ilTorinese

Endurance Meeting: TDN a medaglia a Torino nel weekend dedicato alle distanze lunghe

Antonio Albanese con i suoi personaggi più amati al teatro Colosseo per 12 giorni di tutto esaurito

 

Dal 15 gennaio all’1 febbraio a dominare il palcoscenico del teatro Colosseo sarà il genio comico di Antonio Albanese, con il suo nuovo spettacolo dal titolo “Personaggi”, per un totale di 12 recite tutte soldout. Diretto da Giampiero Solari, l’attore e regista lombardo riparte dallo spettacolo scritto insieme con Solari, Michele Serra e Piero Guerrera. Si tratta di un affresco della società contemporanea, inserito in un “one man show” dove sono previsti rapidi cambi di costume, dialetti e situazioni. Antonio Albanese porta al Colosseo monologhi e situazioni surreali che capitano ai suoi personaggi, tanto amati dal pubblico: Epifanio, l’Ottimista, Alex Drastico, il Sommelier, Cetto La Qualunque e Perego. Lo spettacolo incarna magistralmente le maschere dei nostri vicini di casa e di noi stessi, tutti affetti da nevrosi, alienazione e solitudine, elementi che caratterizzano i rapporti umani odierni: la disgregazione della famiglia e il vuoto ideologico. Che cosa hanno in comune i mille volti con i quali Albanese racconta il presente? L’umanità. In scena uomini del sud e del nord, alti e bassi, grassi e magri, ricchi e poveri, ottimisti e qualunquisti. Maschere irriverenti e grottesche che rappresentano lo specchio di una realtà guardata con occhio irriverente, attento a carpirne i difetti, le abitudini e i tic. Antonio Albanese invita lo spettatore a guardare il mondo che lo circonda, così ricco di umanità.

Mara Martellotta

Universiadi, una cerimonia inaugurale emozionante di sport e spettacolo

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Inalpi Arena gremita da migliaia di persone per la cerimonia inaugurale della XXXII edizione dei Giochi Mondiali Universitari Fisu, di scena a Torino da oggi fino al 20 gennaio. Danze, musica e coreografie emozionanti  con i Ping Pong Pang, gruppo di hip hop e le percussioni degli Psycodrummers, poi Tony Frebourg, del Cirque du Soleil, il Sunshine Gospel Choir e un tocco locale con gli Sbandieratori della città di Grugliasco. Momento clou dello spettacolo l’esibizione del maestro Giovanni Allevi. La  Sfilata delle Nazioni, tra atleti e vessilli ha preceduto l’accensione della Fiaccola, che ha raggiunto Piazza Castello collocata su un drone.

Alex Cotoia assolto in appello. Uccise il padre per difendere la madre

Alex Cotoia, il giovane di 22 anni accusato di aver ucciso il padre con 34 coltellate per difendere la madre, oggi è stato assolto dalla Corte di Assise di Appello a Torino. Il 30 aprile 2020,  il ragazzo era intervenuto nell’ultima  lite in famiglia per difendere la  mamma dall’aggressione del marito. La conferma della sentenza di primo grado, ovvero assoluzione per legittima difesa – è giunta ora al termine dell’appello bis. La Cassazione, nel luglio scorso, accogliendo la richiesta della procura generale aveva disposto un nuovo processo. Il ragazzo nel dicembre dello scorso anno, era stato condannato a 6 anni,  6 mesi e venti giorni di reclusione.

Lo Stato chiede 6,8 milioni di euro e la procura 88 anni di carcere per i danni dei No Tav

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La cifra è di 6 milioni e 800 mila euro: tanto è stato chiesto  dall’Avvocatura dello Stato ai componenti del centro sociale Askatasuna imputati nel maxi processo del tribunale di Torino.

È la richiesta della Presidenza del Consiglio e dei ministeri dell’interno e della difesa parte civile nel procedimento, motivata dalle spese sostenute dalle pubbliche amministrazioni e da polizia e carabinieri durante i disordini presso  i cantieri del Tav in valle di Susa. In tutto sono 28 gli imputati del processo, 16  dei quali rispondono di associazione per delinquere. La procura ha chiesto condanne per circa 88 anni di carcere complessivi.

Magliano (Lista Cirio): “Incrementare la vaccinazione di persone fragili”

“Presenteremo un Ordine del Giorno con cinque obiettivi, in primo luogo la Commissione regionale e la sperimentazione Ospivax”

Questa mattina si è tenuta, su richiesta del Presidente del Gruppo Consiliare Lista Civica Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale, Silvio Magliano, un’audizione in IV Commissione Consiliare, Sanità e Welfare, degli enti e associazioni impegnati per l’applicazione del piano nazionale per la prevenzione vaccinale, in particolare per quanto riguarda le persone fragili, anziane e affette da patologie croniche e malattie oncologiche.

Presenti la prof. Roberta Siliquini (Presidente Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica); la prof. Franca Fagioli (Coordinatrice Rete Oncologica Pediatrica); il dr. Emanuele Ciotti (Direttore Sanitario AOU Città della Salute); il prof. Massimo Aglietta (Coordinatore della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta); il prof. Alessandro Comandone (Responsabile rete territoriale della Rete Oncologica regionale); il dr. Mario Airoldi (Responsabile rete ospedaliere della Rete Oncologica regionale); la dott.sa Paola Varese (Presidente del Comitato Scientifico FAVO).

Partendo dalla valutazione dei risultati fin qui ottenuti, per esempio per le vaccinazioni da pneumococco (7%) ed herpes zoster (5%) per gli over65, che risultano ancora non in linea con le prescrizioni del Piano Nazionale, rispettivamente 75% e 50%, si sono delineate le iniziative necessarie per rendere più agevole per le persone fragili e per le loro famiglie l’accesso alle vaccinazioni e di conseguenza ampliare la copertura vaccinale per una ampia fetta della popolazione regionale: oltre il 25% dei piemontesi (1.120.000 persone) ha oltre 65 anni di età ed il 60% di essi ha una o più patologie croniche.

“Il Gruppo consiliare Lista Civica Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale lavorerà con la Giunta regionale e l’Assessore alla Sanità, Riboldi  – commenta il Consigliere Silvio Magliano -, presentando un Ordine del Giorno incentrato sui cinque obiettivi prioritari emersi l’audizione di questa mattina: in primo luogo creare, o riattivare, la Commissione regionale per le vaccinazioni, da tempo non convocata, in modo da fornire un sostegno effettivo, da parte di medici e associazioni di pazienti, all’organizzazione della campagna vaccinale; incrementare la comunicazione sulla prevenzione, per esempio attivando un sistema di messaggistica che informi le persone, al compimento del 65° anno di età, delle vaccinazioni gratuite a cui possono accedere; fornire ai Direttori Generali e ai Medici di famiglia obiettivi di copertura vaccinale di propri pazienti; rendere operativa la sperimentazione di Ospivax, un centro vaccinazione per pazienti oncologici e oncoematologici già strutturato presso l’Ospedale Regina Margherita e destinato ai pazienti fragili anche delle Molinette, organizzato, ma finora ancora non attivato”.

“Il raggiungimento dei target di vaccinazioni previsto dal piano nazionale – conclude Magliano-, è fondamentale per il benessere della popolazione, in particolare delle persone fragili, anziane, con patologie croniche o oncologiche, e delle loro famiglie – perché una persona fragile è vaccinata se lo è tutta la famiglia – e permette anche di prevenire i costi economici e sociali connessi all’aggravamento delle condizioni di vita e salute per patologie che con la vaccinazione si potrebbero evitare”.

Allarme caro energia per le imprese: “l’aumento potrebbe essere di 30 mila euro”

Come previsto lo stop del flusso di gas russo attraverso l’Ucraina ha riportato i prezzi del gas a livelli dell’autunno 2023. Va da sé che questa situazione potrebbe creare problemi seri alle imprese e alle famiglie che già pagano una bolletta del gas più alta rispetto a quanto succede negli altri Paesi europei.

In particolare, le imprese, in questi primi giorni del 2025 hanno visto le quotazioni del prezzo del gas superare il tetto dei 50 euro per megawattora.

 

Nel 2025 la stima di Nomisma energia rispetto alla bolletta energetica è di 200-300 euro per una famiglia media italiana mentre per un’impresa media l’aumento potrebbe essere di 30 mila euro.

 

In pratica, se nello scorso anno, (secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato), le piccole e medie imprese italiane hanno pagato l’elettricità il 9,9% in più rispetto alla media Ue, per il 2025 si hanno proiezioni di costi che potrebbero essere maggiorati fino al 15% a causa del “caro metano”.

 

Le imprese che potrebbero essere maggiormente penalizzate sono quelle cosiddette energivore che hanno bisogno di grandi quantità di energia per produrre come quelle della ceramica, vetro, lavorazione di metalli, acciaio, pulitintolavanderie ecc

 

“Questa crisi energetica, a breve, si ripercuoterà negativamente sull’occupazione e sull’intera economia perché quando le piccole imprese soffrono e i posti di lavoro sono a rischio, consumi e crescita subiscono una frenata – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Piemonte -Il mondo produttivo, già in crisi per una congiuntura particolarmente negativa dovuta alla crisi dell’automotive, che ha convolto tutto l’indotto, per il decalage del Superbonus che ha frenato il comparto dell’edilizia, per il possibile aumento delle accise che sta preoccupando l’autotrasporto, deve ora fare i conti con i rincari dell’energia.”

“Servono politiche mirate per affrontare e prevenire i rincari senza dover subire sistematicamente gli effetti della crisi energetica-conclude Felici– Inoltre si rischia la speculazione nei contratti che potrebbe mettere in moto una fiammata dei costi non giustificata dall’effettivo aumento della materia prima. Occorre affrontare il problema in un’ottica di breve, di medio e di lungo termine. Nel breve termine gli strumenti sono quelli di supporto alle aziende, che hanno il costo dell’energia che incide in maniera importante, possibilmente in un quadro di armonizzazione con gli incentivi che anche nel resto d’Europa si danno alle aziende. Nel medio termine l’unica strada percorribile è la penetrazione delle rinnovabili e la configurazione di un mix a costo ottimale. Nel lungo termine, invece, possiamo certamente aprirci a tecnologie nuove e diverse, sempre naturalmente nell’ottica di un’attenzione ai costi”.

“La bolletta elettrica delle nostre aziende è già tra le più costose d’Europa. – sottolinea Michele Quaglia, vice presidente di Confartigianato Imprese Cuneo – Le pericolose fluttuazioni dei costi del metano, a causa delle difficoltà di approvvigionamento, rischiano quindi di inasprire una situazione già di per sé complessa, considerato che nel mix energetico il gas ancora pesa per il 42%. Questo problema mostra innanzitutto l’urgenza di interventi di politica energetica da parte del Governo su più fronti: diversificazione delle fonti di approvvigionamento, disaccoppiamento dei costi tra energia elettrica e gas, sostegno convinto delle rinnovabili e delle azioni per l’efficientamento e la riqualificazione energetica degli edifici. Le imprese, dal canto loro, devono puntare ad azioni efficaci in termini di transizione energetica attraverso una collaborazione sempre più stretta tra attività produttive e territorio. Di qui, la scelta di Confartigianato Cuneo di supportare le aziende creando CER-a, la comunità energetica operativa da giugno 2024 su Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. Attraverso le comunità energetiche si dà vita ad un importante progetto etico che pone cittadini e imprenditori al centro, fornendo loro una maggiore consapevolezza del sistema di produzione ed erogazione dell’energia e una buona protezione dalle fluttuazioni dei costi. Rappresentano quindi un’importante realtà di visione, grazie alla quale sarà possibile raggiungere grandi risultati in termini di sostenibilità ambientale attraverso la condivisione dell’energia.».

«In questi primi sei mesi CER-a ha già ottenuto risultati molto significativi – sottolinea Franco Roagna presidente della CER-a di Confartigianato Cuneo – e l’interesse da parte di imprese, istituzioni e cittadini si sta dimostrando molto alto. Ad oggi abbiamo già attive sul territorio 26 configurazioni che nel 2025 produrranno energia elettrica da fonti rinnovabili per un totale di 11MW. CER-a si sta anche dimostrando un efficace strumento di cambiamento culturale per quanto riguarda la transizione energetica, affiancando ai dati tecnologici valori di natura etica, quali la collaborazione e la sussidiarietà, con la promozione di uno stile di vita orientato alla condivisione e al risparmio energetico. Attraverso la nostra comunità energetica, che non ha scopo di lucro, gli incentivi che vengono generati sono equamente suddivisi tra i produttori, i consumatori e a favore del territorio, con la collaborazione delle amministrazioni locali, a cui viene destinata una parte considerevole degli introiti economici per mitigare la povertà energetica locale e promuovere l’uso consapevole dell’energia.».

cs

Un viaggio nella storia delle Universiadi all’archivio di Stato di Torino

Un viaggio nella storia delle Universiadi, all’archivio di Stato di Torino, in piazzetta Mollino, sino al 23 gennaio 2025, dalle ore 10 alle 18.30, con ingresso libero.

Fiaccole, bracieri, tante storie e le medaglie, quelle d’epoca e quelle nuove nate da un concorso organizzato tra gli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti, vinto dalla giovane Matilda Elia.

Igino Macagno

I treni sono un disastro? Di chi la colpa?

IL COMMENTO

Sulla feroce polemica contro il Ministro dei trasporti a proposito dei grossi ritardi della giornata di sabato occorre fare chiarezza nell’interesse del Paese. 
Nell’ultimo anno i ritardi dei treni sono aumentati a vista d’occhio. Perché? Perche’ gli incentivi alle aziende di trasporto ad utilizzare il trasporto su rotaia (il Ferrobonus che ideai e finanziai io nel 2009 quando ero Sottosegretario di Stato ai trasporti) hanno funzionato ed hanno raddoppiato il traffico merci su rotaia. Ma per trasportare queste merci sono aumentati i treni merci che viaggiano sulla nostra rete ferroviaria. . Per quanto riguarda il trasporto passeggeri il successo dell’alta Velocità ha aumentato se non raddoppiato i passeggeri e quindi il numero dei treni in circolazione . Siccome giustamente si è aperto il mercato a più operatori sia nel trasporto passeggeri che quelli merci sono aumentati notevolmente i treni che circolano sulla nostra rete ferroviaria che sostanzialmente è quella ristrutturata nel dopoguerra usando i fondi del Piano Marshall. L’alta velocità ha usufruito anche dallo spazio offerto dal trasporto aereo che ha alcune tratte molto care. La grande novità è rappresentata dalla costruzione della RETE ad AV che corre su binari propri da Torino a Salerno e entrata in funzione sabato 5 dicembre 2009.
L’aumento della domanda di trasporto ad AV ha portato a un forte aumento dei treni in circolazione.  Infine per utilizzare al meglio i fondi del PNRR sono stati decisi investimenti di alcune decine di miliardi sulla rete normale e siccome i lavori debbono essere ultimati entro la metà del 2026, altrimenti si debbono restituire i soldi alla Europa, attualmente sono in corso oltre 1000 interventi sulla rete. Per garantire la sicurezza sul lavoro ovviamente quando si lavora i treni non viaggiano o vengono deviati.  Ecco i motivi dei ritardi e dei disagi.  Se uno ristruttura casa continuando ad abitarla subisce disagi sino a quando i lavori non sono ultimati ma poi sta meglio di prima. Mi stupiscono gli interventi di due ex Ministri dei Trasporti, Bersani e Giovannini.  Bersani in particolare, perché lo ritengo una persona seria e perché da Ministro ha fatto cose buone.  Chi è stato al governo e specificatamente al Ministero dei trasporti dovrebbe premettere che da quando si delibera un investimento sulla infrastruttura della rete ferroviaria occorrono molti mesi/anni per terminare i lavori.
Nessun investimento serio finanziato dal Governo Meloni, che ha iniziato la sua attività due anni e due mesi fa, potrebbe essere già  ultimato oggi.   Per la carenza della rete ferroviaria occorre cioè riferirsi ai Governi precedenti. Ricordiamo tutti la Conferenza stampa del Governo Prodi a Caserta quando due Ministri litigavano sulla TAV e il Professore disse: “Volete fare cadere il Governo?” Salvini non ha nessuna colpa se il vecchio traforo ferroviario del Frejus è fermo da quasi due anni causa una frana in territorio francese che i francesi, se Dio vuole, risolveranno nella prossima primavera. Giovannini poi imputa (sic) all’attuale Governo di aver diminuito gli interventi sulla rete autostradale a favore della rotaia. Forti le polemiche sulla enfasi di Salvini  sul ponte di Messina ma non spiegano cosa farebbero in alternativa.
Io sono convinto che la priorità per il nostro Paese sia l’attraversamento delle Alpi, dove si dirigono 2/3 delle nostre esportazioni,  e quindi la TAV, il Brennero  e poi il Ponte.
Noi non dobbiamo fermare i cantieri in corso anzi dobbiamo accelerare i lavori sulla TAV, sul Terzo Valico,  sul Brennero.  Quando avremo ultimati queste reti che ci collegheranno alla Francia e alla Spagna (TAV), alla Svizzera e alla Germania Ovest (Terzo Valico) e a Austria e a Baviera Germania Est (Brennero) oltre ai 1500 interventi sulla rete ferroviaria normale, allora il nostro viaggiare sarà ancora più importante e bello.  Facciamo i sacrifici ancora per due anni e poi viaggeremo tutti meglio e in modo green. Sì perché il Treno è l’unico mezzo di trasporto che non inquina e riducendo la congestione del traffico sulle strade anche qui inquinerà di meno e ci porterà lavoro e benessere.
Mino Giachino
già Sottosegretario di Stato ai trasporti