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La Regione conferma Francesca Lavazza alla presidenza del castello di Rivoli

La Regione Piemonte ha designato Francesca Lavazza alla guida dell’Associazione culturale Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea per il prossimo triennio, confermandola anche nel ruolo di presidente dell’assemblea dei soci e del cda.
La decisione di confermare la presidente uscente nasce dalla volontà di proseguire nel percorso di crescita intrapreso dal Museo negli ultimi anni, durante i quali il Castello di Rivoli ha consolidato il proprio prestigio internazionale e intensificato la capacità di attrarre investimenti, progetti di ricerca, pubblico e collaborazioni di respiro globale. Il mandato avrà durata di tre anni e si concluderà nel 2028, con l’approvazione del bilancio dell’esercizio 2027.

“La riconferma di Francesca Lavazza è un atto di continuità e di riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto – ha spiegato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – il castello di Rivoli è una delle istituzioni più importanti e di riferimento per quanto riguarda l’arte contemporanea a livello internazionale e in questi anni ha saputo crescere, aprirsi sempre di più alla città, ai giovani, all’innovazione e alle collaborazioni globali. Questa scelta premia competenza, visione e impegno e rafforza il ruolo del Piemonte come territorio capace di produrre cultura, attrarre talenti e guardare lontano”.
“La cultura è un motore di  sviluppo e di opportunità per i giovani  e il castello di Rivoli ne  un esempio concreto – aggiunge l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli – . In questi anni la presidenza Lavazza ha accompagnato una fase importante di crescita, apertura internazionale, ricerca, dialogo con le imprese culturali e attenzione ai territori.  La conferma consente di consolidare questo percorso, valorizzando una realtà che produce valore, lavoro, formazione qualificata e bellezza per il Piemonte e che continua a portare la nostra regione nel mondo”.

“Accolgo con grande soddisfazione la riconferma alla presidenza del castello di Rivoli, punto di riferimento a livello internazionale per l’arte contemporanea- sottolinea Francesca Lavazza –  Ringrazio la Regione Piemonte per la fiducia rinnovata e considero questo incarico una responsabilità importante e un impegno personale a  proseguire nel percorso di crescita, apertura e innovazione intrapreso in questi tre anni e che porterò avanti con ambizione insieme al direttore Francesco Manacorda, ai curatori e a tutto il team del museo in questo nuovo mandato”.

Mara Martellotta

Il mare sotto i portici: “La Costa”, l’anima mediterranea di Torino

SAPORE DI SALE, STORIE DI CUCINA 

di Vincenza Giustino

Passeggiare sotto i portici di Torino in una serata autunnale fredda e ventosa riporta alla mente nostalgie di stagioni lontane, di giornate luminose e vacanze ormai passate, quando il vento del mare ti accarezzava e ti lasciava il sale sulla pelle.

Ed è proprio lì, in quell’angolo di corso Vittorio Emanuele II dove un tempo sorgeva lo storico Caffè Stadium, che quell’onda di ricordi ti trasporta… e ti fa approdare a La Costa. Un locale che, nel nome, evoca il mare, ma che oggi racconta anche un nuovo modo di vivere Torino, tra memoria e modernità.

Per alcuni torinesi quell’angolo era un punto di riferimento per il caffè storico, ma pochi sanno che in quella zona sorgeva davvero uno “Stadium”. In occasione dell’Esposizione Universale del 1911 fu costruito lì un grande complesso sportivo, proprio accanto alla vecchia Piazza d’Armi. Non solo: quella struttura fu il primo stadio del Torino e, all’epoca, uno dei più grandi mai realizzati –  persino più imponente di quelli di Atene e di Londra.

L’area dello Stadium (1910-1946)

Oggi quello spazio racconta un’altra storia: La Costa, ristorante dallo spirito del mare, ha raccolto l’eredità dello Stadium trasformandola in un ritrovo contemporaneo e creativo, che porta sulla tavola un’idea di Torino che guarda al mare.

Un pescato sempre attento alla stagionalità del pesce e degli ingredienti, alla qualità delle materie prime e all’equilibrio dei sapori: il tutto accompagnato da una cantina di vini studiata per abbinare al meglio ogni piatto- non solo di mare, ma anche di terra- per non dimenticare il legame con il territorio, come i plin della tradizione piemontese al sugo d’arrosto o il brasato della tradizione al Barolo. 

Dal mare arriva un polpo cotto in tre versioni, tenero, profumato, che racconta tecnica e passione. Poi la tartare di tonno, precisa e raffinata, fino ai sapori che ti fanno viaggiare in costiera amalfitana, con le linguine di Gragnano con scampi e limoni ischitani; un omaggio a nonna Maria, dal gusto sublime e che si scioglie in bocca e ti porta lì sulla costa. Ma anche proposte di terra, come una mozzarella di bufala o gli spaghetti ai tre pomodori del piennolo del Vesuvio, e molti altri piatti che raccontano una cucina capace di avvolgerti con quel comfort fatto di semplicità

Un gusto che ti strega, ti avvolge e ti riporta lì, per qualche ora, in una location intima e raffinata che sa di casa, ma che rincorre sempre l’innovazione nel modo di presentare gli aromi del mare e della sua natura – quella che, come un’onda, ti porta via in un equilibrio di sapori autentici e veri. E anche se a Torino il mare non c’è, qui, tra profumi e delizie la Costiera Amalfitana sembra davvero a un passo.

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Forattini, il libero pensiero contro il conformismo

IL  COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni
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Morire a 94 anni è un privilegio di pochi, ma sicuramente Giorgio Forattini avrà vissuto gli anni del tramonto. Era il vignettista più famoso ed apprezzato. Quando a Torino “La Stampa“ in due periodi diversi lo sottrasse a “Repubblica“, divenne famoso anche tra lettori non acculturati perché una sua vignetta aveva l’effetto di un editoriale. Pochi tratti di matita e una battuta rendevano un’idea, un giudizio subito chiari e fulminanti. Era stato querelato una ventina di volte sempre da esponenti di sinistra, anche se la sua matrice originaria era la stessa, intesa però in senso anarchico – liberale. Fu considerato da alcuni politici un nemico, D’Alema, ad esempio, ma da altri, come Spadolini, una fortuna. Il Giovannone fiorentino grasso e impacciato nelle sue vesti professorali fu denudato da Forattini e reso subito  popolare. Più severo Forattini fu con Craxi di cui senti’ il mussolinismo. Storica è la vignetta per la vittoria al referendum del 1984 quando disegnò una bottiglia di champagne il cui tappo era Fanfani. Ho conosciuto bene Forattini che aveva un sovrano disprezzo verso tutti i partiti e non accettò mai di diventare subalterno al Berlinguer di turno. Era un uomo libero che non prendeva ordini da nessuno. A mio modo di vedere può essere paragonato a Giovannino Guareschi anche se la vignetta di Forattini è molto più libera ed estemporanea. Guareschi aveva una storia alle spalle, era stato internato in Germania ed era vissuto in tutt’altro tempo tra il  1908 e il 1968. Forattini incominciò  la sua carriera di vignettista a partire dagli anni ‘70 in un tempo caratterizzato dal livore ideologico. Non scrisse libri che non fossero la raccolta delle sue vignette, mentre Guareschi, non solo per il suo Don Camillo, è scrittore riconosciuto a livello internazionale. Ma lo spirito libero ha accomunato ambedue. Fu insignito del Premio “Pannunzio” di cui andava fiero. Era diventato un critico feroce di Scalfari e aveva vissuto sulla sua persona la violenza di una censura di sinistra che io definii quando gli consegnai il Premio, la “feroce egemonia gramsciana“. Non ci sono più in attività gli Angelo D’Orsi di turno, ma la ferocia resta in certi palazzi della cultura torinese. E’ una ferocia ancora peggiore perché la belva oggi appare ferita. Forattini mi mandò una vignetta in cui il Centro “Pannunzio” avrebbe liberato Torino da quella morsa. Non è accaduto come sparava lui che, non vivendo a Torino, era troppo ottimista. Pensare a Giorgio oggi mi riempie comunque di orgoglio perché l’assegnazione a lui del Premio “Pannunzio” fu una scelta giusta. Ebbi anche il consenso dell‘avvocato Agnelli che sarebbe venuto al Premio al “Cambio“ se la data non fosse coincisa con il suicidio del figlio. Forse il nipote Elkann non sa neppure chi sia stato Forattini. Un schiena diritta capace di andare controcorrente, capace di difendere Sogno anche quando era indifendibile.

ASL TO4: OPI Torino si costituirà parte civile

In merito alle più recenti evoluzioni delle indagini che coinvolgono l’ASL TO4 ed in particolare l’Ospedale di Settimo Torinese, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino comunica che, alla luce della complessità e della gravità dei fatti emersi, intende costituirsi parte civile nel procedimento in corso.
«Le ultime evoluzioni dei casi di cronaca che fanno riferimento a quanto emerso dalle indagini, stanno portando alla luce una situazione sempre più articolata e delicata — dichiara Ivan Bufalo, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino —. Pur non risultando, ad oggi, infermieri iscritti al nostro Ordine tra i soggetti coinvolti o citati nelle cronache giudiziarie, riteniamo doveroso seguire con attenzione l’evoluzione dell’inchiesta, che potrebbe in futuro estendersi anche ad altre figure professionali».
L’Ordine sottolinea la volontà di tutelare l’immagine della professione infermieristica e al contempo il diritto dei cittadini di ricevere cure sicure per la tutela della propria salute, ribadendo che ogni eventuale responsabilità individuale dovrà essere accertata nelle sedi opportune e nel pieno rispetto del principio di innocenza. Solo dopo tali accertamenti potranno – e se necessario dovranno – essere intraprese le iniziative disciplinari del caso.
«Da questo momento — prosegue Bufalo — l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino osserverà un doveroso silenzio stampa sul caso, nel rispetto del lavoro della magistratura e della verità processuale. Esprimiamo piena fiducia nella giustizia e nella capacità dei giudici di far emergere con chiarezza i fatti e le responsabilità».
OPI Torino conferma la propria vicinanza agli assistiti e agli infermieri che ogni giorno operano con professionalità, dedizione e rispetto dei principi deontologici che da sempre contraddistinguono la categoria.

CS

Omicidio di Collegno, arrestato un uomo: ha confessato

È stato fermato dai carabinieri e  ha confessato l’omicidio: si chiama Michele Nicastri  l’uomo che probabilmente ha dato una svolta alle indagini sull’omicidio di Collegno.

Nella notte del 23 ottobre scorso, Marco Veronese era stato trovato morto, colpito da circa venti coltellate. Le immagini delle telecamere di sorveglianza acquisite dagli investigatori avrebbero ripreso Nicastri nei pressi del luogo del delitto, portando così al suo fermo.

Secondo quanto emerso dall’interrogatorio condotto dal pm, il movente sarebbe legato all’affidamento dei figli. Veronese, infatti, aveva avuto una relazione con una donna con cui discuteva da tempo sulla gestione familiare; Nicastri, attuale compagno della donna, avrebbe deciso di affrontarlo e, attendendolo sotto casa, lo avrebbe aggredito e ucciso.

Jannik Sinner torna all’Istituto di Candiolo

Anche per il 2025, Intesa Sanpaolo rinnova il proprio impegno al fianco della Fondazione, devolvendo 100 euro per ogni ace messo a segno dai finalisti delle Nitto ATP Finals, che diventano  500 euro nelle semifinali e 1000 euro per gli ace della finale. I fondi raccolti sono destinati al potenziamento delle nuove tecnologie di diagnostica, cura e ricerca oncologica, nello specifico all’acquisto di un nuovo Celloscopio per l’Istituto di Candiolo – IRCCS. Chiunque può contribuire alla raccolta donando attraverso ForFunding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo dedicata ai progetti solidali promossi da organizzazioni non profit.

Candiolo (TO), 4 novembre 2025 – Per il terzo anno consecutivo Jannik Sinner è tornato all’Istituto di Candiolo – IRCCS, confermando il suo legame con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e con Intesa Sanpaolo, promotori della campagna “Un Ace per la Ricerca”, che si rinnova in occasione delle Nitto ATP Finals 2025 di Torino.

Il numero 1 del tennis mondiale, accolto da Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, ha preso parte al lancio della nuova edizione della campagna, incontrando medici, ricercatori, pazienti e volontari. In anteprima Jannik Sinner ha potuto visitare la nuova sala Angiografica dell’Istituto, tassello importante in vista della realizzazione della nuova Biobanca dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. La nuova sala angiografica è infatti un concentrato di alta tecnologia di ultima generazione che permette di eseguire procedure mininvasive con immagini ad altissima risoluzione, garantendo maggiore sicurezza per i pazienti e tempi di recupero ridotti.

Durante l’incontro Allegra Agnelli insieme ad Anna Sapino, Direttore Scientifico dell’Istituto di Candiolo – IRCCS, e Gianmarco Sala, Direttore Generale della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, ha presentato a Jannik Sinner il Celloscopio, oggetto della destinazione dei fondi della campagna “Una Ace per la Ricerca” 2025, un innovativo macchinario destinato alla ricerca oncologica. Questo avanzato sistema di analisi cellulare permette infatti di approfondire lo studio dei tumori a livello molecolare e di accelerare la scoperta di terapie personalizzate.

Uno dei momenti più significativi della giornata ha visto Jannik Sinner protagonista di un incontro insieme a Matilde e Paolo, due giovani pazienti in cura a Candiolo, e a un gruppo di medici e ricercatori: un’immagine speciale che racconta il valore della collaborazione tra sport, scienza e solidarietà nella lotta contro il cancro, perché solo insieme si può vincere la sfida contro il cancro.

Per Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro: “Siamo davvero felici di accogliere ancora una volta a Candiolo un campione straordinario, dai valori umani speciali, come Jannik Sinner. La sua presenza è un segno di continuità, un legame autentico con la nostra Fondazione e con tutti coloro che ogni giorno si impegnano: medici, ricercatori, pazienti e donatori. Grazie a Jannik, a Intesa Sanpaolo e ai tanti sostenitori che credono in noi, possiamo realizzare progetti concreti come la nuova Sala Angiografica e il Celloscopio, strumenti che rappresentano il futuro della cura e della ricerca sul cancro. Candiolo, infatti, vive e progredisce grazie alla generosità delle persone, delle istituzioni e delle imprese. Grazie a loro abbiamo realizzato un centro unico al mondo dove cura e ricerca sul cancro fanno crescere nuove speranze per i pazienti oncologici”.

Nelle precedenti edizioni, grazie a un “Ace per la Ricerca” sono stati finanziati progetti per oltre 320mila euro che hanno permesso di acquistare un ecografo 3D per i tumori alla prostata, il Microscopio Blu e hanno permesso di iniziare la progettazione della nuova Biobanca dell’Istituto di Candiolo-IRCCS.

La Regione potenzia la Rete Antiviolenza, nuovi centri e servizi

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato  i criteri per destinare 500.000 euro al rafforzamento della rete antiviolenza sul territorio, con l’obiettivo di realizzare nuovi Centri antiviolenza e potenziare i servizi esistenti.

Le risorse provengono dal Fondo nazionale per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità e serviranno a sostenere interventi di ascolto, protezione e accompagnamento per le donne vittime di violenza e i loro figli, prevedendo almeno 5 nuovi centri antiviolenza e 12 nuovi sportelli territoriali collegati ai centri già attivi.

L’investimento è finalizzato a garantire una maggiore capillarità dei servizi, soprattutto nelle aree con maggiore fabbisogno, e a rafforzare il lavoro in rete tra istituzioni, enti locali, servizi socio-sanitari, forze dell’ordine e associazioni che ogni giorno operano sul campo.

Questa misura è un passo concreto per essere ancora più vicini alle donne che chiedono aiuto. – dichiara l’assessore Marina Chiarelli – Nessuna deve sentirsi sola: la Regione Piemonte investe per ampliare i centri e gli sportelli, potenziare l’accoglienza e offrire percorsi reali di protezione e autonomia. La battaglia contro la violenza non è solo un impegno normativo: è una responsabilità quotidiana che portiamo avanti insieme ai territori e alle reti che da anni si dedicano a questo lavoro fondamentale”.

Chiarelli aggiunge: “Contrastare la violenza significa prevenire, sostenere, proteggere e ricostruire. Continuiamo a farlo con serietà, risorse e impegno, insieme ai Comuni e agli enti del territorio. Il Piemonte vuole essere una casa sicura per tutte, e questo intervento va esattamente in questa direzione”.

Con questo provvedimento la Regione Piemonte conferma il proprio impegno nel contrasto alla violenza di genere, rafforzando una rete di protezione presente, capillare e competente, e ponendo al centro la sicurezza, la dignità e l’autonomia delle donne. Un percorso che prosegue in sinergia con territori, comunità e realtà che ogni giorno lavorano per garantire ascolto, protezione e futuro.

Passidonice: dove l’eleganza si indossa ogni giorno

Informazione promozionale

Tra scarpe artigianali, calze Salentine e papillon in legno e vetro di Murano, Paolo Visentini racconta un’idea di stile autentico, fatta di passione e di artigianato italiano.

Nel cuore della moda italiana, dove la passione incontra la cura del dettaglio, Paolo Visentini — commerciante e anima di Passidonice — ha costruito un piccolo mondo dedicato all’eleganza autentica. Il suo negozio è una vetrina di stile in cui le scarpe artigianali sono protagoniste, accompagnate da accessori scelti con gusto e coerenza, simbolo di una filosofia che mette al centro la qualità e il saper fare italiano.

Abbiamo incontrato Paolo per farci raccontare la sua idea di eleganza e il valore che attribuisce al lavoro degli artigiani che collaborano con lui.

L’intervista

Paolo, com’è nato Passidonice e quale idea rappresenta oggi il negozio?

Passidonice nasce dalla voglia di proporre prodotti autentici, fatti con passione e competenza. Ho voluto creare un punto di riferimento per chi cerca scarpe e accessori che uniscano stile e qualità, privilegiando sempre la manifattura italiana.

Il negozio è conosciuto per la selezione di calzature e accessori. Come scegli i prodotti che proponi ai clienti?
Io non progetto collezioni, le scelgo. Mi piace scoprire e valorizzare il lavoro di chi produce con le mani e con il cuore. Le scarpe artigianali che propongo sono tutte fatte in Italia da maestri calzaturieri esperti, così come le nostre calze Salentine, che aggiungono un tocco di colore ed eleganza e sono realizzate da persone veramente competenti.

C’è però un accessorio che porti la tua firma diretta, giusto?
Sì, l’unica cosa che progetto e realizzo personalmente sono i papillon in legno. Nascono da una collaborazione con un artigiano di Venezia: insieme abbiamo deciso di fondere il legno con il vetro di Murano, creando un accessorio unico, che racconta una storia di manualità e di bellezza italiana.

Cosa distingue secondo te l’offerta di Passidonice nel panorama della moda?
La coerenza. Tutto ciò che propongo è rigorosamente made in Italy. Credo che il valore dell’artigianato italiano, fatto di esperienza e di passione, sia ciò che rende davvero speciale ogni prodotto. Qui non si parla di importazioni o grandi marchi, ma di piccole eccellenze che meritano di essere scoperte.

E per chi volesse conoscere meglio il mondo di Passidonice?
Il consiglio è semplice: venire a trovarci. Ogni accessorio ha una sua storia e un suo carattere. Alcune cose vanno toccate, indossate, sentite. Solo così si capisce davvero cosa significa scegliere la qualità e la bellezza del fatto a mano.

Passidonice è più di un negozio: è un luogo dove si respira autenticità, gusto e italianità.Con la passione di chi conosce da vicino il mondo dell’artigianato, Paolo Visentini celebra la tradizione del made in Italy attraverso scarpe, calze e accessori scelti per chi crede che l’eleganza inizi sempre dai dettagli.

Profili social 
Facebook:  Paolo Visentini
Instagram @passidonice
Dati recapito 
Via Barbaroux 5b
10122 Torino
Tel 349 390 74 74

 

Dalla Regione un aiuto alle fiere agroalimentari

La Regione Piemonte per la prima volta finanzia il sistema delle fiere con contributi per 700mila euro riservati a quelle che promuovono e valorizzano i prodotti agroalimentari tipici del territorio.

La misura è stata ideata e voluta dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni: «Le fiere sono una delle espressioni più straordinarie del legame fra un territorio e le sue eccellenze agroalimentari. Insieme compongono un mosaico che copre tutta l’area piemontese e si estende lungo tutto l’arco dell’anno. Oggi il Piemonte vanta 76 prodotti a denominazione di origine e 445 Prodotti agroalimentari tipici: molti contano su una fiera dedicata, e quasi tutti sono presenti in manifestazioni miste. Per valorizzarli ulteriormente, renderli riconoscibili e promuoverli abbiamo ideato il marchio “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”. Con questo provvedimento la Regione sostiene il sistema fieristico piemontese e rafforza il nuovo corso di attenzione verso la nostra produzione agroalimentare, andando in aiuto di un anello strategico della promozione e commercializzazione com’è quello delle fiere tipiche, e che fra l’altro servono ad animare i nostri centri urbani».

Possono beneficiare del contributo le fiere che si sono svolte nel corso del 2025 e si concluderanno entro il 31 dicembre prossimo. I beneficiari saranno i Comuni sedi delle manifestazioni comprese nel Calendario fieristico regionale 2025 che hanno qualifica nazionale, regionale o locale riconosciuta o confermata nel 2024 e che hanno promosso e valorizzato all’interno della manifestazione i prodotti agroalimentari aderenti a un sistema di qualità come Docg, Doc, Dop, Igp, Pat o, in alternativa, abbiano aderito all’utilizzo del marchio regionale “Piemonte is – Eccellenza Piemonte”. Non è indispensabile che la fiera sia esplicitamente tematica e dedicata a un prodotto: è sufficiente che al proprio interno siano presenti e valorizzati uno o più prodotti certificati. Circa 200 le manifestazioni potenzialmente interessate. I Comuni sono autorizzati – nei modi consentiti dalle norme vigenti – a destinare il contributo regionale ad altri soggetti cui è affidata l’organizzazione della fiera, come ad esempio Enti Fiera, Pro Loco o associazioni.

Il contributo previsto va da 1.700 euro per le manifestazioni enogastronomiche con qualifica locale ai 4.900 per quelle con qualifica regionale ai 5.900 per quelle con qualifica nazionale. Può essere impiegato per il pagamento del canone di locazione dell’area espositiva, allestimento di aree comuni, comunicazione, promozione e pubblicità (su media, online, catalogo e materiali promozionali), canone per la locazione di siti web, piattaforme e applicazioni informatiche.

Pompeo (PD): “24 mesi per un supporto psicologico: serve piano straordinario”

“Chiedo l’adesione della Regione alla campagna nazionale “Diritto a Stare Bene”.

 

4 novembre 2025 – “In Piemonte, in particolare negli anni post-pandemia da Covid-19, dal 2020 in poi, si registra un allarmante aumento delle richieste di supporto psicologico e psichiatrico, in particolare tra adolescenti, giovani adulti che, purtroppo, si scontra con lunghe liste di attesa, in alcuni casi addirittura di circa 24 mesi per la sola presa in carico, e una distribuzione disomogenea dei servizi territoriali, con criticità più marcate nelle aree rurali, ma anche nei centri urbani più densamente popolati. In questo quadro si colloca la campagna nazionale “Diritto a Stare Bene”, promossa da ETS e lanciata il 18 giugno scorso con lo scopo di presentare una proposta di legge di iniziativa popolare in Parlamento per istituire un servizio pubblico e gratuito di psicologia, riconoscendo il benessere psicologico come diritto universale e garantito” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha presentato un atto di indirizzo in Consiglio regionale per chiedere l’adesione della Regione alla campagna.

 

“Penso che il sostegno ufficiale della Regione agli obiettivi e ai contenuti di questa campagna, anche promuovendone la diffusione attraverso i suoi canali istituzionali e invitando le altre Regioni a fare lo stesso, rappresenti un atto importante. Con il mio ordine del giorno, inoltre, chiedo alla Giunta regionale di impegnarsi ad implementare ulteriori misure di prevenzione, ascolto e supporto psicologico, con particolare attenzione ai giovani e alle fasce più vulnerabili della popolazione, in collaborazione con le ASL, le scuole, le università, i centri di aggregazione, le associazioni e gli Enti del Terzo Settore, a prevedere  un piano di incremento del personale sanitario dedicato e azioni di supporto psicologico rivolte ai lavoratori negli ambienti di lavoro e ai caregiver familiari e, infine, a predisporre, annualmente, un rapporto regionale sullo stato della salute mentale in Piemonte, con particolare riguardo ai dati su accessi, liste d’attesa, distribuzione territoriale dei servizi e criticità riscontrate, utile a orientare le politiche pubbliche e la programmazione sanitaria nell’ottica della massima trasparenza” aggiunge la Consigliera regionale Pd.

 

“Per noi il supporto formale da parte della Regione Piemonte è molto importante – commenta Albe-Tani, coordinatore di Diritto a Stare Bene in Piemonte – e a breve partiranno incontri partecipativi di approfondimento aperti a chiunque. Se durante la campagna di raccolta firme era importante che chi ha supportato la nostra proposta di legge ne comprendesse appieno il senso, ora che il testo sta per approdare in Parlamento è cruciale che cresca una piena consapevolezza, nella politica e nei cittadini, di quanto l’investimento nel benessere psicologico che chiediamo possa rappresentare un momento di svolta nella crescita del capitale umano personale e collettivo del Paese: investiamo oltre 80 miliardi l’anno nella formazione delle persone e, in Italia,  ci ritroviamo con due milioni di neets – tra i primi Paesi europei – un triste primato. Occorre un investimento shock per invertire la tendenza”.

 

“Auspico che, data l’importanza del tema, il mio ordine del giorno venga discusso e approvato in tempi rapidi. Si sono registrati, purtroppo, aumenti di ospedalizzazioni per disturbi alimentari e tentativi di suicidio tra i minori e, anche all’interno delle carceri, oltre il 15% dei detenuti soffre di disturbi mentali gravi. L’urgenza di un potenziamento del supporto psicologico è quanto mai attuale. Riconoscere il benessere psicologico come diritto universale non è solo una scelta di civiltà, ma un investimento strategico per il futuro del Piemonte e dell’intero Paese” conclude Laura Pompeo.