La mongolfiera sorvola Torino. La splendida immagine ci è stata inviata dal fotografo Andrea Cherchi
Verbania compie 80 anni
Nessuno più della Sindaca Silvia Marchionini e dello storico verbanese Leonardo Parachini, sarebbe stato più indicato per presenziare all’incontro dello scorso 4 aprile al Teatro Maggiore di Verbania, per festeggiare, con il contorno di un folto gruppo di splendidi ottantenni (e oltre), il compimento degli 80 anni della città. Perché? Prima non era una città?
Molti sono ancora quelli che, volontariamente o no, tendono a sovrapporre, confondere o, di contro, voler distinguere bene le due grosse frazioni – Intra e Pallanza – tra loro e dalle restanti, vale a dire Antoliva, Biganzolo, Cavandone, Fondotoce, Possaccio, Suna, Trobaso, Torchiedo,
Unchio, Zoverallo. 80 sono appunto gli anni passati da quel 4 aprile 1939. “Per volontà del Duce, del Re e della nazione, è nata Verbania”, in omaggio allo spirito dei tempi, questo l’annuncio della fusione dei rioni in un’unica città. Le frazioni o i rioni, che dir si voglia, erano allora pochi, oltre ai due principali: gli altri si sono aggiunti col tempo, la cronistoria sarebbe lunga. C’è comunque, ancor oggi, chi sostiene “Mi sum da Intra!” oppure “mi sum da Funtos!”, in omaggio a una vecchia tradizione che consiste nel sentirsi appartenente ad un’isola, un ceppo, una frazione: ma, da anni ormai Verbania è conosciuta nel mondo, anche se non abbastanza, come una città con più di 30 mila abitanti: si spera che potrà essere ancor più famosa ed avere tanti turisti che verranno ad ammirare le nostre bellezze, a partire da quelle che le stanno intorno. Tornando alla storia, Parachini ha poi descritto i principali amministratori che si sono succeduti, dal ’39 al ’49, alla carica di Sindaco di Verbania, portando a compimento la fusione, non facile nemmeno negli anni successivi, fino ad arrivare poi all’elenco di cui sopra, completato da non molto tempo.
Elio Motella
Nelle foto
- Un cittadino speciale: il primo verbanese, ovvero la prima persona sul cui documento d’identità è scritto nato a Verbania. Si tratta di Roberto Rebecchi, nato il 6 giugno del 1939, più volte consigliere comunale della città.
- Leonardo Parachini, mentre spiega la nascita del nome della città
- Un brindisi di un gruppo di ottantenni: al centro il Sindaco Silvia Marchionini.
La musica salutare di "Vitamine jazz"
Dalla prime luci dell’alba di lunedì mattina 8 gennaio, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati, in Roma, Guidonia, Fonte Nuova, Chiavari, Novi Ligure e Pozzuoli, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma nei confronti di 18 soggetti (di cui 11 in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 5 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.), ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di stupefacenti, porto abusivo di arma da guerra e associazione per delinquere finalizzata ad agevolare l’immigrazione clandestina.
Il provvedimento scaturisce dagli esiti di una rilevante attività investigativa, condotta dai Carabinieri di Frascati, che ha permesso di disvelare l’esistenza di un’organizzazione – formata in gran parte da cittadini di etnia albanese – che gestiva il traffico di ingenti quantitativi di marijuana provenienti dall’Albania e destinati al mercato della Capitale. La base dell’organizzazione era dislocata in Italia, tra i comuni di Guidonia e Fonte Nuova, ed era gestita da soggetti albanesi che, sfruttando le conoscenze di altri connazionali già residenti da anni nel nostro Paese, si muovevano all’interno dell’intera Provincia di Roma contattando i vari pusher con i quali perfezionavano gli accordi per la fornitura della sostanza stupefacente. Le indagini, che si sono avvalse anche delle intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno così consentito di individuare i vari acquirenti e di cristallizzare le diverse compravendite di marijuana da parte del sodalizio criminale.
Nel corso di uno dei servizi di pedinamento, è stato possibile, inoltre, sequestrare al promotore del sodalizio un ingente quantitativo di marijuana nonché un fucile mitragliatore AK 47 di fabbricazione estera, detenuto insieme ad altro materiale utilizzato per espletare l’attività illecita.
L’attività investigativa ha consentito infine di individuare i canali di approvvigionamento di sostanze stupefacenti che dall’Albania giungevano in Puglia e successivamente venivano trasportate, all’interno di autovetture, a Roma.
Nel corso delle indagini, è emersa l’esistenza di un altro sodalizio criminale, collegato al primo – formato da diversi soggetti albanesi e da un cittadino italiano residente in provincia di Napoli – ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata ad agevolare l’immigrazione clandestina.
L’organizzazione faceva giungere in Italia cittadini albanesi sprovvisti di documenti, i quali, dopo essere stati accolti in bed e breakfast per alcuni giorni, venivano poi accompagnati in Inghilterra con un documento alterato.
In particolare, venivano utilizzati documenti intestati a cittadini italiani, sui quali veniva apposta la foto del soggetto interessato, somigliante per caratteristiche somatiche a quanto riportato sul documento. In Inghilterra, l’organizzazione si occupava inoltre di trovare una sistemazione al cittadino irregolare, il tutto dietro lauto compenso.
In tale ambito, grazie anche alla collaborazione della polizia inglese, è stato possibile riscontrare la tesi investigativa identificando una donna albanese che era giunta all’aeroporto di Londra utilizzando una carta d’identità intestata a una cittadina italiana. Nel corso del controllo, è stato possibile grazie alle informazioni fornite alle autorità britanniche, identificare anche l’accompagnatore della donna, messo a disposizione dall’organizzazione.
Le indagini in parola hanno già consentito di sottoporre a sequestro oltre 150 kg di marijuana e decine di dosi di cocaina ed eroina.
Nel corso delle fasi operative di questa mattina, i Carabinieri hanno rinvenuto nell’abitazione di uno dei destinatari delle misure cautelari 4 chili di marijuana, custodite all’interno di una valigia posta sul davanzale dell’abitazione e nel bagagliaio dell’auto 4 panetti di hashish da 100 grammi l’uno.
M.Iar.
I Carabinieri della Stazione di Cigliano hanno arrestato un 25enne del luogo perché ritenuto responsabile di tentato omicidio.L’episodio è avvenuto nella mattinata dell’8 aprile, alle 11:00 circa, a Cigliano. Con una telefonata al 112, una 70enne ha informato la Centrale Operativa dei Carabinieri di Vercelli che il proprio marito, 83enne, era stato colpito ripetutamente alla testa con una sbarra di metallo dal nipote. Immediatamente sono state inviate sul posto una pattuglia dei Carabinieri di Cigliano ed un’ambulanza del 118. Carabinieri e soccorritori lo hanno trovato a terra con la testa tra le mani, una vistosa ferita al capo ed un occhio tumefatto.I Carabinieri conoscevano quell’abitazione, e sapevano che il 25enne è da tempo affetto da una forma di schizofrenia. Nel passato, però, il giovane non si era mai evidenziato per comportamenti violenti, apparendo sempre tranquillo e taciturno. La patologia di cui soffre non aveva mai, sino ad oggi, evidenziato scatti d’ira o atteggiamenti violenti, le amorevoli cure dei suoi cari, intervallate da periodi di trattamento presso il Centro di Igiene Mentale di Vercelli, si erano sempre rivelate efficaci.Dal racconto dei presenti, i Carabinieri hanno potuto comprendere che il 25enne, nipote dell’anziano, che come accade ogni giorno aveva attraversato il cortile ed era andato a trovare i nonni, poco prima aveva raggiunto il nonno nel giardino di casa sua e, mentre l’anziana moglie era nell’orto, lo ha colpito ripetutamente al capo, senza motivo, con un tubo di ferro, verosimilmente raccolto poco lontano. Le grida dell’uomo hanno attirato la moglie che, raggiunti marito e nipote, ha chiesto al 25enne cosa avesse fatto, non ottenendo alcuna risposta. Il 25enne, quindi, è stato accompagnato presso il reparto psichiatrico dell’ospedale di Vercelli, dove è stato arrestato e sottoposto a ricovero.L’83enne è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Vercelli, con riserva di prognosi.
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M.Iar.
Piaccia o non piaccia il Matteo nazionale passerà alla storia. Solo sei anni fa ha ereditato un partito che si chiamava Lega Nord. Ora detta condizioni da Bormio a Trapani. Non è mai stato un filo piemontese. E tanta simpatia per i Savoia non l’ha mai manifestata. Eppure in alcune zone del Piemonte lo danno oltre il 40%. Chiampa dovrebbe fare il 68% in provincia di Torino. Duretta direi. Chi non si smentisce mai sono i Pentastellati. Arrivano trionfanti tra Cuneese ed Astigiano e, sempre trionfanti annunciano: visto? siamo arrivati noi e il problema dei 9 km mancanti per finire l’autostrada l’abbiamo risolto. Praticamente l’ennesima presa in giro. Non si farà nulla. Ovvio, no? Meno ovvio che vicepresidente del Consiglio sia un certo Matteo Salvini e Giorgetti sottosegretario alla Presidenza. Oramai si è inventata una nuova legge della politica. Le incoerenze sono pentastellate. Gli unici che lavorano per l’ Italia sono i Leghisti ex del Nord. È proprio cambiato tutto. Chi non cambia è la sinistra sbrindellata. Una parte partorisce Libera Uguale e Verde. Incuranti del fatto che il titolo 12 mesi fa non ha portato molto bene ai proponenti. Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico. Rifondazione? Spiazzata . Ora non li vuole né Potere al Popolo né Sel e tutti e tre accusano gli altri di essere responsabili della rottura. Tutti la buttano in caciara. Poi arrivano i No Tav incalliti che accusano gli altri d essere responsabili del loro isolamento. Ampi e diffusi regali politici a quel Matteo Salvini che se la ride di grosso. E una sinistra che non se ne preoccupa e continua nel guardarsi il proprio ombelico. Tanto non cambia nulla. Ed è persino inutile eventualmente lamentarsi. Appunto, tanto non cambia nulla, anzi peggiora. Una parte è arrabbiata per l’accordo con Chiamparino. Una parte addirittura era alla manifestazione pro Tav, c’ era persino la Boschi. Mica dettagli. Con il Chiampa che se la ride. Povero Cirio sotto schiaffo. Prima gli equilibri di governo e poi la campagna elettorale. Se la ride ma sa benissimo che non sono sprovveduti. Fratelli d’ Italia presente in piazza e parlamentari europei non presenti, c’è “madamin Giachino” con la sua bandiera italiana. Ci sono anche io e voglio presentarmi senza se e senza ma. Contrario il Capitano Matteo Salvini. Sempre più condottiero che leader. Il Salone dei vini e dei distillati di Verona compie il suo cinquantatreesimo compleanno e un nuovo successo si profila per il comparto vitivinicolo italiano, ma anche per tutti i marchi non solo vinicoli, anche dell’olio

Inaugurato il 7 aprile dal premier Giuseppe Conte dal 1967, Vinitaly è un appuntamento fisso per gli operatori del settore e negli anni ha raggiunto molti record. «Vinitaly è una fantastica celebrazione della qualità e della biodiversità del patrimonio culturale e vitivinicolo e l’Italia con più di 600 indicazioni geografiche fa registrare il numero più alto in Europa.
In un’Italia che arranca su tutto, sembra che l’unica eccezione sia il comparto vitivinicolo. Soddisfatti, tra gli altri, Carlo Ferro presidente di ICE, Angelo Gaja, Matilde Poggi dell’azienda agricola Le Fraghe e Riccardo Cotarella, produttore di vino e presidente mondiale degli enologi, ma anche Valter Bera della piccola azienda vitivinicola omonima e produttore di un eccellente Spumante Alta Langa docg prodotto da molti altri produttori come Araldica, Avezza, Banfi, Fontanafredda, Contratto, Coppo, Gancia, Tosti ed altri ancora. «Anche quest’anno Vinitaly si apre al mondo del business, con una rassegna forte di oltre 100mila metri quadrati netti, 4.600 espositori, con buyer esteri rappresentati provenienti da 143 paesi come riporta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese che aggiunge <<Dalla trasformazione in Società per azioni di Veronafiere, abbiamo accelerato sempre di più per fare di Vinitaly il centro di una struttura aggregativa di promozione che parli ai buyer esteri come voce unitaria dell’eccellenza vitivinicola italiana>>. Sempre a Verona, in attesa che si sblocchi la Tav in Piemonte, il ministro Matteo Salvini ha parlato di quella, a sua volta, da sbloccare sull’asse Brescia-Verona-Vicenza-Padova. In merito, così si è espresso: «Il vino, come le persone, ha bisogno di spostarsi e se non si muove l’alta velocità, noi il vino lo teniamo in cantina». Questa è stata la risposta di Salvini alle problematiche sollevate dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia che aveva appunto sollevato la questione. Il vino e gli italiani sono un matrimonio indissolubile che ha fatto registrare, nel 2018, un fatturato da 14,3 miliardi di euro. Addirittura è stato commissionato un sondaggio che stabilisce il tipo di vino che consumano gli italiani in base all’età e alla localizzazione geografica. Sui risultati emersi dal campione siamo molto perplessi perché stabilire che oltre l’88% dei connazionali ha bevuto vino ci spaventa perché vuol dire che siamo un Paese di vecchi e che il 12% restante (di giovanissimi) è molto esiguo. Sempre la ricerca ha dedotto che ci sono consumi oltre la media per il rosso nel napoletano, mentre a Roma prediligono i bianchi così come a Milano preferiscono le bollicine, lo sparkling. Si beve meno – il 26% di volumi ridotti rispetto a vent’anni fa. La media è di 2-4 bicchieri a settimana, consumati soprattutto in casa (67%) e tutte le fasce sono interessate al vino dai i millennials (18-38 anni) ai baby boomers (per non chiamarli vecchi) . Concludiamo con l’augurio al nuovo Istituto – consorzio (con recente disciplinare) del Vermut Torino che per il Piemonte e le sue tradizioni è una nuova tappa importante ed è presente al Vinitaly per una storia che parte dal 1876 e merita di andare avanti e raggruppa: Berto, Bordiga, Carlo Alberto, Del Professore, Carpano, Chazalettes, Cinzano, Cocchi, Drapò, Gancia, La Canellese, Martini & Rossi, Sperone, Vergnano e Tosti, non solo i grandi nomi, ma anche i piccoli. Senza dimenticare la partecipazione importante del Consorzio del Consorzio Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Dogliani.
Tommaso Lo Russo
Dopo lo sgombero del centro sociale dell’Asilo, la città sta attraversando “un momento non ordinario nella gestione dell’ordine pubblico, un momento delicato in cui ogni manifestazione può diventare diversa da quella che è sempre stata. E per questo tutte le istituzioni faranno di tutto per permettere ai cittadini di avere gli spazi per manifestare legittimamente e in modo pacifico”. Sono le parole della sindaca Chiara Appendino in apertura del consiglio comunale, a proposito delle tensioni alla Critical Mass dei riders a fine marzo. Sul tema sicurezza interviene anche la prefettura, che evidenzia come nei prossimi mesi in Valle di Susa ci saranno contestazioni no Tav “tali da determinare un forte pericolo di
compromissione dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Per questo è stato ribadito il divieto di circolazione nelle ore notturne in alcune zone vicine al cantiere di Chiomonte. Nell’ordinanza prefettizia viene citato il rapporto della questura che sottolinea la possibilità di una crescita, in estate, delle dimostrazioni che potrebbero costituire “motivo di forte aggregazione” per l’appoggio del movimento No Tav alla campagna dei ‘no border’ che appoggiano i “migranti che cercano di attraversare il confine”.
Clelia Ventimiglia
Azzardo, fra legislazione nazionale, regionale e regolamentazione degli Enti locali, questo il titolo del Convegno che si terrà a Torino, martedì 9 Aprile 2019, presso il Sermig–Arsenale della Pace (Piazza Borgo Dora n° 61), organizzato dalla Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II”, in collaborazione con la Fondazione Antiusura “San Matteo” di Torino econ i Patrocini della Regione Piemonte e della Città di Torino
Si apriranno i lavori alle ore 9,00 con la Celebrazione eucaristica nella Cappella del Sermig, presieduta da S.E. Marco ARNOLFO, Arcivescovo di Vercelli (Concelebranti saranno i sacerdoti presenti).
Alle ore 10,00, presso la Sala Conferenze del Sermig, interverranno in apertura per i saluti e gli interventi istituzionali S.E. Mons. Marco ARNOLFO, Arcivescovo di Vercelli, Ernesto OLIVERO, Fondatore del Sermig, il Dott. Luciano GUALZETTI, Vicepresidente della Consulta Nazionale Antiusura, il Dott. Domenico ROSSI, Consigliere della Regione Piemonte, la Dott.ssa Chiara APPENDINO, Sindaca di Torino, il Dott. Claudio PALOMBA, Prefetto di Torino, la Dott.ssa Annapaola PORZIO, Commissario straordinario del Governo antiracket e antiusura, il Dott. Bruno PIGOZZO, Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, il Dott. Virginio BRIVIO, Sindaco di Lecco e Presidente dell’ANCI Lombardia, il Dott. Pierfrancesco MAJORINO, Assessore “Politiche Sociali e Salute” del Comune di Milano, il Dott. Andrea BERTANI, Consigliere della Regione Emilia Romagna, la Dott.ssa Giulia DI GIROLAMO, Consigliera di Fiducia del Sindaco di Bologna per la Legalità, il Dott. Sergio ROSSETTI, Consigliere della Regione Liguria.
Parteciperanno il Dott. Giuseppe DE MATTEIS, Questore di Torino, ilDott. Francesco Enrico SALUZZO, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Torino, il Dott. Stefano SCOVAZZO, Presidente del Tribunale per i minorenni di Torino.
La prima parte della Tavola Rotonda verterà su: La diffusione dell’azzardo nelle Regioni dell’Italia Settentrionale. Interverranno ilDiac. Rag. Roberto MOLLO, Presidente Fondazione Antiusura S. Matteo – PIEMONTE, il Rag. Alberto MONTANI, Presidente Fondazione Antiusura S. Maria del Soccorso – LIGURIA, il Dott. Antonio COLZANI, Consigliere Fondazione Antiusura S. Bernardino – LOMBARDIA.
Nella seconda parte del convegno relazioneranno il Prof. Renato BALDUZZI, Ordinario di Diritto Costituzionale – Università Cattolica di Milano, su: Costituzione e principi regolatori dell’U.E. sul gioco pubblico d’azzardo, il Prof. Maurizio FIASCO – Sociologo, Consulente Consulta Nazionale Antiusura su: Dopo vent’anni di politiche pubbliche, una linea coerente di riforma; l’Avv. Attilio SIMEONE, Coordinatore nazionale del Cartello “Insieme contro l’Azzardo” su: Principio di sussidiarietà nella regolazione amministrativa dell’azzardo: modelli a confronto; il Dott. Raffaele CANTONE, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, su: Profili di criticità nelle concessioni statali dell’azzardo pubblico e loro potere corruttivo; la Dott.ssa Daniela CAPITANUCCI, Psicologa – Presidente onorario di AND “Azzardo e Nuove Dipendenze” su: Costruire il welfare di domani.
Le conclusioni saranno affidate al Dott. Luigi GAETTI, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno e al Dott. Luciano GUALZETTI, Vicepresidente Consulta Nazionale Antiusura.
“L’azzardo è un fenomeno complesso e insidioso che va contrastato su più fronti: dell’economia, della politica economia, della salute pubblica e della legalità” ha dichiarato il Dott. Luciano GUALZETTI, Vicepresidente della Consulta Nazionale Antiusura. Il convegno pertanto si propone di promuovere e incentivare il lavoro di prevenzione e azione contro un fenomeno che è causa di indebitamento patologico di milioni di famiglie italiane che porta a comportamenti irrazionali, come il pagamento dei debiti con altri debiti – la cosiddetta staffetta dei debiti – e a trovare soluzioni alle difficoltà di restituzione nella fortuna e nell’azzardo. E poi si arriva all’usura. Nell’ottica del dialogo e della collaborazione tra e con le Istituzioni, le Fondazioni Antiusura riunite nella Consulta Nazionale Antiusura hanno invitato intorno a un unico tavolo rappresentanti del mondo politico-isitituzionale ed esperti che si interfacciano con i fenomeni dell’azzardo e dell’usura”.
L’incontro sarà moderato dalla Dott.ssa Valeria CARELLA, Esperta di politiche Sociali e del Territorio.
Mariagrazia Chiri, madre di Stefano Leo, la vittima dei Murazzi, esprime “la massima fiducia nel lavoro dei magistrati e dei carabinieri e sono sicura che porteranno a termine l’indagine nel migliore dei modi”. Ma aggiunge che è grave che “chi ha confessato il delitto sarebbe dovuto entrare in carcere già mesi fa”, riferendosi al reo confesso Said Mechaquat, il 27enne che si è costituito alle forze dell’ordine confessando l’assassinio del figlio, e che aveva già subito una condanna per la quale doveva essere in prigione. “E’ molto importante – così l’Ansa riporta le parole della madre di Stefano – che sia stata fatta luce sull’identità del responsabile di questo atroce gesto che è una grave ferita per la nostra comunità, una sconfitta per tutti. Ora ci vuole una grande vittoria di tutti”.


