ilTorinese

Ognissanti, tanti visitatori ad Artissima e nei musei torinesi

Artissima

Nelle quattro giornate di apertura, dal 31 ottobre al 3 novembre, Artissima ha visto la partecipazione di 34.200 tra ospiti, visitatori e professionisti del settore. Si è così confermata l’attenzione e la crescente fiducia che collezionisti privati e collezionisti istituzionali ripongono nella fiera come primario riferimento di mercato.


Grande affluenza di pubblico ai Musei Reali di Torino durante il ponte di Ognissanti.

Dal 1° al 3 novembre 2024, sono stati 18.610 i biglietti emessi che hanno consentito ai visitatori di ammirare le proposte espositive dei Musei Reali: oltre alle collezioni permanenti, la mostra “La Scandalosa e la Magnifica. 300 anni di ricerche su Industria e sul culto di Iside in Piemonte” e la rassegna “1950-1970. La grande arte italiana. Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

 

Molto apprezzata è stata l’iniziativa “Samonios: la vera storia di Halloween” (806 biglietti), organizzata in collaborazione con l’Associazione Terra Taurina e l’Associazione Okelum, che, giovedì 31 ottovre, durante la notte di Halloween, ha proposto un’apertura serale straordinaria, animata dalla presenza di rievocatori storici lungo il percorso di visita del Museo di Antichità – Archeologia a Torino e Galleria Archeologica – e della mostra “La Scandalosa e la Magnifica. 300 anni di ricerche su Industria e sul culto di Iside in Piemonte”.

 

Il lungo ponte di Ognissanti prosegue idealmente fino a domenica 10 novembre: i Musei Reali di Torino resteranno sempre aperti, con orario ordinario e senza chiusura infrasettimanale.

 

Inoltre, per iniziativa del Ministero della Cultura, lunedì 4 novembreGiorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, i Musei Reali saranno visitabili gratuitamente, ma con prenotazione esclusivamente online (https://www.coopculture.it/it/prodotti/biglietto-musei-reali-di-torino/).

 

In occasione della settimana dell’Arte Contemporanea, i Musei Reali di Torino presentano la mostra “1950-1970. La grande arte italiana. Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea”, allestita fino 2 marzo 2025 nelle Sale Chiablese e che rimarrà eccezionalmente aperta anche lunedì 4 novembre, dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) con tariffe ordinarie (https://www.arthemisia.it/it/mostra-la-grande-arte-italiana-torino/).

 

GAM, MAO e Palazzo Madama

Il weekend dell’arte contemporanea torinese si è concluso con un ottimo riscontro per 3 i musei civici che, dal 31 ottobre al 3 novembre 2024, hanno registrato una grande affluenza di torinesi, turisti, appassionati d’arte, collezionisti e addetti ai lavori: 20.670 ingressi di visitatori italiani e stranieri, che hanno premiato le collezioni e le numerose mostre di GAMMAO e Palazzo Madama.

In particolare ben 12.565 biglietti staccati per la ricca proposta di GAM, con le mostre temporanee Berthe Morisot. Pittrice impressionistaMary HeilmannMaria Morganti, oltre a coloro che venerdì sera hanno partecipato all’inaugurazione di GRASSO. Giuseppe Gabellone e Diego Perrone.

Apprezzatissimo il “Deposito vivente” e il nuovo allestimento delle collezioni permanenti.

Il MAO ha registrato 3.660 ingressi per le collezioni la mostra Rabbit Inhabits the Moon. L’arte di Nam June Paik allo specchio del tempo, a cui si aggiungono le persone che hanno partecipato sabato sera all’inaugurazione della seconda edizione di Declinazioni contemporanee.

Palazzo Madama è stato scelto da 4.445 visitatori che, oltre alle collezioni permanenti, hanno potuto ammirare la mostra Change! Ieri, oggi, domani. Il Po, Crossing. Attraversare una collezioneSergio Unia. In ascolto250 anni – Tradizione e futuro e Memorie d’acqua. Parole e immagini.

A questi numeri vanno poi aggiunti i visitatori di Artissima 2024 e il successo della 27° edizione di Luci d’Artista, due delle cinque linee culturali della Fondazione Torino Musei.

Il giorno di maggiore affluenza è stato sabato 2 novembre con 7.719 ingressi (4.095 alla GAM, 2.264 al MAO e 1.360 a Palazzo Madama).

 

Museo nazionale del Cinema 

Un altro weekend lungo da record al Museo Nazionale del Cinema di Torino durante il ponte di Ognissanti.

Sono infatti poco più di 16.000 le persone che hanno varcato la soglia della Mole Antonelliana da giovedì 31 ottobre, giorno di Halloween, a oggi, domenica 3 novembre 2024, per visitate il Museo  e le mostre Movie Icons e #Serialmania.

“Siamo estremamente soddisfatti per questi numeri – sottolineano Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema – che confermano l’andamento positivo del museo, in aumento rispetto allo scorso anno, quando si è avuto il record di presenze dall’apertura alla Mole Antonelliana. La Città era in fermento, complice anche il fine settimana dedicato all’Arte Contemporanea. Stiamo lavorando di buona lena per offrire al pubblico nei prossimi mesi altre importanti e prestigiose iniziative culturali”.

Poco meno di 10 mila l’affluenza al MAUTO nel ponte di Ognissanti.
Nell’ultimo fine settimana utile per visitare la mostra AYRTON SENNA FOREVER, lunghe file di appassionati hanno atteso con pazienza di visitare l’esposizione dedicata al campione brasiliano nella ricorrenza dei trent’anni dalla sua scomparsa.  In particolare, 3.993 visitatori sono entrati nella giornata di sabato 2 novembre e oltre 500 appassionati hanno prenotato il loro posto per assistere alla proiezione in diretta su maxischermo del GP del Brasile, evento di chiusura della mostra più vista di sempre al MAUTO: inaugurata il 23 aprileha registrato un totale di 227.118, provenienti da 98 differenti Paesi.
 
Al Museo Nazionale dell’Automobile nei giorni del Ponte di Ognissanti, da giovedì 31 ottobre a domenica 3 novembre, l’affluenza è stata di 9.855 persone.
 
“Nel giorno del Gran Premio di F1 di Interlagos, Brasile, concludiamo la grande mostra con la quale il MAUTO ha voluto ricordare con profonda passione, insieme a più di 225.000 visitatori, provenienti da 98 paesi, la straordinaria figura di Ayrton Senna. Per la chiusura abbiamo presentato anche i ritratti fotografici che Monty Shadow aveva ripreso di Ayrton nella sua vita privata. La mostra si conclude, ma resta il bellissimo catalogo Skira, curato, come la mostra, da Carlo Cavicchi. Nel frattempo, il MAUTO è protagonista a Londra della Veteran Run London to Brighton organizzata dal 1896 dal Royal Automobile Club, con la FIAT 130 HP, l’auto da corsa che negli anni 1904-1907 vinceva gare in tutta Europa: questa coincidenza testimonia come il motorismo sportivo di sempre sia un valore fondamentale del DNA del Museo”.
Benedetto Camerana, Presidente MAUTO
Nel fine settimana dedicato all’arte contemporanea, grande successo anche per la mostra appena inaugurata dell’artista Cristian Chironi – TORINO STOP – e per la performance che lo ha visto  impegnato alla guida della Fiat 127 Camaleonte: l’artista ha accolto a bordo della vettura protagonista del suo progetto espositivo 4 passeggeri per volta, realizzando 6 viaggi al giorno nei 4 giorni del Ponte – dal 31.10 al 3.11 – e conducendo i suoi ospiti alla scoperta del quartiere Lingotto in un’esperienza condivisa che ha trasformato l’abitacolo della Camaleonte in uno spazio di dialogo e confronto. Cristian Chironi è inoltre l’artista al quale il Museo Nazionale dell’Automobile ha commissionato Supercar, la nuova Luce d’Artista entrata a far parte della collezione pubblica della Città di Torino: uno scanner di luce che si muove lungo una linea orizzontale, che rimanda alla nota serie televisiva degli Anni Ottanta portando l’architettura in un nuovo contesto spazio-temporale.

 

Il Futuro di Torino alla luce della crisi del settore auto

CONVEGNO

Domenica prossima 10 Novembre a 6 anni esatti dalla Grande Manifestazione SITAV di piazza Castello organizzata da Mino GIACHINO insieme alle Madamin, sciolta la associazione delle stesse, si terrà un convegno promosso dallo stesso Giachino, anima dei Sì TAV,  per parlare del Futuro di Torino alla luce della crisi del settore auto e dei gravi ritardi nella costruzione della TAV.

Oltre a GIACHINO interverranno l’on. Fabrizio COMBA

Francesco ROSSA, testimone della marcia dei 40.000

Salvatore VULLO

L’incontro si terrà all’Hotel Diplomatic di via Cernaia 42 alle 11

Parata di stelle al TFF: a Torino Sharon Stone, Matthew Broderick e Sarah Jessica Parker

Sharon Stone, diva assoluta del grande schermo e Matthew Broderick, uno degli attori più rappresentativi della sua generazione, saranno presenti al 42° Torino Film Festival. La due star planetarie presenteranno in sala due fra i loro più celebri film e riceveranno il prestigioso premio “Stella della Mole”, il riconoscimento cinematografico che viene assegnato a figure di spicco del cinema internazionale.

Con Sharon Stone il pubblico del TFF sarà catapultato nelle atmosfere western di Pronti a morire di Sam Raimi, film da lei anche co-prodotto, in cui interpreta una pistolera bella e letale a fianco di Gene Hackman e di due attori, a quel tempo emergenti, che avrebbero lasciato il segno, Leonardo Di Caprio e Russell Crowe.

 

Matthew Broderick, che arriverà a Torino accompagnato dalla moglie, l’attrice Sarah Jessica Parker, racconterà al pubblico il suo rapporto con Marlon Brando vissuto durante le riprese di Il Boss e la Matricola, di cui è stato il giovane co-protagonista e che sarà proiettato all’interno della retrospettiva dedicata a Brando.

Il Torino Film Festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT.

Al via l’ottava stagione di “Vitamine Jazz”

Sta iniziando l’ottava stagione di “Vitamine Jazz”, il concerto n° 467 avverra’ grazie alla collaborazione con il “Moncalieri Jazz Festival”.

Ideata da Raimondo Cesa e realizzata per la Fondazione Medicina a Misura di Donna presieduta dalla Prof.ssa Chiara Benedetto, la rassegna prevede una serie di concerti jazz nei reparti dell’Ospedale Sant’Anna di Torino.

Le vitamine risuonanonel Day Hospital oncologico, al pronto soccorso, nelle sale d’aspetto e in maternità. L’ultimo dei 4 pianoforti donati è arrivato nel reparto maternità.

Martedì 5 Novembre 2024

Il Jazz che Cura

Ottava Stagione Vitamina Jazz N° 467

Ore 10.30: Ospedale Sant’Anna sala 3°Paradiso Il Jazz che Cura

In collaborazione con la Fondazione Medicina a Misura di Donna nell’ambito del progetto di Vitamine Jazz.

Via Ventimiglia, 3 Torino – tel. 011/6408492

B.I.T. Duo”

Danielle Di Majo sax – Manuela Pasqui pianoforte

Danielle e Manuela si esibiscono in duo dal 2019. Fin dall’inizio è nato un legame speciale grazie alla condivisione di obiettivi artistici che hanno ispirato la loro “ricerca musicale”.

Con questa formazione hanno già registrato due album del duo Back-in-Time (B.I.T.) era basato su una nuova interpretazione di repertori classici e canzoni originali. La loro intenzione era quella di costruire un suono e un lirismo personali, oltre a sviluppare un linguaggio musicale comune.

Il loro secondo album è una raccolta di brani originali. Fornisce un terreno fertile alle due strumentiste per approfondire l’espressività melodica e l’arte dell’interazione dialettica tra due strumenti musicali. E’ risultato di una ricerca continua e profonda, sia compositiva che improvvisata.

“Rock Art – il primitivo del sogno”, libro e mostra dell’artista Teresa Maresca

Nella cornice di Diagon Hall, nella giornata di domenica 3 novembre, si sono svolte la presentazione del volume “Il primitivo del sogno” e la mostra intitolata “Rock Art – il primitivo del sogno” della quotata artista Teresa Maresca. L’incontro è stato moderato da Gian Giacomo Della Porta, alla presenza del poeta, traduttore, scrittore e critico teatrale Roberto Mussapi.

La serata, che ha visto la partecipazione di un pubblico attento e appassionato, si è svolta attraverso un dialogo tra Teresa Maresca e Gian Giacomo Della Porta sulle origini dell’uomo e le prime rappresentazioni su roccia, magiche e intrise di una pura religiosità non confessionale poiché prive di fonti o ispirazioni artistiche alla base. Il libro di Teresa Maresca si esprime attraverso un contenuto paradossale: ripercorre le origini per parlare intensamente del presente e del prossimo futuro. Vi è in queste pagine la necessità da parte dell’artista di recuperare un patrimonio di interazione e dialogo tra uomo e natura che nel tempo è andato perdendosi. Il pubblico è stato inviato a riflettere sul momento in cui un albero, un sasso oppure l’acqua hanno smesso di possedere in noi quell’energia che chiamiamo anima, e che ora ci espone all’illusione considerarci padroni della natura e onnipotenti di fronte ad essa. Hanno fatto da cornice alla serata due splendi poesie inerenti al tema scritte e interpretate da Roberto Mussapi, una incentrata sulla figura dell’australopiteco Lucy e l’altra intitolata “Lettera dall’età della pietra”.

Mara Martellotta

 

 

Chiude un altro storico negozio torinese

Caro direttore,
dopo 73 anni , un’altra attività commerciale  ha chiuso battenti. Parliamo della Garrino Abbigliamento di via Di Nanni, in borgo San Paolo. Dal primo novembre  il marciapiede è deserto, davanti alle quattro storiche saracinesche abbassate  l’ultimo giorno di ottobre. Il fondatore fu il signor Michele Garrino da Chieri che nel 2010 lo cedette al signor Meo Torta. Una scelta obbligata, quella del signor Torta, poiché  la clientela storica è andata via via sempre a diminuire e non rimpiazzata dalle nuove generazioni presenti in borgo, fatta da studenti che  scelgono di comprare altrove il loro abbigliamento.  Garrino ha vestito molte generazioni  di residenti nel borgo. Tutte le novità della moda non mancavano mai. Un vecchio cliente ricorda quando giunsero a Torino le prime magliette  bianche con le strisce orizzontali  che richiamavano le squadre di Rugby, eravamo negli anni 70.  Un pezzo di storia  del borgo è andata via per sempre ma nella mente della vecchia clientela affezionata  rimane indelebile il ricordo con cui il fondatore prima ed il signor Torta dopo, hanno dedicato alla loro attività.
Luigi Gagliano 

Anniversari, Quaglieni: “Non ci sto, andava ricordato anche Luciano Perelli!”

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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Nel 1994 morì Luciano Perelli, storico  preside del liceo “Gioberti” ma il suo anniversario è stato ignorato. È  stata invece intitolata la biblioteca del liceo, enclave della sinistra  torinese, a Lidia de Federicis  docente  di Lettere italiane e soprattutto coautrice del “Materiale e l’immaginario”.  Una rivoluzionaria antologia, concepita con Remo Ceserani, che avrebbe dovuto cambiare il modo di insegnare e  studiare la letteratura in una dimensione  interdisciplinare e internazionale. Tanti sono ancora oggi gli ammiratori della professoressa dal carattere impossibile e dal modo di scrivere spesso riservato a pochi addetti. La de Federicis proveniva dal PSI  lombardiano,  ma il  suo punto di arrivo non fu certo il partito socialista. Era una professoressa molto  politicizzata e divisiva, sempre pronta a stizzirsi e a polemizzare. Su altri versanti disciplinari simile a lei fu Carlo Ottino del liceo “Alfieri”, uomo polemico all’eccesso, un dottrinario laicista che non voleva la laicità della scuola, ma l’ateismo di Stato, anzi la libertà per tutti salvo che per i cattolici.
Un po’ come le due sorelle “passionarie” Bovero. Ebbi l’ ingenuità di accettare di  essere fra i fondatori del Comitato per la laicità della scuola, per me una laicità intesa come apertura ad un metodo critico valido anche a prendere le distanze dalle credenze ideologiche piu’ o meno “cadaveriche”  che Bobbio cercò di smascherare. Dopo poco tempo dovetti andarmene dal Comitato perché esso era formato da fanatici che vedevano nelle religioni tutto il male possibile dell’umanità e volevano discriminare i credenti quasi la scuola pubblica e laica non dovesse accoglierli, ma ghettizzarli. Ovviamente il Comitato in questione andò a braccetto con il Cogidas, l’associazione, ormai estinta dei genitori antifascisti, di cui Ottino era il leader maximo. In quell’ambiente conobbi la de  Federicis che mi apparve molto faziosa, assai distante da Frida Malan laica e valdese, partigiana combattente, ma non irrigidita su dogmatismi  ideologici.   Quando presi in esame il volumone capolavoro della de Federicis, compresi da docente che esso era uno strumento non adatto per la maggioranza degli studenti: era un vero e proprio labirinto in cui mancava il filo di Arianna per orientarsi. E questo al di là dalle riserve di ordine ideologico assai facili da cogliere.
Non voglio tuttavia sottovalutare la professoressa a cui è stata dedicata la biblioteca di via Sant’Ottavio. Voglio invece  denunciare come quel liceo abbia ignorato Luciano Perelli, preside del liceo e docente universitario di chiara fama, autore di saggi scientifici e testi scolastici tra i più adottati. Perelli non aveva lo stesso orientamento della de  Federicis e quei professori forse non conoscono neppure Perelli  che era stato anche perseguitato dal fascismo a livello personale e famigliare, ma non ne menava vanto e non chiese mai  riconoscimenti per il suo passato. Forse  tuttavia neppure questo titolo è oggi riconosciuto dagli antifascisti ovviamente tutti, per motivi generazionali, a costo zero, ma  simili a  quelli che Flaiano considerava una sottospecie dei fascisti per il loro settarismo. Poteva  sicuramente essere onorata la de Federicis, ma non doveva essere ignorata la figura, più importante di quel liceo, che non è solo la scuola dove studiò Gobetti. Perelli morì nel 1994, amareggiato  e offeso da un vile attacco di  un giornale. Si tratta di un  anniversario dimenticato  o neppure conosciuto dal “piccolo soviet” del “Gioberti” . Uno studiato silenzio messo in risalto dalle Messe cantate celebrate in quell’istituto per la “compagna” Lidia.

“Tre modi per non morire”, Servillo al Carignano

Tre modi per non morire” attraverso gli scritti di Baudelaire, Dante e i Greci, scritto da Giuseppe Montesano e interpretato da Toni Servillo 

Debutterà  martedì 5 novembre, alle ore 19.30, al teatro Carignano “Tre modi per non morire”, scritto da Giuseppe Montesano e interpretato da Toni Servillo.

Lo spettacolo individua in Charles Baudelaire, Dante e nei classici greci gli autori che hanno messo in pratica, e tuttora ci insegnano, l’arte di non morire.

“Tre modi di non morire” è  prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, teatro d’Europa e rimarrà in scena al Carignano  fino a domenica 10 novembre 2024. La replica di giovedì 7 novembre si terrà  alle ore 21, anziché alle 18.30.

Lo spettacolo si apre con “Monsieur Baudelaire quando finirà la notte?” , che racconta come la bellezza combatta la depressione  e l’ingiustizia; prosegue con le “Voci di Dante”, dove i celebri personaggi della Commedia ci appaiono legati tra di loro da un racconto che li illumina a partire dal presente, approdando, infine, al “Fuoco sapiente”, in cui poesia e filosofia degli antichi Greci accendono una visione capace di immaginare il futuro.

Il teatro di “Tre modi per non morire” rappresenta una via per ritrovare quelle parole che un attore dice con tutto il suo corpo, la sua mente,  per nutrire la sua e la nostra interiorità. 

Siamo inquieti, impoveriti, spaventati e tutti sentiamo che ci manca qualcosa di cui avremmo un disperato bisogno; ci manca l’amore, ci manca la vita  e non ci resta nient’altro da fare che cercare di diventare vivi.

Giuseppe Montesano e Toni Servillo coniugano teatro e letteratura in un viaggio in tre tappe, un rimedio alla paralisi del pensiero che nutre la nostra interiorità.  Forti di un’amicizia ventennale e di numerose collaborazioni, lo scrittore e l’interprete propongono un antidoto al pessimismo e all’analfabetismo emotivo e mentale, offrendo parole di senso e bellezza, alimentando la fiamma che un verso di Dante o di Baudelaire, un frammento di Eraclito o l’eros secondo Platone fanno divampare, un cambiamento a portata di mano perché già dentro di noi. Attraverso la voce di Servillo, alcuni tra i più grandi autori di ogni tempo ci insegnano a ritrovare l’Incanto vitale, allontanando la depressione, l’ingiustizia, la violenza e accendendo una visione capace di immaginare il futuro.

Teatro Carignano. 

Tre modi per non morire.

Baudelaire, Dante, i Greci di Giuseppe Montesano con Toni Servillo

Luci Claudio De PPacem

Mara Martellotta 

Extinction Rebellion protesta alle celebrazioni del IV Novembre

Attivisti di Extinction Rebellion hanno interrotto questa mattina le celebrazioni per la Festa delle Forze Armate e dei Caduti. 

Uno striscione con scritto “Onorano guerre, distruggono terre” è stato esposto sul tetto di Palazzo Madama da persone imbragate. “Una protesta contro le politiche militariste e climatiche del Governo. La manovra di Bilancio prevede oltre 30 miliardi per il Ministero della Difesa, la cifra più alta di sempre, mentre gli investimenti per la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico sono decurtati. 

Questo mentre l’Europa intera è devasta dalle alluvioni, con l’ultimo tragico caso di Valencia, dopo l’Austria, la Germania, la Slovacchia e, in Italia, ancora una volta l’Emilia Romagna”.

L’autonomia perduta della Cisl

di Claudio Chiarle *

Caro direttore,

anche la Cisl ha perso la sua autonomia dai partiti o meglio dal governo di turno. Leggo un contributo di Giorgio Merlo su “ilTorinese” in cui parla dell’autonomia del sindacato dagli schieramenti politici. Vengono raffrontati i due modelli: quello Cgil e Cisl. Concordo in parte sull’analisi della Cgil in quanto dentro di essa vi è comunque una dialettica tra le categorie, dove non tutte fanno riferimento a Landini, novello grillo-schleniano ma resiste una parte riformista.

Mi sembra invece molto lontana dalla realtà l’analisi sulla Cisl sopratutto dove, abbracciando tutta l’erba in un fascio, si fa della continuità della linea di fondo, da Pastore a Sbarra, un modello sindacale. La storia della Cisl è fatta di grandi discontinuità e cambiamenti e se nei primi anni, sino a Macario, ha seguito un percorso in cui anche il rapporto con la Dc era organico ma dialettico, senza invasioni di campo ma contiguo; con Carniti avviene una svolta profonda dove l’autonomia dai partiti, dalla Dc, diventa concreta, dove la Cisl diventa il sindacato pragmatico, della prassi, della contrattazione.

In quegli anni fiorisce una Cisl pluralista, dove il confronto interno diventa risorsa e rinnovamento. Una Cisl in cui sono presenti dai gruppi extraparlamentari della sinistra sino alla destra democristiana. Una dialettica che fa fiorire mille idee e dove la Cisl si attornia di intellettuali ed economisti. Uno per tutti, Tarantelli che pagò con la vita le sue scelte e che Carniti portò avanti sino alla rottura della Cgil sull’accordo per la scala mobile. Pensare a Carniti che rompe l’unità sindacale significa che le sue idee e convinzioni erano talmente forti che prevalsero su uno dei pilastri su cui ha fondato l’idea di Cisl: l’unità sindacale. Una rottura sui contenuti. Come nel 2001 la Fim, insieme alla Uilm, firmò il contratto nazionale dei metalmeccanici sul merito e la Fiom ideologicamente si autoescluse. Successivamente, con un cambio di impostazione, la gestione cislina di Marini aveva l’obiettivo di riportarla alla normalizzazione riducendo il ruolo dei Carnitiani, operazione proseguita con D’Antoni. Infine la debole gestione di Pezzotta consegnò l’organizzazione a Bonanni, ma ormai era un’altra Cisl. Quindi non c’è una sola Cisl da Pastore a Sbarra ma tante Cisl.

Dal dopo Pezzotta, il Patto per l’Italia fu una trappola del centrodestra in cui la Cisl di allora cascò, le rotture dell’unità sindacale furono ideologiche, di appartenenza o sostegno a schieramenti politici oppure contro l’altro blocco sindacale. Come si può dimenticare l’asse Bonanni-Sacconi con le loro inutili linee-guida su ogni materia inerente il lavoro. La gestione Bonanni ha trasformato più di altri la fisionomia Cisl. Un sindacato che non fa più “dell’autonomia dalla politica la sua carta identità indiscussa ed indiscutibile” ma quasi rivendica senza dichiarala un’appartenenza a un campo politico.

Ci sono tre modi per entrare nel merito delle questioni, per contrattare. La prima è non entrare nel merito e dire sempre no o ripetere slogan, questa appartiene in parte a Landini. La seconda è contrattare in autonomia con proposte proprie chiare, che significa fare conoscere a chi rappresentiamo la piattaforma di partenza e poi il risultato finale e comparare i risultati tra ottenuto e richiesto. C’è poi il terzo metodo che è quello maggiormente applicato dalla Cisl di Sbarra. Non avere più un riferimento iniziale dei contenuti; accordarsi con la controparte, in questo caso il governo, e poi fare un rilancio su quello che sappiamo già che il governo proporrà. Oltretutto è un metodo molto pericoloso con questa maggioranza, al punto che sovente la Cisl si è trovata spiazzata.

Un esempio della Cisl a trazione “sbarriana” di come si entra nel merito: da quando si è deciso in Cisl che siamo contro la progressività delle tasse e a favore della riduzione degli scaglioni Irpef? Oppure dire che c’è nella manovra finanziaria un “importante aumento degli stanziamenti del Fondo sanitario nazionale” quando persino la maggioranza cerca di evitare l’argomento sanità perché sa benissimo che gli stanziamenti sono irrisori e che non sono nemmeno sufficienti per stipendi e assunzioni. E poi perché si mette nella stessa frase la sanità e la detassazione dei premi di risultato per il privato spacciandoli per una cosa sola mentre sono due questioni completamente diverse? Da quando chiediamo uno sforzo aggiuntivo per il ceto medio sapendo che i salari non crescono e sapendo che il lavoro dipendente in buona parte si sta allontanando dal ceto medio, impoverendosi. Basti pensare alle difficoltà del rinnovo del contratto dei metalmeccanici proprio sulle richieste salariali. Sono solo alcuni esempi “di merito” ma ci aggiungerei il “ni” sull’autonomia differenziata che penalizza il Sud quando proprio lo stesso Sbarra e tutta la Cisl fanno del Sud una priorità.

Ma ricordo anche che nella piattaforma unitaria di aprile 2023 (la trovate sul sito Cisl) che lanciava le tre manifestazioni nazionali unitarie c’era scritto che occorreva “contrastare le disuguaglianze con una riforma fiscale fondata sulla progressività costituzionale… Siamo decisamente contrari sia alla flat tax di qualunque genere che alla riduzione del numero delle aliquote” e sulla sanità diceva: “Potenziamento occupazionale e incremento dei finanziamenti al sistema sociosanitario pubblico per garantire il diritto universale alla salute e al sistema di istruzione e formazione, maggiore sostegno alla non autosufficienza”. Dov’è finita la nostra proposta sulla non autosufficienza tanto sbandierata dalla Cisl e dai suoi pensionati? Siamo soggetti con autonomia rivendicativa o a sovranità limitata? Potrei continuare ma mi limito ad aggiungere che l’autonomia della Cisl si è infranta nei marosi di un riposizionamento o meglio ripiegamento su uno schieramento con cui si è pensato di scambiare una legge sulla Partecipazione, attraverso una campagna di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare, con un atteggiamento più remissivo nei confronti del governo. Ingenuità sindacale pensare che la nostra proposta che prevede, tra l’altro, una modifica costituzionale sia realizzabile attraverso uno scambio con questo governo.

Ovviamente per realizzare questa politica serve una Cisl a “pensiero unico” e anche questo è stato fatto. Oggi non esiste dibattito in Cisl, gli organismi sono un rituale finalizzato al consenso. Il dibattito non è più a due sensi ma solo dall’alto verso il basso: si comunica cosa ha deciso il vertice Cisl, la base assiste e conferma. La forza della Cisl di Carniti, invece, era il confronto. Basti pensare che ai vertici Cisl il segretario generale e il segretario generale aggiunto provengono tutte e due dalla stessa categoria e da due territori contigui del sud. Nel nostro territorio la futura segreteria dei pensionati della Cisl Piemonte sarà rappresentata da tre componenti tutti provenienti dalla stessa categoria. E non sono gli unici esempi. Nemmeno più nella composizione dei gruppi dirigenti c’è pluralismo. Non è un caso ma è storia che ancora oggi, in Cisl, c’è chi sussurra nei corridoi di essere carnitiano, vorrà ben dire qualcosa.

* Già Segretario Generale FIM-CISL Torino e Canavese (2008-2019)