redazione il torinese

Tra 15 giorni tornano gli autovelox "rivisitati"

AUTOVELOX

Il municipio non ha inviato a domicilio le multe scattate con gli autovelox mobili nel mese di giugno, in attesa di capire il da farsi

 

La  sentenza della Corte Costituzionale sulle multe comminate tramite il “diabolico”  l’autovelox stabilisce che “tutte le apparecchiature devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura”, in caso contrario le sanzioni sono nulle. Un aspetto ancora non previsto dall’articolo 45 del Codice della Strada.Innumerevoli gli automobilisti che intendono  fare ricorso, così il Comune di Torino ha deciso di congelare le sanzioni (altrettanto innumerevoli) appioppate con i telelaser. Il municipio non ha inviato a domicilio le multe scattate con gli autovelox mobili nel mese di giugno, in attesa di capire il da farsi. Dal canto suo la polizia municipale è già al lavoro per ritarare gli autovelox, che dovrebbero essere pronti nell’arco di due settimane. In questi giorni gli 11 telelaser in dotazione ai Civich saranno consegnati alla ditta  specializzata per effettuare le verifiche del caso, così da rimetterli in funzione evitando contenziosi con i cittadini multati.

Il Comune di Torino dichiara guerra alle false cooperative

PAL CIVICO

In pochi giorni sono state raccolte già oltre 1000 firme

 

Il Comune di Torino dichiara guerra alle false cooperative ed aderisce a tutti i più alti livelli alla proposta di legge di iniziativa popolare  per il contrasto a questo fenomeno. Il testo è stato presentato in occasione di una seduta congiunta delle Commissioni Legalità, presieduta da Fosca Nomis e Quarte, guidata da Guido Alunno. Oltre ai due presidenti il testo ha avuto la firma del sindaco Piero Fassino del vice Elide Tisi, degli assessori Ilda Curti, Domenico Mangone ed Enzo lavolta e dl vicepresidente del Consiglio comunale, Gioacchino Cuntrò, In pochi giorni sono state raccolte già oltre 1000 firme. Nel 2014 a Torino su 101 accertamenti, 37 cooperative sono risultate irregolari.

 

(Foto: il Torinese)

Massimo Iaretti

"Tradita l’anima del Museo Egizio"

 

egizio 22

“Morale della triste favola: sull’altare dello spettacolo ad ogni costo si sono sacrificati gli aspetti identitari, per certi versi romantici di quell’Egittologia nata a Torino e ora ridotta a mera macchina scenica”

 

Ho studiato egittologia negli anni dal 1974 al 1979 col prof. Curto e a quegli stessi anni risale la mia iscrizione all’Associazione degli Amici del Museo Egizio ora sciolta per volere della Direzione della Fondazione. Mi tocca probabilmente essere una voce fuori dal coro. La nuova sistemazione del Museo obbedisce a criteri di museografia spettacolarizzata che poco hanno a che fare con l’ambiente visitato e studiato per la prima volta da Jean François Champollion. Quale coraggio realizzare quella scala mobile, modello ipermercato, che squarcia l’impianto del palazzo guariniano e quale colpevole leggerezza cancellare le “tracce storiche” del percorso museale! Vedasi a titolo d’esempio, oltre alla discussa “rivisitazione” dell’ex Statuario condotta dall’estro luministico e ipnotico, sicuramente un po’ fuori luogo, di Dante Ferretti, l’inopinata soppressione dell’ala Schiaparelli, di cui non so quanti se ne siano accorti, vale a dire la sezione sotterranea che raccoglieva i reperti degli scavi di Assiut, Qau-el-Kebir e Gebelein e lungo la quale per tutta la sua estensione correvano i resti, ora nascosti al pubblico, della cinta muraria romana, quale affascinante dialogo tra la bimillenaria Augusta Taurinorum e l’Egitto protodinastico dell’inizio del III millennio a. C.. Morale della triste favola: sull’altare dello spettacolo ad ogni costo si sono sacrificati gli aspetti identitari, per certi versi romantici di quell’Egittologia nata a Torino e ora ridotta a mera macchina scenica.

 

 

Libero Pierpaolo Manetti

Torino

Chiamparino dopo il vertice Pd: "Pronto a dimettermi ma anche a ripresentarmi"

chiampa scrivania

Mentre viene depositata in Procura a Torino la consulenza tecnica voluta  dai pm Caputo e Demontis nell’inchiesta sulla regolarità delle firme presunte “tarocche” per la lista di Sergio Chiamparino alle ultime elezioni  regionali, il presidente della Regione Piemonte parla di nuovo. E afferma che se i magistrati non spazzeranno qualsiasi ombra sulla legittimità della sua elezione è pronto sì a lasciare, ma al tempo stesso a ripresentarsi. “Visto che sono qui a fare il presidente – l’Ansa riporta così le sue parole, dopo l’incontro con i vertici del Pd torinese e regionale  –  è chiaro che la disponibilità c’è. Non siamo però a una corsa, dove se c’è una falsa partenza si torna ai blocchi di partenza come nulla fosse”. Nel frattemo la perizia sulle firme resterà secretata e non sarà trasmessa al Tar, che il prossimo 9 luglio si riunirà per dibattere il ricorso elettorale presentato dalla leghista Borgarello. I magistrati dovranno decidere il da farsi nell’inchiesta penale che vede coinvolti anche esponenti democratici, tenendo in considerazione le risultanze della consulenza tecnica.

 

“Non credo che i nostri elettori, e nemmeno in generale tutti i piemontesi, siano d’accordo nel vedermi ripetere quanto ha fatto Roberto Cota, che ha anteposto l’attaccamento alla poltrona alla legalità e alla certezza dell’azione di governo.” 

 

 28 luglio 2015

 

Nelle triste storia delle presunte firme taroccate per l’elezione del presidente Sergio Chiamparino, alle Regionali del 2014, si era inserito anche il vice segretario nazionale del Partito Democratico, Lorenzo Guerini. Il vice-Renzi aveva esortato il governatore ad andare avanti alla guida del Piemonte. Oggi la risposta arriva direttamente da Chiamparino, attraverso una nota: “Ringrazio l’amico Lorenzo Guerini per le parole di stima e di sostegno, – afferma il presidente – e lo rassicuro che continuerò il mio lavoro con ancora più impegno e determinazione” . Ma il succo del comunicato sta nelle righe conclusive: “se non emergerà ombra alcuna sulla legittimità della mia candidatura e quindi della mia elezione. In caso contrario non credo che i nostri elettori, e nemmeno in generale tutti i piemontesi, siano d’accordo nel vedermi ripetere quanto ha fatto Roberto Cota, che ha anteposto l’attaccamento alla poltrona alla legalità e alla certezza dell’azione di governo.”  E Cota risponde via Twitter: “Ipocrisia e doppia morale della sinistra sono vergogna e peggiore degli inganni”.

 

Staffilata al suo predecessore a parte, è chiaro che Chiamparino conferma l’intenzione di sciogliere la Regione se si dovessero presentare ombre legate alla raccolta delle firme. A dire il vero di ombre sembra ce ne siano già parecchie, a giudicare da quanto sta emergendo dall’esame dei moduli per la raccolta: i giornali parlano da settimane di grafie differenti nelle firme di uno stesso soggetto responsabile dell’autenticazione, di timbri mancanti, di date incongruenti e altre stranezze. C’è già chi parla di Fassino al posto di Chiamparino se si dovesse votare in primavera o di un Chiamparino-bis. A patto che i candidati siano scelti dal presidente in prima persona che farebbe un repulisti all’interno del Pd.

Un semplice click per svelare le frodi ittiche

caramelli

Sei sicuro che la cernia o l’orata che hai appena comprato non sia in realtà un pangasio? L’Istituto Zooprofilattico presenta una App che sarà in grado, a partire da una singola foto scattata, di riconoscere la specie di pesce che state acquistando

 

In Italia ogni anno tonnellate di prodotti alimentari vengono sequestrati per un valore economico di oltre mezzo miliardo di euro l’anno. Nell’Unione Europea il pesce è uno dei 10 prodotti maggiormente oggetto di frodi e il 72% degli illeciti sono connessi all’etichettatura e alla tracciabilità. L’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e in collaborazione con il Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino sta sviluppando una App per smartphone e tablet in grado di riconoscere la specie del pesce in vendita partendo dall’esemplare fotografato. E’ stata presentata ad Agorà in Piazza Castello a Torino con l’obiettivo di fornire ai consumatori informazioni utili per difendersi da alcuni tipi di frodi commerciali. Uno strumento digitale, fruibile in futuro dai consumatori stessi, che permetterà di distinguere specie di pesce pregiate da specie di minore valore commerciale. “Sarà l’occasione spiega Maria Caramelli, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino – per rendere più consapevoli i cittadini delle problematiche di sicurezza alimentare, danno economico, impatto ambientale ed ecosostenibilità derivanti dalle frodi ittiche”Al termine dell’incontro è stata distribuita gratuitamente ai partecipanti la guida cartacea “OK! Il pesce è giusto”, prodotta in collaborazione con l’ASL TO1 e pensata per aiutare i consumatori nell’acquisto del pesce e tutelarli dai danni economici derivanti dalla sostituzione di specie.

I Love Torino con Somersby

torinitudine33torinitudine11

I luoghi più belli di Torino “incorniciati” da installazioni comparse nel weekend. Nelle piazze e nei giardini pubblici, invece, centinaia di flyer a forma di mela. È la guerrilla firmata Somersby per celebrare la città sabauda e invitare i torinesi a festeggiare la Giornata della Torinitudine 

 

 I Love Torino: è la romantica dichiarazione riportata su centinaia di cornici che nello scorso weekend hanno invaso la città della Mole. Posizionate strategicamente in corrispondenza dei panorami più suggestivi, le installazioni hanno dato modo a tutti i torinesi di riscoprire gli affascinantiscorcicittadini approfittando di una nuova, originale prospettiva. Nell’epoca di Instagram e del selfie, questo speciale attack metropolitano ha voluto mettere in mostra una Torino senza filtri, per rendere la città sabauda un’autentica cartolina in 3D da fare ammirare a tutti. La firma sulle cornici è quella di Somersby, marchio del gruppo Carlsberg che dallo scorso aprile ha scoperto lo spirito di aggregazione e di appartenenza dei torinesi e lo ha ribattezzato con l’hashtag #Torinitudine, diventato in poco tempo un movimento – con un suo Manifesto – che ha coinvolto migliaia di utenti e amanti della città piemontese.

 

Somersby è da poco in Italia per presentare Somersby Apple Original, un drink frizzante a base di succo di mela. Per lanciare il nuovo prodotto, l’azienda ha scelto di partire esclusivamente da Torino, con il desiderio di celebrare la capitale storica dell’aperitivo, emblema di convivialità e condivisione nonché parte integrante della Torinitudine. Non a caso, infatti, le cornici sono apparse in serata, in pieno orario da aperitivo, momento di incontro e partecipazione per migliaia di persone che escono di casa per iniziare il weekend con quello che, a Torino, è un rito con oltre due secoli di vita.

 

L’attack è la dichiarazione d’amore di Somersby per una città che ha accolto e vissuto con entusiasmo il movimento della Torinitudine, mettendo definitivamente da parte il luogo comune di città grigia e distaccata e affermandosi a pieno titolo come metropoli curiosa e aperta, fucina di nuove tendenze sociali e culturali.Centinaia i torinesi che hanno apprezzato le installazioni, fotografando il paesaggio racchiuso all’interno delle cornici o utilizzando i supporti per includervi il proprio volto e scattare un selfie con lo slogan “I Love Torino”. Oltre alle cornici, il Parco del Valentino, Piazza Emanuele Filiberto e i principali punti di incontro di Torino si sono trasformati in “giardini di mele” grazie a centinaia di flyer a forma di mela che hanno reso ancora più sorprendenti i luoghi storici della città. Sul retro delle mele, l’invito a partecipare alla Giornata della Torinitudine, il prossimo 2 luglio, quando il BorgoMedievale diventerà teatro dell’orgoglio torinese e ospiterà un cartellone di iniziative e spettacoli per celebrare l’identità artistica, culturale ed enogastronomica della città sabauda.

 

Ecco il link da cui scaricare la fotogallery completa: La Torinitudine diventa attack metropolitano

La piccola e gloriosa Grecia in guerra con l'Europa di Serse

GRECIA BANDIERA

Scegliersi la parte nei giorni difficili della crisi greca

“Queste cose non avvennero mai, ma sono sempre” (Sallustio)

 

La Grecia, terra di dei, di eroi e di grandi uomini, patria della democrazia, delle arti, della filosofia, dell’epica, dell’elegia, delle grandi imprese sportive e della civiltà, la Grecia e la sua storia, una storia fatta di coraggio, di orgoglio e di dignità, di grandi battaglie, di disperate difese e di insperate vittorie, la Grecia di coloro che non sono mai esistiti, di Teseo e del Minotauro, di Egeo e di Edipo, di Antigone e di Medea, di Prometeo che, innamorato degli uomini, donò loro la potenza del fuoco, esponendosi all’ate divina, ad un supplizio che gli onnipotenti resero costante, straziante e senza fine; la Grecia di Socrate che, pur di non tradire se stesso, bevve la cicuta, salutando i suoi discepoli con una frase che racchiude in sé tutta la forza di questo popolo: “è giunta l’ora di andare. Ciascuno di noi va per la propria strada. Io a morire. Voi a vivere. Quale delle due sia la via migliore solo gli dei lo sanno”; la Grecia di quell’aedo che “si accecò per rimaner nel sogno”, un sogno popolato da grandi battaglie, guerrieri intransigenti, astuti, fieri, spesso crudeli, ma sempre, come tutti i grandi, capaci di abbandonarsi a quella “pietas” che tutto sana, che tutto addolcisce, che tutto ricompone.

 

Questo grande Paese o meglio questa piccola terra con un passato glorioso, forse troppo glorioso da sostenere e con il quale fare i conti, si trova oggi a dover lottare per la propria sopravvivenza, per mantenere la propria identità di fronte ad un mondo mosso dagli interessi, dal potere, da un equilibrio costruito sulla sofferenza di molti a vantaggio della ricchezza di pochi, sul dolore, sulla volontà di umiliare, schiacciare, prostrare.E’ la lotta di un’oligarchia contro la democrazia, la lotta di tanti capi contro un popolo inerme, stanco, travagliato da anni di rinunce e sacrifici. E’ la lotta di un’Europa che è tale soltanto nel nome (nome, peraltro, paradossalmente, di origine greca: Europa fu una delle tante donne amate da Zeus) contro una delle sue costole, lotta che, comunque finisca, lascerà segni profondi in tutta l’Unione.Eppure, in tutta questa desolazione, in mezzo a queste difficoltà, i greci mai hanno perso l’antico orgoglio, quello che deriva loro da antenati famosi: Alessandro il Grande, Leonida e i suoi trecento uomini che mai arretrarono davanti all’esercito del persiano Serse, alle Termopili, pur sapendo che quella scelta li avrebbe portati a diventare, in poche ore, sudditi di Ade e Proserpina.

 

Serse, oggi, ha il volto di tanti leader europei, di ministri delle finanze, del direttore del FMI e dei burocrati della troika che vorrebbero continuare ad affamare il popolo greco e che, forse, in un futuro non troppo lontano, riserveranno lo stesso trattamento ad altre genti, ad altri individui, ad altri esseri umani. Noi tutti siamo posti di fronte ad una scelta. Nessuno si può tirare indietro. Non è il momento per restare neutrali o per tentennare, per nasconderci dietro l’alibi della sospensione di giudizio. Non sarebbe soltanto un comportamento vile e indegno, ma significherebbe ignorare ciò che sta accadendo attorno a noi. Scegliere diventa un dovere: o seguire l’armata imponente dei novelli persiani di Serse o schierarci con i Leonida del XXI secolo, con Alexis Tsipras, con Yanis Varoufakis, con Euklides Tsakalotos, con i nuovi trecento che, pur sapendo quanto grande sia il rischio, si battono per l’indipendenza e per la libertà non soltanto della Grecia, ma di tutti noi.Istintivamente, la mia simpatia, va a questi ultimi e, per tanti motivi, scelgo loro, con un auspicio: che il buon senso prevalga e che non ci siano né vinti, né vincitori, ma che le Istituzioni europee diano una prova di maturità e di responsabilità.In caso contrario le nuove Termopili avranno ripercussioni su tutti. Euripide scrisse: “Gli dèi ci creano tante sorprese: l’atteso non si compie, e all’inatteso un dio apre la via”. Dove l’interesse umano non arriva, confidiamo, quindi, nella saggezza degli dei.

 

Barbara Castellaro

Hockey in carrozzina elettrica, a Chivasso il trofeo “Gabriele Fantino”

chivasso hockey

Una splendida giornata di sport e soprattutto di festa, che si è vissuta nella centrale piazza d’Armi

 

Chivasso, sabato scorso 27 giugno, è stata teatro della quinta edizione del trofeo di hockey in carrozzina elettrica, “Gabriele Fantino”, organizzato  dalla sezione Uildm. La vittoria è andata al Magic Torino che, così, ha riportato il titolo in terra subalpina dopo quattro anni, superando nella finalissima per 5 – 2 i liguri del Blue Devils di Genova.Terzo posto agli Sharks Monza (squadra B) che, pur privi del loro campione Mattia Muratore, nella “finalina” hanno battuto 2-0 i Dragons Grugliasco (lo scorso anno, i “dragoni” furono finalisti). Tra i giocatori scesi in campo per gli Shark Monza anche il portiere della nazionale azzurra Simone Bettineschi ed il tecnico nella nazionale Pietro Ravasi.


Questa l’essenziale cronaca sportiva di una splendida giornata di sport e soprattutto di festa, che si è vissuta nella centrale piazza d’Armi di Chivasso, con la partecipazione di quattro squadre motivate a dare il meglio di sé in un torneo che ogni anno sta assumendo sempre maggiore importanza nel panorama sportivo del dopo campionato, terminato a metà maggio con la finale scudetto a Lignano Sabbiadoro.  Il bel tempo ha favorito il successo della manifestazione, in memoria del giovane distrofico di Villaregggia, Gabriele Fantino, mancato nel 2011 all’età di appena 15 anni durante un intervento chirurgico. Ben sei gli stand allestiti nella piazza d’Armi, per riparare dal sole le squadre ed il loro accompagnatori, per mostrare il sontuoso trofeo ed i vari premi in palio e per la cabina di regia del canale di Sky 879 “W l’Italia Channel” (che manderà in onda in differita la cronaca dell’evento, in prima serata, in una data che verrà presto definita).

Massimo Iaretti

Chi di firma ferisce: le dimissioni presunte di Chiamparino

chiampa renzi

ruliAUGUSTA TAURINORUM / di Augusta Montaruli

 

Il presidente promette dimissioni perché non si troverà mai nelle condizioni di darle nonostante lo scivolone sulle firme che costò – pari pari se non peggio- la caduta della Giunta Cota

 

Confessioni pericolose e lotte intestine: il pasticcio delle presunte firme false sembra essere diventato il pretesto per un riallineamento delle correnti in seno al PD. Tra l’ammissione sulla modifica last minute del listino per le scorse regionali e il pressing a non mollare lo scranno nei confronti del Governatore a vincere ancora una volta sarà Sergio Chiamparino. Corteggiato ed osannato da suoi, ora veste i panni del’uomo senza ombra e senza peccato che rifugge ai sospetti e alle responsabilità dei burocrati di partito. In effetti dobbiamo ancora vedere  una pronuncia negativa della magistratura cadere sulle teste sinistre più ben abituate alle archiviazioni preelettorali. Tant’è, ultimamente non si sono viste giunte di centro-sinistra cadere sotto il giogo delle sentenze. La patente  della purezza è solo rossa anche quando chi la possiede combina gli stessi se non più gravi fattacci degli altri. Così avviene da sempre ed è per questo che il Governatore ostenta sicurezza. Promette dimissioni perché non si troverà mai nelle condizioni di darle nonostante lo scivolone sulle firme che costò – pari pari se non peggio- la caduta della Giunta Cota . Chiamparino di firma ferisce ma non perisce. 

La Consulta Giovani al Festival delle Scuole d'Arte

Festivaluno

L’iniziativa ha individuato come ospiti d’onore le Accademie di Belle Arti statali italiane e le cinque di tradizione storica. Ogni scuola porterà con sé un certo numero di lavori

 

Nei giorni dal 1 al 6 luglio gli spazi dell’Accademia Albertina di Torino  (in particolare la “Rotonda”, mirabile opera ottocentesca dell’architetto Talucchi, alla quale si ispira il logo del Festival) e delle altre sedi espositive, teatrali, congressuali saranno frequentati dagli ospiti giunti da tutto il mondo nonché dai cittadini e dai turisti. Si susseguiranno inaugurazioni di mostre, spettacoli, performance ma anche workshop, convegni, incontri. Le mostre allestite rimarranno poi visitabili fino al 26 luglio. Si tratta di una grande kermesse – il 1° Festival internazionale delle Scuole d’Arte e Design Fisad –  che offrirà un panorama unico e prezioso sullo stato dell’arte giovane e quindi sul suo futuro, in Italia e nel mondo. “Parteciperanno oltre 60 Accademie e Scuole d’Arte e di Design da tutto il mondo. Per la sua prima edizione, il Festival ha individuato come ospiti d’onore le Accademie di Belle Arti statali italiane e le cinque di tradizione storica. Ogni scuola porterà con sé un certo numero di lavori”, ha sottolineato Salvo Bitonti, direttore dell’Accademia Albertina. Il Consiglio regionale del Piemonte collaborerà all’evento tramite la Consulta dei giovani. “Verranno messi a disposizione i premi che la giuria internazionale assegnerà alle opere migliori”, ha annunciato il vicepresidente dell’Assemblea Nino Boeti, intervenuto alla presentazione del Festival, lunedì 29 giugno presso  la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. L’Accademia Albertina, come ha voluto sottolineare il suo presidente Fiorenzo Alfieri, ha accettato la sfida per non perdere l’appuntamento con due momenti speciali: l’Expo di Milano e l’evento Torino Capitale Europea dello Sport.

 

Alla presentazione sono intervenuti il sindaco di Torino Piero Fassino, e l’assessore comunale allo Sport Stefano Gallo. Nei vari interventi si è sottolineata l’importanza del 2015 per Torino e il Piemonte: sono stati inaugurati il nuovo Museo Egizio (che offre il migliore allestimento al mondo in materia) e la nuova Galleria Sabauda (che contiene, tra l’altro, una delle maggiori collezioni di arte fiamminga d’Europa). È l’anno dell’ Ostensione della Sindone, in occasione del Bicentenario della nascita di Don Bosco, e della prima visita pastorale di Papa Francesco nella Regione da cui proviene la sua famiglia. Inoltre il 2015 è l’anno di Torino Capitale Europea dello Sport, un evento che sta offrendo un numero di occasioni non solo di assistere a spettacoli sportivi di importanza internazionale, ma anche di praticare tutti gli sport più formativi e divertenti per il grande pubblico, di sperimentare i molteplici rapporti tra lo sport, l’arte e la cultura, di riflettere sugli aspetti filosofici e scientifici del fenomeno sportivo.Sono stati proprio i riferimenti all’Expo e allo Sport che hanno portato a scegliere come tema per il Festival “Il senso del corpo”. “Inutile sottolineare che il corpo umano è da sempre al centro della formazione e della produzione artistica dell’uomo così come lo è della pratica sportiva” ha concluso Boeti.

 

mbocchio – www.cr.piemonte.it