redazione il torinese

Lavazza fra le finaliste del premio sul miglioramento continuo

Martedì 11 luglio si tiene a Bologna la finale del Kaizen Award, primo premio nazionale sul miglioramento continuo. Ecco le 12 finaliste selezionate per le tre categorie in gara. Fra queste anche la Lavazza. 
Per le aziende sotto i 250 dipendenti, Amcor di Soliera (Modena), Polidoro di Schio (Vicenza) e Interroll di Cornaredo (Milano). Per le imprese con più di 250 dipendenti: Pietro Fiorentini di Arcugnano (Vicenza), Lavazza di Gattinara (Vercelli), Metal Work di Concesio (Brescia), Carpigiani di Anzola dell’Emilia (Reggio Emilia), Electrolux di Forlì (Forlì-Cesena).

Per le organizzazioni sanitarie: Fondazione Poliambulanza di Brescia, Azienda Ospedaliera – Universitario Senese di Siena, Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova e Asl Toscana Centro di Firenze.I vincitori saranno selezionati martedì 12 luglio nell’auditorium Biagi della biblioteca Salaborsa di Bologna, da una giuria composta da  Fabio Storchi, presidente e amministratore delegato di Comer Industries Spa e di Federmeccanica. In giuria con lui Carlo Rafele, professore del Politecnico di Torino, Barbara Ganz, giornalista del Sole24Ore, Andrea Vivi, general manager TÜV InterCert, oltre a Bruno Fabiano e Carlo Ratto di Kaizen Institute.

***

Finalista Lavazza

 

Lo stabilimento di Gattinara ha avviato un percorso di profonda riorganizzazione volto al raggiungimento dei target prefissati. I problemi ora vengono affrontati dai team naturali di reparto durante il DK1, incontro di routine giornaliero dove si analizzano le performance e si intraprendono azioni con metodo del Pdca. I problemi che non possono essere risolti, al livello 1, fanno escalation verso il management nel DK2, in Obeya Room. La modalità ed efficacia della conduzione del Dk1, da parte del team leader, vengono ciclicamente misurate dalla direzione attraverso un momento di hansei che termina con l’attribuzione di un punteggio. Il miglioramento continuo del nostro Gemba e delle nostre persone passa attraverso dei momenti di audit nei quale diffondiamo metodo e cultura. Siamo partiti da una situazione in cui gli audit erano organizzati per argomento, su grandi aree, con poco coinvolgimento dei team di reparto. Il cambiamento vincente è stato quello di creare un unico momento di audit, su piccole aree dello stabilimento, coinvolgendo il team leader e il tecnologo. Il risultato è legato a una diminuzione dei tempi di chiusura delle NC, attraverso la proattività del team di reparto. Per ottenere un’organizzazione del lavoro in grado di raggiungere gli obiettivi di efficienza prefissati e consolidarli nel tempo, occorre continuare ad investire sullo sviluppo delle persone. È necessario che il personale addetto al confezionamento sia in possesso di tutte le competenze necessarie ad una conduzione autonoma e qualificata degli impianti produttivi, coerente con l’attuale evoluzione tecnologica e dei processi.   Questo obiettivo si è concretizzato attraverso un percorso di formazione, basato sul metodo TWI, che ha trasferito alcune semplici attività PILS agli operatori con l’obiettivo di prevenire difetti e guasti, aumentando la conoscenza dei propri impianti. Il manutentore, a tendere, si occuperà della manutenzione professionale e del miglioramento continuo di impianti e processi.

 

(foto: il Torinese)

Da Caselle a San Pietroburgo

La compagnia aerea S7 Airlines continua ad investire all’Aeroporto di Torino e aggiunge una nuova destinazione: San Pietroburgo


E’ la prima volta che la città russa viene servita con volo diretto di linea dall’aeroporto piemontese. Il nuovo collegamento sarà a disposizione, oltre che dei numerosi turisti russi che scelgono le Alpi per le loro vacanze invernali, anche dei piemontesi che decideranno di cogliere questa straordinaria opportunità del volo diretto per visitare San Pietroburgo, uno dei più affascinanti centri artistici e culturali d’Europa. Il collegamento sarà operativo ogni domenica a partire dal 24 dicembre con il seguente orario, espresso in ora locale:

Torino San Pietroburgo 09:00 14:20 domenica
San Pietroburgo Torino 06:40 08:10 domenica

Il volo,  della durata di circa 3 ore e mezza, verrà operato con Airbus A319 da 144 posti.

S7 Airlines incrementa inoltre i voli diretti tra Torino e l’aeroporto di Mosca Domodedovo: nella prossima stagione invernale effettuerà fino a 4 frequenze settimanali nel periodo delle vacanze di Natale e successivamente due frequenze settimanali, aggiungendo al volo del sabato attualmente operato una nuova frequenza il martedì. Mosca Domodedovo rappresenta inoltre la base principale del vettore, dalla quale è possibile proseguire per numerose destinazioni in Russia e verso i Paesi limitrofi. Il nuovo volo con San Pietroburgo e l’aumento delle frequenze per Mosca daranno nuovo impulso ai flussi turistici su entrambe le direttrici e offriranno un nuovo collegamento utile alle aziende del territorio con interessi nell’area. I biglietti del nuovo volo per San Pietroburgo e per Mosca possono già essere acquistati attraverso il sito della compagnia www.s7.ru o in qualsiasi agenzia di viaggio con tariffe a partire da 65 euro (tariffa soggetta a disponibilità e non comprensiva di tasse e supplementi).

Conti regionali in rosso, avviato il risanamento ma il disavanzo è di quasi 8 miliardi

Poco meno di 8 miliardi di euro, 7,9 per la precisione. E’ questo il disavanzo nelle casse della Regione Piemonte, rilevato dalla relazione del pg della Corte dei Conti, Giancarlo Astegiano. Il documento è stato reso noto oggi a Torino in occasione del giudizio di parificazione del rendiconto generale dell’Ente per l’esercizio dell’anno  2016. secondo il magistrato si tratta di fine dell’emergenza poiché  e’ “presumibilmente”ì conclusa l’operazione di disvelamento  del passivo accumulato negli anni” intrapresa con l’approvazione del rendiconto del 2013 e della legge di assestamento del bilancio di previsione 2016-2018. Nella relazione si attesta che ci sono stati interventi mirati a invertire l’andamento  negativo che ha caratterizzato la gestione finanziaria degli ultimi dieci anni. Anche se la  situazione “continua a presentare notevoli criticità”.

Dagli studenti del Poli oggetti per bambini con disabilità

Per il secondo anno alcuni studenti del Politecnico di Torino iscritti al corso di “Tecnologie per la Disabilità”, partecipando ad Hackability@TecDi al posto del tradizionale esame, hanno lavorato insieme a maker, designer e famiglie seguite dalla Fondazione Paideia per provare a rispondere alla richiesta di presidi e oggetti progettati o adattati in base alle esigenze delle persone con disabilità.


Hackability è un format nato a Torino nel 2015 e adottato dal corso di “Tecnologie per la Disabilità” nel 2016, con l’obiettivo di usare la co-progettazione come occasione di empowerment e inclusione e costruire un ambiente dove maker, designer e persone con disabilità possano arrivare alla prototipazione e alla realizzazione personalizzata e in piccoli numeri di presidi e oggetti a basso costo in grado di supportare le persone con disabilità nella vita quotidiana.

Hackability@TecDi è stato realizzato dal Team Studentesco Hackability@Polito, nato dagli studenti che l’anno scorso hanno partecipato all’iniziativa, grazie al supporto del Politecnico di Torino, di Hackability, del Laboratorio Nazionale AsTech del Consorzio CINI e di Fondazione Paideia.

Lorenzo, uno dei genitori che ha partecipato al progetto, ha raccontato così la sua esperienza: “Per progettare un triciclo in grado di garantire più sicurezza e stabilità rispetto alle normali biciclette con le rotelle per mio figlio Simone abbiamo pensato insieme agli studenti a un sistema simile a quello degli scooter a tre ruote, con il corpo pedali con catena rimovibile che diventa un triciclo a spinta e a sua volta si trasforma praticamente in un passeggino e grazie al supporto per iPad gli permette di stare comodamente seduto a guardare i cartoni animati”.

Giuseppe Airò, che per conto di Hackability ha seguito il progetto, ha aggiunto: “Per il secondo anno, grazie a Fondazione Paideia e al lavoro del Team Studentesco riusciamo a calare gli studenti in un’esperienza che permetta loro di co-progettare, lavorare in team, sviluppare competenze trasversali partendo da bisogni concreti, un’esperienza non solo di studio e di lavoro, ma anche umana”.

Il caso Contrada. Giustizia è fatta, fuori tempo massimo

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Dopo 25 anni di umiliazioni, sofferenze, condanne, rivelatesi infondate, il generale Bruno Contrada, 86 anni, ha visto riconosciuta dalla Cassazione la sua non condannabilità, non foss’altro perché il reato di concorso esterno mafioso, all’epoca dei fatti a lui ascritti ,non era definito in modo chiaro perché esso nacque da uno dei più strani combinati disposti della storia giudiziaria italiana, quello tra l’art. 416 ,l’associazione di stampo mafioso e l’art. 110,il concorso in altri reati. Il concorso esterno è un quasi un ossimoro giuridico che solo in Italia è stato preso seriamente e drammaticamente in considerazione. La condanna di Contrada che scontò dieci anni di carcere con grande dignità  e che venne linciato e ferito a morte  da esecuzioni mediatiche indegne di un paese libero e civile, nasceva, tanto per cambiare, da confessioni di pentiti, una piaga della giustizia italiana che portò a processi senza riscontri fondati. I tempi dei pentiti di terrorismo  del Gen. Alberto dalla Chiesa sono stati tutt’altra cosa dai cosiddetti pentiti di mafia. Il caso di Enzo Tortora fu il primo caso eclatante :condannato a dieci anni, poi assolto tardivamente in appello. Tortora subì anche lui indegne aggressioni da parte di alcuni giornali, ma ci fu lo Zola italiano Marco Pannella che non lo lasciò solo e gli consentì di reagire, pur senza sottrarsi al processo, perché Tortora condannato si dimise dal Parlamento europeo, rinunciando all’immunità. Un esempio quasi unico di dimissioni e di rinuncia all’immunità. Chi ha cercato di sostenere, come chi scrive, Contrada non ebbe la forza di Pannella e del partito radicale. Anzi, lo stesso partito radicale non ebbe la stessa capacità nel difendere il numero due del Sisde  che aveva combattuto a Palermo in prima fila, insieme all’amico Boris Giuliano ammazzato dalla mafia.

***

Anche in questa occasione il solito Ingroia non ha avuto, ancora una volta, il buon gusto e il buon senso di tacere. Il fatto scandaloso resta comunque il lunghissimo iter giudiziario durato 25 anni.
Basta confrontare una fotografia di Contrada oggi con una di 25 anni fa per comprendere la sofferenza tremenda di un imputato che si era sempre dichiarato innocente. E’ una netta sconfitta per quelli che Sciascia definì i “ professionisti dell’Antimafia” che tanto male hanno arrecato alla credibilità della Giustizia italiana. Il Gen. Mario Mori ,recentemente ebbe riconosciuta l’innocenza dalla Cassazione dopo essere stato sottoposto, lui autentico servitore dello Stato come Contrada, ad ogni sorta di violenze mediatiche e condanne giudiziarie rivelatesi immotivate. Sarà un onore per me conferire a Mori il Premio “Pannunzio Alassio” il 7 agosto nella città del Muretto. Idealmente assoceremo nel premio Bruno Contrada. Se riuscirò a raggiungerlo, vorrei invitarlo e conferirgli lo stesso Premio. Due storie parallele di malagiustizia molto simili. La vita di Contrada è stata distrutta e la revoca della condanna da parte della Cassazione è ormai poco più che un atto simbolico. Ha dichiarato Contrada  che “non prova odio per nessuno e che se incontrasse il suo PM,si limiterebbe a cambiare marciapiede”. Anche in questa affermazione si evidenzia lo stile dell’uomo, la nobiltà del suo animo. Oggi ,alla notizia  della sentenza della Cassazione su Contrada  voglio ricordare il magistrato torinese  Giuseppe Manfredini che il 1° maggio1956 si suicidò per l’atroce dubbio di aver concorso ,con una sentenza sbagliata, a condannare un innocente. Piero Calamandrei scrisse di lui che le parole “giustizia”, ”innocenza”, ”responsabilità” possono ancora scatenare un tumulto in una coscienza ,fino a indurre uno di quegli uomini in toga (…) a rinunciare alla vita, piuttosto che sopportare il dubbio di averle involontariamente tradite”. Meglio non si sarebbe potuto dire. Sia reso onore a Bruno Contrada e a Mario Mori che la criminalità organizzata ebbero il coraggio di affrontarla a viso aperto e che furono vittime di un mondo in cui i valori della giustizia ,spesso oscurata da pregiudizi politici, subirono un’eclisse che la Corte europea e la Cassazione hanno consentito di superare. Purtroppo molto tardivamente. Troppo tardivamente.

Serata in piola tra delizie e richiami letterari

di Giuliana Prestipino

.

E’ ora di finirla con tutte queste disquisizioni sul cibo e le pietanze. E’ come voler tentare di attribuire un senso ad un incontro amoroso. Non è possibile. Eppure, a quanti non è capitato di argomentare animatamente su una minestra di lenticchie destrutturata o sui mirabolanti accostamenti tra sarde fritte e mozzarella di bufala? E alzi la mano chi non ha mai immortalato almeno una volta nella vita un piatto così bello e colorato da sembrare un’opera d’arte. Siamo approdati in una nuova era. Quella in cui il cibo si è trasformato in un’esperienza estetica e intellettuale prima ancora che sensuale. Un grande umorista del Novecento, Achille Campanile, acuto osservatore dell’animo umano, tentò in un sagace e spassoso racconto appunto intitolato “Asparagi e immortalità dell’anima” associazioni quanto mai insolite ed ardite tra il cibo e le alte riflessioni filosofiche. Paradossali, funambolici e bizzarri gli ipotetici legami che unirebbero gli asparagi e l’immortalità dell’anima. Ma Campanile finì per concludere rassegnato: “Da qualunque parte si esamini la questione, non c’è nulla in comune fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima”. Bene. In questa rubrica sulla ristorazione torinese cercheremo, per quanto ci è possibile, di non cadere in arzigogolati intellettualismi, ma di catturare l’anima e l’atmosfera del locale e di assaporare l’esperienza a tavola per quello che in fondo è: un tuffo nella parte più autentica di noi. Perché è a tavola che ci si mette comodi e ci si abbandona a quella sana gioia di vivere in compagnia. Ci riusciremo?

GP

***

Trattoria Valenza

“Che belle serate si facevano qui una volta con una brunetta…”. Commenta così l’anziano oste con i nostri vicini di tavolo mentre aspettiamo il menu. E come un padrone di casa molto attento offre subito ai suoi ospiti del buon vino, proprio quello che lui berrebbe la domenica in famiglia. Va e viene dalla cucina e chiacchiera. Chiacchiera dei bei tempi andati. Frammenti di ricordi di un tempo che non torna ma che si respira nell’aria, nei quadri degli antiquari del Balôn, nelle antiche credenze di legno, negli orologi a pendolo che fanno da arredo al locale. Nel cuore del “Burg dij strass”, borgo di stracci, così come veniva chiamato il Balôn si trova la Trattoria Valenza. Un piccolo tempio che custodisce l’anima più popolare e antica di Torino e gli echi letterari e cinematografici del primo vero giallo italiano, “La donna della domenica” di Fruttero e Lucentini.

Da qui sono passati carrettieri, stallieri, osti, maniscalchi, facchini, venditori ambulanti e artigiani, rigattieri, arrotini, straccivendoli, ma anche Marcello Mastroianni nei panni del commissario Santamaria. In questa trattoria che è la piola per eccellenza, è possibile assaporare la vera cucina piemontese senza fronzoli o rivisitazioni audaci, godendo di ritmi più umani che sanno di civiltà antica. Il menu è alla carta. Abbondante e fresco l’antipasto misto piemontese con i grandi cavalli di battaglia: tomini, acciughe al verde, carne cruda, peperoni con bagna cauda, vitel tonnè, tocchetti di frittata, sedano e gorgonzola, coppa e melanzane grigliate. Apprezziamo molto il pane casereccio e i grissini grossi e non confezionati. Come primo scegliamo degli ottimi agnolotti al ragù di carne. Nonostante le porzioni siano abbondanti e una bottiglia di Arneis se ne sia già andata (la serata è molto calda e il rosso della casa forse ci avrebbe stordito), non resistiamo alla tentazione di ordinare il secondo. Polpette al sugo, due, ma giganti e gustose, e la frittata di erbe morbida e saporita. Alle 21.40 si sentono i rintocchi di una delle pendole appese alla parete accanto alla cucina. Incuriositi chiediamo alla cameriera perché suona proprio alle 21.40. Risposta: “Considerando il posto non credo possa avere un senso, perché qui dentro nulla ha un senso”. Ci guardiamo e sorridiamo. Musica per le nostre orecchie che cercavamo proprio un luogo sospeso e lontano dai ritmi frenetici della città, a metà strada tra la trattoria di paese e il pranzo in famiglia. Ormai le due salette sono piene e ci stupiamo perché è un afoso martedì di giugno e la cucina piemontese non è propriamente estiva. Il padrone di casa si è ormai accomodato su una sedia di legno davanti all’entrata per prendere una boccata d’aria. Fuma rilassato e il suo sguardo assorto si perde un po’ in fondo alla strada e un po’ in cielo. Sembra un Camilleri in versione sabauda, pronto a raccontare gli aneddoti più insoliti e divertenti che hanno animato la trattoria. Gli altri famigliari, che mandano avanti con lui il ristorante, continuano a fare gli onori di casa in modo efficiente con gli avventori che sembrano essere, alcuni, degli habituè, dal modo informale con cui si intrattengono. Ci si sente a casa. Siamo al dolce. Imperdibili la macedonia, la torta di mele e il caffè della casa corretto con liquore e limone, una specie di moretta fanese.

***

TRATTORIA VALENZA

Indirizzo: Via Borgo Dora 39, tel. 011 5213914

Prezzo medio (bevande escluse): € 25-30

Orario cucina: 12-14.30, 20-22.30

Chiusura: domenica e lunedì; aperto a pranzo la seconda domenica del mese in occasione del Gran Balôn

Ferie: agosto

***.

Da “La donna della domenica”, il  film del 1975 diretto da Luigi Comencini tratto dall’omonimo romanzo del 1972 di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, in parte ambientato al Balon di Torino

 

Auto impazzita travolge e uccide mendicante padre di due figlie

Un pedone verso le 15 era fermo vicino al semaforo di corso Allamano quando un’ auto impazzita lo ha travolto e ucciso sulle strisce pedonali davanti alle Gru, a Grugliasco. L’uomo deceduto è un marocchino di  40 anni. L’Opel Meriva Nera ha speronato nella sua corsa  altre due vetture ed è stata fermata da alcuni automobilisti. Alla guida un uomo di origine rumena, che ha rischiato di essere linciato se non fossero intervenuti la polizia municipale di Grugliasco e i carabinieri. Da un primo esame non risulterebbe ubriaco. La vittima è un mendicante che chiedeva l’elemosina al semaforo. Lascia una moglie e due figlie in Marocco

SABATO A ROMA CORTEO E MANIFESTAZIONE DI PIAZZA DEL MOVIMENTO ANIMALISTA

Avvelenati o uccisi con polpette ai chiodi, impiccati, ammazzati a bastonate, bruciati, trucidati, massacrati. Il museo delle sevizie agli animali, domestici e selvatici, è davvero un museo degli orrori. Il Movimento animalista, guidato dall’on. Michela Vittoria Brambilla, chiede giustizia anche per gli animali ed ha indetto per sabato 8 luglio, una manifestazione nazionale a Roma, proprio mentre, quasi alla fine della legislatura, la commissione Giustizia della Camera avvia l’esame di una serie di proposte di legge (7 a firma Brambilla) sulla tutela penale e civile degli animali. Si tratta di un’occasione più unica che rara, quindi veramente da non perdere, per alzare la voce e far sentire l’indignazione di tutti gli amici degli animali, costretti a leggere quasi ogni giorno di sevizie e di abusi puniti con lievi pene pecuniarie o con una reclusione solo “figurativa”. Militanti, attivisti, simpatizzanti da tutt’Italia chiederanno di non “fare sconti” alla violenza, di inasprire le pene, do far sì che i colpevoli, quantomeno nei casi più gravi, vadano effettivamente in carcere. L’altro grande tema sarà il randagismo, che affligge ancora vaste aree del Paese, soprattutto a Sud. Non è un “fuori luogo”: il possesso irresponsabile e l’abbandono, che moltiplicano il numero degli animali vaganti, sono solo forme di verse di maltrattamento. Volontari dal Sud racconteranno il loro impegno e le loro esperienze, anche presentando dei video-documenti sui canili-lager. Il punto di partenza per il corteo sarà lo spazio davanti alla fermata Colosseo della metropolitana, dove i manifestanti si riuniranno a partire dalle 16 per avviarsi poi, lungo via dei Fori imperiali, a piazza della Madonna di Loreto. Qui saranno allestiti un palco e un maxischermo per gli interventi della presidente del Movimento, on Brambilla, dei coordinatori regionali e degli esponenti delle associazioni che hanno aderito. Vicino ai “palazzi”, tradizionalmente “sordi” a queste istanze, i partecipanti avranno la possibilità di esprimere il proprio sdegno e chiedere alla politica di garantire davvero “giustizia per tutti”. In nome di Angelo, Pilù, Moro (solo per citare i casi che hanno avuto maggiore risonanza) e di tutte le vittime della crudeltà dell’uomo, che spesso soffrono nell’indifferenza e nell’oscurità.

Cena in bianco e Giovedì sotto le stelle

11 e 13 luglio 2017 a Carmagnola (TO) dalle ore 19:30 Lungo l’asse di Via Valobra e in altre zone del Centro Storico

L’11 torna la CENA IN BIANCO, un appuntamento molto atteso da tanti cittadini di Carmagnola ma non solo. Il 13 luglio si svolge invece un nuovo appuntamento della storica kermesse “GIOVEDÌ SOTTO LE STELLE” che propone piacevoli serate con negozi aperti sino a tardi, aperitivi, cene, after dinner, gelati e dolci artigianali, animazioni con musica live, dj set, animazioni e spettacoli per vivere Carmagnola in maniera divertente e frizzante 

 

Martedì 11 luglio a Carmagnola torna l’oramai tradizionale appuntamento estivo con la CENA IN BIANCO, l’evento che trasforma piazze e vie della città in una “camera da pranzo” a cielo aperto.
Il luogo e l’orario della cena verranno svelati il giorno 9 luglio sulla pagina facebook “Cena in Bianco Carmagnola” ed è possibile aderire inviando un email a cenainbiancocarmagnola@gmail.com indicando nome e cognome, numero di partecipanti, numero di telefono di almeno un referente e se si ha la possibilità di avere posti a tavola per altre persone. Tutti i partecipanti devono presentarsi rigorosamente vestiti di bianco e portare con sé i cibi e le bevande preferite e tutto l’occorrente per allestire ed imbandire tavoli rigorosamente bianchi. Sedie e sgabelli possono anche non essere bianchi, così come i tavoli che però dovranno essere coperti da candide tovaglie. Niente posate e piatti in plastica o carta bensì solo tovaglia e tovaglioli in tessuto, piatti e bicchieri in vetro e ceramica. E’ anche richiesto di portare portacandele, candele di tutti i tipi e misure, fiori e centrotavola, menu e segnaposti, per sbizzarrirsi nella decorazione ma sempre mantenendo una tavola sobria di tradizione italiana. Si apparecchia e imbandisce la propria tavola con amici, familiari, colleghi, nonni e bambini per vivere l’emozione di una cena urbana all’insegna delle cinque “grandi E” di etica, estetica, ecologia, educazione, eleganza nel rispetto di condivisione, convivialità e piacere di stare insieme.

Giovedì 13 luglio è invece in programma il terzo appuntamento della kermesse “GIOVEDI’ SOTTO LE STELLE” che come tutti gli altri proporrà una piacevole serata con negozi aperti, varie offerte enogastronomiche, animazioni, intrattenimenti, balli, concerti e spettacoli rivolti a tutte le fasce di età per vivere il centro della Città del Peperone in maniera divertente nei giovedì sera di giugno e luglio.  Le serate si svolgono principalmente lungo l’asse commerciale del comune per coinvolgere i numerosi esercizi commerciali aderenti.  Sarà ampia anche la proposta musicale con diversi musicisti e la scuola di ballo Mambo Jambo che nella zona Bussone che farà ballare il pubblico  e si esibirà in alcune collaudate coreografie di vari generi di danza .

Quest’anno anche via Gardezzana viene coinvolta nelle serate dei Giovedì Sotto le Stelle: la strada si abbellisce con i dehors dei bar e i negozi propongono ogni sera eventi diversi. Presso la libreria Mondadori viene allestito ogni sera uno spazio bimbi dove i piccoli possono sedersi per leggere e disegnare. Giovedì 13 in questa via viene proposta una “Serata Wellness” con dimostrazione di yoga e, per chi lo desidera, possibilità di praticarlo, davanti alla Libreria Mondadori, mentre i bar proporranno piatti vegani e NatureHouse darà la possibilità di fare un test per le intolleranze alimentari. Sarà ampia anche la proposta musicale con musica anni ottanta, latin jazz, country e con la Magnifico Tribute Band che proporrà un grande show di intrattenimento Fedez ‘s  &  J-AX ‘s Style con ri-arrangiamenti originali e video. “Giovedì sotto le Stelle” proseguirà nelle serate del 13 e 20 luglio per terminare giovedì 27 luglio con una grande festa nel Borgo Vecchio, il nucleo storico della città. La kermesse è organizzata dall’ufficio Commercio e Manifestazioni del Comune di Carmagnola, Pro Loco, Ascom, Confesercenti e Officina Carmagnola, con il contributo economico del Comune e la compartecipazione delle Associazioni di categoria con una formula collaudata che nelle passate edizioni ha fatto registrare una grande affluenza di pubblico e numerosi apprezzamenti da parte dei visitatori.

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO:
ASCOM Carmagnola  Tel. 011 9720295 – Cell. 3358045842  – E Mail  – carmagnola@ascomtorino.it

La notte astronomica

Finalmente chi ha voglia di dormire sotto le stelle osservandone la bellezza prima di addormentarsi nel silenzio del verde, può farlo a ridosso della città!  Insieme al Parco regionale del Po e Collina Torinese e all’interno del Parco Le Vallere, Grinto Eco Village, a Moncalieri, organizza, con la partecipazione de Planetario IN.FI.NI.TO di Pino Torinese, la “Notte UltraStellare” VENERDI 7 / 7 / 2017 a partire dalle 19 sino alla mattina dopo, presso il camping di corso Trieste 94,Moncalieri. Prenotazione obbligatoria allo 011 0133510. Il pacchetto esperienziale nella natura e gli astri  “Notte UltraStellare” (25 euro a persona) comprende la cena con la scelta tra 2 proposte menù (Alpha e Omega), la guida dell’esperto naturalista, la tangata a piedi nudi nel parco, la possibilità di ausilio di una tata per badare ai bimbi più piccoli, la ziganata con l’esperto di tarocchi, lo spettacolo stellare dal vivo con abbinata la lettura delle stelle coi telescopi curata da staff del planetario, il pernottamento nel camping in tenda premontata da staff interno e il risveglio con le discipline olistiche. Chi non vuole pernottare può scegliere anche di non farlo e costa 20 euro anziché 25 euro. Importante portarsi il proprio materassino isolante e sacco a pelo, abiti comodi, scarpe basse e antizanzare. La natura è bella, ma conviverci a ridosso del fiume Po ha le sue peculiarità.  L’evento (questa volta in format unico e promozionale) è a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria allo 011 0133510. NB: Dormire sotto le stelle vuol dire pernottate nella sicurezza e tranquillità di un camping: proprio per questo viene richiesto il documento di identità in occasione della registrazione all’ingresso.

La Notte è una delle prime attività avviate da quest’anno, a cui si aggiungeranno altre proposte, grazie alla convenzione sottoscritta che permette oggi di usufruire di un unico centro servizi tra la Cascina Le Vallere, il parco omonimo e l’Urban Eco Village Grinto. Il prezzo pertanto è assolutamente promozionale.

L’iniziativa ha due elementi interessanti che caratterizzano la concessione del marchio Mab UNESCO CollinaPo: la prima è che si configura come attività sistemica di collegamento tra una istituzione scientifica ed educativa (IN.FI.NI.TO), una di conservazione ambientale (il Parco Vallere) ed una turistico ricettiva (Grinto). La seconda è che la strutture coinvolte, IN.FI.NI.TO e Grinto sono collocate nell’area MaB UNESCO e non solo nel perimetro delle aree protette del parco. Ovviamente sono anche benvenuti i camperisti,.

Massimo Iaretti