Grande Festa, al “Borgo Vecchio” di Oulx, per il quarto compleanno dello “Spazio di Comunità” gestito da “Fondazione Time2”
Domenica 30 maggio
Oulx (Torino)
Situata in piazza Mistral 7, nel cuore del “Borgo Vecchio” di Oulx (ai 1.100 metri di altitudine dell’Alta Valle Susa) “Casa Mistral” è una deliziosa “casa colorata”, spazio di “cittadinanza attiva” dove “ogni persona può trovare il suo posto” e che porta ancora impressi gli antichi magnifici segni del tempo. Fuori e dentro. Negli spessi muri architettonici (un tempo sede del “Consorzio Forestale Alta Val di Susa”) e nei cuori e nelle passioni di chi la gestisce e la frequenta. L’edificio è stato affidato, il 20 maggio 2022, tramite bando del “Comune di Oulx” a “Fondazione Time2”, realtà attiva a Torino (con “Open-Spazio Aperto” e per volontà di Antonella e Manuela Lavazza) dal 2019 per favorire i “diritti dei giovani” con disabilità – e non – e per permettere loro di costruire un progetto di vita indipendente. In questi quattro anni la “Casa Mistral” è diventata un “punto di riferimento” per la comunità della Val di Susa, grazie ai progetti realizzati con gli “Enti territoriali del Terzo Settore”. Ogni settimana accoglie giovani dagli 11 ai 20 anni per attività educative, formative, supporto scolastico e volontariato. Offre inoltre “percorsi di supporto individuale” per ragazzi e ragazze dai 14 ai 25 anni, accompagnandoli nella crescita personale e nell’ingresso all’età adulta. L’obiettivo “è favorire consapevolezza di sé, autostima ed empatia attraverso esperienze quotidiane”.
“Casa Mistral” promuove anche attività sportive e “outdoor” in collaborazione con la “Società Sportiva Dilettantistica Sport Time2”. Da qui vengono coordinati “corsi di tennis”, “trekking” e “attività invernali” sull’intero territorio della Val di Susa. Per la quale, oltre che per il “Comune di Oulx”, ovviamente, “Casa Mistral” rappresenta dunque uno “Spazio di grande rilievo Sociale e Culturale”, punto di riferimento prezioso, in tal senso, per l’intera Valle. E tutto questo da ormai 4 anni, un quadriennio di generosa e fruttuosa attività e un bel compleanno che domenica 30 maggio prossimo, la preziosa “casa colorata” del “Borgo Vecchio” festeggerà alla grande, aprendo le sue porte con l’attesa “Festa della Comunità”.
Quanto mai articolato, e capace di coinvolgere il più vasto pubblico, il programma fissato in agenda.
Apertura alle 11 con il primo “workshop” generativo del progetto “Smart Village – Nuove Generazioni per l’Alta Valle Susa”, rivolto a persone tra i 15 e i 35 anni. Di che si tratta? Il Progetto, candidato nell’ambito dell’intervento “SRG07- Cooperazione per lo sviluppo rurale, locale e Smart Villages” del “GAL ESCARTONS E VALLI VALDESI” (agenzia di “Sviluppo Locale”, il cui nome identifica l’area geografica in cui opera, le storiche valli montane piemontesi), coinvolge 15 Comuni dell’“Unione Montana Alta Valle di Susa e Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea”, con l’obiettivo di rendere il territorio più accessibile e attrattivo per le nuove generazioni, mettendo in rete “spazi”, “opportunità” e “risorse della comunità”.
Il workshop sarà seguito da un “pranzo di comunità” con partecipazione gratuita. Obbligatoria la prenotazione: alessandro.chareun@fondazionetime2.it .
L’accesso alla festa, a partire dalle 15, è libero e gratuito.. Nel pomeriggio, dalle 15, la festa si aprirà a tutte le età.
I ragazzi del “Formont” (“Ente per la Formazione Professionale in Montagna”) animeranno uno “show coking” con spuntini dolci e salati; la “Desamband”, storica “rock band” dell’“IISS Des Ambrois” di Oulx, salirà sul palco per un concerto. Per i più piccoli “Il Sogno di Una Cosa” proporrà il laboratorio “Pronto, chi favola?”, mentre il “Ludobus delle Valli” di “CDSA Impresa Sociale” porterà giochi, esperienze e racconti itineranti.
A completare la giornata, i ragazzi della Comunità “MSNA – Minori Stranieri Non Accompagnati” di Salbertrand condivideranno i “Giochi dal Mondo” a cura di “Cooperativa Frassati”, portando le tradizioni ludiche dei loro paesi di origine.
Per info: “Casa Mistral”, piazza Mistral 7, Oulx (Torino); www.fondazionetime2.it
g.m.
Nelle foto: immagini di repertorio



All’età di 97 anni è morto a Roma Gennaro Sasso rinomato studioso di storia della filosofia e direttore per decenni dell’ istituto di studi storici fondato da Benedetto Croce a Napoli. Si potrebbe ripetere per lui il celebre Soliloquio di Croce: la vita intera è preparazione alla morte. Infatti lo studio assiduo e perfino smisurato ha riempito la sua vita. Fu allievo di Carlo Antoni e si laureò con una tesi su Machiavelli che ebbe correlatore Federico Chabod, grande studioso del Segretario fiorentino e direttore dell’ Istituto di studi storici di Napoli dove Sasso divenne borsista. Era presidente della Fondazione Giovanni Gentile ed a lui si deve un lavoro intenso per favorire uno studio non aprioristicamente divisivo di Gentile e Croce. Ho conosciuto e frequentato Sasso a Napoli e a Roma . Ritengo la sua opera il lavoro di un grande erudito che avrebbe desiderato oltrepassare con il suo pensiero Croce e Gentile che studiò a lungo, senza raggiungere l’obiettivo. Di sicuro interesse è la sua interpretazione di Machiavelli che vede nel suo totale rifiuto del Cristianesimo colpevole di aver cancellato i valori del mondo classico. Meno convincente è il fatto di averlo accostato agli Esistenzialisti per una visione sulla caducità che sarebbe comune: un accostamento forzato perché Machiavelli fu uomo del’ 500 e del Rinascimento, mentre l’esistenzialismo espresse la crisi profonda della società decadente del Novecento. Avemmo anche qualche discussione sui temi della laicità: lui sostenitore ferreo del laicismo, io formato alla scuola di Bobbio ma anche di Croce, laico, rispettoso di ogni fede e portato non solo a “dirsi cristiano , ma ad una fede depurata da ogni forma di intolleranza alla maniera di Tocqueville. Era un carattere malinconico e chiuso, direi quasi algido. Me lo disse Alda Croce prima ancora del nostro primo incontro avvenuto a Palazzo Filomarino a Napoli. Si occupò anche di studi danteschi che hanno interessato anche Cacciari. Vidi in lui il vecchio Azionismo“ che gli impedì di essere un liberale. Il Partito d’azione, tanto odiato da Croce, era destino che, dopo aver fulminato le figlie e il genero, dovesse restare di casa a palazzo Filomarino. Un azionismo meridionale alla De Ruggiero, vicino anche a Guido Calogero di cui aveva sposato la figlia, un azionismo per fortuna non gobettiano. Muore con lui un grande studioso che non divenne mai filosofo come invece Nicola Matteucci, cresciuto anche lui all’ Istituto di Napoli, ma subito aperto ad interessi e studi internazionali.