Il ricavato della raccolta fondi di questa ottava edizione verrà devoluto alla Onlus per costruire il Nuovo Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva neonatale
Una Festa della Mamma utile e speciale, il 9 e il 10 maggio con la Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna, che ritorna nelle piazze di Torino e provincia con la vendita di piante di rose. Il ricavato della raccolta fondi di questa ottava edizione, verrà devoluto alla Onlus, per costruire il Nuovo Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva neonatale dell’ospedale di corso Spezia. I lavori sono finanziati anche attraverso altre raccolte fondi e hanno consentito l’apertura del Nido fisiologico e patologia minima.
(Foto: il Torinese)

Faranno parte della cabina di regia, oltre agli enti locali e il governo, rappresentanti del Demanio e della Difesa





AVVISTAMENTI

Senza voler drammatizzare, ché in Italia la rivoluzione è sempre flaianamente rinviata a data da destinarsi causa cattivo tempo, colpisce anche la retorica dei buoni sentimenti e del “lasciate fare a me, che è per il vostro bene”, a livelli che neppure Berlusconi – il quale, da imprenditore, ha pur fatto qualcosina per conto suo più di Matteo – si sarebbe mai permesso. Certo, non possiamo pretendere che la nuova classe dirigente renziana si preoccupi di studiare quel tanto di storia che serve a maneggiare con attenzione i buoni sentimenti e il paternalismo da stato etico: leggersi l’illuminante “Liberal Fascism” di Jonah Goldberg, per verificare quanto Hitler, Stalin e persino Pol Pot e Idi Amin si interessassero di salutismo, difesa dell’ambiente, sviluppo sostenibile, alimentazione a Km0, equità sociale e persino di pace nel mondo.
maledizione italiana. In fin dei conti, i progressisti e multiculturali Francesi continuano a cantare un inno vecchio di 220 anni, che reclama il “sangue impuro” dei nemici per irrigare i campi; gli Inglesi si tengono stretto un inno risalente al 1740, che canta le glorie di un impero defunto da tempo e di un generale massacratore di Scozzesi. L’allegro e maestoso inno americano celebra il sangue dei nemici “che lava la sozzura delle loro stesse impronte” sul sacro suolo patrio. Non parliamo degli Spagnoli, che ancora suonano la Marcia reale reintrodotta dai Generalissimo Franco, non potendolo cantare perchè ancora invita i figli del Popolo Spagnolo ad “alzare il braccio” sotto il nuovo regime che assicura pace e lavoro. Insomma, non c’è niente di cui vergognarsi nell’Inno di Mameli: molti erano pronti alla morte per l’Italia unita e molti si sono sacrificati. Che non lo sappiano gli studenti, è triste. E’ drammatico che non lo insegnino più i loro maestri – maestri elementari, s’intende.
“Un anno fa è stato emanato un provvedimento legislativo che prevedeva l’istituzione di appositi uffici negli enti locali, per la trasparenza e la lotta alla corruzione. Istituito prontamente anche nel comune di Torino. Attualmente costituito da tre persone. Un alto funzionario e due impiegati. Un po’ pochini. ma ora viene il “bello”: quest’ufficio non si può muovere autonomamente”
Il Toro affronta i Toscani guidati da Sarri due giorni dopo la commemorazione dei caduti di Superga. Nonostante questo i granata entrano in campo poco convinti e perdono per 0-1. Decisivo per il risultato un errore che ha dell’incredibile del portiere granata Padelli che si fa autogoal complicando, e non di poco, la corsa all’Europa che ora il Toro si dovrà giocare a Marassi contro il Genoa nel posticipo di domenica sera.
Biodiversità -sinonimo di ricchezza, varietà e coesistenza di svariate forme di vita- è la parola chiave della manifestazione che per due giorni (9-10 maggio) animerà il centro storico di San Giorgio Canavese con il “Mercato della terra e della biodiversità”: appuntamento che valorizza la tradizione dell’antica fiera agricola e riunisce prodotti e produttori dei presidi Slow Food di tutta Italia.Una kermesse di due giorni con un fitto programma di eventi, convegni, attività, mostre, cene e pranzi; tutto condito da musica e rappresentazioni che riportano in auge lo spirito delle antiche manifestazioni mercatali, ma con un occhio puntato anche verso il futuro.Mai come quest’anno, in clima di Expo, il legame con la terra e il cibo è attuale e coinvolgente; ed è importante che se ne parli non solo negli avveniristici padiglioni di Milano.Il meeting è alle porte di Torino, nel piccolo ma importante borgo, le cui radici storiche risalgono ai tempi di Carlo Magno, passano per i romani che fondarono la cittadina vicino al torrente Orco, e nell’800 l’ammantano del soprannome “l’Atene del Canavese”.
La manifestazione è articolata in varie aree: da quella dedicata alla comunità Slow Beans, per esaltare la biodiversità (unica) della “Piattella Canavesana di Cortereggio” (il fagiolo rampicante, bianco e piatto, tipico di questa zona) a quella riservata al bestiame, in cui gli allevatori potranno illustrare il loro lavoro; da quella che si presenterà come una vera e propria enoteca, con i produttori a spiegare le caratteristiche dei loro vini ed esperti sommelier per il giro conviviale di degustazioni ad alto tasso di divertimento.E poiché l’amore per la terra va anche insegnato, è previsto uno spazio dedicato ai bambini con attività che coinvolgano tutta la famiglia e riportino dritte al contatto con la terra e le cose semplici della vita.