ilTorinese

Tuber Next Gen: il futuro del patrimonio tartufigeno

Unire la pianificazione territoriale e paesaggistica a quella forestale, in modo da garantire la tutela del patrimonio tartufigeno e la valorizzazione delle aree rurali e guardare così al futuro del territorio e delle sue eccellenze è quello che la Regione Piemonte vuole ottenere con il progetto Tuber Next Gen 2025.

L’iniziativa, presentata nel Grattacielo Piemonte dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore alla Pianificazione territoriale e Urbanistica, Biodiversità e Tartuficoltura Marco Gallo, si inserisce nel percorso di aggiornamento del Piano Territoriale Regionale e dei Piani Forestali di Indirizzo Territoriale e rappresenterà un momento di confronto e approfondimento con i territori simboli del tartufo secondo il seguente calendario:

* venerdì 7 novembre ad Alba, alle ore 17 nella Sala conferenze del Palazzo Mostre e Congressi

* venerdì 14 novembre ad Asti, alle ore 9.30 nel Salone consiliare della Provincia, e ad Alessandria, alle ore 15.30 nella Sala del Consiglio della Provincia

* venerdì 21 novembre a Torino, alle ore 10 nel Grattacielo della Regione Piemonte, in occasione della Giornata nazionale degli alberi.

«La pianificazione territoriale e quella forestale devono lavorare insieme, perché la qualità del paesaggio e la gestione sostenibile dei nostri boschi e degli alberi in ambiente rurale sono le basi della produzione tartufigena – hanno sostenuto il presidente Cirio e l’assessore Gallo – Con Tuber Next Gen mettiamo a sistema conoscenze, strumenti e strategie, coinvolgendo Comuni, tecnici e operatori per rendere la tutela del paesaggio e la valorizzazione delle nostre risorse una responsabilità condivisa. Investire nella pianificazione significa costruire oggi per le prossime generazioni un territorio più resiliente, capace di coniugare identità, sviluppo e sostenibilità».

La scaletta degli incontri

Per ogni incontro sono previsti interventi tecnici, a cura di Regione e Ipla, e una tavola rotonda tra amministratori, associazioni dei tartufai, associazioni agricole e professionisti (agronomi, forestali e architetti) per condividere le azioni di gestione territoriale di salvaguardia e di valorizzazione dei suoli vocati.

Inoltre, saranno presentate le nuove Carte di attitudine dei suoli alle produzioni tartufigene e Carte di potenzialità territoriale, rese possibili grazie al lavoro di Ipla.

La prima ha portato a risultati sorprendenti: oltre 333mila ettari sono oggi considerati in Piemonte aree ad alta o media attitudine alla produzione del tartufo bianco, con un incremento del 39% rispetto alle precedenti stime. I Comuni vocati sono 441, di cui 32 di nuova classificazione, distribuiti soprattutto nelle province di Cuneo, Asti, Alessandria e Torino, oltre a 15 Comuni delle valli Stura, Vermenagna e Tanaro per i quali non sono ancora disponibili gli aggiornamenti pedologici.

La seconda mette in relazione le caratteristiche dei suoli con l’uso del territorio e il tipo di soprassuolo, individuando le aree più favorevoli alla crescita delle tre specie più preziose, ovvero il tartufo bianco pregiato, il tartufo nero pregiato e lo scorzone estivo. Querceti, filari, siepi e formazioni arboree lineari sono indicati come gli ecosistemi più favorevoli.

La ricerca scientifica, così come l’esperienza dei trifolao, sottolineano come la progressiva urbanizzazione, la perdita dei sistemi agricoli tradizionali e la riduzione della gestione forestale hanno ridotto negli anni l’areale produttivo naturale del tartufo. Tuttavia, dove i suoli sono rimasti intatti, una corretta gestione può aumentarne la produttività e la qualità: la gestione attiva delle foreste, la conservazione e crescita dei filari e delle siepi, e la cura dei corileti possono incrementare la biodiversità e la potenzialità tartufigena. Al contrario, colture agricole intensive, se non gestite correttamente, possono ridurla alterando il delicato equilibrio idrogeologico e paesaggistico.

Champions League, Juventus–Sporting Lisbona 1-1: Spalletti parte con un pari europeo

Debutto europeo agrodolce per la Juventus di Luciano Spalletti. All’Allianz Stadium i bianconeri non vanno oltre l’1-1 contro lo Sporting Lisbona nella prima giornata di Champions League.
La squadra parte bene con Vlahovic subito pericoloso, ma a sorpresa sono i portoghesi a trovare il vantaggio con Araujo, bravo a sfruttare una disattenzione difensiva. Rui Silva tiene a galla lo Sporting con due interventi su Vlahovic, ma il serbo trova comunque il pareggio poco dopo la mezz’ora con un sinistro preciso.
Nella ripresa il ritmo cala: la Juve gestisce, lo Sporting controlla. Solo nel recupero arriva l’ultima emozione, con David che spreca il possibile gol vittoria. Finisce così 1-1, un punto che lascia Spalletti con buone sensazioni ma anche la consapevolezza che servirà di più per comandare il girone.

Enzo Grassano

Sospesa la delibera per due ospedali nel Vco

La commissione regionale Sanità, presieduta da Luigi Icardi, ha approvato all’unanimità la sospensione della delibera di Consiglio del 2023 relativa alla ristrutturazione degli ospedali di Verbania e Domodossola.

La decisione apre una nuova fase di studio e confronto con il territorio per definire la localizzazione del nuovo presidio ospedaliero dell’Asl Vco, in linea con le prescrizioni del Ministero della Salute. Il testo votato stabilisce che la sospensione resterà in vigore fino all’esito degli studi comparativi e, comunque, per un periodo massimo di un anno.

L’assessore alla Sanità Federico Riboldi, ha ricordato che la decisione nasce da precise prescrizioni ministeriali, che non consentono di mantenere due Dea di primo livello a Verbania e Domodossola. “Dal Ministero ci arriva un’indicazione chiara: non è possibile mantenere un doppio Dea. Di fronte a questo scenario – ha dichiarato Riboldi – abbiamo scelto di avviare il percorso per la realizzazione di un nuovo ospedale che risponda agli standard moderni, logisticamente efficiente, attrattivo per medici e professionisti, energeticamente sostenibile e accogliente per i pazienti”.
L’assessore ha sottolineato come la nuova struttura permetterà al Verbano Cusio Ossola di non restare l’unica provincia piemontese priva di un ospedale di nuova generazione.
“La scelta è difficile ma necessaria. Entro il 7 novembre i sindaci saranno chiamati a presentare le candidature delle aree potenzialmente idonee. Ringrazio il sindaco di Verbania per la collaborazione nel coordinare l’assemblea dei sindaci. È un momento di grande responsabilità: oggi i cittadini del Vco chiedono una struttura moderna, efficiente e sicura, e noi intendiamo dare loro una risposta concreta”, ha concluso Riboldi.

Durante il dibattito la consigliera Sarah Disabato(M5s) ha espresso soddisfazione per la decisione di tornare all’ipotesi dell’ospedale unico, pur ricordando le scelte della passata legislatura: “È un’occasione importante, ma la stessa che abbiamo perso sei anni fa. Sono contenta che oggi si sia scelta la strada dell’ospedale unico, più attrattivo per il personale e più funzionale per i cittadini di un territorio montano e di confine. Tuttavia, questa inversione di rotta arriva tardi e comporterà inevitabilmente dei costi aggiuntivi: se avessimo remato tutti nella stessa direzione allora, oggi avremmo già un progetto avanzato. Auspichiamo un dialogo costante con il territorio e una rapida individuazione dell’area”.

Vittoria Nallo (Sue) ha espresso voto favorevole alla realizzazione dell’ospedale unico, come sostenuto da tempo insieme ai sindaci e all’Ordine dei Medici: “Accogliamo positivamente questo cambio di rotta, dopo troppi rinvii. Un ospedale unico, nuovo e baricentrico è l’unica scelta possibile per garantire qualità e sicurezza delle cure. Ora la Regione chiarisca dove sono finiti i 200 milioni annunciati, definisca tempi certi e assicuri la piena operatività dei due Dea. Questa decisione deve inserirsi in un piano socio-sanitario che rafforzi la rete territoriale e tuteli anche i servizi più delicati, come il punto nascita e l’emergenza-urgenza”.

Icardi ha voluto chiarire il senso tecnico e politico della delibera approvata dalla Giunta: “Questa è una delibera che non cancella la precedente programmazione, ma ne sospende temporaneamente l’efficacia per permettere all’assessorato di valutare una nuova ipotesi di localizzazione del presidio ospedaliero del Vco, sentendo Sindaci e territori. È una sospensione che serve a fare chiarezza, a verificare le condizioni tecniche e territoriali eventualmente oggi mutate. Quando si scelse di rigenerare i due presidi – ha aggiunto – è’ stato perché in quel momento non c’erano le condizioni politiche e amministrative per individuare un sito condiviso per l’ospedale unico. Oggi, con questa delibera diamo sei mesi di tempo all’assessore per verificare la possibilità di riaprire quel percorso. Se l’esito sarà positivo ne saremo tutti soddisfatti, in caso contrario si tornerà automaticamente alla precedente programmazione regionale”.

Si apre dunque una nuova fase di pianificazione per la sanità del Verbano Cusio Ossola. La Regione avvierà nelle prossime settimane un confronto con i sindaci del territorio per valutare le aree disponibili e individuare la migliore collocazione per il nuovo ospedale.

Aveva nascosto droga e un revolver nello zaino, arrestato

Un trentenne italiano trovato in possesso di droga e di un revolver e’ stato arrestato dalla polizia a Torino.
Era stato fermato nei giorni scorsi durante controlli della squadra mobile in via Pianezza nella zona di parco Dora su un’auto sospetta. Il veicolo, di sua proprietà, era sottoposto a fermo amministrativo e senza assicurazione, ed è stato sequestrato. La perquisizione nell’abitazione dell’uomo ha portato al ritrovamento di uno zaino nascosto nella camera da letto, con un revolver calibro 357 Magnum e 20 proiettili, oltre a 80 grammi di droga tra ecstasy, marijuana e hashish.

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

SABATO 8 NOVEMBRE

 

Sabato 8 novembre ore 16

I CERCHI NELL’ACQUA

Palazzo Madama – visita guidata in collaborazione con OFT

Musica e arte sono unite dalla bellezza. Si potrà scoprire il filo che le lega nel corso delle visite guidate organizzate presso i tre grandi musei della Città di Torino e ispirate dai concerti della Stagione concertistica Memories dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Il sabato precedente il concerto GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica propongono infatti, a rotazione, un ciclo di visite guidate al proprio patrimonio museale.

L’iniziativa è come sempre a cura dei Dipartimenti Educazione della Fondazione Torino Musei con la collaborazione di CoopCulture.

Sabato 8 novembre 2025, ore 16

I cerchi nell’acqua

Per avvicinarsi al concerto per archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino, Palazzo Madama propone una visita guidata alla mostra “Il conte Cozio di Salabue e il mito di Stradivari”: allestita nella Corte Medievale, la mostra presenta venti capolavori tra violini e viole – di cui 12 appartenuti al conte Cozio – attraverso cui sarà possibile conoscere le caratteristiche della liuteria italiana tra Sette e Ottocento e di scoprire il lavoro realizzato dal collezionista, il piemontese Ignazio Alessandro Cozio di Salabue, che acquistò il fondo della bottega di Stradivari e alcuni prestigiosi esemplari di altri maestri, avvicinandosi all’arte della costruzione degli strumenti con atteggiamento moderno e innovativo rispetto alla sua epoca.
Per la prima volta a Torino sarà possibile ammirare il violino Antonio Stradivari costruito a Cremona nel 1718 (che Cozio descrisse nei suoi carteggi) e appartenuto a Giovanni Battista Viotti, e il violino Giuseppe Guarneri “del Gesù” realizzato a Cremona nel 1736, appartenuto a Gaetano Pugnani.

Costo: 7€ per il percorso guidato + biglietto di ingresso (ingresso gratuito al museo con Abbonamento Musei e Torino +Piemonte Card).

Info e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17) – ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

DOMENICA 9 NOVEMBRE

 

Domenica 9 novembre ore 16

SENZA PERDERE IL FILO

MAO – attività per famiglie

L’attività si concentra sulle suggestive opere dell’artista Chiharu Shiota. La scoperta inizia seguendo i fili di lana o di alcantara, tra il vuoto che si fa pieno, l’invisibile che si fa visibile, le relazioni che come i fili creano legami. In questo altalenarsi di sensazioni che si ingarbugliano e si intrecciano come fili, la barca è l’elemento che meglio definisce questo stato d’animo.

In laboratorio, mettendo in campo spirito d’osservazione e abilità manuali, si realizzeranno piccole installazioni costruendo barche in fil di ferro e fili di lana.

Costo €7 a bambino per l’attività; adulti ingresso ridotto mostra, gratuito per i possessori Abbonamento Musei.
Prenotazione obbligatoria maodidattica@fondazionetorinomusei.it – Tel 011-44336927

 

LUNEDI 10 NOVEMBRE

 

Lunedì 10 novembre ore 15.30-17.30

PARCO DEL VALENTINO

Palazzo Madama – passeggiata botanica

Giardini, parchi, viali raccontati dal punto di vista del verde e in particolare del ricco patrimonio arboreo nelle aree più amate della nostra città. Riconoscere un albero, comprenderne la storia sia botanica che culturale e infine apprezzarne il valore estetico e paesaggistico in ambito urbano. Attraverso le passeggiate impareremo a metterci nei panni dei nostri alberi per tutelare e curare al meglio la loro crescita.

I colori autunnali, il fiume, il fascino di un parco romantico e all’inglese ci portano in una dimensione differente dove la città fa da contorno a un polmone verde e vitale ricco di storia e fascino. Passeggiata dall’arco monumentale di Corso Vittorio fino al Borgo Medievale.

Costi: 10 € (5 € Abbonamento musei) – pagamento anticipato

Info e prenotazioni: tel. 011 4429629; e-mail: madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

Prenotazione obbligatoria. Il punto di ritrovo verrà di volta in volta comunicato ai partecipanti

 

 


Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO
a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

 

Apre la RSA “Parco Dora” a Collegno

Apre ufficialmente la RSA “Parco Dora” a Collegno, nuova struttura residenziale dedicata all’assistenza degli anziani non autosufficienti, realizzata e gestita da 3A MILANO S.r.l., realtà parte del Gruppo Sereni Orizzonti, attiva da anni in Italia nel settore socioassistenziale. La residenza, situata nel cuore di Collegno, offre 120 posti letto convenzionati con l’ASL TO3; dotata di spazi moderni, confortevoli e progettati secondo i più elevati standard di qualità, la struttura rappresenta una nuova risposta al crescente bisogno di servizi per la terza età, nel rispetto della dignità e della storia di ogni persona accolta.

La RSA Parco Dora si distingue per un approccio assistenziale centrato sulla persona, ispirato a principi di umanità, personalizzazione, integrazione con il territorio e valorizzazione della relazione con la famiglia. L’équipe multidisciplinare — composta da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, fisioterapisti, educatori e professionisti specializzati — garantisce assistenza sanitaria e supporto 24 ore su 24, programmi riabilitativi individualizzati e attività di animazione e stimolazione cognitiva.

«La nostra missione è far sentire ogni ospite a casa, con la professionalità che merita e l’attenzione che ciascuno di noi vorrebbe per i propri cari» — dichiara il direttore della Residenza Florin Soimu. — «La RSA Parco Dora nasce per offrire non solo assistenza di qualità, ma un luogo di vita, relazione e rispetto, capace di rispondere ai bisogni complessi degli anziani e delle loro famiglie».

«La nostra azienda realizza residenze di qualità, con tutte le innovazioni che la domotica mette a disposizione e con soluzioni a basso impatto ambientale», dichiara Mario Modolo, direttore generale di Sereni Orizzonti. «La struttura in breve tempo si rivelerà una realtà in grado di rispondere alle numerose esigenze del territorio. È un traguardo di cui siamo orgogliosi: operiamo in un settore, la sanità, che gioca un ruolo fondamentale nel nostro paese, come gli ultimi anni ci hanno chiaramente dimostrato. Un sentito ringraziamento va al sindaco di Collegno e a tutta l’amministrazione comunale, per il supporto costante ricevuto in questi anni di progetto.»

«La notizia dell’apertura della nuova RSA Parco Dora per noi è una grande notizia», sottolinea il sindaco di Collegno Matteo Cavallone. «Da una parte aumentano i posti in RSA sul territorio, che è un servizio pubblico, in quanto diversi posti sono convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, molto richiesto da tantissime famiglie in Città, che sono in difficoltà con i propri cari non autosufficienti; dall’altra si insedia sul territorio un’attività sanitaria che creerà diversi posti di lavoro stabili e porterà anche ricchezza sul territorio. Non vediamo l’ora che i lavori per la seconda RSA prevista terminino per poter vedere realizzato l’intero intervento previsto dal Comune incredibilmente importante soprattutto nell’ottica del progressivo invecchiamento della popolazione».

Tra i servizi garantiti, “Parco Dora” metterà a disposizione: assistenza medica e infermieristica continuativa, assistenza alla persona con personale OSS qualificato, fisioterapia e programmi riabilitativi, ma anche attività educative, sociali e ricreative, servizi alberghieri completi. La struttura dispone inoltre di palestra, spazi comuni per la socializzazione, aree verdi, sale ricreative e parrucchiere interno, favorendo benessere e vita comunitaria.

Con questa apertura, 3A MILANO S.r.l. conferma il proprio ruolo attivo nella costruzione di modelli assistenziali innovativi e di partnership pubblico-privato, contribuendo allo sviluppo sociale, sanitario e occupazionale del territorio.

Per informazioni, visite e prenotazioni:

RSA Parco Dora, Via Venaria 32 – Collegno

CS

Gli 8 violoncelli di Torino

Domenica 9 novembre, alle ore 21, il teatro Juvarra ospiterà il concerto “Gli 8 violoncelli di Torino”, conosciuti anche come gli “8 celli”. Un programma accattivante dove i grandi compositori del passato si uniscono ai compositori di oggi. Bach, Verdi, Morricone ed Ezio Bosso saranno interpretati dagli 8 violoncelli di Torino. La passionalità della scrittura musicale, l’intensità, l’ipermelodia e la tradizione lirica saranno gli argomenti di spicco.

Gli 8 violoncelli di Torino nascono nel 2005 dal sogno nel cassetto del maestro Fabrice De Donatis, desideroso di creare un gruppo violoncellistico unico in Italia, con musicisti di consolidata carriera, ma caratterizzato da un legame di amicizia tra gli esecutori.

“Questi artisti – ha espresso la critica in proposito – hanno saputo valorizzare pienamente l’estensione tecnica ed espressiva del violoncello, per formare un gruppo a geometria variabile, capace di rendere la coralità di un’intera orchestra, la sensibilità tonale di un quartetto d’archi e la ritmici sensuale e travolgente di una band sudamericana”.

L’ottetto è stato più volte ospite di festival nazionali e internazionali, come il festival dei Suoni e dei Luoghi, il festival violoncellistico Alfredo Piatti, i Suoni delle Dolomiti, il Festival Violoncelles en Folie e il Festival de Musique de Chambre en Pays de Gex, in Francia, il Rio International Cello Encounter di Rio de Janeiro e molti altri. Dal 2019 gli 8 violoncellista di Torino sono costituiti da dieci elementi che si alternano in modo complementare in attività concertistica del gruppo. Da alcuni anni l’ottetto dedica anche parte delle attività a favore di Associazioni umanitarie con scopi benefici. L’incasso del concerto di domenica 9 novembre sarà destinato al restauro dell’organo a canne, presso la Chiesa dell’Immacolata, nel complesso degli Artigianelli. Tra gli 8 violoncellisti risultano Pier Paolo Toso, Relja Lukic, Francesca Gosio, Claudia Ravetto, Fabrice De Donatis, Alberto Capellaro, Paola Perardi e Giulio Arpinati.

Domenica 9 novembre 2025, alle ore 21, teatro Juvarra, via Juvarra 13, Torino

biglietto: intero 20 euro – ridotto 15 euro

info: teatrojuvarra.it – biglietteria online: Mailticket.it

Mara Martellotta

I prati stabili come risorsa turistica

 SE NE PARLA IL 22 NOVEMBRE A VICO CANAVESE

 

L’agricoltura ha plasmato nei secoli il paesaggio delle Alpi, grazie a pratiche colturali tradizionali, messe in atto con sapienza ed esperienza dalle donne e dagli uomini di montagna. I paesaggi naturali sono quindi diventati in qualche modo un fatto culturale e proprio dalla constatazione del loro valore partirà la riflessione che sabato 22 novembre a Vico Canavese di Valchiusa sarà proposta dal Club Amici di Valchiusella nel corso del convegno sul tema “I prati stabili e i loro prodotti come strumento di promozione della Valchiusella”, organizzato in collaborazione con il DISAFA-Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari e del Dipartimento di Management dell’Università di Torino e con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il convegno è patrocinato dalla Città metropolitana di Torino, che sarà rappresentata dalla Consigliera delegata alle attività produttive, allo sviluppo economico e alla pianificazione strategicaSonia Cambursano. I lavori inizieranno alle 10 nella scuola Giacomo Saudino di via Lime 2 con l’intervento istituzionale del Sindaco di ValchiusaMaurilio Vercellio.

Sarà analizzata la ricaduta turistica che i prati stabili e la produzione zootecnica e casearia che rendono possibile stanno generando nel territorio, con una grande attenzione alla sostenibilità delle attività produttive e della frequentazione turistica. Sono in programma interventi delle imprenditrici Romina e Anna Zucca, dei docenti e studiosi del DISAFA Giampiero Lombardi e Valentina Scariot, di Stefano Duglio del Dipartimento di Management, del cofondatore di Slow Food e docente all’Università di Pollenzo Silvio Barbero, del Presidente della sezione Valchiusella della ColdirettiPierangelo Ughetti, della Consigliera metropolitana Sonia Cambursano, di Nadia Ansaldi e di Elisa Spaziani, funzionarie della Direzione Produzioni Agrarie e Zootecniche della Regione Piemonte.

Monteu da Po, Protezione Civile sovracomunale

 

 

Il Consiglio comunale di Monteu da Po, nella seduta del 3 novembre, ha approvato il Protocollo di Intesa tra i Comuni di Brozolo, Brusasco, Cavagnolo, Lauriano, Monteu da Po e Verrua Savoia per la programmazione e il coordinamento delle attività di Protezione Civile.

L’obiettivo è la creazione di una rete di volontariato sovracomunale che permetta di ottimizzare la gestione delle risorse umane e materiali, condividendo buone pratiche, esperienze e strumenti operativi.

L’esperienza maturata negli ultimi anni durante gli eventi calamitosi ha infatti evidenziato la necessità di un coordinamento più efficace delle risorse disponibili, così da poter impiegare personale, mezzi e attrezzature di un Comune anche nei territori limitrofi. La collaborazione tra enti diventa quindi strategica per garantire un sistema integrato di intervento e beneficiare di sinergie tecniche ed economiche, nel rispetto dell’autonomia dei singoli gruppi comunali di Protezione Civile.

A tal fine, i Comuni si impegnano a migliorare il raccordo organizzativo attraverso un coordinamento operativo sovracomunale, finalizzato al supporto nella gestione delle emergenze e alla programmazione preventiva congiunta.

“Il Gruppo Comunale di Protezione Civile di Monteu da Po, ricostituito lo scorso marzo. poco prima dell’evento alluvionale, rappresenta una risorsa fondamentale per la comunità, non solo in caso di calamità naturali, ma anche per le attività di previsione, prevenzione, formazione e informazione – dichiara il sindaco di Monteu da Po, Elisa Ghion –. Questo Protocollo rafforza la collaborazione tra Comuni e valorizza l’impegno dei volontari, che con dedizione e spirito di servizio rappresentano un punto di riferimento per tutti noi. Il lavoro di squadra è la nostra forza, soprattutto nei momenti di difficoltà”.

L’Assessore alla Protezione Civile, Giuseppe Deluca, aggiunge:
“L’iter burocratico per il riconoscimento ufficiale del Gruppo Comunale di Protezione Civile è ormai concluso: il Gruppo è iscritto nell’Elenco territoriale delle organizzazioni di volontariato di Protezione Civile della Regione Piemonte e fa parte del Coordinamento Territoriale del Volontariato di Protezione Civile di Torino. Con questa formalizzazione, Monteu da Po entra pienamente nella rete regionale e potrà operare in modo coordinato ed efficace sul territorio”.

Il Comune di Monteu da Po rinnova il proprio impegno per la sicurezza della comunità e invita tutti i cittadini a partecipare attivamente: le adesioni per entrare a far parte del Gruppo Comunale di Protezione Civile sono sempre aperte.

Chi desidera diventare volontario può trovare tutte le informazioni e i moduli di iscrizione sul sito istituzionale www.comune.monteudapo.to.it, oppure rivolgersi agli Uffici Comunali o contattare il numero 011 9187813.

 

 

 

Nella foto alcuni membri del Gruppo comunale di Protezione Civile di Monteu da Po con il sindaco Elisa Ghion e l’assessore Giuseppe Deluca