redazione il torinese

Dieci piccoli indiani

È stato il più grande e famoso successo letterario, un vero capolavoro, di Agatha Christie, uno dei romanzi più venduto di tutti i tempi. Fu pubblicato a Londra , nel lontano 1939, con il titolo, ora  non politicamente corretto, di : Ten little nigger ( dieci piccoli negri). In Italia fu tradotto ed uscì  per la prima volta nel 1946 con il titolo “e poi non rimase nessuno”. Il capolavoro di Agatha Christie mi è ritornato alla mente nelle ultime settimane leggendo le candidature del centro-sinistra alla Presidenza della Regione Piemonte. Candidature proposte, lanciate, trapelate, sperate o temute : Federico Borgna, Alberto Valmaggia, Daniele Valle, Aldo Reschigna, Domenico (Mimmo ) Portas, Carlotta Salerno, Mauro Laus, Davide Gariglio, Gianna Pentenero , Nino Boeti. Appunto , ” dieci piccoli indiani” o ,meglio ancora ,con il primo titolo in italiano  ” e poi non rimase nessuno”.  Perché così , molto probabilmente se non sicuramente, sarà .

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Ambizioni  legittime o incredibili che non tengono assolutamente conto della realtà  e del “sentire” dei piemontesi verso la giunta uscente e che indicano , da tempo, un giudizio complessivamente negativo , tranne poche eccezioni , con alcuni assessori decisamente insufficienti se non inadeguati. Basta girare un po’ fuori dai palazzi  o dai “giri” autoreferenziali dei cortigiani adulanti  , sempre meno numerosi con l’approssimarsi della scadenza elettorale, per capire quale sarà l’esito delle prossime regionali. Manca meno di un anno alle elezioni e sul tema , purtroppo o meno male, ci tornerò senz’altro e mentre scrivo mi è venuto in mente un altro , grande e famoso, riferimento letterario. Ma per  tornare al nostro titolo ed ai nostri ” dieci piccoli indiani”  l’unica curiosità che mi rimane è quella di capire chi è , io e non solo io abbiamo più di un sospetto se non la certezza sul suo nome, il Lawrence Wargrave piemontese e se mai scriverà una lettera o, per adeguarci ai tempi moderni,  una mail ed a chi l’ affiderà dove spieghi la sua strategia che per fortuna non porterà , come nel romanzo, alla morte dei dieci protagonisti, ma di sicuro ad una netta e pesante sconfitta, salvo clamorose novità,  del centro sinistra alle elezioni regionali del 2019.

Fca sostituisce Marchionne con Manley

AGGIORNAMENTO

E’ Mike Manley il nuovo amministratore delegato di Fca, su decisione del consiglio di amministrazione del gruppo industriale riunitosi a Torino per la successione di Sergio Marchionne. Manley ha 54 anni ed e’ attualmente a capo dei marchi Jeep e Ram. La decisione e’ stata assunta a causa del peggioramento delle condizioni di salute di Marchionne, a seguito di un intervento chirurgico subito a fine giugno.

Convocati oggi d’urgenza i Cda di Fca, Ferrari e Cnh industrial, all’ordine del giorno la possibile successione all’amministratore delegato Sergio Marchionne, ancora in degenza per l’intervento chirurgico subito. Il  sito specializzato Automotive News ha scritto indiscrezioni a tale proposito, ma dal gruppo industriale rispondono con un “no comment”. Potrebbe essere Louis Carey Camilleri, membro del board Ferrari, il prossimo amministratore delegato di Ferrari e John Elkann il presidente.

Il mistero dell’ufo? Erano caccia militari

Non era un ufo, ma una esercitazione dell’aeronautica militare. La notte del 6 giugno alcuni residenti a Coiro , nel Canavese, videro due caccia militari inseguire una strana luce. Il tutto accompagnato da un forte botto. Ora l’Aeronautica , rispondendo alle richieste della procura di Ivrea, rivela che si trattava di una esercitazione militare. Senza entrare nei dettagli. La luce poteva essere di “puntamento” per simulare un bersaglio.

La pioggia allaga il pronto soccorso a Chivasso

Il forte temporale di ieri ha provocato per un paio d’ore l’allagamento del pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso. I pazienti sono stati trasferiti, fino al superamento del problema da parte dei vigili del fuoco, nella vicina sala gessi. Molti i garage e le cantine allagate in tutta la provincia, in particolare nella zona di Orbassano.

Rete Bianca Piemonte, costruire una rete civica per le regionali 2019

“Rete Bianca, il movimento politico e culturale nato a Roma dopo il voto del 4 marzo, ha l’obiettivo di ricomporre e rilanciare il cattolicesimo politico italiano dopo la sostanziale scomparsa in questi ultimi anni. Un obiettivo che raccoglie la vasta e diffusa domanda di partecipazione di molti settori dell’area cattolico democratica, popolare e sociale a livello nazionale. E questo anche perché le recenti elezioni politiche hanno decretato l’esaurimento dei ‘partiti plurali’ – Pd e Forza Italia in particolare – da un lato e la necessità di recuperare e valorizzare le identità politiche e culturali dall’altro. A cominciare, appunto, dalla cultura e dalla esperienza storica del cattolicesimo politico italiano. Al contempo, Rete Bianca a livello piemontese e’ impegnata a ricostruire e a rilanciare una ‘rete civica’, soprattutto in vista delle elezioni regionali del 2019. Cioè a riscoprire e valorizzare quel ‘civismo’ politico, culturale – cattolico e laico – amministrativo e territoriale lontano dai partiti tradizionali ma sensibile ad una rinnovata partecipazione politica. Una ‘rete civica’ che da un lato deve rilanciare la qualità della politica e, dall’altro, riscoprire una classe dirigente qualificata e diffusa nel territorio piemontese ma che nutre una profonda sfiducia nei confronti dei partiti attuali. Rete Bianca, con altre esperienze civiche, come ovvio, vuole contribuire a centrare questo obiettivo. A cominciare dalle prossime settimane con un documento appello a tutte le forze civiche della regione per poi aprire una seria e trasparente consultazione programmatica”.

 

Giorgio Merlo, Mauro Carmagnola, Giampiero Leo

POLI: “SQUADRA CORSE” SUL PODIO

Il team studentesco del Politecnico di Torino si è classificato terzo nella gara italiana del campionato Formula Student – Formula SAE Italy che si è tenuta a Varano dé Melegari

 

 

Terzo gradino del podio per la Squadra Corse del Politecnico di Torino: la medaglia di bronzo è stata conquistata a Varano dé Melegari nella gara italiana del campionato Formula Student – Formula SAE Italy. Nella categoria “elettriche” il Team studentesco si è confrontato con avversari di spicco provenienti da diverse Università: Global Formula Racing e.V della DHBW Ravensburg, DHBW Stuttgart della DHBW Engineering Stuttgart, Strohm und Söhne TH della Nünberg Georg Simon Ohm, Blue Flash Mobility Concepts della HAWK Göttingen, TU Graz Racing Team Technical dell’University of Graz,Joanneum Racing Graz dell’AS Joanneum Graz, Dynamis PRC del Politecnico di Milano. A competere sulla pista la nuova vettura SC18 integrale, progettata da 23 studenti: si tratta di una monoposto da competizione, con una monoscocca in fibra di carbonio, trazione integrale realizzata con motori elettrici integrati nelle ruote, potenza di picco di 80 kW, trasmissioni epicicloidali, sistema di controllo della trazione e telemetria, aerodinamica con profili per elevata deportanza. Diversi gli sponsor che hanno contribuito alla realizzazione della vettura: FCA, Podium Advanced Technologies, Brembo, Pirelli, SKF, CarbonTeam, Officina Massola, dSpace, Altair, VI-Grade, Blutec.

 

Da alcuni anni il Team si confronta con la trazione elettrica integrale, nuova frontiera che coniuga alte prestazioni con il basso consumo e gli ultimi risultati sono molto incoraggianti: il prototipo SC18 Integrale è totalmente elettrico con un pacco batterie da 600 V, può raggiungere 130 Km/h, pesa 199 kg e impiega 2,9 secondi nel passare da 0 km/h a 100 km/h. Particolarmente interessante l’efficiency, uno dei parametri che viene misurato durante l’endurance – la prova finale –  il criterio mostra infatti come il Team sia stato non solo in grado di terminare la prova, ma anche di consumare poca energia, ciò è stato possibile anche grazie al Energy Recovery System, che recupera l’energia di frenatura.Un risultato positivo che proietta il Team alla prossima competizione: la Formula Student Spain a fine agosto.

Ozono alto, ecco gli accorgimenti per la salute

La Città di Torino informa che a causa dell’elevata temperatura, “si è verificato in questi giorni un superamento del livello di informazione per l’ozono”.

Perdurando le condizioni di forte irraggiamento solare e le alte temperature, altri sforamenti potrebbero verificarsi nei prossimi giorni. Gli alti tassi di ozono e il protrarsi dello stato di allarme per le ondate di calore richiedono di osservare precauzioni. Una nota dell’ufficio stampa di Palazzo Civico raccomanda “di non svolgere attività ricreative con esercizio fisico intenso all’aperto, nei luoghi soleggiati. Si consiglia di evitare – per i lavori fatti all’aperto – le attività faticose nelle ore di maggior soleggiamento (indicativamente tra le 11 e le 17) e di effettuare pause frequenti in zone o strutture ombreggiate. Ai soggetti più sensibili (bambini, anziani, cardiopatici, asmatici o persone affette da malattie dell’apparato respiratorio) si ricorda inoltre di non permanere nei luoghi soleggiati”.Il suggerimento per tutti è di integrare la dieta con cibi contenenti sostanze antiossidanti, come frutta e ortaggi freschi. Fortunatamente le previsioni meteo dicono pioggia.

(FOTO: IL TORINESE)

“Emofilia in a Day”. Dal Piemonte alla Sicilia

Nove Associazioni Pazienti italiane insieme per realizzare il primo social movie sull’emofilia ispirato ai grandi del cinema con il contributo non condizionato di Sobi. In Piemonte l’emofilia registra indicativamente 200 pazienti[1]. Anche l’associazione piemontese Associazione Coagulopatici Emofilici Piemontesi “Massimo Chesta” ONLUS in prima linea per sostenere il progetto. Testimonial social il collettivo di artisti di Casa Surace

 

‘Fatti un film e diventa protagonista’: questo quanto chiedono le Associazioni che aderiscono al progetto Emofilia in a Day. Destinatari: tutti coloro che gravitano in questo mondo, pazienti, caregiver, medici, infermieri, insegnanti, amici, educatori sportivi… tutti quelli che conoscono in un modo o nell’altro la patologia e che vogliono raccontarla in prima persona. Un progetto lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Emofilia 2018, per far crescere la sensibilità su questa rara malattia genetica e per mettere la vita di chi ha a che fare con “lei” al centro della narrazione, con autenticità ed emozione. Come racconta il logo stesso della campagna, una pellicola cinematografica che scandisce il giorno e la notte, Emofilia in a Day vuole portare in scena una giornata “normale” in compagnia dell’emofilia grazie al contributo di chi la conosce da vicino e ci convive – direttamente o indirettamente – ogni giorno. L’ispirazione arriva dai grandi nomi del cinema: Gabriele Salvatores con il suo ‘Italy in a Day’ e prima ancora Ridley Scott che nel 2010 ha realizzato il primo social movie, ‘Life in a Day’. Il principio di fondo rimane lo stesso: ‘condividi un momento della tua giornata e inviacelo’. In questo caso il “frame” da catturare sarà connesso in qualche modo all’emofilia – dai semplici gesti quotidiani, a momenti speciali o difficili – e per inviarlo basterà caricarlo sul sito dell’iniziativa www.emofiliainaday.it in modo semplice e rapido dal proprio smartphone. Si ha tempo fino al 30 settembre 2018.   Il montaggio di tutti i contributi ricevuti entro quella data darà vita al primo film documentario ‘social’ sull’emofilia.

La landing page della Campagna è collegata a tutti i siti delle Associazioni di pazienti che danno il patrocinio al progetto: ACE di Milano Onlus, Associazione degli Amici dell’Emofilia di Palermo, AVES onlus Parma, A.E.L. Associazione Emofilici del Lazio Onlus, AESA Associazione Emofilici Salerno, ARCE della Campania, Associazione Emofilici e Talassemici “Vincenzo Russo Serdoz” di Ravenna, Associazione Coagulopatici Emofilici Piemontesi “Massimo Chesta” ONLUS e FedEmo“La nostra Associazione ha aderito con entusiasmo al progetto perché sappiamo quanto sia importante sensibilizzare l’opinione pubblica su una patologia così rara partendo proprio da chi con l’emofilia convive quotidianamente e fatica a parlarne, a uscire allo scoperto. Come Associazione in Piemonte ci occupiamo di andare incontro alle necessità delle persone emofiliche e dei propri caregiver, sia a livello medico-scientifico sia a livello socio-culturale. Progetti come Emofilia in a day danno la possibilità a queste persone di raccontarsi e scoprire che sono rari, ma non soli.” Ha dichiarato la Vice presidente dell’A.C.E.P Elena Roberta Gaiani.

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Un social movie non può che avere un testimonial social: Casa Surace, un collettivo di comici partenopei con grande successo sui social, ha deciso di supportare il progetto a partire dal 17 aprile con la pubblicazione di un video creato ad hoc per l’iniziativa. A loro anche il compito di sfatare alcuni falsi miti legati all’emofilia, con il tono leggero e ironico che li caratterizza, in una sezione dedicata della landing page www.emofiliainaday.itSergio Lai, General Manager di Sobi Italia, ha dichiarato: “Siamo un’azienda che non porta semplicemente nuove possibilità terapeutiche in grado di restituire qualità di vita alle persone con emofilia, ma vogliamo contribuire a cambiare il paradigma sociale per cui non si emargina più ciò che non si conosce, ma lo si comprende e accoglie. Per questo sosteniamo Emofilia in a day, un progetto che si pone l’obiettivo di dare maggiore visibilità e importanza a questa patologia, arrivando a parlare anche a un target giovane e social, coinvolgendo le persone con emofilia attraverso un linguaggio empatico ed emozionante”.

 

Cos’è l’emofilia

L’emofilia è una malattia rara di origine genetica – si eredita attraverso il cromosoma X (x-linked) – caratterizzata dalla carenza di uno specifico fattore della coagulazione. L’emofilia A è dovuta alla carenza di Fattore Ottavo (VIII) e ha una prevalenza di 1 caso ogni 10.000 nati maschi, mentre nell’emofilia B si ha una carenza di Fattore Nono (IX), con una prevalenza di 1 caso ogni 30.000 nati maschi. In genere le persone affette da emofilia oltre alle problematiche tipiche dello stato emorragico, presentano anche altre complicanze correlate alla malattia, tra cui le principali sono gli emartri, sanguinamenti che avvengo all’interno delle articolazioni (gomito, polso, caviglia, ginocchio, ecc.) e che se non immediatamente e adeguatamente trattati possono portare ad artropatia cronica e disabilità. Attualmente il trattamento dell’emofilia avviene attraverso la somministrazione del farmaco (emoderivato o ricombinante) contenente il fattore coagulativo carente. I due principali regimi terapeutici per l’emofilia sono: la terapia “on demand” (al bisogno, cioè al momento del sanguinamento) e la profilassi, che invece prevede la somministrazione costante del fattore carente per prevenire le emorragie gravi e proteggere i pazienti. La Federazione Mondiale dell’Emofilia raccomanda la profilassi come terapia ottimale in quanto può impedire l’emorragia e la distruzione delle articolazioni.

 

A.C.E.P.

Associazione Coagulopatici Emofilici Piemontesi “Massimo Chesta” Onlus viene costituita nell’Ottobre del 1997 per iniziativa di alcuni genitori di piccoli emofilici e di giovani pazienti, spinti dall’esigenza di affrontare insieme le problematiche connesse alle patologie della coagulazione. Grande merito della nascita dell’Associazione va ai medici responsabili dei Centri di Riferimento, che hanno saputo stimolare i propri pazienti, creando in loro la consapevolezza che ciascuno deve dare il proprio contributo per la realizzazione degli obiettivi di tutti. Lo scopo dell’Associazione è quello di tutelare gli emofilici ed i coagulopatici piemontesi sia a livello medicoscientifco e sia a livello istituzionale presso Enti ed organizzazioni Regionali. Riteniamo particolarmente importante la partecipazione dei genitori dei bambini emofilici e dei giovani, in modo da poter ampliare e fare crescere l’associazione con l’intervento di alter esperienze e individualità.

 

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[1] Registro Nazionale delle Coagulopatie Congenite. Rapporto 17/44 del 2016 (http://old.iss.it/publ/index.php?id=3111&tipo=5&lang=1)

I POPOLI INDIGENI ALL’ONU DI GINEVRA

Si è conclusa alle Nazioni Unite di Ginevra l’undicesima sessione dell’annuale “Expert Mechanism on the Rights of Indigenous Peoples”, un’assemblea tra le più partecipate dell’ONU

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L’assemblea, formata da centinaia di esperti Nativi di ogni continente e dai loro rappresentanti, costituisce un appuntamento annuale che ha lo scopo di controllare come viene applicata dagli Stati la Dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni, approvata dall’ONU nel 2007. L’associazione Ecospirituality Foundation, onlus in Stato Consultativo con le Nazioni Unite, da tempo sostiene la causa dei Popoli indigeni per quanto riguarda la difesa delle loro tradizioni e delle loro terre sacre. I suoi delegati Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro sono rappresentanti di 5 Nazioni indigene e hanno presentato una dichiarazione in sostegno delle tradizioni dei Nativi Europei. La Ecospirituality Foundation ha documentato l’evento, durato una intera settimana, con interviste, foto e dichiarazioni da parte degli esponenti Nativi. In pratica i Popoli indigeni chiedono che vengano rispettati i trattati, che vengano restituite le loro terre sacre e, come nel caso degli aborigeni australiani, che vengano restituiti i resti dei loro antenati sparsi nei musei di tutto il mondo. La Ecospirituality Foundation da molti anni appoggia le battaglie dei Popoli nativi e porta avanti la lotta per il rispetto dei loro territori sacri, come Mount Graham, la montagna sacra degli Apache in Arizona, profanata dalla costruzione di un osservatorio astronomico internazionale. O come nel caso di Ngog Lituba, la montagna sacra del Popolo Bassa in Camerun, anch’essa profanata. Anche in Europa esistono situazioni simili, come dimostrato dal massimo luogo sacro della comunità Bretone, in Francia. Gli allineamenti dei menhir di Carnac, in Bretagna, sono da tempo recintati impedendone l’accesso a chi li ha sempre usati come riferimento spirituale. Stessa sorte ai molti luoghi megalitici del Nord Italia, in Piemonte, che non vengono tutelati nonostante costituiscano un riferimento spirituale e culturale per le tradizioni autoctone ancora vive nelle valli piemontesi. L’appuntamento annuale all’ONU di Ginevra rappresenta per i Popoli indigeni una occasione per ricordare alla società maggioritaria che nonostante le colonizzazioni e le oppressioni subìte, i Nativi di tutto il mondo esistono, si uniscono e si organizzano per essere ammessi alla pari nella comunità planetaria. Il presidente della Ecospirituality Foundation Giancarlo Barbadoro a conclusione della sessione ha dichiarato: “I Popoli Nativi, o Popoli Naturali come essi stessi si definiscono, manifestano valori di grande importanza storica. Valori fondamentali riguardo all’uomo e al senso dell’esistenza, che non sono stati contaminati e distorti dalle interpretazioni storiche delle grandi religioni. Per questo motivo la spiritualità dei Popoli naturali può essere uno stimolo per una spiritualità universale che abbracci tutto il pianeta. Nel loro riferimento comune alla Natura, e nel loro rispetto per essa, queste culture possono essere la molla per una fratellanza tra i popoli e un’unità spirituale, un’effettiva religione naturale comune a tutti i popoli del pianeta. Una speranza di pace e armonia per tutta l’umanità.”

 

 

Ecospirituality Foundation onlus

NGO in Consultative Status with the United Nations

www.eco-spirituality.org