ilTorinese

Investito ragazzino di 11 anni: è al Cto in codice rosso

Ieri sera, in via Moncenisio (ex statale 24) ad Avigliana, si è verificato un investimento stradale. Un bambino di 11 anni è stato colpito da un’auto mentre attraversava la carreggiata, finendo a terra dopo l’urto. Il conducente del veicolo si è fermato immediatamente per prestare aiuto e ha allertato i soccorsi.

Sul luogo dell’incidente sono arrivati in breve tempo i sanitari del 118 di Azienda Zero, intervenuti con due ambulanze e l’elisoccorso. Proprio quest’ultimo ha trasportato il ragazzo, in codice rosso, all’ospedale Cto di Torino, dove è stato affidato alle cure dei medici.

Frecciarossa Final Eight, già venduti oltre 30mila biglietti

Si è svolta al Circolo dei Lettori di Torino la conferenza stampa di presentazione della Frecciarossa Final Eight 2026 presented by Unipol, in programma dal 18 al 22 febbraio all’Inalpi Arena e che vedrà Virtus Olidata Bologna, Germani Brescia, EA7 Emporio Armani Milano, Umana Reyer Venezia, Bertram Derthona Tortona, Pallacanestro Trieste, APU Old Wild West Udine e Guerri Napoli contendersi la 50° Coppa Italia della storia.

L’evento è realizzato con il supporto della Regione Piemonte, della Città di Torino, della Camera di commercio di Torino e il coinvolgimento della FIP Piemonte.

La conferenza stampa è stata aperta dal Presidente LBA Maurizio Gherardini, sottolineando che sinora sono già stati venduti oltre 30.000 biglietti: “La Frecciarossa Final Eight è soprattutto una festa per il nostro sport, un momento in cui abbiamo la possibilità di goderci la competizione con quelle che sono state al momento le migliori squadre del campionato. Negli scorsi anni abbiamo visto come l’evento sia stato un successo, abbiamo avuto la testimonianza della fama del basket in questo territorio e siamo certi che anche quest’anno manterremo lo stesso seguito. Grazie all’aiuto, che abbiamo percepito sin dal primo giorno, dalle Istituzioni del territorio, che hanno già riscontrato negli scorsi anni come l’evento sia particolarmente rilevante anche a livelli di indotto economico. Siamo molto curiosi di vedere poi le sfide sul parquet di un torneo imprevedibile, con partite senza domani, e di vedere all’opera anche i talenti delle formazioni della IBSA NextGen Cup”.

ACQUISTA QUI I BIGLIETTI E GLI ABBONAMENTI PER VIVERE LA FRECCIAROSSA FINAL EIGHT 2026 ALL’INALPI ARENA

Il Presidente Gherardini ha fatto anche un punto della situazione dopo oltre 100 giorni a capo della LBA: “Sono convinto che il basket italiano abbia grande potenziale e dobbiamo continuare a crescere. L’obiettivo futuro che dobbiamo avere? Direi un sistema che parli più spesso di sostenibilità, che si focalizzi di più sul miglioramento delle strutture, perché solo migliorando le strutture dei singoli Club si può aiutare tutto il movimento ad alzare il proprio livello”.

Su questo tema si è espresso anche l’Executive Advisor, Andrea Bargnani: “La sostenibilità economica è un obiettivo principale per tutto lo sport in generale. Dobbiamo essere in grado di creare un valore economico a livello sportivo e poi di reinvestirlo sempre all’interno del nostro mondo. Dobbiamo assicurarci, inoltre, che quegli investimenti siano frutto del lavoro, del valore che riusciamo a creare come un movimento sportivo. Anche a livello delle Istituzioni, c’è bisogno di agevolazioni, incentivi e di una semplificazione delle procedure burocratiche per aiutare le Società e i Club a fare questi importanti investimenti in grado di creare vantaggi economici e sociali per tutti gli stakeholders”.

A TORINO ANCHE LA FASE FINALE DELLA IBSA NEXTGEN CUP 2025/26. BARGNANI: “UNA GRANDE VETRINA PER I NOSTRI GIOVANI TALENTI”

La Fase Finale a eliminazione diretta della IBSA NextGen Cup 2025/26, come novità di questa stagione, tornerà all’interno del grande evento della Frecciarossa Final Eight 2026 a Torino: giovedì 19 febbraio si disputeranno i quarti di finale al PalaSermig mentre venerdì 20 e sabato 21 febbraio nel grande palcoscenico dell’Inalpi Arena sono in programma rispettivamente le semifinali (alle 15.30 e alle 17.30) e la finale (alle 13.30)L’accesso per le partite della IBSA NextGen Cup è totalmente gratuito.

Anche la Fase Finale del torneo che vede coinvolte le formazioni Under 19 dei Club di Serie A, così come la Frecciarossa Final Eight 2026, è realizzata con il supporto della Regione Piemonte, della Città di Torino, della Camera di commercio di Torino e il coinvolgimento della FIP Piemonte.

Nella Fase Finale della IBSA NextGen Cup 2025/26, oltre a una serie di regole già sperimentate nella Fase a Gironi, sarà nuovamente applicata la regola del Target Score. Alla prima palla morta una volta entrati negli ultimi quattro minuti dell’ultimo periodo, al punteggio della squadra in vantaggio verranno aggiunti 8 punti: il totale così ottenuto diventerà il punteggio obiettivo da raggiungere o superare per vincere la partita, valido per entrambe le squadre. Da quel momento in poi il tempo di gioco residuo verrà azzerato e la gara proseguirà utilizzando esclusivamente il cronometro dei 24 secondi. Esempio: Alla prima palla morta sotto i 4 minuti il punteggio è 78-82. Il Target Score sarà fissato a 90 punti: vincerà la squadra che per prima raggiungerà o supererà tale quota.

Organizzata dalla Lega Basket in sinergia con la Federazione Italiana Pallacanestro, la manifestazione ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere i settori giovanili dei Club di Serie A, formando i campioni di domani, offrendo opportunità di crescita professionale agli staff tecnici e sostenendo i giovani arbitri emergenti.

Tutte le partite della IBSA NextGen Cup sono visibili gratuitamente (previa registrazione) su LBATV.

“Questa è una grande vetrina e opportunità per tutti i ragazzi – ha dichiarato Andrea Bargnani – . La IBSA NextGen Cup è un grande asset a cui teniamo tantissimo e che sta riscuotendo veramente un grandissimo successo sia a livello di audience, sia a livello di partecipazione al vivo. Con il discorso del NIL e dell’importanza che avranno sempre più i college americani nel reclutare i nostri talenti, le competizioni come la IBSA NextGen Cup 2025/26 avranno una rilevanza sempre maggiore”.

LBA SHOWTIME GAME

Venerdì 20 febbraio, a seguire delle semifinali della IBSA NextGen Cup 2025/26 e con accesso gratuito all’Inalpi Arena, si terrà l’LBA Showtime Game, una partita che vedrà coinvolti giocatori che hanno fatto la storia della nostra pallacanestro e personaggi del mondo della comunicazione digitale: “Questa è una sfida che vedrà protagonisti tantissimi talenti dello sport e grandi volti dello spettacolo – ha dichiarato Andrea Bargnani -. Grazie anche al contributo di Gianluca Gazzoli, recentemente entrato nella famiglia di LBA come Strategic Media Advisor, stiamo plasmando questo evento che cercherà di ricalcare lo spettacolo a 360° in grado di offrire la NBA con il suo All-Star Game, con tante piccole e grandi iniziative attorno alla manifestazione sportiva”.

RINNOVATA LA COLLABORAZIONE CON IL MINISTRO PER LO SPORT E I GIOVANI

Anche per l’edizione 2026 della Final Eight, si rinnova la collaborazione con il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, dedicando uno spazio nel Foyer dell’Inalpi Arena di Torino per la diffusione di una serie di attività extracampo come la promozione della Carta Giovani Nazionale, una serie di talk informativi e altre iniziative che si integrano con le attività sportive e di engagement della Final Eight che in questa edizione ospiterà la Fase Finale della IBSA NextGen Cup, il torneo Under 19 delle compagini di Serie A, a riprova della forte attenzione verso il movimento giovanile. La collaborazione con Lega Basket Serie A è fondata sull’importanza dello sport come pratica essenziale per il benessere psicofisico legato ad un corretto stile di vita e strumento fondamentale per favorire la crescita individuale e sociale dei giovani studenti. Difatti anche per quest’anno alcune scuole del Piemonte saranno chiamate ad interagire con l’evento tramite una serie di incontri tematici sul filone del progetto “Scuola di Tifo”. Inoltre, sarà rinnovata anche quest’anno sui campi previsti nel foyer, le gare di Baskin, ossia “Basket Integrato” dove ragazzi e ragazze, disabili e normodotati protagonisti in un raro esempio di vera integrazione che in questi anni ha compiuto passi da gigante a livello diffusione.

Stalking e violenze ripetute all’ex compagna: arrestato 31enne

Aveva compiuto atti persecutori e violenze nei confronti dell’ex compagna: arrestato un 31enne di origine rumena. È successo lo scorso 7 febbraio a Lanzo Torinese. L’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione, e ha messo in atto episodi che hanno portato alla custodia cautelare.

Tra questi, lo scorso 31 gennaio si era intrufolato in casa della donna mentre dormiva con la figlia, l’ha picchiata, minacciata con un coltello e prima di andarsene le ha vandalizzato l’auto. Il giorno dopo l’ha pedinata fino a un bar di Ciriè, dove i carabinieri sono intervenuti bloccandolo sul posto. Intanto, sui social si vantava di sfuggire alla giustizia, fino all’arresto dei carabinieri della compagnia di Venaria.

VI.G

La “Chirurgia dell’Anima” di  Luca Spaziante

In Senato presentata una nuova visione della Chirurgia Plastica che valorizza l’identità

“Chirurgia dell’Anima: oltre la forma, verso l’essenza” è il titolo del volume scritto dal noto chirurgo plastico torinese Luca Spaziante, che verrà presentato a Roma, a Palazzo Madama, nella sala Caduti di Nassirya, mercoledì 11 febbraio alle ore 18. L’evento, a cui parteciperanno importanti ospiti, è stato promosso dalla senatrice Paola Ambrogio, da sempre attenta ai tema della sanità locale e nazionale e sarà organizzato da Radio Parlamentare – Percorso Consapevole.

Il dottor Luca Spaziante è  Dirigente Medico presso La SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva della Salute e della Scienza di Torino, Coordinatore degli Ambulatori di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso GVM Clinica Santa Caterina, Direttore Scientifico di Art Beauty Clinic e Membro del Comitato Tecnico Scientifico di ACTO Piemonte. Presenterà il volume “Chirurgia dell’Anima: oltre la forma, verso l’essenza”, un testo che si discosta dal formato del manuale tecnico per proporre una narrazione in cui medicina, arte e filosofia sono accostate.
Cuore del volume è rappresentato da un ‘idea controcorrente nell’era dei filtri, dei social e delle mistificazioni digitali, vale a dire la bellezza intesa non come artificio, ma come ritorno alla vera essenza umana.
Attraverso riflessioni, aneddoti e storie di pazienti, il dottor Spaziante descrive un approccio alla chirurgia plastica che “ non stravolge, ma restituisce, non cancella, ma ricuce” e che legge proporzioni, armonia e naturalezza quali “firma invisibile” di ogni trasformazione.
La medicina è strettamente legata all’arte e all’armonia delle proporzioni, la prima si focalizza sul corpo, la seconda sulle immagini e i simboli, mentre la filosofia si pone domande che non si lasciano limitare dalla diagnosi.

All’evento di presentazione, dopo i saluti Istituzionali della Senatrice Paola Ambrogio,  parteciperanno anche il Direttore Generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida; il Prof. Maurizio Pompili, Direttore UOC di Psichiatria AOU Sant’Andrea di Roma; la Dott.ssa Elisa Picardo, Presidente ACTO Piemonte e ginecologa AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, oltre al Prof. Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO. Moderatrice Cristina Del Tutto, Direttore di Radio Parlamentare.

Mara Martellotta

“Racconti di cambiamenti”. Percorsi di dialogo, esperienze e cittadinanza

Rivolti a giovani, “con” o “senza” disabilità under 35, negli spazi di “Open – Fondazione Time2”

Da mercoledì 11 febbraio a mercoledì 23 settembre

In totale, 13 incontri mensili programmati nell’arco di otto mesi. L’idea è quella di creare una sorta di “laboratorio civico e relazionale”, con l’obiettivo di “favorire il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni sui temi di maggiore attualità sociale, culturale e politica”.

A dirla tutta è già lo stesso titolo, “Racconti di cambiamenti”, rassegna oggi al via e inserita all’interno del più ampio programma “Cambiamenti”, avviato nel 2023 da “Fondazione Time2” (Fondazione nata nel 2019 su iniziativa di Antonella e Manuela Lavazza, per affiancare “persone con disabilità” nel passaggio all’età adulta e nel costruire il proprio futuro su basi di uguaglianza e pari opportunità) per accompagnare progetti capaci di trasformare i contesti di vita, rendendoli più accessibili, inclusivi e partecipativi per le persone “con disabilità”. Il tutto attraverso “pratiche concrete”, cui hanno prestato sostegno numerosi enti e associazioni locali, a partire dal “Comune di Torino” alla “Fondazione Sandretto Re Rebaudengo” all’“Istituto dei Sordi” fino al “CPD – Consulta per le Persone con Disabilità”, solo per citarne alcune.

L’esperienza condivisa, la parola, il confronto e l’ascolto fra mediatori e partecipanti, rappresentano nel concreto il “cuore del percorso”. Un dialogo costruttivo e creativo cui si affiancherà, in occasione di ogni appuntamento, la collaborazione con “Hangar Piemonte”, agenzia per le trasformazioni culturali della “Regione Piemonte”: ogni incontro vedrà, infatti, la partecipazione dei progetti culturali del suo “ecosistema”, chiamati a intervenire sui temi della rassegna.

Ma quale, nello specifico, la struttura degli incontri? “Ogni incontro – sottolineano gli organizzatori – sarà dedicato a un tema di forte attualità e rilevanza pubblica, scelto per la sua capacità di generare riflessione e confronto. La chiave di lettura costante dei diversi temi è quella dell’accessibilità, e per questo per ciascun ambito tematico sarà coinvolto almeno un progetto della ‘rete Cambiamenti’ che, attraverso le proprie azioni, ha contribuito a rendere più accessibili e inclusivi i contesti di riferimento, traducendo in pratiche concrete i principi di trasformazione e inclusione”.

Gli appuntamenti si terranno nella sede torinese di “Open – Fondazione Time2”in corso Stati Uniti 62/B e seguiranno una formula condivisa, adattata di volta in volta al tema affrontato. L’incontro si aprirà con un “momento introduttivo” teso a permettere di entrare nel tema; seguirà il “cerchio di parola”, uno spazio partecipato di confronto e ascolto reciproco. Il dialogo verrà, inoltre, arricchito dal contributo di persone attiviste, del mondo dell’associazionismo e della ricerca, insieme a “Fondazione Time2” e alla rete di “Hangar Piemonte”. Parteciperà agli incontri anche la “Libreria Binaria” di via Sestriere che proporrà consigli di lettura coerenti con il tema dell’incontro.

Ogni appuntamento si concluderà con una fase di “decompressione creativa”, pensata come un momento di svago o un gesto simbolico in grado di tradurre il tema in un’esperienza condivisa.

Il via, come detto, mercoledì 11 febbraio alle 18: il primo appuntamento è dedicato all’ “educazione affettiva” e alla “sessualità positiva e consapevole”. Partecipano al “cerchio di parola” “My Safe Space APS”, associazione composta da professionistə della salute mentale, “Associazione Verba” e “Aps Me.dea” di “Io sono Unica”, il progetto “Cambiamenti” che ha lavorato sull’accessibilità del “Centro Antiviolenza” di Alessandria e Casale Monferrato e sulla consapevolezza sulla violenza di genere delle “donne con disabilità”.

Dell’ecosistema di “Hangar Piemonte” partecipa “Social Community Theatre” con l’esperienza di “OnStage+”, progetto interattivo di teatro sociale e di comunità creato per contrastare le discriminazioni “LGBTQIA+”.

Si ricorda che la partecipazione a tutti gli incontri è libera. Tutti gli eventi saranno inoltre progettati con particolare attenzione all’accessibilità: per questo, è prevista la trascrizione automatica degli interventi, l’utilizzo di testi semplificati, la possibilità di richiedere la presenza di un “interprete LIS” e la predisposizione di uno spazio tranquillo, protetto da stimoli esterni e dotato di “stimming toys”.

Per info sul programma nel dettaglio: www.open.fondazionetime2.it

G.m.

Nelle foto: “Open – Fondazione Time2”, immagini di repertorio

Abitare le città universitarie

Al Politecnico di Torino un dibattito nazionale su politiche, pratiche e geografie
                                    
Analisi, riflessioni e confronti – a partire da una nuova ricerca sull’abitare studentesco – in un incontro con i Rettori di Politecnico di Torino,
Università degli Studi di Milano-Bicocca e Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, insieme al Prorettore dell’Università degli Studi di Padova, e
i rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel dibattito su scala nazionale
 
 

L’internazionalizzazione degli atenei e l’aumento della popolazione studentesca incidono sia sui processi di rigenerazione urbana, tramite investimenti e trasformazioni fisiche, sia sul mercato dell’abitare, sempre più sotto pressione per la domanda di alloggi studenteschi e la competizione con altre forme di residenzialità. In questo quadro, l’abitare è assunto come chiave di lettura per comprendere dinamiche urbane più ampie e le condizioni di una popolazione studentesca articolata.
Venerdì 6 febbraio il Politecnico di Torino ha organizzato un incontro al Castello del Valentino per discutere su queste tematiche di stringente attualità con Marco OrlandiRettore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Giovanni Molari, Rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e Carlo Pellegrino, Prorettore con delega all’Edilizia dell’Università degli Studi di Padova, che hanno dialogato con il Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati.
A fornire gli spunti di riflessione, lo svolgimento della ricerca biennale sull’abitare studentesco nel contesto delle trasformazioni urbane legate al ruolo crescente delle università. Il quadro di riferimento è il progetto PRIN PNRR 2022 LINUS – Living the University City: Student Housing as Driver of Changes, coordinato da Loris Servillo, docente presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST e Coordinatore del Centro Interdipartimentale FULL-Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino, che ha coinvolto gruppi di ricerca nelle quattro città universitarie del Nord Italia analizzate – Bologna, Milano, Padova e Torino – attraverso appunto l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Milano-Bicocca, Padova e il Politecnico di Torino.
“Oggi l’abitare per gli studenti universitari necessita di un progetto che osservi due scale. La prima è di tipo programmatorio, perché sono necessari interventi strutturali che rendano le residenze universitarie un elemento chiave per l’attrattività degli studenti fuori sede e internazionali. La programmazione degli investimenti e della costruzione delle opere necessita dei fisiologici tempi autorizzativi e realizzativi, come dimostrano tra l’altro le applicazioni dei bandi ministeriali, e questo ha bisogno della consapevole pazienza tipica di una policy di medio-lungo periodo. L’altra dimensione invece è posizionata sulla scala del breve periodo e riguarda l’integrazione della residenzialità con i servizi necessari per animare la vita universitaria. La combinazione di una strategia che coniughi questi due aspetti è fondamentale e significa farli confluire in un’offerta omogenea”, ha commentato Stefano Corgnati, Rettore del Politecnico di Torino e Presidente della Commissione paritetica alloggi e residenze per studenti universitari del Ministero dell’Università e della Ricerca.
“L’abitare studentesco è una componente essenziale del diritto allo studio, perché incide direttamente sulla qualità dell’esperienza formativa: l’università è infatti anche uno spazio di relazioni, integrazione e crescita, che va vissuto pienamente – ha spiegato Marco Orlandi, Rettore dell’Università di Milano-Bicocca – Milano è a tutti gli effetti una città universitaria con oltre 214.000 studenti, ma è segnata da una carenza strutturale di alloggi sostenibili. Come atenei pubblici abbiamo dunque la responsabilità di promuovere residenze a prezzi accessibili e di qualità: non semplici dormitori, ma luoghi di vita comunitaria, integrati nei quartieri cittadini. Per farlo dobbiamo poggiare le nostre scelte su dati solidi, su un monitoraggio sistemico della condizione abitativa e su occasioni di confronto tra atenei, come questo convegno a Torino. È su queste basi che, all’Università di Milano-Bicocca, è stata istituita una delega specifica all’abitare studentesco”.

“La vita universitaria è fatta di incontri, di relazioni, di interazioni: rafforzare questo contesto significa anche un impegno profondo sui temi dell’abitare studentesco – ha dichiarato Giovanni Molari, Rettore dell’Università di Bologna – Per questo è necessario che il sistema universitario, le politiche urbane e la popolazione studentesca interagiscano nella definizione di traiettorie abitative condivise. L’Università di Bologna è fortemente impegnata su questo fronte, in collaborazione con le realtà pubbliche e private, non solo per ampliare l’offerta di alloggi, migliorarne la qualità e garantirne l’effettiva accessibilità, ma anche per potenziare i servizi finalizzati a facilitare la ricerca dell’alloggio e per rendere più sostenibili i costi degli affitti per studentesse e studenti fuori sede”.
“L’Università di Padova conta all’incirca 75000 studenti iscritti, in aumento negli ultimi anni, che contribuiscono in maniera decisiva a caratterizzare Padova come città universitaria – ha dichiarato Carlo Pellegrino, Prorettore con delega all’Edilizia dell’Università di Padova – L’Ateneo, in sinergia con gli altri Enti del territorio, sta lavorando per migliorare le condizioni di studio dei propri studenti riqualificando alcune aree dismesse e rifunzionalizzando gli edifici universitari con interventi edilizi inclusivi e sostenibili che hanno anche l’obiettivo di incrementare l’offerta di alloggi pubblici per gli studenti. Si tratta principalmente di interventi senza consumo di suolo su immobili esistenti che permetteranno progressivamente di dare un contributo significativo in questo contesto”.
A seguire, in una seconda tavola rotonda, il confronto ha riguardato rappresentanti degli altri player nazionali interessati all’articolato tema dell’abitare universitario, con ricadute territoriali e nazionali di grande impatto sociale ed economico: Alberto Felice De Toni (Sindaco di Udine e Delegato per Università e Ricerca di ANCI), Manuela Manenti, (Commissaria straordinaria per gli alloggi universitari del Ministero dell’Università e della Ricerca), Silvia Mugnano (Delegata del Rettore sull’Abitare Studentesco dell’Università degli Studi di Milano Bicocca) e Anna Ricevuto (Esecutivo nazionale UDU Unione degli Universitari con delega alle politiche abitative).
 
 
Il progetto biennale “LINUS – Living the university city. Student housing as drivers of changes”, partito a novembre 2023, rientra tra i progetti PRIN 2022 PNRR finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Le Unità di Ricerca coinvolte appartengono a settori disciplinari diversi (geografia, sociologia, urbanistica) e afferiscono all’Università Statale di Milano Bicocca, l’Università di Bologna, all’Università di Padova e al Politecnico di Torino (coordinamento). Il progetto appartiene all’Emerging Topic della Call “Human well-being”, Cluster 2, e sviluppa la sua agenda di ricerca nel Topic 6, per il quale sono in gioco la sostenibilità sociale e i suoi driver. La sfida del progetto è stata quella di considerare le dinamiche abitative studentesche come chiave di lettura e motori di trasformazioni urbane che sfidano la sostenibilità sociale e stressano i sistemi urbani ed abitativi. Il tema dell’abitare studentesco rimanda infatti ad alcune delle sfide più pressanti delle città contemporanee: come strutturare la città per le molte popolazioni urbane e temporanee che le attraversano, come gestire le dinamiche trasformative indotte da queste popolazioni, e come garantire una integrale condizione di cittadinanza, che ha nell’accesso ad una casa dignitosa e abbordabile un principio di giustizia sociale. L’agenda di ricerca di LINUS indaga, quindi, le dinamiche abitative studentesche in quattro città (Bologna, Milano, Padova, Torino) caratterizzate dalla crescente presenza di studenti fuori-sede e internazionali e dalle necessità nel trovare condizioni abitative adeguate sia per studenti che per residenti.

Dal partito dei lavoratori di Berlinguer ai lavoratori senza partito?

Mercoledì 11 febbraio ore 17.00 Museo Ettore Fico MEF via Cigna 114

Pier Luigi Bersani

Dal partito dei lavoratori di Berlinguer ai lavoratori senza partito?

modera Carmine Festa
caporedattore de «Il Corriere della Sera Torino»

giovedì 12 febbraio ore 17.00

Andrea Orlando, Marco Revelli,
Chiara Appendino, Filippo Barbera, Gavino Angius

La crisi del sistema politico. Dall’intervista a Scalfari del 1981 al populismo di oggi

modera Andrea Malaguti
direttore de «La Stampa Torino»

sabato 14 febbraio ore 17.00

Rocco Larizza, Antonio Giallara,
Julia Vermena, Nina Leone

Gli operai di Berlinguer in dialogo con Niccolò Zancan

domenica 15 febbraio ore 17.00

Federico Fornaro, Cecilia Guerra, Igor Piotto,
Gregorio Sorgonà, Laura Pennacchi

La democrazia economica nella proposta del PCI,

quali interrogativi per il presente

Stefania Bertola e l’arte di ricominciare (con grazia)

TORINO TRA LE RIGHE

C’è qualcosa di profondamente rassicurante nel tornare a leggere Stefania Bertola. Come ritrovare una voce familiare che sa far sorridere senza banalizzare, che racconta il caos della vita con leggerezza intelligente e uno sguardo ironico capace, però, di restare ostinatamente fiducioso.
La rosa e la spina conferma tutto questo: una commedia raffinata e spumeggiante che, dietro l’apparente leggerezza, parla di resilienza, di seconde possibilità e dell’arte – sottile e faticosa – di andare avanti.
La protagonista, Rosa Soave, ha quasi quarant’anni, un figlio, un ex marito che l’ha lasciata il giorno di Natale e un quaderno Pigna che diventa confidente, scatola nera delle emozioni e luogo di sfogo. Intorno a lei ruota un piccolo universo umano fatto di cognate eco-bio fin troppo presenti, maestre creative, colleghi affascinanti e pasticcioni, famiglie ingombranti e una galleria di personaggi che sembrano danzare in equilibrio precario tra affetto e fastidio. Rosa, però, ha una certezza granitica: con l’amore ha chiuso per sempre.
Almeno fino a quando dal passato riemerge Doralice Spina, la “miglior nemica” dei tempi del liceo, incarnazione perfetta di quella spina che, inevitabilmente, accompagna ogni rosa. Seducente, manipolatrice, pronta a rovinare vite con disinvoltura, Doralice diventa l’antagonista ideale in una storia che mescola commedia sentimentale e osservazione acuta delle dinamiche relazionali. E quando a perdere la testa per lei è proprio Claudio, il direttore del supplemento letterario per cui Rosa lavora, restare a guardare diventa impossibile.
Bertola maneggia il suo registro narrativo con una sicurezza che deriva da anni di mestiere: realismo e tenerezza convivono in perfetto equilibrio. Non c’è spazio per melodrammi eccessivi né per idealizzazioni forzate. Le situazioni più assurde – un abbandono natalizio, una cognata che controlla la raccolta differenziata, un corso di danze irlandesi come tentativo di rimettere ordine nella vita – vengono raccontate con una lucidità ironica che si traduce in una comicità disincantata e spesso autoironica, soprattutto nei pensieri affidati al quaderno Pigna.
La forza della scrittura di Bertola sta proprio qui: non giudica le debolezze dei suoi personaggi, le espone con un sorriso sardonico, invitando il lettore a riconoscersi nelle loro imperfezioni. È una leggerezza che non scivola mai nella superficialità, perché sotto l’umorismo resta una profonda tenerezza. Anche i personaggi più stereotipati o eccentrici sono trattati con un’umanità palpabile, come se l’autrice volesse ricordarci che tutti, in fondo, stiamo solo cercando un modo dignitoso di tenere insieme i pezzi.
Non è un caso che Stefania Bertola venga spesso definita la “Sophie Kinsella italiana”. Non solo per una parentela di genere o per il suo ruolo di traduttrice degli ultimi romanzi della scrittrice inglese, ma per la capacità condivisa di far sorridere e, allo stesso tempo, toccare corde più profonde. Nei suoi romanzi c’è sempre qualcosa che va oltre l’apparente frivolezza: una malinconia gentile, una consapevolezza del tempo che passa, un invito a ricominciare anche quando sembra tardi.
La rosa e la spina si legge con piacere, trascina in un vortice di vita e colpi di scena, e regala ore di autentico intrattenimento. Se un piccolo rammarico si può esprimere, riguarda forse il finale: coerente con il ritmo brillante della storia, ma così rapido da lasciare il desiderio di restare ancora un po’ con questi personaggi, di vedere le tessere del puzzle andare a posto sotto i nostri occhi. Più che un difetto, però, è il segno di un legame riuscito tra lettore e storia.
Torinese di nascita, con un passato all’Einaudi e una carriera che spazia tra narrativa, radio, televisione e sceneggiatura, Stefania Bertola resta una delle voci più riconoscibili e amate del romanzo rosa italiano. Con La rosa e la spina ci ricorda che, a volte, non esistono soluzioni miracolose: bisogna solo prendere fiato, sorridere delle proprie disgrazie e inventarsi, con grazia, una nuova normalità.
MARZIA ESTINI

“Ritmi di Solidarietà – Una notte per le Donne”

Il ricavato dello spettacolo, in scena mercoledì 11 febbraio alle 21 presso le Fonderie Limone, sosterrà il progetto “Protezione Famiglie Fragili Oncologiche”

Il palcoscenico delle Fonderie Limone si illumina per un evento che unisce arte, impegno civile e speranza: mercoledì 11 febbraio alle 21 infatti, andrà in scena “Ritmi di Solidarietà – Una notte per le Donne”, una serata di danza, passione e sensibilizzazione dedicata alla memoria di Cristina Golin, coreografa recentemente scomparsa e autrice, tra l’altro, della coreografia del video promozionale delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

L’evento, quindi, vuole essere non solo un omaggio artistico, ma anche un momento di profonda riflessione e un omaggio alla coreografa torinese. L’iniziativa sottolinea la missione del Comune di Moncalieri, da sempre aperto e pronto ad accogliere eventi che mettano al centro la comunità e il suo benessere collettivo.

Proprio su impulso dell’amministrazione comunale è nata la preziosa rete tra le associazioni coinvolte: Andos, Donna Tea, VITA, in collaborazione con Eclectica e Adriana Cava Dance Company. Grazie al contributo del Comune di Moncalieri e di Vol.To, dimostra come la collaborazione sia la chiave per sostenere i più fragili.

Un sostegno concreto alle famiglie, dove l’intero ricavato della serata sarà devoluto al progetto “Protezione Famiglie Fragili Oncologiche”, un’iniziativa fondamentale per offrire supporto ai nuclei familiari che affrontano la sfida della malattia in condizioni di fragilità.

Il pubblico sarà accolto con un cocktail di benvenuto curato e offerto dall’osteria La Cadrega, un gesto di ospitalità per iniziare insieme una serata all’insegna della condivisione. La Presidente di Andos Torino, Fulvia Pedani, desidera esprimere un profondo ringraziamento al sindaco di Moncalieri Paolo Montagna e a tutta l’amministrazione comunale, per «aver accolto con estrema sensibilità la nostra proposta».

E ancora, la presidente rimarca come «il sostegno del Comune non è stato solo formale: la decisione di concederci gratuitamente il Teatro Fonderie Limone rappresenta un atto di generosità concreto che ci permette di destinare ogni singolo euro raccolto direttamente al nostro progetto comune con le associazioni. Un ringraziamento speciale va anche a Vol.To, il cui prezioso contributo per la copertura di una parte dei costi del service è stato fondamentale per la riuscita dell’iniziativa. L’evento è la dimostrazione di come la collaborazione sinergica tra associazioni, enti del terzo settore e istituzioni possa generare un impatto reale e tangibile sul territorio».

L’iniziativa gode, oltre al patrocinio e contributo del Comune di Moncalieri e Vol.To, anche dei patrocini gratuiti del Consiglio Regionale del Piemonte, della Consulta Regionale Femminile e degli Stati Generali Prevenzione e Benessere, Azienda Zero e della Rete Oncologica.

Nella prima parte della serata dal titolo “Note d’autore” si esibirà la Compagnia Adriana Cava Dance Company. L’elemento principale sarà la scelta accurata di brani musicali di autori di qualità italiani e stranieri. La danza e la musica daranno vita a coreografie ricche di emozioni, di passione, di gioia e di spiritualità, che metteranno in risalto l’armonia dei corpi in movimento dei danzatori della Compagnia, con elementi di grande valore artistico ed espressivo.

Nella seconda parte della serata, Eclectica presenterà lo spettacolo “Orlando”, che racconta il viaggio di una protagonista condizionata da un contesto storico e da rigide norme di genere. Attraverso una trasformazione continua — da uomo a donna e da donna a uomo — Orlando attraversa il tempo, l’amore e la solitudine per emanciparsi dai ruoli imposti e affermare la propria libertà. La metamorfosi diventa così metafora della fluidità dell’identità, del cambiamento e della possibilità di essere, oltre ogni definizione sociale.

È possibile prenotare la partecipazione all’evento e sostenere il progetto con un’offerta minima consigliata di 15€.

Per informazioni è possibile telefonare ai numeri 375/8515743 oppure 329/7728192, o ancora scrivere una mail ai seguenti indirizzi: segreteria@andosonlustorino.it oppure info@adrianacava.it.

Il Giorno del Ricordo, un dovere celebrarlo

/

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il Giorno del ricordo che venne istituito nel 2004 con legge votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano e con il voto del PDS e il sostegno di Luciano Violante, sara’ celebrato in modo solenne dall’ANVGD e dal Comune di Torino. Il Giorno del ricordo si tiene il 10 febbraio, anniversario del Trattato di pace che tolse all’Italia le terre del confine orientale: Istria, Dalmazia, Venezia Giulia, Fiume. Esso intende ricordare gli infoibati italiani da parte dei partigiani di Tito e l’esodo a cui furono costretti oltre 300mila Italiani per sfuggire alla furia titina.
La Jugoslavia si rivelò un regime totalitario e sanguinario, anche se il distacco di Tito da Stalin la portò ad essere considerata un paese “normale” da tanti stati democratici mondiali e perfino dalla stessa Repubblica italiana che nel 1975 firmo’ il Trattato di Osimo che comporto’ la definitiva cessione di altri territori italiani a Belgrado. Va ricordato in questo contesto come fu difficile e ritardato al 1954 perfino il ritorno di Trieste alla madre patria.
Gli Italiani dell’esodo non furono ben accolti in Italia anche se i profughi si inserirono con il loro duro lavoro nel tessuto italiano,  senza richiedere assistenze di sorta, con una dignità senza confronti, orgogliosi di essere e di rimanere italiani. Le Comunita’ di esuli ancora oggi sono formate da cittadini esemplari e benemeriti. Per decine d’anni in Italia non si parlò di foibe anche da parte degli storici. Solo Gianni Oliva, e in parte minore chi scrive, ruppero il silenzio. Furono per primi gli scrittori Sgorlon e Tomizza a scrivere del dramma del confine orientale.  Oggi c’è la tendenza a tornare indietro, con un revisionismo storico che rasenta il negazionismo e giunge anche al giustificazionismo delle foibe, “naturale reazione slava alla guerra fascista e alle violenze degli italiani contro gli slavi”. Si tratta di una tesi inaccettabile, in primis perché giustifica violenze brutali contro 20 – 30 mila italiani colpevoli solo di essere italiani. L’odio slavo si riversò contro gli Italiani che non erano già tollerati durante la dominazione austriaca che favorì la comunità slava.  In ogni caso giustificare le foibe significa accettare una visione della storia simile a quella di Hegel che la vedeva come un immenso mattatoio in cui la giustizia è una chimera. Le vicende del Confine orientale vanno storicizzate, non dimenticate o stravolte. Questo è il nostro dovere di Italiani e anche di Europei che guardano oltre i confini novecenteschi che grondano di sangue. In questo giorno rendiamo anche onore ai grandi Italiani originari della sponda adriatica: da Niccolò Tommaseo a Guglielmo Oberdan, da Fabio Filzi a Nazario Sauro, da Ottavio Missoni a Enzo Bettiza.