ilTorinese

Il Comune di Moncalieri attiva il nuovo Sportello dell’Edilizia

L’Amministrazione si affida alla Technical Design, il cambio è diventato effettivo da metà gennaio

Un cambio di software per gestire in pochi click le pratiche edilizie. Il Comune di Moncalieri ha adottato il sistema GisMaster, sviluppato dalla cuneese Technical Design, a supporto del proprio Sportello Unico dell’Edilizia (SUE), ovvero il punto di riferimento che gestisce domande, dichiarazioni, segnalazioni o comunicazioni relative all’Edilizia Privata per professionisti e privati cittadini. «Il nuovo Sportello – avvisano dal Comune – si configurerà in sostituzione dell’attuale portale MUDE Piemonte. Tutte le comunicazioni (integrazioni, inizio, fine lavori…), inerenti pratiche edilizie presentate tramite MUDE Piemonte, possono essere inviate con il SUE Technical Design riprendendo la pratica originaria tramite il numero e la data di protocollo». È una scelta che scaturisce dalla certezza che la digitalizzazione delle pratiche sia un passo in avanti per semplificare la vita di imprese e cittadini, agevolando così il dialogo con la Pubblica Amministrazione e dalla ferma volontà di facilitare l’opera dei professionisti e cittadini all’interno di una realtà da oltre 56 mila abitanti. «L’attivazione dello Sportello Unico Edilizia telematico rappresenta un obiettivo primario dell’Amministrazione comunale per semplificazione, trasparenza ed efficienza del servizio, oltre chiaramente a rappresentare un preciso obbligo di adeguamento normativo in materia di digitalizzazione», aggiunge l’architetto Nicola Palla, dirigente del Settore sviluppo e gestione del territorio . «In questo modo tutte le pratiche edilizie, e parliamo di oltre mille pratiche CILA, SCIA e permessi di costruire, diventeranno digitali e saranno ricevute e gestite esclusivamente in modalità telematica tramite il nuovo software GisMaster. Dal 13 gennaio infatti il programma GisMaster è diventato l’unico strumento riconosciuto per la trasmissione delle pratiche edilizie». Nata nel 1978 a Cuneo, la Technical Design è oggi un’azienda strutturata e attiva in diverse regioni. I suoi servizi sono utilizzati da un Comune su otto in tutt’Italia. «Esprimo la mia gratitudine al Comune di Moncalieri per la fiducia accordataci e per la collaborazione» dichiara Cristian Esposito, direttore commerciale della società. «Da tempo la maggior parte dei capoluoghi di provincia in Piemonte utilizza il software di Technical Design e questo non può che rappresentare un motivo d’orgoglio. Il nostro obiettivo resta quello di rendere sempre più agevole l’accesso alle pratiche della Pubblica Amministrazione a tutti: professionisti, dipendenti comunali e utenti privati».

Sanità, la Regione: “Più risorse nel 2025”

La quarta Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Luigi Icardi, ha cominciato  l’esame del Defr e del bilancio di previsione 2025-2027, per l’espressione del parere consultivo, sulle materie relative alla sanità, livelli essenziali di assistenza, prevenzione e sicurezza sanitaria ed edilizia sanitaria.
L’assessore Federico Riboldi ha annunciato che “la quota del Fondo nazionale indistinto, ovvero i fondi messi a disposizione dal Governo, saranno superiori a quelli dello scorso anno ma, non essendo ancora stata fatta la ripartizione, non sappiamo esattamente a quanto ammonteranno”.

Il responsabile del settore Programmazione dei servizi sanitari e sociosanitari Franco Ripa ha illustrato le linee portanti del Defr, sottolineando che “in Piemonte la popolazione ultrasessantacinquenne è pari al 26%, leggermente superiore a quella delle altre regioni. Nell’arco degli anni si è assistito a un miglioramento globale dell’assistenza sanitaria in un contesto in cui la popolazione anziana, in continuo incremento, necessita di servizi sanitari legati soprattutto all’acuzie e all’area territoriale. Si sta procedendo nel potenziamento dei servizi territoriali, delle case e degli ospedali di comunità e delle centrali operative territoriali, così come per l’incremento dei posti letto in area intensiva, il potenziamento dei servizi informativi”.

“È necessaria – ha aggiunto – una maggiore integrazione tra servizi sanitari e servizi sociali con particolare attenzione ai minori segnalati dai servizi scolastici, agli interventi di prevenzione sui luoghi di lavoro, alle aree rurali, già oggetto di alcuni progetti, e alla promozione di stili di vita sani”.

Il responsabile del settore Programmazione finanziaria del sistema sanitario Valter Baratta ha invece illustrato le principali voci del bilancio di previsione 2025-2027.

“Dovrebbe ammontare a oltre 9,5 miliardi di euro la quota del Fondo indistinto, la cui entità reale si conoscerà quando lo Stato renderà noto il riparto tra le Regioni – ha spiegato – e a 232 milioni quella del Fondo vincolato. Ammontano a 63 milioni di euro i fondi regionali e i finanziamenti statali d’investimento, a 31 milioni quelli per l’Istituto zooprofilattico e a 165 milioni, ma si prevede di aumentarli, quelli per il pay back dei farmaci”.

Con diversi interventi, i gruppi di opposizione hanno chiesto di riconvocare la Commissione per avere il tempo utile alla discussione. La quarta quindi si riunirà domattina alle ore 10 al posto della prevista prima Commissione, che è stata sconvocata.

Ufficio Stampa CrP

Sanremo 2025, un grande festival: chi vincerà?

Prima che inizi il Festival di Sanremo 2025 vorrei raccontarvi come si svolgerà l’evento, prendete nota e verificate se veramente avverrà come prevedo…

Complimenti alla società organizzatrice dell’evento, una Società in Accomandita Semplice, la BRUNORI SAS.

La viglia, sfilata di tutti i cantanti lungo i CORSI della città fiancheggiati da alti alberi con iRAMA pieni di germogli di tutti i KOLORS. Il corteo sarà preceduto da una Rolls Royce con pneumatici MICHIELIN, elegante e raffinata, e sarà chiuso da un grande carro allegorico con l’Arca di NOEmi.

La serata comincerà con una cantante allegra e GAIA che canterà “Acqua azzurra, acqua CLARA”, una cover di Lucio Battisti (e sembra ranIERI che la cantava il grande Lucio…). Una canzone molto BELLA con romantiche mELODIE che farà scaldare subito l’Ariston.

Seguirà una cantante esordiente, assolutamente sconosciuta (anche Carlo Conti si è chiesto: “Ma KILLA conosce?”) che per l’emozione avrà le gambe mOLLY.

Intervallo nella gara con un ospite straniero dal nome importante, tal JOSHUA (in ebraico, Giosué!), che però, contrariamente al nome, è ateo, senza FEDEZ, e addirittura bestemmia spesso lanciando terribili CRISTIcchi.

Si riprenderà con un’altra giovane speranza, che si esibirà con uno splendido abito alla MODA’ ed un grosso mazzo di ROSE VILLAIN in braccio.

Piccolo intervallo con la proiezione di un cartone animato con Bipbip ed il suo inseguitore WILLIE PEYOTE che non lo acchiappa mai…

A seguire un gruppo sgangherato, guidato da un truzzo che fuma un puzzolente sigaro TOSCANO e con una vistosa macchia di HUNT sulla camicia.

Piccolo incidente in sala: salterà la luce, il pubblico BRANCALA nel buio, purtroppo un anziano sarà colpito da COMA (cose), e trasportato d’urgenza in ospedale.

Alla ripresa dello spettacolo, nuovo ospite straniero (conosciamo solo il suo codice fiscale, RKOMI), che canterà l’indimenticabile GIORGIA on my mind.

Il vincitore (conosco il nome, ma non posso rivelarlo) sarà premiato con una corona di LAURO; qualcuno per l’invidia masticherà fiele e THIELE. Inutile: passata la festa, GABBANI lo Santo…

Buona visione a tutti!

 Gianluigi De Marchi – demarketing2008@libero.it

I Lions donano oltre 4800 euro per il Centro Diagnosi HPL

Venerdì 31 gennaio alle ore 11 presso l’Educatorio della Provvidenza, i Lions International del distretto 108I A1consegneranno al centro diagnosi HpL di Torino la somma di 4860 euro raccolti grazie alla generosità dei soci dell’organizzazione internazionale e dei loro amici che, con la partecipazione allo spettacolo “Puccini Dance Circus Opera”, portato in scena dal CirKo Vertigo al teatro Colosseo lo scorso dicembre, su direzione di Paolo Stratta, hanno contribuito al progetto stesso.

I Lions affiancano le famiglie per superare gli ostacoli derivanti dalle difficoltà di apprendimento realizzando pienamente il motto “ Dove c’è un bisogno c’è un Lions”. Il centro HPL mette a disposizione interventi psicologici, pedagogici, logopedisti e psicomotori per dare supporto a famiglie di bambini e bambine, ragazzi e ragazze che presentano difficoltà legate alle funzioni esecutive e cognitive.

Un progetto unico per il nostro territorio che ci consente di dare un futuro a ragazzi che altrimenti avrebbero difficoltà ad inserirsi in una società sempre più selettiva” ha dichiarato Giovanna Sereni, primo vice governatore del Distretto Lions 108IA1

 

Mara Martellotta

Dentro il Museo Egizio non soltanto arte, ma anche musica con il Club Silencio

Sarà un’esperienza da ricordare quella organizzata dal Club Silencio al Museo Egizio, dove approda il 30 e 31 gennaio, in via Accademia delle Scienze, con due appuntamenti musicali dedicati all’apertura serale straordinaria. Le Notti Egizie, l’apertura serale del Museo a partire dalle 19.30, permetteranno di visitare la straordinaria collezione di uno dei musei più importanti al mondo in orario serale. Con il Club Silencio le Notti Egizie si prolungheranno e non si tratterà soltanto di una visita guidata tra mummie e reperti del gioiello torinese patrimonio internazionale, ma prevederà due appuntamenti musicali. Il primo con Foamnd, pugliese, in sala conferenze, e Chalanga nella Galleria dei Re. Foamnd, classe 1992, si avvicina alla musica a 8 anni, studia chitarra classica e compositori brasiliani, approdando sul palco con le sue canzoni ad appena 15 anni. Negli anni successivi organizza eventi technoambient con il Collettivo CTRLS Sound Academy a Shangai, cui seguono l’apertura a Nina Kravitz e la partecipazione a Great Wall Festival. Di recente si ricorda una sua residenza a Shangai.

Chalanga è un duo nato a Torino nel 2018 dal dj e produttore Patrick Di Stefano e dal polistrumentista Diego Grassedonio. L’idea di fonderie musica elettronica con sonorità acustiche nasce in uno storico locale dei Murazzi. Gli ingredienti miscelati da Chalanga durante le esibizioni live sono percussioni, flauto, sax e drum machine. Hanno suonato nei più importanti festival musicali in Svizzera, Portogallo e Malta, oltre che in Italia. Vi sarà anche uno spazio per l’arte contemporanea, che entra per la prima volta nel museo con le opere dell’ artista emergente Ali Cherri, classe 1976, regista, già vincitore nel 2022 del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia e autore, nel 2024, di “Returning the Gaze”, il progetto artistico creato appositamente per il Museo Egizio, e della giovane Sara Sallam, 1991, nata in Egitto e residente in Olanda. Questa artista è caratterizzata da una ricerca a artistica multidisciplinare dove convergono diverse tecniche quali la fotografia, la scrittura e le videoinstallazioni. Una sua opera, dal titolo “The Sun Weeps for the Land and Calls fron the Garden of Stones” è collocata a chiusura del percorso della Galleria del Re. Un’altra novità sarà data dalle Pillole d’Egitto, lezioni brevi tenute da curatori e curatrici del Museo che ogni venti minuti forniranno al pubblico lezioni in formato di pillola.

 

Mara Martellotta

Se Yeong-hye non mangia più carne…

“La vegetariana”, in scena all’Astra sino a domenica 2 febbraio

“Prima che mia moglie diventasse vegetariana, l’avevo sempre considerata del tutto insignificante. Per essere franco, la prima volta che la vidi non mi piacque nemmeno: quella sua aria timida e giallognola mi disse tutto quello che mi occorreva sapere di lei”. Procede in questa sorta di narrazione dimessa e disillusa il signor Cheong (un dolente quanto ammirevole Gabriele Portoghese, decisamente convincente) nel romanzo “La vegetariana”, pubblicato nel 2007 e da noi per Adelphi nove anni dopo, autrice Han Kang, coreana del sud, recente premio Nobel per la letteratura, e nella trasposizione teatrale che Daria Deflorian (anche regista e coprotagonista) che fatto con la collaborazione di Francesca Marciano – sceneggiatrice di successo, un timido percorso come attrice e poi un repentino cambio di rotta per un procedere di tutto rispetto, suoi compagni di viaggio Salvatores e Verdone e Bernardo Bertolucci, Valeria Golino e Maria Sole Tognazzi e Cristina Comencini, tra gli altri. Narra il signor Cheong, impiegato dalla mediocre e ormai spenta esistenza, narra della moglie Yeong-hye, decisamente tradizionale ma ordinata, anonima e più o meno felice, dopo pochi anni d’unione pressoché invisibile.

In questa nebbiosa quotidianità, l’uomo si sveglia un mattino per scoprire che lei è intenta a svuotare il frigorifero di casa – come lei anonima e vuota, tolti quegli oggetti che l’abiteranno poco a poco, un lercio materasso che è letto e divano, una tivù, due fogli di giornale che imiteranno un tavolo per il pranzo, un sacco di patate rovesciate a terra che la protagonista prenderà nervosamente a sbucciare, un water e una vasca da bagno – dei tanti sacchetti di carne. “Ho fatto un sogno”, è l’unica risposta della donna alla domanda di una spiegazione, e da oggi in poi di carne non ne mangerà assolutamente più. Nemmeno la famiglia di lei può farle cambiare idea, se il padre, che da sempre racconta ad ogni occasione della sua guerra in Vietnam, non trova altra soluzione che schiaffeggiarla e ficcarle dentro la bocca bocconi di maiale che Yeong-hye regolarmente sputa. Una ribellione, un rifiuto a uniformarsi e ad accettare quei codici che regolamentano la vita familiare e non soltanto che la donna è costretta a vivere. Un annientarsi definitivo, una voce femminile che caparbiamente e ferocemente, tentando anche il suicidio, s’oppone pure al cognato (Paolo Musio), imbarazzante videoartista che filma scene di sesso tra due persone a cui prima ha dipinto fiori su tutto il corpo e questo è quello che propone anche a Yeong-hye, in un avvicendarsi di violenze verbali e fisiche. Come s’oppone alla sorella, che sceglie per lei l’ospedale psichiatrico, mentre procede in un dimagrimento spaventoso, ossessivamente. La terza e ultima parte di un vedersi vivere che s’è fatto tragedia è scolpita nelle parole della sorella, separatasi ormai dal marito, che vede Yeong-hye prosciugarsi sempre più, rinunciare a ogni cosa per prendere a comportarsi come un albero, a poggiarsi come un albero, la testa in giù e le palme delle mani ben fisse al pavimento, un albero che ha soltanto bisogno di acqua e che lei va a cercare nel folto di un bosco, durante una fuga che nella sua mente è libertà. La natura e un nuovo rapporto, quello con la sorella che con le continue corse in autobus va a trovarla in ospedale, non più distruzione degli affetti o repressione, ma un legame che forse qualcosa saprà e potrà costruire. Non conoscevo le pagine scritte da Han Kang e questa trasposizione ha il merito di spingermi domani a sceglierle e a farmi iniziare la lettura: e non è poco.

Soggetto non facile e non tranquillo, che provoca imbarazzo e certo disturbante. Perché questa trasposizione, dove il racconto è esposto di volta in volta con il racconto in terza persona dei tre coprotagonisti, nella scena disadorna di Daniele Spanò, un solo quanto vistoso neon, con un serpeggiare di luci e ombre, posto lì da Giulia Pastore a rischiararla dall’alto, suddivisa da indicazioni di luogo e di tempo che danno svolgimento e concretezza all’azione e suddivise cromaticamente attraverso i colori del rosso, dell’azzurro chiaro, del verde, è portatrice di una poesia alta, tutta da ri-ascoltare, da assorbire, tutta in quel corpo rinsecchito, estremamente eloquente, di un linguaggio che nella propria crudezza mantiene quelle aree di ampia universalità che sanno parlare al sentimento. Dentro un mondo diverso, ricomposto. La regia di Deflorian – preferibile all’attrice – accompagna con precisione lo sguardo e la viva attenzione dello spettatore all’interno della vicenda, si carica di particolari, costruisce parole e azioni e minimi movimenti con rara bravura, scandisce con padronanza, ha in Monica Piseddu una protagonista tesa sino allo spasimo, fatta di intime vibrazioni, prosciugata, ammirevolmente disposta a esporsi nei profondi mutismi, entusiasmante in quel duro esempio di fredda carnalità. Serata di successo per un ragguardevole testo, frutto produttivo di Teatro Piemonte Europa con altre realtà italiane e significativamente estere Odéon-Théâtre de l’Europe, Festival d’Automne à Paris e Théâtre Garonne, scène européenne – Toulouse, testo che ben s’ambienta nella stagione “Fantasmi” “inventata” per la stagione odierna da TPE. Allorché il direttore Andrea De Rosa chiese ai vari responsabili come i loro spettacoli convogliassero in quel titolo, Daria Deflorian ebbe a scrivere: “Se per fantasma intendiamo qualcosa, qualcuno, che improvvisamente sfugge alle forme, alla comprensione, si dissolve, cambia, allora nel romanzo di Han Kang il fantasma è lei, è questa donna qualunque, normale, che improvvisamente prima smette di mangiare e poi, via via, rinuncia a tutto.” Un fantasma che abita le case in qualsiasi latitudine, oggi, sempre.

Elio Rabbione

Le immagini dello spettacolo sono di Andrea Pizzalis.

Luoghi della memoria: passeggiata tra i segni della persecuzione e deportazione

 A cura di Museo Diffuso della Resistenza

 

Sabato 1 febbraio 2025 ore 15

Partenza da piazza Carlo Emanuele II, Torino

Ingresso libero prenotazione obbligatoria

Nell’insieme delle iniziative legate al Giorno della Memoria, il Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà presenta le Passeggiate nei luoghi della memoria.

I percorsi sono aperti a tutta la cittadinaza in modo libero e gratuito (con prenotazione obbligatoria alla mail receptionsancelso@polodel900.it o telefonicamente 011 01120780, per garantire il migliore svolgimento dell’attività). Passeggiate che ripercorrono i luoghi di memoria, in un invito alla riscoperta di una parte fondamentale della storia della realtà di Torino, alla quale è legata la sua identità civile: i luoghi della lotta clandestina contro l’occupazione nazifascista, quelli della deportazione verso il sistema concentrazionario del III Reich e quelli della vita quotidiana durante la guerra.

Il percorso prende il via da piazza Carlo Emanuele II (al centro della piazza) e prevede le seguenti tappe: via Carlo Alberto 22, via Carlo Alberto 35, piazza Bodoni, via Mazzini 12, via Mazzini 29, piazzetta Primo Levi, Stazione di Porta Nuova.

 

Prossimo appuntamento con le Passeggiate sui luoghi della memoria: sabato 15 febbraio, ore 15.

 

Ingresso libero prenotazione obbligatoria: Biglietteria Museo diffuso: receptionsancelso@polodel900.it   011 01120780 – www.museodiffusotorino.it

A Chieri  le nuove regole per le zone di sosta a pagamento

Da lunedì 3 febbraio inizia il tracciamento delle nuove strisce blu

Superamento della ZTM e dei relativi permessi, nuova tariffa oraria per i parcheggi blu nella Zona a bassa rotazione, estensione del numero degli stalli a pagamento, abbonamenti annuali per gli addetti e i titolari delle attività economiche nel centro storico e agevolazioni per i residenti: entrano in vigore da domani, giovedì 30 gennaio, le novità relative alle zone di sosta a pagamento nella Città di Chieri.

La Giunta comunale ha approvato le nuove tariffe e il disciplinare per le zone di sosta a pagamento.

Dichiara il Sindaco Alessandro SICCHIERO: «Dopo vari incontri di confronto con i cittadini e gli esercenti, entrano ora in vigore le novità relative alla regolamentazione della sosta e si procede con il progressivo ampliamento degli stalli blu. Novità che fanno parte di un disegno più ampio e ambizioso, che è quello del PGTU-Piano Generale del Traffico Urbano, che ci consentirà di ridisegnare Chieri, cambiando il modo di utilizzare lo spazio pubblico e di fruire il centro storico, che non può essere inteso solo come un luogo di attraversamento o di sosta prolungata. Una città che funziona bene è una città attenta all’inquinamento e alla qualità dell’ambiente urbano. Non possiamo continuare a ragionare in termini “auto-centrici”, occorrono scelte coraggiose che tengano insieme le esigenze del commercio di vicinato, quelle dei residenti del centro storico e dei lavoratori, cercando, al contempo, di favorire la mobilità sostenibile. Non ci siamo inventati nulla, abbiamo guardato a ciò che viene fatto altrove, in Piemonte, in Italia e nel resto del mondo. La tariffa oraria aumenta solo nella Zona A (bassa rotazione), passando da 0,50 a 1 euro l’ora, restano invariate le tariffe nelle zone B (media rotazione) e C (alta rotazione). Quindi, nessun aumento fino a 2 euro! ».

Fino a ieri a Chieri c’erano 95 permessi ZTM e 150 abbonamenti annuali (a 319 euro), per un totale di 250 su 835 stalli blu. Da lunedì 3 febbraio inizia il progressivo tracciamento delle strisce blu nelle nuove zone di sosta a pagamento che faranno salire a circa 1.450 il numero di stalli dedicati.

Sale, infine, il tetto massimo di abbonamenti: saranno in tutto 500. Potranno acquistarli a tariffa agevolata (200 euro l’anno) i residenti nel centro storico privi di garage o posto auto privato (la tariffa scende a 160 euro se si ha un ISEE inferiore ai 20.000 euro).

Viene nuovamente introdotta la possibilità di acquisto dell’abbonamento anche per i titolari e gli addetti di attività economiche al costo di 400 euro l’anno.

Potranno acquistare un abbonamento annuale anche i dipendenti di aziende o enti con il Mobility Manager (280 euro).

Conclude Alessandro SICCHIERO: «I proventi derivanti dai parcheggi a pagamento saranno interamente destinati al finanziamento del trasporto pubblico locale, al miglioramento della mobilità urbana, compresa la manutenzione del verde pubblico ad essa connessa, e alla gestione dei vari parcheggi cittadini. Valuteremo l’introduzione di futuri correttivi e la possibilità di variare la quantità degli abbonamenti per venire incontro a specifiche concrete esigenze della cittadinanza».

Per info e approfondimenti: www.comune.chieri.to.it

Dal giornalismo “che conta” agli spettacoli per bambini con “Fondazione Mirafiore”

Sarà un ricco fine settimana quello proposto dalla  creatura di Oscar Farinetti

Da venerdì 31 gennaio a domenica 2 febbraio

Serralunga d’Alba (Cuneo)

Nata nel 2010, nel cuore della Langa del Barolo per volontà di Oscar Farinetti, la “Fondazione Mirafiore” prosegue nei suoi incontri dedicati al cosiddetto “Laboratorio di Resistenza Permanente” e tenuti in quel “Teatro” (centro della vita culturale della “Fondazione”, all’interno del “Villaggio Narrante” in Fontanafredda) dove si dice, in maniera ironica ma neanche poi tanto, “essere sempre consigliabile entrare con un bicchiere di buon vino in mano”.

Ricco e di notevole interesse il programma che la “Fondazione” ha messo in piedi per questo fine settimana, ad iniziare da venerdì 31 gennaio (ore 19) quando, ospite di Farinetti, si potrà incontrare Angela Frenda, uno dei nomi più importanti del “giornalismo gastronomico” in Italia. Nata a Napoli, dopo la laurea e il percorso nella “scuola di giornalismo”, nel 1997 Angela intraprende la sua carriera al “Corriere della Sera”, come cronista politica. Ruolo che dopo poco sente starle un po’ stretto, tanto da fondare nel 2014  una redazione del tutto innovativa. Nasce così “Cook”, prima come “sito” e successivamente evoluto in un “Magazine”, mensile del “Corriere” dedicato al cibo e “food editor” del quotidiano di via Solferino, un vero e proprio microcosmo di creatività e competenza, dove Angela e il suo gruppo di giornalisti ridisegnano con intelligenza e passione i confini del giornalismo gastronomico. Non solo. Frenda è anche autrice di numerosi “libri di ricette” ed è una presenza fissa nel programma di Alessandro Borghese “Celebrity Chef”. Recentemente ha pubblicato “Una torta per dirti addio”, opera che ispirerà il suo incontro alla “Fondazione”, dedicata alla figura straordinaria di Nora Ephron (New York, 1941 -2012). Come Angela, Ephron è stata molte cose: giornalista acuta, scrittrice brillante, regista visionaria, sceneggiatrice geniale e umorista con un tocco unico. Basti pensare al suo ruolo di sceneggiatrice di “Harry ti presento Sally”, dove una donna può parlare apertamente di sesso mangiando un panino al “pastrami”, per capire la sua capacità di rompere schemi con grazia e intelligenza.“Con il cibo – scrive Frenda – non raccontava solo storie, ma rispondeva alle crudeltà della vita. Una torta, infatti, non era mai, per lei, un semplice dolce, ma rappresentava un gesto, una risposta, un simbolo. Con una torta al ‘lime’, ha chiuso un matrimonio segnato da lacrime e tradimenti; con una torta alle mandorle, ha lasciato un segno anche dopo la sua morte, facendosi celebrare con dolcezza e ironia”. Ricette “emotive”, molte delle quali sono state incluse nel volume “Una torta per dirti addio” dove, capitolo dopo capitolo, le ricette diventano il filo conduttore di una narrazione che “intreccia vita, sentimenti e sapori”.

E in ambito giornalistico (sempre di alto profilo) si resta anche con Francesco Costa, ospite della “Fondazione” sabato 1° febbraioalle 18,30. Nuovo direttore designato de “Il Post”, Costa è una delle voci più influenti del panorama giornalistico italiano, nonché profondo esperto di politica statunitense. Negli ultimi mesi ha, anche, seguito sul posto, le elezioni presidenziali che hanno visto contrapporsi Donald Trump e Kamala Harris. Durante l’incontro presso la “Fondazione Mirafiore”, Costa approfondirà, quindi, i risultati delle elezioni di novembre, “analizzandone l’impatto sugli equilibri internazionali e offrendo al pubblico una chiave di lettura privilegiata su un momento cruciale della storia americana”. Il suo eclettismo, in campo giornalistico, lo ha portato anche alla ribalta degli schermi televisivi, come autore e volto della miniserie “The American Way” per “DAZN”, e come collaboratore di Giada Messetti alla conduzione di “CinAmerica”, programma di approfondimento politico e culturale andato in onda su “RaiTre”. Dal 2021 è il conduttore di “Morning”, il podcast giornaliero di rassegna stampa prodotto da “Il Post”, che commenta le principali notizie dell’attualità e che ha raccolto quattro premi agli “Italian Podcast Awards” del 2021. Scrittore di successo, ha inoltre pubblicato quattro libri con “Mondadori”: “Questa è l’America” (2020), “Una storia americana” (2021), “California” (2022) e il più recente “Frontiera” (2023).

E, infine, ricordiamo che Febbraio è anche il mese che la “Fondazione Mirafiore” dedica ai bambini e alle loro famiglie: così da domenica 2 a domenica 23 febbraio ogni domenica alle 16,30 si terrà una rassegna gratuita dedicata ai piccoli dai 4/5 anni in poi e che spazia dalla fiaba musicale allo spettacolo di narrazione passando per il circo contemporaneo.

Primo appuntamento, domenica 2 febbraio con lo spettacolo ispirato al racconto di Carlo Collodi “Pipì e lo scimmiottino color di rosa”Sul palco, Simone Migliavacca in “Buon viaggio Pipì” porterà in scena la sua storia raccontando le avventure dello scimmiottino che vive, con la sua famiglia, nella famosissima foresta di “Vattel’a pesca”.

Tutto il programma su: www.fondazionemirafiore.it

g.m.

Nelle foto: Angela Frenda, Francesco Costa e Simone Migliavacca

Monterosa Ski tra la Festa della Donna e il Giro d’Italia

Nel segno del Pink

Ad animare l’inverno del Monte Rosa tornano le Pink Experience di Monterosa Ski: un’occasione in più per ribadire che la montagna è donna e che in ogni donna vive lo spirito dell’avventura, quello che ci spinge ogni volta a raggiungere nuovi obiettivi.

Vi siete mai chiesti quando il rosa e l’azzurro abbiano cominciato ad essere associati alle femmine e ai maschi? Non da così tanto tempo: fino a meno di cento anni fa, infatti, questa distinzione per i due colori era tutt’altro che scontata e la rivista Time nel 1927 notava come nelle vetrine di New York il colore maschile per eccellenza fosse il rosa.

Sarà colpa di Freud, delle teorie sulla sessualità e la distinzione di genere, sarà per il successo delle Barbie… poco importa. Le connotazioni di rosa e azzurro sono oggi universalmente riconosciute come un dato di fatto, anche se appartenenti soltanto alla storia recente.

Una parola, un colore, un concentrato di significati.  Ma non è tutto rosa, ciò che luccica.

 

Il rosa, con il Monte Rosa, non c’entra

Contrariamente a quanto possa sembrare, il massiccio del Monte Rosa non prende il suo nome dal colore. Certo, quando guardiamo l’alba o il tramonto rifrangersi sui suoi profili spigolosi, non mancano tenui sfumature rosacee. Il nome Rosa deriva, in realtà, dalla parola Rouja che in patois valdostano vuol dire ghiacciaio. Di ghiacciai, da queste parti, ce ne sono molti, così come di persone audaci che hanno osato sfidarli.

Il Monte Rosa, infatti, è da oltre due secoli meta di conquista per gli alpinisti, a cui piace spostare il limite sempre un po’ più in là. Tra i nomi eccellenti ascesi tra le oltre 15 vette sopra quota 4000 che contraddistinguono questo ampio massiccio, tuttavia, non mancano nomi di donne, talvolta anche illustri insospettabili.

La regina Margherita di Savoia, ad esempio: oltre ad aver arricchito il centro di Gressoney-Saint-Jean del fiabesco Castel Savoia, fu anche una pioniera dell’alpinismo al femminile, scalando i quasi 4600m di Punta Gnifetti nell’estate del 1893 e lasciando il suo nome (dopo aver fatto altrettanto qualche anno prima con la pizza), a quello che ancora oggi è il rifugio alpino più alto d’Europa.

Chiaro, ogni desiderio di una regina è un ordine. E di regine, di solito, non può essercene più di una.

Ma è per questo che esiste, l’8 marzo: per tutte le donne che regine non sono; ed è per questo che esistono le Monterosa Pink Experience, affinché certi piaceri non restino solo appannaggio di uomini e regine.

Per ricordarci che anche quando andare avanti sembra difficile come scalare una montagna, non si è mai da sole.

 

#LiberamenteFemminile – Un messaggio di libertà da Monterosa Ski

Centinaia di donne hanno abbracciato l’iniziativa negli anni scorsi, rispondendo all’invito di donne coraggiose come Anna Monari, una delle prime Guide Alpine in Italia. Fino al prossimo aprile, le Pink Experience di freeride e sci alpinismo invitano le donne alla ricerca di nuovi stimoli ed emozioni sotto la maestosità del Monte Rosa. Senza date fisse, basta formare un gruppo di amiche e contattare agenzia@visitmonterosa.com per organizzare le attività, a scelta tra sci alpinismo e freeride.

 

Sci alpinismo al femminile in Valle di Gressoney

Pelli di foca applicate, sci saldamente ai piedi… si sale! Lo sci alpinismo è fatica, sudore, supporto reciproco e determinazione. Ma la vista dalla vetta toglie ogni dubbio. Scendere è leggerezza, riguardare le impronte lasciate durante la salita, con fatica e impegno, ne vale la pena.

La giornata di apprendimento della tecnica dello sci alpinismo sui percorsi di risalita del Monterosa Ski offre un’esperienza unica per le donne alla ricerca di nuovi stimoli.

 

Freeride Paradise, anche per le donne

Scendere lungo l’infinità di fuoripista dalle vette del Rosa è come lasciare un autografo unico su un foglio bianco. Il freeride è improvvisazione, audacia, creatività: ogni discesa è un assolo jazz che non si ripete mai uguale.

La Pink Experience Freeride Monterosa offre un contatto autentico con la neve non battuta, guidate dalla vigilanza attenta della Pink Guide Anna Monari.

Prezzo: € 175,00 comprensivi di giornata con guida e corso di sci alpinismo, noleggio attrezzatura, skipass giornaliero sci alpinismo, assicurazione Multisport.
I plus: la welcome bag con gli omaggi CMP e Gingernino
Ogni attività è confermata con un minimo di 4 partecipanti
Info e prenotazioni: agenzia@visitmonterosa.com

 

La Maglia Rosa ai piedi del Rosa: il Giro d’Italia 2025 si decide a Champoluc

Per le appassionate e gli appassionati di sport, il rosa ha un significato ancora diverso: è il colore della maglia di chi vince il Giro d’Italia. Ancora una volta, il rosa diventa simbolo di forza, tenacia, resistenza e ambizione, qualità irrinunciabili non solo per chi voglia vincere questa prestigiosa corsa ciclistica, tra le più attese dell’anno, ma anche per chi ha voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo e superare i propri limiti per raggiungere un traguardo.

Un traguardo di tappa, proprio di una di quelle che il Giro 2025 lo decideranno, sarà disegnato ai piedi del Monte Rosa: Champoluc (Ayas), accoglierà per la prima volta un arrivo della carovana della corsa rosa, per la 19esima tappa del Giro di venerdì 30 maggio 2025.

 

Che sia in sella o sugli sci, il Rosa ha ancora tantissime storie da raccontare.

cs