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Beato Angelico e Bartholomeus Spranger, due “Giudizi” a confronto

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Sino al 3 maggio, nello Spazio Scoperte della Sabauda

È tornata a casa “La Madonna dell’Umiltà” – sino allo scorso 25 gennaio posta in quell’ampio quanto bellissimo, pressoché completo, percorso artistico che è stata la mostra fiorentina intorno alla figura del Beato Angelico, 140 opere suddivise tra il porticato e i corridoi e le celle del Convento di San Marco e le sale di palazzo Strozzi, provenienze italiane ed estere in un numero che s’aggirava intorno alla settantina, prenotazioni e pur interminabili code anche negli ultimi giorni, un successo più che affermativo che ha visto centomila presenze nel primo luogo e 250mila nel secondo -, è tornata nelle sale della Sabauda a fare un tutto a sé, allineata a due piccoli “Angeli” – forse parti di un precedente polittico, belli nella delicatezza dei visi, chiusi nel blu intenso delle vesti, impreziositi dai motivi in oro sulle ali e sulle aureole -, a lato di un confronto che vede da un lato “Il giudizio universale” del frate del Mugello (nacque nel 1395 Guido di Piero ed entrò nell’ordine domenicano prendendo il nome di Fra Giovanni da Fiesole, fece importante quella che divenne la sua abitazione con le tante scene di devozione e di contemplazione, un invito alla preghiera per sé e per i confratelli, non ultimo il Savonarola, scese a lavorare nella Roma di Nicolò V, alla morte venne sepolto in Santa Maria sopra Minerva: divenne per tutti e nella storia il Beato Angelico e il Vasari ebbe a definirlo “umilissimo e modesto” mentre, a pochi anni dalla morte, fra Domenico di Giovanni coniava per lui il titolo di “angelicus pictor”) e l’egual titolo di Bartholomeus Spranger (nacque ad Anversa nel 1546, fu uno dei principali protagonisti del tardo Manierismo internazionale, chiamato nelle più importanti corti d’Europa per il suo stile elegante e ricercato, poco più che ventenne giunse in Italia, a Milano a Parma a Roma, dove entrò nella cerchia del cardinale Alessandro Farnese, a partire dal 1575 passò a seguito di una calda raccomandazione del Giambologna alle corti di Vienna e Praga, dove fu attivo per l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, sino alla morte avvenuta nel 1611).

Per la mostra “Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger. Giudizi Universali a confronto” (sino al 3 maggio nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda) l’opera dell’angelicus è un prezioso prestito della Direzione regionale Musei nazionali Toscana, tassello di quelle relazioni culturali e degli scambi che dovrebbero sempre essere l’intelaiatura collaborativa del Sistema museale nazionale del Ministero della Cultura. Questa occasione segna la dimostrazione di come tra istituzioni si possa fare rete, come agli occhi del pubblico siano importanti e altresì doverosi questi passaggi, che rendono le mostre “imperdibili” (lo ha detto la direttrice dei Musei Reali Paola D’Agostino e ha ragionissima). Occasioni di studio e di verifica, certo non soltanto per appassionati, “confronti formali e concettuali”, che dovrebbero portare ognuno a spingersi più a fondo nel mondo dell’Arte, a saper gustare meglio. Dipinto (1425/28) a tempera e oro, quattro tavole in legno di pioppo, prima rappresentazione (è conservato nel Museo di San Marco a Firenze) del soggetto tra le tante in seguito eseguite – la forma trilobata della tavola nella parte superiore suggerisce una destinazione d’uso specifica: potrebbe essere stata concepita come sovrapporta oppure per un’area cimiteriale del convento”, ci avverte una delle tante mappe esplicative di cui è disseminata intelligentemente ed esaurientemente la mostra – basato sulla lettura della Città di Dio di Agostino d’Ippona, il “Giudizio” dell’Angelico è riproposto “in una struttura tripartita, dominata dalla figura del Cristo Giudice e affiancato dalla Vergine, dal Battista e da una schiera di santi” mentre nella parte inferiore la scena è geometricamente suddivisa tra i beati sulla sinistra, accompagnati dagli angeli nella città celeste, e i condannati a destra, sospinti verso i castighi eterni di diversa natura, in sgradevole quanto minuziosa descrizione, secondo le colpe commesse, una serie di bianchi sepolcreti al centro. Nella grande ricchezza della tavolozza (giallorino e blu d’oltremare e ocra rossa, cinabro e lacca di cocciniglia e resinato di rame, tra i molti colori), l’Angelico conserva con l’uso degli elementi aurei le lezioni degli antichi maestri, le dorature “a mordente”, i riflessi che si riversano nelle aureole in linee sottili, i graffiti disseminati, pur tuttavia verso quell’abbandono che lo fa traghettare all’interno dei successivi decenni rinascimentali: terreni abbandonati del tutto, un secolo dopo, nell’eleganza di un personale manierismo da Spranger, in questo “specchio” eseguito nel 1571 per papa Pio V per il convento domenicano di Santa Croce, fondato dal pontefice – il vincitore di Lepanto – nel suo paese natale di Bosco Marengo, in provincia di Alessandria. La geometricità del frate è più libera, il supporto è una lastra di rame, lo sguardo aggiornato è rivolto alle indicazioni della Controriforma, la tavolozza usata è più naturale, pur ricca di una quindicina di splendidi colori.

I mezzi di approfondimento non mancano e sono davvero preziosi, il visitatore non mancherà la prima sala espositiva dove le riproduzioni dei due Giudizi consentono d’orientarsi negli spazi delle due differenti azioni e di riconoscere, attraverso un brillante quanto preciso lavoro su cui gran parte dello staff ha posto tutta la propria attenzione e competenza, i personaggi raffigurati. Nella seconda sala, sono i risultati di alcune indagini scientifiche, dove le Università e i diversi Enti di Firenze e Torino hanno lavorato di comune accordo, gli uni accanto agli altri.

Non ultimo interesse è rappresentato da quegli approfondimenti riguardanti la tecnica esecutiva delle diverse dorature che Beato Angelico utilizza nella tavola della “Madonna”: approfondimenti e curiosità, vera manna per gli appassionati, che verranno “svelati” in una serie di quattro appuntamenti, tra il 13 febbraio e il 17 aprile, sempre alle ore 17, e sono firmati da storici dell’arte (Annamaria Bava, Giorgia Corso, Alessandro Uccelli, Sofia Villano), restauratori (Alessandra Curti, Linda Josephine Lucarelli, Tiziana Sandri) e architetti (Stefania Dassi e Barbara Vinardi), un lungo percorso che abbraccerà un’iconografia che spazia tra storia e letteratura e arte, pigmenti e tecniche e dorature, confronti e sguardi pittorici attraverso la storia dell’arte.

Elio Rabbione

Nelle immagini di Andrea Guermani, i “Giudizi universali”, messi a confronto nella mostra, di Beato Angelico e Bartholomeus Spranger, e la direttrice dei Musei Reali Paola D’Agostino; un particolare del “Giudizio” del pittore fiammingo.

Al Cavour secondo incontro sul Referendum

Si è tenuto, presso il Liceo Classico e Musicale Cavour di Torino, il secondo incontro di sensibilizzazione al voto sul referendum sulla giustizia, rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori. 

Al dibattito hanno preso parte la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando, schierata per il No, il Dottore in Giurisprudenza Riccardo Citta e l’Avvocato Alberto De Sanctis per il Sì, e il Magistrato Fabrizio Torelli per il No.

L’introduzione generale è stata affidata a Jacopo Geromin, designer politico e studente di comunicazione politica, che ha presentato i temi centrali della consultazione. A moderare il dibattito è stato il debater Alessandro Cardillo.

L’evento si è svolto in un clima pacato, concreto e civile, dimostrando come una politica capace di dialogo e confronto rispettoso sia non solo possibile, ma anche efficace, attirando i giovanissimi.

A sottolinearlo è anche Mattia Ricciardi, a capo della gestione del collettivo del liceo: “Ho assistito con piacere al dibattito sul referendum tenutosi al Liceo Cavour, la mia scuola. È stato senza ombra di dubbio un momento altamente formativo che ha visto opinioni, seppur contrastanti fra loro, venir espresse con una civiltà ed educazione impressionante. Inoltre gli ospiti sono riusciti a tenere l’attenzione di circa un centinaio di partecipanti sempre alta, tant’è che nel finale vari studenti hanno rivolto le proprie considerazioni, domande e perplessità”.

Sulla stessa linea anche Gabriele Santero, rappresentante di istituto, che ha evidenziato il valore didattico dell’iniziativa: “Il dibattito relativo al referendum, tenutosi questa mattina durante l’assemblea d’istituto presso il Liceo Classico e Musicale Cavour, si è rivelato istruttivo, stimolante e, cosa fondamentale, accessibile a un pubblico vasto. Questo risultato è stato ottenuto mediante l’impiego di un linguaggio tecnico accurato e, al contempo, scorrevole, privo di terminologia eccessivamente elaborata”.

Soddisfazione anche da parte di Jacopo Geromin, che ha dichiarato: “Questi incontri dimostrano quanto i ragazzi abbiano voglia di capire, di informarsi e di partecipare, se messi nelle condizioni giuste. Parlare di referendum e di giustizia nelle scuole, con linguaggi chiari e punti di vista diversi, è un investimento sulla qualità della nostra democrazia e sul futuro della partecipazione civica”.

L’evento si inserisce infatti in un progetto più ampio di sensibilizzazione politica su scala cittadina, ideato da Jacopo Geromin, pensato per avvicinare le nuove generazioni ai grandi temi del dibattito pubblico, promuovendo spirito critico, ascolto e consapevolezza del valore del voto.

A Pinerolo cooperazione internazionale di Search and Rescue

Si concluderà nel pomeriggio un importante evento formativo durato quattro giorni e dedicato al K9 Mantrailing operativo, organizzato da Croce Verde di Cumiana e Ivan Schmidt Academy, con la partecipazione di una delle figure più autorevoli del panorama internazionale: Karina Kalks (Austria).

L’iniziativa rappresenta non solo un momento di alta formazione tecnica per binomi e istruttori, ma soprattutto un passo concreto verso una cooperazione internazionale strutturata nel settore della ricerca di persone scomparse con unità cinofile. All’evento partecipano binomi provenienti da tutta Italia, a testimonianza dell’interesse nazionale verso modelli formativi di alto livello e standard operativi condivisi.

In occasione di questo evento, viene ufficialmente annunciato l’ingresso della Mantrailing Academy Austria all’interno della K9 Mantrailing SAR Alliance, con il riconoscimento del ruolo di Delegato Nazionale per l’Austria. Un risultato che rafforza una rete internazionale basata su scambio di competenze, collaborazione reale sul campo e visione comune in ambito SAR.

La presenza di Karina Kalks, formatrice di riferimento a livello europeo, conferisce all’evento un valore aggiunto di altissimo profilo, consolidando il dialogo tra scuole, istruttori e realtà operative di diversi Paesi.

Le attività formative sono coadiuvate dalla Dott.ssa Vassilia Sacco e da Ivan Schmidt, entrambi K9 Master Instructor, da anni impegnati nella formazione avanzata di unità cinofile da ricerca e nel coordinamento di progetti internazionali nel settore della ricerca persone scomparse.

La piena riuscita dell’evento è resa possibile anche grazie alla fattiva e preziosa collaborazione del Comune di Pinerolo, in particolare il Sindaco e il reparto della Polizia Locale, che ha dimostrato grande sensibilità e attenzione verso le attività formative e di preparazione operativa legate al soccorso e alla Protezione Civile.

L’evento si inserisce in una visione più ampia che vede il K9 Mantrailing come strumento operativo fondamentale, ma anche come linguaggio comune tra Paesi, capace di superare confini geografici e culturali in nome dell’efficacia, della professionalità e del servizio alla collettività.

Il castello di Serralunga d’Alba

Il Castello di Serralunga d’Alba, alto e maestoso, si impone sul borgo e sui vigneti che degradano sui fianchi delle colline.
Edificato da Pietrino Falletti nel XIV nel cuore delle Langhe, il castello nel 1949 è stato restaurato grazie all’interessamento dell’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi

Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/castelli/castello-di-serralunga-dalba

Rock Jazz e dintorni a Torino: Paolo Jannacci e i Birkin Tree & Derek Hickey

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Mercoledì. Al Vinile per 3 sere consecutive, suonano Katie Kadan +Good Gheddo Trio+ Alberto Marsico + Soul Sarah.

Giovedì. All’Hiroshima Mon Amour si esibiscono i Sonohra. Al teatro Colosseo lo spettacolo “Human Nature Live Show”, tributo a Michael Jackson. Al Cafè Neruda è di scena il Tessarollo-Borotti 4et. Al Teatro Q77 Vertigo Live suona l’Amudi Trio. All’Hiroshima si esibiscono i Sonohra. Al Magazzino sul Po è di scena Fabrizio Cammarata. Al Blah Blah suonano gli Atalhos.

Venerdì. Al Folk Club suona il trio Winstone-Venier-Zirilli. Alla Suoneria di Settimo è di scena Paolo Jannacci. Al Circolo Sud suonano gli Smoking Monkey. Al Blah Blah sono di scena i Toug + The Tinkees. Allo Spazio 211si esibiscono i Vintage Violence. All’Off Topic è di scena Giovanni Ti Amo. Alla Divina Commedia suona la Phoenix Blues Band. All’Hiroshima si esibiscono i Messa. Al Magazzino di Gilgamesh si esibisce Raphael Wressnig & Soul Gift. Al Circolino suona il Frame Quartet.

Sabato. Al teatro Colosseo lo spettacolo Kpop Le Guerriere in concerto. Al Folk Club suonano Birkin Tree &  Derek Hickey. All’Off Topic si esibiscono gli Avanzi di Balera. Al Magazzino sul Po sono di scena gli ZU. Alla Divina Commedia suona la Lucky Phoenix Band. Al Circolo Sud  si esibiscono gli HypNOgeO. Al Vinile sono di scena i Manouche.

Domenica. Al Blah Blah suonano i Ghostwoman.

Pier Luigi Fuggetta

Montagna, il Piemonte corre ai ripari: fondi anche ai comuni esclusi

La Regione Piemonte è impegnata a garantire sostegno e attenzione ai territori montani che, a seguito della nuova classificazione nazionale, rischiano di essere esclusi dall’elenco dei comuni riconosciuti dalla legge sulla montagna. L’obiettivo è assicurare continuità alle politiche di sviluppo e di supporto alle comunità locali, evitando che vengano penalizzate aree che mantengono caratteristiche di fragilità e peculiarità tipiche dei territori montani.

In questo contesto si inserisce l’emendamento presentato dall’onorevole Riccardo Molinari alla legge sulla montagna, che attribuisce alle Regioni un ruolo più attivo nella gestione delle risorse.

«Grazie a questa modifica normativa, le Regioni potranno destinare fondi anche ai comuni montani esclusi dalla nuova classificazione, adottando un approccio più flessibile e vicino alle reali esigenze dei territori – spiegano l’assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo, e l’assessore regionale agli Enti locali, Enrico Bussalino –. I comuni montani rappresentano una componente essenziale dell’identità e dell’equilibrio del Piemonte e meritano interventi concreti e coerenti con le loro necessità».

La legge che disciplina il riconoscimento e la valorizzazione delle zone montane introduce criteri più chiari e trasparenti per l’assegnazione delle risorse, superando criticità del passato che avevano consentito finanziamenti anche a comuni privi di reali caratteristiche montane. Per il triennio 2025-2027 sono previsti stanziamenti pari a 200 milioni di euro annui, destinati allo sviluppo delle aree effettivamente montane.

La normativa stabilisce inoltre che la quota regionale del FOSMIT (Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane) possa essere gestita direttamente dalle Regioni.

Resta infine confermato che la nuova classificazione non incide né sulle misure della PAC (Politica Agricola Comune) né sulle esenzioni IMU relative ai terreni agricoli situati nei comuni montani, garantendo così la continuità delle principali agevolazioni esistenti.

Nuova location per Torino Comics alla Certosa Reale di Collegno

Quest’anno Torino Comics cambia pelle. La manifestazione organizzata da ‘Just for fun’ in joint venture con P&P Italia diventa un festival ospitato esternamente alla Certosa Reale di Collegno e al Parco della Chiesa per tre giorni dedicati a fumetti, cosplay, giochi, musica e creatività dal 17 al 19 aprile prossimo.
Si tratta di una scelta coraggiosa, strategica e ambiziosa che inaugura un nuovo capitolo nella storia di Torino Comics, nato nel 1994 e punto di riferimento nazionale per gli amanti della cultura pop.

“Questa forma rappresenta un’opportunità straordinaria per Torino Comics – ha dichiarato Maurizio Ragno, Head of Organization di Just For Fun. Per la trentesima edizione, momento simbolico per la manifestazione, ricercavamo uno spazio aperto, riconoscibile e già vocato agli eventi: la Certosa Reale di Collegno, grande area verde dell’area metropolitana torinese e già sede di importanti appuntamenti culturali e musicali, risponde perfettamente a questa visione. È un luogo che consente di articolare perfettamente le diverse anime della manifestazione, fumetto, cosplay, musica, gioco e intrattenimento”.

“Accogliere la trentesima edizione di Torino Comics alla Certosa Reale rappresenta per Collegno una grande occasione e, al tempo stesso, una sfida che affrontiamo con entusiasmo – spiega il sindaco della Città di Collegno Matteo Cavallone – lo scorso anno al Lingotto Torino Comics ha accolto 70 mila visitatori in tre giorni. La nostra città non ha mai accolto una manifestazione di questa portata, una sfida che gli uffici del Comune accolgono con prontezza per il grande nome di Torino Comics e per le belle ricadute che ci auguriamo il territorio possa ricevere. La scelta della Certosa Reale come nuova casa di  Torino Comics segna un passaggio storico, che unisce tradizione e innovazione in un luogo capace di parlare al presente e al futuro. Collegno crede profondamente nella cultura come motore di sviluppo, inclusione e partecipazione”.

La Certosa Reale di Collegno fu fondata nel XVII secolo quale monastero certosino per volere dei Savoia e  rappresenta uno dei complessi più significativi dell’area torinese. Nel corso dei secoli ha più volte cambiato funzione, fino ad essere restituito alla città grazie a un ampio progetto di recupero e valorizzazione. Oggi è un grande parco urbano e un polo culturale che ospita eventi e manifestazioni anche di rilievo nazionale,  ideale per un evento quale Torino Comics che coniuga cultira pop, arte e contemporaneità.

Mara Martellotta

Amico o psicologo?

Il ricorrere allo psicologo è una prassi piuttosto recente, ancora ostacolata dalla convinzione che sia disdicevole rivolgersi ad uno “strizzacervelli”, più di quanto non lo sia recarsi dal medico per aver contratto una malattia a trasmissione sessuale.

Anni addietro, vuoi perché la facoltà di psicologia era solo a Padova ed a Roma Sapienza (è stata la legge Ossicini, nel 1989, a regolamentare la professione di psicologo), vuoi perché non vigeva la moda di laurearsi in psicologia, era consuetudine parlare dei propri problemi, delle proprie fobie e delle proprie ansie con l’amico più intimo, l’amica del cuore o, in alcuni casi limite, con una persona di fiducia (un insegnante particolarmente aperto, la nonna navigata, e così via.

Oggigiorno, sarà per l’aumentare delle crisi di identità, sarà perché alcuni politici creano i problemi per poter promettere in campagna elettorale di risolverli, si fa un ricorso massivo allo psicologo (e allo psicoterapeuta) anche perché presi dal vortice di mille impegni, lavorativi e no, non abbiamo più un’idea precisa di chi siamo, cosa vogliamo e quali siano i nostri reali obiettivi.

Alcuni amici, poi, spesso dopo la laurea emigrano tornando qui una volta l’anno e rendendo difficile ogni relazione costruttiva, come invece avveniva quando eravamo compagni di scuola o nello stesso condominio.

Senza entrare nel merito della validità della psicoterapia (il terapeuta ci conosce per ciò che noi gli permettiamo di sapere) e fermo restando che, come in ogni altro settore, vi sono professionisti bravi ed altri che lo sono meno, è palese che una seduta a settimana può essere limitativa se il paziente, al contrario, ha voglia di parlare per sei ore oggi, e non domani quando ha l’appuntamento.

Al di là di tutto quello, però, ciò che ci deve far riflettere è la sempre maggior fragilità delle persone, obbligate per ragioni diverse ad abbandonare la loro confort zone, a seguire stili di vitae modus operandi che non appartengono loro, che vengono investite di compiti dei quali non sono all’altezza e, non ultimo, intervistati per il colloquio di assunzione da persone totalmente incompetenti.

Che la legge Ossicini sia totalmente da rivedere è sotto gli occhi di tutti; coach e counselor ormai spopolano ovunque, esentati dall’iscrizione all’Ordine degli psicologi, rendendo difficile per i pazienti comprendere la differenza tra tali figure.

La cosa sicura è che, secondo l’OMS, il 13% della popolazione mondiale soffrirebbe di disturbi mentali: è evidente che non sia possibile avere un numero di psicologi tale da soddisfare poco più di un miliardo di persone e, soprattutto, un domani che le psicoterapie fossero erogate dal SSN il costo sarebbe insostenibile per le regioni.

La recente norma che suggerisce, a commento di casi di suicidio, che se conosciamo qualcuno che voglia suicidarsi dobbiamo informare pippo, pluto e clarabella è un nonsenso: la quasi totalità dei suicidi non avvisa prima di compiere il gesto anticonservativo e talvolta non lascia lettere o altro per spiegare il gesto.

E’ fuori discussione che se conoscessimo la mente umana come conosciamo i nome dei giocatori della nostra squadra del cuore forse ogni intervento in favore di chi abbia bisogno di cure andrebbe nella direzione giusta; per ora, a mio parere, sarebbe preferibile: a) essere mentalmente indipendenti da schemi, mode, costumi, social e via dicendo che ci obbligano, di fatto, a uniformarci agli altri per non sentirci esclusi, di serie B, meno importanti degli altri, b) sentirci bene con noi stessi perché siamo fatti così, non perché gli altri ci approvano, c) non pensare di poter chiedere aiuto se neppure noi sappiamo cosa vogliamo cambiare, cosa ci sia in noi che non va.

Conosco persone (prevalentemente donne) che cambiano lavoro ogni anno perché insoddisfatte, perché non amano i turni (è il caso delle OSS), perché si sentono sfruttate. Quando cambiano lavoro, di tutt’altro genere, resistono un anno quando va bene, e poi nuovamente ne cercano un altro perché anche quello non andava bene, non si sentivano realizzate ecc.

E’ evidente che il motivo sia a monte, il lavoro sia soltanto la “scusa” per esternare il proprio disagio; che sia, insomma, una richiesta di aiuto indiretta che sempre più persone fanno, spesso rivolgendosi a soggetti inidonei.

Sergio Motta

Valanga a Sestriere, illeso scialpinista

Ieri una valanga si è staccata nella zona del Passo di San Giacomo, nel territorio del Comune di Sestriere.  La neve ha investito uno scialpinista tedesco, che era lì’ con un gruppo di alcune  persone, ma non è fortunatamente rimasto sepolto e non ha riportato ferite. A dare la notizia il soccorso alpino e speleologico piemontese.

Torture in carcere: primo grado tra condanne e assoluzioni

Sono otto le condanne per gli agenti della polizia penitenziaria nel processo di primo grado in relazione alle presunte violenze  nel carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino. Sette sono riferite al reato di tortura, una per rivelazione di atti d’ufficio. Sono  sei gli imputati prosciolti per prescrizione e per non aver commesso il fatto. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2017 e il 2019 nel padiglione C. La pena più alta  è  di tre anni e quattro mesi, la più bassa di due anni e otto mesi