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Sono 24 milioni di euro di fondi regionali per il 2025 a sostegno delle attività produttive, come ha annunciato l’assessore Andrea Tronzano in Terza commissione (presieduta da Claudio Sacchetto) che si è riunita per l’espressione del parere consultivo sul Documento di economia e finanza 2025-2027 (Defr) e sul Bilancio di previsione finanziario 2025-2027 per le materie di competenza.
Di tale cifra, come è stato spiegato, ci sono 5 milioni e 300 mila euro per l’internazionalizzazione delle imprese, 11 milioni per gli investimenti, 500 mila per l’editoria e 1 milione e 900 mila per l’artigianato.
In attesa di conoscere le prospettive future della produzione della 500 ibrida e davanti ai recenti sviluppi della vicenda Stellantis, l’assessore ha spiegato l’importanza delle differenziazioni produttive nell’ambito dell’automotive.
Il Piemonte si presenta come un ampio contenitore di imprese da sostenere e rilanciare, che spaziano dal settore orafo al tessile, passando anche per i semicoduttori.
Una particolare attenzione viene riservata al settore dell’aerospazio, dato in forte crescita nell’arco di un decennio, che interessa le basi lunari, la ricerca e le produzioni per l’aeronautica militare. Come ribadito da Tronzano, la Regione investe 15 milioni di euro per la palazzina 37 nel contesto della Città dell’Aerospazio a Torino, dove ci sarà il connubio tra ricerca e imprese, in primo luogo quelle pubbliche.
È poi stata confermata la volontà di puntare sull’energia pulita ed economicamente conveniente, grazie all’idroelettrico anche nell’ottica dell’indipendenza energetica.
Per quanto riguarda la cooperazione – sono stati stanziati 1 milione e 900 mila euro per il 2025, che diventeranno 2 milioni e 100 mila euro per il 2026 e il 2027 – c’è il sostegno alle start up innovative, al credito, al contrasto alla disoccupazione e al settore sociale.
Per delucidazioni sono intervenuti: Monica Canalis (Pd), Mauro Fava (Fi), Alberto Unia (M5s), Marco Protopapa Lega), Annalisa Beccaria (Fi), Alice Ravinale (Avs), Alessandra Binzoni (Fdi), Sergio Ebarnabo (Fdi) e Gianna Pentenero (Pd).
A montagna e foreste 180 milioni
Domenica 26 gennaio alle ore 9.30, il pubblico potrà assistere gratuitamente alla proiezione della partita su megaschermo nella sala del Teatro Regio. Per accedere è necessario ritirare i pass online che saranno resi disponibili a partire da sabato 25 gennaio alle ore 12 sul sito del Teatro Regio all’indirizzo www.teatroregio.torino.it/sinner. Sarà possibile ritirare un massimo di 2 pass a persona e l’ingresso in Teatro sarà possibile dalle ore 9.
Il Sindaco della Città di Torino e Presidente del Teatro Regio Stefano Lo Russo dichiara: «Torino ha stretto un legame speciale con Jannik Sinner, un giovane che incarna perfettamente lo spirito della nostra città, determinato, riservato, ma con una passione forte e una grande cultura del lavoro che lo hanno portato a raggiungere i massimi livelli nel mondo del tennis. Per questo, in attesa della prossima edizione delle Nitto Atp Finals dove speriamo di vederlo nuovamente grande protagonista, abbiamo deciso di organizzare un momento pubblico per dare la possibilità a tifosi e appassionati di seguire una delle sue imprese sportive all’interno di un luogo iconico della nostra città».
Il Sovrintendente del Teatro Regio Mathieu Jouvin saluta con gioia l’iniziativa: «Siamo molto felici di poterci unire idealmente e fattivamente a tutta la cittadinanza di Torino e non solo nel sostenere Jannik Sinner. Non è stato semplice riorganizzare l’attività del Teatro, che nella stessa giornata mette in scena la prova generale dell’Elisir d’amore di Donizetti, e per questo ringrazio tutto il personale per la prontezza e la flessibilità dimostrata nel rendere possibile questa manifestazione. Ci sentiamo il Teatro della città e siamo pronti ad “alzare il sipario” su uno spettacolo così coinvolgente come la finale degli Australian Open 2025».
A lanciare l’idea di un “watch party” sono stati i Carota Boys, che saranno presenti all’evento: «Siamo entusiasti di questa straordinaria iniziativa che per la prima volta riunisce gli appassionati di tennis in un teatro! E il fatto che sia un luogo storico come il Regio di Torino ci rende ancora più orgogliosi. Sarà un’occasione unica per vivere insieme la passione per il tennis, celebrando i valori e le emozioni di un tifo sano e positivo per il nostro idolo! Go Sinner, go! Un grazie alla Città di Torino e al Teatro Regio per la preziosa ospitalità».
TORINO CLICK
L’Università di Roma “Foro Italico” ha firmato un accordo di collaborazione con il Politecnico di Torino, finalizzato a promuovere la formazione e lo sviluppo professionale dei ricercatori e delle ricercatrici.
Una collaborazione, fortemente voluta dai due Direttore Generali, dott.ssa Lucia Colitti e dott. Vincenzo Tedesco, che si basa su una visione condivisa di crescita e innovazione, puntando a rafforzare le carriere accademiche e a creare un ponte tra il mondo della ricerca e quello imprenditoriale per una positiva ricaduta sullo sviluppo della società civile.
È un progetto ambizioso che si propone di creare sinergie tra le due istituzioni, valorizzando le rispettive competenze e risorse per affrontare le sfide della ricerca e dell’innovazione in un momento in cui fare sistema è diventato la parola d’ordine soprattutto per il mondo universitario.
Diverse sono le iniziative congiunte che le due istituzioni intendono realizzare: dalla rilevazione dei bisogni formativi del personale accademico, alla progettazione e realizzazione di percorsi formativi congiunti per lo sviluppo di competenze trasversali sempre più necessarie per essere competitivi, al monitoraggio e alla valutazione delle attività realizzate, alla condivisione di buone pratiche, alla collaborazione per attività e progetti di ricerca da realizzare insieme.
La collaborazione con il Politecnico di Torino permetterà di mettere a fattor comune conoscenze e competenze specifiche, favorendo l’efficienza delle azioni congiunte a beneficio della collettività. Le due istituzioni lavoreranno insieme per sviluppare progetti di ricerca e innovazione, condividere dati ed esperienze, e promuovere la cultura scientifica e tecnologica nelle sue diverse applicazioni. Il Politecnico porta in dote la sua esperienza pluriennale nella progettazione di corsi formativi per ricercatori e nel sostegno alle loro carriere, testimoniata dal prestigioso riconoscimento europeo “HR Excellence in Research”. L’Università di Roma “Foro Italico”, con la sua visione multidisciplinare, arricchirà i percorsi con un approccio integrato e strumenti innovativi per supportare dottorande e dottorandi, ricercatrici e ricercatori. Metterà inoltre in condivisione con il Politecnico la sua esperienza di studio e ricerca quasi centenaria nel settore delle scienze del movimento e dello sport, inteso come attività competitiva e di svago e considerato sempre più parte integrante della cultura, degli stili di vita delle persone.
Il Rettore dell’Università di Roma “Foro Italico”, prof. Attilio Parisi, ha sottolineato come questa collaborazione rappresenti un importante passo avanti per valorizzare i talenti: «L’accordo con il Politecnico di Torino rafforza il nostro impegno per sostenere i ricercatori nella loro crescita, promuovendo una formazione che guarda al futuro e al contesto internazionale. Questo accordo non è solo un progetto, ma una visione condivisa per il futuro dei nostri ricercatori. La sinergia tra le nostre istituzioni farà la differenza, generando opportunità che vanno oltre i confini accademici».
Anche il Politecnico ha ribadito il valore strategico della sinergia, evidenziando come l’unione delle forze tra le due istituzioni generi un impatto positivo non solo sui ricercatori, ma sull’intero sistema della ricerca italiana. “Questo accordo permetterà di rafforzare le competenze dei nostri ricercatori e di migliorare le loro opportunità di carriera, contribuendo allo sviluppo della ricerca scientifica e della formazione specializzata” dichiara il Rettore del Politecnico di Torino, prof. Stefano Paolo Corgnati.
Entrambe le università guardano al futuro con fiducia, convinte che la collaborazione e la condivisione delle risorse siano la chiave per valorizzare il talento e affrontare con successo le sfide globali.
Nella foto (da sinistra): il prof. Gennaro Terracciano e il prof. Fabio Pigozzi, prorettore e prorettore vicario dell’Università di Roma Foro Italico, il direttore generale del Politecnico di Torino, dott. Vincenzo Tedesco, il rettore del Politecnico di Torino prof. Stefano P. Corgnati, il prof. Attilio Parisi, la dott.ssa Lucia Colitti e il prof. Massimo Sacchetti, rispettivamente rettore, direttrice generale e direttore del Dipartimento di Scienze Motorie, Umane e della Salute dell’Università di Roma Foro Italico.


Domenica di grande divertimento e tanto hitball quella vissuta fra la palestra Natta di Asti e quella Frassati di Torino grazie alla seconda edizione del Torneo Open.
In campo sono infatti scese le sei squadre dei gruppi B e C, ognuna delle quali ha affrontato le due avversarie del proprio girone.

Bottino pieno per Asti KT, forti del fattore campo e della maggiore esperienza del suo roster che, con una new entry rispetto alla passata stagione: per Daniele Morano, hitter sin dai primi anni 2000, si tratta di un ritorno dopo qualche anno di pausa.
Le due vittorie, entrambe nette, sia contro Valhalla (83-39) che con Giasthit (89-7), maturano grazie alle ottime partenze.
Nell’altra sfida, tutta torinese, i Valhalla portano a casa i primi 3 punti stagionali, con un 91 – 21 che mette in mostra l’affiatamento maturato nel Torneo Open del 2024, chiuso all’ultimo posto senza alcuna vittoria.
Serviranno le finals per capire se questo team è maturato abbastanza da giocarsi l’accesso al prossimo Torneo Start, come lascia intendere la complessiva buona prestazione contro gli astigiani.
Giasthit prevedibilmente in difficoltà ma in progressivo miglioramento già nell’arco dei primi 90 minuti di questa competizione.
Il giovanissimo team, principalmente composto da under 17, nonostante il gap fisico rispetto agli Alfieri, ha già dimostrato una buona impostazione tattica e sprazzi di talento, in particolare con Paola Verardi.
Nel gruppo B, la situazione appare più equilibrata. I debuttanti Goliath si sono ben difesi, nonostante le due sconfitte con gli Spartak per 68 – 42 e i Driphit per 74-31.
Distacco decisamente inferiore tra le altre due squadre, già presenti nella scorsa esizione
I Driphit arrivano a questo evento come migliore debuttante del Torneo Start del 2024, grazie al secondo posto; anche gli Spartak, nonostante il piazzamento meno prestigioso avevano già ben impressionato nella prima edizione, arrivando a vincere contro i Padawan, oggi in B2, e facendo sudare più del previsto Asti, Villains Chivasso e Atletico Boomers.
Gli “Spartani” arrivano a questo appuntamento senza diverse colonne del 2024. L’eredità raccolta dai superstiti è apparsa però in ottime mani, come dimostra il successo in rimonta per 74 – 72.
Una gara partita male per il team Sinombre che ha dovuto recuperare ben 15 punti.
Nonostante la sconfitta i rivali di scuola Polaris, hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per entrare nel quartetto che animerà subito dopo questa manifestazione il torneo Start Gold.
Sicuramente il ritorno del gruppo B, che si giocherà il 2 di Febbraio, ci regalerà una partita avvincente; nello stesso giorno il gruppo C vedrà debuttare i Kebbabheat contro le due redivive Dunamis, team tutto femminile proveniente dal Liceo Cottini e i Purple Hit di Orbassano, che ospiteranno le avversarie presso l’impianto di casa.

“Per il 2025 sono confermati i 153 milioni di risorse regionali alle politiche sociali e per la famiglia, al pari del 2024, senza il ricorso ai fondi europei”. Lo ha annunciato l’assessore regionale Maurizio Marrone in apertura della seduta della Commissione Sanità, presieduta da Luigi Icardi, in cui ha svolto le relazioni sul Defr e il Bilancio in merito alle materie di sua competenza.
“Siamo riusciti nell’intento di aumentare i capitoli strutturali rivolti ai servizi comunali di socio-assistenza del territorio, con oltre 2 milioni di euro in più su extra Lea e fondo indistinto”, ha spiegato Marrone.
“Confermati poi – ha aggiunto – gli stessi impegni del 2024 anche sulle nostre ‘bandiere’ della scorsa legislatura, a partire da Vita nascente, ma anche le risorse per Vita indipendente, oltre a quelle destinate alle politiche per l’invecchiamento attivo, per il Banco alimentare e il Banco farmaceutico. Novità per il 2025 sarà invece l’aumento che porta a 1 milione di euro le risorse per il fondo destinato agli Oratori del Piemonte”.
“Rivendico con orgoglio – ha concluso – il risultato di aver confermato la spesa storica delle politiche sociali in un momento di particolare difficoltà, riuscendo inoltre ad aumentare sensibilmente il fondo destinato alla rete degli Oratori del Piemonte per valorizzare ancor più il loro insostituibile ruolo di aggregazione sociale, di assistenza ai più deboli e di orientamento per i giovani”.
Numerose sono state le richieste di approfondimenti da parte dei gruppi di opposizione.
Rispondendo a Sarah Disabato (M5s) sui bandi per il servizio civile, Marrone ha affermato che “si intende mettere in atto misure di carattere sociale volte a prevenire e a contrastare il consumo di sostanze stupefacenti e a riqualificare aree urbane o rurali periferiche attraverso la presenza territoriale, il volontariato sociale, l’informazione e la creazione di forme virtuose di aggregazione”.
A Monica Canalis – intervenuta per il Pd con Nadia Conticelli – l’assessore ha risposto che, per quanto riguarda i bandi per l’invecchiamento attivo, “superata la fase di sperimentazione, è importante provare a pensare a interventi più strutturati, magari per il senior housing o per le palestre della salute, cercando di favorire chi lavora in rete”.
Rispondendo ad Alice Ravinale (Avs) sui finanziamenti agli Oratori, Marrone ha affermato che “l’Islam non è previsto in quanto non ha intese con lo Stato centrale e manca quindi una cornice giuridica generalizzata di rapporti tra lo Stato e la confessione religiosa”.
Sugli interventi per i senza fissa dimora, l’assessore ha risposto a Vittoria Nallo (Sue) che “è stato previsto un apposito capitolo per formare e mettere in strada operatori socio sanitari che si prendano cura della persona e mirino a toglierla dalla strada”.
Un dialogo con le periferie di Mario Sironi presso la Tait Gallery, dal 24 gennaio al 27 aprile 2025
Dopo il successo della mostra alla Promotrice delle Belle Arti a giugno, torna a Torino l’artista Ciro Palumbo con la mostra “Nulla è perduto nonostante l’oblio”, un dialogo e un confronto con alcune opere di Mario Sironi e le sue periferie. La mostra è visitabile dal 24 gennaio fino al 27 aprile 2025 presso la Tait Gallery di via San Quintino 1 bis, a Torino, un nuovo spazio espositivo aperto nel maggio 2024 da Lorenzo Palumbo e Simone Lo Iudice.
Il tempo scorre veloce e inesorabile, fugge via come i ricordi senza un testimone. Se non si ha la determinazione e la consapevolezza di fermarlo, l’oblio è inesorabile. L’arte ha quel sacro ruolo di cristallizzare il tempo e renderlo eterno, facendo si che nulla sia perduto. In questa nuova mostra, Ciro Palumbo propone una serie di circa 20 opere dedicate alle città e alle periferie a confronto con due opere di Mario Sironi dal titolo “Figure”, della seconda metà degli anni ’40, e “Composizione”, del 1948. La scelta di queste due opere di Sironi non è casuale poiché Palumbo, ispiratosi alle periferie, grande tema del Novecento, usa, come Sironi, la prospettiva come un artificio che crea l’illusione dello spazio attraverso la combinazione di rapporti di proporzioni, forme geometriche e riferimenti minimali al costruito e alla presenza umana, creando un’impressione di sospensione che interpella il fruitore portandolo a interrogarsi su questioni di natura esistenziale e metafisica. Le città di Palumbo sono città silenti, rigide, spigolose, dove la luce è timida e artificiale. L’artista avverte il bisogno di rifugiarsi nelle inquietudini ombrose, e le sue vedute sono luoghi da dove è possibile spiccare il volo per uno spazio dove fermarsi sospesi.
“Sironi fa parte di quegli artisti del Novecento che studio, approfondisco e con i quali dialogo naturalmente – spiega l’artista Ciro Palumbo – mi hanno da subito colpito la potenza del suo segno, il suo essere figurativo e la sua capacità di giocare con la materia, arrivando a creare opere enormi e visionarie. L’ispirazione al tema delle periferie, tipico del Novecento e estremamente attuale oggi per il periodo storico che stiamo vivendo, fatto di guerre, desolazioni e solitudini, è stata alla base del mio lavoro inerente a questa mostra e del dialogo con lo straordinario artista Mario Sironi. La contemporaneità e gli eventi attuali mi hanno portato anche a rappresentare lo spirito della solitudine attraverso il simbolo della maschera e attraverso gli spazi urbani vuoti, delimitati da edifici, al cui centro compare un albero che simboleggia la vita”.
I paesaggi urbani di Sironi, pur essendo definiti metafisici, hanno già insite le caratteristiche del suo ritorno all’ordine classicista. Le linee rette, case, poligoni perfetti in spazi perfettamente equilibrati, richiamano un classicismo enigmatico, ricco di presentimenti e ripropongono la monumentalità della desolazione delle periferie e il doloroso senso di isolamento.
La poetica di Palumbo inizia con la scuola metafisica di Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, per reinventarne i fondamenti secondo un’interpretazione personale e originale, ed è in questo contesto che si inserisce “Nulla è perduto nonostante l’oblio”, le opere di Ciro Palumbo in connessione con un grande maestro del Novecento, Mario Sironi, che al capoluogo piemontese ha dedicato parte del suo percorso creativo. Entrambi rappresentano la sospensione, la tensione emotiva del ritrovare un senso alle azioni e alla vita umana. Catturano tra i segni e i ritratti dell’inafferrabilità del tempo la solitudine individuale di un mondo affollato da dubbi e incertezze. Sironi e Palumbo si cibano degli equilibri inquieti del loro presente che condividono umanamente ma non artisticamente. Il silenzio è ciò che ricerca Palumbo, il terribile e innaturale vuoto dell’afonia umana, dato dalle urla del passato, che è ciò che lo affascina in Sironi. Questo punto d’incontro racconta come un percorso artistico prosegua nel tempo e si modifichi, prenda vie e linee differenti, si contamini con nuovi immaginari e ambienti, ma con la stessa necessità artistica: rappresentare un mondo che, seppur affollato, porta l’essere umano a sentirsi solo e a ricreare spazi altri per poter ritrovare una realtà maggiormente a sua misura. Palumbo è mosso da una riflessione che tenta di coniugare metafore pittoriche, la transitorietà del tempo e la profondità dello spazio, dando vita a rappresentazioni immaginifiche che tentano di articolare insieme memorie e materiale iconografico tratto dalla nostra storia culturale e dal nostro immaginario collettivo. La sua ricerca è caratterizzata da un continuo approfondimento del gesto pittorico e dal dialogo costante con poesia, letteratura, filosofia, mito e storia dell’arte, e prende le forme di un tentativo di rendere ragione dell’umano e della sua forza creativa, indagando le possibilità di dare forma a un’alternativa spirituale alla precarietà e al senso d’angoscia dell’uomo.
Mara Martellotta