POLITICA
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A 20 anni da Torino 2006
A vent’anni dall’emozione di Torino 2006, Rivoli ha vissuto oggi un nuovo e importante incontro con la Fiaccola Olimpica nel cammino verso Milano Cortina 2026, accogliendo il fuoco di Olimpia come simbolo di continuità, dialogo e impegno condiviso. La tappa cittadina è partita dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea nel Piazzale Mafalda di Savoia e ha visto succedersi 15 tedofori lungo un percorso, seguito con grande partecipazione, che è proseguito su via Fratelli Piol per procedere su corso Francia in direzione Torino con un rallentamento davanti al Palazzo Comunale. La comunità nelle settimane precedenti aveva lavorato e si era preparata con entusiasmo a questo appuntamento: oltre 1.700 persone tra consulte, scuole, comitati e associazioni cittadine hanno contribuito a costruire un’attesa corale, trasformando il passaggio della Fiaccola in un vero momento di città. Per un’ora Rivoli è stata al centro di un racconto che unisce passato e futuro, all’interno di una giornata che si inserisce nel Viaggio della Fiaccola in Piemonte, un percorso che per sette giorni attraversa il territorio regionale a vent’anni dai Giochi di Torino 2006 e che, dopo Cuneo, Alba, Bra, La Morra, Asti, Moncalieri e Torino, accompagna idealmente la pianura verso l’arco alpino passando da Rivoli, Venaria, Settimo, Chivasso e Crescentino prima dell’ingresso in Valle d’Aosta. Un itinerario che non è solo geografico ma anche simbolico, perché racconta territori diversi uniti da una stessa idea di partecipazione e di futuro, e che ha trovato in Rivoli una città capace di interpretare questo spirito con il coinvolgimento delle sue realtà sociali, culturali e sportive.
«Vedere la Fiaccola Olimpica tornare a Rivoli dopo vent’anni è un’emozione profonda – ha dichiarato il Sindaco Alessandro Errigo – non solo perché richiama il ricordo di Torino 2006, ma perché ci ricorda ciò che lo sport rappresenta: inclusione, rispetto, partecipazione, impegno quotidiano, sana competizione. Sono valori olimpici, ma sono anche i valori su cui costruiamo ogni giorno la nostra città. Rivoli è una comunità che sa accogliere, che sa mettersi in gioco e che crede nelle persone e oggi, con la Fiaccola che ci attraversa, diciamo con convinzione che vogliamo continuare a camminare insieme, senza lasciare indietro nessuno».
12 gennaio 2026 – La discussione del bilancio regionale in Commissione sembra ormai il teatro dell’assurdo. Questa mattina avremmo dovuto affrontare i capitoli relativi alla Sanità, che compone quasi il 70% del bilancio regionale, ma il quadro fatto dall’assessore è, ad essere benevole, fumoso.
Sappiamo che, per evitare il collasso, la Sanità piemontese ha bisogno di un corposo investimento a copertura delle perdite pregresse: ma continuiamo a non avere dati certi né sulla cifra di cui c’è bisogno né su quali risorse verranno impegnate, né come né quando.
Ricordiamo che a luglio in Consiglio Regionale l’assessore Riboldi aveva detto che il disavanzo della Sanità era stato stimato in 268 milioni di Euro e che quelle risorse sarebbero state trovate all’interno del bilancio regionale.
La stima per stessa ammissione dell’assessorato questa mattina in Commissione è ferma al terzo trimestre 2025: vuol dire quindi che manca un’individuazione chiara del fabbisogno per coprire il disavanzo della sanità.
Quanto alla provenienza delle risorse e al provvedimento con cui verranno impegnate, la confusione è massima: gli assessori Tronzano e Riboldi continuano a dirci tutto e il contrario di tutto, mentre si attende ancora il riparto delle risorse del fondo sanitario nazionale e gli assessori smentiscono loro stessi a distanza di poche ore sul maxiemendamento al bilancio con cui dovrebbero essere individuate le risorse.
Ad oggi, l’unico dato chiaro è che lo stanziamento già previsto nel bilancio di previsione è per il ripianamento delle perdite pregresse è di 65 milioni di Euro: meno di un quarto della cifra che servirebbe, stando alle stime fornite che comunque non sono aggiornate.
È evidente che senza chiarezza su questo punto tutto il resto perde di significato: inutile discutere di edilizia sanitaria o di piani della prevenzione o di salute mentale e non autosufficienza se non c’è certezza sulla tenuta complessiva del sistema sanitario piemontese.
Per tutta la discussione del piano socio-sanitario ci è stato detto che quella non era la sede in cui discutere di risorse: bene, il bilancio senza dubbio lo è, e senza risposte chiare sulla Sanità è impossibile procedere all’approvazione dello stesso. Domani in capigruppo chiederemo di rinviare la discussione generale fino a quando non sarà fatta chiarezza sull’effettivo stato dei conti della sanità piemontese.
Gianna PENTENERO – Presidente del Gruppo Pd del Consiglio regionale
Sarah DISABATO – Presidente del Gruppo Movimento 5 Stelle
Alice RAVINALE – Presidente del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra
Vittoria NALLO – Presidente del Gruppo Stati Uniti d’Europa per il Piemonte
Nel 2026 Torino celebra un momento eccezionale, i 240 anni dalla nascita ufficiale del Vermouth, avvenuta nel 1786. Il Salone del Vermouth ritorna con la sua terza edizione per onorare e raccontare questa eccellenza che è divenuta un simbolo del territorio.
L’unico evento italiano interamente dedicato a questo storico vino aromatizzato sarà sabato 21 e domenica 22 febbraio prossimo presso il Museo del Risorgimento.
Il Salone del Vermouth nasce a Torino con l’intento di celebrare la ricchezza e la varietà di una bevanda che ha radici profonde nella tradizione piemontese e torinese, ma che oggi vive una nuova rinascita, grazie all’interesse crescente di consumatori e professionisti del settore.
L’evento vuole essere un punto di riferimento per amanti e appassionati di questo storico prodotto, ma anche un’opportunità per scoprire e valorizzare le tradizioni, l’innovazione e l’artigianalità che fanno parte del mondo del Vermouth.
Il Salone è pensato come uno spazio di incontro, confronto e crescita, in cui produttori, bartender, chef, esperti e appassionati possono connettersi, scambiare idee e fare rete.
Obiettivo principale è quello di promuovere una cultura del Vermouth, che risulta tanto storica quanto moderna, offrendo un’esperienza immersiva che va oltre la semplice degustazione.
Mara Martellotta
Giornata della Gratitudine per il contrasto alle mafie
Il 16 gennaio ricorre la Giornata di Gratitudine alle forze dell’ordine per il contrasto alle mafie, istituita con L.R. del 2007 dalla Regione Piemonte, per esprimere un profondo sentimento di riconoscenza verso quei corpi dello Stato che si impegnano nella lotta alla criminalità organizzata. L’amministrazione comunale della Città di Carmagnola, attivamente impegnati nei progetti di promozione della legalità, aderisce già da alcuni anni all’iniziativa, nella piena convinzione che sia di fondamentale importanza promuovere l’educazione e la sensibilizzazione dei cittadini in materia di legalità e sicurezza sociale.
Venerdi 16 gennaio, alle 10.45, presso il Salone Antichi Bastioni si terrà il convegno “Carmagnola ringrazia le forze dell’ordine”, promosso dall’amministrazione comunale e rivolto a docenti e studenti con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni sull’esistenza dei fenomeni mafiosi, sulle loro insidie e sull’importanza di riconoscerli per prevenirli. Attraverso testimonianze di autorità politiche, rappresentanti delle istituzioni statali, ufficiali e agenti impegnati nella sicurezza interna del Paese, il convegno offrirà un momento di approfondimento sui principali aspetti del contrasto alla criminalità organizzata, e sulla situazione reale del territorio piemontese interessato da fenomeni di infiltrazione mafiosa. La manifestazione prevede il coinvolgimento delle scuole carmagnolesi e delle associazioni che svolgono attività a carattere sociale, con una particolare attenzione verso quei cittadini più vulnerabili nei confronti della criminalità organizzata, confermando l’importanza di un’azione condivisa tra istituzioni, mondo dell’istruzione e società civile. All’appuntamento saranno invitati a partecipare rappresentanti della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e autorità dello Stato, delegati della Regione Piemonte, sindaci e amministratori della Città Metropolitana di Torino, oltre a esponenti del mondo culturale e del volontariato sociale. Un momento simboli dell’iniziativa sarà dedicato all’espressione pubblica della gratitudine carmagnolese verso le forze dell’ordine, a testimonianza di un riconoscimento che va oltre la singola giornata e che si inserisce in un percorso costante di educazione alla legalità.
“La Giornata di Gratitudine alle forze dell’ordine rappresenta per la nostra comunità – spiega il Sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio – un’occasione per ribadire, con gesti concreti, la riconoscenza verso chi ci tutela. Coinvolgere le scuole significa investire sul futuro trasmettendo ai più giovani il valore del rispetto delle regole e della responsabilità civica come fondamento per una società più giusta e consapevole”.
“Questo convegno si inserisce in un percorso che Carmagnola porta avanti con continuità sul tema della legalità e il contrasto alle mafie – spiega il Vicesindaco e assessore Alessandro Cammarata – crediamo sia fondamentale offrire ai ragazzi strumenti di conoscenza e occasioni di confronto diretto con le istituzioni e con chi opera sul campo, perché la prevenzione passa anche dall’informazione, dalla capacità di riconoscere i fenomeni criminali prima che si radichino nel tessuto sociale”.
Venerdì 16 gennaio, ore 10.45 – Salone Antichi Bastioni – piazza Antichi Bastioni, Carmagnola
Gian Giacomo Della Porta
“Le importanti e significative e straordinarie liberazioni degli italiani ingiustamente detenuti in Venezuela devono essere salutate come una giornata bellissima per il nostro paese. L’unica cosa stonata, nonchè curiosa e grave, è la reazione dei capi della sinistra italiana di formata. queste liberazioni. Scorrendo le varie dichiarazioni rilasciate, non si capisce affatto chi ha effettivamente contribuito a liberare gli italiani dalle dure carceri venezuelane. Forse ha contribuito, stando alle dichiarazioni dei capi della sinistra massimalista, estremista e populista del nostro paese, l’intercessione decisiva dello Spirito Santo.
Nel frattempo, e per restare in tema, attendiamo con ansia la manifestazione di piazza organizzata dalla Cgil di Landini per la liberazione del dittatore venezuelano Maduro”.
On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta cristiano popolare’.
12 1 2026
Con l’esame dei capitoli relativi alla tutela del suolo e della Protezione Civile, la V Commissione Ambiente del Consiglio regionale ha concluso l’iter di competenza per l’approvazione del DEFR e del Bilancio Previsionale 2026-2028.
Il Presidente Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), esprime la sua soddisfazione per il parere positivo espresso a maggioranza e si sofferma su uno degli elementi più significativi illustrati ai Commissari dall’Assessore Marco Gabusi: «Annoto con soddisfazione il raddoppio del riparto del Fondo Nazionale per la Protezione Civile, che l’Assessore ha confermato in Commissione, in attesa dell’ufficialità. Le risorse disponibili, circa 2milioni e 800mila euro, saranno utilizzati, nel progetto dell’Assessore, per i contributi alle Associazioni di Volontariato di Protezione Civile, a integrazione dei fondi già inseriti nel bilancio previsionale, pari a circa 1milione e 900mila euro. Una parte del riparto del Fondo Nazionale, però, saranno destinati ai ristori in caso di eventi meteorologici di tipo B, situazione critica che supera le capacità di intervento del singolo comune, richiedendo una risposta strutturata e coordinata a livello regionale per la gestione dell’emergenza e il ripristino della normalità».
«Un segnale davvero significativo per i Comuni, le imprese e i cittadini piemontesi – prosegue Bartoli-; gli eventi di tipo B finora sono stati esclusivamente di competenza regionale: la destinazione, invece, di fondi di provenienza nazionale apre, innanzitutto, al riconoscimento dell’evento, e denota un’attenzione particolare per situazioni sempre più frequenti che possono causare danni anche ingenti, pur a un livello tale da non consentire la richiesta dello stato di calamità o altre caratterizzazioni emergenziali. La Regione si dimostra dunque attenta a un sistema di interventi più in profondità e più vicino alle esigenze del territorio».
Conclude Bartoli: «Prendo atto con soddisfazione che la gara per i 34 nuovi mezzi per i Vigili del Fuoco piemontesi ha avuto una svolta positiva e presto si procederà, come da bando, all’apertura delle buste e alla valutazione delle offerte pervenute: un passo avanti importante per la tutela del territorio e dei cittadini».
C’è un’alchimia segreta che lega il cinema di Paolo Sorrentino ai luoghi che attraversa: non sono mai semplici sfondi, ma interlocutori silenziosi, specchi dell’anima dei suoi protagonisti.
Se la Roma de La Grande Bellezza era un grembo barocco e decadente e la Napoli di È stata la mano di Dio un ritorno viscerale alle origini, la Torino de “La Grazia” si rivela oggi come la nuova, perfetta musa del regista premio Oscar.
Il film, che sta già facendo discutere la critica per la profondità con cui indaga il dualismo tra potere ed interiorità, trova nel capoluogo piemontese la sua dimensione ideale.
Non è un caso che Sorrentino abbia scelto proprio le geometrie rigorose e i chiaroscuri della prima capitale d’Italia per ambientare una pellicola che parla di ascesi, colpa e, appunto, grazia.
Le riprese hanno trasformato Torino in un set a cielo aperto, toccando luoghi iconici che, sotto l’occhio del direttore della fotografia, assumono una veste metafisica.
Da Piazza San Carlo, il “salotto” della città che nelle ore notturne diventa uno spazio dechirichiano, alla maestosità neoclassica della Villa della Regina, ogni scorcio contribuisce a costruire quell’estetica della solitudine tipica del cinema sorrentiniano. Torino, con la sua aristocratica riservatezza e quella nebbia che avvolge i Murazzi, si presta magistralmente a rappresentare i corridoi del potere e i silenzi della coscienza.
Come evidenziato dai primi dettagli tecnici e dai sopralluoghi effettuati tra le sponde del Po e i palazzi storici del centro, il film gioca costantemente sul contrasto: da un lato la Roma del potere politico e religioso, dall’altro una Torino che incarna l’introspezione, il rigore e una spiritualità laica e misteriosa.
L’attesa per l’opera è culminata nelle proiezioni speciali organizzate al Cinema Nazionale, un evento che ha ribadito il legame indissolubile tra il regista e la comunità torinese.
La presenza di Sorrentino in sala non è stata solo una formalità promozionale, ma un atto di riconoscimento verso una città che ha saputo offrire non solo maestranze d’eccellenza — grazie al supporto fondamentale della Film Commission Torino Piemonte — ma anche un’atmosfera unica, capace di ispirare nuove traiettorie narrative.
Il pubblico ha risposto con un entusiasmo composto, quasi a voler rispettare quel silenzio sacro che attraversa le scene del film. “La Grazia” non è solo un racconto cinematografico, ma un’esperienza sensoriale che sfrutta la verticalità della Mole Antonelliana e l’ampiezza dei viali alberati per dilatare il tempo e lo spazio.
In questo nuovo lavoro, Sorrentino sembra aver trovato a Torino la chiave per risolvere il suo enigma stilistico: l’equilibrio tra l’eccesso visivo e l’essenzialità del sentimento.
La città sabauda, con la sua bellezza severa e mai urlata, funge da contrappunto perfetto alla ricerca della “grazia” dei protagonisti.
Se il cinema è l’arte di guardare dove gli altri distolgono lo sguardo, Sorrentino ha guardato dentro le corti interne dei palazzi torinesi e vi ha trovato un mondo.
Con “La Grazia”, Torino smette di essere solo una location per diventare uno stato mentale, consacrandosi definitivamente come capitale del grande cinema.
Un capolavoro che, siamo certi, resterà impresso nell’immaginario collettivo tanto quanto i passi di Jep Gambardella sul Lungotevere, ma con il battito austero e profondo del cuore del Piemonte.
Cristina Taverniti
Sconfitta a testa alta per la Reale Mutua Fenera Chieri ’76 che subisce la prima battuta d’arresto casalinga della stagione per mano della Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano al termine di una partita giocata alla pari. Oltre che con la soddisfazione per un’ottima prova le biancoblù non escono comunque dal match a mani vuote, strappando un prezioso punto al tie-break.
Spirito e compagne si aggiudicano il primo set 25-22 in rimonta da 19-22,. La squadra di Santarelli pareggia i conti nel secondo set mostrando più lucidità e convinzione nel finale (21-25). A senso unico la terza frazione che Chieri domina fino al 21-10 per poi imporsi 25-17. Sotto 2-1, le venete non escono di partita, anzi, le biancoblù invece mollano un po’ la presa, gli ultimi due set sono così delle “pantere” che gestiscono ottimamente e chiudono 18-25 e 12-15.
Il premio di MVP va a Haak che realizza 21 punti, tanti quanti Nervini e Nemeth. Nel tabellino ospite spiccano anche i 19 punti di Gabi e i 17 di Zhu, mentre fra le chieresi arrivano in doppia cifra Cekulaev (13) e Dervisaj (11).
Reale Mutua Fenera Chieri ’76-Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano 2-3 (25-22; 21-25; 25-17; 18-25; 12-15)
REALE MUTUA FENERA CHIERI ’76: Van Aalen 1, Nemeth 21, Gray 5, Cekulaev 13, Nervini 21, Dervisaj 11; Spirito (L); Antunovic, Dambrink 3, Degradi. N. e. Alberti, Ferrarini, Bah, Bonafede (2L). All. Negro.
PROSECCO DOC IMOCO CONEGLIANO: Wolosz 1, Haak 21, Fahr 6, Chirichella 2, Gabi 17, Zhu 19; De Gennaro (L); Ewert, Scognamillo, Adigwe 3, Sillah 1, Daalberop. N. e. Munarini, Orso (2L), All. Santarelli; 2° Barbato.
ARBITRI: Luciani di Chiavaralle e Armandola di Voghera.
NOTE: presenti 3438 spettatori. Durata set: 26′, 26′, 24′, 25′, 16′. Errori in battuta: 17-7. Ace: 2-5. Ricezione positiva: 63%-58%. Ricezione perfetta: 40%-21%. Positività in attacco: 38%-37%. Errori in attacco: 16-19. Muri vincenti: 6-5. MVP: Haak.
La cronaca
Primo set – L’incontro si apre con un primo tempo di Fahr e un errore di Dervisaj. Il primo punto chierese è firmato Cekulaev. Sul 3-4 Conegliano compie un primo strappo a 3-6 con Haak e Farh, vantaggio che poi consolida con Haak e Gabi spingendo Negro a chiamare il primo time-out (4-9). Sul 5-11 Chieri ottiene 3 punti consecutivi grazie a Cekulaev, un errore di Fahr e Dervisaj (8-11). L’attacco lungo di Nemeth interrompe il filotto delle biancoblù il cui distacco torna poi a crescere (8-14), ma due errori ospiti in attacco e un attacco di Nervini valgono un nuovo -3 (11-14). La seconda parte del set inizia con una fase più equilibrata che prosegue fino al 16-19 quando Chieri con Cekulaev sale per la prima volta a -2 (17-19). Sul 19-22 Dervisaj manda sulla linea dei 9 metri Van Aalen: il suo turno di servizio vale un incredibile parziale di 6-0 che vede Nemeth siglare i punti del 22-22 e del conclusivo 25-22.
Secondo set – Chieri riparte con un 3-0 (muro di Cekulaev). Ancora avanti 6-3 (errore di Zhu), le biancoblù subiscono la rimonta veneta con pareggio a 7 dopo un errore di Nervini. Sull’8-8 Nemeth e Nervini guadagnano un nuovo mini break (10-8) che in una fase centrale dominata dai cambi palla Chieri difende fino al 16-14. Nuova parità a 16 dopo un servizio lungo di Gray e un errore in attacco di Nemeth. Sul 20-20 un muro di Zhu su Nemeth porta Conegliano in vantaggio per la prima volta (20-21). Time-out di Negro e al rientro Gray firma con un primo tempo il 21-21. Sul 21-22 l’ace sporco di Haak decide di fatto il set, che poi la squadra di Santarelli mette in cassaforte con i punti di Zhu e della nea entrata Adigwe (21-25).
Terzo set – Sul 3-2 tre punti consecutivi di Cekulaev (due attacchi e un muro) portano al primo time-out di Santarelli. Il vantaggio chierese cresce a sei punti dopo gli errori di Zhu e Gabi e quest’ultima viene sostituita da Sillah (8-2). Conegliano si riavvicina a 7-10 (ace di Haak), poi l’opposto sbaglia il servizio successivo e l’attacco del 7-13, e cede il posto ad Adigwe. Il vantaggio biancoblù raggiunge i 9 punti dopo un muro di Nemeth (17-8), intanto Santarelli effettua altri cambi inserendo Ewert e Scognamillo. Chieri tocca il distacco massimo di 11 punti dopo il 21-10 di Dervisaj. Sul 24-16 Zhu annulla una palla set, quindi Nervini firma in pipe il 25-17.
Quarto set – Santarelli torna al sestetto iniziale. Break e controbreak nei primi scambi, con uno 0-3 per Conegliano e l’immediato pareggio a 3-3 di Chieri. Da 5-5 le venete strappano a 5-7 (Zhu) e 7-11 (ancora Zhu). E’ l’allungo che in pratica decide il set: da lì in avanti Conegliano si mantiene sempre a distanza di sicurezza e senza particolari difficoltà chiude 18-25 alla seconda palla set con Fahr.
Quinto set – Da 1-1 Conegliano strappa a 1-4 (muro di Chirichella). Chieri si riporta a contatto con Nervini, Nemeth e Cekulaev (4-5) e agguanta la parità a 7 grazie a un errore in attacco di Gabi. Seguono due errori chieresi, di Van Aalen al servizio e Nemeth in attacco, che spingono Negro a chiamare time-out. Nella seconda parte del tie-break Conegliano è più lucida e si mantiene sempre a distanza di sicurezza. Sull’11-14 Dervisaj annulla una palla match, poi Gabi fa scendere i titoli di coda (12-15).
Il commento
Stella Nervini: «C’è quasi del rammarico, inaspettato quando giochi contro una squadra come Conegliano. Siamo contentissime anche solo per questo punto. Chiaramente per come si erano messe le cose potevamo prendere anche un altro punticino ma va bene così, abbiamo giocato una partita di altissimo livello: gli impegni in questo mese sono tanti, siamo stanche, e giocare in questo modo contro una squadra così non è scontato. Complimenti a loro ma noi abbiamo fatto una grande partita»
Monica De Gennaro: «E’ stata una partita tiratissima. Sapevamo che Chieri è una squadra che sbaglia poco e ha ottimi attaccanti, inoltre sono molto brave nel muro-difesa e hanno un alto livello di battuta. Noi siamo state brave nonostante il terzo set perso con la testa a restare in partita».