“Cosa resta di una guerra – un operatore umanitario in Bosnia Erzegovina” di Michele Ricca sarà presentato il 18 marzo al Qubi, alle 18, alla presenza di Alessandro Barbero e di Enrico Remmert
Sarà presentato martedì 18 marzo alle ore 18, presso il Qubi di via Parma 75, a Torino, il libro intitolato “Cosa resta di una guerra – un operatore umanitario in Bosnia Erzegovina” di Michele Ricca. Interverranno alla presentazione lo storico Alessandro Barbero e lo scrittore Enrico Remmert.
Dalla sinossi: “Cosa resta di una guerra” contiene pezzi di vita e di lavoro raccolti dall’autore durante l’impiego come Protection Officer per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) in Bosnia Erzegovina nel 1996. Attraverso gli occhi dell’autore emergono allo stesso tempo molti aspetti utili per comprendere i contorni di una sanguinosa guerra civile nel cuore dell’Europa. Il volume contiene 25 storie racchiuse in 7 capitoli ed è arricchito da diverse mappe tratte da Limes e dalla prefazione di Alessandro Barbero. I capitoli si aprono tutti con ricche contestualizzazioni composte da dati, sigle e definizioni. Le appendici, nel finale, presentano a loro volta cifre, link e considerazioni personali dell’autore. Nel mezzo le tante storie vere che parlano di croati, bosniaci e serbi, di truppe NATO, di personale ACNUR, di organizzazioni umanitarie, di forze dell’ordine e autorità locali, di vittime ed ex combattenti, di rifugiati e profughi, di estremisti e criminali, di preti e mullah. Un contributo inedito utile a tenere presente cosa lascino dietro di sé le guerre quando i riflettori mediatici si spengono.
Mara Martellotta
RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Durante la pandemia Tóibín ha fantasticato su un possibile seguito, al quale ha lavorato al ritmo di 10 ore al giorno. Ed ecco questo bellissimo testo scritto con il suo rigoroso stile letterario. “Brooklyn” si era concluso con il ritorno in America della protagonista, Eilis Lacey, che si era recata nella natia Irlanda per la morte della sorella.
Ursula Parrot è lo pseudonimo della giornalista, scrittrice e sceneggiatrice Katherine Ursula Towle, (nata nel 1899, morta nel 1957). Ebbe una vita movimentata, con 4 matrimoni e svariate relazioni con personaggi di spicco dell’epoca, tra cui Francis Scott Fitzgerald. Morì stroncata da un tumore a 58 anni, in povertà e dimenticata da tutti.
Prima di tutto un plauso all’editore Perrone per l’idea della collana “Passaggi di dogana” dedicata alle città viste attraverso gli occhi e le opere di grandi scrittori. I lettori vengono trascinati tra le vie e i punti di riferimento letterari scoprendo: Lisbona con Tabucchi, Buenos Aires con Borges e, ancora, tra le molte altre mete, la Costa Azzurra con Fitzgerald e l’Oriente con Terzani. Insomma una preziosa manna per i bibliofili.
L’autrice inglese, che aveva esordito con “Le streghe di Manningtree” (sulla caccia alle streghe nell’Inghilterra del XVII secolo), ora torna in libreria con questo secondo romanzo che narra l’avventura picaresca e grottesca di Tarare, ragazzo perennemente affamato.




