redazione il torinese

Duomo e Cottolengo sono le porte sante del Giubileo

DUOMO SINDONEDice Nosiglia: “una porta Santa da passare per avere la salvezza è quella dei poveri”

 

Torino, in occasione del Giubileo, avrà due porte sante. Lo comunica l’arcivescovo, monsignor Nosiglia. Una sarà aperta il 13 dicembre in duomo, e la domenica successiva ne sarà aperta la seconda al Cottolengo. Dice Nosiglia: “una porta Santa da passare per avere la salvezza è quella dei poveri”. La diocesi subalpina il 9 aprile organizza anche un pellegrinaggio a Roma per ringraziare Papa Francesco della visita a Torino.

 

(Foto: il Torinese)

Il terrore non ferma Madonna: the show must go on

MADONNALa cantante regalerà un omaggio musicale alle vittime: canterà La vie en rose

 

Madonna non vuole arrendersi al terrorismo: la paura e il dolore per gli attentati di Parigi non devono impedire alla vita di continuare. “The show must go on” e i concerti della star, attesa a Torino il 19, 21 e 22 novembre, uniche date italiane del Rebel Heart Tour, si terranno regolarmente. La diva ha riflettuto se annullare lo show, come è avvenuto per altri personaggi dello spettacolo. Ma, alla fine, ha deciso di proseguire, per non volerla dare vinta al terrorismo. La cantante regalerà però un omaggio musicale alle vittime: canterà La vie en rose, la canzone senza tempo resa celebre da Edith Piaf.

UN MILIARDO PER L'AGRICOLTURA PIEMONTESE

La Commissione europea ha dato il via libera al nuovo Programma di sviluppo rurale (Psr) della Regione Piemonte, che fino permetterà fino al 2020 di investire 1,09 miliardi di euro, di cui 471 milioni di euro di fondi Ue e 622 di cofinanziamento nazionale

 

AGRICOL SAN GIORGIOSaranno 3.900 gli imprenditori agricoli che riceveranno aiuti per l’ammodernamento delle loro aziende e 1.200 i giovani agricoltori ad ottenere un sostegno per l’insediamento iniziale e l’adeguamento strutturale delle aziende. La voce di bilancio più sostanziosa (33%) è quella destinata alla valorizzazione degli ecosistemi in agricoltura e silvicoltura, con oltre 360 milioni. Quasi un quarto delle risorse (24,7%) sarà invece indirizzato a dare più competitività e redditività alle aziende agricole, oltre che per una gestione sostenibile delle foreste, per un totale di quasi 270 milioni. Un altro 15%, cioè più di 163 milioni, va alle iniziative per inclusione sociale, riduzione della povertà e sviluppo economico nelle zone rurali, mentre quasi 163 milioni è il budget per attività mirate all’organizzazione della filiera alimentare, incluse la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi. Slide Scheda

 

L’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ha definito la notizia “una boccata d’ossigeno ed un volano di finanziamenti per le imprese agricole piemontesi, per i giovani e per il territorio. Ogni euro investito genera un indotto 20 volte superiore, sia a monte che a valle delle imprese agricole. Il programma è incentrato prioritariamente sull’ambiente, al quale è riservato il 40% delle risorse, e non sarà possibile dare aiuti specifici né al settore del latte né ad altri, perché questo non è previsto”.

 

Ora si passa alla seconda fase. “Il comitato di sorveglianza – ha annunciato Ferrero – si riunirà per la prima volta il 26 e 27 novembre. Verranno definite le priorità, l’intenzione è di pubblicare entro la fine dell’anno qualche bando sui giovani e sugli investimenti in agricoltura, i due settori che da più tempo attendono sostegno. Il nuovo Psr sarà importante per i comparti che hanno bisogno di rafforzarsi strutturalmente, con sinergie tra produttori e trasformatori e un nuovo rapporto con la grande distribuzione. Ma sarà anche fondamentale costruire una comunicazione sul cibo nuova e più moderna, che non sia generalista, che faccia distinzione tra cibo di qualità e cibo di massa, perché senza quel tipo di comunicazione non usciremo dalle nostre difficoltà. Il caso della carne deve insegnarci molto a questo proposito”.

 

www.regione.piemonte.it

"Didone e Enea" al Regio e "King Arthur" incanta il Conservatorio

Al teatro Regio amore e passione sono  i temi dell’opera “Didone e Enea” di Henry Purcell, nello spettacolare allestimento di Roussat e Lubek.  “King Arthur”, eseguito dall’Accademia Stefano Tempia

 

regio 2Per la prima volta al teatro Regio di Torino, giovedì 19 novembre alle 20, andrà in scena “Didone e Enea”, l’opera di Henry Purcell, dando avvio al filone tematico della stagione, il Progetto Opera Barocca. Il direttore Federico Maria Sardelli, al suo debutto sul podio dell’Orchestra e del Coro del teatro Regio, affronterà la ricca partitura del compositore inglese. L’ allestimento,  spettacolare, in prima italiana, proviene dall’opera di Rouen Haute Normandie ed è firmato da Cecile Roussat e Julien Lubek,  autori di regia, scene, costumi e coreografia del cast. Nel cast figurano Roberta Invernizzi, Benedict Nelson,  Roberta Mameli e Carlo Allemandi, solisti di fama internazionale e riconosciuti esperti nel campo della musica da camera barocca.

 

Lunedì 16 novembre, alle 21, al Conservatorio Giuseppe Verdi, l’Accademia Stefano Tempia presenterà intanto “King Arthur”, la dramatic-opera, sempre di Purcell, eseguita in forma di concerto, con un adattamento del testo in italiano a cura di Orlando Perera,  per la direzione di Dario Tabbia. I leggendari cavalieri della tavola rotonda, re Artù, il mago Merlino sono alcuni dei personaggi di questa semi-opera articolata in cinque atti, ricca di pagine musicali entrate nella storia della musica,  tra cui la celebre passacaglia “Happy the lover”, basata su di un ostinato di quattro battute ripetute variate per ben 59 volte.

 

” Didone e Enea viene proposta – spiega il direttore Federico Maria Sardelli – in maniera ampliata, con alcune danze tratte dal catalogo di Purcell, rispettando la prassi dell’epoca e le atmosfere indicate dall’autore. L’opera rappresenta un caso storicamente e musicalmente assai interessante, oltre che un lavoro molto efficace sul piano teatrale. Gli artisti che firmano la produzione, Cecile Roussat e Julien Lubek, formatisi nella leggendaria scuola di Marcel Marceau, si sono distinti per le loro produzioni, capaci di fondere arte circense, proiezioni, illusionismo e danza. Il loro teatro è arte concreta e l’opera, quella barocca in particolare, uno spettacolo totale”.

 

Il quarto libro dell’Eneide virgiliana rappresenta la fonte letteraria per l’opera di Purcell. Il libretto, scritto da Nahum Tate, divide la vicenda in tre atti, durante i quali si consuma il dolore di Didone. Innamorata di Enea e vittima di un inganno che porterà il suo amato lontano, la giovane conservatorio torinoprincipessa cartaginese sarà sopraffatta dal dolore. Nel libretto operistico, tuttavia, compaiono alcune sostanziali differenze rispetto al testo virgiliano, di cui la più importante è rappresentata dal ruolo delle streghe, protagoniste dell’impressionante inizio del secondo atto. Sono loro a ordire una trama contro Didone, essendo una delle maghe invidiosa della felicità della regina cartaginese e del suo amore per l’eroe troiano.

L’opera debuttò a Londra, nel teatrino del collegio femminile guidato da Priest, nel 1690, destinata a diventare con il tempo il capolavoro del barocco musicale inglese. Ispirata a modelli operistici italiani e francesi, “Didone e Enea” raggiunge il culmine dell’emozione nello splendido lamento finale di Didone alla sorella.

 

Il cast impegnato nelle cinque recite dal 19 al 28 novembre annovera artisti di livello internazionale. Il soprano Roberta Invernizzi,  interprete di Didone, è una delle artiste più apprezzate nel repertorio barocco, dotata di un timbro di voce dolce, scolpito da una dizione impeccabile e arricchito da una presenza scenica di prim’ordine. Benedict Nelson, anche lui al suo debutto al teatro Regio, si è rivelata una delle voci più promettenti della nuova scuola inglese e ha fatto nell’interpretazione di Enea uno dei suoi masterpiece, tanto da essere invitato anche al festival di Salisburgo.

 

L’opera sarà presentata al pubblico mercoledì 18 novembre al Piccolo Regio Puccini con una conferenza a ingresso libero, dal titolo “Un manifesto per la fondazione del melodramma inglese”, a cura di Dinko Fabris.

 

Mara Martellotta

Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215. Tel 0118815241/242.

SUPERCOPPA PRIMAVERA, IN RIMONTA VINCONO I GRANATA

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Dopo una partita mozzafiato

 

Alla Supercoppa Primavera tra Campioni d’Italia del Torino e i titolari della Coppa Italia della Lazio , vincono 2-1 per  granata in rimonta. A loro l’ambito trofeo dopo una partita mozzafiato con  espulsioni, rigori andati male e occasioni gol sfumate.

 

Foto: Essepiesse / il Torinese

Dopo Parigi: "La pace non può più aspettare"

parigi5L’appello è che da questa tragedia non nasca un danno ancora peggiore, ma al contrario sorga la spinta per una vera collaborazione internazionale che spenga definitivamente e globalmente la cieca logica della violenza

 

Dopo gli ultimi attentati di Parigi ci saranno giorni di lutto e di rabbia e dominerà la sensazione che la violenza ha sconfitto e sconfiggerà la ragione. Da più parti sentiremo appelli alla guerra totale contro il terrorismo e c’è già chi invoca attacchi in Libia e in Siria. Nonostante il profondo sgomento che ognuno di noi prova di fronte a questo ennesimo attacco terroristico, non possiamo spegnere la luce della ragione e quindi non possiamo ignorare il tragico volto della guerra con le sue terribili conseguenze per tutti.

 

Mantenendo accesa la luce della ragione sentiamo il dovere di fare un appello di segno diametralmente opposto, pur nel rispetto dei sentimenti di chi in queste ore è stato colpito da questa tragedia. L’appello è che da questa tragedia non nasca un danno ancora peggiore, ma al contrario sorga la spinta per una vera collaborazione internazionale che spenga definitivamente e globalmente la cieca logica della violenza. Non esistono altre strade se la vera intenzione è quella di evitare che la vita delle future generazioni sia tempestata da altre guerre.

 

Non c’è più molto tempo per dare seguito a questo appello. Non c’è più tempo per le giustificazioni morali in nome delle quali si arrecano danni terribili ad altri, come guerre erroneamente considerate necessarie per risolvere i conflitti. Non c’è più tempo per continuare a cercare di ridimensionare le proprie azioni violente confrontandole con quelle degli altri, ritenendo per esempio giusto l’uso della forza militare semplicemente per prevenire sofferenze che ipoteticamente potrebbero essere peggiori se tale tipo di forza non venisse usata. Non c’è più tempo per trasferire le responsabilità delle proprie azioni su altri che avrebbero il potere di decidere: non c’è presidente, comandante, né tantomeno un dio, che può costringermi ad uccidere.

 

Non c’è più tempo per provare ancora a mentire sulle conseguenze della violenza: non è vero, per esempio, che i bombardamenti definiti “chirurgici” non colpiscono i civili. Non c’è più tempo per provare a convincere e a convincersi che alcune vittime di violenza e di sopraffazione siano meno umane di altre.Non c’è più tempo per provare a convincere e a convincersi che tali vittime abbiano la colpa di aver provocato il male che è stato fatto loro: è evidente che nella mente di chi ha scritto “La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa” la luce della ragione si è spenta, come si è spenta in chi oggi giustificherebbe l’uccisione di altri esseri umani in Libia e in Siria.

 

Dopo Parigi non c’è più tempo: la pace non può più aspettare.

 

Partito Umanista

 

(Foto: il Torinese)

Preso il marito assassino, si era tagliato le vene

AMBULANZA Si nascondeva nei campi di Mombaruzzo

 

Luigi Caramello, l’uomo che stamane a Canelli ha ucciso la moglie e poi si è dato alla fuga, è stato catturato dai carabinieri. Si nascondeva nei campi di Mombaruzzo e si era tagliato le vene dei polsi cercando di suicidarsi. L’agenzia Ansa informa che una ambulanza lo ha portato in ospedale. L’omicida aveva nascosto l’auto rossa prestatagli da un amico  con la quale era fuggito.

In piazza Castello la solidarietà di Torino ai fratelli francesi feriti dalla barbarie

parigi5parigi4parigi bandiereparigi3parigi1Anche in città sono state intensificate le misure di sicurezza dopo la riunione convocata dal Prefetto Paolo Basilone, nonostante ad oggi non   ci siano indizi che possano dare preoccupazioni particolari

 

Centinaia di torinesi in piazza Castello hanno voluto portare la solidarietà ai francesi colpiti dall’attacco terroristico di Parigi. Dopo l’attentato multiplo alla Francia il sindaco ha convocato una Giunta straordinaria per assumere tutte le iniziative di solidarietà verso i  “fratelli” francesi. In piazza erano presenti i gonfaloni del Comune e della Regione  enti rappresentati dal sindaco Piero Fassino e dal presidente Sergio Chiamparino.

 

Nel suo intervento il primo cittadino ha ricordato come il mondo sia cambiato da quell’11 settembre 2001 con l’attacco alle Torri gemelle. Il sindaco ha esortato a non abbassare la guardia e al tempo stesso a non abbandonarsi all’ira, all’odio e alle generalizzazioni che non servono a debellare i terroristi. Anche in città sono state intensificate le misure di sicurezza dopo la riunione convocata dal Prefetto Paolo Basilone, nonostante ad oggi non   ci siano indizi che possano dare preoccupazioni particolari. Palazzo Civico (vedi foto) e tutti gli edifici pubblici della città espongono la bandiera francese e il tricolore italiano abbrunati. Le luci d’artista si spengono alle 21,20, ora degli attentati parigini, per 10 minuti. E sulla Mole viene issato il vessillo francese.

 

Annullati tanti eventi, tra cui il concerto dei Foo Fighters, il gruppo rock americano, che ha annunciato di aver cancellato il tour europeo in corso in questi giorni. Dopo Bologna la  band di Dave Grohl doveva esibirsi  a Torino, lunedì a Parigi e martedì a Lione. “Alla luce di questa cieca violenza – hanno detto – la chiusura dei confini, e il lutto internazionale, non possiamo continuare in questo momento. Non c’è altro modo per dirlo”.

 

(Foto: il Torinese)

“Il cuore dentro alle scarpe. Uomini di calcio: le loro storie, la loro magia”

calcio balillaDal 13 al 28 novembre la terza edizione del Festival

 

Nasce nel 2013 l’idea di creare un piccolo Festival per parlare di calcio. Ma parlare di calcio liberandolo dall’urgenza della pura cronaca sportiva. “Il calcio non è cronaca, è racconto”, il titolo della prima edizione. Niente risultati o commenti tecnici, ma questo sport usato come strumento per parlare di persone e per raccontare delle storie che evochino epoche, luoghi, sentimenti.In questa terza edizione gli appuntamenti in programma sono cinque, dal 13 al 28 novembre 2015. Si è deciso di allargare il campo di osservazione: non più o non solo le storie dei singoli, ma la Storia, nel suo complesso. La Storia che irrompe nei fatti del calcio. Perché il calcio è specchio di ciò che succede. E spesso spiega le cose meglio di altro.

 

L’intreccio tra calcio e politica è il comune denominatore di quest’anno. Viste dai campi di pallone e dagli spalti, verrà raccontata la storia della guerra in Jugoslavia, la storia di Hillsborough e di come siamo finiti dalle curve dritti seduti sui divani, la storia dell’Heysel e le storie del calcio militante, così come lo vivono in Irlanda del Nord, nei Paesi Baschi e in Germania.  Questo il programma del Festival che si svolge a Casseta Popular (via Tripoli 56, Grugliasco):

Venerdì 13 novembre ore 21.30: La Jugoslavia più forte di sempre. Quando la guerra ruba la storia. Le guerre degli anni ’90 nella ex Jugoslavia hanno privato il calcio di un pezzo della sua storia: la nazionale Jugoslava tra il 1990 e il 1992 era da tutti considerata geniale e piena di talento. Un viaggio alla scoperta di quella squadra e di quegli uomini a cavallo tra sport e politica per capire cosa ci siamo persi. Una nazionale, quella jugoslava, che per due anni domina la scena europea, che perde solo una partita, quella ininfluente contro la Danimarca, si prepara a vivere un Europeo da protagonista. Poi, la guerra. E quell’Europeo lo vince proprio la Danimarca, ripescata all’ultimo.

Ne parlano:  Damiano Benzoni (giornalista, East Journal), Alessandro Gori (giornalista), Andrea De Benedetti (giornalista, Guerin Sportivo).

 

Sabato 14 novembre ore 21.30: 96 bugie per una Premier League. Il disastro di Hillsborough equivoco alla base del calcio moderno. Un’analisi del percorso che ci ha condotti al di fuori degli anni ’90, dal calcio che fu al calcio moderno, partendo dalla madre di tutte le bugie. Il 15 aprile 1989, Hillsborough, Regno Unito. Il calcio come oggi lo conosciamo è fatto forse più di televisioni, replay e divano che di stadio e gradinate. Come siamo arrivati a questo calcio, sempre più legato a doppio filo agli introiti delle televisioni, sempre più prodotto da vendere. Per capirlo partiremo dalla madre di tutte le bugie: dalle 96 vittime di Hillsborough, da quel disastro che segnò l’occasione per rendere gli stadi sempre meno luogo del tifo e sempre più esperienza di pochi, indirizzando la politica che governa il calcio verso il dominio televisivo. Capiremo perché, alla base di una trasformazione epocale, ci fossero Margareth Tatcher e una bugia durata 25 anni.

Intervengono: Christiano Presutti (co-fondatore del collettivo Luther Blissette del blog Fútbologia), Fulvio Paglialunga (giornalista e scrittore, Luca Di Meo (Wu Ming 3, scrittore, co-fondatore del progetto Fútbologia), Andrea De Benedetti (giornalista e scrittore).

 

Giovedì 26 novembre ore 21.30: Incontro col giornalista e scrittore Gian Luca Favetto in compagnia di Beppe Quaglia e Leandro Agostini.

Presentazione del libro “Il giorno perduto. Racconto di un viaggio all’Heysel”. La storia di un viaggio verso Bruxelles compiuto da due parti dell’Europa, la Valchiusella nel Torinese e Liverpool, in Inghilterra, da quattro ragazzi tifosi.

 

Venerdì 27 novembre, ore 21.30: Pareggia o Raddoppia? Il grande quiz del calcio.

Conduce Maurizio Blatto (scrittore, autore de “L’ultimo disco dei Mohicani”)arbitra Giorgio Pilon (musicista).

 

Sabato 28 novembre, ore 21.30: Un calcio al fascismo – Storie di calcio militante tra Amburgo, Derry e Bilbao.

Intervengono: Edoardo Molinelli (Minuto Settantotto, Athletic Club), Alessandro Colombini (Minuto Settantotto, autore di “Strikers – Viaggio in Irlanda del Nord tra George Best e Bobby Sands”), Marco Petroni (autore di “St. Pauli siamo noi – Pirati, punk e autonomi allo stadio e nelle strade di Amburgo”).

 

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero riservato ai soci Arci

Non riesci a dimagrire? Scopri perché la tua dieta non sta funzionando

dietaSei partita piena di buona volontà: il tuo obiettivo è rientrare in quel bel tubino nero che giace in fondo al tuo armadio. Nonostante gli sforzi, però, l’ago della bilancia non scende. Scopri cosa stai sbagliando

 

La cerniera del tuo abito preferito non sale più: che delusione. Così hai deciso di metterti a dieta. Purtroppo, dopo i primi incoraggianti risultati, non ci sono stati miglioramenti. Perché? Cerchiamo di capirlo insieme. 

 

All’inizio è più semplice – I primi chili si perdono in modo più facile, perché inizialmente si perdono i liquidi in eccesso. Man mano che si prosegue, il calo di peso è più lento: è normale.


Ti nutri male
– Ti sembra di non mangiare nulla, ma non è esattamente così. Salti il pranzo ma poi vai alle macchinette e ingurgiti una merendina, oppure dei salatini, o ancora delle barrette al cioccolato. Sbagliato: meglio un piatto di pasta con verdure o pomodoro fresco, condito con un filo di olio a crudo: è più sano e ti sazierà, cosa che non faranno gli snack, pieni di grassi e conservanti e poveri di nutrimento.

Non ti muovi – Hai dato un taglio alle calorie, ma conduci una vita molto sedentaria. Sbagliato! Se vuoi perdere peso devi muoverti. Non è necessario massacrarsi di spinning o di corsa. Innanzitutto cammina di più: usa l’auto e i mezzi pubblici il meno possibile. Se hai la possibilità iscriviti in palestra, vai in piscina o a correre. Sii costante: sì a un allenamento di un’ora due-tre volte la settimana, no a un allenamento di tre ore concentrate in un solo giorno.

Bevi poco o male – Bisognerebbe consumare 1,5/2 litri di acqua al giorno per favorire il drenaggio dei liquidi. Non basta bere durante i pasti. No all’acqua gasata e nemmeno alle bibite o ai succhi. Sì alle tisane e al the verde.

La quantità è importante – Esageri con gli alimenti che consideri sani. Per esempio hai sostituito il burro con l’olio extravergine di oliva (ottimo!) ma ne usi troppo per condire (male!). Oppure hai eliminato le merendine  in favore dello yogurt, ma ne mangi due per volta. O ancora: assumi quantità esagerate di frutta: è vero che fa bene, ma contiene anche molti zuccheri.

Sgarri – A colazione, pranzo e cena sei inappuntabile, ma lontano dai pasti sei da riprendere! Il fatto di mangiare bene durante i pasti ti fa sentire in diritto di concederti una bella merenda nel pomeriggio e del junk food dopo cena, davanti alla tv. Questo è totalmente sbagliato.