Nel corso dell’ultimo fine settimana i Carabinieri della Compagnia di Fossano hanno predisposto specifici servizi straordinari finalizzati, in particolare, a garantire una maggiore sicurezza della circolazione stradale attraverso controlli mirati ad individuare soggetti in stato di alterazione psicofisica alla guida di veicoli.
I controlli si sono concentrati nei centri di Fossano, Centallo, Carrù e Morozzo. A Carrù i Carabinieri della Stazione di Murazzano e del Radiomobile di Fossano hanno sorpreso un sessantenne alla guida del proprio veicolo in stato di ebbrezza alcolica; nelle fasi del controllo l’uomo, che nelle tasche nascondeva un coltello a serramanico, ha anche minacciato ed aggredito i Carabinieri. Il sessantenne è stato, quindi, tratto in arresto per resistenza ad un pubblico ufficiale e contestualmente denunciato per guida in stato di ebbrezza, minaccia e porto di strumenti atti ad offendere. La patente gli è stata immediatamente ritirata. I Carabinieri della Stazione di Centallo e di Morozzo hanno rispettivamente denunciato un quarantenne per guida in stato di ebbrezza alcolica e contestato ad un cinquantenne la sanzione amministrativa prevista sempre per la medesima condotta. In entrambi i casi le patenti di guida sono state ritirate.
Torna la Color Run
Quattro gli appuntamenti in calendario: Torino, Parma, Lignano Sabbiadoro e Milano
Radio Italia la nuova radio Partner / Lega Italiana Fibrosi Cistica il Charity Partner

Run & Love, questo il binomio ideale per spiegare The Color Run, la regina di tutte le fun race, una corsa tutta sentimento. Non a caso il suo nuovo tour 2019 sarà tutto ispirato al tema LOVE, un mood lanciato a inizio anno a livello internazionale che accompagnerà anche l’edizione italiana, che si snoderà tra la primavera e la fine dell’estate. La corsa non competitiva, nata negli Stati Uniti nel 2011 per promuovere il benessere psico-fisico e organizzata in Italia da RCS Sports & Events – RCS Active Team, ritorna infatti per il settimo anno consecutivo con quattro tappe ufficiali, ciascuna delle quali metterà a disposizione dei color runner un percorso lungo 5 km ricco di colori, schiuma, bolle, musica, festa e tanta allegria. Si partirà da Torino il 18 maggio in Piazza d’Armi, dove il tour ritorna dopo un anno di pausa (ultima edizione settembre 2017). Dopo il Piemonte ecco l’Emilia Romagna, con la prima volta di Parma in calendario il 9 giugno, per una grande festa in concomitanza con la chiusura delle scuole. Irrinunciabile la Sunset Edition a Lignano Sabbiadoro il 27 luglio, quarto appuntamento consecutivo per questa rinomata località della provincia di Udine, che ospita l’unica tappa The Color Run sul mare. Il gran finale a Milano il 14 settembre, all’interno del Parco Experience (ex area Expo), dopo la grande partecipazione dello scorso anno che ha visto protagonisti oltre 10.000 runner, con la sua apertura straordinaria e l’incantevole spettacolo dell’Albero della Vita. The Color Run è un format-evento di grande successo che aggrega ed entusiasma un pubblico sempre più vasto. Una corsa inimitabile, che vanta quasi 400.000 partecipanti in Italia dal 2012. Un consenso e una popolarità sottolineate non solo dai grandi numeri ma dalla nascita, in questi ultimi anni, di numerosi tentativi d’imitazione. Il mood 2019, LOVE, parla dell’amore dei partecipanti per la corsa ma anche per lo stare insieme con gli affetti più cari e condividere momenti unici. La The Color Run è infatti pensata per le famiglie e l’attenzione per i più piccoli bambini è di anno in anno sempre maggiore. Grazie al contributo dei numerosi Partner vengono organizzate tante attività sin dai giorni antecedenti ciascuna tappa. Obiettivo comune: il divertimento, la condivisione di un’esperienza sana e positiva. Tra le novità più interessanti del 2019 vi è, senza dubbio, l’ingresso di una nuova radio Partner. Radio Italia sarà infatti l’emittente radiofonica ufficiale di The Color Run#LoveTour, che seguirà e accompagnerà i partecipanti con la sua musica e scandirà il ritmo dei vari momenti della giornata. A cambiare quest’anno sarà anche il Charity Partner della manifestazione, rappresentato stavolta dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica con un contributo organizzativo prezioso e attivo al fianco di RCS Sports & Events, grazie alla partecipazione dei suoi numerosi Testimonial. “Lo sport, per le persone affette da fibrosi cistica, è sinonimo di terapia e benessere. Insieme a The Color Run possiamo quindi migliorare la qualità della loro vita, delle loro cure e richiamare l’attenzione su questa grave malattia genetica che toglie il respiro ma non la gioia di vivere”, afferma Antonio Guarini, Vicepresidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus (LIFC).
IL FORMAT
Si corre per 5 km, dallo start al traguardo si arriva completamente colorati. Il percorso è ricco di punti divertimento, a ogni chilometro viene associato un colore oppure un punto schiuma e un punto bolle. Finita la corsa si torna al Villaggio, centro nevralgico della manifestazione, per una grande festa dove si attenderanno i partecipanti per continuare il divertimento con musica, animazione e i famosi color blast ovvero il lancio delle polveri colorate dal palco verso il pubblico che trasformerà l’atmosfera sino al tramonto o sino alle sera.
LE ISTITUZIONI E I PARTNER THE COLOR RUN
Comune di Torino, Comune di Parma, Città di Lignano Sabbiadoro, Comune di Milano e Arexpo.
eBay // ODDO // Radio Italia // La Gazzetta dello Sport. Charity Partner: Lega Italiana Fibrosi Cistica
ALCUNE CURIOSITA’. The Color Run rappresenta la più grande “running series al mondo”. Presente in oltre 50 paesi e in 200 città, il format ha coinvolto dal suo debutto oltre 6 milioni di persone. Nelle sei edizioni italiane: 39 sono state le tappe complessive di cui 13 le province coinvolte (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Rimini, Reggio Emilia, Roma, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona e Udine), 185.000 i km percorsi dai color runner, 35 mila i race kit consegnati. Lo scorso anno il 21% dei partecipanti aveva un’età inferiore ai 13 anni mentre il 44% un’età compresa tra i 14 e i 30 anni.
Denunciato grazie alle telecamere di sicurezza un minorenne di Rivalta Rivalta di Torino, 09.04.19 È un ragazzo minorenne, residente in città, il responsabile degli atti di vandalismo compiuti la sera del 4 marzo in via Bocca, via Mellano e in viale Cadore, in pieno centro a Rivalta. Gli agenti della Polizia Municipale sono risaliti a lui dopo una scrupolosa indagine partita dall’esame dei filmati registrati dalle videocamere di sicurezza. Oltre ad avere imbrattato con disegni e scritte i muri e la porta di un’abitazione privata in via Bocca il giovane avrebbe teso un filo di nylon lungo una ventina di metri ad altezza uomo attraverso via Cadore e dello scotch in via Mellano. Uno scherzo di cattivo gusto, che avrebbe potuto avere serie conseguenze, soprattutto se ad imbattersi nella trappola fosse stato un ignaro ciclista. Per fortuna il filo è stato notato da un passante che, dopo averlo rimosso, ha segnalato l’accaduto sui social, allertando così le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale. Lo scotch è stato invece rotto da un’auto in transito senza causare danni. Il giovane non avrebbe però agito da solo: stando a quanto risulta alla Municipale di Rivalta (e dalla visione dei filmati delle telecamere) durante queste azioni era accompagnato da alcuni coetanei minorenni, anche loro rivaltesi. I genitori del ragazzo hanno fatto sapere che risarciranno i proprietari dell’immobile per i danni causati dal figlio. Un gesto di buona volontà che comunque non eviterà al giovane la segnalazione all’Autorità Giudiziaria: la relazione della Municipale di Rivalta è stata inoltrata alla Procura della Repubblica Minorile. Contestato il danneggiamento (art. 635 del Codice penale) e il collocamento pericoloso di cose (art. 675 del Codice penale)
Proseguono incessantemente le attività volte a prevenire il fenomeno degli incendi di rifiuti attraverso la ricerca ed il sequestro di capannoni adibiti a discarica abusiva nel territorio, esercitate tramite lo sforzo congiunto dei Carabinieri del Noe di Torino e le varie componenti dell’Arma territoriale

A seguito di questi controlli, i Carabinieri del Noe e della Compagnia di Borgosesia individuavano, non lontano da quel centro, un’azienda operante nel trattamento di rifiuti di diverse tipologie. Il successivo controllo permetteva di riscontrare evidenti violazioni delle prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzativo della Provincia, tra l’altro scaduto, in particolare nel capannone erano stati stoccati rifiuti eterogenei, più di 1600 tonnellate solo in parte cernite e differenziate, volumi di gran lunga superiore alle quantità ammesse e, soprattutto, tali rifiuti erano accatastati nelle aree esterne alla struttura, ammassati ostruendo i presidi antincendio e violando palesemente il layout aziendale. Il controllo riservava, però, altre sorprese, infatti il personale operante individuava nel
vicino comune di Valduggia un altro capannone nella disponibilità dell’azienda, dove erano accumulate con modalità illecite altre 500 tonnellate di rifiuti oltre che macchinari per la cernita dei materiali. In questo caso le violazioni erano ancora più gravi, in quanto questo secondo edificio era assolutamente privo di autorizzazione a stoccare i rifiuti e a eseguire operazioni di trattamento degli stessi, cosa che invece avveniva nel più completo dispregio della normativa vigente. Conseguentemente, i Carabinieri del Noe di Torino procedevano al sequestro di entrambi i capannoni per una superficie complessiva di 7.000 metri quadrati allo scopo di imporre all’azienda il corretto smaltimento dei rifiuti nella salvaguardia della normativa.
Massimo Iaretti
Sulle tracce degli avvelenatori di cani
Sono tornate in Provincia di Asti le squadre cinofile antiveleno. Nello scorso febbraio, in un giardino privato di San Damiano d’Asti, un cane labrador aveva già “abboccato” al richiamo di un’invitante polpetta di riso quando il proprietario, che per fortuna era vicino a lui, s’era lanciato a sottrarre il boccone sospetto al cane, impedendo che lo ingerisse completamente. Giunto da un veterinario professionista, il cane era stato sottoposto alle cure mediche di profilassi necessarie a scongiurare il peggio, mentre i residui del boccone erano stati inviati dallo stesso veterinario all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino. Esaminato il reperto, l’Istituto confermava che verosimilmente si trattava di esca avvelenata, ossia appositamente approntata da qualcuno con sostanze velenose; l’avviava dunque agli opportuni accertamenti analitici. I militari della Stazione Carabinieri di San Damiano d’Asti che avevano seguito l’attività informativa sul caso, hanno quindi recentemente coinvolto i Carabinieri forestali di Villafranca d’Asti, i quali, pur in assenza dell’esito degli esami tossicologici dell’Istituto zooprofilattico , hanno a loro volta attivato l’unità cinofila antiveleno della Stazione Carabinieri Forestale di Borgo San Dalmazzo. È nella giornata di venerdì scorso che i militari e l’unità cinofila hanno accuratamente perlustrato l’area (un giardino di circa 3000 metri quadrati e le aree agricole adiacenti) alla ricerca di eventuali altri bocconi potenzialmente avvelenati. Le ricerche hanno dato esito negativo e l’area, grazie al lavoro di Kira (questo il nome del cane antiveleno utilizzato), è stata messa in sicurezza. Si resta in attesa dell’esito delle analisi tossicologiche; nel frattempo l’attenzione dei Carabinieri Forestali sul caso resta alta e l’attività svolta con i cani antiveleno si rivela ancora una volta un utile strumento di prevenzione. Kira ed il suo conduttore fanno parte delle squadre cinofile antiveleno che sono state costituite nell’ambito del progetto europeo Life “WolfAlps”. I cani sono addestrati nella ricerca di esche avvelenate e di carcasse di animali, che puntualmente segnalano in modo inequivocabile al proprio conduttore. L’utilizzo di bocconi avvelenati è vietato dalla normativa vigente e costituisce un vero atto criminale, in quanto il veleno, una volta immesso nell’ambiente, non sceglie le sue vittime, né quelle dirette né quelle (domestici o selvatici) che potrebbe raggiungere attraverso la catena alimentare. È importante quindi segnalare prontamente alle autorità competenti (Carabinieri forestali, ASL, Sindaci) il rinvenimento di bocconi sospetti e i casi di diagnosi di sospetto avvelenamento, perché si possa intervenire per tempo con tutte le misure necessarie per individuare i responsabili e per prevenire ulteriori danni.
Massimo Iaretti
Sgominata la gang di giovani che rapinava i coetanei
I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Alba hanno identificato i componenti della banda di giovani che tra i mesi di gennaio e febbraio, hanno compiuto una serie di rapine ai danni di ragazzi presso il metrobus della città. I quattro membri della banda, tutti ragazzi frequentatori degli istituti scolastici della zona, sono ritenuti responsabili di tre violente rapine consumate ai danni di altri giovani, proprio nel momento in cui questi erano in attesa dell’autobus per tornare a casa a termine delle lezioni. Gli episodi contestati sono al momento tre, ma i Carabinieri albesi stanno raccogliendo le dichiarazioni di altre persone per capire se possono essere stati perpetrati altri fatti criminosi, non ancora denunciati per paura. In merito alle tre rapine:
- nella prima, la vittima è stata un ragazzo minorenne di Alba al quale, dopo essere stato accerchiato dai quattro, spintonato e preso a pugni, è stata strappata una catenina d’oro. In quell’occasione era intervenuto il fratello maggiore della vittima, giunto poco dopo sul posto, ma anch’egli era stato colpito a calci e pugni;
- nel secondo episodio la vittima è stata rapinata del proprio portafogli contenente pochi euro. Il ragazzo è stato minacciato con una sigaretta accesa che gli sarebbe stata spenta sul volto se non avesse consegnato quanto richiesto. Anch’egli è stato colpito con un pugno;
- la terza vittima è stata una donna che per un bottino di appena 5 euro, è stata fatta cadere in terra rovinosamente.M.Iar.
- In definita per uno dei quattro soggetti, di origine nordafricana, è scattata la misura cautelare del collocamento in una comunità. Un secondo giovane, nomade di etnia Sinti, è stato posto agli arresti domiciliari per un’altra rapina compiuta in Torino. Gli ultimi due, un italiano e un rumeno, sono stati deferiti a piede libero. Tutti dovranno difendersi nelle aule del Tribunale dei minori di Torino con l’accusa di rapina aggravata in concorso.
Appuntamenti con i "fuorilegge"
Lunedì 15 aprile, alle 17.30, la Biblioteca civica Primo Levi di via Leoncavallo,17 a Torino ospiterà la presentazione del libro di Pier Giorgio Betti “Appuntamenti con i “fuorilegge”. Violenza nazifascista e resistenza in Valle D’Aosta raccontate da un giovanissimo testimone – protagonista” (Impremix Edizioni Visual Grafika). Andrea Giorgis, docente di Diritto Costituzionale, dialogherà con l’autore. Pier Giorgio Betti (Torino, 1930), una vita da giornalista al quotidiano “L’Unità”, ha collaborato con l’Istituto storico della
Resistenza della Valle d’Aosta. Nel libro racconta il percorso dai giorni della prima adolescenza al buio dell’occupazione nazista, il ritorno dei fascisti, gli incontri col fratello partigiano Valerio e i suoi compagni, la perquisizione in casa, le fucilazioni di rappresaglia, l’inflessibile giustizia dei resistenti, il tragico rastrellamento. E finalmente la liberazione, e la “scoperta” della democrazia. I venti mesi del “secondo Risorgimento”, quelli che hanno riscattato l’onore della nazione, vengono ripercorsi da Betti sul filo della memoria, senza indulgere nella retorica ma senza omettere le incancellabili emozioni di quell’esperienza. Pier Giorgio Betti alle vicende della lotta partigiana nella Vallée ha dedicato altri due libri:“Quelli della Morgnetta” (Aosta, 1995) e “Fucili e fiamme all’ombra della Charmontane” (Torino, 2005).
M.Tr.
Torna il TJF con numeri da record. Ben 82 concerti (di cui 70 a ingresso gratuito), 320 musicisti in 24 sedi. Il Festival giunto alla settima edizione si svolgerà dal 26 aprile al 4 maggio

Il Torino Jazz Festival viene affidato per il secondo anno consecutivo alla coppia Li Calzi- Borotti. Le OGR saranno il palco principale. Le altre location sono : il Conservatorio, l’Aula Magna del
Politecnico , l’Auditorium del grattacielo San Paolo, il Piccolo Regio. Da segnalare i Jazz Blitz ,20 minuti di musica improvvisata in tutta la città, anche in posti particolari come ospedali, case di cura e case circondariali. Il TJF verrà inaugurato venerdì 26 alle 18 al Circolo dei Lettori, con la presentazione del libro Jazz Area del fotografo Roberto Masotti. La chiusura del TJF sarà affidata al trombettista Enrico Rava che festeggia i suoi 80 anni. Tanti i
musicisti che si alterneranno sui vari palchi. Pieranunzi-Zirilli- Tavolazzi, Joshua Redman, Kyle Eastwood con Stefano Di Battista per il progetto “Gran Torino”, I “Tres Coyotes” con John Paul Jones storico bassista dei Led Zeppelin affiancato da Magnus Lindberg e Anssi Karttunen, per un concerto all’insegna della totale improvvisazione, Gavin Bryars in bilico tra classica e minimalismo, Michel Portal & Flavio Boltro Bbb Trio. Il chitarrista inglese Fred Frith. Randy Brecker & Chad
LeFkowitz-Brown con il Fabio Giachino Trio e tanti altri. In questa edizione del Festival aumenteranno anche le esibizioni all’aria aperta e le jam session. Biglietti in vendita all’Urban Lab, piazza Palazzo di Città 8/f; Infopiemonte-Torino Cultura, via Garibaldi 2. In rete www.torinojazzfestival.it – www.vivaticket.it.
Pier Luigi Fuggetta
Gli strumenti di tutela legale con cui affrontare, abbattere e comporre situazioni debitorie divenute ingestibili
La crisi economica ha introdotto un nuovo mercato, che è bene approcciare con attenzione: quello del debito. O meglio, della sua ristrutturazione. Il cosiddetto ‘Restructuring’ è una materia difficile, complessa, decisamente articolata e variegata, che richiede un approccio olistico a 360° nell’esame gestione e attuazione degli opportuni processi economici, fiscali e giuridici necessario al fine di ottenere in maniera armoniosa e integrata il massimo risultato possibile per il sovraindebitato: sia esso, cittadino, consumatore, artigiano o imprenditore. In Italia, tra i Big player del settore, un posto di tutto rispetto spetta alla ‘SDL Centrostudi SPA’, dal 2010 a oggi la prima realtà aziendale italiana ad aver attuato con successo l’insieme dei passaggi professionali – in piena ottemperanza alle vigenti disposizioni normative – che è necessario compiere per poter restituire vita, dignità, speranza, lavoro e futuro a tutti quei soggetti di mercato che necessitano di una radicale revisione delle esposizioni bancarie, e delle partite dare/avere nell’ambito delle rispettive economie di scala. Dalla lotta all’usura e all’anatocismo bancari, alias l’insieme degli indebiti interessi e altrettante competenze non dovute (che, il più delle volte, gravano sui conti correnti degli italiani ignari) alla virtuosa e competente applicazione della cosiddetta Legge 3/2012 in materia di sovraindebitamento, attraverso un affiatato e rodato pool di esperti composto da numerosissimi legali, consulenti, esperti e periti di vario ordine e grado in materia economico-giuridica, oggi l’azienda fondata con successo dal già stimato avvocato e imprenditore bresciano Serafino Di Loreto costituisce il punto di riferimento indiscusso per chi necessiti di un approccio nuovo e producente in vista di un corretto riposizionamento della propria attività. “Oltre 156mila italiani in crisi assistiti su più fronti, e ben oltre 250 milioni di euro lor restituiti e prima ingiustamente sottratti da Banche e Fisco ingiusti, costituiscono la prova tangibile dell’esperienza maturata in un settore in cui è sempre più richiesta formazione e aggiornamento costante e altrettanta capacità di analisi”, spiega il Professor Di Loreto. Che aggiunge: “Con in più, fatto unico in Italia, garanzie e tutele efficaci per cittadini e consumatori: pre-analisi gratuite con cui offrire ai clienti una panoramica concreta e assolutamente rispondente al reale sullo stato dell’arte della propria posizione debitoria o di crisi, e una polizza assicurativa che garantisce il totale rimborso delle spese legali sostenuti in caso di soccombenza in Tribunale”, conclude l’esperto.
La serie donne (in nero) continua con un’altra Madonna con manto nero, inoltre ancora una volta, come per la precedente edizione, parliamo di Gerolamo Giovenone, pittore piemontese nato a Vercelli nel 1490; infine una riflessione sull’iconografia della Madonna con un accenno a Ambrosius Benson.
La “Madonna con bambino tra i santi Abbondio e Domenico, la committente Ludovica Buronzo e i suoi figli” è il lungo titolo del quadro di Gerolamo Giovenone conservato ai Musei Reali di Torino, datato 1514 e proveniente dalla città natale del pittore piemontese, Vercelli. La tempera su tavola è di dimensioni tutt’altro che modeste, misura infatti un lato di più di un metro e mezzo e in altezza supera abbondantemente i due metri; la stazza è tipica delle tavole realizzate per ambienti ampi, infatti in origine il quadro era esposto presso la chiesa di San Paolo, per la precisione nella cappella della famiglia Buronzo dedicata a Sant’Abbondio a Vercelli.
Vediamo che, anche questa volta come per la precedente quinta uscita, si tratta di una Madonna in trono, infatti si notano la seduta rialzata e il baldacchino. La Madonna, il bambino e gli altri personaggi si trovano in una struttura architettonica -una “volta” composta da archi- che affaccia su sfondo aperto. Il paesaggio montano in lontananza è uno dei tratti essenziali della bellissima opera del 1514, già segnata dal tratto raffaellesco, ricercato dal Giovenone proprio in quegli anni. Nel 1514 Gerolamo Giovenone si è già autonomizzato dal suo primo maestro, Defendente Ferrari, per avvicinarsi a Gaudenzio Ferrari -altro piemontese di cui abbiamo avuto occasione di parlare nelle precedenti uscite- che a partire dalla prima decade del 1500, seppur in una fase iniziale della sua carriera, è considerato magister per il fatto di aver compiuto il viaggio in centro Italia in cui ha consolidato la sua formazione. Molto probabilmente è proprio da Gaudenzio che Gerolamo impara i tratti raffaelleschi, riconoscibili nell’espressione serena e nel collo allungato. Il collo e più in generale gli arti allungati,
sono un segno tipico della pittura marchigiana e toscana a cavallo tra il XV e il XVI secolo, non è quindi insolito ascrivere le caratteristiche dei pittori piemontesi alle scuole dei colleghi centro-italiani, considerando i viaggi di formazione che rendono possibile la mescolanza degli accorgimenti stilistici e la diffusione delle mode (o correnti) pittoriche.
La serie donne (in nero) collega la manifestazione Donne In Nero, presente in centro a Torino ogni ultimo venerdì del mese dalle ore 18 alle 19, a diverse opere pittoriche femminili con una caratteristica comune: il manto nero. Tradizionalmente quando immaginiamo Santa Maria, pensiamo alla Madonna con il manto celeste, infatti il colore azzurro della veste di Maria è scelto per i presepi ed è il colore che le si associa più comunemente. Per esempio anche il fiore primaverile che nasce spontaneamente nei giardini, chiamato “occhi di madonna” conosciuto anche come “non ti scordar di me” è di colore azzurro, non è insolito dunque che il colore blu (o blu chiaro) sia quello che ricordiamo per primo pensando a Maria di Nazareth. Tuttavia nella storia della pittura vediamo, a dispetto di quanto si è detto, che molto spesso Maria è vestita di rosso, colore simbolo della passione di Cristo e che può dunque essere letto -nell’economia del quadro- come preannuncio del dolore per il figlio. Il mantello nero non è insolito, come vediamo in questa serie e, bontà dei pittori, il tessuto del drappo spesso ha un colore acceso nel risvolto o nella fodera. Talvolta come ad esempio nella Madonna col bambino incoronata da due angeli di Ambrosius Benson, datata intorno al 1527, olio su tavola conservato a Palazzo Madama a Torino, il vestito è nero e il manto è rosso. Elettra-ellie-Nicodemi



