redazione il torinese

Elicottero e aereo si scontrano in volo. Si parla di cinque morti

Drammatico e tragicamente spettacolare incidente tra un elicottero e un aereo da turismo che si sono scontrati sopra La Thuile, in Valle d’Aosta. I due velivoli sono precipitati sul ghiacciaio del Rutor. Immediatamente gli elicotteri di soccorso sono partiti dalle basi di Ivrea, Torino e Borgosesia per giungere al luogo dell’incidente.Sarebbero almeno sette le persone coinvolte e si  temono vittime, si parla di cinque morti e due feriti. Gli elicotteri dei soccorritori hanno caricato a bordo anche la squadra “taglio” dei vigili del fuoco specializzati per tagliare le lamiere. All’ospedale di Aosta sono allertate le sale operatorie.

(Foto archivio)

CIRCHI, ON. BRAMBILLA: “FISSARE DUE ANNI DI TEMPO PER SUPERARE L’UTILIZZO DEGLI ANIMALI”

“Prendiamo atto che, dopo aver alimentato dubbi, oggi il ministro Bonisoli ha finalmente chiarito di aver lasciato cadere la delega della legge Franceschini, che avrebbe consentito il graduale superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi e di voler procedere con una delega nuova. Insomma, invece di prorogare la vecchia delega con una leggina e lavorare subito per emanare il decreto legislativo che disciplina la dismissione degli animali ancora sfruttati nei circhi, si ricomincia tutto da capo, sottoponendo al Parlamento un disegno di legge collegato, di cui nessuno ancora conosce il testo, che, a voler essere ottimisti, richiederà almeno un anno per essere approvato. Solo dal momento dell’approvazione, cioè chissà quando, si potrà lavorare al decreto attuativo. A questo punto, caro ministro, visto che continua a parlare di “eliminazione graduale degli animali dai circhi”, si faccia coraggio e, nella delega, conceda due anni ai circensi per “superare” l’attuale situazione di sfruttamento. Anche così passerà moltissimo tempo prima che la sofferenza degli animali sotto i tendoni possa cessare”.Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, commenta l’intervento in aula del ministro dei Beni culturali sulla riforma dello spettacolo dal vivo e dei circhi in particolare.

“Membra Jesu Nostri”

Al Castello di Miradolo la Fondazione Cosso ospita la replica del Concerto tratto dall’opera di Dietrich Buxtehude. San Secondo di Pinerolo (Torino)

Dopo il successo ottenuto nella notte di Natale e di Santo Stefano, la Fondazione Cosso riaprirà le porte del Castello di Miradolo, in via Cardonata 2 a San Secondo di Pinerolo (Torino), per l’ultima replica del suggestivo Concerto, curato da Avant-dernière pensée, tratto dall’opera del compositore e organista tedesco-danese Dietrich Buxtehude, fra i più grandi musicisti del Seicento, le cui opere paiono aver influenzato non poco il giovane Johan Sebastian Bach. L’appuntamento con le sette incantevoli cantate dedicate alla passione di Cristo e composte nel 1680 è per il prossimo sabato 26 gennaio, alle ore 21,15. Ancora una volta sarà una notte magica, fra l’incanto musicale di un capolavoro barocco senza tempo e la suggestione dell’antica dimora, profumata dal legno di abete di cui è fatta la grande scultura lignea disegnata e costruita per l’occasione – palo dopo palo, taglio dopo taglio – attraverso gli spazi vuoti e metafora di un corpo, quello del Cristo morto cui la partitura è dedicata, ma anche armatura che sorregge, dall’interno, il Castello. Emozioni che s’aggiungono ad emozioni quando le grandi scenografie-video rivelano le stupefacenti immagini del complesso statuario del “Compianto sul Cristo Morto” realizzato in terracotta nel 1485 ca. da Niccolò dell’Arca (fra i grandi protagonisti della scultura italiana del ‘400) e oggi custodito nella Chiesa di Santa Maria della Vita, a Bologna. Come di consueto, il Concerto sarà preceduto, alle ore 20, da una guida all’ascolto curata da Roberto Galimberti (violino e direzione), ideatore del progetto artistico, con il quale il pubblico potrà confrontarsi. Gli altri esecutori: Arianna Stornello (soprano), Cesare Costamagna (basso), Laura Vattano (armonium) e Marco Pennacchio (violoncello).

g.m.

Per info: Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (Torino); la prenotazione è obbligatoria al n.° 0121/502761 o prenotazioni@fondazionecosso.it

***

Foto
– Niccolò dell’Arca: “Compianto sul Cristo morto”, terracotta, 1485
– Video – installazioni
– Volta affrescata con scultura lignea

"Membra Jesu Nostri"

Al Castello di Miradolo la Fondazione Cosso ospita la replica del Concerto tratto dall’opera di Dietrich Buxtehude. San Secondo di Pinerolo (Torino)

Dopo il successo ottenuto nella notte di Natale e di Santo Stefano, la Fondazione Cosso riaprirà le porte del Castello di Miradolo, in via Cardonata 2 a San Secondo di Pinerolo (Torino), per l’ultima replica del suggestivo Concerto, curato da Avant-dernière pensée, tratto dall’opera del compositore e organista tedesco-danese Dietrich Buxtehude, fra i più grandi musicisti del Seicento, le cui opere paiono aver influenzato non poco il giovane Johan Sebastian Bach. L’appuntamento con le sette incantevoli cantate dedicate alla passione di Cristo e composte nel 1680 è per il prossimo sabato 26 gennaio, alle ore 21,15. Ancora una volta sarà una notte magica, fra l’incanto musicale di un capolavoro barocco senza tempo e la suggestione dell’antica dimora, profumata dal legno di abete di cui è fatta la grande scultura lignea disegnata e costruita per l’occasione – palo dopo palo, taglio dopo taglio – attraverso gli spazi vuoti e metafora di un corpo, quello del Cristo morto cui la partitura è dedicata, ma anche armatura che sorregge, dall’interno, il Castello. Emozioni che s’aggiungono ad emozioni quando le grandi scenografie-video rivelano le stupefacenti immagini del complesso statuario del “Compianto sul Cristo Morto” realizzato in terracotta nel 1485 ca. da Niccolò dell’Arca (fra i grandi protagonisti della scultura italiana del ‘400) e oggi custodito nella Chiesa di Santa Maria della Vita, a Bologna. Come di consueto, il Concerto sarà preceduto, alle ore 20, da una guida all’ascolto curata da Roberto Galimberti (violino e direzione), ideatore del progetto artistico, con il quale il pubblico potrà confrontarsi. Gli altri esecutori: Arianna Stornello (soprano), Cesare Costamagna (basso), Laura Vattano (armonium) e Marco Pennacchio (violoncello).

g.m.

Per info: Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (Torino); la prenotazione è obbligatoria al n.° 0121/502761 o prenotazioni@fondazionecosso.it

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Foto
– Niccolò dell’Arca: “Compianto sul Cristo morto”, terracotta, 1485
– Video – installazioni
– Volta affrescata con scultura lignea

Blatte nella pizza, sequestrato locale a Torino

Una coppia nei giorni scorsi aveva ordinato una pizza da asporto a casa, ma su un trancio è apparsa una blatta.  Gli agenti del commissariato Barriera Nizza hanno quindi sequestrato il locale ‘Pizza Boom’ in via Madama Cristina. Diverse le blatte trovate nei contenitori per alimenti, nei frigoriferi, nel magazzino dell’esercizio, sul tavolo dove sono lavorati gli alimenti e anche  negli impasti delle pizze. Il titolare, italiano, è stato multato e denunciato per la cattiva conservazione di alimenti destinati alla vendita e alla somministrazione al pubblico.
(foto archivio – il Torinese)

Scontri tra studenti e polizia al Burger King universitario

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Oggi si sono verificati scontri di fronte a Palazzo Nuovo per le proteste di alcune decine  di studenti che hanno occupato il Burger King della palazzina  Aldo Moro. I giovani protestano per l’apertura del fast food in un edificio  dell’ateneo. Gli studenti sono entrati per mangiare i pasti nei locali del  fast food che ha la gestione del piano terra della struttura per un periodo di trent’anni. E’ intervenuta la polizia in tenuta antisommossa.

 

(foto archivio)

IMMIGRAZIONE, BOETI: “QUANTO AVVENUTO AL CARA DI CASTELNUOVO CI RIPORTA AL 1938”

Sembra  di essere tornati al 1938 e a quelle leggi razziali di cui abbiamo appena ricordato l’orrore.  Bambine e bambini prelevati dalla scuola, pazienti sottratti alle cure ospedaliere, donne e uomini divisi in gruppo e caricati su un pullman. Quanto avvenuto al Cara di Castelnuovo di Porto è un fatto assolutamente inammissibile in un Paese democratico.

 .

Nino BOETI

Presidente Consiglio Regionale del Piemonte

Presidente Comitato Diritti Umani Regione Piemonte

Valenza “rilancia” il duomo

DAL PIEMONTE – Quest’anno la ricorrenza di San Massimo è per Valenza particolare in quanto sarà la pietra miliare di un cammino che durerà quattro anni ed avrà come obiettivo la valorizzazione di quello che è un tesoro artistico e religioso per l’intera città, il Duomo

 Il 20 ottobre del 1619 il prevosto Bartolomeo Bocca poneva sul sedime del precedente edificio medievale la prima pietra dell’attuale chiesa e il 9 dicembre del 1623 venne celebrata la prima officiatura con la sua benedizione ed il luogo di culto, e di riferimento per i valenzani, veniva consacrato a Santa Maria Maggiore. E a dare l’avvio di questo percorso, quasi a voler porre idealmente quattro secoli dopo nuovamente una prima pietra ci sarà il cardinale Giuseppe Versaldi che Valenza ben conosce essendo stato vescovo di Alessandria. “Ogni comunità locale comprende l’importanza della sua chiesa madre – spiega monsignor Massimo Marasini, prevosto del Duomo e promotore del progetto di valorizzazione artistica del complesso monumentale della parrcchia di Santa Maia Maggiore – poiché rappresenta la lunga radice di quei grandi valori cristiani che hanno saputo animare una storia di civiltà e civica solidarietà. Valenza ha il suo Duomo ed è perciò una città che deve essere fiera della sua lunga storia che nasce dalla cura pastorale del vescovo San Massimo agli albori dell’evo cristiano”. Il progetto di restauro del luogo di culto è stato illustrato in una bella brochure che verrà distribuita domenica ai cittadini valenzani e ha anche due obiettivi legati allo sviluppo turistico-culturale di una città che presenta ampie potenzialità ancora inesplorate: da un lato la candidatura del Duomo e del suo tesoro a Luogo del cuore 2020 per la delegazione Fai di Casale Monferrato e, dall’altro, la partecipazione dela ‘Giornate Fai di Primavera 2020/2023’. Per il progetto ‘1619-2919 400 anni di fede e bellezza’, monsignor Marasini si avvarrà della collaborazione di Adriano Antonioletti, conservatore delegato per le iniziative di promozione e crowdfunding, in un lavoro di rete con le istituzioni e le realtà del territorio, tra le quali ci sono in prima linea l’amministrazione comunale e l’Istituto di istruzione superiore ‘Benvenuto Cellini’, che con i suoi docenti ed alunni darà un apporto per quanto riguarda la programmazione ed il design, ivi compresa la progettazione della ‘Medaglia commemorativa’. “Il restauro dell’intero impianto monumentale vedrà l’impiego di moderne tecnologie – dice ancora monsignor Marasini – in grado di leggere la quasi totalità delle vari stratificazioni che caratterizzano la quasi totalità dei monumenti presenti in Italia”. Nella brochure, introdotta dal prevosto ed arricchita da un contributo del delegato vescovile e direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi, Luciano Orsini, oltre che da una nota storica sul luogo di culto, sono specificati gli interventi necessari per gli interni, dalla zona absidale, alle vetrate, agli altari, alla sculture ed ai dipinti, sino alla sacrestia, restauri che si andranno ad aggiungere a quelli già realizzati all’altare del Sacro Cuore e della Madonna del Rosario, , donati dalla moglie Giovanna in memoria del marito Walter Raffaldi ed alla pala del ‘Moncalvo’, restaurata con il contributo del Lions Valenza Host, della Fondazione Crt e di diversi fedeli.

Massimo Iaretti

 

 

Valenza "rilancia" il duomo

DAL PIEMONTE – Quest’anno la ricorrenza di San Massimo è per Valenza particolare in quanto sarà la pietra miliare di un cammino che durerà quattro anni ed avrà come obiettivo la valorizzazione di quello che è un tesoro artistico e religioso per l’intera città, il Duomo
 Il 20 ottobre del 1619 il prevosto Bartolomeo Bocca poneva sul sedime del precedente edificio medievale la prima pietra dell’attuale chiesa e il 9 dicembre del 1623 venne celebrata la prima officiatura con la sua benedizione ed il luogo di culto, e di riferimento per i valenzani, veniva consacrato a Santa Maria Maggiore. E a dare l’avvio di questo percorso, quasi a voler porre idealmente quattro secoli dopo nuovamente una prima pietra ci sarà il cardinale Giuseppe Versaldi che Valenza ben conosce essendo stato vescovo di Alessandria. “Ogni comunità locale comprende l’importanza della sua chiesa madre – spiega monsignor Massimo Marasini, prevosto del Duomo e promotore del progetto di valorizzazione artistica del complesso monumentale della parrcchia di Santa Maia Maggiore – poiché rappresenta la lunga radice di quei grandi valori cristiani che hanno saputo animare una storia di civiltà e civica solidarietà. Valenza ha il suo Duomo ed è perciò una città che deve essere fiera della sua lunga storia che nasce dalla cura pastorale del vescovo San Massimo agli albori dell’evo cristiano”. Il progetto di restauro del luogo di culto è stato illustrato in una bella brochure che verrà distribuita domenica ai cittadini valenzani e ha anche due obiettivi legati allo sviluppo turistico-culturale di una città che presenta ampie potenzialità ancora inesplorate: da un lato la candidatura del Duomo e del suo tesoro a Luogo del cuore 2020 per la delegazione Fai di Casale Monferrato e, dall’altro, la partecipazione dela ‘Giornate Fai di Primavera 2020/2023’. Per il progetto ‘1619-2919 400 anni di fede e bellezza’, monsignor Marasini si avvarrà della collaborazione di Adriano Antonioletti, conservatore delegato per le iniziative di promozione e crowdfunding, in un lavoro di rete con le istituzioni e le realtà del territorio, tra le quali ci sono in prima linea l’amministrazione comunale e l’Istituto di istruzione superiore ‘Benvenuto Cellini’, che con i suoi docenti ed alunni darà un apporto per quanto riguarda la programmazione ed il design, ivi compresa la progettazione della ‘Medaglia commemorativa’. “Il restauro dell’intero impianto monumentale vedrà l’impiego di moderne tecnologie – dice ancora monsignor Marasini – in grado di leggere la quasi totalità delle vari stratificazioni che caratterizzano la quasi totalità dei monumenti presenti in Italia”. Nella brochure, introdotta dal prevosto ed arricchita da un contributo del delegato vescovile e direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi, Luciano Orsini, oltre che da una nota storica sul luogo di culto, sono specificati gli interventi necessari per gli interni, dalla zona absidale, alle vetrate, agli altari, alla sculture ed ai dipinti, sino alla sacrestia, restauri che si andranno ad aggiungere a quelli già realizzati all’altare del Sacro Cuore e della Madonna del Rosario, , donati dalla moglie Giovanna in memoria del marito Walter Raffaldi ed alla pala del ‘Moncalvo’, restaurata con il contributo del Lions Valenza Host, della Fondazione Crt e di diversi fedeli.

Massimo Iaretti