redazione il torinese

A Teatro “un po' per rije e’po’ per …”

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Il secondo appuntamento è previsto il 10 ottobre con Sorpreise al bal mascrà del Gruppo Teatro Alfatre di Collegno

 

Con la messa in scena di Furb come Garibola, sabato, a cura della Compagnia teatrale Ernesto Ollino di Borgata Parella di Torino è partita la nona rassegna di teatro in piemontese a Carmagnola. “unpò per rije e’po’ per …” è il titolo del denominatore comune della serie di spettacoli organizzati dal Comune in collaborazione con il Gruppo Teatro Carmagnola, che verranno rappresentati tutti al Teatro Elios. Il secondo appuntamento è previsto il 10 ottobre con Sorpreise al bal mascrà del Gruppo Teatro Alfatre di Collegno, cui seguiranno El diao e l’eva santa con l’Associazione Teatrale La Bertavela di La Loggia (24 ottobre), Don Fedele Bertone quanti guai la processione con la Compagnia Teatrale “Volti Anonimi” di Torino (7 novembre), El Gat ant ‘L Sac della compagnia teatrale I fanfare di Trana  (21 novembre) per chiudere il 5 dicembre con L’obergi ed “La lun-a per travers” ed monsù Beldeuit DEL Gruppo Teatro Carmagnola. Il presso di ingresso di ogni singolo spettacolo è dsi 8 euro, ridotto a 6 per ragazzi sino a 17 anni ed ultra65enni.

 

Massimo Iaretti

 

Maxi furto da 5 milioni, svuotata cassaforte di ricca ereditiera

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I malviventi si sono mossi indisturbati perché la padrona di casa era fuori Torino

 

In pieno centro, in via Giolitti,  maxi-furto da cinque milioni di euro, tra gioielli e antiquariato, è stato compiuto nel fine settimana. I malviventi si sono mossi indisturbati perché la padrona di casa, una 62enne ereditiera di industriali, era fuori Torino. Hanno smurato la cassaforte, che era nascosta dietro una doppia parete, e poi sono spariti nel nulla. La polizia, a cui la vittima si è rivolta non appena accortasi del furto, sta svolgendo le indagini.

 

(Foto: il Torinese)
   

"Tesoro" di 300 mila euro e preziosi nella casa del gioielliere ucciso

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Sull’omicidio proseguono le indagini degli inquirenti, secondo cui la vittima era un soggetto “socialmente pericoloso”

 

Teneva in casa contanti per circa 300 mila euro e gioielli per centinaia di migliaia di euro. Denaro e preziosi sono stati sequestrati dai carabinieri di Cuneo. Si trovavano  nella disponibilità della famiglia  di Patrizio Piatti, il gioielliere ucciso lo scorso giugno nella sua abitazione di Monteu Roero, sulle colline delle Langhe. Il tragico fatto è sempre stato considerato come una rapina finita male. Forse si e’ trattato di un regolamento di conti? Ora sull’omicidio proseguono le indagini degli inquirenti, secondo cui la vittima era un soggetto “socialmente pericoloso”.

Caceres alticcio in Ferrari si schianta contro fermata bus: patente ritirata

Ferrari caceres

 L’incidente è avvenuto in corso Giambone

 

Nuovo incidente nella notte a Torino per il calciatore jiuventino Caceres che, intorno alle 24,  si è schiantato con la sua Ferrari rosso fuoco contro una fermata del bus. Non è rimasto ferito ma sottoposto all’alcoltest dalla polizia stradale, gli è stato riscontrato un tasso superiore ai limiti, sufficiente per ritirargli la patente di guida . L’incidente è avvenuto in corso Giambone dove la vettura, che procedeva in direzione del sottopasso, ha invaso la corsia opposta ed è finita contro alcune vetture in sosta e la fermata Gtt.

 

(Foto: www.webcalcio.net)

Arresti eccellenti, le Fiamme gialle all'Asl Torino 1 per le forniture informatiche

Nei guai anche due soci di una azienda di Genova che si era aggiudicata le commesse pubbliche

 

guardia_finanza_Nuovi arresti da parte della guardia di finanza, a Torino, nell’inchiesta sugli appalti per l’informatica della Asl Torino 1. Sono finiti ai domiciliari, con l’accusa di turbata libertà degli incanti e falso ideologico, un dirigente e un funzionario dell’azienda sanitaria, il legale rappresentante di una ditta di prodotti audio e due soci di una azienda di Genova che si era aggiudicata le commesse pubbliche. Nell’ambito della stessa inchiesta, lo scorso febbraio erano già state arrestate altre nove persone.

Dal carcere e sul carcere

Il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano ha sintetizzato il senso delle numerose iniziative 

 

CARCERE SBARRE“Se è possibile realizzare progetti e iniziative per documentare e promuovere realtà della società civile attente al mondo del carcere, è cosa buona e giusta realizzarle”. Con queste parole il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano ha sintetizzato il senso delle numerose iniziative dal carcere e sul carcere che si svolgeranno sul territorio piemontese nella settimana dal 29 settembre al 4 ottobre. Alla conferenza stampa – lunedì 28 settembre a Palazzo Lascaris – sono intervenuti Silvia Taravan dell’Università di strada del Gruppo Abele, Benedetta Perego dell’Associazione Antigone, Elena Saglietti del progetto “Vale la pena!”, Grazia Oggero del laboratorio teatrale Voci erranti e Gian Luca Boggia del charity shop Marte.

 

Il programma delle iniziative prevede, in particolare:

 

da martedì 29 a mercoledì 30 settembre e dal 14 al 15 ottobre alla Certosa 1515 di Avigliana (To), i seminari “Chi rompe paga. Chi rompe paga?” sulla funzione riparativa della pena, e “Tutti soffrono. Come aiutare a trasformare il dolore?”, sul dolore della vittima, del reo e della comunità e sulle diverse possibilità d’incontro, promossi dall’Università della strada e dal Gruppo Abele nell’ambito della rassegna “La violenza e i suoi linguaggi” (per informazioni e iscrizioni, e-mail u.comunicazione@gruppoabele.org );

 

da giovedì 1° a domenica 4 ottobre alla Castiglia di Saluzzo (Cn), l’annuale incontro formativo “Contro la tortura. Osservare. Prevenire”, promosso dall’Associazione Antigone (per informazioni e iscrizioni, e-mail segreteria@associazioneantigone.it );

 

da giovedì 1° a domenica 4 ottobre nella Casa di reclusione Morandi di Saluzzo (Cn), le repliche dello spettacolo teatrale “Viva Scespir!”, nell’ambito del laboratorio teatrale tenuto in carcere dall’associazione Voci erranti (per informazioni e prenotazioni, e-mail info@vocierranti.org );

domenica 4 ottobre in piazza Pertinace, ad Alba (Cn), la nuova edizione di “Vale la pena!”, il mercatino dei prodotti dal carcere e dai terreni confiscati alle mafie.

 

Continua, intanto, e si amplia l’attività del charity shop “Marte” di via delle Orfane 24/d, a Torino, che da circa un anno propone i prodotti realizzati dai detenuti nelle carceri piemontesi e nelle principali italiane per sostenere il lavoro in prigione.

 

www.cr.piemonte.it

Con Bach alla scoperta dei luoghi della memoria

L’iniziativa è stata realizzata grazie al sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione

 

bach“Unconventional Bach”, quattro appuntamenti musicali alla riscoperta di inconsueti luoghi di memoria, sulle note delle Suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach. Ecco le date:

 

giovedì 1 ottobre, ore 18,30 – Museo diffuso della Resistenza, corso Valdocco 4/a

 sabato 3 ottobre, ore 18,30 – Teatro di Torino, via Verdi 29

giovedì 8 ottobre, ore 18,30 – Sinagoga, piazzetta Primo Levi

sabato 10 ottobre, ore 18,30 – Rifugio Antiaereo di piazza Risorgimento, via Rosta angolo via Buronzo

 

L’iniziativa è stata realizzata grazie al sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione   e con la collaborazione di  Città di Torino, Comunità Ebraica di Torino,  RAI – CPTV Torino

Come Fca "umanizza" manager e quadri: l'ex Grande Fabbrica cambia filosofia di vita aziendale

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500x fiatfiat fcaQuando il giornalista Giampaolo Pansa racconta di  suo padre che chiamava la Fiat “la Feroce”, ci si può fare un’idea di come allora  fosse davvero il tempo di un universo diviso in due: padroni e operai, orari di lavoro pesanti e Valletta che metteva in riga i sindacati. Oggi viene invece accolto il messaggio solidale di papa Francesco

 

La Grande Fabbrica di una volta, con il cuore e la mente a Torino, aveva un approccio differente verso se stessa e il mondo circostante. Quando il giornalista Giampaolo Pansa racconta di suo padre che chiamava la Fiat “la Feroce”, ci si può fare un’idea di come allora  fosse davvero il tempo di un universo diviso in due: padroni e operai, orari di lavoro pesanti e Valletta che metteva in riga i sindacati.Oggi la crisi (che ha spalmato il gruppo automobilistico in tutto il globo) è certamente economica ma pure di valori. Il nuovo corso di Sergio Marchionne ha portato, va detto, eccellenti risultati: le vendite di auto sono al top nel mercato europeo. E, se da un lato, lo stile dell’ad è aziendalistico-manageriale, dall’altro le politiche di formazione dei quadri e dei manager del mondo Fca/Fiat, con la nuova gestione marchionniana hanno subito una svolta improntata all'”umanizzazione” .

 

In questa nuova ottica va inserito il social  team building “per aiutare gli altri.” Fca quest’anno ha  infatti puntato sulle  attività socialmente utili. E’ nata così la prima sperimentazione che si è conclusa in questi giorni. Nell’arco di 4 mesi sono stati coinvolti trecento dipendent tra quadri, manager e impiegati di Fca Group Purchasing, il settore acquisti: niente più gare di rafting o altri sport di pura competizione, come in passato: i dipendenti si sono dedicati a piantumare aiuole e pitturare pareti di scuole e centri accoglienza. Il progetto ha coinvolto la Fondazione Mirafiori e l’Associazione ‘Casa Nostra’, un  centro che accoglie a Torino madri con bambini in situazioni di difficoltà familiare e minori soli dove, grazie al progetto di social team building sono stati ritinteggiati diversi locali della struttura, dalla sala di rappresentanza ai salottini per gli incontri protetti. “Abbiamo fatto qualcosa di utile – dicono i responsabili dell’ social team building Fiat – lavorando insieme, imparando a fare gruppo. Tutti porteranno qualcosa di questa esperienza sia sul lavoro che nella vita”. Anche la Grande Fabbrica non è rimasta immune al messaggio di solidarietà di papa Francesco. in un mix di efficientismo e umanizzazione.

 

(Foto: il Torinese)

Comunità montane addio, arrivano le Unioni

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Rimangono solo 29 enti locali, dei 524 montani, che non hanno ancora deciso se convenzionarsi con una Unione esistente oppure  formarne una

 

La chiusura delle 22 Comunità montane in Piemonte, che sono in fase di liquidazione dal marzo 2014 non si arresta. Le prime tre – Valsesia, Valle del Cervo La Bursch e Valle Elvo, nel Biellese – dal 1° ottobre cesseranno di esistere, dopo il decreto della Regione. “Un passo importante, – secondo l’assessore regionale alla Montagna, Alberto Valmaggia – si stanno raccogliendo i frutti di un enorme lavoro realizzato con il vicepresidente Aldo Reschigna, che ha la delega agli enti locali. In questo primo anno abbiamo già realizzato oltre 100 incontri con presidenti ed amministratori di Unioni e Commissari per portare avanti questo iter”. La Giunta regionale, nella seduta del 28 settembre, ha sancito la nascita di altri 7 enti: l’Unione montana deI comuni del biellese orientale, l’Unione montana del Pinerolese, l’Unione montana delle Valli Chisone e Germanasca, l’Unione montana Suol d’Aleramo, l’Unione montana Langa Monferrato, l’Unione montana Colline e rive del Cervo e l’ Unione montana Prealpi Biellesi. Ad oggi sono 30 le Unioni montane che hanno ricevuto dalla Regione le funzioni delle 45 complessive  e che  saranno operative entro fine anno. Rimangono solo 29 enti locali, dei 524 montani, che non hanno ancora deciso se convenzionarsi con una Unione esistente oppure  formarne una.

QUANDO IL WEB PRIVA DELLA DIGNITÀ

bulli giovani

tetiPUNTI DI (S)VISTA /

di Tersilla Garella

 

Tutti pronti a decidere da che parte stare, ad individuare la vittima e il carnefice, a stabilire chi sia il buono e chi il cattivo. Senza pronunciare in tutto ciò una parola contro la giustizia italiana. Sì, la giustizia italiana. Così lenta e talvolta così inefficiente che, mentre si aspetta che faccia il suo corso ed emetta una sentenza, qualcuno fa in tempo a togliersi la vita

 

Un vero e proprio clamore mediatico si è sollevato la scorsa settimana a favore di Andrea Natali, il 26enne che si è tolto la vita in un piccolo centro in provincia di Vercelli. Da quanto si è potuto apprendere, Andrea era un ragazzo chiuso e riservato che lavorava in una carrozzeria del posto. Succede poi che abbia iniziato a subire pesanti scherzi da parte dei suoi colleghi e sia iniziato per lui un vero e proprio calvario culminante in una profonda depressione. Succede che Andrea abbia deciso di affidarsi alla tutela di assistenti sociali, che l’hanno spinto a denunciare quelle derisioni umilianti e lesive della persona, documentate su Internet con foto e video. Succede che il ragazzo si sia recato alla polizia postale di Biella, ma che nulla di eclatante e decisivo sia stato fatto. Succede da ultimo che Andrea la scorsa settimana si sia tolto la vita impiccandosi nella propria abitazione, dopo aver trascorso un anno barricato in casa. Il web allora impazza. Si scaglia contro i colleghi del ragazzo, additati come i soli responsabili di questa tragedia.

 

Li chiama bulli e si erge a difesa di Andrea, definito una vittima del bullismo più accanito. Un’altra fetta consistente di utenti al contrario sostiene che sia necessario imparare a difendersi e a stare al mondo. Alcuni, infine, che si augurano che i responsabili scontino la pena non tanto risarcendo i genitori del ragazzo, quanto rimanendo impigliati in una fitta trama di insulti da parte della comunità online. Tutti pronti insomma a decidere da che parte stare, ad individuare la vittima e il carnefice, a stabilire chi sia il buono e chi il cattivo. Senza pronunciare in tutto ciò una parola contro la giustizia italiana. Sì, la giustizia italiana. Così lenta e talvolta così inefficiente che, mentre si aspetta che faccia il suo corso ed emetta una sentenza, qualcuno fa in tempo a togliersi la vita. E il bullismo, questa parola di cui tutti ci siamo riempiti la bocca, esiste da sempre ed è una realtà con cui ogni generazione si è trovata a fare i conti. Quattro teppistelli che scelgono il soggetto debole del gruppo. Chi non si ricorda di esserne stato vittima ai propri tempi? Con la differenza che all’epoca il tutto restava confinato tra le quattro mura della scuola e al massimo nel cortile. Ora invece questi atti vengono ripresi e circolano liberamente sul web, dove si assiste ad una gara per apparire i più spacconi del giro.

 

E così finisce che quelle che sarebbero dovute essere burle sfocino in tragedie. Perché Internet è uno strumento potentissimo, di cui ognuno di noi si serve nella vita quotidiana. Ma allo stesso tempo così influente da permettere che questi atti di vandalismo facciano il giro della rete, degradando l’individuo e privandolo della dignità. Distruggendolo psicologicamente. Senza, peraltro, che egli possa contare su istituzioni pronte a salvaguardare e a garantire i suoi diritti. Che questa tragedia ci serva da monito e ci insegni qualcosa. Sentitevi responsabili, quando ve la prendete con una persona più debole e fragile solo perché sapete che non reagirà. Sentitevi responsabili anche voi, genitori, quando non avete voglia di badare ai vostri figli, perché magari siete stanchi dopo una lunga giornata, e li parcheggiate sul divano con pc o Ipad. E si senta responsabile la giustizia, per non essere stata in grado di tutelare una giovane vita che si è spenta a soli ventisei anni.