedy 7 (2/4, 1/1), Federico Poser 5 (2/4, 0/0), Matteo Schina 5 (0/2, 1/3), Marco Cusin 4 (1/5, 0/0), Matteo Ghirlanda 3 (0/0, 1/1), Kesmor Osatwna 0 (0/0, 0/0), Luca Loiacono 0 (0/0, 0/0), Gianluca Fea 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 24 / 30 – Rimbalzi: 30 7 + 23 (Federico Poser 8) – Assist: 14 (Federico Poser 4)

UFFICIO STAMPA

Rock Jazz e dintorni a Torino: Bud Spencer Blues Explosion e Elio

GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 


Lunedì.
Tributo di Elio a Enzo Jannacci con lo spettacolo “Ci vuole orecchio” al teatro Giacosa di Ivrea.

Mercoledì. All’Osteria Rabezzana Carlo Pestelli affiancato da Federico Bagnasco, reinterpreta il repertorio di Georges Brassens nella versione di Fausto Amodei.

Giovedì. Al Blah Blah si esibiscono gli Electric Wires. Allo Spazio 211 suona il duo Bud Spencer Blues Explosion. Al Magazzino di Gilgamesh blues con la band di Paul Steward. Al Jazz Club di Biella è di scena Mario Venuti, protagonista anche due sere dopo al Diavolo Rosso di Asti e tre sere dopo a Torino al Lambic.

Venerdì. Alla Suoneria di Settimo serata benefica con la Ukulele Turin Orchestra e gli Statuto. Al Jazz Club suona il quartetto Magazzino San Salvario. Allo Spazio 211 si esibiscono i Gazebo Penguins. Al Capolinea 8 sono di scena i Korishanti. Al Folk Club suona il trio Maestrale. Al Cap 10100 è di scena Gnut mentre all’Of Topic si esibisce Cicco Sanchez. Al Magazzino sul Po suonano : Cabrera, Uragano e Cruiserweight Champion.

Sabato. Al Capolinea 8 si esibisce il pianista Gianni Pepe. Al Gabrio sostegno a Radio Black Out con Luca Leli. Al Magazzino sul Po suonano i Sanlevigo.

Domenica. Al Q77 tributo a Chet Baker con il quintetto di Mauro Canclini.

Pier Luigi Fuggetta

Prenotati più di 10 mila ingressi al Museo regionale di Scienze naturali

La riapertura del Museo Regionale di Scienze Naturali è stata accolta con entusiasmo dal pubblico. Dopo l’inaugurazione di venerdì scorso e l’avvio della piattaforma online in oltre dieci mila persone hanno prenotato l’ingresso. Sold out i week end di gennaio.

Ieri, sabato 13 gennaio, primo giorno di accesso ai visitatori, il Museo ha registrato il tutto esaurito. Tantissimi i bambini accompagnati dai loro genitori che hanno varcato la soglia di via Accademia Albertina 15 incuriositi sia dalle sale espositive, sia dai due laboratori con Giovanni Muciaccia organizzati da Fondazione Circolo dei lettori e Regione Piemonte all’interno del programma culturale ‘Porte aperte alla scienza’. La rassegna proseguirà i prossimi venerdì 19, 26 gennaio e 2 febbraio (prenotazione obbligatoria su Circololettori.it).

I numeri di questi primissimi giorni testimoniano l’attesa per la riapertura e l’interesse verso il museo che torna visitabile dopo tanto tempo – dichiarano Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte e Vittoria Poggio, Assessore alla Cultura -. È un altro tassello che va da arricchire l’offerta culturale della nostra città e del nostro territorio”.

La Regione, inoltre, ha in programma di coinvolgere tutte le scuole piemontesi: nei prossimi giorni saranno contattate e invitate ad accompagnare gli allievi a visitare il Museo.

Gli studenti piemontesi saranno i protagonisti in questa prima fase di riapertura del Museo Regionale di Scienze Naturali – sottolinea Elena Chiorino, Assessore all’Istruzione –. È un patrimonio culturale unico del nostro territorio e per questo motivo abbiamo deciso di coinvolgere le scuole. Stimolare la curiosità è il miglior modo di favorire il loro apprendimento”.

Tenta di rapinare donna per strada e minaccia di lanciarle due pietre

Durante una normale passeggiata in centro a Biella una donna, 58 anni residente in città, ha percepito la presenza di qualcuno che la seguiva per poi, improvvisamente, sentirsi tirare la borsa nel tentativo di sottrarla. Opponendo resistenza a tale violenza riusciva a vedere l’autore del gesto il quale, lasciando subito la presa, si posizionava davanti alla donna e, frugando nelle proprie tasche, estraeva due pietre che fingeva di scagliarle per poi allontanarsi.

La donna, spaventata, contattava immediatamente la linea di emergenza NUE 112 descrivendo accuratamente il proprio aggressore indicandone parzialmente anche la via di fuga. A quel punto due equipaggi della squadra volante si mettevano immediatamente alla ricerca dell’uomo, rintracciandolo pochi istanti dopo nella vicina via Italia, a Biella, intento a nascondersi.

Fermato, il ragazzo, ventiseienne residente nel biellese, veniva sottoposto ad un sommario controllo che consentiva di rinvenire ancora occultate nelle tasche del giubotto due pietre di medie dimensioni poi sottoposte a sequestro.

Acquisite le dovute informazioni e ricostruita la vicenda il giovane veniva tratto in arresto per il reato di tentata rapina aggravata e trasportato presso la locale casa circondariale in attesa della convalida. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Biella, ricevuti gli atti, verificata la sussistenza di numerosi precedenti penali a carico dell’interessato, ha chiesto al Giudice l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere

Guglielmo (Azione Piemonte U30): “Disturbi Comportamenti Alimentari, governo faccia passo indietro”

L’esperienza del Covid ha fatto emergere con ancora più forza quanto la salute mentale sia condizione imprescindibile della salute fisicaLa pandemia ha messo in luce un altro problema sommerso che in tante famiglie italiane era già presente, ma che non era stato correttamente percepito: quello dei Disturbi dei Comportamenti Alimentari. La stima attuale vede circa 3 milioni e mezzo di persone coinvolte da queste malattie, eppure nell’ultima manovra di bilancio varata dal governo Meloni, il fondo stanziato al contrasto di queste patologie, è stato totalmente azzerato.

Quest’azione metterà in condizioni di enorme rischio migliaia e migliaia di persone alle quali verrà, di fatto, tolto il sostegno necessario alla guarigione. 

Per chi non ha mai avuto a che fare con questo genere di patologie, è importante spiegare che il percorso di cura è fortemente basato sulla continuità. Una continuità nel rapporto con gli specialisticon le strutture di riferimento e con le pratiche adottate. L’azzeramento di questo fondo comporta perciò, la perdita totale del pilastro fondamentale dell’iter clinico.

Proprio in virtù di queste caratteristiche, è necessario rendere strutturale i finanziamenti per i DCA portando avanti, attraverso un decreto attuativo, la legge art.1 comma 687 689 del 2021; quest’ultima riconosce i Disturbi dei Comportamenti Alimentari come autonomi nei sistemi L.E.A., assicurando così una continuità di risorse economiche permanenti e allo stesso tempo imporrebbe a tutte le regioni di fornire i livelli d’assistenza essenziali senza creare un divario incolmabile tra le diverse realtà territoriali.

La scelta dell’esecutivo parla chiaroil benessere mentale non è considerato al pari del benessere fisico. Alle malattie connesse alla sfera psicologica non viene ancora riconosciuta l’attenzione necessaria e questo si traduce automaticamente in un approccio che le interpreta come qualcosa di sacrificabile. 

C’è bisogno di un cambio di paradigma che coinvolga esperti, società civile, politica e cittadini comuni e per tale ragione serve un segnale forte che parta il pomeriggio del 19 gennaio in tante piazze d’Italia, in cui molte persone si ritroveranno per dire che non c’è più tempo. Va intrapresa adesso un’azione che modifichi profondamente la situazione, perché le vittime sono state già troppe e le persone colpite da queste patologie non vanno lasciate indietro, nessuna di loro.

Il governo ascolti l’appello. In queste battaglie non c’è colore politico, sono battaglie di civiltà.

Matteo Guglielmo Azione Piemonte Under 30

Foto di Giuseppe Lo Baido

PdF Piemonte: “L’ascolto consente una scelta in più per la donna: essere madre”

“Siamo davvero soddisfatti- afferma Cristina Zaccanti, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia- che il TAR abbia bocciato il tentativo di ostacolare “la stanza dell’ascolto”, frutto di una convenzione sottoscritta dal Movimento per la Vita con l’ospedale S.Anna, servizio di informazione e di aiuto concreto ricavato dal Fondo regionale “Vita nascente” e dal progetto Gemma del MpV.
Come sostiene l’assessore Marrone, convinto promotore e sostenitore dell’iniziativa, anche il Popolo della Famiglia ritiene che tutelare la maternità sia garantire una scelta di libertà. Occorre fornire alle donne la possibilità concreta di scegliere di essere madri, una scelta in più, un diritto salvaguardato.
Proprio in questi giorni prende il via una raccolta di firme promossa dal PdF in tutta Italia a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare “Diritto alla vita, reddito di maternità, sostegno dei sofferenti”. In un solo testo si afferma la tutela di tre diritti fondamentali: di tutti i bambini a nascere; di tutte le donne a essere sostenute nella maternità riconoscendone la funzione sociale con una indennità se prive di reddito; di tutti i sofferenti ad essere curati e mai soppressi, dei disabili gravi e della famiglia che li ha in carico ad essere  sostenuti anche economicamente. Per reperire i fondi, quantificati in 5 miliardi, basterebbe prelevarli dai 13 previsti come innalzamento delle spese militari”.

Papa Francesco, perché … ?

Alla “SOMS” di Raconigi si presenta il libro “Cari Bambini … il Papa risponde alle vostre domande”, scritto e a cura di Domenico Agasso

Mercoledì 17 gennaio, ore 21

Racconigi (Cuneo)

Per il giornalista e scrittore carmagnolese Domenico Agasso (vaticanista de “La Stampa”, impegnato in particolare sul portale “Vatican Insider” dove tiene anche la rubrica “Ogni giorno i suoi Santi”), l’impresa non deve essere stata particolarmente facile. Bella, suggestiva, di grande emozione sì. Ma non semplice. Interpellare il Santo Padre per invitarlo a rispondere, sulle pagine che sarebbero poi diventate libro, alle domande – le più semplici e scontate, ma anche le più bizzarre e curiose – di bambine e bambini di ogni parte del mondo. E’ vero, Francesco ha pazienza e amore da vendere. Per i più piccoli e i più indifesi (in senso lato) della Terra, poi, manco a dubitarne! Ma di cose da fare, certamente ne ha anche tante e tante. Associate alle difficoltà dell’età e agli acciacchi che non gli permettono più di tanto di andare “oltre” i Suoi, non pochi, impegni istituzionali. Ma è pur vero, ne sono certo, che fra i Suoi compiti istituzionali, un posto particolare lo ha sempre riservato (non da protocollo) e continuerà a riservarlo ai più piccoli. Da buon “nonno Papa”. Ai più innocenti che Gli tendono la mano, guardandolo negli occhi, aspettando una Sua carezza. Un Suo racconto. Così il nostro Domenico Agasso ce l’ha fatta! E di buzzo buono ha realizzato un bellissimo libro illustrato, il cui titolo la dice già tutta “Cari bambini … il Papa risponde alle vostre domande” (Mondadori Electa). Libro, in cui Papa Francesco risponde alle domande di bimbi di tutto il mondo – ponendosi nei loro confronti con tutta la sincerità umana possibile – e che verrà presentato il prossimo mercoledì17 gennaio, ore 21, nei locali della “SOMS”, di via Carlo Costa 23, a Racconigi (Cuneo).

A raccontare la genesi e la costruzione del libro sarà lo stesso Agasso, in dialogo con Marco Pautasso, presidente della “SOMS – Progetto Cantoregi”.

Racconta Domenico Agasso: “Osservando i miei figli a colloquio con il Santo Padre, ho avuto l’idea di raccogliere dai bambini e dalle bambine di tutto il mondo una serie di domande, a cui Bergoglio si è sottoposto con piacere, ponendosi di fronte a loro con tutta la sincerità umana possibile: come un nonno, ha raccontato loro i ricordi e le piccole esperienze della sua infanzia, ha risposto ai quesiti fondamentali che ogni essere umano si pone (il senso della vita, il non senso della guerra, il valore del sogno), ha spiegato quanto la vita di un pontefice sia speciale e normale allo stesso tempo. Il tutto con un linguaggio semplice, universale, comprensibile dai più piccoli”.

Una lettura da non perdere. Per i più piccoli, per i grandi e per i più grandi.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per info: tel. 349/2459042 o info@progettocantoregi.it

Gianni Milani

Nelle foto:

–       Papa Francesco riceve Domenico Agasso

–       Cover del libro

Gaza e la Crociata della pace

Quando la diplomazia vinse nel Vicino Oriente dove oggi si combatte duramente. Accadde tanto tempo fa ma è passata alla storia come una “Crociata pacifica ” svoltasi in Terra Santa nella prima metà del Duecento, durante la VI Crociata, senza spargimento di sangue e comandata da un sovrano che amava l’Italia. Parlare di pace in Medio Oriente e soprattutto tra Israele e i palestinesi è quasi impossibile. La Terra Santa di ebrei, cristiani e musulmani è senza pace da duemila anni. Le Crociate hanno diffuso odio tra i popoli e anche gli ultimi secoli hanno visto conflitti alternati a brevi periodi di armonia e convivenza.
Una nuova guerra, senz’altro non l’ultima, insanguina oggi il Levante mediterraneo e viene spontaneo guardare al passato per cercare in quelle terre insanguinate e tormentate periodi di pace. È impresa ardua individuare fasi storiche di non violenza, eppure un momento c’è stato anche se molto lontano. La guerra tra Israele e Gaza in Palestina può farci ricordare un personaggio molto potente del passato che riprese la Terra Santa con le armi della diplomazia, senza combattere. Federico II di Svevia (1194-1250), imperatore svevo-normanno, nato e morto in Italia, guidò tra il 1228 e il 1229 una crociata straordinaria, unica ed insolita per diversi aspetti. Un lungo e dettagliato racconto di quella temeraria avventura in terra d’Oriente lo troviamo nel libro “Federico II e la crociata della pace” (Carocci editore) di Fulvio Delle Donne, scrittore e docente di letteratura latina medievale e umanistica all’Università della Basilicata. Non ci fu nessun combattimento, nessuna vittima o ferito, ma un accordo diplomatico tra l’imperatore e il sultano d’Egitto, al Malik al Kamil. Un’intesa geniale con gli infedeli. Incredibile a dirsi ma fu proprio così: per dieci anni Gerusalemme e la Terra Santa tornarono ai cristiani che poterono così entrare a pregare nel Santo Sepolcro. Ai musulmani, che avevano conquistato Gerusalemme 42 anni prima, e agli ebrei fu consentito di svolgere liberamente i loro culti. Fu un grande successo per l’imperatore nonostante fosse stato scomunicato dal Papa perché non aveva intrapreso la spedizione militare nelle terre d’Oltremare già promessa al Pontefice. Federico II, lo Stupor Mundi, sostenne che quanto era accaduto in Terra Santa era il risultato di un miracolo e che c’era una sua investitura diretta da parte di Dio. In realtà, spiega Fulvio Delle Donne, né l’imperatore né il sultano nel Duecento erano pacifisti o tolleranti ma erano diversi decenni che un sovrano europeo non si recava nella Città Santa. Fu una “Crociata di pace”, eccezionale e affascinante come il personaggio che l’ha compiuta. Fu un viaggio molto lungo, da Brindisi ad Acri, passando per Creta, Rodi e Cipro: ci vollero almeno due mesi per arrivare sulle coste mediterranee, soste comprese, alcune delle quali durarono diversi giorni. Salparono per la Palestina decine di galee da guerra, quaranta o forse settanta, con 3000 fanti e 300 cavalieri ma non ci furono né battaglie né morti, contrariamente a quanto era avvenuto pochi anni prima, a Damietta in Egitto nel 1221, dove i crociati avevano deciso di sbarcare per poi risalire verso Gerusalemme e che si concluse con una disfatta e il ritiro dell’esercito cristiano con gravi perdite. Nel 1239, appena finita la tregua, i crociati europei ripartirono per la Terra Santa ma furono sconfitti. Nel 1244 Gerusalemme tornò sotto il dominio dei musulmani. Il libro di Delle Donne ha il merito non solo di narrare questa singolare crociata ma anche di guardare alle tante guerre che si potrebbero evitare se l’arte della diplomazia avesse la meglio sull’uso delle armi. Nel capitolo conclusivo del libro lo storico del Medioevo fa riferimento alle guerre e alle tensioni internazionali che hanno cambiato il mondo nella prima parte del XXI secolo, dall’attacco alle Torri Gemelle l’11 settembre 2001 al terrorismo islamico dell’Isis, dall’Afghanistan alla Siria, dall’Iraq alla Libia “per ricondurre quella crociata pacifica di 800 anni fa alla memoria della nostra contemporaneità carica di tensioni e di scontri tra religioni e civiltà. Un modo per contribuire a comprendere il presente attraverso lo studio del passato e viceversa”.
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Filippo Re
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nelle foto:
Federico II e la Crociata della pace”, Fulvio Delle Donne, Carocci editore
Federico II incontra il sultano d’Egitto Malik al Kamil alle porte di Gerusalemme