redazione il torinese

Lega in piazza per la Tav. Appendino: “Fa sorridere”

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“La Lega non ha mai avuto dubbi: la Tav va realizzata, perché è una risorsa preziosa per lo sviluppo strategico dell’economia piemontese, e di tutto il paese. Nel caso la valutazione costi/benefici, nelle mani del Ministro delle Infrastrutture Toninelli, dovesse dare esito negativo, siamo pronti a sostenere un referendum consultivo che dia la parola, e la decisione finale, ai piemontesi”.  Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ma anche segretario della Lega in Piemonte, sul tema è perentorio, anche se non accetta strumentalizzazioni ‘anti-Governo’: “Siamo pronti a sostenere con forza le ragioni dei Sì Tav, anche sabato in piazza Castello a Torino, a fronte della dichiarata scelta di apoliticità del comitato promotore della manifestazione”.  “Ma guardiamo anche oltre – continua Molinari – con concretezza e senza accettare lezioni e strumentalizzazioni pre elettorali da parte di chi in questi anni il Piemonte lo ha invece fortemente paralizzato e indebolito su diversi fronti: dalla logistica allo sviluppo delle infrastrutture, dalla sanità ai trasporti”. Replica la sindaca di Torino, Chiara Appendino:  “fa sorridere il fatto che vada in piazza un alleato che ha sottoscritto un contratto di governo che dice chiaramente che c’è un accordo su rivedere interamente l’opera. Prima di manifestare per il sì dovrebbe rispettare il contratto e aspettare l’analisi”.

Lega in piazza per la Tav. Appendino: "Fa sorridere"

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“La Lega non ha mai avuto dubbi: la Tav va realizzata, perché è una risorsa preziosa per lo sviluppo strategico dell’economia piemontese, e di tutto il paese. Nel caso la valutazione costi/benefici, nelle mani del Ministro delle Infrastrutture Toninelli, dovesse dare esito negativo, siamo pronti a sostenere un referendum consultivo che dia la parola, e la decisione finale, ai piemontesi”.  Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ma anche segretario della Lega in Piemonte, sul tema è perentorio, anche se non accetta strumentalizzazioni ‘anti-Governo’: “Siamo pronti a sostenere con forza le ragioni dei Sì Tav, anche sabato in piazza Castello a Torino, a fronte della dichiarata scelta di apoliticità del comitato promotore della manifestazione”.  “Ma guardiamo anche oltre – continua Molinari – con concretezza e senza accettare lezioni e strumentalizzazioni pre elettorali da parte di chi in questi anni il Piemonte lo ha invece fortemente paralizzato e indebolito su diversi fronti: dalla logistica allo sviluppo delle infrastrutture, dalla sanità ai trasporti”. Replica la sindaca di Torino, Chiara Appendino:  “fa sorridere il fatto che vada in piazza un alleato che ha sottoscritto un contratto di governo che dice chiaramente che c’è un accordo su rivedere interamente l’opera. Prima di manifestare per il sì dovrebbe rispettare il contratto e aspettare l’analisi”.
 
Clelia Ventimiglia

Donna respira vapori dei prodotti per la casa e muore

Una donna è morta nel suo appartamento di via Bistagno, a Torino, dopo aver respirato i vapori di alcuni prodotti impiegati per pulire la casa, come riferisce il personale del 118. L’anziana vittima, 80 anni, soffriva di asma. Il marito ha dato l’allarme e gli Infermieri e i  medici accorsi hanno cercato di rianimarla, senza però farcela. Sul posto è intervenuta la polizia.

L’incognita Tav pesa sulla politica

Siamo oltre l’incompetenza per planare decisamente nella più totale malafede. Il governo si è impegnato. Il  10 gennaio il decreto attuativo per la riforma della legge Fornero e sul reddito di cittadinanza viene rinviato alla prossima settimana. In compenso la bozza della relazione sulla Tav è arrivata sul tavolo del governo. Con una incredibile novità (almeno per il sottoscritto) Successivamente un’ altra commissione valuterà gli aspetti legali, se è possibile rescindere e quanto costa. Follia allo stato puro. O per meglio dire una colossale presa in giro a  360 gradi, con buona pace della ministra grillina inventrice dei 370 gradi. La logica avrebbe voluto che la valutazione fosse unica, possibile conclusione della vicenda delle commissioni. La prima quasi interamente composta da tecnici contrari all’opera suggerisce di fermare i lavori. La seconda : dal loro punto di vista non è opportuno fermarli. Punto e a capo. Vi ricordate Toninelli e Di Maio dopo il crollo del ponte Morandi cosa dichiaravano? Tra 15 giorni revochiamo la concessione delle autostrade agli attuali gestori. Altra balla clamorosa. Oggi con una ulteriore aggravante. Il Presidente del Consiglio Conte che si tira fuori dalla disputa, agnostico. Abbiamo il massimo del governo che non sa Tecnicamente questa si chiama follia istituzionale. Gli schieramenti sono chiari. Se il responso del governo sarà negativo l’ultima carta che si stanno giocando i leghisti sarà il referendum per tutto il Nord. Dove se mai avvenisse l’ esito  positivo per l’opera sarebbe scontato. Insomma: tutta fuffa per arrivare alle elezioni europee ed amministrative di maggio. Ma per qualcuno la decisione sul da farsi è dietro l’angolo.Sono i sì Tav che si sono convocati di nuovo per sabato. Cosa fare concretamente per la prosecuzione dell’ opera? Se fidarsi di chi pur dicendo di essere a favore di fatto fa pastetta con i pentastellati a cui rimane solo come alleanza la sinistra sbrindellata di anarcoidi e centri sociali. Di mettersi in proprio. O di fidarsi del Chiampa. Ho avuto un lungo colloquio con esponenti di articolo UNO: Anche loro non sanno bene che pesci prendere. In generale, s’ intende. In Piemonte finirà che saranno con Sergio Chiamparino. Ovviamente se li vorrà. Oggi sostengono : la vicenda Tav non può e non deve essere dirimente. Scusate, ed allora che cosa dovrebbe essere dirimente? Oggi in Piemonte come per tutto il Nord questa è la questione. Persino il presidente della Lombardia dichiara senza esitazioni : faremo (se necessario) il referendum. Zaia non ha dubbi sull’utilità dell’opera. Forse Di Maio non è molto ferrato in geografia. Ma Salvini avendo studiato qualcosa conosce il Nordest ed anche l’ Emilia Romagna ci sta e se interpellata voterà compatta sì. Dunque, cari Piemontesi, diamoci una mossa. Noi Savoia non possiamo essere da meno degli amici Lombardo Veneti di tendenza austroungarica. La Tav si farà. Speriamo di pagare il meno possibile per la ignavia di questi mesi di pura e semplice follia.
Patrizio Tosetto

L'incognita Tav pesa sulla politica

Siamo oltre l’incompetenza per planare decisamente nella più totale malafede. Il governo si è impegnato. Il  10 gennaio il decreto attuativo per la riforma della legge Fornero e sul reddito di cittadinanza viene rinviato alla prossima settimana. In compenso la bozza della relazione sulla Tav è arrivata sul tavolo del governo. Con una incredibile novità (almeno per il sottoscritto) Successivamente un’ altra commissione valuterà gli aspetti legali, se è possibile rescindere e quanto costa. Follia allo stato puro. O per meglio dire una colossale presa in giro a  360 gradi, con buona pace della ministra grillina inventrice dei 370 gradi. La logica avrebbe voluto che la valutazione fosse unica, possibile conclusione della vicenda delle commissioni. La prima quasi interamente composta da tecnici contrari all’opera suggerisce di fermare i lavori. La seconda : dal loro punto di vista non è opportuno fermarli. Punto e a capo. Vi ricordate Toninelli e Di Maio dopo il crollo del ponte Morandi cosa dichiaravano? Tra 15 giorni revochiamo la concessione delle autostrade agli attuali gestori. Altra balla clamorosa. Oggi con una ulteriore aggravante. Il Presidente del Consiglio Conte che si tira fuori dalla disputa, agnostico. Abbiamo il massimo del governo che non sa Tecnicamente questa si chiama follia istituzionale. Gli schieramenti sono chiari. Se il responso del governo sarà negativo l’ultima carta che si stanno giocando i leghisti sarà il referendum per tutto il Nord. Dove se mai avvenisse l’ esito  positivo per l’opera sarebbe scontato. Insomma: tutta fuffa per arrivare alle elezioni europee ed amministrative di maggio. Ma per qualcuno la decisione sul da farsi è dietro l’angolo.Sono i sì Tav che si sono convocati di nuovo per sabato. Cosa fare concretamente per la prosecuzione dell’ opera? Se fidarsi di chi pur dicendo di essere a favore di fatto fa pastetta con i pentastellati a cui rimane solo come alleanza la sinistra sbrindellata di anarcoidi e centri sociali. Di mettersi in proprio. O di fidarsi del Chiampa. Ho avuto un lungo colloquio con esponenti di articolo UNO: Anche loro non sanno bene che pesci prendere. In generale, s’ intende. In Piemonte finirà che saranno con Sergio Chiamparino. Ovviamente se li vorrà. Oggi sostengono : la vicenda Tav non può e non deve essere dirimente. Scusate, ed allora che cosa dovrebbe essere dirimente? Oggi in Piemonte come per tutto il Nord questa è la questione. Persino il presidente della Lombardia dichiara senza esitazioni : faremo (se necessario) il referendum. Zaia non ha dubbi sull’utilità dell’opera. Forse Di Maio non è molto ferrato in geografia. Ma Salvini avendo studiato qualcosa conosce il Nordest ed anche l’ Emilia Romagna ci sta e se interpellata voterà compatta sì. Dunque, cari Piemontesi, diamoci una mossa. Noi Savoia non possiamo essere da meno degli amici Lombardo Veneti di tendenza austroungarica. La Tav si farà. Speriamo di pagare il meno possibile per la ignavia di questi mesi di pura e semplice follia.
Patrizio Tosetto

YSENGARD. La maledizione della vergine nera

Una intera fortezza, di costruzione longobarda, è sparita completamente dalle mappe, non è rimasta pietra, nessun rudere, nulla, solo mistero, forse una maledizione ancestrale…

 

Incontriamo Andrea Zombolo, geometra, professionista tecnico, al suo esordio con il romanzo fiction, YSENGARD La Maledizione della vergine nera. Perché questo titolo?

Z: Ysengard è un luogo perduto, in cui si è consumato uno dei momenti più oscuri del tardo medioevo misterioso nel biellese. Una intera fortezza, di costruzione longobarda, è sparita completamente dalle mappe, non è rimasta pietra, nessun rudere, nulla, solo mistero, forse una maledizione ancestrale.

 

Su cosa è incentrata la storia di Ysengard?

Z: Nelle Prealpi a nord del territorio di Wehr Celt, (oggi Vercelli) lo stupendo altopiano celtico di Ysengard custodisce, fin dalla notte dei tempi, una verità che fa gola a troppi potenti.

In quel paradiso, la costruzione della Fortezza romana, ne violenta l’argilla sacra e fragile e divora l’Universo primordiale del Sarf, il torrente tumultuoso che scorre dal Much-Runa, la grande montagna sacra. In quel punto, sperduto nel mondo, si intersecano, a stella, le linee dello spazio e del tempo, le vite di uomini e donne che cambiano la Storia, e si fondono tra personaggi del passato, le verità mai raccontate e le nuove paure che divorano i corpi, le vite, le cose, i luoghi.

 

Si tratta di una storia attuale o sperduta nella storia ?

Z: si tratta di entrambe le cose. Jurgen, longobardo fino alla radice, si prende cura della giovane ebrea italiana Sarah, che lo entusiasma e lo porta a Wehr-Celt, a scontrarsi con l’avidità di chi vuole svelare l’enigma di Ysengard. L’incontro tra il tedesco e l’ebrea forgia il dualismo che supera le vicende del nazismo e ne scopre vicende inquietanti che sono esplose nei secoli coinvolgendo l’Arca dell’Alleanza, fin dentro le viscere dell’altopiano. Hitler vuole anche quella reliquia a tutti i costi e la sua ingordigia lo divora. L’Energia elettromagnetica che si sprigiona dalla potente reliquia biblica non dà pace, sconvolge la vita degli uomini e donne legati dalle vicende della Storia e li getta a raffica sul palco dell’Europa, sino al Medio Oriente, insinuandosi tra le rocce dure del Santuario di Oropa, che racchiude nel sacello prove e testimonianze imperdibili per Jurgen e Sara.

 

Vuole svelare una anticipazione ai lettori? Un flash avventuroso dei personaggi principali?

Z: La Verità, li innamora tra i misteri di Vercelli, la più antica città celtica della penisola, e li spinge a Canderium, nel vecchio villaggio fortificato, verso la vera Fortezza scomparsa, e li modella verso altre vite, altre storie, guidati da una forza spirituale che li lega sin dal passato. Ysengard è condannata, la vergine nera si è vendicata del suo ingiusto destino e lascia la sua maledizione in eredità a Jurgen e Sarah che, insieme, scioglieranno quegli elementi negativi, per fonderli, con caparbietà, in una nuova Vita e renderanno giustizia all’altopiano dell’Universo.

 

Perché ha scritto questo romanzo?

Z: è una storia strana, che forse mi è stata suggerita da una energia cosmica sconosciuta, che ha coinvolto numerosi studiosi dell’energia elettromagnetica che pervade l’universo, e che da una dimensione sconosciuta mi hanno trasmesso le connessioni storiche degli elementi.

 

Il libro è disponibile su Youcanprint,  IL MIOLIBRO, AMAZON e altri store e in versione ebook.  Inoltre è in rete il sito di riferimento, confezionato sul personaggio di SARAH LEVI, il protagonista femminile: http://www.ysengard.com

Informazione promozionale 

 

Torna Inferno Run, la corsa a ostacoli più diabolica d’Italia

È tra le tendenze sportive che stanno sempre più appassionando l’Italia e anche nel 2019 conferma le sue tre avvincenti tappe, tra Piemonte, Lombardia e Toscana. Dal 19 gennaio prenderà il via la Series italiana di corse a ostacoli più partecipata e diabolica, Inferno Run

Dalle innevate Alpi Marittime, passando per il mare dei milanesi, fino alle colline del Chianti, Inferno Run sarà una sfida soprattutto con se stessi, in cui mettere in gioco le proprie abilità correndo su distanze e percorsi tutti da scoprire. In campo forza, velocità, equilibrio, agilità e resistenza per superare ostacoli naturali e artificiali lungo i tracciati nelle affascinanti location di Prato Nevoso (Cn), Milano e Figline Valdarno (Fi). Proprio in quest’ultima tappa verranno incoronati i migliori obstacle runner della stagione.

 

Sport outdoor e tanto divertimento in ambientazioni uniche: questi gli ingredienti di Inferno Run – dichiara l’organizzatore Niccolò NavaSarà un 2019 ricco di novità, come la prima water edition italiana all’Idroscalo di Milano e nuovi sfidanti ostacoli per gli amanti dell’OCR, acronimo di obstacle course racing. Sempre con l’obiettivo di spingere quante più persone a mettersi alla prova e affrontare i propri limiti, riscoprendo con il sorriso fiducia in sé e determinazione. Tra gli oltre 43mila che hanno praticato in tutta Italia questo sport nel 2018 non ci sono infatti solo atleti, ma anche neofiti e curiosi, di ogni età, che hanno voluto vivere e condividere le emozioni di questa esperienza, molto spesso in team”.

 

INFERNO SNOW

Sabato 19 gennaio Inferno Snow inaugurerà la stagione OCR. Si partirà sempre sulla neve, dalla stazione sciistica Prato Nevoso Ski in provincia di Cuneo, a 1500 m slm. Lo scenario sarà quello delle Alpi Marittime, con la neve e il ghiaccio protagonisti assoluti non solo lungo i 7 km di percorso, con 200 m di dislivello complessivo. Dopo la nuova partenza in salita dalla conca, saranno 20 gli ostacoli da superare, come una rampa di ghiaccio e muri di neve da scavalcare, ma anche pesi da trasportare, tratti di percorso in cui strisciare nella neve e molto altro. Per i competitivi la gara sarà valida per il Campionato Regionale della Federazione Italiana OCR e qualificante agli OCR World Championships. A giocare in casa la Campionessa Italiana 2018 Carol Zenga (Team Inferno), di Venaria (To), insieme ai tantissimi non competitivi, con una partecipazione già oggi raddoppiata rispetto allo scorso anno.

 

INFERNO CITY E MUD

Per la seconda competizione del circuito confermato l’appuntamento domenica 5 maggio all’Idroscalo di Milano con Inferno City. Grazie alla partnership con Gruppo CAP, il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, l’evento si trasformerà in un’indimenticabile water edition, prima assoluta in Italia. Il tracciato di 8 km porterà gli atleti ad attraversare il ritrovato tempio dello sport outdoor e ad immergersi anche nel suo mare, affrontando i 25 immancabili ostacoli dai nomi infernali, come Lucifero, Giuda Iscariota, Conte Ugolino e Cocito.

 

Gran finale sabato 5 e domenica 6 ottobre nella sua terra d’origine in Toscana, a Figline Valdarno, in provincia di Firenze, con Inferno Mud. Il Norcenni Girasole Village tornerà ad ospitare, tra vigneti, boschi di campagna e colline, la tradizionale edizione fangosa su 12 km con oltre 30 ostacoli. Inferno City e Mud sono tappe del Campionato Italiano OCR, qualificanti ai Campionati Europei e Mondiali, e coinvolgeranno anche i piccoli mudder dai 4 ai 12 anni con Inferno Kids, che sostiene con il proprio ricavato progetti di solidarietà rivolti all’infanzia e ai giovani. A Firenze sarà possibile partecipare domenica 6 ottobre alla Short Course (4 km e 20 ostacoli), aperta ai minori dai 13 anni, che potranno conquistare l’accesso ai Mondiali.

 

I NUMERI DI INFERNO

Cinque edizioni per Inferno, che dalla nascita nel 2014 ha portato 16 mila finisher a tagliare il traguardo. A correre obstacle runner di ogni età, dai 13 ai 71 anni, di cui 1 su 3 donna, individualmente o in squadra, con 2.000 team coinvolti dagli esordi. Grazie al fango infernale sono stati celebrati 1 matrimonio, 4 fidanzamenti e 6 addii al celibato. Con la Baby Inferno, che ha fatto divertire ad oggi 1.000 bambini, sono stati devoluti in beneficenza oltre 15 mila euro.

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Aperte le iscrizioni su www.infernorun.it

Inferno Snow – sabato 19 gennaio – Prato Nevoso, Cuneo

Inferno City – domenica 5 maggio – Idroscalo di Milano

Inferno Mud – sabato 5 e domenica 6 ottobre – Figline Valdarno, Firenze

“La Bella Addormentata” di scena al Teatro Nuovo

L’eccellenza del balletto russo incontra i capolavori di Čajkovskij
Russian Stars in La Bella Addormentata

Arrivano in Italia da Novembre a Febbraio I Russian Stars, stelle della danza classica russa che si aggiungono all’organico del Moscow State Classical BalletAlexey KonkinSergey SmirnovOlga RudakovaAleksandra Troitskaia: artisti eclettici, formati in patria e scelti accuratamente dalla maestra, étoile e produttrice Liudmila Titova, che sarà la loro capofila e impreziosirà il cast con le sue performance. La Compagnia calcherà i palcoscenici italiani portando in scena l’essenza dell’arte coreutica russa con gli intramontabili capolavori di Pëtr Il’ič Čajkovskij: Lo Schiaccianoci, Il Lago dei cigni e La Bella addormentata. Il Moscow State Classical Ballet by Titova è una delle più prestigiose compagnie di giro di balletto classico di tutta la Russia, ed è conosciuta ed apprezzata a livello internazionale. Attualmente diretto da Liudmila Titova, la compagnia si pone come principale obiettivo quello di far conoscere al mondo lo splendore della secolare tradizione russa nel balletto classico, volgendo lo sguardo anche ad un repertorio più contemporaneo, in linea con le esigenze del pubblico odierno. Il Corpo di ballo vanta tra le sue fila non solo le sue 30 talentuose étoile provenienti dalle migliori scuole ed accademie di danza mondiali (come il Teatro Bolshoi, il Teatro Mariinksij e il teatro Stanislavsky and Nemirovich – Danchenko, templi autentici della danza classica), ma si avvale anche della partecipazione di straordinarie star del balletto russo che impreziosiscono la scena ed elevano ulteriormente il profilo tecnico e glamour dello spettacolo. Il Moscow State Classical Ballet di Liudmila Titova è apprezzato dalla critica per la bellezza e l’eleganza dei propri danzatori che, con la fluidità del loro corpo perfettamente unita alla ferrea disciplina, riescono a creare un ensemble coreografico compatto ed armonico, capace di coinvolgere ed ammaliare il pubblico di ogni nazione. Per questo, ciò che distingue questi ballerini, è l’ineccepibile equilibrio con cui armonizzano la tensione alla perfezione del movimento e il rigore stilistico dell’arte del balletto classico. Il risultato è una tecnica pulita e raffinata esibita sul palco con grande naturalezza ed impreziosita dalle eccelse doti espressive dei ballerini che contribuiscono a rendere l’interpretazione impeccabile in tutte le sue sfaccettature.

Lo staff coreografico del Russian Stars – Moscow State Classical Ballet by Titova è fra i migliori possibili e cura con meticolosità le performance della Compagnia coniugando elementi di ricerca e innovazione al repertorio classico, nel rispetto dell’eredità coreografica del balletto russo.

***

Liudmila Titova

A soli 19 anni è protagonista di celebri balletti di repertorio come Cenerentola, Lo Schiaccianoci, La Bella addormentata, Giselle, Bolero e tantissimi altri. Dal 2010 lavora con il Moscow State Classical Ballet e da tre anni ne è a capo come general manager. Con il suo ingresso ha riorganizzato l’intera società ed ha apportato una serie di innovazioni scenografiche, decorative ed un rinnovamento totale dei costumi dei danzatori . Questi ultimi sono tutti professionisti laureati nelle più grandi accademie russe.

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Ulteriori informazioni su www.russianstars.altervista.org

Pagina facebook: Russian Stars & Moscow State Classical Ballet by Titova

prevendite www.ticketone.it 

"La Bella Addormentata" di scena al Teatro Nuovo

L’eccellenza del balletto russo incontra i capolavori di Čajkovskij
Russian Stars in La Bella Addormentata

Arrivano in Italia da Novembre a Febbraio I Russian Stars, stelle della danza classica russa che si aggiungono all’organico del Moscow State Classical BalletAlexey KonkinSergey SmirnovOlga RudakovaAleksandra Troitskaia: artisti eclettici, formati in patria e scelti accuratamente dalla maestra, étoile e produttrice Liudmila Titova, che sarà la loro capofila e impreziosirà il cast con le sue performance. La Compagnia calcherà i palcoscenici italiani portando in scena l’essenza dell’arte coreutica russa con gli intramontabili capolavori di Pëtr Il’ič Čajkovskij: Lo Schiaccianoci, Il Lago dei cigni e La Bella addormentata. Il Moscow State Classical Ballet by Titova è una delle più prestigiose compagnie di giro di balletto classico di tutta la Russia, ed è conosciuta ed apprezzata a livello internazionale. Attualmente diretto da Liudmila Titova, la compagnia si pone come principale obiettivo quello di far conoscere al mondo lo splendore della secolare tradizione russa nel balletto classico, volgendo lo sguardo anche ad un repertorio più contemporaneo, in linea con le esigenze del pubblico odierno. Il Corpo di ballo vanta tra le sue fila non solo le sue 30 talentuose étoile provenienti dalle migliori scuole ed accademie di danza mondiali (come il Teatro Bolshoi, il Teatro Mariinksij e il teatro Stanislavsky and Nemirovich – Danchenko, templi autentici della danza classica), ma si avvale anche della partecipazione di straordinarie star del balletto russo che impreziosiscono la scena ed elevano ulteriormente il profilo tecnico e glamour dello spettacolo. Il Moscow State Classical Ballet di Liudmila Titova è apprezzato dalla critica per la bellezza e l’eleganza dei propri danzatori che, con la fluidità del loro corpo perfettamente unita alla ferrea disciplina, riescono a creare un ensemble coreografico compatto ed armonico, capace di coinvolgere ed ammaliare il pubblico di ogni nazione. Per questo, ciò che distingue questi ballerini, è l’ineccepibile equilibrio con cui armonizzano la tensione alla perfezione del movimento e il rigore stilistico dell’arte del balletto classico. Il risultato è una tecnica pulita e raffinata esibita sul palco con grande naturalezza ed impreziosita dalle eccelse doti espressive dei ballerini che contribuiscono a rendere l’interpretazione impeccabile in tutte le sue sfaccettature.

Lo staff coreografico del Russian Stars – Moscow State Classical Ballet by Titova è fra i migliori possibili e cura con meticolosità le performance della Compagnia coniugando elementi di ricerca e innovazione al repertorio classico, nel rispetto dell’eredità coreografica del balletto russo.

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Liudmila Titova

A soli 19 anni è protagonista di celebri balletti di repertorio come Cenerentola, Lo Schiaccianoci, La Bella addormentata, Giselle, Bolero e tantissimi altri. Dal 2010 lavora con il Moscow State Classical Ballet e da tre anni ne è a capo come general manager. Con il suo ingresso ha riorganizzato l’intera società ed ha apportato una serie di innovazioni scenografiche, decorative ed un rinnovamento totale dei costumi dei danzatori . Questi ultimi sono tutti professionisti laureati nelle più grandi accademie russe.

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Ulteriori informazioni su www.russianstars.altervista.org

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Ora serve un “centro dinamico”

Di Giorgio Merlo

Anche se da molte parti si continua a predicare che destra, sinistra e centro sono categorie ideologiche del passato e quindi da archiviare definitivamente, non passa giorno che molti commentatori ed opinionisti di svariata natura sostengano la necessità, se non l’urgenza, di riavere nella dialettica politica concreta, una cultura di governo e una classe dirigente che sappia interpretarla senza ricorrere alla divisione, alla radicalizzazione dello scontro e alla delegittimazione radicale dell’avversario. Insomma, fuor di metafora, anche in un’epoca come quello contemporanea forse è necessario che faccia irruzione quello che Mino Martinazzoli definiva come “centro dinamico”. Per non citare l’ormai celebre slogan degasperiano del “centro che guarda a sinistra”. Ora, e’ a tutti noto che durante l’intera seconda repubblica il cosiddetto “centro” e’ stato il bersaglio preferito da demolire in ogni modo ed in ogni forma. E questo perché il dogma del maggioritario prevedeva il dio bipolarismo che non tollerava posizioni intermedie. Ovvero, “o di qua o di là” per dirla con i politologi alle vongole che hanno comunque dominato e condizionato l’evoluzione della politica italiana. Salvo poi prendere atto che il bipolarismo, cancellando e ridicolizzando ogni posizione intermedia, finiva inesorabilmente per radicalizzare il confronto politico, distruggere l’avversario rinunciando, al contempo, ad ogni forma di progetto politico a lunga scadenza perché l’unico elemento che contava era quello di avere un voto in più dello schieramento avverso. Con tanti saluti ad una vera e propria cultura di governo dove la costruzione del progetto era sacrificato sull’altare del pallottoliere. Ecco perché oggi, in un clima politico diverso da quello del passato ma altrettanto dominato da una profonda divisione che rasenta l’incomunicabilità, la presenza di una cultura politica che sappia
coniugare cultura di governo, centralità della mediazione, composizione degli interessi, senso delle istituzioni, riconoscimento del pluralismo e della complessità e apertura al dialogo e al confronto, diventa quasi un imperativo morale più che non una esigenza politica. Insomma, una sorta di “centro dinamico”, appunto, che sia in grado di rilanciare la politica senza cadere nel
consociativismo da un lato o nella delegittimazione politica dall’altro di chiunque non condivida la
propria opinione. Una funzione che, in epoca diversa, hanno assolto ed adempiuto forze e
movimenti politici che affondavano le loro radici nella storia, nel filone e nella cultura del
cattolicesimo politico italiano. Ed è proprio questo l’elemento decisivo che oggi porta molti
opinionisti a sostenere che la presenza politica di un partito/movimento politico di centro e
riconducibile alla tradizione del cattolicesimo democratico e sociale, possa essere di grande aiuto
non solo per il futuro di quella corrente ideale ma soprattutto per la salute della stessa democrazia italiana. Per garantire da un lato una vera democrazia dell’alternanza e, nello specifico, per evitare che lo scontro politico permanente crei le condizioni per un indebolimento dello stesso tessuto democratico del nostro paese. Quindi, quando si parla di riattualizzare, riscoprire e rilanciare nella concreta dialettica politica italiana la cultura popolare e cattolico democratica di ispirazione cristiana, non lo si fa solo per rispondere ad un astratto dato di protagonismo ideale o per un testardo attaccamento al passato.


No, oggi serve anche e soprattutto una forza politica che sappia ridare spazio e voce a quella
cultura e a quella prassi che per svariati decenni ha consentito alla democrazia italiana di crescere
e di consolidarsi senza strappi e senza scorciatoie autoritarie. E non sono solo i sondaggi che
possono indurre a rinunciare a questo progetto politico perché, al di là delle intenzioni di voto
momentanee, è indubbio che senza una presenza politica che recuperi il senso delle istituzioni e la
incanali in un solco di autentica cultura di governo, la geografia politica italiana rischia di essere
esposta a tentazioni di ogni genere. E, sotto questo profilo, sarebbe perfettamente inutile, nonché
ormai improponibile, pensare di riportare le lancette della storia indietro nel tempo. Ovvero, di
ridare fiducia a partiti come il Pd e Forza Italia che avendo, di fatto, fallito sul terreno della
progettualità politica, non possono più ambire a giocare un ruolo di reale e credibile alternativa all’attuale maggioranza di governo o, in subordine, alla futura coalizione di centro destra. La fase politica che si è aperta richiede, come ovvio, nuovi soggetti politici e nuovi progetti politici. E un “centro dinamico”, adesso, e’ indispensabile per ridare qualità alla democrazia e un futuro
credibile alla stessa stabilità di governo. Ed è per questo motivo che e’ necessaria e sempre più indispensabile una presenza politica popolare, cattolico democratica e di ispirazione cristiana nel
nostro paese.