“Nutrirsi di cultura 0-6”, tanti libri per bambini
La lettura precoce, in famiglia, come acclarato da una mole crescente di evidenze scientifiche, è una risorsa cardine per il benessere dei bambini e dei loro genitori che il Piemonte promuove da oltre vent’anni, con il programma Nati per Leggere.
Nell’ambito dei programmi Nati per Leggere (Biblioteche) e Nati con la Cultura (Musei) e del progetto Nutrirsi di Cultura 0-6, sviluppato con azioni di sistema e di prossimità, sono stati attivati dei punti di lettura e prestito in alcuni quartieri della Città di Torino per favorire la partecipazione culturale delle fasce di cittadini più vulnerabili. Il progetto nell’ambito del Bando Cultura per crescere è sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.
Con l’obiettivo di favorire e diffondere la confidenza con i libri in età prescolare, in una società sempre più plurale e in nome dell’accoglienza e del riconoscimento della ricchezza delle diverse culture, oltre 500 libri sono scritti nelle lingue maggiormente parlate nella nostra città: albanese, catalano, francese, inglese, olandese, portoghese, rumeno, russo, cinese, arabo, spagnolo, tedesco, ucraino, kinyarwanda, oromo, somalo, swahili, tigrino, yoruba, punjabi, hindi, gujarati, bengali, tamil, tagalog.
Come afferma AIB-Associazione Italiana Biblioteche che promuove il programma Mamma Lingua, “le narrazioni rappresentano ponti e fili che legano le infanzie (..) e accanto alla lingua madre, si fa spazio, grazie ai libri, la lingua del Paese in cui si cresce”.
I libri sono ambasciatori delle 18 biblioteche civiche: un QRcode rimanderà a informazioni sui servizi, invitando a un viaggio di scoperta e di relazione nelle diverse sedi dove, oltre ai libri da prendere in prestito gratuitamente, le famiglie possono reperire documentazioni, informazioni di cittadinanza, frequentare i vari corsi in programma (lingue, supporto nella trasformazione digitale, incontri con gli esperti sulla genitorialità, etc.), utilizzare gli spazi 0-6 dedicati alle famiglie.
“Questa dotazione straordinaria, per favorire la prossimità con le famiglie, integra l’offerta in biblioteca ed è resa possibile da un percorso in rete “Nutrirsi di Cultura 0-6”, assegnatario del programma “Cultura per Crescere” varato da Fondazione Compagnia di San Paolo, che mira alla costruzione di sistemi di cooperazione tra i mondi della Cultura, Sanità, Sociale ed Educazione a favore delle Famiglie 0-6”, afferma l’Assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia.
Tra i partner del programma: ASL Città di Torino; AOU Città della Salute e della Scienza con la TIN-Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale S. Anna; AO Ordine Mauriziano; Ordine dei Medici – Pediatri di famiglia; AIB-Associazione Italiana Biblioteche; ACP-Associazione Culturale Pediatri; CSB-Centro per la Salute del Bambino; Abbonamento Musei e Fondazione Torino Musei (con GAM-Galleria d’Arte Moderna, MAO-Museo di Arte Orientale e Palazzo Madama); Case del Quartiere (Officine CAOS, Casa nel Parco, Bagni Pubblici di Via Agliè); Circoscrizioni cittadine; Centro Interculturale; Fondazione Paideia; Area Onlus; Centro Relazioni e Famiglie della Città di Torino; Istituto Comprensivo Torino II; Ufficio Pastorale Migranti; Associazione genitori Scuola dell’Infanzia Marc Chagall “Insieme”; Cooperativa Sociale G. Accomazzi; Spazio ZeroSei; Save the Children – Associazione Vides Main; Filieradarte – UniTo.
Trovi le valigie dei libri in:
Quartiere Aurora
Cecchi Point – Casa del Quartiere di Aurora | Via A. Cecchi, 17
Ufficio Pastorale Migranti | Via S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, 22
Scuola dell’Infanzia Marc Chagall | Via A. Cecchi, 2
I.C. Torino II – Plesso Parini | C.so Giulio Cesare, 26
Vallette
Officine Caos – Casa del Quartiere di Vallette | Piazza E. Montale, 18a
Vides Main | Via Fiesole, 19
Porta Palazzo
Centro PLOT- Cooperativa Accomazzi | Via S. Domenico, 13bis/i
Spazio ZeroSei | Piazza della Repubblica, 2b
Barriera di Milano
Bagni Pubblici di Via Agliè – Casa del Quartiere di Barriera di Milano | Via Agliè, 9
TIN-Terapia intensiva neonatale Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna | Corso Spezia, 60
Centro Famiglie – Spazio Pippi | Piazzetta Visitazione, 13
Maggiori informazioni sul progetto: https://bct.comune.torino.it/programmi-progetti/progetto/nutrirsi-di-cultura-0-6
Nella manifestazione pro-Palestina di oggi a Torino sono scesi in piazza centri sociali e collettivi di sinistra. Massime misure di sicurezza nella zona del quartiere ebraico e della sinagoga cittadina. Nel corteo è stata bruciata una foto di Giorgia Meloni (nel frame del video di Nazione Futura) e del premier israeliano. Invettive contro il governo italiano, contro Israele e contro la Rai, accusati di censura e di sionismo. “Quanto accaduto questo pomeriggio è gravissimo e frutto di un clima di scontro politico dai toni sempre più accesi, è arrivato il momento di fermarci e dire basta. Solidarietà al Presidente Meloni e ferma condanna ad un gesto che offende non solo Giorgia Meloni e la sua comunità politica, ma l’intero Paese e le istituzioni tutte”, commenta Ferrante De Benedictis, Consigliere Comunale FdI di Torino.
All’ospedale Molinette
Per la prima volta al mondo una strategia di trapianto sequenziale, prima di microbiota fecale e poi di fegato, ha consentito di salvare la vita ad un uomo di 56 anni, affetto dalla nascita da malattia policistica con interessamento epatico e renale. Una maratona lunga 120 giorni, gestita dai medici dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, in collaborazione con i colleghi della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma. Nell’agosto scorso il paziente era stato trasferito dalla Nefrologia dell’ospedale Martini di Torino presso la Terapia Intensiva Epatologica dell’ospedale Molinette (diretta dal dottor Antonio Ottobrelli) a seguito di scompenso ascitico e stato settico. La malattia policistica negli anni aveva gravemente danneggiato la funzionalità renale fino alla necessità di dialisi,ed il notevole ingombro addominale, determinato da un fegato completamente sostituito da cisti ed arrivato a pesare circa 15 Kg, condizionava un grave stato di denutrizione, lo sviluppo di versamento liquido in addome e la colonizzazione intestinale da parte di batteri resistenti a qualunque terapia antibiotica ad oggi disponibile. In considerazione delle gravi condizioni cliniche, il Direttore del Centro Trapianto Fegato di Torino, professor Renato Romagnoli, ed il Direttore del Centro Trapianto Rene, professor Luigi Biancone, avevano concordato di dare priorità di trapianto all’organo salvavita, ossia al fegato, posponendo il trapianto di rene in un secondo momento. La colonizzazione intestinale da batteri resistenti alle terapie antibiotiche, in considerazione delle comorbidità da cui era affetto il paziente, rischiava tuttavia di rendere futile anche il trapianto di fegato, stante l’alto rischio di infezioni incurabili nell’immediato post-trapianto. La dottoressa Silvia Martini della Terapia Intensiva Epatologica ed il professor Renato Romagnoli hanno pertanto contattato il Direttore della Medicina Interna e Gastroenterologia e del Centro Malattie dell’Apparato Digerente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, professor Antonio Gasbarrini, pioniere in Italia, con i professori Gianluca Ianiro e Giovanni Cammarota, del trapianto di microbiota fecale ed autore delle Linee guida internazionali sul trapianto di feci. I colleghi hanno prontamente offerto la loro disponibilità a procedere con il trapianto di feci in capsule, con una possibilità di successo in circa 2 casi su 3 nella decolonizzazione dell’intestino da batteri altrimenti ad oggi intrattabili. Con la preliminare autorizzazione del Direttore Sanitario dell’ospedale Molinette, dottor Antonio Scarmozzino, il Centro Regionale Trapianti del Piemonte (diretto dal dottor Federico Genzano Besso) ha ottenuto parere favorevole dal Direttore del Centro Nazionale Trapianti (CNT) di Roma, dottor Massimo Cardillo, al trapianto di feci in deroga mediante l’assunzione di capsule per via orale, unica via di somministrazione possibile considerato il notevole ingombro addominale che controindicava la classica somministrazione per via colonscopica. Il Comitato etico della Fondazione Policlinico Gemelli ha espresso a sua volta parere favorevole. Interpellata favorevolmente la Commissione Farmaceutica interna della Città della Salute, con firma del Direttore sanitario dottor Lorenzo Angelone, nel novembre scorso il professor Gianluca Ianiro, organizzata in poche ore la trasferta da Roma, ha somministrato al paziente degente alle Molinette 50 capsule di microbiota intestinale, preparate presso la Microbiologia della Fondazione Policlinico Gemelli. La riduzione della carica batterica colonizzante l’intestino, documentata dai colleghi della Microbiologia dell’ospedale Molinette (diretta dalla professoressa Cristina Costa) ha consentito di attivare in lista trapianto fegato il paziente esattamente 12 giorni dopo il trapianto di microbiota fecale. Da sottolineare l’elevata priorità in lista fegato concessa dal CNT, al fine di sfruttare la finestra trapiantologica apertasi con la riduzione della carica batterica intestinale. A fine novembre, grazie alla generosità di una famiglia italiana che ha donato il fegato del caro congiunto defunto, il paziente, esattamente a 100 giorni dall’inizio del ricovero alle Molinette, è entrato in sala operatoria. Il trapianto di fegato ad elevatissima complessità tecnica è stato effettuato dal Direttore del Centro Trapianto Fegato di Torino, professor Renato Romagnoli, insieme con il suo staff medico, chirurgico ed infermieristico, in circolazione extracorporea con la collaborazione della Cardiochirurgia (diretta dal professor Mauro Rinaldi) e degli anestesisti della Anestesia e Rianimazione 2 (diretti dal dottor Roberto Balagna). Durante il trapianto è stata necessaria la trasfusione di 18 unità di globuli rossi e di altrettante di plasma fresco provenienti dalla Banca del sangue e Immunoematologia della Città della Salute di Torino (diretta dal dottor Marco Lorenzi). E’ doveroso ricordare come la donazione di sangue sia indispensabile per l’attività trapianto. Per consentire gli oltre 4000 trapianti di fegato sinora effettuati a Torino si è reso infatti necessario un pool di oltre 150.000 persone che in silenzio e con grande generosità hanno donato il loro sangue. Il decorso post-operatorio del trapianto di fegato è stato scevro da complicanze maggiori, in particolare non si sono verificate infezioni di sorta. Dopo solo 20 giorni dal trapianto di fegato (e ben 120 giorni dal suo ingresso alle Molinette), il paziente è rientrato a casa, avendo anche ripreso una funzione renale tale da non necessitare per ora di dialisi. Il paziente, supportato con amore dalle straordinarie moglie e figlia, è adesso in piena fase di recupero nutrizionale e motorio ed è stato scongiurato il rischio di infezione da batteri intrattabili nel post-trapianto fegato. Il caso clinico ha già ricevuto il primo riconoscimento nella letteratura scientifica internazionale, essendo stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Transplant Infectious Disease. “Ancora una volta siamo orgogliosi di rendere pubblica una collaborazione tra Policlinici italiani su un gravissimo caso clinico risolto con una soluzione sanitaria all’avanguardia e senza precedenti” dichiara il dottor Giovanni La Valle (Direttore generale Città della Salute di Torino).
E’ L’EMBLEMA DEL SISTEMA TORINO E DEL SUO FALLIMENTO
“Le immagini della festa ad Askatasuna è l’emblema di che cosa sia il ‘Sistema Torino’ e del suo fallimento”. A denunciarlo il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana coordinatore provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino dopo aver pubblicato le foto di una festa organizzata da Askatsuna davanti all’immobile che dovrebbe essere stato riconsegnato alla Città di Torino.
“Abbiamo assistito per settimane alla difesa della scelta dell’amministrazione Lo Russo di legalizzare il centro sociale sociale Askatasuna mascherandolo in una ‘illuminata’ co-progettazione. Abbiamo subito attacchi vergognosi dal Partito Democratico quando come centrodestra abbiamo scelto di fare un sit-in silenzioso di fronte al Comune denunciando la scelta. Il capogruppo del Pd ci ha detto che facevamo sprecare i soldi dei contribuenti per gli agenti che si sono dovuto schierare per difenderci, quando la Conticelli avrebbe dovuto vergognarsi a pensare che quelle camionette erano lì per difenderci da chi loro vogliono legalizzare. Abbiamo subito il fuoco di fila a “reti unificate” sui principali quotidiani cittadini di uno schieramento di intellettuali e pseudo comitati spontanei che difendevano l’idea della coprogettazione dicendo che era una soluzione pacifica e spontanea. Hanno silenziato le nostre ragioni per farci prendere per pazzi. E ora che cosa succede? Askatasuna dopo una consegna dell’immobile fake fa festa avendo accesso agli stessi locali di Corso Regina. Anzi dai loro canali ci dice che non se ne sono mai andati. Chiediamo a Lo Russo e compagni: ma non vi vergognate? Non avete un sussulto di dignità? Vogliamo continuare a consegnare mani e piedi questa città a chi è sotto processo per eversione rispolverando la questione dell’antifascismo? Proviamo disgusto e confidiamo che anche i torinesi ne provino altrettanto. Ma Askatasuna è solo la punta dell’iceberg di un Sistema che a Torino fa ogni giorno, da decenni, danni incalcolabili ad una Città che dovrebbe essere locomotiva dell’Italia. E chi tace o è connivente ne è corresponsabile”. Concludono i due azzurri.
“Fleximan” arriva anche sulle strade del Torinese. Il misterioso “assassino di autovelox” ha infatti tranciato in due un apparecchio fisso sulla statale 26, prima dell’imbocco del terzo ponte, nelle immediate vicinanze di Ivrea.
L’autovelox era stato installato anni fa su un tratto della statale con limite a 90 chilometri orari.
Torino – Lecce 2-0
Primo tempo fiacco, nella ripresa il Torino sblocca la partita con una rete da fuori area di Bellanova. Lecce in 10 per il doppio giallo di Pongračić, Zapata raddoppia su un calcio d’angolo ed è 2 a 0 per i Granata, “invitti” dal 29 dicembre con la Fiorentina. Il Torino supera il Napoli e conquista la 9ª posizione con 36 punti, uno in meno di Lazio e Fiorentina.
Il Toro sarà di nuovo campo giovedì 22 per il recupero della 21ª giornata di Serie A contro la Lazio, poi giocherà all’Olimpico nel posticipo di lunedì contro la Roma.
Radicali in piazza a Torino per Navalny
“OGGI L’ASSOCIAZIONE MARCO PANNELLA E GLI ISCRITTI TORINESI AL PARTITO RADICALE INSIEME ALLA COMUNITA’ DEI RUSSI LIBERI TERRANNO ALLE ORE 15 UNA MANIFESTAZIONE INSIEME AD ALTRE ORGANIZZAZIONI PER DENUNCIARE I CRIMINI DEL REGIME RUSSO”
Torino, 17 febbraio 2024 – Riceviamo e pubblichiamo
L’Associazione Marco Pannella e gli iscritti torinesi al Partito Radicale parteciperanno oggi alle ore 15 alla manifestazione Sit-in che si terrà in Piazza Carignano alle ore 15 contro le violenze del regime russo di Putin. La morte di Alekseij Navalny è solo l’ultima di una serie di oppositori eliminati con violenza. La dittatura e la guerra di aggressione di Putin sono una involuzione gravissima sul piano dei Diritti e della Democrazia.
I Radicali ricorderanno tra i tanti anche l’assassinio di Andrea Tamburi attivista del Partito Radicale nonviolento che nel 1994 fu trovato morto in una strada di Mosca e Antonio Russo inviato di Radio Radicale che fu assassinato nel 2000 in Georgia perché denunciava i crimini dei russi contro il popolo ceceno.
Oggi lo ricorderemo insieme alla Comunità dei Russi Liberi in Piazza Carignano.
Scatenato dj set di SKIN alle Gru
In occasione dell’inaugurazione della nuova piazza sud delle Gru ieri sera si è esibita Skin in uno scatenato dj set infiammando il numeroso pubblico accorso al centro commerciale di Grugliasco.


L’artista londinese, dopo il grande successo riscosso a Sanremo duettando con i canavesani Santi Francesi, è stata la punta di diamante di una settimana ricca di festeggiamenti.
La sua performance alla consolle nel format WOW Night 2 è stata preceduta dall’opening Act di Mauro Furdone e chiusa da Tapeout. Al termine dell’esibizione Skin ha concesso qualche autografo ai fans adoranti.
GIULIANA PRESTIPINO

Sarà un derby veneto a decidere quale squadra iscriverà il proprio nome nell’albo d’oro della Coppa Italia femminile di pallacanestro. A raggiungere l’ultimo atto della manifestazione in programma domenica dalle 14.15 all’Inalpi Arena Umana Reyer Venezia e Famila Wuber Schio capaci di superare rispettivamente Allianz Geas Sesto San Giovanni e Passalacqua Ragusa.
Umana Reyer Venezia – Allianz Geas Sesto San Giovanni = 56/52 (20/4; 30/25; 40/45)
Otto lunghezze avevano separato Venezia e Sesto nell’ultimo scontro diretto in campionato terminato 65 a 57, questo pomeriggio nel solo primo quarto di gioco le venete, pur con una rosa piuttosto corta, grazie a un ottimo ritmo ne hanno messi il doppio tra loro e le lombarde, a segno soltanto con Gwathney e Trucco.
Avanti 20 a 4, la pressione del venete si è allentata e le lombarde con un parziale di 21 a 10 hanno ripreso in mano una partita che nella frazione precedente sembrava fuori della loro portata. Sull’onda dell’entusiasmo e della miglior percentuale al tiro le ragazze di Sesto San Giovanni hanno allungato nel terzo quarto su Venezia di cinque punti.
Ma alla fine sarebbe stata Venezia a staccare il pass per la finale di domenica vincendo per 56/52, suggellando così una rimonta quasi impensabile visto la bassa percentuale al tiro nel secondo e terzo quarto.
“E’ stata una bella partita nella quale abbiamo speso parecchie energie emotive – ha sottolineato a fine gara il coach di Venezia Andrea Mazzon-. Credo che abbiamo fatto delle buone scelte di tiro nei momenti
importanti della gara. Dopo 13 giorni senza giocare una partita ufficiale non è stato facile, non volevamo accettare la sconfitta e alla fine siamo contenti di giocarci la finale di domenica”.
Famila Wuber Schio – Passalacqua Ragusa = 67/58 (10/20; 36/43; 55/53)
Nella seconda semifinale di giornata si sono quindi affrontate le compagini di Schio e Ragusa con quest’ultime in vantaggio di dieci punti (10/20) nella prima frazione anche grazie ai canestri da tre di Jasmine Thomas (2 su 2), Laura Juskaite, Maria Miccoli e Ivana Jakubcova. Siciliane ancora con la testa avanti di sette lunghezza (36/43), in attesa del rientro elle due squadre sul terreno di gioco.
Nel terzo quarto il ruggito di Schio si è fatto sentire e le venete canestro dopo canestro hanno completato la rimonta andando in vantaggio di due punti (55/53). I troppi errori sotto canestro e le palle perse sono state fatali a Ragusa che ha dovuto cedere il passo a Schio per 67/58. Il derby veneto si giocherà domenica alle 14.15.
“Nei primi due quarti non abbiamo giocato al nostro solito ritmo e il loro schieramento a zona ci ha dato un po’ fastidio – ha detto la giocatrice di Schio Costanza Verona-. Poi ci siamo riprese e abbiamo portato a casa una gara importante. Domenica sarà una finale tosta dove ce la giocheremo punto a punto. Tra Schio e Venezia c’è sempre grande competizione”.
TORINO CLICK