“La prima parte delle opere di accompagnamento alla linea ad alta velocità Torino-Lione, che comportano un investimento di circa 10 milioni euro, è stata ultimata”.
Lo ha detto l’assessore Enrico Bussalino nel corso dell’informativa sullo stato delle progettualità correlate alle opere di compensazione della linea ad alta velocità Torino-Lione, che ammontano in totale a quasi 100 milioni di euro e sono divise in tre fasi: la seconda, che vede gli importi assegnati ai comuni beneficiari, è in fase di progettazione e vale oltre 30 milioni e la terza, che è di 50 milioni ancora da deliberare è in fase di approvazione dal Cipe.
Nel corso dell’informativa della seconda Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Mauro Fava, sono intervenuti oltre a Nadia Conticelli (Pd) che l’aveva richiesta, per le minoranze anche: Alberto Avetta (Pd), Sarah Disabato e Alberto Unia (M5s), Alice Ravinale (Avs).
I consiglieri di opposizione hanno chiesto chiarimenti su diversi punti tra i quali la collocazione della stazione internazionale prevista a Susa.
“Attualmente lo stato di esecuzione dell’opera di progettazione è avanzato, per cui la stazione verrà collocata nell’area già stabilita. Tuttavia valuterò attentamente il documento che il sindaco di Bussoleno mi ha inviato su una possibile alternativa”.
Nel corso dei lavori sono anche intervenuti, da parte della maggioranza, per chiedere chiarimenti Paolo Ruzzola (Fi) e Roberto Ravello (Fdi), sottolineando che “si tratta di opere che portano un valore aggiunto al territorio. Ci siamo sempre battuti perché il tracciato tutelasse Torino e il Piemonte”.
Ufficio stampa CrP



C’è il carboncino entusiasmante di John Keating, il corpo nascosto tra le pieghe del lenzuolo, e il teatrino di Luzzati, i “Piantatori” di Giovanni Macciotta (1960) e lo “Studio” di Anna Lequio (2023), acquerello dedicato all’amico Silvano, il viso di ragazzo di Pino Mantovani e la “Silvia” classicheggiante di Ottavio Mazzonis e il nervoso e impennato cavallo ad accompagnare il “Bellerofonte” di Raffaele Mondazzi, i tetti invernali e imbiancati di Aime e il mare di Vinicio Perugia, il “Raccolto” poetico – l’antica assoluta poesia di sempre – di Sergio Saccomandi e il ragazzo di Lorenzo Tornabuoni, la “Ginnasta con la palla” che testimonia ancora una volta l’arte di Sergio Unia. Nomi, un nastro di nomi, un punto di riferimento prezioso e oggi non dimenticato, un punto di confronto per quanti con lui hanno amato l’arte, Silvano Gherlone è stato il gallerista prezioso e attento, giudicante e accogliente, l’uomo che consolidava un percorso già avviato o poteva dare inizio a una carriera, con intelligenza e con simpatia, poteva affermare un futuro valore, correggeva e indirizzava. Silvano Gherlone era “discreto, riservato, gentile”, scriveva ne La Stampa Bruno Gambarotta all’indomani della sua scomparsa: e l’affetto che ancora circola, oggi, tra le pareti della Fogliato ne è l’esatta testimonianza.