ilTorinese

Pnrr, il Piemonte centra tutti gli obiettivi. Gestiti 2.419 interventi per 1,78 miliardi

La Regione Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), rispettando tutte le scadenze fissate dall’Unione europea.

 

Il risultato è stato illustrato dal presidente della Regione, Alberto Cirio, nel corso di una conferenza stampa al Grattacielo Piemonte.

L’amministrazione regionale ha gestito direttamente 2.419 progetti, per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro. Si tratta di una parte degli oltre 39 mila interventi finanziati sul territorio piemontese attraverso il Pnrr, per un importo superiore ai 10 miliardi di euro destinati a enti locali, università, aziende e altri soggetti attuatori.

Il Piano, finanziato dall’Unione europea con il programma Next Generation EU per sostenere la ripresa dopo la pandemia di Covid-19, prevede un sistema di verifica basato sul raggiungimento di specifici traguardi (Milestone) e obiettivi (Target). La Commissione europea ha fissato al 31 agosto il termine entro cui gli Stati membri devono certificare il conseguimento degli obiettivi, mentre il Governo italiano aveva indicato il 30 giugno come prima scadenza per la trasmissione degli avanzamenti ai ministeri competenti.

La Regione Piemonte ha rispettato il cronoprogramma, conseguendo entro il 30 giugno 44 target e completando i restanti tre entro il termine del 31 agosto.

In undici casi i risultati sono andati oltre quanto richiesto, con obiettivi superati in anticipo rispetto alle scadenze previste. Tra gli ambiti interessati figurano la cultura, la digitalizzazione e l’assistenza domiciliare.

Il superamento dei target ha consentito alla Regione di ottenere un finanziamento aggiuntivo di 35 milioni di euro. Le risorse sono state impiegate, tra l’altro, per ampliare i programmi di formazione e accompagnare al lavoro 5.300 persone in più rispetto agli obiettivi iniziali, acquistare due treni a zero emissioni oltre ai sette già previsti, assumere 15 esperti aggiuntivi a supporto degli enti locali e coinvolgere nei servizi digitali 18.400 cittadini in più rispetto ai 160 mila fissati come target.

«La Regione Piemonte raggiunge il 100% degli obiettivi e rispetta le scadenze di Bruxelles – ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Grattacielo Piemonte. «Come sui fondi europei siamo la prima Regione d’Italia per capacità di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo tutto quel che era richiesta e l’abbiamo fatto in tempo. Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessità di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance è stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato – ha aggiunto il presidente – che dimostra la capacità del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunità per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell’avvio della nuova programmazione europea 2028-2035».

Il presidente ha inoltre evidenziato le ricadute che gli interventi stanno producendo sul territorio e le prospettive di utilizzo dei dati raccolti per la futura programmazione dei fondi europei.

«Possiamo affermare – ha proseguito il presidente – che, grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutte le strutture coinvolte, siamo riusciti a trasformare le risorse del Pnrr in interventi concreti che stanno già contribuendo a cambiare il volto del Piemonte, generando anche lavoro e ricadute. Per questo abbiamo chiesto a Ires Piemonte di analizzare ricadute economiche effettive sulle imprese e anche i posti di lavoro generati dagli interventi e questo lavoro ci sarà utile anche nella costruzione della prossima programmazione europa per fare in modo che gli interventi che programmiamo abbiano il massimo di impatto positivo possibile sul nostro territorio».

Per seguire l’attuazione del Piano è disponibile il portale dedicato della Regione Piemonte, che raccoglie dati, report e aggiornamenti periodici sui progetti finanziati. Nella homepage è possibile consultare e scaricare il report con tutti i traguardi raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026; nei prossimi giorni saranno aggiornate anche le schede dei singoli interventi.

Il sito ospita inoltre la sezione “Atlante dati Pnrr”, che consente di esplorare la distribuzione territoriale dei progetti e di consultare le informazioni di dettaglio relative ai singoli interventi. Da oggi è disponibile anche la rubrica “Racconti Pnrr”, dedicata ogni mese alla presentazione di esperienze e progetti realizzati sul territorio piemontese.

La polizia recupera bici da corsa rubate del valore di 30mila euro

La Polizia di Stato ha rinvenuto a Torino alcune biciclette di ingente valore appartenenti a corridori professionisti che ne erano stati derubati. In particolare, i poliziotti delle Volanti dell’UPGSP sono intervenuti nel quartiere Mirafiori a seguito di una segnalazione da parte della Questura di Cuneo che aveva geolocalizzato uno dei velocipedi, oggetto di furto lo scorso 28 Giugno proprio in quella città dove era in atto una gara ciclistica.
Le Volanti hanno effettuato numerosi giri di perlustrazione nella zona segnalata, fin quando hanno notato un uomo addentrarsi a bordo di una bicicletta da corsa all’interno di un’area adibita a dimora di soggetti di origine sinti, di corso Unione Sovietica. L’uomo, alla vista dei poliziotti, si è dato alla fuga abbandonando sul posto il mezzo, che è stato poi immediatamente recuperato.
A seguito dell’ispezione dell’ampia area, dietro alcune roulotte, sono state rinvenute altre 4 biciclette da corsa, del valore complessivo di circa 30.000 €, che sono state restituite ai relativi proprietari.

Torino sotto le stelle: il ritorno del cinema all’aperto, un rito che non passa mai di moda

Film, incontri e romanticismo

C’è qualcosa di speciale e romantico nel guardare un film all’aperto. Forse è il cielo che lentamente si oscura sopra lo schermo, forse il frinire delle cicale che accompagna i titoli di testa o semplicemente il piacere di condividere una storia con altre persone sedute in un cortile, in un parco o in una piazza. Chi non ci e’ andato almeno una volta magari portandosi un cuscino perche’ le sedie spesso erano scomode? I film erano quelli che nella stagione invernale erano proiettati in prima visione, ma anche film d’epoca e cult indimenticabili. Ci si comprava un gelato e ci si rinfrescava. E’ bello che tutto cio’ continui, che susciti interesse e apprezzamento anche nell’era del digitale e del “faccio tutto da casa”.

A Torino il cinema estivo non è soltanto un passatempo: è una tradizione che negli anni ha saputo reinventarsi senza perdere il proprio fascino. Anche nell’estate 2026 il grande schermo esce dalle sale e torna a occupare spazi pubblici e luoghi inaspettati. La rassegna “Un’Estate al Cinema”, promossa dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema, propone decine di appuntamenti gratuiti tra Torino, Moncalieri ed Exilles, con proiezioni, incontri e momenti di approfondimento che coinvolgono quartieri centrali e periferici. Una formula che continua ad attirare pubblico di tutte le età e che conferma il valore culturale e sociale del cinema all’aperto. Ma il cinema sotto le stelle, a Torino, ha una storia molto più lunga.

Chi ha qualche anno in più ricorda le grandi arene estive che per decenni hanno rappresentato un appuntamento fisso delle serate torinesi. Sono stati attrezzati nel tempo diversi cinema all’ aperto in luoghi importanti come il Parco del Valentino, la Pista 500 o il Cortile di Palazzo Reale, luoghi capaci di trasformare una semplice visione cinematografica in un’esperienza collettiva. Ancora oggi, nelle discussioni tra appassionati, tornano i ricordi delle serate trascorse all’Imbarchino, nei parchi o nei cortili cittadini, segno di un legame affettivo che va oltre il semplice spettacolo cinematografico. L’importanza del cinema estivo non risiede soltanto nella programmazione.

In un’epoca dominata dalle piattaforme digitali e dalla visione individuale, le arene all’aperto restituiscono al cinema la sua dimensione originaria: quella di esperienza condivisa. Le persone si incontrano, si fermano a parlare prima della proiezione, scoprono quartieri che magari frequentano poco e riscoprono il piacere di vivere gli spazi urbani nelle sere d’estate. Non è un caso che molte delle iniziative attuali puntino proprio alla valorizzazione delle periferie e dei luoghi di aggregazione.

Dalle rassegne nei giardini ai film proiettati nei cortili delle case del quartiere, il cinema diventa uno strumento per creare comunità e favorire la partecipazione culturale. Forse è proprio questo il segreto della sua longevità: mentre cambiano i modi di guardare i film, il cinema all’aperto continua a offrire qualcosa che nessuna piattaforma può replicare: l’emozione di una storia vissuta insieme, sotto un cielo estivo che, per qualche ora, diventa il soffitto della più grande sala cinematografica della città.

Maria La Barbera

Continua Summer Dream, il palinsesto estivo firmato To Dream

 Continua Summer Dream, il palinsesto di eventi estivi firmato To Dream e pensato per coinvolgere famiglie, bambini e visitatori di tutte le età. Fino al 31 luglio, il centro si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto con installazioni diffusespettacoli dal vivo e appuntamenti speciali, pensati per vivere la bella stagione in città all’insegna del divertimento e della condivisione.

 

Per i bambini e le famiglie, sarà presente un’area kids con giochi e divertimento per i più piccoli. Fino al 5 luglio, in Piazza Ovest, sarà possibile divertirsi con il gonfiabile “Banzai”, una grande attrazione pensata per far vivere ai bambini un’esperienza dinamica e coinvolgente in totale sicurezza. Dal 6 luglio al 19 luglio, To Dream ospiterà inoltre un percorso di minigolf diffuso. Tutte le attività dedicate ai bambini sono completamente gratuite. Per accedere basterà presentare uno scontrino giornaliero di un qualsiasi acquisto effettuato all’interno di To Dream.

 

Fino al 31 luglio, la Food Court centrale si accende con un palinsesto live d’eccezione: spettacoli, musica dal vivo e performance artistiche pensate per tutta la famiglia. Dalle band-tributo, al K-pop fino alla stand-up comedy, l’appuntamento con l’intrattenimento all’aperto sarà l’appuntamento fisso di tutti i venerdì sera.

L’accesso agli eventi è libero ma è consigliata la prenotazione sulla pagina ufficiale per riservare un posto in prima fila durante le serate comedy e sbloccare promozioni esclusive nei negozi aderenti.

 

Infine, per gli appassionati delle quattro ruote, il 24 luglio To Dream ospiterà l’Hashiriya Night Meeting, l’appuntamento dedicato alla community delle auto sportive e agli estimatori della cultura JDM (Japanese Domestic Market). Un’occasione unica per osservare da vicino modelli sportivi, scoprire il mondo del tuning e confrontarsi sulle tecniche di preparazione e sulle performance automobilistiche.

Per maggiori informazioni: 

www.todream.it

Cantiere Club Med: “Troppi 135 milioni”

LETTERA AL GIORNALE

Caro Direttore,

A San Sicario in valle Susa sta partendo un mega-cantiere per costruire un albergo da 1000 posti letto. Il progetto è cofinanziato dalla regione Piemonte. Ha un costo stimato di 135 milioni di euro. Se fosse solo un’opera privata contesteremo solo l’ impatto ambientale dell’opera invitando il comune a valutare attentamente tutti gli aspetti.
Ma essendoci un cofinanziamento regionale crediamo sia un brutto segnale. Si è deciso di finanziare una mega-opera anziché pensare al recupero a fini turistici delle numerose borgate abbandonate presenti in zona.
Con una spesa di quella portata si sarebbe potuto restaurare numerose case abbandonate, creando un buon numero di agriturismi o bed and breakfast.
La decisione invece di creare un nuovo super albergo ex novo segna il declino definitivo di ogni speranza di recuperare queste strutture e probabilmente darà il colpo di grazia anche a queste attività già presenti sul territorio.
Questa decisione sembra andare nella direzione di creare over-turismo, a prezzi bassi e senza dare nulla (o poco) alle nostre valli.
Questa decisione è ormai presa (anche se non è mai troppo tardi per un ripensamento…) ma ci auguriamo che in futuro venga valutato attentamente quali progetti finanziare, nell’ ottica di una rinascita delle località abbandonate ma non ancora in rovina… occorre creare un nuovo sistema per far rinascere le borgate.
Gli agriturismi (soprattutto se abbinati a un bed and breakfast) portano un turismo di qualità, diffuso e che rispetta la cultura delle nostre montagne!
Le valli occitane non sono (e non vogliono diventare) Las Vegas!
La nota positiva di questo mega progetto è che si stima creerà 600 posti di lavoro in valle Susa. Ci auguriamo siano stime realistiche e che soprattutto non siano posti di lavoro stagionali, che attirano giovanissimi per la singola stagione distruggendo le comunità locali…
Il lavoro deve essere stabile per consentire il ripopolamento (e per esperienza nutriamo legittimi dubbi che queste mega strutture generino un turismo destagionalizzato).
Invitiamo la regione a rivalutare il finanziamento a favore di strutture più diffuse!
Ribadiamo che a decidere debbano essere le comunità locali. Le nostre valli.
L’ Assemblada occitana valades

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

/

A cura di Elio Rabbione

Allora balliamo – Commedia drammatica. Regia di Amélie Bonnin, con Juliette Armanet e Bastien Bouillon. Alla vigilia dell’apertura del suo ristorante a Parigi, la chef Cécile si vede costretta, a causa di un malessere del padre, a tornare nel suo paese d’infanzia. Tra vecchie passioni e la gestione della trattoria dei suoi genitori, il suo passato riemerge inaspettatamente. Durata 98 minuti. (Nazionale sala 2)

Amarga Navidad – Commedia drammatica. Regia di Pedro Almodòvar, con Barbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sànchez Gijòn e Rossy De Palma. Due storie si alternano. La prima ha per protagonista Elsa, una ragazza di spot pubblicitari, nel 2004, durante il lungo ponte festivo del mese di dicembre. La seconda si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raùl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione che presto scopriremo essere la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia. Mescolata alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raùl, che ricorre all’autofinzione come soluzione a lunga stagione di aridità creativa. Guardando dentro se stesso, Raùl non può fare a meno di rivolgere lo sguardo anche alle persone che compongono il suo universo più intimo: il suo compagno e la sua assistente. In concorso a Cannes. Scrive Alessandra Levantesi Kezich nelle colonne della Stampa: “Il film si configura come una esplorazione dell’ambiguità del rapporto (vampirizzazione o sublimazione?) fra vita e arte e nella spietata autoanalisi di una crisi di ispirazione che è anche crisi esistenziale: l’universo formale è quello di sempre, ma solo quando la cantante Amaia intona la struggente ranchera di Vargas “Las simples cosas” avvertiamo il battito del cuore di Pedro”. Scrive Paolo Mereghetti in quelle del Corsera: “Almodòvar si mette in gioco apertamente con una sincerità che sfiora l’autolesionismo. Raùl è lui, la sua difficoltà di fare i conti con il dolore, la depressione, l’età. Ogni tanto ci regala piccoli sprazzi di personalissima verità ma su tutto commuove l’ostinazione e la determinazione con cui solo il cinema sembra capace di aiutare a fare i conti con la realtà, per lui e per noi”. Durata 111 minuti. (Eliseo, Nazionale sala 3)

Backrooms – Fantascienza, horror. Regia di Kane Parsons, con Renate Reinsve e Chiwetel Ejiofor. Se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entrerai nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi… Durata 90 minuti. (Ideal, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Le città di pianura – Commedia. Regia di Francesco Sossai, con Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Andrea Pennacchi e Roberto Citran. Due spiantati cinquantenni sono ossessionati di bere l’ultimo bicchiere. Una sera incontrano un ragazzo, Giulio, timido studente di architettura (Scotti, protagonista di “È stata la mano di Dio” di Sorrentino) e il modo di vedere il mondo e l’amore all’improvviso si trasforma pian piano mentre i tre girano tra i locali del Veneto. Un film e una storia che faticano nella prima mezz’ora a ingranare ma che poi fanno pensare e rallegrano, e di questi film ce ne fosse: mai banali, un occhio fermo ad un territorio (e chiamiamola terra!), un’amicizia e un’educazione sentimentale e di vita intera, un richiamo ai “Vitelloni” felliniani e alle loro notti vuote, un film di piccoli affettuosi ritratti che rimangono nella memoria. Un film che ha sbaragliato molti per aggiudicarsi otto David di Donatello, non certo ultimi miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista. Da vedere e da rivedere. Durata 100 minuti. (Eliseo)

Cos’è l’amore? – Commedia. Regia di Fabien Gorgeart, con Melanie Thierry, Laure Calamy e Vincent Macaigne. Marguerite è una donna che vive a Rouen con il compagno e la figlia adolescente, mantenendo un ottimo rapporto con Fred, il suo primo marito da cui ha divorziato da tempo. Quando Fred le annuncia di volersi risposare con Chloè e le chiede aiuto per ottenere l’annullamento del loro matrimonio in chiesa, Marguerite non trova ragioni per rifiutare. Anzi, accoglie la notizia con sincera disponibilità, convinta che si tratti solo di una formalità. Quella che sembra una semplice pratica burocratica si rivela però un percorso tortuoso e pieno di ostacoli. Le richieste delle autorità ecclesiastiche costringono gli ex coniugi a ripercorrere nei dettagli la loro storia, a interrogarsi sulla natura del legame che li ha uniti e sul significato della famiglia che hanno costruito insieme. Il caso finisce per coinvolgere tutti i membri di questa famiglia allargata, trasformandosi in un viaggio emotivo capace di rivelare verità scomode e nuove consapevolezze. Durata 98 minuti. (Eliseo, Greenwich Village anche V.O.)

Disclosure Day – Fantascienza, drammatico. Regia di Steven Spielberg, con Emily Blunt, Josh O’Connor e Colin Firth. Tutto il mondo è sull’orlo del collasso per una serie di crisi geopolitiche, in particolare nella penisola coreana, Daniel Keller è braccato dagli agenti di una misteriosa organizzazione guidata dallo spietato Noah. Vogliono recuperare ciò che lui ha rubato e impedirgli di diffondere le informazioni ottenute grazie alle sue straordinarie capacità informatiche. Nel frattempo Margaret Fairchild, volto delle previsioni meteo di Kansas City ma aspirante presentatrice, viene avvicinata da un uccellino, un cardinale rosso, e inizia a manifestare inspiegabili capacità linguistiche: prima parla russo, poi coreano, lingue che non ha mai studiato. Soprattutto, riesce a vedere nel cuore delle persone ed empatizzare con loro al punto da convincerle a non ostacolarla. I due sono destinati a incontrarsi, almeno secondo Hugo, che li sostiene insieme a un gruppo di ribelli fuoriusciti dall’agenzia di Noah. Durata 145 minuti. (Massaua, Eliseo, Greenwich Village anche V.O., Ideal, Lux sala 3, Nazionale sala 3 anche V.O., Reposi sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Love Letters – Drammatico. Regia di Alice Douard, con Ella Rumpf, Monia Chokri e Noémie Lvovsky. Francia, 2014. Nadia e Céline sono una coppia gay che ha potuto sposarsi grazie alla nuova legge Taubira che ha sancito il matrimonio omosessuale, e ora che Nadia è incinta tramite fecondazione eterologa avvenuta in Danimarca si preparano all’adozione, che potrà avvenire solo dopo la nascita. È stato deciso che la madre biologica fosse Nadia che ha 37 anni, mentre la più giovane Céline forse potrà vivere personalmente quell’esperienza più avanti. Ma non è facile calarsi nei rispettivi ruoli: la madre biologica che soffre tutte le difficoltà della gestazione e del parto, e quella di adozione che – esattamente come succede ai neopapà – si sente messa in secondo piano e si domanda se il suo attaccamento al neonato sarà un istinto naturale, come sembra esserlo per le neomamme. Durata 96 minuti. (Centrale V.O.)

Kontinental ’25 – Commedia. Regia di Radu Jude, con Eszter Tompa. A Cluj, in Romania, si intrecciano le storie di un senzatetto che vaga per la città e di Orsolya, una donna di origini ungheresi che si è trasferita in Transilvania e qui ha messo su famiglia. Ora lavora per il comune come ufficiale giudiziario e sarà lei a costringere il senzatetto a sgomberare l’alloggio che occupa irregolarmente. Per la donna sarà l’occasione di confrontarsi con il senso di colpa e di responsabilità, un processo grottesco, buffo e amaro al tempo stesso che la costringerà a cercare supporto nelle persone attorno a sé. Durata 109 minuti. (Centrale V.O., Due Giardini sala Ombrerosse)

No Good Men – Commedia. Regia di e con Shahrbanoo Sadat. Naru è l’unica opewratrice televisiva afghana. I suoi colleghi e superiori sono tutti uomini, ma a lei non importa, sa di essere brava nel suo lavoro. Testarda, determinata, madre di un bambino piccolo con un marito fedigrafo da cui si è allontanata, subisce la discriminazione in una società che considera le donne come subalterne. Siamo a Kabul, poco prima del ritorno al potere dei talebani, Naru non si fa imporre nulla da nessuno ed è pronta a dire la sua in ogni momento, tanto che si scontrerà persino con il noto giornalista d’inchiesta di Kabul News per cui si troverà a fare da operatrice. Durata 103 minuti. (Romano sala 1)

Il prigioniero – Regia di Alejandro Amenabar, con Julio Pena e Alessandro Borghi. Siamo ad Algeri, intorno al 1575, epoca in cui Cristianesimo e Islam combattono per il predominio del Mediterraneo, mentre i corsari arabi catturano le navi cristiane, vendendo i passeggiari come schiavi. I prigionieri di alto rango sono trattenuti dal temibile Hasan Bajà, veneziano d’origine ma convertitosi alla religione di Maometto. Tra i suoi prigionieri c’è un giovanissimo Miguel de Cervantes, il futuro autore di “Dom Chisciotte”, accusato, e in seguito evaso, di aver avuto una relazione omosessuale con Juan Lopez de Hojos, suo maestro di lettere. Miguel racconta storie, Bajà lo ammira mentre un frate va raccogliendo notizie su di lui per ordine del Sant’Uffizio. Durata 134 minuti. (Romano sala 3)

Ricchi… da morire – Commedia, thriller – Regia di John Patton Ford, con Glen Powell, Margaret Qualley e Ed Harris. Becket Redfellow è un outsider cresciuto lontano dalla sua famiglia d’origine: una dinastia ricchissima che lo ha rinnegato alla nascita. Determinato a reclamare ciò che ritiene suo di diritto, Beckett mette in atto un piano tanto ambizioso quanto spietato: eliminare, uno dopo l’altro, tutti i parenti che lo separano dall’eredità miliardaria. Ma l’incontro e lo scontro con Julia Steinway rimetterà in discussione tutto, fino al confronto finale con il temuto capo famiglia, Whitelaw Redfellow. Durata 105 minuti. (Romano sala 3)

Separazioni – Drammatico. Regia di Stefano Chiantini, con Adriano Giannini e Barbora Bobulova. Mara e Pietro hanno due figli, li hanno cresciuti nell’amore per la montagna, sono all’apparenza una famiglia unita, come tante altre. Ma quando dovranno confrontarsi con un incidente che vedrà coinvolta la giovane Laura, ecco che l’unione si sbriciola e le certezze con gli affetti vengono meno, l’angoscia e le lacerazioni avranno il sopravvento. Durata 87 minuti. (Nazionale sala 1)

Scontro in tangenziale: muore automobilista colto da malore

Ieri  alle 19:45, sulla tangenziale sud di Torino, si è verificato uno scontro che ha coinvolto tre veicoli in direzione Milano, all’altezza dello svincolo di corso Francia a Rivoli. Nell’incidente è morto un uomo di 61 anni, residente a Nichelino, che guidava una Mercedes. Il conducente sarebbe stato colto da un malore fatale che gli ha fatto perdere il controllo dell’auto.

Tifoso ferito al derby: chiesti domiciliari per agente che ha esploso lacrimogeno

/

TORINO (Foto Claudio Benedetto)

Nuova svolta per la vicenda legata agli scontri scoppiati prima del derby del 24 maggio allo Stadio olimpico Grande Torino quando un 36enne milanese fu ferito e finì in coma. In un primo momento si era ipotizzato che Marco Basoccu fosse stato colpito alla testa da un corpo contundente, forse una pietra o una bottiglia. Ma il padre aveva sostenuto una diversa ricostruzione: a ferirlo sarebbe stato un lacrimogeno.

A distanza di un mese dall’accaduto, la Procura sembra confermare questa ipotesi. Chiuse le indagini, i magistrati hanno chiesto gli arresti domiciliari per l’agente ritenuto responsabile di aver esploso il lacrimogeno ad altezza d’uomo, colpendo gravemente Marco Basoccu.

La decisione del giudice arriverà nei prossimi giorni. L’agente è accusato di lesioni personali aggravate. Basoccu, commercialista milanese di 36 anni e tifoso della Juventus, era rimasto per piu’ giorni in coma farmacologico. Si è salvato solo grazie a una serie di delicati interventi neurochirurgici.