redazione il torinese

I benefici dell’aromaterapia

Tutto cominciò nel 1937 quando Rene-Maurice Gattefossé, artefice del termine aromaterapia e dell’omonimo libro, si curò una bruciatura con l’olio essenziale di lavanda, la sua diffusione e conoscenza si devono invece al chirurgo francese Jean Vainet che dopo la seconda guerra mondiale curava ferite e ustioni con gli oli essenziali estendendone poi l’uso anche ai disturbi psichici

L’aromaterapia, che possiamo considerare una parte della fitoterapia, utilizza piante aromatiche ed oli essenziali, questi ultimi possono essere definiti tali solo se provenienti da una sola specie botanica, se non sottoposti a processi chimici o privati di qualsiasi parte essenziale della pianta e se conservati in contenitori scuri, lontani dalla luce. La loro produzione, un vero e proprio processo alchemico, necessita di tecniche precise, come la distillazione o la spremitura a freddo. Sono sostanze volatili, ad evaporazione rapida,   ricche di proprietà curative, energetiche e profumate che non vanno confuse con le essenze, più facili da reperire e meno virtuose. Tra le azioni più importanti sia a livello fisico che psichico abbiamo la stimolazione dell’organismo, l’attivazione di varie funzioni, la rimessa in vigore e il riequilibrio dell’umore. Gocce di mandorle, nocciola o germe di grano per l’apparato gastro-intestinale, timo ed eucalipto per le vie respiratorie, gelsomino e mirra per la pelle secca mentre per quella grassa arancio, cedro, rosmarino e sandalo. Per un massaggio rilassante e rigenerante, bergamotto, limone, pino silvestre e pompelmo.

Le difficoltà di concentrazione possono essere affrontate con bergamotto, issopo, melissa e menta, mentre per la meditazione incenso, ginepro, mirto, rosa e salvia sono l’ideale. Rilassiamoci infine con gocce di arancio, geranio, lavanda, mandarino, rosa, salvia e sandalo. Oltre a rappresentare una visione e uno stile di vita moderni ed evoluti che vedono la relazione tra esseri viventi e ambiente circostante sempre più centrale, una concezione di convivenza armonica tra fauna e flora, farsi curare dalla natura, affidarsi alle proprietà benefiche delle piante, alle loro facoltà curative, senza per questo sconfessare totalmente i poteri della medicina tradizionale, si sta dimostrando un approccio vincente nella risoluzione di molte problematiche. Una pratica, insomma, che più che una alternativa può essere considerata un complemento, un elemento sussidiario alla scienza tradizionale, un cammino verso il benessere e la cura in piena solidarietà con la professione medica riconosciuta.

 

Condanna a 25 anni per il “romanziere” Piampaschet

La condanna è di 25 anni di carcere comminati dalla corte di Assise di Appello di  Torino, nei confronti di  Ughetto Piampaschet, il giovane piemontese protagonista dal 2011 di un “giallo” giudiziario in relazione alla morte di una ragazza, una prostituta  nigeriana. Per l’accusa l’uomo l’avrebbe uccisa dopo averla frequentata per diversi  mesi. Secondo gli inquirenti avrebbe raccontato la storia in un romanzo trovato dai carabinieri. Dopo l’assoluzione in primo grado la cassazione annullò la condanna a 25 anni della corte di Assise d’appello. Poi un nuovo processo e la condanna di oggi, rispetto alla quale la difesa dell’imputato, secondo la quale “a prevalere è stato il pregiudizio”  ha già annunciato ricorso.

SMOG, FLUTTERO E TRONZANO (FI): “SI SOSTENGANO LE IMPRESE MA IL CAOS DELLA COMMISSIONE DIMOSTRA IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE DEL PD E DEL M5S”

“PRONTI A VOTARE ODG CONDIVISO PER COMMERCIANTI E ARTIGIANI”


“Il caos nato in Commissione Ambiente tra i consiglieri del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle contro il proprio assessore sulla delibera anti smog dimostra in modo palese il fallimento delle politiche ambientali messe in campo in tutti questi anni dalle giunte di centrosinistra prima e da quella grillano poi”. Ad affermarlo Andrea Fluttero e Andrea Tronzano, rispettivamente capogruppo e vice capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte. Prosegue Tronzano: “Mi pare paradossale vedere il Pd scagliarsi contro le azioni previste dalle delibere della Regione e del Comune di Torino. Per anni hanno fatto demagogia sull’argomento penalizzando imprese e lavoratori, ora si ergono a difensori degli automobilisti. Stanno raccogliendo quello che hanno seminato negli ultimi trent’anni. Il Movimento dimostra invece di essere l’evoluzione incancrenita del Pd: semplicemente radicalizzano quanto da sempre teorizzato a sinistra con effetti nefasti sul mondo produttivo”. Aggiunge Fluttero: “Credo che il fallimento sia totale. Continuiamo a riproporre le stesse politiche da anni, rendendole sempre più gravose e limitanti per i cittadini ma i dati sull’inquinamento non migliorano, anzi. Anche sul fronte del cambio del parco auto siamo indietro: di anno in anno parliamo di andare in deroga per tutta una serie di categorie di cittadini. E’ sintomo che anche sul fronte degli incentivi al cambiamento dei propri mezzi di trasporto siamo ancora all’anno zero. Credo che su questo punto ci sia molto da lavorare e che Pd e M5S debbano recitare il mea culpa”. Conclude Tronzano: “In commissione ho proposto un ordine del giorno bipartisan per evitare di politicizzare lo scontro ed ho quindi dato la nostra disponibilità a costruirlo insieme in modo da venire incontro a tutti gli artigiani e commercianti che rischiano di non poter più circolare per Torino. I cittadini però devono aprire gli occhi: da anni Forza Italia e il centrodestra combatte per avviare politiche innovative sul fronte del contenimento degli agenti inquinanti e per alleggerire la pressione fiscale sull’auto, si pensi al bollo come tassa di circolazione e non di possesso, ma Pd e Movimento ci osteggiano a livello ideologico”.

Viaggiava in auto con 420 mila euro in contanti

Un vero e proprio tesoretto di 420mila euro in banconote di vario taglio erano nascosti in una intercapedine con telecomando su una Audi Q3 con targa francese e con a bordo due italiani. Uno di questi, il conducente, di 43 anni, fermato dalla polizia   non è riuscito a dare spiegazioni sulla provenienza del denaro ed è quindi  stato denunciato per riciclaggio, mentre il passeggero è stato considerato  estraneo ai fatti. L’autovettura  e il denaro sono stati sequestrati dalla Squadra mobile sull’autostrada Torino-Milano, al casello di Rondissone.

E’ morta Anna, la nonnina ballerina di Torino

/

E’ capitato a tutti di vederla, “Anna del Balon”, la nonnina di Torino che ballava da sola per le strade della città. La notizia della sua scomparsa è stata pubblicata dall’ex assessora comunale Ilda Curti, che scrive su  Facebook : “Annina dai passi di danza e dal sorriso buono. Annina figlia e  sorella del Balon. Torino è più triste, oggi”. Sembra che la cosiddetta “pazza del Balon”, così veniva spesso chiamata fosse stata ricoverata tempo fa in una struttura per anziani, dove poi è deceduta. Un suo video mentre ballava divenne virale su scala mondiale dopo che fu postato dal celebre rapper P. Diddy.

Smettere di fumare? La polizia ci prova

L’obiettivo è convincere i poliziotti a smettere di fumare. Insieme, il questore di Torino Francesco Messina, il direttore dell’Asl Fabio Alberti e il presidente dell’associazione Volontariato Torino Silvio Magliano hanno siglato un protocollo d’intesa valido  due anni denominato  Progetto tabagismo. I  fumatori in divisa saranno seguiti, singolarmente e in gruppo, dallo staff medico della polizia di Stato, dall’ufficio Sanitario provinciale della questura, dal centro antifumo del San Giovanni Bosco e dall’associazione Vol.To. Il progetto si svolgerà nell’orario di sevizio e i promotori sono fiduciosi  di ottenere riscontri positivi.

 

 

 

(foto: il Torinese)

Il ritorno della gotta

«Le malattie reumatiche colpiscono a tutte le età, ma quelle tipiche dell’anziano arrivano a ciel sereno e sono in aumento. La vita media si sta allungando, e deve essere di qualità», avverte Enrico Fusaro, Direttore della Reumatologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino

 Che l’aspettativa di vita sia aumentata è un dato di fatto: i dati Istat dicono che si va dagli 82,3 anni per gli uomini con livello di istruzione alto ai 79,2 anni per i meno istruiti, mentre per le donne si passa rispettivamente a 86,0 e 84,5 anni. Ma si può dire che sia cresciuta anche la qualità di quegli anni in più? A quanto pare, no. Non per tutti, perlomeno. Tra le cause che fanno arrivare a questa considerazione vi è anche l’incremento delle malattie reumatiche tipiche di chi ha già visto molte primavere, e che compromettono il benessere psicofisico degli anziani ricadendo anche su quello di chi si prende cura di loro. Urge, dunque, riflettere su queste tematiche. Per questo motivo, il 12 ottobre, in concomitanza con le celebrazioni della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatiche che con il claim “Don’t Delay, Connect Today”, ricordano ancora una volta l’importanza della diagnosi precoce, gli esperti reumatologi e geriatri provenienti da molte parti della Penisola si riuniranno per una due giorni di lavori e di confronto nelle sale congressuali dello Starhotels Majestic di corso Vittorio Emanuele II a Torino, nell’ambito del VI° Convegno sugli “Approcci interdisciplinari in reumatologia. Geriatria e malattie reumatiche”. Tra le 150 patologie reumatiche conosciute, che colpiscono 5 milioni di italiani di cui 365.000 in tutto il Piemonte e più di 190.000 nella sola città di Torino, quali sono quelle che si presentano solo con l’andare in là degli anni? «Una di queste è la polimialgia reumatica, che interessa 10 abitanti su 100.000 già a partire dai 50 anni in su, e che riguarda perlopiù le donne in un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini» fa notare Enrico Fusaro, Direttore della Reumatologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. «Fino a non molto tempo fa era considerata una forma infiammatoria dell’apparato muscoloscheletrico, mentre oggi gli ultimi studi rivelano che si tratta di una forma attenuata di arterite gigantocellulare». I dati dicono anche che 1 paziente su 5 affetto da polimialgia reumatica sviluppa un overlap, una sovrapposizione, con l’arterite gigantocellulare. Ma di che si tratta? «È una malattia che richiede una diagnosi precoce ed un trattamento molto tempestivo con cortisonici. Non conosciamo la causa dell’arterite gigantocellulare, ma consiste in una vasculite, ossia in un’infiammazione delle arterie di grosso calibro, che può avere un’evoluzione piuttosto veloce. Può portare nell’arco di pochi giorni a un’occlusione dell’arteria colpita, causando ictus, o può far sopravvenire una cecità causata dal danno a carico dei vasi dell’occhio», spiega Enrico Fusaro. I sintomi sono una cefalea di fortissima intensità, “mai provata così dolorosa” riferisce chi ne è stato colpito, febbre, stanchezza, inappetenza e calo di peso. Tra le malattie degli anziani, nota già al tempo degli Egizi e che fino a poco tempo sembrava assestata su numeri contenuti, si assiste a un ritorno della gotta con un trend in salita. Una forma di artropatia metabolica cronica, che oggi colpisce 15 uomini e 4 donne ogni 1000 abitanti. «È dimostrata un’origine genetica, ma l’incremento di questa patologia negli ultimi decenni è anche dovuto ai cambiamenti delle abitudini alimentari, caratterizzate da un maggior apporto calorico. Tant’è che anche in Paesi come la Cina, dove era assente fino a non molto tempo fa, si sta verificando proprio per questo cambio di scelte a tavola», spiega il Direttore della Reumatologia delle Molinette, Fusaro. Sottolineando inoltre che ciò che alimenta la maggiorfrequenza della gotta è l’aumento dei casi di iperuricemia, dovuta ad un’elevata presenza di acido urico nel sangue, causata anch’essa perlopiù da un’alimentazione poco equilibrata. Anche di iperuricemia ne sono più affetti gli uomini (166 su 1000 abitanti) che le donne (76 su 1000 abitanti). «Può portare alla calcolosi e ad un’insufficienza renale ed a complicazioni cardiovascolari. Voglio, dunque, ribadire l’importanza della diagnosi precoce e del passaggio ad abitudini alimentari più sane. La nostra dieta mediterranea è quella che si è rivelata migliore per contrastare molti delle problematiche dell’età avanzata», suggerisce di nuovo Enrico Fusaro. Crescono anche malattie come le osteoartrosi, ossia i processi degenerativi a carico delle cartilagini e delle strutture articolari legate perlopiù all’avanzare dell’età. Quella del ginocchio, per esempio, interessa il 44% delle donne ed il 31% degli uomini, quella dell’anca si verifica a 600 donne e 400 uomini su 100.000 abitanti, quella della colonna si è visto che si presenta intorno ai 65 anni di età e colpisce il 57% dellle donne ed il 19% degli uomini, mentre quella della mano riguarda il 33% delle donne ed il 22% degli uomini. Una delle confusioni più frequenti, ancora oggi, è quella tra artrosi e artriti: vogliamo chiarirla? «Succede spesso che si faccia confusione, o che si dica che sono gli acciacchi dell’età. Ma non è così», sostiene Enrico Fusaro: «L’artrite è un’infiammazione, che molto spesso si associa a malattie sistemiche, cioè di tutto l’organismo, che possono essere immunomediate come l’artrite reumatoide o metaboliche, come l’artrite gottosa, a titolo di esempio. Mentre l’artrosi è un processo degenerativo di cartilagini e strutture articolari», spiega il reumatologo. Come si curano? «Le artritioggi possono essere tenute sotto controllo grazie ai farmaci di nuova generazione, per l’artrosi è molto importante la prevenzione, vale a dire il controllo del peso, il movimento regolare, l’abolizione del fumo». Si presenta anche l’osteoporosi con l’avanzare dell’età. Interessa il 10% della popolazione generale, di cui il 30% è una donna nel post menopausa, mentre ne è colpito 1 uomo su 8. «In una percentuale che si aggira tra il 17 ed il 33% le donne che ne sono affette sviluppano fratture, mentre in circa il 10% dei casi l’osteoporosi si presenta con un frattura dell’anca, del femore o delle vertebre. Come per le artrosi è molto importante fare prevenzione, oltre che intraprendere una cura adeguata. Fare una costante e moderata attività fisica, come camminare per esempio, adottare uno stile alimentare equilibrato e ricco di minerali che possano aiutare le articolazioni ed abbandonare comportamenti scorretti come il fumo, sono accorgimenti che aiutano le ossa a rimanere in buona salute per più tempo», consiglia Enrico Fusaro.

Oggi al cinema

LE TRAME DEI FILM NELLE SALE DI TORINO

A cura di Elio Rabbione

 

L’albero dei frutti selvatici – Drammatico. Regia di Nuri Bilge Ceylan, con Dogu Demirkol e Murat Cemcir. Presentato in concorso a Cannes lo scorso maggio, è la storia di Sinan, giovane appena laureato con velleità di scrittore, di ritorno nel suo villaggio natale in Anatolia, ad un passo dalle rovine di Troia. Il ritorno significa rincontrare una ragazza che ha amato un tempo e che sta per sposarsi, e soprattutto riavvicinarsi ad un padre, un passato di insegnante e una grande passione verso la letteratura ed un presente vittima del gioco e delle scommesse, carico di debiti. Attorno a queste principali presenze, la descrizione dei tormenti della Turchia di oggi, attraverso le sue donne, gli uomini di potere, gli intellettuali, i poliziotti che caricano gli studenti, gli imam dinanzi a una realtà che non riescono a controllare, i giovani che non hanno speranze, i vecchi che coltivano forse qualche sogno. Durata 188 minuti. (Romano sala 3)

 

L’apparizione – Drammatico. Regia di Xavier Giannoli, con Vincent Lindon e Galatea Bellugi. Jacques è un fotoreporter di guerra che il Vaticano chiama a collaborare con una commissione d’inchiesta al fine di far luce sulla verità che nel sud della Francia coinvolge una giovane ragazza, Anna, quando essa afferma di esser stata testimone dell’apparizione della Vergine. Addentrandosi in un mondo della Chiesa sempre più sconcertata e qui giustamente scettica di fronte ad un atto miracoloso che inevitabilmente cerca di sfruttare quanto è il versante pubblicitario, dove convergono i gadget e i religiosi in cerca di proselitismo, Jacques resta nella convinzione del suo pensiero laico pur confrontandosi con la dolcezza e l’innocenza della ragazza, non dimenticando l’idea del dubbio. A complicare ulteriormente la vicenda è il fatto che anche il fotoreporter, già distrutto dalla sua permanenza in Medio Oriente, venga coinvolto in modo personale in questa storia divisa tra cielo e terra. Durata 144 minuti. (Eliseo Rosso, Romano sala 2)

 

A star is born – Commedia (con musiche). Regia di Bradley Cooper, con Lady Gaga e Bradley Cooper. Grande successo veneziano, osanna dei fotografi sul red carpet, quarta edizione di una storia che ha quasi attraversato un secolo, dal 1937, immortalando sullo schermo di volta in volta Janet Gaynor, Judy Garland e James Mason, certo i più bravi!, Barbra Streisand e Kris Kristofferson. Dal mondo del teatro la vicenda è stata attualizzata e portata in quello della musica, una giovane cantante è portata al successo da un cantante/Pigmalione ormai avviato sul viale del tramonto, alcolizzato, innamorato di lei. Una bella sfida per Cooper per la prima volta dietro la macchina da presa, ma il successo decretato dalle varie uscite in Europa come negli States sta ad affermare che forse la scommessa è vinta. Le canzoni del film da ascoltare e ammirare. Durata 135 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Eliseo Grande, F.lli Marx sala Groucho anche V.O., Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci anche V.O.)

 

Blakkklansman – Azione. Regia di Spike Lee, con John David Washington e Adam Driver. Gran Premio della Giuria a Cannes lo scorso maggio, una storia vera dal protagonista Ron Stallworth nel libro “Black Klansman”. Come costui, poliziotto afroamericano, all’inizio degli anni Settanta riuscì a stabilire un contatto con il Ku Klux Klan, mantenne i contatti con il gruppo telefonicamente e inviò un agente della narcotici, ebreo, a infiltrarsi tra le file degli incappucciati. Lee compone il film non rifacendosi soltanto alla realtà ma integra con filmati d’epoca veri o ricostruiti, chiama il vecchio Harry Belafonte a raccontare di violenze del passato, traccia parellelismi con il presente terminando con i fatti di Charlottesville dello scorso anno, ad un raduno di suprematisti bianchi, alle parole di Trump. Durata 128 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo Rosso, Uci)

 

La casa dei libri – Drammatico. Regia di Isabelle Coixet, con Emily Mortimer e Bill Nighy. Nella provincia inglese degli anni Cinquanta, una giovane vedova di guerra, Florence, decide di aprire una libreria (come la Binoche apriva la sua profumatissima pasticceria in “Chocolat”) ma qualcuno è contrario, per nulla desideroso di avere sotto casa chi voglia spingere alla lettura. Dovrà usare ogni mezzo per dare vita alla sua iniziativa. Durata 103 minuti. (Classico, Due Giardini sala Ombrerosse)

 

Il complicato mondo di Nathalie – Drammatico. Regia di David e Stephane Foenkinos, con Karin Viard, Anne Dorval e Dara Tombroff. Bella cinquantenne in crisi, insegnante da poco divorziata, madre in preda all’ansia, affogata nella gelosia più sfrenata: tutto il mondo che la circonda è visto come minimo con gran sospetto. La giovane collega contro cui mettersi in campo professionale, l’ex marito contro cui accanirsi, la figlia da guardare come se ad ogni momento le volesse portar via l’uomo di cui s’è appena innamorata. Un ritrattino al fulmicotone per il quale c’è chi ha azzardato un fondo di misogenia, da considerare con attenzione. Ovvero non tirare mai troppo la corda. Durata 103 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, Massimo sala 1 anche V.O.)

 

Girl – Drammatico. Regia di Lukas Dhont, con Victor Polster. Opera prima premiata a Cannes, ispirato a una storia vera. Il quindicenne Victor sogna di entrare a far parte dell’accademia di danza di Anversa ma il suo desiderio più grande è quello di affermare fisicamente e non soltanto quella ragazza – Lara – che egli sente in se stesso. L’appoggio completo del padre, le cure ormonali, le prove alla sbarra, in sala, davanti allo specchio, che portano ad avanzare sulle altre, le sofferenze e la crescita del corpo che non ama, le ossessioni. Durata 105 minuti. (Romano sala 3)

 

Gli incredibili 2 – Animazione. Regia di Brad Bird. La famiglia di supereroi, accresciuta del piccolo Jack Jack, ha aspettato 14 anni per riapparire sugli schermi ma ha fatto letteralmente il botto se soltanto si pensa agli incassi da capogiro raccolti nei soli States. Sarà il disegno o la storia pronta a dare una bella spolverata agli ideali americani, sarà il mestiere collaudato del medesimo sceneggiatore/regista, la puntata numero 2 ha incrociato un largo pubblico e gli effetti benefici si dovrebbero risentire anche qui da noi. Questa volta è mamma Helen a salire in solitaria agli onori della cronaca, chiamata a imprese piuttosto ardue che dovrebbero rivalutare i veri valori dei supereroi caduti per qualche guaio commesso in disgrazia. Per cui papà Bob è obbligato a restarsene in casa, a badare ai primi batticuori dell’adolescente Violet, ai primi exploit di Jack Jack che subito rivela poteri inaspettati: ma il cattivo di turno ricomporrà la famiglia nuovamente pronta a nuove avventure. Durata 118 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)

 

Johnny English colpisce ancora – Comico. Regia di David Kerr, con Rowan Atkinson e Olga Kurylenko. La faccia di Mr Bean prestata allo spionaggio supertecnologico e insidioso. Ovvero un attacco informatico mette davanti agli occhi di tutti l’identità di tutti gli agenti britannici, fatta eccezione per il nome del nostro protagonista. Che è richiamato dalla pensione e rimesso in campo per ritrovare l’identità dell’hacker che ha svelato al mondo quella montagna di segreti. Durata 88 minuti. (Massaua, GreenwichVillage sala 1, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

Opera senza autore – Drammatico. Regia di Florian Henckel von Donnersmarck, con Tom Schilling, Paula Beer e Sebastian Kock. L’autore del mai troppo lodato La vita degli altri, premio Oscar, come del capitomboloso The tourist girato in Italia, tra i canali di Venezia, complici dell’insuccesso Depp e Jolie, guarda oggi al Novecento tedesco, a tre diverse epoche della storia della Germania, raccontate attraverso gli occhi e la vita di un artista (l’ispirazione è la biografia di Gerhard Richter), della sua crescita prima sotto il nazismo e sotto il comunismo poi, della scoperta delle avanguardie, del suo amore appassionato per Elisabeth, del suo rapporto con il suocero, l’ambiguo professor Seeband che, disapprovando la scelta della figlia, cerca di porre fine alla relazione tra Kurt e la ragazza. Quello che nessuno sa è che le loro vite sono già legate da un terribile crimine commesso da Seeband decenni prima. Durata 188 minuti. (Massimo sala 2)

 

Quasi nemici – Commedia. Regia di Yvan Attal, con Daniel Auteuil e Camélia Jordana. Neïla Salah è cresciuta a Créteil, nella multietnica banlieu parigina, e sogna di diventare avvocato. Iscrittasi alla prestigiosa università di Panthéon-Assas nella capitale francese, sin dal primo giorno si scontra con Pierre Mazard, professore celebre per i suoi modi bruschi, le sue provocazioni e il suo atteggiamento prevenuto nei confronti delle minoranze etniche. La proprio Mazard, per evitare il licenziamento all’indomani di uno scandalo legato a questi suoi comportamenti, si ritroverà ad aiutare Neïla a prepararsi per l’imminente concorso di eloquenza. Cinico ed esigente, il professore potrebbe rivelare di essere proprio il mentore di cui la ragazza ha bisogno, tuttavia entrambi dovranno prima riuscire a superare i propri pregiudizi. Durata 95 minuti. ((Nazionale sala 1, Uci)                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Ricchi di fantasia – Commedia. Regia di Francesco Miccichè, con Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli. Sergio è un carpentiere romano, Sabrina una cantante dal passato glorioso, una coppia di amanti che non ce la fa a lasciare i rispettivi compagni. Lui è sempre stato prodigo di scherzi ai compagni di lavoro e quelli decidono un giorno di rendergli il favore: facendogli credere con l’inganno di aver vinto con un biglietto della lotteria un premio da 3 milioni di euro. Convinto della vincita, l’uomo decide di cambiare vita, portandosi pure dietro mamma, figli e parentela varia: fino a che non scopre dello scherzo. Si dirigeranno tutti verso i trulli della Puglia. Durata 102 minuti. (Uci)

 

Sulla mia pelle – Drammatico. Regia di Alessio Cremonini, con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Max Tortora e Milvia Marigliano. Una tragedia dell’Italia recente, la tragedia della morte di Stefano Cucchi a soli 31 anni in un carcere italiano. L’arresto, il susseguirsi dei giorni di prigionia, il passato e il presente, il grande coinvolgimento della famiglia, soprattutto della sorella Ilaria. La prova di Borghi che si è ricreato appieno nel fisico (perdendo 18 chili) e nel calvario del ragazzo, come nella sua psicologia, la stagione dei premi cinematografici dovrà guardarlo con un occhio di riguardo. Da vedere per discutere. Durata 100 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

The Nun – Horror. Regia di Corin Hardy, con Demian Bichir e Taissa Farmiga. Altro successo inaspettato negli Stati Uniti questo film girato completamente in Romania, dove è ambientata la vicenda di un gruppo di suore, alla ricerca all’interno di un convento di una reliquia che dovrebbe portare serenità in un luogo dove sembrano al contrario governare forze malefiche. Dopo il suicidio di una monaca, il Vaticano invia là padre Burke e la novizia Irene. Dovranno combattere il Male con ogni loro forza. Durata 93 minuti. (The Space, Uci)

 

The Predator – Azione. Regia di Shane Black, con Boyd Holbrook. Ne avevamo già fatta la conoscenza nel 1987, quando doveva vedersela con il coraggio e la forza di Arnold Schwarzenegger: oggi il mercenario McKenna assiste alla cattura di un Predator, dopo la caduta di un’astronave, ed è arrestato perché non parli mentre l’alieno viene rinchiuso in laboratorio per essere analizzato. Gli fanno buona compagnia sei militari dal passato ricco di azioni traumatizzanti: insieme dovranno anche difendere un ragazzino affetto da autismo dalle grinfie del mostro, oltre – inutile dirlo – salvare la terra dall’ennesimo attacco degli alieni, tema estremamente caro al cinema del filone. Durata 101 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

Tutti in piedi – Commedia. Regia di Franck Dubosc, con Alexandra Lamy e Franck Dubosc. Jocelyn, uomo d’affari successo ma bugiardo e seduttore che vive sulle bugie, per un equivoco è creduto disabile dalla bionda Julie. Perché, per una immediata conquista, non procedere proprio in quell’equivoco? Le cose peggiorano quando Julie presenta a Jocelyn la sorella, costretta su di una sedia a rotelle in seguito a un incidente stradale. Durata 107 minuti. (F.lli Marx sala Harpo, Reposi, Uci)

 

The wife – Vivere nell’ombra – Regia di Björn Runge, con Glenn Close e Jonathan Price. La storia di una donna e di una moglie, quarant’anni trascorsi a sacrificare il proprio talento e i propri sogni, lasciando che suo marito, l’affascinante e carismatico Joe, si impadronisca della paternità delle sue opere. Joan assiste, per amore alla sfavillante e glOriosa carriera dell’uomo, sopportando menzogne e tradimenti. Ma alla notizia dell’assegnazione del più grande riconoscimento per uno scrittore – il premio Nobel per la letteratura – la donna decide finalmente di dire basta e di riprendersi tutto quello che le spetta. Durata 100 minuti. (Eliseo Blu, Romano sala 1, Uci)

 

Un affare di famiglia – Drammatico. Regia di Kore’eda Hirokazu. Palma d’oro a Cannes lo scorso maggio. Nella Tokio di oggi, una famiglia (ma la considereremo così fino alla fine?) sbarca il lunario facendo quotidiane visite ai supermercati: per rubare. Ruba il padre che si porta appresso il figlio (?), torna a casa da una moglie che ha accanto una ragazza che potrebbe essere la sorella minore e una vecchia dolcissima che tutti chiamano nonna. Sentimenti, aiuti reciproci, l’arte di arrangiarsi, il coraggio di tentare a vivere insieme. Finché un giorno il capofamiglia porta a casa togliendola al freddo e alla solitudine una ragazzina, abbandonata da una madre forse violenta che non si cura di lei. Il mattino si dovrebbe riconsegnarla, ma nessuno è d’accordo: la nuova presenza farà scattare nuovi meccanismi mentre un incidente imprevisto porta definitivamente alla luce segreti nascosti che mettono alla prova i legami che uniscono i vari componenti. Durata 121 minuti. (F.lli Marx sala Chico, Nazionale sala 2)

 

Un nemico che ti vuole bene – Drammatico. Regia di Denis Rabaglia, con Diego Abatantuono e Antonio Folletto. In una notte di pioggia, il professor Enzo Stefanelli salva la vita a un giovane ferito da un’arma da fuoco. In cambio questi, un killer di professione, gli promette di trovare e uccidere un suo nemico, chiunque egli sia. Anche se il professore insiste nell’affermare di non avere un nemico, il giovane si mette a cercarne uno, creando il caos nella vita di Stefanelli. Dapprima scettico, è l’occasione per l’uomo di aprire gli occhi sulla sua vita e sulle persone che lo circondano. Durata 97 minuti. (Uci)

 

Una storia senza nome – Drammatico. Regia di Roberto Andò, con Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann, Renato Carpentieri e Laura Morante. Valeria, giovane segretaria di un produttore cinematografico, scrive in incognito per uno sceneggiatore di successo. Un giorno la ragazza riceve da uno sconosciuto, un poliziotto in pensione, la storia di un probabile film. Ma quel plot è pericoloso, la “storia senza nome” racconta infatti il misterioso furto, avvenuto a Palermo nell’ottobre del 1969, di un celebre quadro di Caravaggio, “La natività”. Da quel momento, la sceneggiatrice si ritroverà immersa in un meccanismo implacabile e rocambolesco. Una storia che avesse al centro quel furto avrebbe dovuto avere un’impalcatura più legata all’inchiesta: al contrario ne è stata ricostruita una sceneggiatura che sa troppo “di cinema”, di volutamente aggrovigliata, di un inverosimile che a tratti, tanto per alleggerire, scivola tranquilla sul lato della commedia se non del ridicolo (certi momenti dovuti a Gassmann, certi dialoghi tra Morante e Ramazzotti), sino ai momenti finali che addirittura coinvolgono il film nel film. La macchia maggiore dell’impianto è la prova opaca della protagonista femminile, altre volte lodatissima, la non credibilità del viso e del corpo, la sua unica espressione con o senza rossetto, la sua paura che risulta fredda e non sinceramente dovuta alla spirale di inganni e di violenza che si chiude intorno a lei. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

Venom – Fantasy. Regia di Ruben Fleischer, con Tom Hardy, Riz Ahmed e Michelle Williams. Ancora un prodotto ricavato dai fumetti targati Marvel. Un fior di giornalista, dedito a investigazioni e articoli, mentre indaga sulle malefatte di uno scienziato pazzo, tutto sprazzi e illegalità, viene contaminato da un alieno che si introduce nel suo corpo e ne diventa il doppio. Se ne ricava simpaticamente un misto di bene e di male, di dottor Jeckill e Mr Hyde, con due personaggi che intimamente chiacchierano e discutono tra loro, con l’unica e insomma definitiva aspirazione verso quella giustizia che protegga tutti. Tenersi già pronti per un sequel. Durata 103 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space anche in 3D, Uci anche V.O.)

Camion abbatte barriere del viadotto: autostrada bloccata

Disagi per la pioggia in molte località piemontesi. L’Autostrada A5 Torino-Aosta  è rimasta bloccata, in direzione Aosta dopo lo svincolo di Ivrea, tra Tavagnasco e Quincinetto, a causa di un incidente stradale avvenuto sul ponte di Quincinetto, dove  un camion è andato a sbattere, abbattendole,  contro le barriere di cemento a lato del viadotto. La motrice si è ribaltata sulla carreggiata e l’autostrada in direzione Aosta è stata temporaneamente chiusa dalla polizia stradale. Sono segnalate code.

Disabilità e diritti

Parere favorevole all’unanimità da parte del Consiglio delle Autonomie locali (Cal), riunito in seduta plenaria, sulla proposta di legge regionale per la “promozione delle politiche a favore dei diritti delle persone con disabilità”, prima firmataria la consigliera Enrica Baricco (Pd), con la richiesta che vengano accolte una serie di osservazioni ad integrazione del testo. I rappresentanti del Cal hanno posto l’accento sulla necessità di ampliare le disposizioni della pdl per favorire i progetti di vita indipendente finalizzati al benessere della persona, con particolare attenzione al tema del “dopo di noi”, ovvero l’assistenza verso le persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare, ritenendo utile un percorso partecipato con i Comuni e gli enti gestori e un tavolo di confronto con tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore. Di nodale importanza è stata ritenuto anche il tema delle barriere architettoniche e sensoriali, rispetto alle quali è stato chiesto di prestare particolare attenzione alla problematica nei territori montani. Nella seduta odierna sono stati espressi altri tre pareri, tutti favorevoli all’unanimità dei presenti, relativi rispettivamente alla proposta di legge “Disposizioni in materia di mutui per l’acquisto della prima casa e interventi in caso di morosità incolpevole”, primo firmatario il consigliere Marco Grimaldi (Leu); al disegno di legge “Nuove norme in materia di politiche giovanili”; al disegno di legge “Disciplina dei complessi ricettivi all’aperto e del turismo itinerante”.