Nuova sede in Corso Matteotti 11. Una nuova opportunità per i giovani
Mercoledì 2 Dicembre 2015, alle ore 10.00, si svolgerà l’inaugurazione della nuova sede dell’Università degli Studi Giustino Fortunato in Corso Matteotti, 11 a Torino. Interverranno il Presidente del Consiglio di Amministrazione Dott. Giovanni Locatelli e il Direttore Amministrativo Dott. Silvio Colombo. Saranno, inoltre, presenti all’incontro Enzo Lavolta, Assessore Politiche per lo Sviluppo, Innovazione, Ambiente e Verde della Città di Torino e Daniele Valle, Presidente VI Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte.
L’Università degli Studi “Giustino Fortunato” – Telematica, nata da un’iniziativa dell’Associazione EFIRO è stata istituita con il D.M. 13 aprile 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6 maggio 2006 ha sede in Benevento in un Campus immerso nel verde ed eroga i seguenti Corsi di Studio:
Anno Accademico 2015/2016
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Laurea Triennale in Scienze e Tecnologie del Trasporto Aereo – classe L/28; Curriculum Piloti; Curriculum Controllori di Volo;
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Laurea Magistrale in Economia Aziendale – classe LM/77; Curriculum Economia e Management aeronautico; Curriculum Economia e Management d’impresa;
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Laurea Triennale in Operatore Giuridico d’Impresa – classe L/14; Curriculum Giurista d’Impresa, del lavoro e delle pubbliche amministrazioni; Curriculum Economia e Gestione d’Azienda; Curriculum Management del turismo e dello sport;
- Laurea Magistrale in Giurisprudenza a ciclo Unico – classe LMG/01;
www.unifortunato.eu






impossibili che partendo dal sogno rischiano di diventare una realtà oltre i sogni. Ha “aperto le danze” alle Vetrerie di corso Regina 27. Originale formula iniziale. Tutti invitati a portare cibarie e “abbeveraggi”. Palesemente in contrasto con altri raggruppamenti politici che realizzano cene elettorali che prevedono personali contributi da mille euro in su. Anche con pochi soldi si possono fare iniziative politiche. Molta gente.
I sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno evidenziato l’epicentro tra Saluzzo e Savigliano


pervenute quel giorno, ma fossero pure state scattate in un altro il concetto non cambia) alla bell’e meglio nella cassetta dei recapiti della Compagnia di San Paolo, la massima fondazione bancaria italiana: se è vero che un’immagine vale più di mille parole, questa ne vale mille e una. Denuncia plasticamente le inadeguatezze, i tic mentali, il provincialismo della classe dirigente italiana, e di quella torinese in particolare. Chi, nell’era digitale, può essere interessato a leggere un giornale cartaceo vecchio di tre giorni? Quando l’ultimo dei pendolari ogni mattina si legge in tram le notizie sul suo smartphone, è credibile
che un esperto di finanza, interessato a leggere notizie tecniche in Inglese, abbia necessariamente bisogno di carta vecchia fra le mani?
abituato a cercare le sue informazioni in tempo rapido e su canali istantanei. I malpensanti potrebbero credere che quel giornale, che circolerà intonso sui tavoli degli uffici della Compagnia, destinato a un “dottore” perennemente troppo impegnato per leggerlo davvero, sia un elemento di ostentazione. Un po’ come quando i vecchi tranvieri comunisti, quando si mettevano alla guida, ti sbattevano una copia dell’Unità sotto il naso. Oggi i loro eredi del Pd preferiscono sventolare inutili copie di giornali vecchi. Per posare come esperti di finanza internazionale.
Vogliono desertificare le nostre città, vogliono pianificare la nostra esistenza, cancellare i nostri programmi, asfaltare le nostre aspettative, unificare il nostro pensiero, iniettando paura. La miglior reazione è continuare a vivere



