E’ una scommessa vinta quella di Vittoria Vintage che 14 anni fa, a Torino, ha aperto il suo negozio di articoli griffati di seconda mano, pezzi iconici a prezzi abbordabili.
















A pochi giorni dall’inizio del torneo, in piazza San Carlo è possibile visitare “Best of Torino”, la mostra fotografica a cielo aperto che ripercorre i momenti più iconici delle prime tre edizioni torinesi del torneo. Immagini coinvolgenti che celebrano i trionfi, i colpi più spettacolari e le emozioni che hanno caratterizzato il “Torneo dei Campioni” dal suo arrivo a Torino, scatti intensi e unici che anticipano ciò che sarà nell’edizione 2024.
Piazza Palazzo di Città ospita invece la mostra fotografica “Court of Champions”, dedicata ai grandi protagonisti degli oltre 50 anni di storia del torneo. Un omaggio alle leggende del tennis, arricchito da aneddoti, curiosità e dettagli per celebrare i tennisti che hanno segnato un’epoca.
Il percorso di mostre a tema sulle Nitto ATP Finals si completa in via Po con “Where Champions become Champion”, un racconto per immagini che presenta i giocatori qualificati al torneo 2024, i momenti più iconici delle loro carriere e i tornei che li hanno consacrati “campioni”.
TORINO CLICK


A Chieri, una mostra diffusa di “Fiber Art” per celebrare il venticinquennale della “creatura artistica” di Silvana Nota
Da venerdì 15 novembre a sabato 21 dicembre
Chieri (Torino)
Mostra diffusa. Tre le location coinvolte: il “Museo del Tessile” (via Santa Chiara, 10), la Biblioteca Civica “Nicolò e Paolo Francone” (via Vittorio Emanuele II, 1) e la “Cappella di San Filippo Neri” (via Vittorio Emanuele II, 63). Tre luoghi assolutamente iconici della Città di Chieri che, da venerdì 15 novembre a sabato 21 dicembre (Orari: ven. e sab. 15/18), ospiteranno i “tessuti artistici” di oltre trenta artisti-artigiani provenienti da diverse parti del mondo per celebrare il venticinquennale di “Trame d’Autore”, la Collezione Civica di “Fiber Art” (arte “giovane” sviluppatasi in Italia a partire dai primi anni Settanta, precursore Fortunato Depero, fra i firmatari dell’“aeropittura” e fra i nomi più rappresentativi del “secondo futurismo”) avviata nella città collinare dalla critica d’arte Silvana Nota insieme all’artista olandese Martha Nieuwenhuijs e sviluppatasi dalle biennali di “Fiber Art” fino a “Tramanda” e alla formazione dell’odierna raccolta “Trame d’Autore”.

La rassegna, oggi ospitata nelle succitate tre sedi, e a cura della stessa Silvana Nota, è un’iniziativa congiunta del Comune di Chieri e della “Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile” (con il sostegno di “Regione” e “Città Metropolitana”), che nasce per richiamare, ancora una volta, “il valore – dicono gli organizzatori – di una preziosa raccolta custodita a Chieri, città che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, industria e museo tessile, arti applicate e nuove sperimentazioni”. Trentacinque, nel complesso, sono le opere esposte. Opere in cui si riflettono e si trasmettono i valori e le cifre stilistiche di singolari pagine legate alla storia della “Fiber Art”, dalle origini a oggi (dalle realizzazioni di giovani artisti ai lavori “storici” di autori ampiamente affermati), ma anche suggestive e avventurose “galoppate” attraverso le più bizzarre e inedite affermazioni della storia dell’arte.

La “Sala della Porta del Tessile”, già Cappella del “Convento delle Clarisse” d’impianto quattrocentesco, ospita un ensemble di opere realizzate al telaio e “off loom” (fuori telaio) di rilevante impatto visivo e poetico. Un lavoro site specific nella Cappella barocca di “San Filippo Neri” smaterializza “i confini della realtà in un’atmosfera rarefatta e contemplativa”. Opere di piccole dimensioni ma di significativa importanza sono presentate alla “Biblioteca Civica”, anch’essa luogo ideale per un linguaggio profondamente intellettuale e di seducente bellezza.
“Caratterizzata – sottolinea la curatrice, Silvana Nota – dall’elemento tessile decontestualizzato e reinterpretato con materiali classici o sperimentali, nei più inaspettati linguaggi di artisti colti e internazionali che hanno scelto la manualità come gesto concettuale, la collezione ‘Trame d’Autore’ è pervasa da un’atmosfera cosmopolita che ben riflette i caratteri della sua ideatrice, Martha Nieuwenhuijs”.

Così dal geometrico “Kite” della milanese Paola Besana si passa, a lunghe falcate e solo per citare alcune opere, all’arazzo (telaio a mano) della svizzera Silvia Heyden, fino al prezioso “Sudario” del torinese Nando Luraschi e all’essenziale “Blucrocifisso (Omaggio a Cimabue)” della toscana Paola Bitelli, per proseguire con “Il fuoco” della rumena Gabriela Naftanaila Leventu e “Babylon” della svedese Agneta B Lind, via via fino alle opere dell’iraniana Alikhani Reyhaneh e della giapponese Naoko Yoshimoto. In un lungo coinvolgente e appassionante iter espositivo, “in sintonia con la natura, la storia e lo spirito dei luoghi ospitanti, all’insegna di un dialogo intergenerazionale e interculturale in cui il tessile come medium artistico si coniuga a espressioni concettuali veicolate anche attraverso un linguaggio multisensoriale, dunque intelligibile per chiunque si avvicini alla ‘Fiber Art’”.
“Con questa iniziativa di raffinato calibro – commenta infine Melanie Zefferino, presidente della ‘Fondazione chierese per il Tessile e Museo del Tessile’ – nuove trame arricchiscono l’arazzo in cui passato e presente si intrecciano insieme a fili d’arte, gli stessi che uniscono la Città di Chieri alle sue sedi istituzionali vocate alla cultura, alla memoria storica e alla vitalità intellettuale e creativa”.
Gianni Milani
Per info: www.comune.chieri.to.it o www.fmtessilchieri.org
Nelle foto:
– Paola Besana: “Kite”
– Silvana Nota
– Paola Bitelli: “Blucrocifisso (Omaggio a Cimabue)”
– Nando Luraschi: “Sudario”







Sabato 16 novembre si terrà, organizzato dal Centro Studi Sereno Regis, l’incontro con l’israeliana Eszter Koranyi e la palestinese Rana Salman, codirettrici dell’organizzazione pacifista ‘Combatants for Peace’. Il loro tour proseguirà poi a Firenze, Roma e Napoli.
L’incontro avrà luogo alle 17.30 al CAM, Cultures and Mission, il polo culturale dei Missionari della Consolata in via Cialdini 4 a ingresso libero.
Si chiamano Eszter Koranyi e Rana Salman, di origini ungheresi la prima che oggi vive a Tel Aviv, mentre la seconda discende da una famiglia di sopravvissuti alla Nakba e vive in Cisgiordania.
Le loro origini, storie personali e familiari non potrebbero essere più diverse, eppure dai primi giorni di quest’anno condividono la direzione del movimento pacifista Israelo palestinese ‘Combatants for Peace’, sulla cui storia e instancabile impegno di riconciliazione nell’arco degli ultimi vent’anni la casa editrice Multimage ha pubblicato il libro “Combattenti per la pace”.
“Sarà un’importante occasione di confronto con questa rilevante esperienza di attivismo non violento pressoché ignorata dai media nazionali iniziata venti anni fa con l’obiezione di coscienza di ex militari israeliani e ex militari palestinesi per lo più reduci da durissimi periodi di detenzione – dichiara Daniela Bezzi, curatrice del libro e referente per il Centro Studi Sereno Regis della tappa torinese – un’alleanza quanto mai impensabile e animata dall’urgenza di uscire dalla spirale della violenza”.
Nel corso degli anni quel primo nucleo di ex Combattenti è diventato un vero e proprio movimento di uomini e donne, sempre più giovani, con una fitto programma di iniziative condivise, percorsi di advocacy e interventi d’interposizione nelle aree assediate dai coloni in Cisgiordania. Una realtà per molti versi miracolosa, che potrebbe considerarsi il prototipo di quella società bi nazionale che nessuni osa più sognare e cge per questi Combattenti della Pace deve diventare realtà
MARA MARTELLOTTA
Il 2024 segna un’importante svolta per la sezione Piemonte e valle d’Aosta dell’ADSI (Associazione dimore storiche italiane) che, in sinergia con Region Piemonte e Consiglio regionale del Piemonte presenta il 14 novembre un progetto volto ad ampliare l’offerta turistica subalpina grazie all’apertura di 46 dimore private di grande interesse storico e culturale.
Un’occasione per restituire al nostro territorio quella ricchezza nascosta intrisa di storia, , cultura, tradizioni di famiglia e artigianato che ha contribuito a fare del Piemonte quello scrigno di bellezza, e una meta emergente del Bel Paese, fra le prime destinazioni turistiche internazionali. Grazie al protocollo di intesa siglato tra ADSI Piemonte e Valle d’Aosta e FIAVET Piemonte, le due realtà, Associazioni Dimore Storiche Italiane e la Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo, lavoreranno di concerto per permettere ai visitatori di ammirare dei beni privati straordinari, su prenotazione e secondo programmi di viaggio coordinati dalle agenzie di viaggio convenzionate.
L’iniziativa è stata presentata presso la sala Viglione del consiglio regionale alla presenza del Presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, dell’europarlamentare Giovanni Crosetto, dell’assessore al Turismo, Cultura, Sport della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, del vicepresidente ADSI e presidente della sezione Piemonte e valle d’Aosta, Alessandro Gosztonyi e di Gabriella Aires, presidente di Fiavet Piemonte.
Il presidente del consiglio regionale ha dato il benvenuto agli ospiti affermando che la nostra volontà è quella di valorizzare e far conoscere nostri tesori, tutto il nostro meraviglioso patrimonio culturale, anche quello dei privati. La scelta di aprire e promuovere queste 46 dimore storiche, grazie alla disponibilità dei proprietari e all’impegno dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, rappresenta una grande opportunità di sviluppo economico e culturale, fungendo da catalizzatore per il turismo e per l’intero territorio regionale. Questo patrimonio unico, fatto di giardini, ville, castelli, tenute agricole, Residenze d’epoca e palazzi nobiliari, è testimonianza della ricchezza storica e architettonica del Piemonte, diventa un vero e proprio motore per il rilancio turistico e la valorizzazione del territorio “.
Fanno parte del circuito del progetto Dimore Amiche del Piemonte circa 50 Dimore Storiche ubicate in zone turisticamente conosciute ma anche meno esplorate.
Le prime ad aderire sono 9 Dimore in provincia di Alessandria, 2 in provincia di Asti, 3 in provincia di Biella, 10 in provincia di Cuneo, 1 in provincia di Novara, 18 in provincia di Torino, 2 nel Verbano Cusio Ossola e 1 in provincia di Vercelli, e altre si sono aggiunte.
Il 40% è rappresentato da castelli, il 20% da ville, il restante da case Storiche e palazzi. Nel 90% dei casi è possibile visitare anche i parchi che circondano queste dimore.
Mara Martellotta
Venerdì 15 novembre a Casa Tennis (piazza Castello) i campioni piemontesi che hanno partecipato ai Giochi di Parigi 2024 saranno accolti dai rappresentanti delle istituzioni per un momento di celebrazione del grande sport del Piemonte.
Primo grande appuntamento stagionale per il curling internazionale che, dopo il riscaldamento vissuto nelle prime tappe del Grand Slam, si ritrova in Finlandia per la quarantanovesima edizione degli Europei. Dal 16 al 23 novembre sarà il ghiaccio di Lohja a ospitare l’Italia al maschile e al femminile nella rincorsa alle medaglie che in più di un’occasione ha visto gli Azzurri protagonisti.
E non potrà mancare all’appuntamento anche un pizzico di Piemonte, grazie alla stella sempre lucente di Angela Romei che, insieme a Stefania Constantini, Marta Lo Deserto, Giulia Zardini Lacedelli ed Elena Antonia Mathis, proverà a bissare, e magari a migliorare, l’argento conquistato nell’edizione di un anno fa alle spalle della Svizzera.
“Abbiamo alte aspettative per questi Europei che rappresentano uno degli appuntamenti più importanti nel calendario di questa stagione – spiega il direttore tecnico azzurro Marco Mariani -. Penso che entrambe le Nazionali siano tra le quattro squadre più forti del torneo insieme a Svizzera, Scozia e Svezia. Dovremo essere bravi a non fare passi falsi nel girone iniziale per guadagnarci la qualificazione ai playoff e giocarcela così fino alla fine. Ho grande fiducia e spero che questi Europei possano confermare il percorso che abbiamo intrapreso per farci trovare pronti ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026“.
Sabato 16 giornata d’esordio per entrambi i team: i maschi (Joël Retornaz, Amos Mosaner, Sebastiano Arman, Mattia Giovanella e Alberto Zisa) affronteranno l’Inghilterra in un Round Robin che li vedrà opposti successivamente a Repubblica Ceca, Svezia, Austria, Olanda, Scozia, Norvegia, Germania e Svizzera, mentre Romei e compagne sfideranno nel match d’apertura la Lituania per poi incrociare Turchia, Ungheria, Svizzera, Norvegia, Danimarca, Estonia, Scozia e Svezia.
Il MAECI affida al Politecnico di Torino il coordinamento dell’iniziativa per il restauro e miglioramento del patrimonio culturale e storico dell’Università di Addis Abeba.
L’ateneo torinese guiderà per i prossimi 36 mesi un significativo intervento di restauro e miglioramento del patrimonio culturale e storico dell’Università di Addis Abeba, in Etiopia.
Con un finanziamento complessivo di 4 milioni di euro, il Dipartimento di Architettura e Design DAD coordinerà, in collaborazione con l’Università di Addis Abeba, il progetto di recupero del palazzo Genete Leul, edificio che ospita oggi il Museo Etnografico, curato dall’Institute of Ethiopian Studies (IES), attuando iniziative on the job nell’ambito del restauro architettonico e dell’allestimento museale.
Le ricercatrici e i ricercatori del Politecnico di Torino saranno inoltre coinvolti nel progetto di recupero di una sala appartenente all’ASFAD ( Alle School of Fine Arts ad Design), istituto che offre corsi di laurea magistrale di cinematografia. Lo spazio, intitolato a Sergio Leone, permetterà agli e alle studenti etiopi laureandi in cinematografia di disporre di spazi adeguati per lo studio, la ricerca e la post produzione di materiali audiovisivi, sia per scopo didattico sia culturale.
L’iniziativa si allinea alle strategie del governo in materia di promozione del turismo e miglioramento del patrimonio naturale e culturale del Paese, strategie indicate nel dettaglio all’interno del Ten Years Development Plan 2021-2030 e del terzo pilastro del nuovo Home Grown Economic Reforms 2.0. Il progetto segue le linee guida dell’AICS, Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e aderisce agli obiettivi della Cooperazione Italiana presenti nell’Ethiopian Italian Cooperation Framework 2023-2025.
Il Politecnico di Torino condurrà con un approccio orientato alla condivisione delle conoscenze e all’applicazione di modalità di training on the job un’analisi storica e conoscitiva del palazzo per comprenderne meglio la consistenza e la struttura. In seguito verrà effettuata una revisione dei progetti esistenti per identificare i miglioramenti necessari e infine una revisione che consentirà di definire nel dettaglio gli interventi da effettuare. Infine verrà sviluppato un progetto espositivo preliminare per il riallestimento museale complessivo dell’edificio.
I lavori di recupero avverranno in stretta collaborazione con stakeholder locali quali l’Università di Addis Abeba, che ha la responsabilità principale sulla gestione manutenzione del Genet Leul Palace, a cui fanno riferimento l’ASFAD e l’ IES, l’Ethiopian Heritage Autority (EHA), istituzione dedicata alla tutela, conservazione e promozione del patrimonio storico e culturale; il Ministero del Turismo, responsabile della strategia nazionale sul turismo e valorizzazione dei beni culturali.
“In questo mandato rettorale, la nostra strategia di Internazionalizzazione ha come Cooperazione strategica quella con i Paesi africani – commenta il rettore Stefano Corgnati . In questo quadro essere coordinatori di questo progetto ci permette di avviare una collaborazione concreta con l’università di Addis Abeba in un ambito importante come quello del patrimonio culturale, sempre più fragile e vulnerabile, grazie anche alle competenze tecnico scientifiche che un’università tecnologica come il Politecnico di Torino offre, permettendoci di aprire approcci nuovi e multiculturali negli ambiti del recupero e della valorizzazione dei beni storici. Si tratta di un’azione avviata e attuata di concerto con il Ministero e l’Ambasciata Italiana in Etiopia, pienamente a supporto del nostro sistema Paese”.
Mara Martellotta