
Uno di quei personaggi che non potrebbero più esistere perché non potrebbe più esistere la Torino di una volta. Lui era “Maurizio”, il Maciste di Porta Pila (vero nome Gioacchino Marletta, siciliano di origine). Rispetto alle migliaia di altri meridionali giunti in città negli anni ’60, Maciste non cercava un lavoro fisso: la sua attività consisteva nell’intrattenere grandi e piccini, ogni domenica mattina, al mercato di Porta Palazzo. Sollevava una pietra enorme, oppure spezzava con le mani una catena di ferro. Una vita di stenti, ma con la impagabile soddisfazione di non avere padroni e di potersi fregiare del titolo di Re di Porta Pila., Il libro è una interessante e documentata ricostruzione storica che fa assaporare atmosfere di tempi perduti. (foto da: scopriportapalazzo.com)
“Il Maciste di Porta Pila. Storie di immigrati e del «re» Maurizio”. Di Andrea Biscaro, Neos Edizioni.

Offerte per il sostentamento ci sono sacerdoti come Don Angiolino Cobelli, parroco di San Bartolomeo Apostolo a Rivoli che ha promosso, insieme al gruppo Caritas locale, la realizzazione di un orto parrocchiale per sostenere le famiglie con problemi economici. È stato utilizzato un terreno di circa mille metri quadri annesso alla chiesa, alle pendici della collina di Rivoli. Gli ortaggi coltivati e raccolti da quattro anni vengono distribuiti alle famiglie in difficoltà seguite dai volontari. «Il nostro obiettivo – spiega don Angiolino– non è solo quello di produrre verdure. Con quest’idea si vuole coinvolgere chi ha bisogno di aiuto, facendolo sentire utile attraverso il lavoro pratico, in modo che non si senta assistito, ma partecipe in qualche misura del proprio sostentamento. Inoltre l’orto è un mezzo anche per impegnare qualche adulto rimasto senza lavoro in modo proficuo e a servizio degli altri. Sono molte le persone che in vari modi appoggiano questa attività. Anche don Cobelli quando le incombenze parrocchiali glielo consentono indossa tuta, scarpe da contadino e imbraccia vanga e zappa: sì perché nell’orto di San Bartolomeo non si usano utensili meccanizzati ma i tradizionali mezzi di coltivazione, più impegnativi, ma che rendono meglio il valore anche simbolico del sudore della fronte con cui ci si guadagna da vivere. I prodotti dell’orto vanno ad integrare le due distribuzioni mensili di pacchi viveri a cura della Caritas parrocchiale nonché quella settimanale di pane, messo a disposizione da un vicino ipermercato. Sulle reti nazionali per 3 settimane, e per tutto il 2017 su TV 2000, l’invito a domandarsi da dove vengono le risorse per sostenere i sacerdoti e donare un piccolo contributo, verrà anche dallo spot girato a basso costo nelle versioni da 15 e 30 secondi. Da un’idea di Alessandro Sortino, il filmato è stato realizzato da Giuseppe Carrieri. Direttore della fotografia è Giancarlo Migliore e fotografa di scena Giorgia Benazzo.
perequativo e di solidarietà nazionale scaturito dalla revisione concordataria del 1984, per sostenere l’attività dei sacerdoti diocesani. Infatti da circa 30 anni i sacerdoti non ricevono più lo stipendio dallo Stato ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso queste Offerte.
diocesano bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma il loro significato indica un’ulteriore consapevolezza e partecipazione alla vita di tutte le comunità italiane, oltre che della propria. I contributi versati vengono inviati all’Istituto centrale sostentamento clero di Roma, che li distribuisce equamente tra i preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile che va dagli 870 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le Offerte oggi sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa per il Vangelo e per i fratelli, oltre che circa 600 missionari nel Terzo Mondo. Il contributo è deducibile fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno.

“Un nostro operatore di ritorno dal centro gestito dalla Croce Rossa di Torino per i senza fissa dimora, in Piazza Massaua, è stato aggredito da una decina di persone
Cabina di regia e la segreteria tecnica istituita a marzo del 2015, assicurando la massima condivisione delle scelte e il coinvolgimento di tutti gli enti coinvolti nella programmazione e nella realizzazione dell’opera. Potrà avvalersi nelle varie fasi del procedimento degli enti strumentali e delle società partecipate della Regione. A motivare la scelta della Giunta è stato in primo luogo il processo di riorganizzazione interno compiuto negli ultimi anni dall’azienda della Città della Salute, in modo specifico per quanto riguarda le misure adottate in tema di
valutazione dei rischi e di anticorruzione e trasparenza, che ne fanno un soggetto particolarmente idoneo a garantire il corretto svolgimento delle procedure di gara e della successiva gestione dei contratti. L’azienda, in quanto ospedaliera universitaria, ha inoltre la possibilità di rappresentare e interloquire direttamente con tutti i soggetti che fanno parte del progetto. Già da settembre ha costituito un gruppo di lavoro proprio in vista della realizzazione del futuro Parco della Salute, le cui competenze e conoscenze verranno messe a disposizione. Secondo quanto previsto dalle normative, l’azienda ora presenterà all’Anac la richiesta di qualificazione come stazione appaltante.
La notte del 31 dicembre registra il 92% delle stanze d’albergo occupate a Torino,
Con il caldo primaverile degli ultimi giorni sono stati battuti praticamente tutti i record
Milano, 16 a Bolzano. Già da oggi e fino a venerdì è però previsto un forte calo delle temperature, fino a 10 gradi. Terminerà così questa “primavera” di dicembre, e i valori saranno in linea con la stagione invernale.
Un clochard è stato trovato morto negli scantinati degli edifici Atc di via Bilieri, a Torino
I bianconeri juventini Daniele Rugani e Paulo Dybala e il milanista Gigi Donnarumma sono nella lista delle rivelazioni dell’anno di ‘France Football’
E’ blocco dei veicoli Euro3 diesel, mercoledì 28 dicembre a Torino: