A cura di piemonteitalia.eu
Con l’arrivo della Primavera i ciliegi dai fiori rosa dei Giardini della Reggia rinascono, regalando scenari da sogno tra le geometrie del Parco basso e le montagne.
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Spiega lo stesso Macciò: “Scandire versi accompagnandoli con un suono destrutturato, che può essere una semplice vibrazione prodotta da una corda di cetra o dalla pelle di un tamburo, è un sostegno importante alla memoria, come sa bene chi ne ha fatto diretta esperienza. Si creano degli interstizi ritmici tra i versi, tra le strofe, dei grappoli di suoni e di silenzi che agganciano la memoria e preparano la pronuncia, l’intonazione del verso successivo. Ma il suono, appunto, deve essere ‘destrutturato’, così almeno mi piace definire questo profilo di note disancorate dai sistemi tonali ed eseguite a sostegno della parola poetica e allo stesso tempo capaci di fondersi con essa. Disegnare una precisa linea melodica, infatti, genererebbe confusione, sovrapponendosi alla musica che ogni poesia reca sempre con sé ed entrando inevitabilmente in conflitto con essa”.


