redazione il torinese

IL TAR SPAZZA VIA OGNI OMBRA SUL CHIAMPA: LE ELEZIONI NON S'HANNO DA (RI)FARE

E se dall’inchiesta penale sulle firme tarocche dovessero uscire elementi imbarazzanti, nessun problema per il governatore: se la vedrà il Pd

CHIAMPA 222Altro che ombre, quelle che -se mai si fossero manifestate- avrebbero portato alle dimissioni del governatore. Il Tar le  ha spazzate via: le elezioni in Piemonte non s’hanno da (ri)fare. Il presidente ha vinto con un margine così elevato, che nulla potrà farlo decadere.

Certo, resta qualche problemino a carattere giudiziario che riguarda la lista provinciale ” Torino Pd Chiamparino”, ma il tribunale regionale esclude che si possa arrivare “all’annullamento dell’intera competizione elettorale”. I giudici amministrativi lo spiegano chiaramente nelle motivazioni della sentenza sul ricorso contro il presidente della Regione. Secondo il Tar il solo effetto potrebbe essere, al massimo, l’annullamento del verbale di ammissione e degli eletti della lista. In questo senso si deve aspettare l’esito del procedimento civile da attivare con querela di falso. Ma il tutto è rinviato a ottobre. Ora il Chiampa farà pulizia all’interno del suo partito? E se dall’inchiesta penale sulle firme tarocche dovessero emergere aspetti imbarazzanti, poco male. Il presidente non c’entra. Se la veda il Pd.

L'arte di imbandire la tavola

madama tavola 

Un affascinante viaggio nei secoli tra le tavole imbandite nella Sala del Senato

 

 Il tema della tavola imbandita attraverso i secoli rappresenta il fil rouge della mostra ospitata dal 24 giugno al 18 ottobre prossimo nelle Sala del Senato di Palazzo Madama, a Torino. L’esposizione vuole rappresentare un viaggio nel tempo alla scoperta della convivialità,  dei riti sociali e dei piccoli e grandi momenti della vita quotidiana. Seguendo le parole della celebre scrittrice inglese Virginia Woolf, secondo cui “Un buon pranzo giova molto alla conversazione. Non si può pensare bene, né amare bene, se non si è pranzato bene”, la mostra dal titolo “Time table” consente al visitatore di viaggiare attraverso le tradizioni delle tavole dai tempi di re Artù fino a oggi. Evoca, a partire dal gioco di parole del titolo, tempo e spazio della condivisione, che, nelle società occidentali, sono rappresentati dalla tavola imbandita. Il percorso, ricco di spunti particolari, si articola in sei tavoli principali, disposti radialmente intorno a un nucleo centrale, proprio come le lancette di un orologio, che scandisce il tempo della memoria e della storia. Su ogni tavolo sono disposti gli oggetto ideati e creati in ogni tempo da artisti e artigiani per accompagnare la quotidianità nei riti conviviali,  dalle umili ciotole graffite del Quattrocento alle sofisticate allegorie dipinte della maiolica rinascimentale, fino a approdare al trionfo della porcellana e al colorato design della tavola borghese del Novecento.

 

Sono presenti in totale 180 opere, per lo più appartenenti alle collezioni permanenti di arte decorativa di Palazzo Madama, tra cui piatti, tazze, zuppiera,  fiasche e  bottiglie, ma anche gallerie di manufatti meno noti, come i rinfrescatoi e il vasellame “a sorpresa”, o quelli destinati alla sacra mensa, in cui si celebrava il rito della rigenerazione dell’anima.  Accanto alle stoviglie, sui tavolini cosiddetti di servizio, altre opere evocano aspetti della quotidianità di ogni tempo, momenti diversi da quelli strettamente legati al cibo, quali strumenti musicali, giochi di società,  abiti, elementi di arredo. Sempre presente un orologio che scandisce il flusso del tempo.L’allestimento è stato progettato da Roberto Piana con Studio2Fashion e i tavoli scelti, gli Air Table,  sono di un’innovativa azienda di arredamento, Lago, in cui il concetto di tavolo è ripensato invertendo l’ordine dei fattori e dando vita a un nuovo tipo di leggerezza.

 

Palazzo Madama, Piazza Castello, Tel.  0114433501.

Mara Martellotta

Grave incidente in Lungo Po Diaz

La Polizia Municipale prosegue le indagini

polizia municipale1Un motociclista di 35 anni positivo all’alcol test con dei valori che superavano 4 volte il limite, è finito in prognosi riservata al Cto per un incidente in Lungo Po Diaz. La dinamica è ancora tutta da chiarire, ma da i primi accertamenti risulta che il motociclista sia rimasto incastrato fra due auto mentre cercava di superare la coda. Un doblò ha speronato il centauro mentre tentava la manovra di sorpasso. Al conducente dell’auto, nonostante non abbia superato la linea di mezzaria, è stato sequestrato il veicolo dalla polizia municipale per le indagini.

EMERGENZA CALDO, ANZIANI A RISCHIO: BOLLINO ROSSO ANCHE A TORINO E IN PIEMONTE

Il Comune ha attivato un numero di emergenza attivo 24 ore su 24 per richieste di aiuto

caldo toretIl caldo record fa strage di anziani. Solo nel mese di luglio si sono registrati 140 decessi in Piemonte. La meteorologa dell’Arpa Piemonte avverte: “Non possiamo ancora sapere come sarà agosto, ma la tendenza è che continuerà inesorabilmente l’aumento delle temperature”. Bollino rosso in città dunque, con un caldo record che spaventa per la sua continuità e per la persistenza anche nelle ore notturne. Gli accessi al pronto soccorso si sono moltiplicati e per domenica la Protezione Civile terrà aperti ventitrè centri climatizzati della  città se l’Arpa segnalerà ancora bollino rosso. Un sostegno per gli anziani arriva dal Comune che per racogliere eventuali richieste di aiuto e fornire informazioni utili per affrontare l’ondata di caldo record ha attivato un servizio telefonico 24 ore su 24, il numero è 011/8123131. Alcune associazioni di volontariato,con un contributo della Compagnia di San Paolo, offrono anche assistenza domiciliare a chi ne avesse necessità.

Padiglione Tibet: Spiritualità e Arte come cibo per la mente e per l’anima

L’evento a Santa Marta Congressi – SpazioPorto – Venezia. Dedicato alle vittime del recente terremoto che ha devastato il Nepal, il Tibet, il Bangladesh e l’India. Partecipa il torinese Dino Aloi

 

 

aloi tibet 2Si rinnova l’appuntamento veneziano con Padiglione Tibet. La rassegna, con il patrocinio del Comune di Venezia, parallela alla 56. Biennale di Venezia e quest’anno in concomitanza anche con EXPO Milano 2015, è stata inaugurata il 9 maggio 2015 e proseguirà fino al 2 agosto 2015 presso la suggestiva Chiesa di Santa Marta.

 

  • Tibet: una nazione che evoca da sempre un sentimento religioso, mistico, di pace, una vitale “centralina” spirituale per tutti gli esseri umani.
  • Padiglione Tibet, un’idea che nella propria semplicità racchiude una forte carica emozionale, è un sogno che ha lasciato il segno ponendosi l’obiettivo di far incontrare la sensibilità della cultura contemporanea occidentale con quella tibetana.
  • Ambasciata Tibetana con rilascio del relativo Passaporto
  • Anno del Dalai Lama. Sua Santità Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet, il 6 luglio 2015 (20° giorno, del 5° mese dell’anno tibetano 2142) compirà 80 anni. Oggi il Dalai Lama non è soltanto la massima autorità del popolo tibetano, ma anche un punto di riferimento fondamentale per decine di milioni di persone in tutto il mondo. Il Comitato Padiglione Tibet, la Fondazione  per  la Preservazione  della  Tradizione Mahayana (FPMT) e il Progetto L’Eredità del Tibet, come atto di affettuoso e sentito omaggio all’opera di questo altissimo testimone del nostro tempo, tra l’altro insignito nel 1989 del Premio Nobel per la Pace, hanno deciso di dedicare al Dalai Lama il prossimo anno tibetano (2142,  “Anno della Pecora di Legno” che è iniziato il 19 febbraio 2015 e terminerà l’8 febbraio 2016), organizzando all’interno dell’Anno del Dalai Lama eventi artistici, insegnamenti spirituali e conferenze.

aloi 1Padiglione Tibet vuole evidenziare il connubio tra Arte Sacra Tibetana ed Arte Contemporanea Occidentale e recentemente è stato invitato come progetto speciale alla Biennale del Fin del Mundo, a cura di Massimo Scaringella, in Argentina. Le numerose esperienze degli anni scorsi hanno visto coinvolti importanti artisti contemporanei, che si sono espressi attraverso le Khata, le tipiche sciarpe bianche che i monaci offrono in segno di solidarietà e amicizia o si sono misurati con l’arte della composizione dei Mandala dei monaci tibetani e le Ruote della preghiera che accompagnano nella preghiera i buddisti tibetani. Questa edizione (la terza a Venezia) è all’insegna dell’ombrello, proprio del nostro fedele protettore dalla pioggia che, suo malgrado, è stato protagonista della rivolta degli studenti di Hong Kong verso il governo centrale di Pechino. L’ombrello emblema di protezione e di protesta – due lati della stessa medaglia – è divenuto contenitore e supporto degli interventi artistici e di video arte che hanno reso possibile una grande installazione corale con opere dedicate al Tibet, alla sua spiritualità, ai suoi simboli ed alla sua marcia verso la libertà.

 

La libertà è come un’opera d’arte… va creata, plasmata, modellata.

 

Gli artisti invitati hanno creato i loro interventi su una stessa base costituita appunto dall’ombrello, dalla sua stoffa, dalla sua stessa struttura, realizzando ombrellipoemi, ombrelliopere che, come un grande ed unico ombrello cerimoniale, uno degli otto simboli di buon auspicio presenti nello stupa (simbolo della natura della mente), secondo il grande veicolo (Mahayana) della compassione e della saggezza illimitati, rappresenterà il superamento di ogni sofferenza. Purtroppo il governo cinese considera il Tibet una nazione di morti… morta deve essere la sua lingua, morta deve essere la sua cultura, morta deve essere la sua arte. I Tibetani devono essere annichiliti dalla violenza. Padiglione Tibet è sempre stato e sempre sarà un progetto puramente artistico, nato per dare dignità a questo popolo martoriato; ma non può esimersi dal dimostrare, ancora una volta in modo fermo e deciso, il proprio sdegno davanti al disinteresse di tutti verso questo grave problema.

 

Problema affrontato anche dalla mostra “Tibet… c’è poco da ridere” un’idea che ho proposto anni fa a Dino Aloi, grande frequentatore di… artistici Buduar (almanacco dell’arte leggera, mensile satirico online da lui diretto) e dalla dirompente ironia che, coinvolgendo con cura ed intelligenza artisti italiani e francesi, nella sua presentazione si chiede: Ma come è possibile scherzare sul Tibet, la nazione che non c’è ma che dovrebbe esserci in quanto esiste? E poi con tutto quello che succede? Già, perchè è proprio tutto quello che succede di cui spesso non siamo informati, o perlomeno malamente informati, che vorremmo portare alla luce con questa esposizione, partendo, per l’appunto, dal disegno umoristico, dalla satira e dalla caricatura, che sono elementi fondanti della democrazia […]

 

Padiglione Tibet come progetto artistico accomuna molteplici “anime”: artistica, spirituale, culturale e durante il periodo espositivo altre due iniziative ne accompagnano il percorso: la mostra fotografica di Giampietro Mattolin “Amdo – il paese del XIV Dalai Lama” presentata da Piero Verni che così la descrive: “Situata nella parte nord orientale del Paese delle Nevi, la regione dell’Amdo è uno dei luoghi più affascinanti, superbi e significativi dell’intero Tibet. Alcune delle principali figure religiose della civiltà tibetana sono nate lungo questi sconfinati orizzonti: Lama aloi tibet 3Tzongkhapa il grande riformatore del 14° secolo padre della scuola Gelug, il 10° Panchen Lama e l’attuale XIV Dalai Lama, originario del villaggio di Takster.” e l’esposizione costituita da un approfondimento grafico del grande disegnatore Giuseppe Coco sulla figura di Milarepa (1040 – 1123) il più famoso ed amato degli yogin tibetani ed uno dei più grandi maestri spirituali di tutti i tempi. Scrive Chiara Gatti che presenta la mostra Coco & Milarepa – I colori dello spirito: “In questa occasione […] si propone un ciclo di opere concentrate su un tema più intimo, caro al lato spirituale della sua personalità riservata. Si tratta delle tavole dedicate alla figura di Milarepa, icona della scuola Kagyu del Buddhismo tibetano. Una figura intensa e magica che Coco indagò, fra la fine degli anni Ottanta e il Duemila, sperimentando colori lisergici e forme potenti, specchio di una riflessione esistenziale segnata da grande energia e, insieme, grande sofferenza.[…] Un viaggio catartico ed escatologico che scuote la coscienza.”

 

Quest’anno il programma di Padiglione Tibet si arricchisce anche, il giorno dell’inaugurazione sabato 9 maggio, della presenza di Ghese Lobsang Tenkyong (nato nel Tibet orientale. Ha studiato nel monastero di Sera, ottenendo il grado di Geshe Lharampa, il più alto titolo di studi conseguibile all’interno della tradizione gelug-pa) e di Stefano Antichi, direttore del Foundation for the Preservation of the Mahayana Tradition (FPMT) di Genova.

 

 

 

Artisti PADIGLIONE TIBET

Piergiorgio Baroldi, BAU, Carla Bertola – Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi, Rosaspina B. Canosburi, Silvia Capiluppi, Pino Chimenti, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma – Gennaro Ippolito, Giglio Frigerio – Fabrizio Martinelli, Ivana Geviti, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Oronzo Liuzzi – Rossana Bucci, Silvia Mariani – Christine Davis, Gianni Marussi – Alessandra Finzi, Fernando Montà, Lorenza Morandotti – Francesco Maglia snc, Clara Paci, Lucia Paese, Claudio Pantana, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Tiziana Priori – Simonetta Chierici, Roberto Scala – Bruno Cassaglia, Anna Seccia, Lucia Spagnuolo, Roberto Testori, Micaela Tornaghi.

 

Video arte

Francesca Lolli, Marco Rizzo.

Testi di

Giosuè Allegrini, Dino Aloi, Stefano Antichi, Elisabetta Bacci, Lara Caccia, Claudio Cardelli, Mauro Carrera, Giulia Fresca, Chiara Gatti, Alexander Larrarte, Ruggero Maggi, Cristina Romieri, Giuliana Schiavone, Claudio Tecchio, Trini Castelli, Piero Verni, Roberto Vidali.

 

Artisti della mostra Tibet… c’è poco da ridere a cura di Dino Aloi

Dino Aloi, Gianni Audisio, Pierre Ballouhey, Gianni Chiostri, Lido Chiostri, Milko Dalla Battista, Marco De Angelis, Guido Giordano, Ruggero Maggi, Claudio Mellana, Danilo Paparelli, Alessandro Prevosto, Robert Rousso, Fabio Sironi, Carlo Squillante.

 

 

entrata libera – orari: martedì – domenica 11.00/19.00 – chiusura: lunedì

MADRE E FIGLIA MORTE INSIEME IN CASA

I carabinieri hanno riscontrato una situazione di profondo degrado

carabinieri autoSono state ritrovate dai carabinieri di Piossasco in via Torino 43 madre e figlia decedute nell’appartamento nel quale vivevano. Le due donne, seguite anche dai servizi sociali, non erano più stare viste uscire dall’appartamento e i vicini hanno lanciato l’allarme. I carabinieri sono entrati in casa forzando le finestre del primo piano e hanno potuto solo constatare il decesso delle donne e il degrado nel quale vivevano. Non si sono riscontrati segni di violenza e le prime ipotesi fanno pensare ad un’intossicazione.

Cade albero ai giardini Cavour

Nessun ferito, ma tanta paura
alberi verdiAutomobili e pedoni solo sfiorati, ma si è tirato il fiato intorno alle 12 di ieri mattina in piazza Cavour, quando all’improvviso una gleditsia si è abbattuta in strada improvvisamente . Fortunatamente non ci sono stati feriti e nemmeno danni a beni di valore come le auto parcheggiate lì accanto . Un tecnico del comune ha ipotizzato che il pericolosissimo episodio possa essere stato causato da caldo e siccità. È stata chiusa al traffico la strada all’angolo con via Fratelli Calandra per permettere le operazioni di sgombero, intanto ci auguriamo che rimanga un episodio isolato.

Autunno caldo in vista tra migranti e firme false, Salvini annuncia battaglia: "Vinceremo in Piemonte"

Il tema immigrazione e la vicenda del Tar in Regione fanno pensare ad una ripresa politica incandescente dopo l’estate

salvini giavenoTutto pronto a Settimo Torinese per accogliere i nuovi migranti fanno sapere. E’ stata infatti allestita la nuova tendopoli utilizzando i materiali di Protezione Civile regionale e del Capi (Centro di Assistenza di Pronto Intervento) del Ministero dell’Interno. Fino al prossimo ottobre dunque i migranti che transiteranno in Piemonte potranno essere ospitati per 10-15 giorni nella nuova tendopoli alle porte delle città. Questa nuova struttura consente di accogliere 150 persone in più rispetto al numero consueto del centro Sprar “Teobaldo Fenoglio” gestito dalla Croce Rossa Italiana alle porte di Torino. Dunque migranti a tutti i costi.Allo stato dei fatti, pare evidente che quando gli amministratori nazionali, regionali e cittadini, nessuno escluso, intendono trovare delle soluzioni appropriate in caso di emergenza e necessità, sono in grado di farlo. La speranza è sempre che prima o poi, si ricordino anche degli italiani in difficoltà. E a proposito di governatori regionali, ecco il commento di Matteo Salvini alla manifestazione della Lega di giovedì 16 luglio a Torino davanti al Tar contro la sentenza sui ricorsi elettorali: ” Al di là dei fallimenti della giunta Chiamparino, che non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte e che deve andare a casa il prima possibile, ci sono state delle persone che hanno falsificato delle firme. In qualunque sede possibile useremo tutte le armi che la democrazia ci consente”. “Vincere in Piemonte sarà difficile, ma lo faremo”.

 

 Clelia Ventimiglia

                                                                                                                                                                         

La scuola di Renzi è buona ma non per tutti: la Regione approva, i precari mugugnano

Pentenero: “La nostra è una buona scuola, fatta di tante piccole e grandi buone pratiche che dovrebbero essere inserite in un sistema coordinato capace di far dialogare l’intero mondo scolastico”

 

studenti corteoL’assessore regionale all’Istruzione, Gianna Pentenero, è ovviamente una convinta sostenitrice della Buona Scuola targata Matteo Renzi: “si deve apprezzare che, dopo anni di tagli – commenta  – si vogliano investire nuove risorse importanti, ad esempio per quanto riguarda l’edilizia scolastica. Bene anche il piano di assunzioni, anche se coinvolge però solo alcuni insegnanti precari. Ma non è che l’inizio. Alcune istanze provenienti dal mondo della scuola sono state ascoltate dal Governo, ma dispiace che un cambiamento così profondo del nostro sistema scolastico nasca con un deficit di discussione tra il mondo della politica e tutti gli altri attori coinvolti nella riforma, dagli insegnanti al personale amministrativo, passando per gli studenti. La nostra è una buona scuola, fatta di tante piccole e grandi buone pratiche che dovrebbero essere inserite in un sistema coordinato capace di far dialogare l’intero mondo scolastico”.

 

Nel frattempo Il deputato Pd e membro della VII commissione cultura e istruzione,Umberto D’Ottavio, comunica che, grazie alla legge di riforma della scuola, il Piemonte avrà 3660 insegnanti in più: 1250 per la primaria, 488 per la secondaria di I grado, 1506 per quella di II grado, 416 per il sostegno. “Ogni istituzione scolastica piemontese – dice – oltre agli insegnanti dell’organico di diritto, si vedrà assegnati una media di 6 insegnanti in più per presi dalle graduatorie ad esaurimento e dagli idonei del concorso 2012”.

 

Ma il clima non pare così idilliaco per tutti. Nei giorni scorsi il Movimento Docenti Precari “III Fascia” ha  inviato una lettera aperta al Presidente Sergio Mattarella,  contestando la riforma del governo che, sostengono, “creerà disastrose conseguenze”. “La cancellazione della graduatoria di terza fascia d’istituto – si legge nella missiva –  annulla in un solo colpo i sacrifici di precari che tanto hanno dato alla scuola, e nega per sempre a chi si accingeva all’insegnamento la possibilità di carriera. Tra l’altro, il concorso appare una modalità assai discutibile per selezionare professionisti di “materiale umano”, così come il fatto di essere riusciti a conseguire un’abilitazione su carta non dimostra in alcun modo la capacità reale di saper insegnare”. E ancora: “La dimensione esclusiva de “la buona scuola” di Renzi legittima la perdita di migliaia di posti di lavoro e spazza via il ruolo dell’istituzione scolastica quale garante della civiltà e della coscienza civica, priva in ogni modo il cittadino di un servizio “ super partes” che andrebbe invece così ad asservire alla logica di eventuali partitocrazie e clientelismi e limita il diritto ad un‘istruzione libera da condizionamenti ideologici e politici”. MATURITA STUDENTESSA

 

E’ sempre l’assessore Pentenero, invece, a sostenere che la possibilità di trovare posti di lavoro qualificati sta per aumentare in Piemonte grazie a quattro nuovi Its, Istituti Tecnici Superiori, che apriranno dal prossimo autunno, merito di una delibera approvata dalla Giunta Chiamparino,  La Regione comunica che le attività ritenute conformi agli indirizzi nazionali saranno finanziate grazie a oltre tre milioni del fondo Fse 2014-2020 e 770 mila euro provenienti dal Ministero dell’Istruzione. I corsi, con frequenza obbligatoria, hanno una durata di due anni. Sono articolati in quattro semestri, per 1.800 ore di frequenza complessive, di cui 540 ore dedicate a tirocini obbligatori in aziende, anche estere. “Dal prossimo autunno – rimarca Pentenero – l’offerta formativa regionale sarà ancora più competitiva grazie alla nascita di quattro nuove Fondazioni che offriranno l’opportunità a tanti giovani di ottenere un diploma di specializzazione tecnica superiore valido su tutto il territorio nazionale. L’intento non solo è quello di migliorare l’aderenza al mercato del lavoro dei sistemi di formazione, ma soprattutto quello di rispondere in modo concreto alla domanda delle imprese di avere personale preparato in aree giudicate strategiche per l’economia”. L’ inizio della scuola per l’anno 2015-2016 è intanto fissato il 14 settembre. Chiusura il 9 giugno.

Se la Rete è Robotica il futuro è più vicino

galileo ferrarisSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Un’altra eccellenza Italiana. Una sede nazionale nella nostra città. Fortunatamente il professore, partendo da Cinquefondi,  è rimasto a lavorare in Italia

 

 

Il professor Enzo Marvaso è soprattutto un amico. Lo vado a trovare al Galileo Ferraris, sede nazionale di Rete Robotica Italia. Un bidello che si accapiglia con gli studenti mi indica la strada: troverà sopra uno che le dice dov’è. E nel mentre lancia epiteti non riproducibili, a chi al fondo del corridoio non lo considera. Già, Enzo è proprio un amico, conosciuto 10 anni fa nelle “segrete stanze” della segreteria dell’Assessore alla Cultura regionale Gianni Oliva, con un chiodo fisso: inventare qualcosa di nuovo. Ama terminare interventi o commenti sul suo lavoro scrivendo, e tutto questo partendo da Cinquefondi, paese della provincia di Reggio Calabria.   Oggi lo copio partendo da quella frase sicuramente emblematica della strada da lui percorsa, e dalla fierezza dei suoi natali. Classe 1952, da 30 anni professore. Dopo un’esperienza da funzionario legislativo nel gruppo del PCI. 

 

Prof, da quando esiste Rete Robotica Italia? L’idea come e da chi è nata? 

“Nel 2009, conversando con l’ingegnere Arturo Barocelli, funzionario Comau, sicuramente genio nel suo settore, capo progettista. Obbiettivomarvaso dichiarato: avvicinare il mondo della scuola ed il mondo del lavoro. Capire gli studenti più promettenti ed avvicinarli alla progettazione di robot multi funzionali. Il primo atto la determinazione e realizzazione del Protocollo d’Intesa tra Miur, Regione Piemonte e Provincia di Torino. Secondo atto, trovare le risorse necessarie per realizzare celle robotiche nelle scuole professionali e tecniche. Terzo atto esportare in altre regioni l’esperienza del Piemonte anche attraverso le camere di Commercio Piemontesi, indispensabili per fondi ed azione di promozione. Sono diventato un piccolo globe trotter . Risultato ad oggi per quanto riguarda le celle robotiche costruite: 9 in Piemonte, 3 Veneto, 1 Lazio, 1 Marche, 2 Campania e 2 Sicilia”.

 

Tutto qui? ( domanda, visto che un po’ lo conosco, simpaticamente provocatoria) 

“Assolutamente no! Collaboriamo con Nasa, Lesa, Agenzia Spaziale Italiana, Politecnico di Torino. Con il Ministero Della Difesa e Scuola Futuro Cosmonauta Village Day. Nel nuovo anno scolastico 15 studenti italiani faranno uno stage alla Scuola  da Cosmonauta “Gagarin” di Mosca, la migliore del Mondo. In via sperimentale attueremo il metodo tedesco Dual: 2 giorni giorni di scuola e 4 di lavoro. Aiutati dalla Italo tedesca Bosch”. 

 

Di cosa vai più fiero? 

“Sicuramente i premi che le scuole, dunque i ragazzi, hanno vinto. Quattro anni fa l’Avogadro primo ad un simposio internazionale organizzato anche dalla Nasa. Il secondo posto al Pinifarina di Moncalieri. E il Brocchi di Bassano del Grappa”.

 

“Bene – mi dice – può bastare?” Per ora si. Questa volta tocca a me la risposta. Eh, caro Enzo Marvaso….non finisce sicuramente qui. Sicuramente il nostro giornale continuerà, interessatissimo, ad informarsi e informare su questa bella esperienza. Ci salutiamo. Uscendo penso. Un’altra eccellenza Italiana. Una sede nazionale nella nostra città. Il tutto rende accettabili le urla del bidello che sa di non “essere in una scuola inglese”. Fortunatamente il professore, partendo da Cinquefondi,  è rimasto a lavorare in Italia.