ilTorinese

Il Gianduiotto d’Oro a Emanuele Filiberto di Savoia

Nella serata di giovedì 5 marzo, presso il teatro Juvarra, è andato in scena il quarto appuntamento, dei sette previsti, della rassegna EnjoyBook, promossa da Marco Francia, Maurizio Conti e Cristiana Ferrini. Il talk, dal titolo “Identità reale”, moderato dall’inviato Mediaset Marco Graziano, ha avuto come protagonista il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, che si è raccontato a partire dalla sua gioventù vissuta a Ginevra, in Svizzera, fino a oggi. L’evento ha ottenuto un successo pieno, un teatro sold out e i tanti applausi per il rappresentante di Casa Savoia, che ha saputo contemporaneamente salire sul piedistallo solo con la sua eleganza ed essere estremamente “pop”, popolare nell’accezione migliore del termine, quindi vicino alla gente, ironico, divertente e profondo.

“Sono felicissimo di essere qui con voi – ha raccontato il Principe Emanuele Filiberto di Savoia – a Torino respiro la storia della mia famiglia, anche se non ho mai pensato o sognato di essere Re. Sarebbe stato qualcosa di troppo più grande di me, in più ho vissuto i miei primi trent’anni all’estero, a Ginevra, quindi non ero realmente a contatto con la realtà dell’Italia, non mi vedevo all’interno della storia o della narrazione di Casa Savoia. Quando nel 2002 sono tornato in Italia non è stato facile, il mio cognome era pesante: ricordo che, nell’anno in cui ho partecipato al programma televisivo ‘Ballando con le stelle’, ho ricevuto molti fischi, insulti, pregiudizi, e in seguito è capitato nelle mie visite a Napoli e a Torino. Per fortuna, nel tempo, sono riuscito ad affermarmi più come Emanuele Filiberto che non come discendente di Casa Savoia, anche se inevitabilmente le due componenti coincidono, ma posso affermare, oggi, di essermi ritagliato un mio personalissimo ruolo all’interno della storia italiana e della mia famiglia”.

Personaggio eclettico, il Principe Emanuele Filiberto. Durante la serata, che lo ha visto premiato con il Gianduiotto d’Oro, il prestigioso riconoscimento assegnato all’interno della rassegna EnjoyBook, è stata ricordata la sua partecipazione al Festival di Sanremo nel 2010 con la canzone “Italia amore mio”, di cui scrisse il testo e che cantò sul palco insieme a Pupo e al tenore Luca Canonici, ottenendo il secondo posto e un notevole successo al televoto, appena dietro a Valerio Scanu. Oggi è impegnato nella stesura di un romanzo storico dedicato agli ottant’anni della Repubblica Italiana, in ricordo anche del nonno, il Re d’Italia Umberto II, un libro simbolo del “trait d’union” che lega il passato di Casa Savoia al presente, fino al luminoso futuro cui l’Italia potrebbe andare incontro di fronte a una maggiore valorizzazione delle sue bellezze.

“L’Italia per me è amore – ha continuato il Principe Emanuele Filiberto – e mi dispiace vederla spesso bistrattata o poco valorizzata a causa dei lenti e speciosi meccanismi della burocrazia. Solo in Piemonte penso che il complesso delle residenze sabaude possa essere sfruttato meglio di quando non si faccia oggi. Io vivo a Montecarlo, ma passo molto tempo in Italia, nella mia residenza in Umbria, dove possiedo una tenuta in cui produco vino e olio, oltre a occuparmi personalmente dell’orto: ecco, penso che la valorizzazione del territorio debba partire dalla basi, dalle cose semplici, seminando e raccogliendo amore, avendone rispetto e cura”.

“Oggi, per me, l’unica cosa ‘reale’ è la realtà, ciò che sta succedendo – ha spiegato Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia – è il presente. Non associo mai il termine ‘reale’ a qualcosa di regale. Tutto ciò che ho vissuto fa parte della tradizione e della continuità millenaria sabauda, ma per me è stato importantissimo pensare al futuro da lasciare alle mie figlie, e questa è la continuità a cui do valore. Vorrei potessero vivere in un clima più sereno, nella pacificazione tra la storia d’Italia, gli italiani e Casa Savoia, che sta avvenendo. Mi piacerebbe essere ricordato come la persona che ha tenuto insieme la tradizione e la continuità: sto provando a facilitare il passaggio tra la tradizione e ciò che potrà essere il futuro dell’Italia, a patto di viverlo in una dimensione costruttiva e pacifica”.

Il prossimo appuntamento della rassegna EnjoyBook, intitolato “La libertà di raccontare” è previsto per giovedì 19 marzo, alle 20.15, sempre al teatro Juvarra, e avrà come protagonista lo scrittore e giornalista Roberto Parodi. I biglietti sono acquistabili su Mailticket al costo di 33 euro, di cui 3 saranno devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

https://www.mailticket.it/rassegna-custom/301/enjoybook-2026–storie-di-libert%C3%A0-e-visione

Mara Martellotta

Il borgo di Avigliana, una tappa imperdibile della Via Francigena

A cura di piemonteitalia.eu 

ESPERIENZE

Avigliana, situata in un punto di transito tra Italia e Francia, nell’anfiteatro morenico compreso tra il Monte Pirchiriano, sul quale sorge la Sacra di San Michele, e la collina di Rivoli, in passato godette di molto prestigio…

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https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/il-borgo-di-avigliana-una-tappa-imperdibile-della-francigena

Chieri, da caserma in disuso a presidio civico

Da caserma in disuso a presidio civico permanente aperto, uno spazio destinato a funzioni sociali, culturali e associative: mentre sono in fase di ultimazione le opere di riqualificazione dell’ex area Scotti, la Città di Chieri ha individuato il modello gestionale e definito le linee strategiche per il futuro utilizzo del compendio. La strada scelta dall’Amministrazione è quella del procedimento di “coprogettazione” previsto dell’art. 55 del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo settore), pertanto gli uffici comunali predisporranno un avviso pubblico finalizzato ad individuare l’Ente del Terzo settore a cui sarà affidata la gestione. Lo annuncia il Sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero.

La trasformazione della caserma Scotti in un “polo della socialità”, sede delle associazioni chieresi e immerso nel verde, è uno dei più importanti progetti di rigenerazione urbana realizzati a Chieri attraverso i fondi del PNRR (5 milioni e 500mila euro di contributo ministeriale e 400mila euro di risorse comunali). L’intervento ha comportato la riqualificazione complessiva dell’edificio (adeguamento strutturale, miglioramento sismico dell’intero fabbricato, consolidamento delle strutture portanti, ecc.). Ulteriori fondi comunali (circa 200mila euro) sono stati stanziati per realizzare interventi di messa in sicurezza e altri lavori supplementari.

All’Ente del Terzo settore così individuato saranno assegnati in gestione il bar/ristorante, il desk informativo, la piazza coperta (destinata ad attività informali e iniziative) e la sala polifunzionale. Dovrà provvedere all’apertura e alla chiusura dei locali della “Piazza delle Associazioni” (ovvero gli spazi che ospiteranno le associazioni chieresi e che saranno assegnati attraverso un apposito bando), alla manutenzione ordinaria, pulizia e custodia, nonché alla valorizzazione dell’estesa area verde circostante, garantendo l’animazione mediante iniziative culturali, giovanili, sociali e aggregative aperte alla cittadinanza.

Commenta il Sindaco Alessandro Sicchiero: «L’area ex Scotti diventerà uno spazio culturale di qualità, dove promuovere innovazione sociale e aggregazione giovanile. Un “polo” capace di essere attrattivo non solo per i cittadini chieresi ma anche in ambito sovracomunale. Al soggetto gestore chiediamo di garantire una programmazione culturale qualificata, di assicurare l’equilibrio tra iniziative promosse da reti associative locali e le progettualità di più ampia portata, e di prevedere strumenti e modalità strutturate di collaborazione con il tessuto associativo ed economico del territorio. E dovrà avere solide competenze in materia di progettazione e fundraising, al fine di assicurare equilibrio economico-finanziario e sostenibilità nel medio-lungo periodo, mediante l’integrazione tra programmazione culturale, attività di somministrazione e capacità di intercettare risorse esterne attraverso la partecipazione a bandi e la ricerca di risorse pubbliche e private. I rapporti tra l’Amministrazione comunale e l’Ente gestore saranno regolati da una convenzione, i locali assegnati gratuitamente senza il pagamento di un canone/corrispettivo e senza l’erogazione di contributi economici ordinari per la gestione. Abbiamo previsto un contributo di 150mila euro per l’investimento iniziale di completamento e allestimento dei locali».

Aggiungono l’assessora alla Cultura Antonella Giordano e l’assessora alle Politiche Sociali, Politiche Giovanili e Associazioni Vittoria Moglia: «L’area ex Scotti è un “bene pubblico”, che dovrà essere gestito nel rispetto delle finalità sociali e culturalivalorizzandone la funzione di spazio pubblico vivo e inclusivo. Uno spazio che guarda ai giovani e all’associazionismo, ma in futuro si potranno aggiungere ulteriori attività relative alla formazione e all’innovazione. Il bar/ristorante non sarà solo al servizio delle associazioni ospiti ma aperto alla cittadinanza. La Sala polifunzionale sarà destinata a conferenze, eventi culturali, iniziative pubbliche e comunitarie, non certo unicamente di scala ridotta, ma in grado di offrire una programmazione strutturata, continuativa e di livello, idonea ad intercettare pubblici diversificati».

Conclude l’assessora ai Lavori Pubblici Daniela Sabena: «I lavori stanno proseguendo nel rispetto del cronoprogramma e saranno terminati entro giugno. Un successo per la nostra Città, che grazie al PNRR e all’investimento di significative risorse comunali, sta realizzando l’obiettivo di riqualificare e rigenerare un pezzo importante del territorio urbano. Altri finanziamenti comunali, circa 700mila euro, saranno stanziati per la sistemazione dell’area verde esterna  (7.500 mq), il suo arredo, l’illuminazione pubblica e la videosorveglianza, nonché per la formazione degli ingressi carrabili e pedonali, la recinzione e la stesura dei sottoservizi».

Incidente mortale, vittima una giovane donna

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Una donna di 35 anni è morta a seguito di un grave incidente stradale avvenuto a Rivalta.

La segnalazione ai soccorsi è arrivata poco dopo le 9 del mattino in via Grugliasco, in direzione del centro, quando un’auto è finita fuori strada capovolgendosi. Al volante della vettura, una Fiat 500X, si trovava una donna residente a Rivoli.

Dalle prime informazioni raccolte, il veicolo sarebbe uscito di carreggiata in modo autonomo per motivi ancora da chiarire. Dopo aver perso il controllo, l’auto si è ribaltata e la conducente è stata proiettata fuori dall’abitacolo.

Polizia di Stato nelle piazze tra la gente

Dal 6 e fino a domenica 8 marzo, la Polizia di Stato sarà presente in diverse piazze di Torino per promuovere le campagne dipartimentali in materia di prevenzione, esponendo i mezzi e le tecnologie in uso nelle diverse articolazioni.

 

In particolare, solo per questa mattina, sarà presente, in piazza Castello lato Armeria Reale, il “truck” della Polizia di Stato della campagna itinerante di educazione alla legalità “Una vita da social”.

Il “truck”, allestito con tecnologie di ultima generazione, consentirà al personale del Polizia Postale di accogliere gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Torino e provincia svolgendo incontri educativo didattici. Agli incontri parteciperà anche personale della Polizia Stradale che concorrerà con interventi in materia di sicurezza ed educazione stradale, personale della Divisione Polizia Anticrimine della Questura, referente OSCAD territoriale per i crimini d’odio.

 

In piazza sarà inoltre possibile per i cittadini interfacciarsi con le molteplici articolazioni della Polizia di Stato:

–          personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sarà presente per illustrare le caratteristiche e l’utilità dell’applicazione YOUPOL, e metterà a disposizione della collettività un team cinofilo e un equipaggio moto-montato “Nibbio”;

–          personale dell’Ufficio Sanitario Provinciale mostrerà, a grandi e piccini, le tecniche di rianimazione cardiopolmonare dando anche la possibilità di esercitarsi sui manichini;

–          personale della Polizia Ferroviaria illustrerà i contenuti del progetto educativo per le scuole superiori denominato “Train to be cool”, con approfondimenti sulle norme comportamentali per la sicurezza e la prevenzione dei reati in ambito ferroviario;

–          personale del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica interverrà illustrando la propria attività.

–          All’evento interverranno anche le Fiamme Oro – Sezione giovanile per illustrare i propri progetti sportivi alla collettività con atleti delle discipline di Karate, Judo e Lotta.

 

Inoltre, in Piazzetta Reale, la cittadinanza potrà ammirare l’auto storica Alfa Romeo Giulia 1.6. della Polizia di Stato, e informarsi con l’Associazione “DonatoriNati” – sezione di Torino della Polizia di Stato sull’importanza della donazione del sangue.

A Torino 49 Atenei da tutto il mondo per la Fiera Universitaria

Valdo Academics annuncia la nuova edizione 2026 della Fiera Universitaria Internazionale di Torino, l’evento di orientamento gratuito e aperto al pubblico che si terrà sabato 7 marzo, dalle 10:00 alle 16:00, presso il nuovo campus della ESCP Business School in Via Andrea Doria 27.

L’evento riunirà 49 prestigiosi atenei provenienti da 12 nazioni diverse, tra cui Italia, Spagna, Paesi Bassi, Svezia, Giappone, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Austria, Francia, USA e Regno Unito. Saranno presenti università leader in settori come business, ingegneria, scienze umane, design, medicina e tecnologia, con un’offerta che spazia da lauree triennali a master executive e dottorati. Studenti e famiglie avranno l’occasione di incontrare i referenti degli uffici ammissioni, approfondire l’offerta formativa, i requisiti di accesso, le borse di studio, nonché le procedure e le scadenze di candidatura. Sono previste anche presentazioni dedicate alle modalità di ammissione in Italia e all’estero.

Valdo Academics, realtà operativa da 10 anni, ha come missione quella di supportare i ragazzi a scoprire le proprie passioni accademiche, pianificare le domande di ammissione universitaria e eccellere negli esami dell‘IB – Baccellierato Internazionale (IB) Diploma, percorso di studi per le scuole superiori riconosciuto in tutto il mondo, mettendoli in contatto con tutor professionisti selezionati dalle migliori accademie internazionali.

L’orientamento degli studenti affronta problemi sistemici complessi: oggi uno studente su due non arriva alla laurea convinto della scelta fatta a 18 anni. Lo confermano le analisi di Anvur e Almalaurea. Di 100 studenti che si iscrivono all’università, secondo il rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca 2023 dell’ANVUR, circa uno su quattro abbandona prima della laurea, lasciandone 75 al traguardo. Eppure, tra questi, il Rapporto sul Profilo dei Laureati 2025 di AlmaLaurea (dati 2024) rivela che il 27,8% cambierebbe corso o ateneo: alla fine, solo 54 rimangono soddisfatti. Inoltre tra i laureati, sempre secondo Almalaurea, 30 arrivano fuori corso, alimentando il dubbio che il corso scelto non fosse davvero il più adatto ai loro talenti.

Il percorso di orientamento in Italia viene affrontato troppo tardi – spiega Roberto Valdo Cortese founder di Valdo Academics –“Idealmente si dovrebbe iniziare già in terza superiore (15-16 anni). È un processo carico di ansie e richiede una preparazione attenta per non mettere in difficoltà i ragazzi. Il governo ha appena stanziato 260 milioni di euro per l’orientamento, ma non basta destinare fondi alle scuole: serve una metodologia pedagogica che, nel nostro Paese, è ancora inesistente. Inoltre, molti credono che

studiare all’estero sia proibitivamente costoso, ignorando realtà come la gratuità dell’università in Scandinavia o i costi, in alcuni casi inferiori a quelli di Milano, nei Paesi Bassi. Queste lacune generano ansia decisionale, mentre i ragazzi si trovano a dover bilanciare talenti personali, prospettive lavorative e aspettative familiari. Noi possiamo contare su un team di oltre 270 tutor specializzati, consulenti per le application universitarie ed esperti di orientamento. Il nostro obiettivo è ridurre l’ansia legata alla valorizzazione dei talenti, al futuro professionale e all’incertezza economica, preparando i giovani a un’occupabilità concreta.”

CS

 

“La luce e l’onda. Che cosa significa insegnare” Incontro con Massimo Recalcati

Per il secondo ciclo di incontri della rassegna “CRESCERE – dalla Beta alla Zeta”, inserito all’interno delle iniziative promosse dalla Fondazione OMI per il 250° Anniversario dalla sua nascita

 

Mercoledì 11 marzo 2026 – Ore 18

Sala Gymnasium, via Giolitti 35 – Torino

(ingresso libero su prenotazione)

 

 

Torino,11/03/2026L’Associazione Forme in Bilico APS, con il sostegno della Fondazione OMI e in collaborazione con il Comune di Torino – Servizi Educativi, organizza la seconda edizione del ciclo di incontri “Crescere – dalla Beta alla Zeta”, dedicato alla promozione di un dialogo attivo tra cittadinanza, famiglie e professionisti dell’educazione sulle principali tematiche legate all’infanzia e all’adolescenza che oggi interessano maggiormente la città. L’iniziativa si inserisce inoltre nel calendario di appuntamenti promossi per celebrare il 250° anniversario della nascita della Fondazione Opera Munifica Istruzione.

Dopo il primo incontro dedicato alla pedagogia del sentire e dell’ascolto, con la produttrice televisiva Mussi Bollini e lo scrittore per l’infanzia Bruno Tognolini, e il successivo appuntamento con il medico e psicoterapeuta Alberto Pellai, che ha approfondito il tema del rapporto tra genitori e figli a partire dal libro “Esci da quella stanza”, il ciclo prosegue ora con l’intervento dello psicoanalista e saggista Massimo Recalcati.

 

Come possiamo accompagnare la crescita degli adolescenti oggi? E quale significato assume l’insegnare in un’epoca segnata da trasformazioni profonde e continue?

A queste domande sarà dedicato l’incontro con Massimo Recalcati, in programma l’11 marzo 2026 alle ore 18 presso la Sala Gymnasium con ingresso da via Giolitti 35.

L’evento rappresenta un’importante occasione di riflessione sui temi dell’educazione contemporanea e della crescita emotiva e personale dei giovani, a partire anche dalle suggestioni contenute nell’ultimo libro di Recalcati La luce e l’onda. Che cosa significa insegnare”.

 

“Insegnare significa fare un’esperienza in cui, pur avendo preparato una lezione… si dice qualcosa di nuovo, toccando l’ignoto attraverso ciò che già si conosce. Ogni maestro è una luce e un’onda nello stesso tempo: è una luce perché allarga l’orizzonte… è un’onda poiché 

incarna l’impatto dell’allievo con qualcosa che resiste. La scuola non è solo trasmissione di nozioni, ma un atto d’amore e di responsabilità:”

Attraverso il suo intervento, offrirà strumenti e chiavi di lettura per comprendere le sfide educative del presente, affrontando questioni centrali quali il rapporto tra educazione e adolescenza, il ruolo degli insegnanti e dei genitori, i processi di sviluppo emotivo e i nuovi modelli educativi e relazionali.

L’iniziativa si rivolge a genitori, insegnanti, educatori, professionisti della formazione e a tutti coloro che desiderano approfondire il valore dell’educazione come elemento fondante della crescita individuale e collettiva.

Con questo appuntamento, il ciclo “Crescere – dalla Beta alla Zeta” conferma il proprio impegno nel promuovere momenti di confronto e approfondimento sui temi educativi più urgenti e attuali, offrendo alla cittadinanza occasioni di dialogo con alcune delle voci più autorevoli del panorama culturale contemporaneo.

I mestieri silenziosi di Torino: tradizioni artigiane che resistono al tempo

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Torino è spesso raccontata attraverso i suoi grandi simboli: le piazze eleganti, i portici interminabili, i caffè storici e i ristoranti della tradizione. Eppure esiste un’altra città, più discreta e meno visibile, fatta di piccole botteghe e laboratori dove sopravvivono mestieri antichi. Sono attività che raccontano un passato fatto di manualità, pazienza e conoscenze tramandate per generazioni. Oggi molte di queste professioni sono sempre più rare, schiacciate dalla produzione industriale e dai cambiamenti delle abitudini di consumo. Tuttavia, tra le vie del centro e in alcuni quartieri storici, esistono ancora artigiani che continuano a lavorare come si faceva un tempo.

Entrare in una di queste botteghe significa spesso fare un piccolo viaggio nel passato. L’odore del legno, il rumore degli strumenti manuali, le pareti ricoperte di attrezzi raccontano una tradizione che resiste con discrezione nel cuore della città. Non si tratta soltanto di attività commerciali, ma di veri e propri presidi culturali, luoghi in cui sopravvive un patrimonio di saperi che rischierebbe altrimenti di scomparire.

Il liutaio e la musica costruita a mano

Tra i mestieri più affascinanti ancora presenti a Torino c’è quello del liutaio. Nei laboratori dedicati alla costruzione e al restauro degli strumenti ad arco si lavora con un’attenzione quasi rituale. Violini, viole e violoncelli nascono da legni selezionati e da lavorazioni che richiedono precisione millimetrica e lunghi tempi di attesa.

Il lavoro del liutaio non è soltanto tecnico, ma anche profondamente artistico. Ogni strumento possiede caratteristiche uniche, legate alla qualità dei materiali e all’abilità di chi lo costruisce. A Torino questa tradizione continua grazie a pochi artigiani che mantengono viva una pratica secolare. Le loro botteghe sono frequentate da musicisti professionisti, studenti dei conservatori e appassionati che cercano strumenti costruiti secondo i metodi della tradizione. In un’epoca dominata dalla produzione in serie, il valore di uno strumento realizzato interamente a mano diventa ancora più prezioso.

Botteghe storiche e antiche manualità

Accanto ai liutai sopravvivono altri mestieri che raccontano la Torino artigiana di un tempo. Tra questi vi sono i restauratori di mobili antichi, nelle botteghe del centro storico, in zona Quadrilatero e piazza Vittorio, figure fondamentali per la conservazione del patrimonio artistico domestico. Nei loro laboratori si interviene su armadi, tavoli e credenze che spesso hanno attraversato più di un secolo di storia. Il restauro richiede competenze specifiche, dalla conoscenza dei diversi tipi di legno alla capacità di riprodurre tecniche decorative ormai poco diffuse.

Un’altra figura sempre più rara è quella del rilegatore di libri. In queste botteghe si restaurano volumi antichi e si realizzano copertine artigianali utilizzando carte pregiate, tele e pelli lavorate a mano. Il lavoro è lento e meticoloso, lontano dalla velocità del mondo digitale, ma continua ad attirare collezionisti, biblioteche e appassionati.

Anche alcune botteghe dedicate alla lavorazione del cuoio e alla riparazione di oggetti continuano a resistere. Qui si aggiustano borse, si restaurano cinture, si riportano alla vita accessori che altrimenti verrebbero sostituiti. Sono attività che raccontano un rapporto diverso con gli oggetti, basato sulla durata e sulla cura.

Un patrimonio da preservare

La presenza di queste botteghe rappresenta una ricchezza culturale oltre che economica per la città. I mestieri artigiani custodiscono competenze difficili da sostituire e mantengono vivo un rapporto diretto tra chi produce e chi utilizza gli oggetti. In un contesto urbano sempre più dominato da grandi catene e da attività standardizzate, questi laboratori offrono un’esperienza diversa, fatta di autenticità e contatto umano.

Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso il valore dell’artigianato tradizionale. Sempre più persone riscoprono il fascino degli oggetti realizzati a mano e delle botteghe che conservano tecniche antiche. Tuttavia il futuro di questi mestieri rimane incerto. La trasmissione delle competenze richiede tempo, dedizione e nuove generazioni disposte a intraprendere percorsi professionali spesso impegnativi.

Torino, città che ha costruito gran parte della propria identità sulla capacità di innovare, conserva dunque anche una dimensione più silenziosa e preziosa. Nelle piccole botteghe disseminate tra il centro storico e alcuni quartieri meno turistici, gli artigiani continuano a lavorare con la stessa cura di un tempo. Sono presenze discrete, ma fondamentali, che contribuiscono a mantenere viva la memoria materiale della città.

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Noemi Gariano