Domenica 22 marzo alle 16 a Racconigi
TENUTA BERRONI
Incontro con Cristina Converso sul bosco in verticale
Si chiude tra le architetture settecentesche e il parco secolare della Tenuta Berroni di Racconigi la sesta edizione di “Bellezza tra le righe”, la rassegna itinerante che ha animato cinque dimore storiche del Piemonte. Domenica 22 marzo, alle 16, l’ultimo appuntamento del calendario vede protagonista Cristina Converso, dottore forestale e scrittrice. Parla de “Il bosco: un paesaggio verticale“.
In dialogo con il giornalista e scrittore Fabio Marzano, l’autrice condurrà il pubblico in un viaggio alla scoperta del bosco inteso come luogo della luce, uno spazio creato e nutrito dai raggi solari che genera continui contrasti tra illuminazione e ombre fitte. Attraverso un percorso narrativo e divulgativo che ne esplora l’origine, la struttura e la composizione, la verticalità di questo ecosistema unico verrà svelata non solo nella sua dimensione naturalistica, ma anche come profonda metafora dell’animo umano.
La sesta edizione di “Bellezza tra le righe” è dedicata al paesaggio, inteso non solo come scenario naturale che accoglie e genera vita, bellezza, pace, ma anche come spazio interiore e simbolico, luogo dell’anima e del sé, da vivere e da curare. L’iniziativa, che mira a coniugare la promozione della lettura con la valorizzazione dei giardini delle dimore storiche, nasce quest’anno con il prestigioso patrocinio di Adsi – Associazione dimore storiche italiane, ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Piossasco, la RSA Residenza San Giacomo, l’Associazione Foro, l’Associazione Centro Studi Generazioni & Luoghi – Archivi Alberti La Marmora, Giovani in Biblioteca – La Biblioteca dei Giovani, Tenuta Berroni Srl e il circolo di Torre Pellice di LaAV, associazione lettori ad alta voce.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale all’indirizzo www.bellezzatralerighe.it.


Era l’ardita avanguardia di un folto gruppo di migranti che tra gli anni Trenta e Quaranta si trasferirono con tutta la famiglia nelle cascine del chierese. Fu un vero e proprio esodo dal Veneto al Piemonte. La crisi agricola, la povertà dei campi, le campagne troppo popolate e le scarse opportunità nell’industria spinse molte famiglie venete a nord-ovest per trovare un’occupazione contribuendo alla crescita economica del territorio. Ma perché proprio nel chierese? Il territorio offriva la possibilità di lavorare nel tessile, già molto sviluppato nella zona, storicamente un vanto del chierese, un motore economico per secoli, e nelle attività manifatturiere e artigianali oltreché nell’edilizia. E così, nella città alle porte di Torino nacque la comunità veneta del chierese e oggi, su 36000 abitanti ben 12000 sono discendenti di veneti. Il libro “Sulla scia di una gondola”, di Adelino Mattarello, editrice il Punto, fresco di stampa, presentato alla biblioteca civica Francone a Chieri, ripercorre questa lunga vicenda. È una raccolta di biografie, aneddoti, racconti, 300 fotografie e mille curiosità sulla vita quotidiana, religiosa e associativa dei numerosi veneti che per necessità hanno dovuto lasciare la propria terra per ricominciare a vivere in altri luoghi. Un libro ricco di testimonianze, come quella di Mirto Bersani, direttore del Corriere di Chieri, con bisnonno padovano, che racconta la storia della migrazione dei veneti che iniziò cent’anni fa con quei ragazzi veneti mandati a lavorare nei campi del chierese. Lo stesso autore del libro, Mattarello, è nato ad Adria (Rovigo) e negli anni Sessanta si è trasferito a Chieri dove già si trovavano i cugini.