ilTorinese

Riapre il giardino storico di Palazzo Cisterna. Location d’eccezione per fiction di successo

È da anni la location preferita da Film Commission Piemonte per ambientare scene di fiction amatissime, ultime in ordine di tempo Il Gattopardo, Cuori 1, 2, 3, e Lidia Poet 1 e 2.

Riapre alla comunità il giardino storico di Palazzo Cisterna, oasi verde unica nel cuore di Torino, un piccolo parco monumentale di pertinenza della sede aulica di Città metropolitana di Torino con ingresso da via Carlo Alberto.

Il sindaco di Città metropolitana Stefano Lo Russo invita la cittadinanza alla festa per la riapertura, dopo lunghi ed importanti lavori di sistemazione che sono costati 350mila euro di risorse proprie.

“Vi aspetto giovedì 10 aprile alle ore 11” invita il sindaco Lo Russo in un videomessaggio rivolgendosi a cittadini e cittadine, consapevole della grande attesa per vedere restituito al pubblico uno spazio unico e speciale.

Il giardino storico dopo la cerimonia sarà aperto 7 giorni su 7 dalle ore 9 alle 21 (già orario estivo) e sarà sorvegliato.

L’inaugurazione sarà allietata dalle musiche della Wind Cavour Orchestra, composta da studenti e studentesse delle sezioni musicali del liceo classico Cavour di Torino.

Interverrà da Reano anche il gruppo storico dei Principi Dal Pozzo, in omaggio agli antichi proprietari del palazzo.

Ancora due giorni per votare Agliè  Borgo dei Borghi

Ancora due giorni per votare il comune di Agliè nell’ambito del concorso del “Kilimangiaro”, dedicato al Borgo dei Borghi 2025. Domenica 6 aprile si concluderanno le votazioni online e si eleggerà il borgo vincitore per il 2025. Per sostenere Agliè come vincitore, sarà possibile votare sul sito di Rai Play Link www.raiplay.it/borgodeiborghi. Si tratta di un importante riconoscimento per il comune piemontese, unico selezionato della Regione, che si è distinto per la presenza di un patrimonio storico e culturale che ogni anno attira turisti nei suoi suggestivi vicoli e sentieri naturalistici. La bellezza di Agliè è racchiusa nei suoi piccoli ma preziosi dettagli, che lo rendono uno dei centri più affascinanti del Canavese e del Piemonte, ricco di dimore storiche, una su tutte il castello ducale, Residenza Reale Sabauda protagonista delle Camminate Reali proposte dall’evento #MiMuovo, che attira l’attenzione di cittadini e turisti offrendo anche l’occasione di vedere il centro storico del borgo che, grazie alle costanti opere di restauro, ha conservato la sua bellezza. È circondato da giardini all’inglese e da un grande parco, dove è possibile ammirare fiori rari e alberi secolari. Il castello è stato scelto come set per la nota serie televisiva “Elisa di Rivombrosa”, andata in onda su Canale 5, e della più recente “La legge di Lidia Poët 2” con Matilda De Angelis, su Netflix. Non meno rilevante lo stretto legame che Agliè ha con un autore storico come Guido Gozzano, che qui ha trascorso gran parte della sua vita dedicando delle poesie ad Agliè. La sua residenza estiva, la villa Il Meleto, è visitabile.

“Questa candidatura è un’occasione unica per valorizzare il nostro borgo e tutto il territorio- ha commentato il Sindaco di Agliè Marco Succio – essere l’unico rappresentante della Regione ci carica di responsabilità, ma anche di grande euforia: si tratta di un’opportunità concreta per far conoscere la nostra storia d le nostre peculiarità a livello nazionale, rafforzando così il turismo e l’economia locale. Con il supporto di tutta la comunità, e non solo, possiamo portare Agliè, il Canavese e il Piemonte alla vittoria”.

Le profonde radici storiche del borgo hanno permesso anche lo sbocciare di un turismo enogastronomico rappresentato dalla Sagra del Torcetto e Calici, evento di punta del comune di Agliè. Nel mese di luglio la manifestazione, da tre anni è entrata, insieme a #MiMuovo, nel cartellone del festival della Reciprocità dell’entroterra canavesano, accompagna i visitatori tra le eccellenze gastronomiche del territorio, dai caldi sapori dei vini autoctoni alla maestria culinaria degli chef locali.

“È con entusiasmo che sosteniamo la candidatura di Agliè al prestigioso titolo di Borgo dei Borghi 2025 – ha dichiarato Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte – questo bellissimo borgo del Canavese, con la sua storia millenaria, la sua bellezza naturale e un ricco patrimonio culturale, rappresenta al meglio l’anima autentica del nostre Piemonte. Si tratta di un’opportunità straordinaria performance conoscere al meglio il nostro territorio, ricco di arte, tradizioni e sapori unici. Sostenere Agliè significa sostenere la nostra cultura e il nostro turismo, le risorse più preziose della nostra terra. Invito i cittadini a partecipare con il loro voto per contribuire a far conoscere maggiormente la bellezza dei nostri luoghi. Insieme possiamo rendere Agliè Borgo dei Borghi 2025”.

Mara Martellotta

Faida tra famiglie rom: un arresto per l’incendio del camper con una bambina a bordo

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Nei giorni scorsi, Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino hanno arrestato, in stato di fermo di indiziato di delitto disposto dal Pubblico Ministero, un quarantaduenne che, durante la notte tra il 14 e 15 febbraio scorso, si sarebbe reso responsabile, insieme ad almeno altre due persone – al momento ancora in corso di identificazione – di un duplice tentato omicidio appiccando il fuoco ad un camper parcheggiato tra Corso Taranto e Via Mascagni, all’interno del quale ci sarebbero state la propria sorella e la nipotina di appena 6 anni.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a seguito di un litigio scoppiato tra componenti appartenenti a due famiglie rom in forte contrapposizione, avvenuto durante una precedente festa nunziale, l’interessato sarebbe andato con altri complici nell’area di parcheggio del mezzo nel quale viveva la famiglia antagonista, tra i quali ci sarebbero state proprio la sorella e la nipote dell’uomo: questi avrebbe gettato delle bottiglie incendiarie all’interno del veicolo, mettendo in grave pericolo le due congiunte, salvatesi unicamente per essere prontamente uscite dal camper e dandosi alla fuga.
Nella mattinata del 31 marzo successivo, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino ha preso in esame il provvedimento non convalidando il fermo ritenendo non sussistente il pericolo di fuga ma, contestualmente ha disposto la misura cautelare in carcere: all’interessato sono stati contestati i reati di “tentato omicidio aggravato e porto di bottiglie incendiarie”, tutti commessi in concorso con altre persone in via di identificazione.

“Granda in Rivolta” a Fossano

Per i tradizionali incontri letterari, serata di poesia e musica con Francesco Macciò e Carlo Dardanello

Lunedì 7 aprile, ore 21,15

Fossano (Cuneo)

Torna puntuale come un orologio svizzero l’appuntamento del primo lunedì del mese con “Granda in Rivolta”, la rassegna di incontri letterari che “si propone di scuotere la provincia cuneese con la poesia”; intento scritto nero su bianco su un “Manifesto” in versi dagli stessi organizzatori, i poeti piemontesi Elisa Audino e Romano Vola, che condividono la direzione artistica della rassegna con Maurizio Regis, titolare dello storico “Vitriol” di via Ancina 7, a Fossano, dove si tengono per l’appunto le serate culturali.

Di grande interesse l’appuntamento del prossimo lunedì 7 aprile che vedrà la felice accoppiata di Francesco Macciò e Carlo Dardanelloimpegnati in una performance di poesia e improvvisazione polistrumentale.

Partendo dal suo nuovo poemetto “Ritratto di donna al mare con bambino”, da poco uscito per “Puntoacapo”, Macciò si racconterà, attraverso le sue poesie accompagnandosi ai suoni di un tamburo a cornice, intervallato da momenti al “bawu cinese” (flauto realizzato con tubi di bambù) e al “low whistle” (grosso flauto a fischietto di origine inglese). Insieme a lui, Carlo Dardanello farà volare al cielo (con la consueta abilità) le note del suo clarinetto e del suo sax.

Spiega lo stesso Macciò: “Scandire versi accompagnandoli con un suono destrutturato, che può essere una semplice vibrazione prodotta da una corda di cetra o dalla pelle di un tamburo, è un sostegno importante alla memoria, come sa bene chi ne ha fatto diretta esperienza. Si creano degli interstizi ritmici tra i versi, tra le strofe, dei grappoli di suoni e di silenzi che agganciano la memoria e preparano la pronuncia, l’intonazione del verso successivo. Ma il suono, appunto, deve essere ‘destrutturato’, così almeno mi piace definire questo profilo di note disancorate dai sistemi tonali ed eseguite a sostegno della parola poetica e allo stesso tempo capaci di fondersi con essa. Disegnare una precisa linea melodica, infatti, genererebbe confusione, sovrapponendosi alla musica che ogni poesia reca sempre con sé ed entrando inevitabilmente in conflitto con essa”.

Poche, doverose, note biografiche del duo Macciò – Dardanello:

Francesco Macciò è ligure di Torriglia e oggi vive a Genova, dove ha insegnato italiano e latino in un Liceo cittadino. Fra le sue opere, ricordiamo la pubblicazione del volume di saggistica “L’universo in periferia. S-Oggetti sparsi intorno alla Poesia” e, sotto pseudonimo, il romanzo “Come dentro la notte”. Molte le raccolte di poesia. L’ultima, la citata “Ritratto di donna al mare con bambino”. Ha vinto il “Premio Cordici” di poesia mistica e religiosa (2009), il “Satura Città di Genova” (2012) e il “Carlo Bo – Giovanni De Scalzo” (2024). E’ ideatore della Rassegna “Incontri con gli scrittori” presso il Liceo “Sandro Pertini” di Genova.

Da Vicoforte (Cuneo) arriva invece Carlo Dardanello, già avvocato ecclesiastico e consulente welfare e previdenziale in Istituti di Credito. All’attivo ha, anche lui, svariate pubblicazioni di opere poetiche sia in italiano sia in lingua “naturale” ed i suoi scritti compaiono su riviste e antologie in Italia ed in Francia. A partire dal 2012 ha intrapreso studi musicali con i maestri Gianni Virone, Fabio Gorlier e Roberto Regis con cui ha studiato “armonia” ed “improvvisazione jazz”. Allo studio del sax, del clarinetto e del clarinetto basso, ha affiancato lo studio della musica elettronica con una ricerca rivolta soprattutto all’improvvisazione esplorata nei suoi rapporti con la parola e nella creazione di paesaggi sonori.

In tal senso l’accoppiata Macciò – Dardanellofunziona che è un vero piacere.

L’appuntamento al “Vitriol” sarà come semprealle 21,15, ma organizzatori e autori saranno già presenti al civico 7 di via Ancina a partire dalle 19,30 a completa disposizione del pubblico.

Si consiglia di prenotare al numero telefonico 389/2595316

g. m.

Nelle foto: Francesco Macciò e Carlo Dardanello, Macciò al tamburo e Dardanello al sassofono

La città che cambia: più verde in via Stradella

Continua il percorso di riqualificazione di via Stradella e dell’area dove la vecchia ferrovia Torino – Ceres correva in trincea ribassata dietro le case di via Giachino.  Quando nel 1990 si coprì la sede ferroviaria, la nuova soletta fu in parte riqualificata con la realizzazione della Spina Reale e in parte dedicata a parcheggio in asfalto provvisorio, senza ombra né alberi.

La Giunta Comunale, su proposta dell’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta, ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica dei lavori sulla copertura della ex ferrovia tra le vie Luigi Gramegna e Cambiano e sui giardini presenti perpendicolarmente a via Chiesa della Salute che interesseranno una superficie di 6mila e 700metri quadri.

“I fenomeni legati alla variabilità climatica si vanno sempre più intensificando e gli eventi estremi connessi al clima costituiscono un rischio crescente, in particolare per le città – spiega l’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta -. Questi piccoli interventi di rigenerazione oltre a rendere gli spazi urbani più gradevoli e vivibili, favorendo un diverso utilizzo dello spazio pubblico, contribuiscono ad aumentare la resilienza agli effetti calamitosi del cambiamento climatico. Dal territorio, dopo la conclusione del primo intervento inaugurato a novembre del 2023, è arrivata la richiesta per il proseguimento. Lo facciamo ora che siamo riusciti a reperire le risorse necessarie”.

L’intervento prevede, laddove possibile, la rimozione e la sostituzione della pavimentazione esistente con materiali in grado di riflettere i raggi solari, nonché la realizzazione di aree verdi e il posizionamento di barriere alberate per garantire l’ombreggiamento con la piantumazione di 100 nuovi alberi. È prevista la realizzazione di un nuovo sistema di drenaggio delle acque piovane attraverso trincee drenanti e cambi di pendenza, in modo da evitare che le acque fluiscano verso gli edifici esistenti. Inoltre, verrà  realizzata un’area gioco, saranno posizionati nuovi arredi smart e si procederà  alla sistemazione dei percorsi pedonali e ciclabili già presenti nell’area.

Alla fine dei lavori tutta l’area tornerà a disposizione dei cittadini con un volto nuovo, più vivibile e migliorata nella capacità di adattamento al cambiamento climatico.

La spesa per i lavori –  finanziata con fondi europei PN Metro Plus nell’ambito del programma nazionale “PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027” –  è di 925mila euro (IVA inclusa).

Il primo intervento di adattamento finalizzato a contrastare gli impatti locali del cambiamento climatico, quali ondate di calore e fenomeni di precipitazione intensa, inaugurato a novembre del 2023, ha già interessato un’area di circa 2mila e 800 metri quadri, con la rimozione di 1400 mq di asfalto e la sua sostituzione con pavimentazioni dall’alto potere riflettente della radiazione solare. Inoltre, la rinaturalizzazione delle superfici verso le abitazioni ha dato vita a nuovi spazi verdi e di sosta attraverso la dimora di 46 alberi, oltre a centinaia di arbusti, erbe ornamentali e tappezzanti.

TORINO CLICK

Un’artista da riscoprire, tra bronzi e materiali intrisi di ricordi

Alla Galleria del Ponte, sino al 9 maggio
Sta nelle ultime pagine, prima della bibliografia, del bel catalogo approntato per la
mostra che guarda all’opera di Clotilde Ceriana Mayneri, artista a tutto tondo
scomparsa un paio d’anni fa. È il riquadro che contiene le risposte alle ventuno
domande degli “artisti spiegati dagli artisti”, dove s’apprende che “il tratto principale
del mio carattere” è il buonumore, che “il mio principale difetto” suona “se posso
rimando”, che “il mio eroe nella storia” è la Montessori, che il colore preferito è
l’azzurro e la stagione la primavera, che “i miei artisti preferiti” sono Pontormo ed
Emily Dickinson, che il libro più amato è “La lunga attesa dell’angelo” della Mazzucco
e che adora “la pasta, in ogni declinazione”. Il dono di natura che vorrei avere?
“Bellissimi denti per sorridere meglio”.
La mostra, curata da Armando Audoli (sino al 9 maggio nelle sale della Galleria del
Ponte), ha un sottotitolo doveroso, “Molti l’hanno guardata, nessuno l’ha vista”, un
atto di risarcimento, la presa di coscienza del visitatore di fronte alla dimensione
poliedrica della Ceriana.
Lasciando da parte la riservatezza dell’artista, ma
raggiungendo un approfondimento, quel riconoscimento che le è dovuto. Nascita nel
marzo del 1940, natali illustri, una famiglia che annovera generali di cavalleria,
deputati e industriali che contribuiscono alla nascita, nell’ultimo anno dell’altro secolo,
della Fabbrica Italiana Automobili Torino – il cambio dei tempi, quanto era lontana e
impensata Stellantis! – e diplomatici, capitani d’industria che danno vita a una banca,
la giovane contessina Clotilde frequenta l’Accademia Albertina avendo come
insegnanti Umberto Baglioni (pupillo di Edoardo Rubino) e Giovanni Chisotti e si
diploma ventitreenne, saggiando tra gli altri anche l’arte di Mario Calandri e
inaugurando un lungo cammino. “La plastica a tutto tondo della scultrice – scrive in
catalogo Audoli – si indirizza verso volumi e forme di maggiore sintesi e dal modellato
più asciutto, con aperture e sfrangiature di ascendenza ‘spazialista’, presenti tanto
nelle terrecotte, smaltate e non, quanto nei bronzi”, al visitatore il compito di
ammirare alcune tappe nel percorso espositivo: per passare, con estrema delicatezza,
quasi in punta di piedi, a quella “biblioteca ideale di epigrafi mai scritte”, poco oltre le
soglie degli anni Ottanta, a costruire estreme leggerezze, intimiste e di non semplici
letture, tra reminiscenze trasportate con gli anni, “attraverso materiali meno aulici”,
racchiusi anche in una personale intimità, che in elenco annoverano “oggetti trovati
sul cammino come rametti e legni naturali, frammenti di canna di bambù, placche di
corteccia di acero, fili di saggina, fili di canapa, fili di rame, corde, viti ottonate,
vecchie provette, lacerti di aquiloni giapponesi, carte umili o preziose, pagine di libri
antichi.”
In una mostra che per la prima volta vuole suggerire uno sguardo completo alla
parabola artistica della Ceriana, si fanno ammirare le “forme” in bronzo, le “Tracce per
Emily” (1986) e la “Figura prona” che sono terrecotte, soprattutto quel “Vaso di
Pandora” (1987), letteralmente esploso, con le sue impercettibili grafie, le pagine
strappate, primaverili o autunnali, che giocano con i materiali più improbabili, la
“Cattedrale gotica” o l’”Arcipelago” o “La fossa delle viole”, bianchi piani di pagine che
nel 2011 hanno raccolto ricordi che non saranno mai scritti.
Sono ricordi tutti colti per intervalli, suggestioni, incontri fortuiti, scelte improvvise,
affermazioni di sensazioni, emozioni che nessun altro capirebbe, sono il filo rosso che
la lega alla sua scrittrice dell’animo, la Dickinson; quasi la ricerca musicale all’interno
del mondo della natura, “ma lo spartito – annotava Andrea Balzola in occasione di una
mostra del ’91 – non è il risultato di un puro artificio, di una progettata astrazione, né,
tantomeno, di un semplice assemblaggio; il materiale colto nel magazzino della natura
o nel deposito privato degli oggetti porta con sé frammenti di racconto che vanno
ascoltati, interpretati, montati e manipolati, insomma ‘riscritti’ su nuove pagine per
nuovi destinatari.” Raffinatezza e invenzione, ricerca continua, il piacere dell’unire
materiali man mano che sono scoperti, una cinquantina di opere tra le più differenti,
distribuite lungo un arco cronologico di mezzo secolo, ogni prova – di qualsiasi
materiale – amata e affinata, disseminando il percorso di opere che all’apparenza
possono sembrar appartenere a “un registro umile” lontane da quante si preferirebbe
elevare a uno più “elevato”. Tutte appartengono all’unico abbraccio delle “creature”.
Scriveva Clotilde Ceriana in occasione di una mostra del 1989, nella Saletta rossa di
corso Valdocco: “Dall’ombra quita dello studio così affollato, così canoro, io ascolto.
Frammenti di tempo, di spazio, di cose.Tempo ne ho tanto, so aspettare, raccogliere,
collezionare. Mi piace pensare che la neve stia turbinando in me. Il mondo, qui dentro,
è pieno di sogni. Il mondo, là fuori, racconta storie di piccole immensità. C’è ancora
molto da cogliere lungo la vita, basta guardare indietro.”
Elio Rabbione
Nelle immagini, di Clotilde Ceriana Mayneri: “Reticolati aperti”, 2011, polimaterico;
“L’istinto sulla ragione”, 2016, polimaterico; “Incontrarsi nel vento e riconoscersi”,
1990, polimaterico.

Sergio e Luigi in piedi in un giorno grazie alla chirurgia vertebrale

Approccio mini-invasivo per una migliore qualità di vita alla Neurochirurgia dell’AOU AL 
Una vita passata tra le bancarelle dei mercati della provincia di Alessandria, sempre in movimento. Poi all’improvviso un dolore alla gamba che non passa, le terapie che non bastano più e l’autonomia che si riduce giorno dopo giorno. Per Sergio, 59 anni, venditore ambulante, la sciatalgia era diventata un ostacolo insormontabile. Ma oggi è tornato a lavorare senza più dolore, grazie a un intervento eseguito dall’equipe della Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria.
Il suo è uno dei primi casi in Piemonte trattati con la tecnica UBE (Unilateral Biportal Endoscopy), un approccio endoscopico, e quindi mini-invasivo, che consente di operare attraverso due piccole incisioni, evitando traumi e garantendo un recupero rapido e sicuro. In particolare, Sergio è stato operato per un’ernia discale espulsa L5-S1 e già la mattina successiva era in piedi, libero dal dolore e pronto a tornare alla sua quotidianità. Nessuna complicanza, nessun farmaco antidolorifico, solo una nuova libertà ritrovata.
Come lui anche Luigi, 48 anni, autotrasportatore, afflitto da tempo da lombosciatalgia e disturbi di sensibilità all’arto inferiore sinistro. Operato nello stesso giorno, ha condiviso con Sergio lo stesso decorso: dimissioni il mattino successivo, recupero completo e ritorno al lavoro in tempi rapidi e senza più disturbi.
«La UBE rappresenta una rivoluzione nella chirurgia vertebrale – afferma Andrea Barbanera, Direttore di Neurochirurgia dell’AOU AL – perché grazie all’utilizzo di un endoscopio e di una colonna artroscopica, consente interventi precisi, con una drastica riduzione del dolore post-operatorio, del ricorso a farmaci e dei rischi di infezione e sanguinamento. Questo per i pazienti significa meno sofferenza, riduzione dell’ospedalizzazione e quindi meno tempo lontani dalla propria famiglia e, soprattutto, un ritorno più rapido alle proprie attività, personali e professionali, senza più dolori invalidanti».
I due interventi sono stati eseguiti dall’equipe della Neurochirurgia dell’Ospedale di Alessandria nello stesso giorno sotto la guida di un esperto chirurgo francese di questa tecnica: l’obiettivo è renderla con il tempo una prassi, al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti. Si tratta infatti di un’importante novità nel trattamento della patologia degenerativa della colonna, come l’ernia del disco: «Portare tra i primi in Piemonte questa tecnica – conclude il direttore Barbanera – significa offrire ai nostri pazienti un’alternativa concreta, efficace e meno invasiva, ma la vera buona notizia è vedere persone come Sergio e Luigi tornare alla propria vita con il sorriso, in pochissimo tempo e senza dolore. È per risultati come questo che lavoriamo ogni giorno con passione, dedizione e con uno sguardo sempre attento alle ultime novità in termini di tecnologia e tecniche innovative».
«Queste storie dimostrano che la buona sanità esiste ed è fatta di innovazione, competenza e attenzione alla persona – afferma l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi – L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria conferma il proprio ruolo innovativo come realtà capace di introdurre tecniche all’avanguardia che migliorano concretamente la qualità di vita dei pazienti. L’obiettivo della sanità pubblica deve essere proprio questo, restituire salute e dignità nella maniera più efficace e umana possibile».
Alessandria, 3 aprile 2025

Istituti Culturali, Pd: “da sostenere anche in chiave turistica”

 Si è tenuta in VI Commissione l’audizione del Coordinamento degli Istituti Culturali, una rete che riunisce 39 istituzioni culturali che svolgono attività di ricerca, formazione e educazione continua di grande rilevanza.

“E’ stato un momento di confronto importante – spiegano la Vicepresidente della VI Commissione Emanuela Verzella e la portavoce del Partito Democratico in VI Commissione Laura Pompeo – durante il quale sono state evidenziate alcune criticità come quelle riguardanti i finanziamenti che vengono erogati dallo Stato e dalla Regione. Gli Istituti ricevono dallo Stato pagamenti puntuali, mentre i fondi regionali arrivano con un ritardo di circa un anno, fatto al quale si dovrebbe porre rimedio. Dal momento che questi fondi vengono utilizzati, in prevalenza, per il personale, è stato chiesto che vengano incrementati o comunque non diminuiti”.

“Inoltre, gli auditi hanno avanzato richiesta di un aiuto da parte degli uffici preposti per poter accedere ai finanziamenti europei che potrebbero rappresentare un grande aiuto per interventi di digitalizzazione, conservazione e di valorizzazione dell’immenso patrimonio archivistico che racchiudono. Arrivare a una musealizzazione del patrimonio, ove possibile, e sostenere le iniziative di alternanza scuola-lavoro e universitarie, consentirebbe la fruizione di questi beni di grande valore artistico, culturale e documentale non solo da parte degli studiosi, ma anche di un pubblico più vasto che potrebbe così apprezzarne il valore e l’importanza” proseguono le esponenti dem.

“Ci faremo portavoce di queste istanze – concludono le Consigliere regionali Pd – è, infatti, fondamentale sostenere, in tutti i modi possibili, il mondo culturale e cercare di promuoverne la conoscenza anche in chiave turistica”.

Giornata della Terra 2025. A Torino un viaggio nella sostenibilità a 360°

Una festa per il pianeta che attraversa la giornata tra cultura e consapevolezza, per accendersi nella Notte della Terra con il live di Samuel

 

Sabato 19 aprile 2025

Giardini dei Musei Reali di Torino

 

Sabato 19 aprile 2025 torna a Torino la Giornata della Terra, un evento unico e coinvolgente che quest’anno si rinnova con un ricco programma dedicato alla sostenibilità declinata in tutte le sue forme: ambientale, sociale, relazionale e culturale. Un’occasione imperdibile per riflettere e agire insieme verso un futuro più consapevole e responsabile.

 

La manifestazione, organizzata e promossa dalla Fondazione Club Silencio in collaborazione con Musei Reali di Torino con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito delle missioni Proteggere l’Ambiente e Promuovere il Benessere dell’Obiettivo Pianeta e il patrocinio della Città di Torino, offrirà un’intera giornata di attività e intrattenimento no-stop mettendo al centro la sostenibilità a 360 gradi, toccando i punti dell’Agenda 2030 di cui proprio quest’anno ricorre il decennale.

 

“Eventi come la Giornata della Terra rappresentano utili occasioni per coinvolgere attivamente le persone e sensibilizzarle sull’importanza della lotta al cambiamento climatico e di un futuro sostenibile. Le città stanno già subendo gli effetti dei cambiamenti climatici in atto ed è fondamentale acquisire piena consapevolezza dell’urgenza di questa crisi e della costruzione di una comunità consapevole nella quale ognuno, coi propri comportamenti, ha e avrà un ruolo decisivo. Le città sostenibili non sono un’utopia, ma il risultato di un adattamento a un contesto in continuo mutamento che le renda più vivibili, resilienti e a misura di persona. Per guidarla in questa trasformazione Torino ha redatto, al termine di un percorso partecipato, il proprio Manifesto NEB New European Bauhaus che rappresenta una grande opportunità per ripensare le nostre città perché diventino luoghi accoglienti, rispettosi dei diritti delle persone e della natura, luoghi da cui partire per costruire una società più giusta, più equa, più inclusiva” – Chiara Foglietta, assessora alla Transizione Ecologica e Digitale della Città di Torino.

 

La Giornata della Terra 2025 a Torino sarà un viaggio alla scoperta della sostenibilità in tutte le sue sfaccettature, esplorando come essa possa plasmare non solo l’ambiente ma anche le città, le comunità e la vita quotidiana. Si parlerà di transizione ecologica e adattamento al cambiamento climatico, con un focus sulla tutela della biodiversità e degli ecosistemi, senza dimenticare l’importanza di città e comunità sostenibili: mobilità green, trasporti alternativi e urbanistica che integri spazi verdi e soluzioni circolari. Moda etica e filiere agroalimentari sostenibili troveranno spazio accanto a esperienze di rigenerazione urbana e modelli economici innovativi. L’attenzione alla sostenibilità sociale si declina anche nei temi legati ai diritti umani, alla parità di genere e all’inclusione, valorizzando il sapere tradizionale delle comunità e il concetto di lavoro dignitoso nell’era delle nuove economie. Anche la tecnologia sarà protagonista, con approfondimenti sulle soluzioni digitali per la sostenibilità, dall’intelligenza artificiale al green tech, senza trascurare l’impatto ambientale delle nuove tecnologie come blockchain e energie rinnovabili.

Il benessere personale si intreccerà con lo stile di vita sostenibile: salute mentale, alimentazione consapevole e pratiche di mindfulness offriranno spunti per ripensare il nostro rapporto con la natura e il consumo. Un’attenzione speciale sarà rivolta alle nuove generazioni, protagoniste di un percorso che affronta ecoansia, salute mentale, occupazione e sostenibilità come pilastri di un futuro più equo e responsabile.

 

“Questa terza edizione de La Giornata della Terra a Torino rappresenta per noi un’opportunità straordinaria per esplorare la sostenibilità in tutte le sue sfaccettature, andando oltre la semplice tutela ambientale. Vogliamo trasmettere l’idea che prendersi cura del pianeta significa anche prendersi cura delle persone, delle comunità e dei legami sociali. Attraverso iniziative artistiche, culturali e interattive, desideriamo sensibilizzare i cittadini su una sostenibilità più ampia, capace di intrecciare ambiente, cultura e inclusione sociale. Crediamo fermamente che la consapevolezza collettiva sia la chiave per costruire un futuro responsabile e resiliente, in cui ognuno di noi possa sentirsi parte attiva del cambiamento. Questa giornata è un invito a riflettere e a celebrare insieme la nostra capacità di immaginare un mondo più giusto e sostenibile” – Alberto Ferrari, presidente della Fondazione Club Silencio.

 

“Per il terzo anno consecutivo, i Musei Reali aderiscono con convinzione al progetto Giornata della Terra: crediamo infatti che avere una visione di futuro sia l’elemento fondamentale del fare cultura, incluso in modo trasversale negli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030. Attraverso lo sviluppo di un Piano di Azione dedicato (MRT 2030), i Musei Reali stanno lavorando su progettualità specifiche che declinino i 17 Obiettivi dell’Agenda alla scala dell’istituzione museale e del contesto cittadino torinese. Le azioni del Piano hanno lo scopo di mettere in relazione le tendenze globali con le attività dei Musei Reali, facendo emergere l’importanza del ruolo dei musei nel percorso verso la realizzazione di un cambiamento e di un futuro sostenibile, con il coinvolgimento delle comunità locali, l’integrazione sociale, l’aumento di consapevolezza, l’adattamento di spazi, funzioni e attività” – Mario Turetta, Direttore delegato dei Musei Reali.

“Coinvolgere e attivare processi di inclusione: l’obiettivo è creare connessioni e coinvolgere i giovani nelle attività dei Musei Reali a partire dalla co-progettazione, allo scopo di avvicinare un target sempre più ampio alla fruizione museale, rafforzando la consapevolezza del patrimonio dei Musei Reali attraverso attività culturali dedicate e, ancor di più, sostenere idee innovative promosse dai giovani e supportate da giovani professionisti: attività sostenibili in senso ampio, ripensando gli spazi e interpretandoli in una prospettiva che li renda più inclusivi e coinvolgenti” – Elisa Panero, Responsabile Area Mediazione e Accoglienza dei Musei Reali.

 

Dai talk alle esperienze interattive, l’evento, che trasformerà i Giardini Reali, nel cuore della città storica, in un hub di creatività, consapevolezza e sostenibilità, si aprirà ufficialmente alle ore 11 con attività proposte per educare e sensibilizzare sui temi del benessere psico-fisico e della consapevolezza del proprio corpo connesso all’ambiente circostante che coinvolgeranno i partecipanti nell’Area Wellness tra sessioni di yoga e pilates, organizzate da Iren Luce Gas e Servizi;

lezioni di danzamovimento terapia con Francesca Torchella, facilitatrice di benessere e danzamovimento terapeuta di Spazio conCura, per riattivare la libertà interiore ed entrare in contatto con il proprio corpo e con la natura e le pratiche di biotransenergetica proposte da Wake Up! con l’ausilio del tamburo sciamanico. L’attività sarà tenuta da Matteo Puppione insieme a Francesco Santini, counselor BioTransEnergetica e docente in formazione presso I’Integral Transpersonal Institute, che realizza i suoi percorsi basandosi sull’ascolto, sulle meditazioni e sulle pratiche di matrice sciamanica per recuperare quell’integrità di corpo, mente, emozioni, energia e spirito, necessaria per superare le difficoltà e intraprendere il percorso verso la piena realizzazione di sé.

 

Dal dialogo sulla disabilità e sulle neurodivergenze all’ecoansia, passando per le nuove forme di attivismo e la lotta intersezionale che indaga il legame tra femminismo e ambientalismo, la Giornata della Terra offrirà un ricco programma di talk ospitati in tre aree dei Giardini Reali: il Teatro Romano, il Giardino di Levante e il Bastione. Gli incontri vedranno il coinvolgimento di realtà autorevoli come ASviS, impegnata a promuovere la sostenibilità e l’innovazione in dialogo con la Città di TorinoIren, partner per il secondo anno consecutivo della Giornata della Terra , che porta avanti una collaborazione di valore manifestando il costante impegno che l’azienda dedica alla transizione ecologica e alla divulgazione della sostenibilità, e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta che affronterà anche il legame tra salute mentale e cambiamento climatico, tra emozioni difficili e forme di resistenza attiva, ricordandoci che prendersi cura del pianeta significa anche prendersi cura di chi lo abita. In apertura, l’Assessorato alla Transizione Ecologica e Digitale della Città di Torino, Direzione Innovazione del Gruppo Iren, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS e il Politecnico di Torino con Oltre il cambiamento: innovare per abitare il pianeta.

Tra gli altri protagonisti degli incontri, l’attivista e creator Andrea Grieco che dialogherà con esperti del settore e divulgatori sulle strategie di adattamento e il ruolo attivo che ciascuno può assumere per affrontare la crisi climatica. Break The Silence Italia e Greenpeace Piemonte esploreranno il legame profondo tra crisi climatica e disuguaglianze di genere, partendo dal concetto di giustizia climatica intersezionale. Un confronto aperto per capire perché non può esserci vera sostenibilità senza inclusione, e perché le battaglie per i diritti (di genere, sociali e ambientali) sono tutte parte dello stesso cambiamento. Con la biologa nutrizionista Anna Carlin si parlerà invece di cosa significa oggi fare una scelta alimentare consapevole in un mondo in cui si parla sempre più di vegetarianesimo, diete flessibili e sostenibilità ambientale, tenendo conto della salute personale, del benessere mentale e dell’impatto delle nostre scelte sul pianeta. Valentina Isaja di Fondazione Zoom guiderà il pubblico in un viaggio tra le specie che abitano il nostro pianeta e le sfide quotidiane per proteggerle attraverso l’impegno per la conservazione della biodiversità, tra ricerca, tutela e progetti concreti. Elfo di Mai Ultimi, Morgan Lo Bracco di Primo Gemito e l’attivista Alessia Volpin portano le loro esperienze e le loro idee, con un briciolo di ironia, disposti a sciogliere ogni dubbio sui temi della disabilità e della neurodivergenza. Mentre tra aneddoti, storie di recuperi epici e riflessioni semi-serie sul riuso urbano, Stooping Torino racconterà con ironia lo spirito della community che ha trasformato il “raccattare” in un’arte – anzi, in un modo sostenibile ed economico per arredare e dare nuova vita agli oggetti.

 

Anche quest’anno l’Area Kids non mancherà di sorprendere bambini e famiglie con un ricco programma di attività. Cascina Falchera proporrà Equilibri in natura, un laboratorio che mette al centro l’esperienza relazionale dei bambini su tre livelli: il rapporto con l’ambiente, con i coetanei e con le proprie competenze. Attraverso giochi in legno, attività di fiducia, movimento e cooperazione, i partecipanti potranno sperimentare nuovi equilibri, mettendosi alla prova sia come individui che come gruppo. La foresta che respira, a cura dell’Associazione Amalgama, invita i bambini a connettersi profondamente con la natura, ispirati dalla lettura di Saremo alberi di Mauro Evangelista. In questo spazio immersivo, i piccoli esploratori immagineranno sé stessi come alberi viventi, con radici nei piedi e rami nelle braccia, diventando un elemento tra tanti, parte di un grande insieme. In cerca di fiori con Beesù è un laboratorio per bambini e bambine alla scoperta delle api, degli impollinatori e del valore della biodiversità. Attraverso il racconto dell’ape Lulù e dei suoi amici Lalla la Farfalla, Raimondo il Bombo e Lena la Falena i partecipanti saranno coinvolti in giochi, musica e attività sensoriali per iniziare a riflettere, in modo divertente, giocoso e partecipato, sull’importanza dei fiori, del cibo e dell’impollinazione. Ogni bambino realizzerà una bomba di semi, da portare a casa o da lanciare in natura, per contribuire in modo concreto alla fioritura e alla tutela dell’ambiente.

 

Spazio anche per i grandi con workshop e laboratori coinvolgenti. Tra questi, Rags and rugs – ospitato nello spazio Iren e guidato dal collettivo artistico SANT3 MOLEST3 e insieme a Eduiren, il settore Educational del Gruppo Iren – durante il quale i e le partecipanti potranno trasformare materiali di scarto in un arazzo unico realizzato a più mani. Il laboratorio non si limiterà a intrecciare stoffe e plastiche, ma includerà anche la preparazione dei filati fondamentali per l’intreccio. L’opera seguirà le emozioni e le intuizioni delle persone, rispettando la diversità del filato e dei partecipanti, senza seguire un disegno preciso con la volontà di essere un’esperienza collettiva capace di intrecciare relazioni, emozioni e pensieri sostenibili, perché la cultura della sostenibilità passa dal modo in cui ci operiamo quotidianamente per fare le cose. Il laboratorio creativo si svolgerà durante l’intero evento, dalle 11 a mezzanotte, offrendo a tutti la possibilità di lasciare un segno personale in questa grande opera collettiva. Accanto a questa esperienza, il racconto fotografico di Filippo Bortolotti (Filtenso) documenta la realizzazione di Baracca n.4 / Narrazioni al Margine – uno dei tanti progetti promossi da Aurora Sogna, programma di community empowerment ideato da Club Silencio. Questo progetto, volto a generare valore condiviso partendo dalla capacitazione della popolazione under 30 del quartiere Aurora, ha coinvolto l’artista Roberto Alfano e i giovani del quartiere, dando vita a un’opera collettiva e partecipata. Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta invita il pubblico a mettersi alla prova con il quiz Come combattere l’eco-mafia, esplorando i vari settori in cui opera l’illegalità ambientale e suggerendo azioni concrete per contrastarla. Un gioco di ruolo dedicato al cambiamento climatico offre inoltre l’opportunità di riflettere su come le trasformazioni ambientali influenzino la giustizia sociale, evidenziando rischi e sfide economiche, sociali e sanitarie legate agli effetti del clima che cambia.

 

Focus sulle proposte dedicate agli acquisti consapevoli con l’Earth market dove scoprire diverse realtà sostenibili tra artigianato, vintage e second hand; durante tutta la giornata, Swap Party raccoglierà i vestiti inutilizzati e durante il laboratorio Retote Revolution: crea la tua borsa unica e personale! sarà possibile creare una borsa unica, realizzata a mano con materiale di riciclo. Fablab Torino, punto di riferimento per la fabbricazione digitale e l’innovazione tecnologica, propone, invece, Upcycle your stuff, un laboratorio che offre ai partecipanti la possibilità di trasformare scarti di produzione in nuovi oggetti attraverso l’uso della fabbricazione digitale.

 

Al termine della giornata, i riflettori si accenderanno sulla Notte della Terra: un’edizione speciale del format Una notte al Museo che trasformerà lo spazio in un’esperienza vibrante e indimenticabile. Due palchi animeranno la notte con un’esplosione di musica ed energia, celebrando insieme la Giornata della Terra. Protagonisti della serata saranno Samuel, con il suo sound inconfondibile, e il dj set di  Klaus, deejay, attivista e produttore musicale. Un evento unico, dove anche la musica diventa il linguaggio universale per condividere emozioni e riflettere sull’importanza della tutela del nostro pianeta.

 

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Giornata della Terra – Gli eventi diurni sono gratuiti con accredito (disponibilità limitata) e si svolgeranno dalle 11 alle 18 ai Giardini Reali.

 

Notte della Terra – L’evento di chiusura aprirà le porte alle 18 e finirà a mezzanotte. Il costo è di 10€ ed è necessario accreditarsi per partecipare.

 

Tutte le informazioni sul sito www.giornatadellaterra.it

Fb e IG @giornatadellaterra

#GiornataDellaTerraTorino

“Fondato sul lavoro”: al centro il primo articolo della Costituzione

La mostra a cura di Alessandro Bulgini, da un’idea di Francesco Sena, inauguratasi a Flashback Habitat

Da giovedì 3 aprile a domenica 27 luglio prossimi, negli spazi di Falshback Habitat – ecosistema per le culture contemporanee, in corso Giovanni Lanza 75, a Torino, è possibile visitare la mostra intitolata “Fondato sul lavoro”. La rassegna è a cura di Alessandro Bulgini, con testi di Ginevra Pucci, nata da un‘idea di Francesco Sena. Ancora una volta, la proposta culturale di Flashback si addentra in tematiche spesso taciute o ignorate. Il ruolo dell’artista non è quello di restare in disparte o in silenzio, ma di “gridare” e denunciare, attraverso la sua acuta visione del mondo, le ingiustizie e le sopraffazioni sociali. “Fondato sul lavoro” propone 26 opere che attraversano epoche differenti, e vuole essere testimonianza di questioni che oggi si rivelano urgenti. Il lavoro è al centro del patto sociale, principio fondativo della Repubblica e motore d’avanzamento della società. Ma quale lavoro? Per chi e a quale prezzo ? La mostra esplora il tema nella sua complessità, svelandone contraddizioni e mutamenti. In un momento storico fondato su precarietà, disuguaglianze e dall’emergenza globale delle morti sul lavoro, la questione assume una rilevanza ancora più profonda, dando voce a chi resta spesso invisibile.

La Repubblica Italiana non si fonda semplicemente sull’articolo della Costituzione, ma sulla centralità dell’essere umano, in cui il lavoro gioca un ruolo fondamentale. Per questa ragione si è scelto di declinare la parola “fondata” al maschile, per sottolineare quanto sia il lavoro a essere radicato nell’essere umano, nella sua identità. È il momento di tornare a mettere l’essere umano al centro della riflessione.

Il percorso espositivo si snoda tra linguaggi ed epoche differenti, dal IV secolo fino a oggi, intrecciando le realtà artistiche del passato con le urgenze del presente. Un affresco sulla storia del lavoro domestico viene offerto dall’anonimo ceramista attico Gerhard van Steenwijck e il ceramista cinese della Dinastia Yuan. Le opere riflettono una realtà sociale che attraversa i secoli, dove il lavoro domestico era svolto prevalentemente da donne, spesso giovani e provenienti dai ceti sociali più umili. Un lavoro durissimo e spersonalizzante, privo di autonomia e diritti, che costringeva a rimanere invisibili e silenziosi. La mostra intende abbracciare una più ampia riflessione sul lavoro sessuale, rappresentato dalla prostitute nell’opera di Renato Guttuso. Con il suo stile crudo e diretto, l’artista racconta con precisione la condizione sociale della donna, il corpo come oggetto spesso segnato e sfruttato. La prostitute protagonista dell’opera mette in discussione le nostre percezioni e ci costringe a guardare in faccia a una realtà che non possiamo ignorare: l’esistenza del sex work. Si inseriscono nel solco della riflessione politica e sociale Sandro Mele, con “Folklore globale”, e Turi Rapisarda, con “Mille”. La serie fotografica di Rapisarda documenta la migrazione e degli operai meridionali verso il nord Italia durante il boom economico, ispirandosi alla storica “spedizione dei mille” di Garibaldi. L’opera dedicata al coraggio di questi lavoratori, ma che critica il sistema che li ha sfruttati senza garantire pari opportunità. Realizzata nel 1992, la serie rappresenta ritratti a grandezza naturale, simbolo di una lotta silenziosa per un riscatto economico e sociale. Il pittore viareggino di fine Ottocento Lorenzo Viani, racconta il dramma delle moglie dei pescatori, documentando il lavoro e la resistenza di chi aspetta. “Enterramiento de diez trabajadores”, di Santiago Sierra, svela il lato più brutale del lavoro, le condizioni di sfruttamento e mercificazione dell’essere umano. I protagonisti sono 10 lavoratori senegalesi che accettano per una esigua somma di denaro di essere sepolti sotto la sabbia per una intera giornata. Gianluca e Massimiliano De Serio, attraverso il linguaggio cinematografico, raccontano le storie di chi lavora ai margini, accendendo le luci sul caporalato. Il cortometraggio dell’artista croato Igor Grubic ,“How Steel Was Tempered”, segue le vicende di un padre che porta il figlio in una vecchia fabbrica in disuso, dove un tempo lavorava. L’opera esplora non solo l’evoluzione del problema economico e sociale, ma diventa metafora anche di riconciliazione intergenerazionale. Edificio e simbolo del passato industriale, diventa il contesto in cui padre e figlio si ritrovano. Alla fine il figlio comprende il sacrificio del padre, risanato così il loro legame. Cosimo Calabrese con “Zona Ilva”, e Pierfrancesco Lafratta con “Diorama” si confrontano con le conseguenze della crisi d’abbandono in cui imperversa il territorio tarantino: rimane una città sospesa tra sopravvivenza e morte, tra la necessità del lavoro e l’emergenza sanitaria e ambientale in un luogo fagocitato dall’industrializzazione. Nell’opera “Elisa”, Arcangelo Sassolino richiama una figura femminile che può essere interpretata come simbolo di forza, determinazione e vulnerabilità , facendo riferimento a una condizione di fatica e sacrificio associata al lavoro e alla lotta quotidiana. L’opera di Sassolino evoca inoltre un forte senso di resistenza, di sforzo prolungato, di un corpo che persiste e si oppone pur nella inevitabile consapevolezza dei suoi limiti.  Il linguaggio astratto di Giuseppe Santomaso riguarda sempre il lavoro in fabbrica. La sua “Trancia” è uno strumento per forare materiali duri come il metallo, rappresentazione del duro lavoro e sacrificio legato alle attività industriali. Una riflessione sulle conseguenze dell’inquinamento industriale proviene dall’opera “Per l’eternità” di Luca Vitone, che racconta gli effetti, le cicatrici, l’amara eredità dell’impatto che l’eternit ha avuto sulla vita delle persone e sul territorio piemontese. Quella polvere bianca è un nemico invisibile ma presente, cristallizzato nelle voci di chi quella tragedia l’ha vissuta nella paura che suscita la paura del vento, che per analogia diventa paura di respirare.

Attraverso questi sguardi eterogenei ed altre opere e artisti in mostra, “Fondato sul lavoro” non si limita a rappresentare il lavoro, ma lo mette in discussione. Chi lavora oggi ? In quali condizioni ? Qual è il valore reale del lavoro in una sistema in evoluzione ? Attraverso epoche diverse gli artisti hanno narrato la fatica quotidiana, la precarietà, la miseria e i drammi umani legati al lavoro, rendendo visibili quelle realtà spesso trascurate e ignorate. Dare luce a ciò che è nascosto, marginalizzato e dimenticato è uno dei compiti che Flashback si assume con forza, ponendolo al centro attraverso un dialogo tra arte e vita, tra opere e quotidiano. In questo modo l’arte viene percepita anche nel ruolo attivo e vivo capace di parlare di sfide e speranze dell’esistenza umana. L’arte diventa una lente di ingrandimento sulla realtà e un efficace strumento per comprenderla, criticarla e trasformata.

Mara Martellotta